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- 10 settimana di gravidanza: sintomi, sviluppo del feto, ecografia e quando inizia il terzo mese
Se sei alla 10 settimana di gravidanza , sei entrata nel terzo mese e ti trovi in una fase di grande trasformazione. Il tuo bambino sta crescendo rapidamente, molti organi sono già formati e il cuore batte con forza. Anche il tuo corpo continua ad adattarsi, tra nausea, stanchezza e cambiamenti che possono farti sentire fragile o incredibilmente consapevole. 10 settimane di gravidanza corrispondono all’inizio del terzo mese. Siamo ancora nel primo trimestre, una fase delicata ma fondamentale, in cui lo sviluppo del feto procede a ritmo intenso. È normale chiedersi: Quanto è grande il feto? Il rischio di aborto è ancora alto? Cosa si vede in ecografia? È normale avere questi sintomi? In questo articolo trovi risposte chiare, basate sulle linee guida ostetriche e sulla fisiologia della gravidanza, per capire cosa succede nella decima settimana, come sta il tuo bambino e quando è il momento di programmare esami importanti come la traslucenza nucale o il NIPT. Respira. La 10 settimana è una soglia: stai lasciando alle spalle le primissime settimane e ti avvicini gradualmente alla fine del periodo più delicato. Ti accompagno passo dopo passo, con parole semplici ma rigorose, perché in gravidanza informazione e serenità devono camminare insieme. Sommario A quanti mesi corrisponde Com’è il feto alla decima settimana Ecografia: cosa si vede Sintomi più comuni Com’è la pancia Quando diminuisce il rischio Cosa fare in questa fase Cosa succede alla 10 settimana FAQ Conclusioni 10 settimana di gravidanza: a quanti mesi corrisponde? Se sei alla 10 settimana di gravidanza , ti trovi all’inizio del terzo mese . Sei ancora nel primo trimestre , ma stai entrando nell’ultima parte di questo periodo così intenso e delicato. Molte donne cercano: “10 settimane di gravidanza sono quanti mesi?” Facciamo chiarezza in modo semplice. 10 settimane di gravidanza sono quanti mesi? 10 settimane di gravidanza corrispondono a circa 2 mesi e mezzo e segnano l’inizio del terzo mese. La gravidanza non si divide in mesi “esatti” da 4 settimane, perché i mesi non hanno tutti la stessa durata. Per questo motivo, in ambito medico e ostetrico si utilizza sempre il conteggio in settimane , che è più preciso. 👉 Schema orientativo: 1° mese: fino a 4 settimane 2° mese: 5 – 8 settimane 3° mese: 9 – 13 settimane Alla 10 settimana sei quindi nel terzo mese , ma ancora nel primo trimestre . Quando inizia il terzo mese di gravidanza? Il terzo mese di gravidanza inizia alla 9 settimana compiuta e termina alla fine della 13 settimana. Questo significa che: a 9 settimane entri nel terzo mese a 13 settimane si conclude il primo trimestre dalla 14 settimana inizia il secondo trimestre La 10 settimana è quindi una fase di transizione importante: lo sviluppo del feto è già molto avanzato e ti stai avvicinando alla fine del periodo più delicato. 10 settimane e 3 o 5 giorni: cambia qualcosa? Dal punto di vista clinico, pochi giorni non cambiano la sostanza dello sviluppo , ma possono fare differenza nelle misurazioni ecografiche. Ad esempio: il CRL (lunghezza vertice-sacro) cresce rapidamente alcuni parametri di screening (come la traslucenza nucale) hanno finestre temporali precise. Per questo motivo, quando parliamo di epoca gestazionale, anche 10 settimane e 3 giorni o 10 settimane e 5 giorni vengono considerati con attenzione, soprattutto in prossimità degli esami del primo trimestre. Ma per quanto riguarda il mese di gravidanza, sei sempre nel terzo mese . Come si calcolano correttamente le settimane di gravidanza? Le settimane di gravidanza si calcolano a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione , non dal giorno del concepimento. Questo metodo è utilizzato in tutto il mondo perché: è oggettivo è facilmente databile consente un monitoraggio standardizzato Successivamente, la data viene confermata o eventualmente corretta con la prima ecografia, in base alla misurazione del feto. Ricorda: la gravidanza dura in media 40 settimane, non 9 mesi esatti. Per questo parlare in settimane è sempre più accurato rispetto ai mesi. Com’è il feto a 10 settimane di gravidanza Alla 10 settimana di gravidanza , il tuo bambino è ancora piccolissimo, ma lo sviluppo compiuto finora è straordinario. Tutte le strutture principali sono state impostate e ora iniziano a crescere, perfezionarsi, coordinarsi. È una fase silenziosa ma potentissima. Quanto è grande il feto alla decima settimana? (cm e peso) Alla decima settimana il feto misura in media circa 3–4 centimetri di lunghezza, misurati dalla testa al sacro (CRL, lunghezza vertice-sacro). Il peso è ancora molto ridotto, intorno ai 4–5 grammi . Per aiutarti a immaginarlo, ha dimensioni simili a una piccola prugna. La crescita in queste settimane è rapidissima: bastano pochi giorni perché la misura aumenti in modo visibile all’ecografia. Per questo anche 10 settimane e 3 o 5 giorni possono mostrare differenze minime ma reali nella lunghezza. Quali organi sono già formati? Alla 10 settimana di gravidanza, il processo di formazione degli organi principali è praticamente completato. Il cuore è strutturato e batte regolarmente, il cervello si sta sviluppando in aree sempre più definite, l’apparato digerente è presente, i reni iniziano a funzionare in modo primitivo. Gli arti sono ben visibili: braccia e gambe sono formate, le dita delle mani e dei piedi si sono separate, e il volto comincia ad assumere tratti più riconoscibili. Anche le strutture che daranno origine ai genitali esterni sono presenti, ma è ancora troppo presto per determinare il sesso con certezza ecografica. Siamo al passaggio tra fase embrionale e fase fetale : l’architettura c’è, ora inizia il perfezionamento. Il cuore batte? Si può sentire? Sì, il cuore batte già da diverse settimane. Alla 10 settimana l’attività cardiaca è ben visibile all’ecografia e il battito è regolare. Con un’ ecografia transvaginale o addominale (a seconda dei casi), il battito può essere osservato chiaramente. Talvolta si può anche ascoltare, ma dipende dalla strumentazione e dalla posizione del feto. La frequenza cardiaca in questa fase è fisiologicamente più alta rispetto a quella di un adulto, perché il metabolismo fetale è molto attivo. Vedere o sentire il battito è uno dei momenti più emozionanti del primo trimestre. Il feto si muove a 10 settimane? Sì, il feto si muove già. Anche se tu non puoi ancora percepirlo, il sistema nervoso sta iniziando a coordinare piccoli movimenti spontanei. Possono essere osservati all’ecografia: movimenti rapidi, brevi, ancora non controllati in modo volontario. La mamma inizia generalmente a percepire i movimenti molto più avanti, intorno alla 18ª – 20ª settimana (a volte prima nelle gravidanze successive). A 10 settimane, i movimenti esistono, ma sono troppo delicati per essere sentiti. Dove si trova il feto e quanto è grande l’utero? Alla 10 settimana di gravidanza, il feto si trova all’interno dell’utero, immerso nel liquido amniotico , collegato alla placenta attraverso il cordone ombelicale . L’utero è cresciuto rispetto alle prime settimane, ma si trova ancora all’interno della pelvi, quindi al di sotto dell’osso pubico. Per questo motivo, esternamente la pancia potrebbe non essere ancora visibile o appena accennata. È normale che l’addome possa apparire più gonfio, ma questo è spesso legato a cambiamenti intestinali e ormonali più che all’effettivo volume uterino. Il tuo corpo sta cambiando, anche se dall’esterno può sembrare tutto ancora simile. Ecografia alla 10 settimana: cosa si vede Alla 10 settimana di gravidanza , l’ecografia permette di vedere chiaramente il feto, il battito cardiaco e la misura della lunghezza vertice-sacro (CRL) , che serve per confermare l’epoca gestazionale. È uno degli esami più emozionanti del primo trimestre , perché per la prima volta il tuo bambino appare definito, con testa, tronco e arti riconoscibili. Vediamo nel dettaglio cosa aspettarti. Che ecografia si fa a 10 settimane? Alla 10 settimana si può eseguire: ecografia transvaginale , soprattutto se è la prima ecografia o se serve maggiore definizione ecografia addominale , se l’utero è già ben visibile e le condizioni lo permettono Non esiste una regola assoluta: dipende dalla posizione dell’utero, dalla qualità dell’immagine e dalla necessità clinica. In questa fase l’ecografia serve principalmente a: confermare la vitalità fetale verificare la presenza del battito misurare il CRL controllare che lo sviluppo sia coerente con le settimane di gravidanza Non è ancora l’ ecografia morfologica (che si farà più avanti), ma è fondamentale per il monitoraggio del primo trimestre. Cosa si vede in ecografia? Alla 10 settimana di gravidanza si vede chiaramente: il feto con testa proporzionalmente più grande rispetto al corpo il tronco e gli arti i primi movimenti spontanei (anche se tu non li senti ancora) il battito cardiaco il sacco amniotico e la placenta in formazione Il medico misura la lunghezza vertice-sacro (CRL), che in questa fase è il parametro più affidabile per datare la gravidanza. È normale che l’immagine non sia “perfetta” come nelle ecografie più avanzate: siamo ancora nel primo trimestre. Ma la definizione rispetto alle settimane precedenti è sorprendente. Si può già sapere se è maschio o femmina? No, alla 10 settimana di gravidanza non è possibile determinare con certezza il sesso attraverso l’ecografia . I genitali esterni stanno iniziando a differenziarsi, ma non sono ancora sufficientemente sviluppati per una diagnosi affidabile. Se desideri conoscere il sesso in anticipo, alcune tecniche di screening come il NIPT (test prenatale non invasivo) , eseguibile dalla 10ª settimana, possono fornire questa informazione tramite analisi del DNA fetale nel sangue materno. Con l’ecografia, una valutazione più attendibile del sesso si ottiene generalmente dopo la 14-16 settimana, e con maggiore sicurezza durante l’ecografia morfologica del secondo trimestre. Quando si sente il battito? Il battito cardiaco è già presente da settimane. Alla 10 settimana è normalmente visibile con chiarezza all’ecografia e, in molti casi, può essere anche ascoltato tramite l’apparecchiatura ecografica. La frequenza cardiaca fetale in questa fase è fisiologicamente elevata, perché il metabolismo è molto attivo. Questo è un segno di vitalità. Vedere o sentire il battito è un momento carico di emozione. È anche uno dei parametri più importanti per valutare che la gravidanza stia procedendo regolarmente. Sintomi alla 10 settimana di gravidanza Alla 10 settimana di gravidanza sei ancora nel pieno del primo trimestre. Gli ormoni sono elevati, il tuo corpo sta lavorando intensamente e non è raro sentirsi stanche, nauseate o più sensibili del solito. Ogni gravidanza è diversa. C’è chi vive sintomi intensi e chi quasi non ne avverte. Entrambe le situazioni possono essere perfettamente normali. Vediamo i sintomi più comuni e quando invece è bene chiedere un parere medico. Nausea e vomito: quando sono normali? La nausea è uno dei sintomi più frequenti del primo trimestre. Alla 10 settimana può essere ancora presente, a volte anche intensa. È legata soprattutto all’aumento della beta-hCG e degli estrogeni. È considerata fisiologica quando: compare soprattutto al mattino o in alcuni momenti della giornata migliora mangiando poco e spesso non impedisce completamente di alimentarsi Diventa invece importante parlarne con il medico se: il vomito è molto frequente non riesci a trattenere liquidi perdi peso ti senti disidratata o molto debole In rari casi può trattarsi di iperemesi gravidica , che richiede monitoraggio. Se la nausea diminuisce improvvisamente, non significa automaticamente che qualcosa non va: in alcune donne è normale che i sintomi inizino ad attenuarsi proprio verso la fine del primo trimestre. Stanchezza intensa: perché succede? La sensazione di affaticamento profondo è molto comune alla 10 settimana di gravidanza. Il tuo corpo sta: aumentando il volume di sangue sostenendo la crescita della placenta producendo grandi quantità di ormoni La progesterone, in particolare, ha un effetto sedativo naturale. La stanchezza è fisiologica se migliora con il riposo. Se invece è accompagnata da palpitazioni , vertigini persistenti o pallore marcato , può essere utile controllare i valori del ferro e parlarne con il medico. Ascoltare il bisogno di riposo in questa fase non è debolezza: è fisiologia. Dolori al basso ventre e crampi Alla 10 settimana possono comparire lievi dolori simili a quelli mestruali o una sensazione di tensione al basso ventre. Questo succede perché: l’utero sta crescendo i legamenti si stanno adattando aumenta l’afflusso di sangue nella zona pelvica Sono generalmente normali se: sono lievi non aumentano di intensità non sono associati a sanguinamento abbondante È invece importante contattare il medico se il dolore è forte, continuo, associato a perdite di sangue rosso vivo o febbre. Il tuo corpo si sta modificando. Una certa tensione è parte del processo. Perdite vaginali: quali sono fisiologiche? Alla 10 settimana è normale avere un aumento delle perdite vaginali biancastre o trasparenti. Sono legate agli estrogeni e all’aumentata vascolarizzazione. Sono considerate fisiologiche quando: sono chiare o lattiginose non hanno cattivo odore non provocano bruciore o prurito Se invece le perdite diventano: verdastre o grigiastre maleodoranti accompagnate da prurito o dolore potrebbe trattarsi di un’ infezione e va valutata. Anche piccole perdite marroncine possono comparire, ma qualsiasi sanguinamento rosso vivo va sempre segnalato al medico per prudenza. Pancia gonfia o dura: è normale? Molte donne alla 10 settimana di gravidanza riferiscono una sensazione di pancia gonfia, più che realmente “incinta”. Questo è spesso dovuto a: rallentamento intestinale legato al progesterone maggiore ritenzione di liquidi aumentata vascolarizzazione L’utero è ancora all’interno della pelvi, quindi la pancia visibile è spesso più legata al gonfiore che alla dimensione uterina. Una pancia temporaneamente più dura può essere semplicemente tensione intestinale . Se invece l’addome è molto dolente o rigido in modo persistente, è sempre meglio confrontarsi con il medico. Piccola rassicurazione importante Avere sintomi intensi non significa che la gravidanza andrà meglio. Non avere sintomi non significa che qualcosa non vada. Ogni gravidanza ha il suo linguaggio. Com’è la pancia alla decima settimana Alla 10 settimana di gravidanza , la pancia può essere appena accennata… oppure ancora del tutto invisibile. Ed entrambe le situazioni sono assolutamente normali. In questa fase l ’utero è cresciuto , ma si trova ancora all’interno della pelvi, dietro l’osso pubico. Questo significa che dall’esterno il cambiamento può essere minimo, anche se tu inizi a sentirlo dentro. Ogni corpo ha tempi diversi. La gravidanza non è una gara. Quando inizia a vedersi la pancia? La pancia inizia generalmente a vedersi tra la 12ª e la 16ª settimana , ma può comparire prima o dopo a seconda di diversi fattori: costituzione fisica tonicità addominale eventuali gravidanze precedenti posizione dell’utero Nelle prime settimane ciò che si nota più spesso non è ancora la “ pancia da gravidanza ”, ma un leggero cambiamento della silhouette. Alla 10 settimana è più comune percepire una sensazione di pienezza o tensione piuttosto che un vero e proprio pancino evidente. È normale non avere ancora pancia? Sì. È completamente normale. Molte donne alla 10 settimana di gravidanza non hanno alcun cambiamento visibile. Questo non ha alcuna correlazione con la crescita del feto o con l’andamento della gravidanza. L’utero in questa fase ha dimensioni simili a un’arancia ed è ancora contenuto nel bacino. Per questo motivo non “spinge” ancora verso l’esterno. Se ti guardi allo specchio e ti sembra che nulla sia cambiato, non significa che la gravidanza non stia procedendo bene. Il tuo bambino sta crescendo, anche se dall’esterno il tuo corpo sembra quasi lo stesso. Dove si gonfia l’addome nelle prime settimane? Nelle prime settimane la sensazione di gonfiore è spesso localizzata nella parte bassa dell’addome , sotto l’ombelico. Questo gonfiore è legato principalmente a: rallentamento intestinale dovuto al progesterone maggiore afflusso di sangue nella zona pelvica lieve ritenzione di liquidi Non è ancora l’utero che “sporge”, ma un adattamento fisiologico dell’organismo. Può capitare che la pancia sia più piatta al mattino e più gonfia la sera. Anche questo è normale. 