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Crisi di coppia dopo nascita figlio? 6 consigli per l' intimità evitare crisi coniugali


La crisi di coppia dopo la nascita di un figlio, ecco come affrontarla


Sommario



Rapporto di coppia dopo la nascita di un figlio


Diventare genitori vuol dire rimettersi in gioco, fare i conti e trovare un compromesso con i propri punti deboli, cercando allo stesso tempo di stabilire una continuità tra passato e presente.

La nascita del primo figlio esige da parte dei neogenitori consistenti cambiamenti psicologici, non solo a livello individuale, ma anche in quanto membri di una coppia. E’ un passaggio alquanto impegnativo, ma la sollecitudine richiesta da questa fase di transizione è controbilanciata da un impareggiabile arricchimento in termini di maturazione personale, sia per le neomamme che per i neopapà.


Crisi coniugale dopo un figlio


L’arrivo di un bambino è infatti una vera e propria rivoluzione, considerato che apporta notevoli cambiamenti in diversi ambiti della vita personale e relazionale di mamma e papà, tra cui quello fisico (pensiamo solo ai cambiamenti del corpo della donna), psicologico, emozionale e sessuale, nonché finanziario e degli spazi di vita, e può stravolgere l’armonia di coppia facendo sorgere incomprensioni, problemi e tensioni che possono sfociare in una vera e propria crisi di coppia.


È ormai noto infatti che il grado di soddisfazione rispetto al proprio rapporto di coppia, espresso sia dalle neo mamme che dai neo papà, intervistati ad un anno di vita del bambino, scende vertiginosamente dopo la nascita del primo figlio.


Fattori che influenzano la coppia dopo i figli


Sono diversi i fattori che concorrono a far sì che questo momento di vita straordinario sia anche uno di quelli che più di altri può metter alla prova la tenuta della relazione, scatenando una crisi di coppia.


Alcuni di questi fattori sono di ordine sociale:


Spesso la coppia è sola


Oggi lo stress legato alla nascita di un figlio è più alto anche perché la struttura familiare è cambiata: spesso i rispettivi genitori, i nonni del bimbo, sono lontani o impegnati col lavoro, per cui la coppia non può contare sul sostegno delle famiglie di origine come accadeva una volta.

Manca la familiarità con il mondo dell’infanzia.


Avere un figlio è per molti oggi un fatto straordinario. Molte coppie non hanno amici o parenti che siano essi stessi genitori, e il proprio figlio rappresenta il primissimo contatto con il mondo dell’infanzia. Ciò comporta che il neonato possa essere vissuto, talvolta, come una sorta di “marziano”, con tutti i sentimenti di inadeguatezza e di apprensione che ne derivano.

È poco sviluppata l’abitudine a prendersi cura dell’altro e alla rinuncia.

Oggi siamo molto orientati al prenderci cura di noi stessi e a soddisfare i nostri bisogni e desideri personali. Fortunatamente viviamo in un momento storico di grandi possibilità, nonostante la crisi economica, e la maggior parte di noi riesce a coltivare diversi ruoli e diverse attività, che danno un senso di realizzazione nei migliori dei casi, di piacere negli altri. Le rinunce e la riorganizzazione dei tempi e degli spazi di vita personali che il prendersi cura in modo totale del nuovo arrivato comporta, può essere vissuto come destabilizzante.


crisi di coppia dopo i figli

Organizzazione familiare per evitare la crisi di coppia


Un’organizzazione familiare equilibrata si basa su un armonico bilanciamento tra le necessità soggettive di ciascuno dei partner e le esigenze della relazione.

Ciò che può rendere più semplice il raggiungimento di tale equilibrio è la presenza in entrambi i partner di un solido senso di identità; la capacità di decentrarsi e di considerare i diversi modi possibili di vedere le cose; la capacità di sapere discutere senza esacerbare i conflitti e senza creare delle impasse improduttive.


Queste qualità possono essere più o meno sviluppate in ognuno di noi; una neomamma e un neopapà che ne siano sensibilmente dotati saranno avvantaggiati perché potranno attingervi a piene mani per rinegoziare il loro equilibrio di coppia. Ciò non toglie che anche coloro che ne sono minuti in misura minore e che magari hanno instaurato una relazione meno equilibrata possano mettere a frutto l’occasione fornita dalla nascita del bebè per rimettersi in gioco, per potenziare le proprie competenze relazionali e per sviluppare empatia, ossia la capacità di mettersi nei panni degli altri.


In ogni relazione l’intimità e la condivisione non rappresentano mai un punto d’arrivo che, una volta raggiunto, si mantiene definitivamente acquisito e inalterabile; il rapporto deve essere coltivato e nutrito giorno dopo giorno perché possa continuare a produrre i suoi frutti migliori, richiede dedizione e impegno da parte di entrambi i partner, i quali possono ricorrere a una serie di accorgimenti per agevolare la comunicazione reciproca.


