Affanno in gravidanza! Cause, rimedi, consigli, esercizi per il fiato corto, quando preoccuparsi.
- Leandra Maria Bianco

- 16 nov 2021
- Tempo di lettura: 7 min
Aggiornamento: 7 gen
Soffri di affanno in gravidanza e fiato corto?
In questo articolo troverai le cause del respiro affannoso in gravidanza, cosa fare, come prevenire il sintomo e quando preoccuparsi.
Sommario
Fiato corto in gravidanza
L’affanno è un sintomo molto comune e si caratterizza per la sensazione della futura mamma di mancanza di fiato e respiro breve e superficiale.
L' utero in espansione comprime tutti gli organi per fare maggior spazio al bambino che cresce.
Tra gli organi materni quelli che risentono maggiormente dello schiacciamento sono i polmoni, che vengono limitati nella capacità di dilatarsi durante gli atti respiratori.
Generalmente il fiatone in gravidanza è un sintomo non preoccupante ma, talvolta, potrebbe essere il segnale di anemia, carenza di ferro o altre patologie materne.
Affanno in gravidanza primo trimestre
L' utero in espansione sta comprimendo tutti gli organi per fare maggior spazio al bambino che cresce.
Il fiatone in gravidanza nei primi mesi è determinato dal repentino aumento di progesterone che si verifica nell’ organismo materno.
L'ormone progesterone comporta nella futura mamma un aumento del ritmo della respirazione, per cui, può sembrare di non riuscire a respirare correttamente ed avere il fiato corto.
Affanno gravidanza ultimi mesi
Man mano che la gravidanza procede, quindi nel corso del secondo trimestre e ancor più nel terzo trimestre, la respirazione affannosa è avvertita dalla mamma anche quando non fa attività particolarmente impegnative per il fisico.
Cause fiato corto gravidanza
Affanno da cosa dipende?
Le cause della dispnea in gravidanza sono legate all' aumento di volume dell'utero, che espandendosi in asse verticale, induce il diaframma a spostarsi verso l’alto.
Il diaframma è una lamina di muscoli e tendini a forma di cupola che separa il torace dall'addome ed è definito come il cuore della respirazione.
Grazie al ritmico alternarsi dei movimenti del diaframma, verso l’alto e verso il basso, può avvenire la respirazione e quindi le inspirazioni profonde che consentono di ossigenare tutto il corpo.
Durante i nove mesi di dolce attesa, la crescita fetale determina lo spostamento dell'utero verso l’alto, pertanto il diaframma non può più alzarsi ed abbassarsi in maniera armonica, obbligando la mamma a una respirazione superficiale.
A partire dal 7mo mese, e in particolare nell' ottavo e nel nono mese, l’incapacità della mamma ad ampliare a pieno i polmoni, comporta disturbi di affaticamento e fiatone durante qualsiasi attività fisica, anche lievissima.
Alla limitazione della capacità polmonare si aggiunge, inoltre, l’effetto dell’ormone progesterone che contribuisce ad amplificare il fiato corto.
Gravidanza e fiato corto, cosa fare?
L' affanno ad inizio gravidanza è il più delle volte associato alla stanchezza, tipico sintomo di inizio gravidanza, che nella maggior parte dei casi non arreca grave fastidio alla mamma che non dovrà fare altro che riposare.
Quando la gravidanza procede, la sensazione di fatica potrebbe diventare sempre maggiore, quindi, quando si avverte la sensazione di mancanza d'aria è opportuno che la mamma si riposi fino a quando la respirazione non comincia a essere regolare.
Non appena la respirazione diventa ansimante è bene fermarsi e riprendere letteralmente fiato.
Per l’affanno del terzo trimestre di gravidanza, quando ci si sente con il fiato corto, può essere di aiuto inspirare ed espirare due tre volte lentamente e profondamente.
Abituarsi a fare esercizi di inspirazione può giovare a prendere familiarità con la respirazione durante il travaglio di parto.
Come prevenire il fiatone in gravidanza?
Il modo migliore per prevenire l’affanno in gravidanza è limitare gli sforzi fisici.
Può essere utile a partire dal secondo trimestre di gravidanza, quando la pressione del bambino sugli organi materni diventa maggiore, effettuare in posizione eretta respirazioni lente e profonde, controllando il ritmo del fiato, in modo da migliorare l’ossigenazione dell’organismo.
Il fiato corto è pericoloso?
Per fortuna, il respiro corto, seppur molto sgradito, non danneggia il bambino che continua a ricevere l’ossigeno che gli serve attraverso la placenta.
Affanno in gravidanza quando passa?
Per tutta la gestazione, soprattutto nel terzo trimestre, il sintomo di affanno tende a peggiorare, particolarmente se la mamma è in sovrappeso o soffre di asma.