🤍 Una cosa importante da ricordare La pancia non è un indicatore della salute della gravidanza in questa fase. Non avere ancora un pancino visibile non significa che qualcosa non stia andando come dovrebbe. Ogni corpo ha il suo ritmo. La gravidanza è un processo interno prima ancora che esterno. Come capire se la gravidanza procede bene a 10 settimane Alla 10 settimana di gravidanza , molte donne si fanno la stessa domanda, anche se non sempre la dicono ad alta voce: “Sta andando tutto bene?” Nel primo trimestre è normale sentirsi vulnerabili. Il corpo cambia, i sintomi vanno e vengono, e l’ansia può farsi sentire soprattutto prima di un’ecografia. Vediamo quali sono i segnali rassicuranti e quando invece è giusto chiedere un controllo. Segnali rassicuranti Alla 10 settimana sono considerati segnali di andamento regolare della gravidanza: presenza del battito cardiaco all’ecografia crescita fetale coerente con l’epoca gestazionale assenza di sanguinamento abbondante sintomi che restano stabili o che iniziano gradualmente a ridursi È importante sapere che anche la diminuzione della nausea o della tensione al seno , in questa fase, può essere fisiologica. Non significa automaticamente che qualcosa non vada. Ogni gravidanza ha il suo ritmo. Alcune donne hanno sintomi intensi fino alla 12ª settimana , altre iniziano a sentirsi meglio proprio intorno alla 10ª. Il parametro più oggettivo resta sempre l’ ecografia. Quando contattare il medico È corretto rivolgersi al medico o al pronto soccorso ostetrico se compaiono: sanguinamento rosso vivo abbondante dolore addominale forte e persistente febbre perdite maleodoranti associate a dolore malessere generale importante Piccole perdite marroncine o lievi dolori intermittenti possono essere frequenti nel primo trimestre, ma ogni dubbio merita ascolto. Non stai esagerando se chiedi un parere. In gravidanza è giusto essere prudenti. Quando diminuisce il rischio di aborto? Il rischio di aborto spontaneo è più elevato nelle primissime settimane di gravidanza, in particolare prima dell’8ª settimana. Alla 10 settimana , se è presente il battito cardiaco e la crescita è regolare, il rischio si è già ridotto in modo significativo rispetto all’inizio della gravidanza. Statisticamente, la probabilità continua a diminuire progressivamente fino alla fine del primo trimestre. Questo non significa che il rischio sia zero, ma che settimana dopo settimana la gravidanza si consolida. La 10 settimana è una fase di passaggio: non sei più all’inizio, ma non sei ancora alla fine del primo trimestre. È normale avere paura. Ma è anche giusto sapere che stai avanzando. 🤍 Una parola per te Se ti trovi alla 10 settimana e controlli ogni segnale del tuo corpo, non sei fragile: sei coinvolta. La gravidanza è fatta di biologia e di emozioni. Entrambe meritano spazio. Cosa fare alla 10 settimana La 10 settimana di gravidanza è il momento giusto per organizzarsi. Non serve fare tutto subito, ma è importante sapere cosa programmare e come prenderti cura di te. Questa fase è dedicata alla pianificazione consapevole. Esami da programmare Se non li hai ancora eseguiti, nel primo trimestre sono generalmente previsti: esami del sangue di routine (emocromo, gruppo sanguigno, glicemia, sierologie) esame delle urine eventuale controllo della tiroide se indicato prima ecografia di datazione (se non ancora fatta) Questi esami servono a monitorare la tua salute e quella del tuo bambino. La maggior parte rientra negli esami raccomandati dalle linee guida nazionali per il primo trimestre. È anche il momento giusto per iniziare a informarti sugli screening prenatali. Traslucenza nucale e bi-test: quando prenotare? La traslucenza nucale è un’ecografia che si esegue tra 11+0 e 13+6 settimane di gravidanza. Spesso viene associata al bi-test , un esame del sangue materno che, insieme alla misurazione ecografica, consente di stimare il rischio di alcune anomalie cromosomiche. Alla 10 settimana è il momento ideale per: informarti decidere se desideri eseguire lo screening prenotare l’esame nella finestra corretta Non è un esame obbligatorio, ma è uno screening raccomandato e diffuso. Qui puoi rimandare naturalmente a un articolo dedicato alla diagnosi prenatale , per spiegare in modo approfondito differenze tra screening e test diagnostici. NIPT: da che settimana si può fare? Il NIPT (test prenatale non invasivo) può essere eseguito a partire dalla 10ª settimana di gravidanza . Si tratta di un esame del sangue materno che analizza il DNA fetale circolante per valutare il rischio di alcune anomalie cromosomiche. È uno screening, non una diagnosi definitiva. Non è obbligatorio e non sostituisce la traslucenza nucale, ma può essere proposto in base all’età materna, alla storia clinica o alla scelta personale. Prima di decidere, è sempre consigliato un colloquio informativo con il medico o l’ostetrica, per comprendere bene cosa misura, cosa non misura e quali sono i limiti. Alimentazione nel primo trimestre Alla 10 settimana l’alimentazione deve essere: equilibrata varia sicura dal punto di vista microbiologico È importante: evitare carni crude o poco cotte evitare pesce crudo lavare accuratamente frutta e verdura evitare formaggi non pastorizzati limitare il consumo di alimenti ad alto rischio di contaminazione Per saperne di più: alimentazione in gravidanza L’acido folico andrebbe assunto già dal periodo preconcezionale e continuato nel primo trimestre, secondo indicazione medica. Non serve “mangiare per due”. Serve nutrirsi bene. Se la nausea è ancora presente, piccoli pasti frequenti possono aiutare. Cosa evitare nelle prime settimane Nel primo trimestre è consigliabile: evitare fumo attivo e passivo evitare alcol limitare l’assunzione eccessiva di caffeina non assumere farmaci senza indicazione medica evitare attività ad alto rischio di trauma addominale L’attività fisica moderata, se la gravidanza è fisiologica, è generalmente consigliata. La parola chiave è equilibrio. 🌿 Uno sguardo più ampio Alla 10 settimana sei nel momento ideale per informarti sulla diagnosi prenatale , distinguendo tra: screening (traslucenza, bi-test, NIPT) esami diagnostici (come villocentesi o amniocentesi) Approfondire questo tema con calma ti aiuterà a fare scelte consapevoli e serene. Cosa succede nella 10 settimana di gravidanza La 10 settimana di gravidanza è una fase di passaggio importante. Sei ancora nel primo trimestre, ma gran parte delle strutture fondamentali del tuo bambino si sono già formate. Ora inizia un periodo di crescita e maturazione. Il tuo corpo continua a lavorare intensamente: gli ormoni sono ancora alti, la placenta sta assumendo un ruolo sempre più centrale e l’equilibrio si sta lentamente stabilizzando. Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo. A che punto dello sviluppo siamo? Alla 10 settimana di gravidanza, il tuo bambino misura circa 3–4 centimetri (lunghezza vertice-sacro, CRL) e pesa pochi grammi. Sono già presenti: abbozzi di tutti gli organi principali cuore con attività cardiaca regolare arti con dita separate occhi, orecchie e strutture del viso più definite inizio della formazione dei genitali esterni Questa fase segna il passaggio dall’organogenesi (formazione degli organi) alla fase di crescita e maturazione. È incredibile pensare che in sole dieci settimane si sia costruita l’architettura di un intero organismo. Quando l’embrione diventa ufficialmente feto? Dal punto di vista medico, l’embrione diventa feto alla fine della 10 settimana , quindi dall’ 11 settimana di gravidanza. Questo significa che sei proprio alla soglia di questo cambiamento terminologico. La distinzione non è solo simbolica: fase embrionale → formazione degli organi fase fetale → crescita, sviluppo e perfezionamento delle strutture Alla 10 settimana sei quindi nella fase conclusiva dello sviluppo embrionale. Il rischio di aborto a 10 settimane diminuisce? Questa è una delle domande più cercate — e più cariche di emozione. Il rischio di aborto spontaneo è più elevato nelle prime settimane di gravidanza, in particolare prima dell’8ª settimana. Alla 10 settimana, se il battito cardiaco è presente e lo sviluppo è regolare, il rischio si è già ridotto in modo significativo rispetto all’inizio della gravidanza. Non significa che il rischio sia zero — in gravidanza il rischio assoluto non è mai nullo — ma statisticamente la probabilità diminuisce progressivamente con l’avanzare delle settimane. La presenza di: battito cardiaco regolare crescita adeguata all’ecografia assenza di sintomi preoccupanti sono segnali rassicuranti. È una settimana ancora delicata? Sì, siamo ancora nel primo trimestre, che è considerato il periodo più sensibile dello sviluppo fetale. Tuttavia: la fase più critica dell’ organogenesi è quasi completata la placenta sta assumendo pienamente la funzione di supporto il corpo si sta adattando sempre meglio La 10 settimana è una fase di equilibrio fragile ma stabile. È normale sentirsi ancora vulnerabile. È normale avere paura. Ma è anche giusto sapere che, settimana dopo settimana, la gravidanza si consolida. Stai attraversando una soglia importante. Domande frequenti sulla 10 settimana di gravidanza 10 settimane di gravidanza sono quanti mesi? 10 settimane di gravidanza corrispondono a circa 2 mesi e mezzo e segnano l’inizio del terzo mese. Sei ancora nel primo trimestre, che termina alla fine della 13ª settimana. Quanto deve misurare il feto a 10 settimane? Alla 10 settimana il feto misura in media 3–4 centimetri (CRL, lunghezza vertice-sacro) e pesa circa 4–5 grammi. La misura può variare leggermente di qualche millimetro in base ai giorni di gestazione. Si può sentire il bambino a 10 settimane? No, alla 10 settimana non è ancora possibile percepire i movimenti fetali. Il feto si muove già, ma i movimenti sono troppo delicati per essere avvertiti. La percezione materna inizia solitamente intorno alla 18ª–20ª settimana. Il rischio di aborto è ancora alto a 10 settimane? Il rischio di aborto spontaneo è più elevato nelle prime settimane. Alla 10 settimana, se il battito cardiaco è presente e la crescita è regolare, il rischio si è già ridotto in modo significativo rispetto all’inizio della gravidanza. Cosa si vede in ecografia alla 10 settimana? Alla 10 settimana si vede il feto con testa e arti riconoscibili, il battito cardiaco e si misura il CRL per confermare l’epoca gestazionale. Possono essere visibili anche piccoli movimenti spontanei. Si può sapere se è maschio o femmina alla 10 settimana? Con l’ecografia no, perché i genitali esterni non sono ancora sufficientemente sviluppati. Alcuni test prenatali non invasivi (NIPT), eseguibili dalla 10ª settimana, possono fornire questa informazione tramite analisi del sangue materno. È normale non avere ancora pancia a 10 settimane? Sì, è del tutto normale. Alla 10 settimana l’utero è ancora all’interno della pelvi e spesso la pancia visibile è legata più al gonfiore intestinale che alla crescita uterina. Parole Buone per te che sei alla 10 settimana 🤍 Alla 10 settimana di gravidanza sei in una terra di mezzo. Non sei più all’inizio, ma non senti ancora la stabilità del secondo trimestre. Ti muovi tra emozione e prudenza, tra speranza e piccoli timori silenziosi. Il tuo bambino cresce ogni giorno, anche quando tu non lo vedi.Il tuo corpo lavora in modo straordinario, anche quando ti senti stanca o vulnerabile. Se a volte controlli ogni segnale, se ascolti il tuo corpo con attenzione quasi ansiosa, non è debolezza. È amore che sta imparando a prendere forma. Settimana dopo settimana, la gravidanza si consolida. E tu stai diventando madre, passo dopo passo. Il Diario della Gravidanza ti accompagna settimana dopo settimana con informazioni chiare e rassicuranti su gravidanza e crescita del tuo bambino. 🌿 Se desideri sentirti accompagnata davvero Ho creato il Diario della Gravidanza Mammamather , un percorso gratuito via email in cui ricevi ogni settimana: cosa succede al tuo bambino cosa cambia nel tuo corpo esami e tappe importanti parole rassicuranti quando servono È uno spazio pensato per accompagnarti con informazioni scientifiche chiare, ma anche con presenza. Puoi iscriverti gratuitamente e iniziare da subito a ricevere la settimana in cui ti trovi. Perché la gravidanza non è solo biologia. È un cammino. 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Fonti Le informazioni presenti in questo articolo sulla 10 settimana di gravidanza si basano su linee guida scientifiche, testi di riferimento in ambito ostetrico e ginecologico e fonti istituzionali affidabili. I contenuti sono stati elaborati con l’obiettivo di offrire indicazioni aggiornate, chiare e comprensibili, senza sostituire il parere medico. Tra le principali fonti di riferimento: Linee guida del Ministero della Salute Raccomandazioni dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Materiale informativo dell’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) Manuali di embriologia e ostetricia clinica Evidenze scientifiche condivise da società ginecologiche e ostetriche internazionali Le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il consulto con il ginecologo o l’ostetrica, che restano i professionisti di riferimento per ogni gravidanza.