Tali accorgimenti hanno a che fare con l’esternare le proprie attese, cioè con il confrontarsi con il partner circa le aspettative che si nutrono sul bambino, su stessi e sul futuro insieme. Ciò è indubbiamente d’aiuto nel sentirsi più preparati a gestire il ruolo di genitori.

Un altro accorgimento è ritagliare del tempo per parlarsi, nonché l’affrontare un problema alla volta, in quanto stabilire delle priorità permette di guardare ai problemi con maggiore serenità.

E’ poi importante non trascurare l’intimità, anche semplicemente stando insieme a contemplare e coccolare il proprio bebè: questo è un ottimo modo per condividere le proprie emozioni.

Garantirsi un appoggio esterno ed avere qualcuno con cui confidarsi sono appigli impagabili per combattere le incertezze e gli scoraggiamenti.


Sarebbe inoltre utile provare ad assumere un’attitudine possibilista e aperta alla sperimentazione, sia per se stessi che per quanto riguarda il bambino. Un neonato è imprevedibile e cambia giorno dopo giorno, per cui non è possibile adottare stili di comportamento e atteggiamenti mentali rigidi e determinati una volta per tutti.



I 6 consigli per aiutare la coppia di neogenitori


Ecco allora 6 accorgimenti che possono aiutare la coppia alle prese con il nuovo ruolo di genitori:


  1. Avere aspettative realistiche. Mettere in conto fatiche e difficoltà senza voler essere genitori perfetti, con una casa perfetta e con la capacità di mantenere i ritmi precedenti può sicuramente aiutare ad affrontare il cambiamento con maggior fiducia e flessibilità.

  2. Aiutarsi. Molti conflitti dopo la nascita di un bimbo riguardano la suddivisione delle responsabilità, per cui può accadere che uno dei due senta di lavorare di più dell’altro e di non essere visto/a e apprezzato/a per questo, ma lasciato/a solo/a. In questi casi può essere utile mappare le cose da fare e arrivare ad una suddivisione condivisa e ragionata degli impegni. Può appartenere a questa voce la possibilità di fare i turni la notte per permettere all’altro di recuperare un po’ di sonno. Più in generale è importante pensare alla gestione familiare come un lavoro di team, in cui si ragiona insieme sulle difficoltà, sulle risorse disponibili, e sull’apporto e il contributo che ognuno può dare per l’obiettivo comune: costruire insieme una famiglia.

  3. Apprezzarsi e incoraggiarsi a vicenda evitando di sentirsi in competizione. Il mestiere di genitore si apprende col tempo, bisogna avere pazienza e non innervosirsi se il neo papà è lento a cambiare il figlio o la mamma non ha più tempo come prima per preparare cenette deliziose o tenere in ordine la casa. Sentire la stima e la fiducia del partner nelle proprie capacità genitoriali aiuterà sia la neo mamma che il neo papà a sentirsi più sicuro e competente.

  4. Mantenere viva l’intimità e la connessione emotiva. Il desiderio scende soprattutto nella donna nel periodo subito successivo alla gravidanza. La mancanza di sonno, le nuove responsabilità e i cambiamenti fisici e ormonali possono cambiare i ritmi e lo slancio del desiderio. È importante metterlo in conto e non drammatizzare questo momentaneo disinteresse o calo della passionalità, in particolare non bisogna interpretarlo come un rifiuto o segno che qualcosa non va nella relazione. È possibile invece coltivare l’intimità e la vicinanza fisica in modo corrispondente alle nuove esigenze di questa fase particolare, con coccole e abbracci, magari sul divano davanti ad bel film da guardare insieme nei momenti di pausa dal bebè.

  5. Mantenere spazi individuali. Molte coppie rinunciano ai propri hobby e alle proprie passioni dopo la nascita di un figlio. Se nel primo periodo questo è normale, è comunque importante incoraggiarsi e sostenersi a vicenda affinché ognuno dei due riesca a trovare quanto prima del tempo da dedicare a sé stesso. Che sia il caffè con l’amica o la giornata sugli sci, momenti di pausa permettono di rientrare in famiglia con rinnovato slancio ed energia.

  6. Mantenere vivo il dialogo. In questa fase più che mai sono tante le emozioni che entrano in gioco. Una relazione è duratura se sa accogliere e dare spazio alle emozioni attraverso una buona comunicazione: per chiarire fraintesi, per esprimere le proprie aspettative, o solo per condividere e sentirsi insieme. Fare i genitori è il lavoro più difficile al mondo e nessuno lo insegna. Rimanere uniti e complici renderà tutto più semplice.


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