Un po’ di sollievo arriva alla fine della gestazione, quando il bambino scende nella pelvi aumentando la capacità dei polmoni ad espandersi.
Se si è alla prima gravidanza, la discesa della testa fetale, e quindi il sollievo dall' affanno, si ha due, tre settimane prima del parto ma, va sottolineato che, non sempre ciò avviene.
Consigli contro l’affanno in gravidanza
Ecco alcuni suggerimenti per non avere il fiatone in gravidanza.
Durante il riposo notturno, per favorire una buona respirazione, sistemate dei cuscini in modo da avere la schiena rialzata.
Potete utilizzare un cuscino per la gravidanza che sarà utile anche dopo il parto sia per allattare sia per sistemarvi sopra il bebè.
Quando ti siedi, fallo con la schiena ben dritta.
Se ti senti particolarmente senza fiato, solleva le braccia sopra la testa per alleggerire la pressione sulla gabbia toracica e respirare con più aria.
Esercizi di respirazione
Questi esercizi di respirazione aiutano a trovare sollievo in gravidanza dal fiato corto.
Inspira lentamente e profondamente, assicurandoti di espandere la gabbia toracica e non l’addome; per verificare che stai respirando correttamente, metti le mani ai lati del petto e controlla che le costole si espandano.
Espira lentamente e profondamente.
Ripeti questo tipo di respirazione profonda ogni volta che ne senti la necessità o ti senti ansiosa.
Affanno in gravidanza quando preoccuparsi
Il fiato corto in gravidanza è quasi sempre un sintomo benigno ma, in alcuni casi, può essere un segnale che qualcosa non va.
Anemia e ferro basso
L’affanno in gravidanza, ad esempio, può segnalare che nell’ organismo materno le riserve di ferro sono molto basse, oppure, la fame d’aria può essere la conseguenza di livelli bassi di emoglobina nel sangue materno.
In gravidanza, a causa dell’aumento della volemia del sangue e della richiesta di ferro da parte del feto, la mamma può andare incontro ad anemia che determina una minore quantità di emoglobina circolante; l’emoglobina è una proteina che serve a trattenere l’ossigeno per poi portarlo a tutti gli organi e tessuti.
Per fronteggiare all' anemia il cuore materno aumenta il suo ritmo cardiaco, causa dell’affaticamento stesso.
Incremento ponderale
Un ulteriore motivo di affaticamento è determinato da un eccessivo aumento di peso materno che potrebbe ostacolare e rendere maggiormente faticosi i movimenti di ogni giorno.
Un sovrabbondante incremento ponderale, inoltre, è un fattore di rischio per malattie come la gestosi o l'ipertensione, pertanto, è necessario che la futura mamma limiti l’impennata di peso seguendo una dieta sana che comprenda i nutrienti necessari con pasti piccoli e leggeri.
L' aumento di peso materno consigliato nei nove mesi è inferiore ai 12 kg.
I pasti troppo abbondanti e difficili da digerire potrebbero accrescere l’affanno, poiché, lo stomaco pieno comprime ancor di più i polmoni soffocandoli.
Tachicardia, dispnea e fame d'aria
Tachicardia e fiato corto in gravidanza camminano spesso a braccetto così come l’asma può provocare maggiori problemi di respirazione.
Nei casi in cui la mancanza di fiato è forte accompagnata da respiri frequenti, labbra e punta delle dita blu, dolore al petto e tachicardia, (battito accelerato con pulsazioni rapide) è necessario recarsi in tempi brevissimi in ospedale o chiamare soccorso.
Quando la sensazione di affaticamento è particolarmente intensa, potrebbe accompagnarsi anche da fenomeni di tachicardia e battito accelerato, oltre a fiato corto.
In questi casi è bene avvisare il proprio medico che potrebbe prescrivere esami ed indagini specifiche.
Malattie respiratorie
In alcuni casi, l’affanno gravidico potrebbe essere correlato a problemi che esulano la gravidanza stessa, come patologie cardio-respiratorie di cui la mamma soffriva e che in gravidanza diventano manifesti.
In questi casi è necessario riconoscere il problema e curarlo con la terapia adeguata.
Conclusione
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Fonti
Le informazioni presenti in questo articolo sulla 6 settimana di gravidanza si basano su linee guida scientifiche, testi di riferimento in ambito ostetrico e ginecologico e fonti istituzionali affidabili. I contenuti sono stati elaborati con l’obiettivo di offrire indicazioni aggiornate, chiare e comprensibili, senza sostituire il parere medico.
Tra le principali fonti di riferimento:
Linee guida del Ministero della Salute
Raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
Materiale informativo dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS)
Manuali di embriologia e ostetricia clinica
Evidenze scientifiche condivise da società ginecologiche e ostetriche internazionali
Le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il consulto con il ginecologo o l’ostetrica, che restano i professionisti di riferimento per ogni gravidanza.








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