- Nome Zelia significato, origine, etimologia, onomastico, personalità e curiosità
Zelia nome e significato — un nome ricco di storia e fascino. In questo articolo scoprirai l’origine, l’etimologia e le caratteristiche di chi porta il nome Zelia , insieme alle curiosità legate alla sua storia e al suo simbolismo. Il nome Zelia 🌸 Zelia significato: scheda completa del nome Voce Dettagli Zelia significato Ardore, passione vitale e forza interiore Origine del nome Zelia Greca Etimologia di Zelia Dal greco zêlos (“ardore”, “fervore”) Onomastico Zelia 1° novembre; 18 ottobre Carattere di Zelia Sensibile, dolce Numero fortunato di Zelia 2 Giorno fortunato di Zelia Lunedì Colore di Zelia Bianco Portafortuna di Zelia Spilla d’argento Pietra simbolo di Zelia Perla Metallo associato Argento Pianta associata a Zelia Fiore di malva Animale simbolo Cigno Segno zodiacale affine Cancro, Pesci Pianeta associato Luna Elemento naturale Acqua Qualità dominante Sensibilità emotiva Virtù principale Dolcezza Difetto più comune Eccessiva vulnerabilità Zelia significato Zelia è un nome raro e delicato, di origine incerta ma spesso collegato al greco zēlos , che richiama l’idea di ardore, passione vitale e forza interiore . È associato a una personalità sensibile ma determinata, capace di custodire dolcezza e carattere, equilibrio profondo e luce gentile. Origini del nome Zelia Zelia ha origini antiche e non del tutto univoche: è considerato una variante di nomi greci e latini legati alla radice zēlos , con il significato di zelo e fervore. In alcune tradizioni è anche associato al nome biblico Zelìa/Zelìah , rafforzandone il valore simbolico e spirituale. Etimologia del nome Zelia Dal punto di vista etimologico, Zelia è ricondotto al greco zêlos (ζῆλος), che significa ardore, zelo, energia vitale . In alcune interpretazioni viene considerato anche una forma abbreviata o moderna di nomi di origine latina, mantenendo comunque un significato legato alla forza interiore e alla passione dell’animo . Diffusione Nome Zelia Come detto il significato di Zelia è piccolo campo o podere, dal maschile Azeglio. Il nome Zelia è un nome raro e poco utilizzato in Italia, si pensi che nel 2019 solo 5 bambine sono state chiamate Zelia. In Francia, invece, il nome Zelia è molto popolare e diffuso. Persone Illustri con il nome Zelia L' origine del nome Zelia è molto antica e nei secoli donne illustri hanno portato con orgoglio e fierezza questo nome. Zelia Duncan: cantautrice brasiliana Zelia Trebelli Bettini: cantante lirica Zelia Ponsin: attrice francese Zelia Cardoso de Mello: economista Zelia Gattai: fotografa Onomastico di Zelia L’ onomastico di Zelia si festeggia il 1° novembre , giorno di Ognissanti, poiché il nome non possiede una Santa Zelia ed è quindi un nome adespota. In anni recenti l’onomastico di Zelia può essere festeggiato anche il 18 ottobre quando vengono commemorati i Santi Luigi Martin e Maria Zelia Guerin. La canonizzata Santa Zelia ebbe nove figli, solo cinque sopravvissero e tutti diventarono dei religiosi, tra i quali Suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo. Caratteristiche e carattere di chi porta il nome Zelia Chi porta il nome Zelia viene spesso associata a una personalità sensibile, intuitiva e profonda , con una forte ricchezza emotiva. È una persona che unisce dolcezza e determinazione , capace di ascolto, empatia e grande forza interiore, con un naturale bisogno di armonia e autenticità nelle relazioni. Chi porta il nome Zelia si contraddistingue per la sua grande generosità e animosità , si presta per i bisognosi e desidera ardentemente che tutte le persone intorno a lei siano felici ed appagate. Zelia è una donna idealista e di sani principi. Caratteristiche e destino in base al significato del nome Zelia Numero fortunato 2 Giorno fortunato lunedì Colore fortunato Bianco Portafortuna e talismani Spilla d’argento Pianta fortunata Fiore di malva Varianti italiane del nome Zelia Varianti maschili Azeglio Varianti femminili Zelesia Zelide Zela Varianti straniere del nome Zelia Varianti femminili Zelhie, Zèli, Zelianne, in francese Zelica, in greco Zeley in polacco Zelhan, in russo Zelida, in spagnolo Varianti maschili Zelen, Zeliam in francese Zeliao, in greco Zeldris in polacco Zelezko, in russo Zelias, in spagnolo Zelia nome significato e lavoro Che lavoro farà Zelia? Zelia, proprio per la sua generosità ed altruismo sarà portata per tutti quei lavori che la pongono a contatto con il prossimo come medico, paramedico, insegnante, psicologa. Grazie ai suoi grandi ideali non è escluso che Zelia abbia una brillante carriera politica. Conclusioni Il significato del nome Zelia ci racconta una storia fatta di valori, emozioni e sfumature che si riflettono nella personalità di chi lo porta. Scegliere il nome per un bambino o una bambina è un gesto pieno d’amore e significato: ogni nome custodisce un messaggio unico, capace di accompagnare una vita intera. Scopri le risorse di Mammamather dedicate alla nascita e alla maternità ✨ Se ti piace scoprire il significato dei nomi e ti stai preparando alla nascita del tuo bambino, continua il tuo percorso con Mammamather — uno spazio dedicato a mamme consapevoli che vogliono vivere gravidanza e maternità con serenità. 👶 Esplora i Pacchetti Nascita , creati per accompagnarti passo dopo passo, e il Corso Preparto Online per sentirti pronta e informata. 📚 Scopri anche gli Ebook Mammamather e scarica le nostre Risorse Gratuite : l’ Ebook Corredino Neonato la Guida Valigia Parto 👉 Scopri tutte le risorse Mammamather qui. 📘 Leggi il nostro Libro Corso Preparto Il Corso Preparto Mammamather è un percorso completo che ti accompagna nella preparazione alla nascita e nei primi momenti dopo il parto. 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Rimani connessa con Mammamather Rimani connessa con altre mamme come te 💕 Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere ogni mese consigli pratici, risorse gratuite, nuovi articoli e aggiornamenti sul mondo della maternità e della nascita. 🎁 Crea la tua Lista Nascita Amazon Se stai per avere un bambino, approfitta della Lista Nascita Amazon : puoi creare una lista personalizzata con tutto ciò che ti serve per il tuo piccolo e condividerla con amici e parenti. 💡 In questo modo riceverai solo i regali davvero utili , quelli che hai scelto tu, senza obblighi di acquisto e con tantissimi vantaggi riservati ai futuri genitori. Ogni mese Amazon regala un dono di benvenuto dedicato alle nuove famiglie 🎁 👉 Cosa aspetti? Crea subito la tua Lista Nascita e scopri tutti i vantaggi! 💬 Hai un nome da suggerire? Se conosci altri nomi che non sono ancora presenti nella nostra lista, scrivili nei commenti ✨ Arricchiamo insieme la raccolta dei significati e delle storie dietro i nomi più belli. Fonti e riferimenti Le informazioni contenute in questo articolo sui nomi femminili per bambina sono state verificate e raccolte da fonti linguistiche e culturali affidabili, tra cui: Enciclopedia Treccani – Etimologia dei nomi propri Istituto dell’Enciclopedia Italiana – Origine dei nomi e linguistica italiana Behind the Name – Database internazionale sull’origine dei nomi NomeSignificato.it – Analisi e diffusione dei nomi italiani e stranieri Archivio Mammamather – Approfondimenti su gravidanza, nascita e significato dei nomi Significato nomi per bambina Per gli antichi, il significato dei nomi aveva un valore profondo: si credeva che il nome potesse influenzare il destino e il carattere della persona che lo portava. Nel corso dei secoli, diverse teorie linguistiche e culturali hanno cercato di interpretare il significato dei nomi per bambina , analizzandone l’origine, l’etimologia e i simbolismi nascosti dietro ogni appellativo. Oggi la scelta del nome non è più legata soltanto al suo valore spirituale, ma anche al gusto personale dei genitori. C’è chi preferisce un nome raro o rarissimo , chi ama i nomi stranieri — come quelli inglesi, francesi o americani — e chi resta affezionato alle radici latine o greche . Noi di Mammamather ci siamo divertiti a raccogliere e raccontare i nomi femminili più belli, spiegandone il significato, l’origine, il carattere e le curiosità , per aiutarti a trovare quello perfetto per la tua bambina.
- Corso preparto Mammamather. Come e quando prepararsi al parto in gravidanza. Pronta ad iniziare?
Come prepararsi al parto? Fai un corso preparto Mammamather Prepararsi al parto nella maniera corretta consente di vivere la nascita di un figlio in modo sereno e assicura una ripresa veloce della mamma. Ecco le cose che devi assolutamente sapere prima del parto, le cose da preparare e i consigli per prenderti cura di te stessa e del tuo bambino. Quando iniziare il corso preparto La preparazione al parto è di notevole importanza per ogni donna perchè le consente di sciogliere dubbi ed incertezze relative al travaglio di parto, alla nascita del bebè e al puerperio. Durante la gravidanza si vivono forti emozioni e avvengono nella gestante cambiamenti sia fisici che psicologici che per essere vissuti al meglio necessitano di un supporto amico accompagnato da informazioni giuste e corrette su quello che succederà durante la nascita e cosa effettivamente bisogna fare per prepararsi al meglio. Ecco quando fare il corso preparto in gravidanza Sia che tu partorirai in modo fisiologico, sia con un taglio cesareo la preparazione al parto dovrebbe iniziare nel terzo trimestre di gravidanza intorno alla trentesima settimana in modo da organizzare la casa per tempo, preparare il corpo materno al grande evento e soprattutto fare tutto con calma senza la fretta dell'ultimo momento. Quindi alla domanda, quando iniziare il corso preparto, la risposta è dopo la 28esima settimana. Come prepararsi al parto con un corso preparto La preparazione parto consiste nell' accingersi alla nascita fisicamente e psicologicamente pronte, ricevendo informazioni corrette che migliorino il benessere di mente e corpo della neomamma. Sono sicura che avrai mille domande da fare in merito al parto, cosa preparare, come organizzare la casa, come avviare l’allattamento e tanto altro. Bene ti trovi nel posto giusto! Qui troverai una scaletta delle cose che devi pianificare prima del parto e i suggerimenti da mettere in pratica per un parto senza stress. Innanzitutto, dovrai scegliere la struttura dove partorire e le possibilità di parto che offre. Non tutti i reparti maternità sono attrezzati per fare un’esperienza di parto particolare, ad esempio, alcuni punti nascita offrono la possibilità di partorire in acqua o di fare un parto umanizzato totalmente demedicalizzato, altri ancora permettono al partner o alla persona di fiducia della partoriente di assistere al travaglio e alla nascita. Un' altra importante valutazione da fare quando si sceglie dove partorire è assicurarsi che vi sia un supporto adeguato al neonato, come il reparto di neonatologia, qualora il neonato avesse necessità di essere assistito. La persona che assiste al parto generalmente è il papà del bebè ma qualora per motivi vari non fosse così, scegli una persona di cui ti fidi e con cui potrai essere libera di esprimere la tua intimità di donna e madre. Dopo aver scelto la struttura in cui dare alla luce il neonato, visita il reparto, chiedi informazioni sulle regole al suo interno come orario di visita, degenza, servizi offerti e tutte le domande che ritieni possano migliorare il tuo soggiorno. Non ultimo mettiti in contatto con la tua ostetrica di fiducia in modo da avere un punto di riferimento valido e competente che ti aiuti non solo al momento del parto ma in tutta la fase di preparazione parto. Cors0 preparto "Parto senza stress" Noi di Mamma Mather abbiamo scritto un corso preparto per te, per rispondere a tutte le domande che una futura mamma si fa prima di partorire e accompagnandola nel ritorno a casa. Preparazione al parto e organizzare la casa? La preparazione al parto presuppone anche la preparazione e la riorganizzazione della casa in vista dell’arrivo del bebè, dovrai allestire tutto in modo da poterlo accudire in maniera fluida. Innanzitutto, è necessario individuare uno spazio all' interno della camera da letto padronale dove sistemare la culla , un posto tranquillo, lontano da spifferi e non di passaggio. In un'altra area dell’abitazione dovrai disporre una zona cambio pannolino con tutto il necessario per il neonato. I neonati non hanno bisogno di molte cose ma è importante che per la loro sicurezza e la tua comodità che siano tutte a portata di mano in modo da prendere facilmente ciò di cui si ha bisogno per soddisfare un’esigenza del piccolo. Per prepararsi all' arrivo del bebè scrivi una lista delle cose di cui necessita il neonato in modo da avere tutto sotto controllo e non dimenticare nulla. Nella lista scrivi le cose realmente essenziali e non acquistare troppi vestitini, i bebè crescono in fretta. Puoi fare una lista da condividere con amici e parenti come quella Amazon che non ha nessun obbligo di acquisto e offre il vantaggio di poter essere condivisa in modo che chi ti voglia fare un regalo scelga quello che tu hai precedentemente messo nella lista. I vestiti del neonato vanno lavati con un sapone specifico per neonati oppure con uno totalmente naturale come il sapone di Marsiglia. I detersivi normali possono contenere profumazioni e dare allergie alla delicata pelle del bambino. Dopo il lavaggio, sciacqua per bene i vestitini e stendili al sole, quindi organizza i cassetti in modo funzionale. Prepararsi al travaglio. Come preparare la borsa parto? La borsa per il parto deve contenere tutto il necessario per la mamma in sala travaglio e per il neonato. Prepara la borsa intorno al settimo mese di gravidanza in modo da essere pronta per un eventuale ricovero inaspettato. All' interno della valigia non dimenticare di mettere i documenti della gravidanza e un tuo documento in corso di validità. Come prepararsi al parto naturale: seno e perineo Anche il tuo corpo ha la necessità di prepararsi al parto. Potrai preparare il seno all'allattamento con le corrette cure igieniche delle mammelle ed eventualmente fare dei massaggi ai capezzoli soprattutto se sono introflessi. La preparazione del seno deve iniziare non prima della trentaquattresima settimana perchè la sollecitazione dei capezzoli potrebbe favorire le contrazioni uterine. La preparazione del corpo materno al parto consiste anche nel prendersi cura del perineo , che ha un ruolo attivo al momento del parto. L'assistenza e l’attenzione perineale in gravidanza va fatta con il massaggio perineo e gli esercizi per il perineo che consentono di prendere consapevolezza di questa importante parte del corpo. La preparazione del perineo serve a renderlo elastico in modo da evitare lacerazioni ed episiotomia durante il parto. Banalmente prepararsi al parto passa anche da come depilarsi prima del travaglio . La depilazione prima del parto si chiama tricotomia e può essere fatta una due settimane prima della data presunta del parto. Preparazione al parto naturale con il corso in gravidanza Il parto naturale è anticipato da sintomi e segnali che indicano che il momento della nascita è vicino. La perdita del tappo mucoso, le contrazioni preparatorie e irregolari sono solo alcuni dei sintomi preparto. Prepararsi al parto significa riconoscere i segnali per valutare se si tratta di vero travaglio o di falso travaglio. Il travaglio attivo è preceduto da una fase denominata prodromica in cui le contrazioni non sono molto fastidiose e si presentano come irregolari. La preparazione al parto ti consentirà di riconoscere quando inizia il travaglio vero e proprio in modo da recarti in ospedale per la nascita del bebè. Potrai inoltre conoscere le fasi del parto e da cosa sono caratterizzate, come effettuare le spinte in maniera efficace e le varie posizione per partorire. Come prepararsi al parto cesareo Anche il parto cesareo necessita di una corretta preparazione. Chiedi informazioni alla struttura dove sarai sottoposta all'intervento chirurgico in modo da conoscere i tempi di degenza l'iter di preparazione con l’anestesista e le cose da esibire al momento del ricovero. Non dimenticare di chiedere all'ostetrica che ti assisterà di poter avviare l’allattamento al seno subito dopo il taglio cesareo qualora tu voglia farlo e se è possibile fare il pelle a pelle in sala operatoria. Gestione del dolore in sala parto con il corso parto Le tecniche di gestione del dolore in travaglio di parto sono di notevole aiuto per la donna che travaglia indipendentemente che sia al primo al secondo o al terzo figlio. Le tecniche naturali per sopportare il dolore sono la respirazione, il movimento, le posizioni antalgiche e il rilassamento. Imparare gli schemi respiratori, magari insieme al partner presente in sala parto, consentono di sopportare meglio le contrazioni parto. Oltre alle tecniche naturali potrai richiede il parto indolore mediante analgesia peridurale. Mettiti in contatto con la struttura ospedaliera in modo da effettuare la preparazione per la parto analgesia con l’anestesista e avere tutto pronto quando inizia il travaglio parto. Consigli per il post partum nel corso premaman Dopo il parto è necessario prendersi cura del proprio corpo nella maniera corretta e con i prodotti giusti. Praticare una corretta igiene intima ti aiuterà ad avere una ripresa più veloce. Imparare a riconoscere i segnali di una possibile infezione o di una lochiazione anomala consentono alla neomamma di intervenire tempestivamente e trovare facilmente la soluzione ad un eventuale problema clinico. La medicazione corretta di eventuali punti di sutura o di episiorrafia, oppure del taglio del cesareo, ti permetteranno di riprendere una vita sessuale appagante e di non alterare le normali funzioni di contenimento. Dopo la nascita del bebè sarà necessario registrarlo all'anagrafe e in differenti modalità se i genitori sono coniugati o meno, informati sull' iter da seguire per sbrigare questa pratica burocratica. Prepararsi all'allattamento con il corso di preparazione al parto Prepararsi al parto è anche consapevolezza dell’importante funzione del colostro prima e poi del latte materno per la nutrizione del bebè. Per l’avvio dell’allattamento è necessario attaccare il bebè in modo corretto per evitare fastidi al capezzolo e favorire la montata lattea. Una corretta preparazione alla nascita ti informa sulle posizioni per allattare e sulla conservazione del latte materno. Come prepararsi al parto in gravidanza : il libro Per aiutarti nella preparazione sia al parto naturale sia al parto cesareo ecco per te un libro corso premaman che rappresenta un corso preparto su carta. In questo corso prenatale: Avrai dei consigli utili per prepararti all’arrivo del bebè, in particolare nella preparazione del tuo corpo, della casa e di ciò che ti servirà per il parto e per la degenza in ospedale. Avrai consapevolezza della funzione del perineo in gravidanza, come prepararlo al parto e come prendertene cura dopo la nascita. Riconoscerai i segnali che anticipano il parto. Ti dirò le tecniche di rilassamento che potrai utilizzare nel momento del travaglio, e le tecniche farmacologiche di controllo del dolore come l’analgesia peridurale. Ti immergerai nello sbalorditivo evento parto, capendo le dinamiche che lo caratterizzano. Vivrai con benessere il post partum prendendoti cura di te e comprendendo i segnali che il tuo corpo ti manda. Affronterai tematiche importanti dopo il parto come l’iter per rivelare il neonato all’anagrafe, la tristezza dopo il parto e la sessualità con il partner. Saprai come nutrire il tuo bambino attaccandolo correttamente al seno, le proprietà del colostro e l’arrivo della montata lattea. Ti prenderai cura del tuo bambino in maniera consapevole. Come piace dire a me cercherò di prendermi cura non solo di quello che è il tuo corpo ma soprattutto della tua mente. Scopri le risorse di Mammamather dedicate alla nascita e alla maternità Se stai vivendo la gravidanza e ti stai preparando alla nascita del tuo bambino, continua il tuo percorso con Mammamather : uno spazio dedicato a mamme consapevoli che desiderano vivere gravidanza, parto e maternità con serenità e informazioni affidabili. ✨ Qui trovi risorse pratiche, contenuti educativi e strumenti pensati per accompagnarti passo dopo passo, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze. 📚 Ebook Mammamather e risorse gratuite Esplora i Pacchetti Nascita , creati per accompagnarti passo dopo passo, e il Corso Preparto Online per sentirti pronta e informata. Scopri anche gli Ebook Mammamather e scarica le nostre Risorse Gratuite : l’ Ebook Corredino Neonato la Guida Valigia Parto 👉 Scopri tutte le risorse Mammamather qui. 📘 Leggi il nostro Libro Corso Preparto Il Corso Preparto Mammamather è un percorso completo che ti accompagna nella preparazione alla nascita e nei primi momenti dopo il parto. All’interno troverai spiegazioni semplici e approfondite su: le posizioni da assumere durante il travaglio ; la preparazione del perineo ; l’ episiotomia e come prevenirla; la cura di sé nel post parto ; l’ assistenza al neonato e molto altro. Questo libro nasce dall’esperienza diretta di Mammamather e risponde alle domande più frequenti che una futura mamma si pone prima del parto, accompagnandoti anche nel rientro a casa. 📚 È disponibile in offerta speciale , sia in formato ebook che cartaceo . 👉 Scopri il Libro Corso Preparto Mammamather e inizia a vivere la nascita con serenità e consapevolezza. Rimani connessa con Mammamather Rimani connessa con altre mamme come te 💕 Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere ogni mese consigli pratici risorse gratuite nuovi articoli aggiornamenti su gravidanza, parto e maternità 👉 Iscriviti alla newsletter e resta aggiornata. 🎁 Crea la tua Lista Nascita Amazon Se stai per avere un bambino, approfitta della Lista Nascita Amazon : puoi creare una lista personalizzata con tutto ciò che ti serve per il tuo piccolo e condividerla con amici e parenti. 💡 In questo modo riceverai solo i regali davvero utili , quelli che hai scelto tu, senza obblighi di acquisto e con tantissimi vantaggi riservati ai futuri genitori. Ogni mese Amazon regala un dono di benvenuto dedicato alle nuove famiglie 🎁 👉 Cosa aspetti? Crea subito la tua Lista Nascita e scopri tutti i vantaggi! Fonti Le informazioni presenti in questo articolo si basano su linee guida scientifiche, testi di riferimento in ambito ostetrico e ginecologico e fonti istituzionali affidabili. I contenuti sono stati elaborati con l’obiettivo di offrire indicazioni aggiornate, chiare e comprensibili, senza sostituire il parere medico. Tra le principali fonti di riferimento: Linee guida del Ministero della Salute Raccomandazioni dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Materiale informativo dell’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) Manuali di embriologia e ostetricia clinica Evidenze scientifiche condivise da società ginecologiche e ostetriche internazionali Le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il consulto con il ginecologo o l’ostetrica, che restano i professionisti di riferimento per ogni gravidanza.
- Vista del neonato. Cosa vedono i neonati nei mesi. Visione e sviluppo mese per mese
Vista neonati La vista del neonato Qualsiasi mamma si chiede cosa e come vede un neonato, se riesce a distinguere il volto di mamma e papà. La vista di un neonato è un senso che si accresce giorno dopo giorno di pari passo con lo sviluppo e il perfezionamento del cervello. L'encefalo, nell' uomo, ha il compito di interpretare le immagini che l'occhio cattura; nei neonati tale processo richiede alcuni mesi prima che si completi, infatti, solo dopo il perfezionamento delle aree visive della corteccia cerebrale, la vista nei neonati sarà efficiente. Se non vi sono particolari problemi agli occhietti del bimbo, lo sviluppo ottico e del campo visivo avverrà gradualmente e, pian piano, il piccolo imparerà a distinguere volti e immagini , a seguire oggetti, a focalizzare lo sguardo sui colori e acquisire in sostanza, una veduta competente Sviluppo della visione nei neonati nei mesi I bambini vedono fin dalla nascita , anche se non benissimo, poiché lo sviluppo del senso della vista richiede tempo. Attraverso la vista, il bambino acquisterà piena coscienza di ciò che lo circonda; pupille, iride e globo oculare impareranno a dialogare con la corteccia visiva e le immagini saranno elaborate dal cervello e codificate. Ad esempio, attraverso la vista, il bambino apprende la differenza tra oggetti ed esseri umani; impara ad interpretare le espressioni del viso, il linguaggio del corpo e tanti altri segnali non verbali. Che colori vede un neonato? I neonati vista l'immaturità dei processi visivi, inizialmente mettono a fuoco i contrasti netti e le immagini dai colori accesi e brillanti. I colori tenui e sfumati, per i neonati ai primi mesi di vita sono più difficili da catturare. Il bianco e il nero, insieme ad altri colori forti sono quelli che il bebè riesce a percepire nel corso delle prime sei settimane di vita, mentre i colori pastello diventano visibili solo in seguito. A quale distanza il neonato è capace di distinguere il volto della mamma? Nelle prime settimane di vita il bebè riesce a vedere solo a distanza ravvicinata . I volti possono essere ben distinti dal bambino ad una distanza di circa 20 cm. A quale età si stabilizza la vista? La vista neonato in genere si stabilizza e ntro i 12 mesi di vita. Vista dei bambini mese per mese Mamma e papà possono verificare i progressi della vista del bambino facendo attenzione ad alcuni segnali e attività che il neonato compie che indicano che lo sviluppo visivo sta procedendo nella maniera corretta. Vista nei neonati appena nati La retina dell'occhio (struttura che assorbe le immagini e le trasmette al cervello, a cui spetta il compito di interpretarle) è competente a svolgere la sua funzione a partire dalla nascita. Il cervello, invece, subito dopo la nascita, non è ancora pronto a decodificare le immagini; pertanto, la vista neonato 1 mese è scarsa . Nel primo mese di vita il piccolo guarda ma in realtà non vede. Nel corso delle prime due tre settimane di vita, in conseguenza allo sviluppo cerebrale, il bebè comincia a usare il senso della visione per esplorare l'ambiente che lo circonda. A partire dalla terza settimana di vita inizia a distinguere il viso della mamma ad una distanza di 20, 30 cm in modo sempre più nitido. Vista neonato a 1 mese di vita Dopo il primo mese di vita, circa a 45 giorni dopo la nascita, il bambino riesce a riconoscere il volto della mamma ad una distanza inferiore ai 30 cm. Questa è una tappa del neonato particolarmente importante che indica la maggiore competenza del cervello; infatti, fino ad ora il bambino vede i volti ma non li riconosce, da questo momento in poi, invece, l'immagine catturata dagli occhi del neonato, viene acquisita ed elaborata dal cervello; quindi, il piccolo riesce a capire che si tratta della mamma. Potete capire che il bambino riconosce le persone perché non appena si avvicina un volto familiare, il neonato sorride o muove le braccia. La visione neonati ad un mese non è però competente per riconoscere il profilo dei volti o la faccia in movimento. Forme e colori forti suscitano l'interesse del bambino, anche se non può definire ancora chiaramente i dettagli. Vista neonati a 2 mesi La vista neonati 2 mesi si migliora, tutto ciò che si trova tra 20 e 30 cm suscita l'interesse del bebè e i muscoli oculari riescono a fissare la sua attenzione. Pian piano il bambino riesce a seguire gli oggetti in movimento , ad esempio le apine colorate e le giostrine sopra il lettino lo interessano molto. I genitori possono tranquillamente focalizzarsi sul corretto sviluppo della vista rilevando che il piccolo è attratto da sonaglini e da giochini colorati che sono alla sua portata. Vista dei neonati a 3 mesi A partire dal terzo mese di vita la vista si sviluppa in maniera sempre più efficiente poiché si perfeziona la visione binoculare ; le informazioni catturate da entrambi gli occhi, si fondono in una sola immagine il che consente al bambino di vedere gli oggetti fino ad 8 metri di distanza. Il bambino, adesso, ha un buon controllo degli occhi e riesce a seguire per 30-40 secondi un oggetto in movimento delle dimensioni di una pallina ad una distanza di 30, 40 cm dai suoi occhi. Dato il traguardo raggiunto, il bambino ha interesse per ciò che lo circonda, con le manine afferra gli oggetti che gli stanno intorno e studia le varie espressioni del volto dei genitori. In questa fase, attraverso lo sguardo, comunica con la mamma , la fissa e quando percepisce di avere la sua attenzione inizia a fare versi di approvazione con sorrisi e muovendo le manine. La vista dei neonati da 4 a 6 mesi La visione del bambino è sempre più perfezionata anche se a volte un occhietto può deviare rispetto all' altro, soprattutto quando è particolarmente stanco. Tranquille, il bambino non è strabico , il fenomeno degli occhi storti tende a scomparire dopo il nono mese di vita. Intorno al quarto mese, il neonato impara a mettere in relazione la vista con il tatto e in questo modo il suo cervello percepisce che ciò che sta toccando è quello che i suoi occhi stanno vedendo. La nuova abilità è fondamentale perché gli permette di interpretare la profondità dello spazio che lo circonda, in questo modo il suo intelletto intuisce ad esempio che un uccellino è lontano, che la mamma è a breve distanza e che il giochino è vicino a lui. La vista nel neonato da sei a 12 mesi di vita Dopo il sesto mese la vista dei bambini diviene più competente e i suoi occhi riescono a mettere a fuoco i particolari. La vista e il tatto sono in stretta connessione e le sue manine riescono a compiere movimenti precisi per afferrare un oggetto in relazione all' immagine catturata dai suoi occhietti. A nove mesi, il bambino è perfettamente in grado di riconoscere ad una certa distanza tutte le persone familiari. A 10-12 mesi viene raggiunta la visione tridimensionale , che darà al neonato la sensazione della profondità. Pian piano i movimenti dei suoi occhi saranno perfettamente coordinati ma se perdura lo strabismo dopo il primo anno, il pediatra richiederà dei controlli oculistici per accertarne la presenza. A partire dal primo anno di vita il bambino vede tutti i colori in maniera perfetta ed è in grado di dimostrare una predilezione per una tinta piuttosto che per un'altra. Come stimolare la vista del neonato Gli oggetti e in particolare alcuni giochi rappresentano degli importanti stimoli visivi che hanno lo scopo di favorire il corretto sviluppo intellettivo del bambino. Vediamo come poter sviluppare la vista dei più piccoli Giostrine per culla e lettino Le giostrine dai colori vivaci riescono a catturare l'attenzione dei neonati e sono un ottimo modo per stimolarli nel corso dei primissimi mesi di vita. Le giostrine vanno agganciate nella culla ad una distanza di circa 25 cm dal viso del bebè, non sopra la loro testa ma da una parte o dall' altra del suo campo visivo; in genere i neonati tendono a guardare verso destra, ma il vostro bambino potrebbe avere la preferenza opposta. Per stimolare vista e udito si può optare per una giostrina musical e, in modo da stimolare due sensi alla volta. Giostrina musicale Chicco Giochi colorati I giochi semplici come sonaglini, animali di peluche, o altri giocattoli dai colori brillanti riescono sempre a catturare i bambini. Il giochino va fatto muovere o agitato davanti al lui in modo da incoraggiarlo a seguirne il movimento con gli occhi. Giochi colorati per neonati Forme geometriche I piccoli sono letteralmente affascinati dalle figure e dalle forme geometriche, non è raro vedere un neonato catturato da oggetti di casa a cui voi non prestate la minima attenzione ma che per loro, vista la lineare forma risultano irresistibili. Non è raro vedere un neonato assolto alla visione di un vaso o di una scatola posta sopra un mobile. Giochi forme geometriche Specchi I bambini adorano guardarsi allo specchio ammirando la visione del volto in continuo cambiamento, anche se in genere non hanno la più pallida idea di chi sia il grazioso bambino riflesso. Provate a sistemare il bambino di fronte ad uno specchio, vi assicuro che vi stupirà. Specchio per neonati Persone I neonati amano osservare i visi da vicino ad una distanza di circa 20-30 cm per questo quando lo allattate, lo prendete in braccio o durante il cambio pannolino , posizionatelo sempre in modo da essere vicino al vostro volto. I bambini più in là con i mesi possono essere stimolati mostrandogli delle foto di famiglia indicandogli chi è chi. Libri I libri sono davvero importanti per lo sviluppo visivo e cerebrale dei bambini. Iniziate con libri da immagini semplici con figure di bambini, animali o giocattoli e nominateli mentre li mostrate al piccolo. Scegliete libri con disegni chiari e definiti in maniera netta senza colori sfumati. Rimani connessa con altre mamme. Iscriviti al forum delle mamme e alla news letter Se conosci altri nomi non presenti sulla lista scrivili nei commenti!
- Diventare padre, come vivono la gravidanza i futuri papà
Sei in dolce attesa e il tuo lui sta per diventare padre? Anche lui vive un momento ricco di emozioni e cambiamenti! Scopriamo come vivono la gravidanza i futuri papà, i loro sentimenti e come aiutarli nel passaggio da uomo a padre. Sommario Diventare padre, sentirsi padre, essere padre Il desiderio di diventare padre I sentimenti del futuro papà Padre in sala parto Come aiutare il futuro papà Tutto suo padre! Libri per i futuri papà Diventare padre, sentirsi padre, essere padre Quando parliamo di gravidanza la prima cosa che ci viene in mente sono i sentimenti e le emozioni della futura madre. Ma non dobbiamo dimenticare che ci sono anche i papà La gravidanza per i futuri papà è certamente vissuta in modo meno fisico rispetto alla mamma ma racchiude un forte impatto emozionale e soprattutto mentale. Durante i nove mesi di gravidanza il futuro papà deve affrontare quella che è chiamata la transizione da non genitore a genitore , o da genitore di un figlio a genitore di più figli. Ma cosa significa fare il padre? Fare il padre significa innanzitutto non fare la madre , il neonato non ha bisogno di due mamme, ha invece bisogno due modalità differenti di essere accudito creando due diversi tipi di relazione, madre e padre. Il papà può e deve cambiare il pannolino, ma lo farà a modo suo, alla maniera di padre, facendosi guidare dalle sue emozioni e in risposta alle manifestazioni del bambino. Diventare padre, quindi, non vuol dire solo svolgere dei compiti e delle funzioni, ma è qualcosa di molto più intimo e profondo. Il neo-papà impara a fare il padre giorno per giorno e per farlo ha bisogno di sentire il pianto del bambino, di toccarlo e di accudirlo, ma alla sua maniera. Altra cosa importante è il riconoscimento sociale della nuova figura di padre, da parte dei genitori, degli amici, dei colleghi e soprattutto della partner e futura mamma. Diventare padre Desiderio di diventare padre Gli uomini di oggi e i futuri papà sono sempre più coinvolti nell' evento gravidanza, accompagnando la gestante in tutto il percorso. Diventare padre, indipendentemente se a 50 anni, a 40 anni, a 30 anni o a 20 anni necessita di un coinvolgimento da parte della compagna. Il futuro papà ha bisogno di partecipare alle visite prenatali, di aiutare nella nuova organizzazione della casa e di pianificare insieme alla gestante le decisioni che riguardano il bambino. È un errore escludere il papà dalla gravidanza , definendola erroneamente come una cosa da donne. È bene inoltre, che il padre in gravidanza sia reso partecipe della crescita del bambino dentro la pancia La maggior parte degli uomini gestisce bene questo passaggio e in genere tutta l’ansia che provano si risolve prima che il bambino nasca. Le ansie che alcuni uomini provano non sono rivolte al bambino in arrivo piuttosto alle paure sulla gravidanza e sulla salute della partner. Quindi lasciatevi coccolare dal futuro papà. Le basi dei genitori uniti nascono proprio nel periodo della gestazione , si inizia a camminare insieme distribuendo i pesi, parlando per trovare le soluzioni e a distanza di tempo questo coinvolgimento diventerà anche fisico con i bagnetti, le notti insonni, e i momenti di tenerezza. Si metterà in pratica il fondamento e la base dei rapporti umani: dare e ricevere quello che oggi è definito come maternage paterno. Sentimenti del futuro papà Inizialmente i padri in attesa si sentono orgogliosi della loro virilità , che la gravidanza conferma, ma anche loro sperimentano sentimenti di ambivalenza come le gestanti, solo che tendono a tenere tutto dentro. Va precisato che le paure e le incertezze degli uomini riguardo la gravidanza sono influenzati da molti fattori come: la relazione con la partner; precedenti esperienze con la gravidanza; l’età; la stabilità economica; se la gravidanza è stata pianificata. Quando un uomo apprende la notizia di essere un futuro padre inizia un processo di bilanci e pianificazione del futuro. Gli uomini in attesa si domandano se saranno in grado di essere dei bravi genitori, se sapranno provvedere in maniera adeguata alla crescita del bambino e al sostentamento economico. Padre in sala parto Per generazioni i padri sono stati esclusi dal parto e dalla nascita del proprio bambino. Il parto è un’esperienza unica e ciascun futuro papà dovrebbe poterla vivere in libertà, anche perché non esiste nella vita un evento di tale potenza emotiva. La nascita del bambino rappresenta anche la nascita di un padre e se si può vedere questo evento si vivranno i primi momenti di paternità in maniera molto più consapevole. Va sempre sottolineato che il papà non deve essere forzato ad entrare in sala travaglio e non dovrebbe sentirsi obbligato ad assistere al parto, potrebbe essere controproducente per la coppia. Come aiutare il papà in gravidanza Nell’ adattarsi al nuovo ruolo, il padre in attesa deve per prima cosa affrontare la realtà della gravidanza e compiere uno sforzo per guadagnarsi il riconoscimento di genitore dalla compagna, dalla famiglia, dagli amici, dai colleghi, dalla società e naturalmente dal suo bambino. La madre in attesa potrà aiutare il compagno ad essere partecipe, e non solo un collaboratore. L’esperienza di vivere insieme la gravidanza si può sviluppare solo se la donna la concepisce nella sua mente come la loro gravidanza, il loro bambino, e non come la sua gravidanza e il suo bambino. Ad esempio, invitate il futuro papà ad accarezzare il pancione, è un modo naturale per entrare in contatto con il bambino. Il papà può comunicare con il feto anche attraverso la voce, infatti, è stato scientificamente provato che il bebè riconosce la voce del papà dopo la nascita. Il padre in attesa deve assumere il ruolo di padre così come la donna sviluppa il ruolo di madre. Generalmente i padri che riescono meglio in ciò sono quelli a cui piacciono i bambini e sono eccitati dalla prospettiva di diventare padri, impazienti di allevare un bambino e sicuri della propria capacità di essere genitore. Questi futuri papà vorranno essere presenti in tutti i momenti importanti della gravidanza e vorranno assistere al parto. Il consiglio che mi sento di dare ai futuri genitori è tentare quanto più possibile di vivere insieme questo meraviglioso viaggio che porterà alla nascita di un bambino. Si parte da un uomo e una donna, queste due entità si fondono per dare alla luce una nuova vita. Parlare, confrontarsi, far emergere dubbi e paure non è segno di debolezza ma segno di affidamento alle cure e all’amore della compagna che rispetterà i tempi e i modi di questo passaggio da uomo a padre. Tutto suo padre Una frase che si sente spesso e che in realtà ha un fondamento scientifico. Lo psicologo californiano Nicholas Cristenfeld effettuò un singolare esperimento proprio per dimostrare che la frase tutto suo padre corrisponde a verità. Invitò un certo numero di persone a indicare quali fossero gli abbinamenti papà-figlio e mamma-figlio scegliendo tra un gruppo di lattanti, un gruppo di mamme e un gruppo di papà. Sorprendentemente quasi tutti i partecipanti sono stati in grado di fare la giusta associazione padre figlio sbagliando invece l’associazione madre figlio. Su questa base è stato riconosciuto che in media i neonati somigliano di più al padre, un’astuzia della natura che permette ai neo-papà di innamorarsi e identificarsi con il proprio bambino aumentando un innato desiderio di attaccamento e protezione. Libri per chi sta per diventare padre Preparati! Guida pratica per i neo papà Un libro ironico e scorrevole che spiega le nozioni essenziali per crescere un bambino sano e felice. I futuri papà impareranno tante cose sui bambini in modo buffo e divertente entrando a far parte in una confraternita di padri alle prime armi. Niente panico! Come sopravvivere alla paternità Un libro davvero bellissimo che tutti i futuri papà e neo-papà dovrebbero leggere. Un vero e proprio viaggio sul mondo della gravidanza dal punto di vista della paternità, le fasi della gravidanza spiegate in modo semplice, l'organizzazione della casa, i pensieri e le paure fino ad arrivare al grande giorno in cui si diventa padre. Papà! Guida alla gravidanza maschile Il libro racconta la gravidanza dal punto di vista maschile fornendo informazioni mediche e psicologiche che renderanno la vita del futuro papà più serena. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 2002 e da allora ad oggi è un best sellers letto da tantissimi papà di tutto il mondo. Scopri: tutti i libri sulla paternità. Mammamather ostetrica tascabile Per approfondire Prepararsi al parto: cose da sapere prima del parto Dieta in gravidanza: cosa mangiare e cosa evitare Lista nascita: metti solo le cose indispensabili Come combattere la nausea in gravidanza Quando si sentono i primi movimenti fetali? Come vivono la gravidanza i futuri papà Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. Non vi è alcun obbligo di acquisto ma solo vantaggi Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto da Amazon 10% spendendo almeno 400€ o un 15% quando spendi più di 800€ nella tua Lista di nascita Più di 100.000 prodotti per aiutarti dall'inizio della gravidanza. Cosa aspetti fai subito la tua Lista nascita !
- Fumare in gravidanza! Quante sigarette? Danni del fumo in gravidanza su feto neonato, come smettere
Fumare in gravidanza e in allattamento non fa mai bene. Alla domanda si può fumare in gravidanza la risposta è sempre la stessa: NO! Il fumo durante la gravidanza espone mamma e feto a rischi che potrebbero essere evitati. Vediamo nel dettaglio cosa comporta fumare in gravidanza, gli effetti del fumo sul feto e sul neonato e come smettere di fumare in gravidanza. fumare in gravidanza Sommario Fumo e fertilità I Fumo e gravidanza I Fumare in gravidanza: i rischi. I Effetti del fumo: cosa provoca il fumo nel neonato? I Fumo nel primo mese di gravidanza I Fumo e allattamento Fumo e fertilità Lo affermano numerosi studi clinici: le donne fumatrici hanno meno probabilità di rimanere incinta rispetto alle donne non fumatrici. Il fumo di sigaretta è in grado di ostacolare la fertilità e l’ annidamento dell’ ovocita fecondato causando aborto. Per aumentare la fertilità è opportuno evitare gli ambienti dove il fumo passivo è usuale e chiedere al partner o ai familiari prossimi di astenersi dal fumare troppo vicino. Smettere di fumare aiuta sempre ad aumentare la fertilità. Quando si ha in progetto una gravidanza è bene evitare la sigaretta, per non esporre l'embrione agli effetti del fumo potenzialmente dannosi nelle primo trimestre di gravidanza (soprattutto nelle prime settimane in cui avviene l'embriogenesi) in cui l'attività teratogena della combustione della sigaretta potrebbe arrecare seri danni al prodotto del concepimento. Quando smettere di fumare in gravidanza? Prima possibile. Fumo e gravidanza: un binomio da evitare La sigaretta non fa mai bene, rappresenta uno dei vizi più diffusi tra la popolazione a cui non sempre è facile dire addio. Vi sono però dei momenti della vita di una donna, come la gravidanza e l' allattamento, talmente delicati in cui è importante astenersi dal vizio del fumo. Il fumo in gravidanza rappresenta una tra le cause modificabili in grado di avere esiti negativi sulla salute del feto e sul decorso della gestazione stessa. Sicuramente non è facile smettere di fumare, per interrompere il vizio ci vuole molta forza di volontà e il supporto di tutta la famiglia. Fumare in gravidanza è sempre un rischio ma qualora sia proprio impossibile smettere di fumare è opportuno ridurre il numero di sigarette , non esiste il numero esatto di q uante sigarette in gravidanza si possono fumare , la leggenda delle 5 sigarette al giorno in gravidanza che non arrecano danni al bambino non è sempre esatta. Quindi meno si fuma meglio è! Fumo e sigaretta in gravidanza Fumare in gravidanza rischi I danni del fumo in gravidanza sono molteplic i, infatti è comprovato da studi scientifici che attraverso la placenta passa non solo la nicotina ma tante altre sostanze cancerogene come il benzopirene che ha effetti dannosi sui polmoni fetali; l'acrino nitrile che ha come bersaglio la vescica; il 4-amminobifenile che rappresenta un rischio per il fegato. La donna che fuma in gravidanza ha una possibilità maggiore di avere un bambino con malformazioni quali il labbro leporino e palatoschisi. Sigarette e rischio di aborto per le donne fumatrici Il rischio di aborto, in relazione al fumo in gravidanza nelle prime settimane, è aumentato in quanto fumare può inficiare il circolo materno fetale nelle delicate fasi di costituzione, per tale motivo statisticamente si verificano più aborti nelle donne che fumano in gravidanza. . Fumare in gravidanza cosa comporta? Va precisato che gli effetti negativi della sigaretta non si manifestano per forza in chi fuma in gravidanza ma il rischio aumentato va sempre preso in considerazione. Danni del fumo durante la gravidanza Può comportare la nascita di neonati con basso peso. Le madri fumatrici presentano un aumentato rischio di travaglio e parto prematuro e rottura precoce delle membrane. Nelle madri fumatrici vi è un aumentato rischio di morte in utero, placenta previa e distacco di placenta. Effetti e danni fumo durante la gravidanza : cosa provoca il fumo e la nicotina nel neonato? Gli effetti fumo sul bambino non sono circoscritti alla gravidanza e si estendono anche al periodo post nascita. I bambini nati da mamme fumatrici in gravidanza hanno maggiori probabilità, oltre al basso peso alla nascita, il cosiddetto neonato SGA small for gestational age , di sviluppare patologie polmonari e soffrire di asma. Le ricerche su gravidanza e fumo hanno individuato un legame tra il fumo della madre, sia durante la gravidanza e in puerperio , con un aumento del rischio di sindrome della morte improvvisa del lattante , conosciuta anche come SIDS o morte in culla . Fumo in gravidanza Il fumo materno espone i neonati ad altri rischi correlati al fumo passivo quali: infezioni ricorrenti dell’orecchio; patologie acute e croniche del tratto respiratorio; difficoltà comportamentali e dell’apprendimento Sempre secondo studi recenti, fumare in gravidanza espone il feto a malattie del sistema nervoso centrale, si è inoltre individuato che la nicotina ha ripercussioni negative sulle terminazioni nervose del feto , in particolar modo sui neuroni, causando in alcuni casi delle modificazioni permanenti. A tal proposito è documentato che figli di donne fumatrici possono manifestare disturbi neuro comportamentali di lunga durata che si concretizzano con iperattività, maggiore eccitabilità e disturbi dell'apprendimento. Il meccanismo specifico alla base dei postumi del fumo sul feto non è noto, tuttavia i componenti del fumo di sigaretta come il monossido di carbonio, la nicotina, il piombo, la nicotina, sono tossici per il feto e riducono la disponibilità di ossigeno per i tessuti materni e fetali. Fumo in gravidanza prime settimane e statistica Il 62% delle donne che fumavano prima della gravidanza interrompe completamente l’abitudine della sigaretta durante la gestazione. Il 30% non riesce a smettere però riduce sensibilmente il numero di sigarette giornaliere . L' 8% continua a fumare come prima . Smettere di fumare in gravidanza Le donne che smettono di fumare in occasione dell’attesa di un figlio mostrano un elevato livello di consapevolezza nel tutelare la salute del nascituro, sfortunatamente il 60-80% delle ex fumatrici, ricomincia a fumare entro un anno dal parto. Qualunque riduzione del fumo in gravidanza ha ricadute positive su feto e continuamente si tenta di elaborare programmi che aiutino le donne a smettere di fumare. La percezione del bisogno di protezione del nascituro potrebbe essere un forte fattore motivazionale. Fumo passivo in gravidanza Fumare in gravidanza fa male ma è bene evitare anche il fumo passivo. Meglio astenersi da locali chiusi affollati e pieni di fumo poiché, anche se in maniera ridotta, il fumo viene inalato e passa dal sangue materno a quello fetale. Sigaretta elettronica in gravidanza La sigaretta elettronica in gravidanza andrebbe evitata poiché ad oggi non vi sono sono studi accertati che attestino i danni della sigaretta elettronica prima su feto e poi sul neonato. Unitamente alla sigaretta elettronica vanno evitati i dispositivi per tabacco scaldato (in inglese prodotti "Heat-not-Burn" HNB) come Iqos fumare in allattamento Fumo e allattamento Fumare in presenza di neonati ed esporre il bambino al fumo passivo aumenta il rischio di morte improvvisa nel lattante. Gli effetti negativi di fumare in allattamento ricadono anche sulla produzione di latte e sulla durata dell'allattamento. Il tabacco e la nicotina agiscono a livello ipofisario riducendo la secrezione di prolattina , l'ormone materno che stimola la secrezione di latte; sempre la nicotina aumenta i livelli di somatostatina nel sangue materno che riduce la produzione di latte. Inevitabilmente la ghiandole mammarie non stimolate adeguatamente riducono la quantità di latte prodotta. Il latte prodotto delle madri fumatrici subisce modificazioni a livello qualitativo risultando meno nutriente, senza contare che attraverso il latte materno passano al neonato nicotina e altre sostanze nocive quali ammoniaca, catrame, arsenico e monossido di carbonio dalla sigarette quindi la circolazione sanguigna dell'infante è contaminata da nicotina e da altri elementi pericolosi. Madri fumatrici e fumo passivo Secondo un recente studio americano si è scoperto che il latte delle madri fumatrici risulterebbe aromatizzato, fattore che genera avversione nel neonato che si alimenterà di meno. I neonati allattati da madri fumatrici si attaccano molto meno al seno rispetto alle madri non fumatrici in allattamento. Sempre secondo questo studio la quantità di nicotina presente dal latte materno è correlata al numero di sigarette fumate al giorno dalla nutrice e inoltre la quantità di nicotina di trasferita dal latte al neonato è il doppia rispetto a quella trasferita dalla placenta al feto durante la gravidanza Mammamather ostetrica tascabile Rimani connessa con le altre mamme Iscriviti al forum delle mamme e alla news letter Se conosci altri nomi non presenti sulla lista scrivili nei commenti! Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto 10% spendendo almeno 400€ o un 15% quando spendi più di 800€ nella tua Lista di nascita Cosa aspetti fai subito la tua Lista nascita ! 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- Astensione obbligatoria. Come richiedere il congedo di maternità, la domanda, a quanti mesi e quando
Vuoi sapere tutto sull'astensione obbligatoria e il congedo di maternità? Ecco per te la guida per sapere a chi spetta la maternità , come presentare la domanda, la busta paga e fino a quanti mesi si ha diritto all' astensione obbligatoria La maternità INPS è il congedo dal lavoro di cui le donne in gravidanza possono usufruire ed è un diritto di ogni donna che lavora. Il papà invece può usufruire del congedo di paternità al posto della mamma lavoratrice per accudire il bambino. Sommario Legge sulla maternità Cos'è l' astensione obbligatoria per maternità Cosa spetta con la maternità Busta paga della maternità Inps Congedo di paternità Congedo di maternità per le madri libero professioniste Congedo di maternità per le lavoratrici autonome La domanda per richiedere l' astensione obbligatoria Documentazione da presentare Legge maternità Il decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001 , testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità , tutela la maternità delle donne lavoratrici garantendo: 5 mesi di astensione obbligatoria dal lavoro, 2 prima e 3 dopo la nascita del bambino retribuiti al 100%. Prima di chiedere il congedo di maternità al proprio datore di lavoro è opportuno leggere con attenzione il contratto di lavoro, perché non tutti offrono il medesimo vantaggio. In ogni caso, durante la gravidanza il datore di lavoro deve concedere obbligatoriamente i permessi per gli esami prenatali , le ecografie o i corsi preparto . È meglio presentarsi al colloquio con il datore di lavoro con idee ben chiare sul periodo di astensione obbligatoria, comprese le possibili date dell’ ultimo giorno di lavoro e del giorno di ritorno, preparando anche argomenti sui quali si vorrebbe negoziare come un part-time, ferie e malattia. Le norme che disciplinano permessi e congedi a tutela della maternità e della paternità sono contenute nel decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001, cosiddetto Testo Unico maternità/paternità. Astensione obbligatoria e congedo di maternità Cos'è il congedo di maternità Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio. Durante il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro la lavoratrice percepisce un’indennità economica in sostituzione della retribuzione. Il diritto al congedo ed alla relativa indennità spettano anche in caso di adozione o affidamento di minori. In presenza di determinate condizioni che impediscono alla madre di beneficiare del congedo di maternità, il diritto all’astensione dal lavoro ed alla relativa indennità spettano al padre (congedo di paternità). A chi spetta l' astensione obbligatoria? alle lavoratrici dipendenti assicurate all'Inps anche per la maternità, comprese le lavoratrici assicurate ex IPSEMA. (apprendiste, operaie, impiegate, dirigenti) aventi un rapporto di lavoro in corso alla data di inizio del congedo. alle disoccupate o sospese se la maternità è iniziata entro 60 giorni dall' ultimo giorno di lavoro oppure se sussiste il diritto all'indennità di disoccupazione, alla mobilità oppure alla cassa integrazione. alle lavoratrici agricole a tempo indeterminato ed alle lavoratrici agricole tempo determinato che nell’anno di inizio del congedo siano in possesso della qualità di bracciante comprovata dall’iscrizione negli elenchi nominativi annuali per almeno 51 giornate di lavoro agricolo (art. 63 T.U.) alle lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari (colf e badanti) che hanno 26 contributi settimanali nell'anno precedente l'inizio del congedo di maternità oppure 52 contributi settimanali nei due anni precedenti l'inizio del congedo stesso alle lavoratrici a domicilio alle lavoratrici LSU o APU Non spetta alle lavoratrici dipendenti da Amministrazioni Pubbliche (incluse le lavoratrici dipendenti dai soppressi enti Inpdap ed Enpals) le quali sono tenute agli adempimenti previsti dalla legge in caso di maternità verso l’amministrazione pubblica dalla quale dipendono Cosa spetta alle donne in gravidanza con la maternità obbligatoria ? Un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro che comprende : prima del parto i 2 mesi precedenti la data presunta del parto (salvo flessibilità) e il giorno del parto i periodi di interdizione anticipata disposti dall’azienda sanitaria locale (per gravidanza a rischio) oppure dalla direzione territoriale del lavoro (per mansioni incompatibili) dopo il parto i 3 mesi successivi al parto (salvo flessibilità) e, in caso di parto avvenuto dopo la data presunta, i giorni compresi tra la data presunta e la data effettiva. In caso di parto anticipato rispetto alla data presunta (parto prematuro o precoce), ai tre mesi dopo il parto si aggiungono i giorni non goduti prima del parto, anche qualora la somma dei 3 mesi di post partum e dei giorni compresi tra la data effettiva del parto ed la data presunta del parto, superi il limite complessivo di cinque mesi; i periodi di interdizione prorogata disposti dalla direzione territoriale del lavoro (per mansioni incompatibili con il puerperio) In caso di parto gemellare la durata del congedo di maternità non varia. In caso di ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata, la madre può sospendere, in tutto o in parte, il congedo post parto, riprendendo nel frattempo l’attività lavorativa e differendo la fruizione del periodo di congedo residuo a partire dalla data di dimissioni del bambino. Tale diritto può essere esercitato una sola volta per ogni figlio subordinatamente alla sussistenza della compatibilità della ripresa dell’attività lavorativa con il proprio stato di salute. Tale compatibilità, per espressa disposizione normativa, è comprovata da “attestazione medica che dichiari la compatibilità dello stato di salute della donna con la ripresa dell’attività lavorativa”. Astensione maternità e interruzione di gravidanza In caso di interruzione di gravidanza che si verifica dopo i 180 giorni dall'inizio della gestazione (180simo giorno incluso), nonché in caso di decesso del bambino alla nascita o durante il congedo di maternità, la lavoratrice ha diritto ad astenersi dal lavoro per l'intero periodo di congedo di maternità salvo che la stessa non si avvalga della facoltà di riprendere l’attività lavorativa. Periodo di maternità per adozione e affidamento In caso di adozione o affidamento nazionale di minore di cui alla legge 184/1983 il congedo di maternità spetta per i 5 mesi successivi all’effettivo ingresso in famiglia del minore adottato o affidato pre-adottivamente nonché per il giorno dell’ingresso stesso . Per le adozioni o gli affidamenti preadottivi internazionali di cui alla legge 184/1983 il congedo spetta per i 5 mesi successivi all’ingresso in Italia del minore adottato o affidato nonché per il giorno dell’ingresso in Italia. Fermo restando il periodo complessivo di 5 mesi, il periodo di congedo può essere fruito, anche parzialmente, prima dell'ingresso in Italia del minore. Il periodo di congedo non fruito antecedentemente all'ingresso in Italia del minore, è fruito, anche frazionatamente, entro i 5 mesi dal giorno successivo all'ingresso medesimo. I periodi di permanenza all'estero, seguiti da un provvedimento di adozione o affidamento validi in Italia, possono essere indennizzati a titolo di congedo di maternità. Per i periodi di permanenza all'estero è previsto anche un congedo non retribuito, né indennizzato. In caso di affidamento non preadottivo di cui alla legge 184/1983 il congedo spetta per un periodo di 3 mesi da fruire, anche in modo frazionato, entro l’arco temporale di 5 mesi dalla data di affidamento del minore. Anche in caso di adozione o affidamento è possibile sospendere il periodo di congedo di maternità in caso di ricovero del minore adottato o affidato (art. 26 comma 6 bis), subordinatamente alla ripresa dell’attività lavorativa. Per ulteriori approfondimenti può essere consultata la circolare Inps 16/2008 di attuazione dell’art. 26 del T.U. Congedo maternità al padre. Il congedo parentale Il congedo di paternità è riconosciuto dal momento in cui si verificano determinati eventi riguardanti la madre del bambino, a prescindere dal fatto che la stessa sia lavoratrice o non lavoratrice. Il congedo di paternità spetta in caso di: morte o grave infermità della madre . La morte della madre dev’essere attestata mediante compilazione dell’apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica; la certificazione sanitaria comprovante la grave infermità va presentata in busta chiusa al centro medico legale dell’Inps, allo sportello oppure a mezzo raccomandata postale; abbandono del figlio da parte della madre . L’abbandono (o mancato riconoscimento del neonato) da parte della madre dev’essere attestato mediante compilazione dell’apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica; affidamento esclusivo del figlio al padre (art. 155 bis cod. civ.). L’affidamento esclusivo può essere comprovato allegando alla domanda telematica copia del provvedimento giudiziario con il quale l’affidamento esclusivo è stato disposto oppure comunicando gli estremi del provvedimento giudiziario ed il tribunale che lo ha emesso; rinuncia totale o parziale della madre lavoratrice al congedo di maternità alla stessa spettante in caso di adozione o affidamento di minori . La rinuncia è attestata dal richiedente mediante compilazione dell’apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica. Il congedo di paternità, che decorre dalla data in cui si verifica uno degli eventi suindicati (morte, grave infermità e così via), coincide temporalmente con il periodo di congedo di maternità non fruito dalla lavoratrice madre, anche nel caso di madre lavoratrice autonoma avente diritto all’indennità prevista dall’art.66 T.U. In caso di madre non lavoratrice, il congedo di paternità termina al terzo mese dopo il parto. In caso di ricovero del bambino in una struttura ospedaliera, il congedo di paternità può essere sospeso, in tutto o in parte, fino alla data di dimissioni del bambino. Congedo parentale e astensione del padre lavoratore La legge 28 giugno 2012, n.92 ha introdotto in via sperimentale, per il triennio 2013-2015, le misure a sostegno della genitorialità, prorogate anche per l’anno 2016 dalla legge 208/2015 (legge di stabilità per il 2016) e di seguito riportate: Il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, ha l'obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di due giorni, fruibili anche disgiuntamente. Tale diritto spetta solo per le nascite, le adozioni e gli affidamenti avvenuti nell’anno 2016.Per gli eventi avvenuti prima di tale data, sussiste l’obbligo di astensione soltanto per un giorno . Il diritto del padre lavoratore si configura come un diritto autonomo rispetto a quello della madre e può essere fruito dallo stesso anche durante il periodo di astensione obbligatoria post partum della madre. Per la fruizione dello stesso, al padre è riconosciuta un'indennità pari al 100 per cento della retribuzione. Il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio può astenersi per un ulteriore periodo di due giorni , anche continuativi, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest'ultima. Al padre è riconosciuta un'indennità pari al 100 per cento della retribuzione in relazione al periodo di astensione. Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare l’apposita pagina “Congedi papà” dedicata a quanto disposto dal Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 22 dicembre 2012 e dalla successiva Circolare INPS n.40 del 14 marzo 2013. Quando spetta il congedo di paternità? Durante i periodi di congedo di maternità (o paternità) la lavoratrice (o il lavoratore) ha diritto a percepire un' indennità economica pari all'80% della retribuzione giornaliera calcolata sulla base dell'ultimo periodo di paga scaduto immediatamente precedente l’inizio del congedo di maternità quindi, di regola, sulla base dell’ultimo mese di lavoro precedente il mese di inizio del congedo (art. 22 e seguenti del T.U.). Busta paga maternità obbligatoria Di regola, l'indennità è anticipata in busta paga dal datore di lavoro . L’anticipazione da parte del datore di lavoro è effettuata anche alle lavoratrici assicurate ex IPSEMA dipendenti da datori di lavoro optanti per il pagamento delle indennità con il metodo del conguaglio (codice conguaglio “CA2G”) (Circolare INPS n. 173 del 23.10.2015) L'indennità è pagata direttamente dall'Inps alle: lavoratrici stagionali operaie agricole (salva la facoltà di anticipazione dell’indennità, da parte del datore di lavoro, in favore delle operaie agricole a tempo indeterminato) lavoratrici dello spettacolo saltuarie o a termine lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari (colf e badanti) lavoratrici disoccupate o sospese lavoratrici assicurate exIPSEMA dipendenti da datori di lavoro non optanti per il pagamento delle indennità con il metodo del conguaglio (codice conguaglio “CA2G”) - (Circolare INPS n. 173 del 23.10.2015) Il pagamento diretto viene effettuato dall'Inps secondo la modalità scelta nella domanda: bonifico presso l'ufficio postale; accredito su conto corrente bancario o postale. Lavoratrici e lavoratori iscritti alla gestione separata INPS -libero professionisti Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio. Durante il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro la lavoratrice ha diritto all’indennità economica in sostituzione del compenso. Le libere professioniste iscritte alla gestione separata Inps non hanno tale obbligo di astensione; tuttavia la permanenza al lavoro comporta la perdita del diritto all’indennità di maternità. Il diritto al congedo ed alla relativa indennità spettano anche in caso di adozione o affidamento di minori. In presenza di determinate condizioni che impediscono alla madre di beneficiare del congedo di maternità, il diritto all’astensione dal lavoro ed alla relativa indennità spettano al padre (congedo di paternità). A chi spetta l' assenza per maternità ? Alle lavoratrici ed ai lavoratori iscritti esclusivamente alla gestione separata Inps e non pensionati, tenuti quindi a versare alla gestione separata il contributo con l’aliquota maggiorata prevista dalla legge per finanziare le prestazioni economiche di maternità/paternità. Il diritto all’indennità di maternità/paternità spetta a condizione che nei 12 mesi precedenti il mese di inizio del congedo di maternità (o paternità) risultino effettivamente accreditati o dovuti alla gestione separata almeno 3 contributi mensili comprensivi della predetta aliquota maggiorata (automaticità delle prestazioni, art. 64-ter T.U. introdotto dal decreto legislativo 80/2015). Per ogni approfondimento si rinvia alla Circolare INPS n.42 del 26.02.2016. Congedo di maternità per le madri libere professioniste? Un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro che comprende (artt. 16 e seguenti del T.U.): prima del parto i 2 mesi precedenti la data presunta del parto (salvo flessibilità) e il giorno del parto; i periodi di interdizione anticipata disposti dall’azienda sanitaria locale (per gravidanza a rischio) oppure dalla direzione territoriale del lavoro (per mansioni incompatibili) dopo il parto i 3 mesi successivi al parto (salvo flessibilità) e, in caso di parto avvenuto dopo la data presunta, i giorni compresi tra la data presunta e la data effettiva; in caso di parto anticipato rispetto alla data presunta (parto prematuro o precoce), ai tre mesi dopo il parto si aggiungono i giorni non goduti prima del parto, anche qualora la somma dei 3 mesi di post partum e dei giorni compresi tra la data effettiva del parto ed la data presunta del parto, superi il limite complessivo di cinque mesi; i periodi di interdizione prorogata disposti dalla direzione territoriale del lavoro (per mansioni incompatibili con il puerperio). In caso di parto gemellare la durata del congedo di maternità non varia. In caso di ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata, la madre può sospendere, in tutto o in parte, il congedo post partum (art. 16 bis comma 1), riprendendo nel frattempo l’attività lavorativa e differendo la fruizione del periodo di congedo residuo a partire dalla data di dimissioni del bambino. Tale diritto può essere esercitato una sola volta per ogni figlio subordinatamente alla sussistenza della compatibilità della ripresa dell’attività lavorativa con il proprio stato di salute (comma 2 dell’art. 16 bis). Tale compatibilità, per espressa disposizione normativa, è comprovata da “attestazione medica che dichiari la compatibilità dello stato di salute della donna con la ripresa dell’attività lavorativa”. In caso di interruzione di gravidanza che si verifica dopo i 180 giorni dall'inizio della gestazione (180simo giorno incluso), nonché in caso di decesso del bambino alla nascita o durante il congedo di maternità , le lavoratrici hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l'intero periodo di congedo di maternità salvo che la stessa non scelga di riprendere l’attività lavorativa (art. 16, comma 1 bis, del T.U. modificato dal D.Lgs. 119/2011). In caso di adozione o affidamento di minore di cui alla legge 184/1983 il diritto al congedo spetta per i cinque mesi successivi all’ingresso in famiglia del minore stesso (art.64-bis del T.U.). Il congedo di paternità è riconosciuto dal momento in cui si verificano determinati eventi riguardanti la madre del bambino, a prescindere dal fatto che la stessa sia lavoratrice o non lavoratrice. Il congedo di paternità spetta in caso di: morte o grave infermità della madre . La morte della madre dev’essere attestata mediante compilazione dell’apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica; la certificazione sanitaria comprovante la grave infermità va presentata in busta chiusa al centro medico legale dell’Inps, allo sportello oppure a mezzo raccomandata postale; abbandono del figlio da parte della madre . L’abbandono (o mancato riconoscimento del neonato) da parte della madre dev’essere attestato mediante compilazione dell’apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica; affidamento esclusivo del figlio al padre (art. 155 bis cod. civ.). L’affidamento esclusivo può essere comprovato allegando alla domanda telematica il provvedimento giudiziario con il quale l’affidamento esclusivo è stato disposto oppure comunicando gli estremi del provvedimento giudiziario ed il tribunale che lo ha emesso; In caso di adozione o affidamento di minori il padre può fruire del congedo di maternità spettante alla madre che vi rinunci totalmente o parzialmente. La rinuncia è attestata dal richiedente mediante compilazione dell’apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica Chi paga il congedo di maternità alle madri libero professioniste ? L'indennità e' pagata direttamente dall'Inps secondo la modalità scelta nella domanda: bonifico presso l'ufficio postale; accredito su conto corrente bancario o postale. Stipendio dell' astensione per libero professioniste Durante i periodi di congedo di maternità (o paternità) la lavoratrice (o il lavoratore) ha diritto a percepire un'indennità economica pari all'80% di 1/365 del reddito derivante da attività di collaborazione coordinata e continuativa per le lavoratrici parasubordinata; 80% di 1/365 del reddito derivante da attività libero professionale. Lavoratrici autonome L’indennità di maternità (artt. 66 e seguenti del T.U.) è riconosciuta alle lavoratrici autonome per i due mesi precedenti la data del parto e per i tre mesi successivi alla data medesima. In caso di adozione o affidamento nazionale di minore di cui alla legge 184/1983 spetta per i 5 mesi successivi all’effettivo ingresso in famiglia del minore adottato o affidato preadottivamente nonché per il giorno dell’ingresso stesso. Per le adozioni o gli affidamenti preadottivi internazionali di cui alla legge 184/1983 la lavoratrice ha diritto ad un’indennità par a 5 mesi per i periodi e secondo quanto previsto dall’art.26 del T.U. In caso di affidamento non preadottivo di cui alla legge 184/1983 l’indennità spetta per un periodo di 3 mesi da fruire, anche in modo frazionato, entro l’arco temporale di 5 mesi dalla data di affidamento del minore. L'indennità non comporta comunque obbligo di astensione dall'attività lavorativa autonoma. L’indennità di paternità è riconosciuto dal momento in cui si verificano determinati eventi riguardanti la madre del bambino, qualora la madre sia lavoratrice dipendente o autonoma. Il congedo di paternità spetta in caso di: morte o grave infermità della madre . La morte della madre dev’essere attestata mediante compilazione dell’apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica; la certificazione sanitaria comprovante la grave infermità va presentata in busta chiusa al centro medico legale dell’Inps, allo sportello oppure a mezzo raccomandata postale; abbandono del figlio da parte della madre . L’abbandono (o mancato riconoscimento del neonato) da parte della madre dev’essere attestato mediante compilazione dell’apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica; affidamento esclusivo del figlio al padre (art. 155 bis cod. civ.). L’affidamento esclusivo può essere comprovato allegando alla domanda telematica il provvedimento giudiziario con il quale l’affidamento esclusivo è stato disposto oppure comunicando gli estremi del provvedimento giudiziario ed il tribunale che lo ha emesso; In caso di adozione o affidamento di minori il padre può fruire del congedo di maternità spettante alla madre che vi rinunci totalmente o parzialmente. La rinuncia è attestata dal richiedente mediante compilazione dell’apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica. A chi spetta Alle artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali , nonché alle pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne , di cui alla legge 13 marzo 1958, n. 250, e successive modificazioni (Circolare INPS 130/2013), iscritte alla gestione dell'INPS in base all'attività svolta ed in regola con il versamento dei contributi anche per i mesi compresi nel periodo di maternità (due mesi precedenti la data del parto e per i tre mesi successivi alla data stessa). L'indennità può essere richiesta anche nei casi in cui l'iscrizione alla propria gestione sia avvenuta successivamente alla data di inizio del periodo indennizzabile per maternità. Si possono verificare i seguenti casi: iscrizione richiesta entro i termini di legge (30 giorni dall'inizio dell'attività per artigiani e commercianti e 90 giorni dall'inizio dell'attività negli altri casi): qualora l'attività sia iniziata in data precedente alla data di inizio del periodo di maternità, l'indennità spetta, alle condizioni sopra indicate (effettiva copertura contributiva del periodo indennizzabile per maternità), per l'intero periodo di maternità. Nel caso in cui l'attività lavorativa autonoma sia iniziata, invece, successivamente all'inizio del periodo di maternità, l'indennità spetta per il periodo successivo all'inizio dell'attività stessa; iscrizione richiesta oltre i termini di legge: l'indennità di maternità spetta a partire dalla data della domanda di iscrizione alle gestione di appartenenza. Quanto spetta alle madri lavoratrici autonome ? Per i periodi di maternità spettanti in caso di parto (due mesi precedenti la data del parto e tre mesi successivi alla data medesima) ed in caso di adozione/affidamento (cinque mesi dall’ingresso in famiglia o in Italia del minore adottato/affidato) spetta un'indennità economica pari all'80% della retribuzione giornaliera stabilita annualmente dalla legge a seconda del tipo di lavoro autonomo svolto. In caso di interruzione di gravidanza verificatasi oltre il terso mese dall’inizio della gestazione, l’indennità è corrisposta per un periodo di 30 giorni. Chi paga L'indennità è pagata direttamente dall'Inps secondo la modalità scelta nella domanda: bonifico presso l'ufficio postale; accredito su conto corrente bancario o postale. Domanda maternità obbligatoria La domanda di maternità (o paternità) deve essere presentata all’Inps telematicamente anche dalle lavoratrici e lavoratori assicurati ex IPSEMA dipendenti da datori di lavoro optanti per il pagamento delle indennità con il metodo del conguaglio (codice conguaglio “CA2G”)- (Circolare INPS n. 173 del 23.10.2015), mediante una delle seguenti modalità: WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto (); Contact Center integrato – n. 803164 gratuito da rete fissa o n. 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico; Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi. La domanda telematica va inoltrata prima dell’inizio del congedo di maternità ed, in ogni caso, non oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile, pena la prescrizione del diritto all’indennità. La lavoratrice è tenuta a comunicare la data di nascita del figlio e le relative generalità entro 30 giorni da parto mediante una delle modalità telematiche sopra indicate. Le lavoratrici autonome trasmettono la domanda telematica a parto avvenuto. La domanda telematica prevede la possibilità di allegare documentazione utile per la definizione della stessa (provvedimenti di interdizione anticipata/posticipata, provvedimenti di adozione o affidamento, autorizzazione all’ingresso in Italia del minore straniero in adozione o affidamento preadottivo rilasciato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali, attestazione di ingresso in famiglia del minore adottato/affidato e così via). Per le lavoratrici assicurate ex IPSEMA dipendenti da datori di lavoro optanti per il pagamento delle indennità con il metodo del conguaglio (codice conguaglio “CA2G”)- (Circolare INPS n. 173 del 23.10.2015) anche la competenza territoriale alla gestione delle pratiche è quella prevista per la generalità dei lavoratori, determinata sulla base della residenza dell’assicurato. La domanda è presentata in modalità cartacea dalle lavoratrici e lavoratori assicurati ex IPSEMA dipendenti da datori di lavoro non optanti per il pagamento delle indennità con il metodo del conguaglio (codice conguaglio “CA2G”)- (Circolare INPS n. 173 del 23.10.2015). In tali casi, la competenza territoriale è determinata sulla base delle istruzioni operative fornite con Circolare INPS n. 173 del 23.10.2015 Documentazione da presentare in forma cartacea per il congedo di maternità Il certificato medico di gravidanza ed ogni altra certificazione medico sanitaria richiesta per l’erogazione delle prestazioni economiche di maternità/paternità dev’essere presentata in originale alla Struttura Inps competente, allo sportello oppure a mezzo raccomandata postale in busta chiusa. Sulla busta contenente la certificazione medico sanitaria è utile apporre: il numero di protocollo rilasciato dalla procedura di invio online; la dicitura "documentazione domanda di maternità/paternità – certificazione medico sanitaria" (ai fini della legge sulla privacy). Prescrizione del diritto di maternità Il diritto all'indennità si prescrive nel termine di un anno che decorre dal giorno successivo alla fine del congedo di maternità (o paternità). Per evitare la perdita del diritto è necessario che la lavoratrice o il lavoratore interessati presentino all’Inps (prima dello scadere dell'anno) istanze scritte di data certa dirette ad ottenere il pagamento della indennità. Gli atti interruttivi della prescrizione possono essere effettuati anche tramite PEC oppure spediti a mezzo posta (raccomandata con ricevuta di ritorno). Leggi anche Nomi maschili Nomi Femminili Prepararsi al parto: cose da sapere prima del parto Lista nascita Amazon Dieta in gravidanza: cosa mangiare e cosa evitare Lista nascita: metti solo le cose indispensabili Massaggio perineo: elasticizza il perineo per un parto senza episiotomia Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. 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- Come tenere in braccio un neonato. Consigli pratici e posizioni
Come prendere in braccio un neonato Il ritorno a casa dopo il parto è un momento bellissimo, la famiglia si è allargata e inizia una nuova vita insieme. Molti neogenitori specialmente i neopapà hanno paura a prendere in braccio il neonato senza fargli male. Vi assicuro che con un po’ di pratica vi renderete conto che il contatto con il neonato è uno degli aspetti più belli e gratificanti della paternità e prendere in braccio un neonato è un gioco da ragazzi Per tenere in braccio un neonato si possono utilizzare varie posizioni e con il bambino avrete la possibilità di sperimentarle tutte. Vi ricordo di condividere questo articolo con il vostro compagno o con la famiglia in modo da avere istruzioni valide da mettere in pratica su come tenere tenere in braccio un neonato correttamente. Posizioni per tenere in braccio un neonato Vi sono varie posizioni per tenere in braccio un neonato e ciascuna di esse si adatta alle varie esigenze infatti vi sono: posizioni neonato per fare il ruttino ; posizioni per cullare il neonato; posizioni per le coliche del neonato; posizioni per calmare il neonato. Come tenere un neonato Bene cari genitori vediamo tutte le posizioni per prendere un neonato in braccio: Posizione dell'abbraccio Posizione verticale Posizione rugby Posizione a pancia in giù Posizione petto con petto Come tenere un neonato con la posizione dell’abbraccio Come tenere in braccio il neonato La posizione neonato dell’abbraccio è molto semplice e comoda tanto che può essere utilizzata per allattare . Questa posizione da un senso di calore e di intimità e permette il contatto visivo tra il neonato e chi lo tiene in braccio infondendo sicurezza al bambino in quanto l’abbraccio avvolge il suo corpo. È una posizione molto pratica perché una mano sostiene il corpo del bambino mentre l’altra rimane libera per accarezzarlo o utilizzare degli oggetti. Per avere una maggiore sicurezza nella presa si può con la mano afferrare la coscia del bambino mentre il braccio sostenere il suo corpo. Questo tipo di presa è importante per poter trasportare il bambino in sicurezza. Posizione verticale posizione neonato per il ruttino La posizione verticale si esegue mettendo il neonato poggiato sul petto con le spalle rivolte verso l’esterno e sostenuto con entrambe le mani, una mano deve sostenere il collo e la spalla mentre l’altra o afferra le natiche o si posiziona in mezzo alle gambe del neonato. La posizione verticale trasmette sicurezza al bambino ed è ideale per fargli fare il ruttino . Il neonato potrebbe essere tenuto in posizione verticale anche con l'ausilio di un marsupio di stoffa che tiene delicatamente il bambino poggiato sul torace del genitore e rende libere le mani di fare altre cose. Posizione del rugby Nella posizione del rugby il bambino viene posizionato saldamente tra il gomito e l’avambraccio del genitore . Il braccio del genitore sostiene il peso del corpo e la mano quello della testa . Questa posizione permette il contatto visivo con il neonato e risulta utile perché tiene impegnata una sola mano. La posizione del rugby, ad esempio, può essere utilizzata per fare lo shampoo al bambino, per allattarle o più semplicemente per parlare al telefono, aprire la porta o in tutte le faccende che richiedono una mano libera. Per approfondire: come lavare i capelli del neonato Tenere il neonato a pancia in giù posizione per alleviare le coliche del neonato I bambini adorano stare a pancia in giù , con il mento e la guancia appoggiati all’avambraccio della mamma. Questa posizione di solito viene sperimentata dai neogenitori quando il neonato nei primi mesi soffre delle famose coliche gassose , tale posizione associata con piccoli massaggi, riesce ad alleviare i dolori al pancino. Petto con petto come calmare un neonato Un’altra posizione preferita dei neonati è stare è stare adagiato sul torace della mamma , a contatto con il suo corpo, lo rassicura. Tenete una mano sotto il sederino e sostenete la testa e la schiena con l’altro braccio. Come posare un neonato senza farlo svegliare Per prendere in braccio un neonato ci vuole una certa accortezza, ma anche per rimetterlo giù, bisogna prestare attenzione. Mettete il bebè con il viso rivolto verso il vostro torace , perché si senta rassicurato del vostro corpo, e con una mano sotto il sederino e l’altra che mantiene il collo e la testa, piegatevi sulla culla o altro, adagiandolo con molta cautela. Dopo di che, sfilate la mano da sotto il sederino e usatela per alzare leggermente la testa del piccolo in modo da poter sfilare anche l’altra mano. Infine, riabbassate la testa delicatamente ed e vitate movimenti bruschi . Mammmamather ostetrica tascabile ammamather ostetrica tascabile Leggi anche Poppate del neonato: durata e quantità Come attaccare il neonato correttamente? Alimentazione in allattamento Come prevenire la morte in culla Singhiozzo del neonato, come farlo passare? Acne del neonato, cosa fare? Come capire se il neonato mangia abbastanza Per essere sempre informata iscriviti alla nostra news letter che trovi qui sotto e seguici su Instagram , non sarai mai sola. 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- Valigia parto per la mamma in ospedale e borse nascita. Come preparala, lista necessario da mettere
La valigia parto e borsa nascita: ecco la lista nascita ospedale per preparare il borsone nascita. La lista nascita scaricabile con le cose da mettere nella valigia per il parto e nella sacca per il neonato valigia parto Quando fare la valigia per il parto? La Valigia parto rappresenta più di tutti l’oggetto che rimanda la futura mamma al grande giorno della nascita del bambino e deve essere riempita con tutto il necessario che servirà al futuro al neonato. E' sempre bene preparare il borsone nascita con anticipo, di norma intorno al settimo mese di gravidanza in modo organizzare con calma tutto l' occorrente per la borsa per il parto. La lista nascita ospedale di norma è scaricabile sul sito dell' Azienda Ospedaliera dove si partorirà, in alternativa qui infondo troverai una lista scaricabile delle cose del parto. Che borsa baby parto scegliere? In commercio si possono trovare tantissimi modelli di valigia parto che ben si adattano sia ai maschietti che alle femminucce. È preferibile scegliere un borsone nascita resistente e lavabile con tante tasche per i pannolini, salviettine e tutte le cose che possono servire per il cambio del pannolino. Alcuni modelli di valigia per il parto si agganciano al passeggino altri sono a forma di zaino , una soluzione comoda per avere le mani libere. Si possono anche acquistare due modelli diversi di borsa nascita: una borsa nascita più piccola da utilizzare per le commissioni veloci una valigia per il parto più grande quando si prevede di stare tanto tempo fuori casa. Per la sala parto io consiglio sempre di preparare due borse parto separate : una valigia per il parto con tutto il necessario per la mamma; una sacca per il neonato con tutto il necessario per il bambino alla nascita. Cosa mettere in valigia per il parto La valigia per il parto parto dovrebbe essere preparata circa sei settimane prima della data presunta del parto mettendo tutti gli oggetti e i prodotti consigliati nella lista nascita fornita dalla struttura in cui si espleterà il parto. Un ricovero inaspettato può sempre capitare magari per eseguire degli esami particolari oppure in caso di una minaccia di parto prematuro . Come detto è utile preparare due valigie separate per mamma e bambino, vediamo come vanno preparate. Borsa per il parto con il necessario per la mamma La borsa parto per la mamma dovrebbe essere piccola e poco ingombrante ma deve contenere tutto il necessario per la sala parto. Tessera sanitaria e documento di riconoscimento in corso di validità; Documenti ed esami della gravidanza: il gruppo sanguigno, gli esami ematochimici, le ecografie e altri esami effettuati durante i nove mesi; Camicia da notte, vestaglia, calzini e pantofole per il travaglio Caramelle e bottiglie d’ acqua; Si può portare una play list di musica rilassante; Carica batterie per cellulare; Abiti per il ritorno a casa ampi e comodi. Beauty per la maternità Lozioni e creme per il massaggio da poter utilizzare in sala travaglio; Burro cacao perché le labbra tendono a seccarsi durante il travaglio; Mutandine e reggiseno da allattamento; Articoli per toletta come dentifricio , spazzolino da denti, spazzola ed elastici per capelli, deodorante, detergente; Asciugamani e telo da bagno Sacca nascita neonato e lista nascita bimbo ospedale La borsa del neonato da portare in sala parto deve essere riempita con tutto il necessario per le cure alla nascita del neonato , il primo bagnetto e l' igiene del bebè dopo la nascita. Il contenuto della sacca per il neonato deve servire al personale ospedaliero per lavare e vestire il bambino alla nascita, infatti è consigliabile preparare i vari cambi in bustine separate in modo da non creare confusione con tutto il resto come: i cambi per i successivi giorni, i pannolini e altro. Sacca neonato: elenco di cosa mettere nella borsa neonato e cosa serve Vediamo nel dettaglio cosa mettere nella borsa neonato : Asciugamano per il bagnetto, consiglio di lavarlo più volte per renderlo più assorbente; Detergente delicato per neonati; Pettine per neonato, e non la spazzola. Il pettine serve per rimuovere eventuali residui del parto dai capelli del bambino; Pannolini ,della misura più piccola; Completino o tutina, di tessuto morbido e caldo; Body a maniche lunghe; Camicina della fortuna se si desidera utilizzarla; Calzini; Cappellino, anche in estate. I neonati tendono a disperdere calore per cui è preferibile mettere un cappellino per tenere al caldo il capo; Copertina per avvolgere il neonato di materiale morbido e caldo; Lenzuola per la culletta. Valigia con l'occorrente per partorire Ecco per te una selezione delle borse nascita che ritengo utili e comode. Le borse qui sotto sono state scelte dalle mamme e valutate per le proprie prestazioni e comodità di uso per contenere tutto il necessario per il neonato e la mamma. Non ti resta che scegliere quella che più ti piace Borsoni parto e borsa cambio neonato Borsa per ospedale con fasciatoio La borsa Mimuselina è studiata per soddisfare tutte le esigenze di una neomamma. Si aggancia al passeggino, può essere utilizzata come tracolla, è dotata di tasche esterne e di fasciatoio per il cambio pannolino ovunque tu sia. La borsa è lavabile e dotata al suo interno di una fodera impermeabile. Disponibile in vari colori Borsa parto con prodotti neonato Lo zaino mustela accompagna le mamme da tantissime generazioni. La sua forza è la praticità, la linea sempre attuale e perchè no la convenienza. Con soli 25 euro Mustela ti da: Uno zaino con morbidi manici; Detergente delicato da 200 ml, Fluido detergente senza risciacquo da 200 ml; Hidra bebè crema viso, Pasta per il cambio pannolino, Salviettine multiuso. Valigia parto a zainetto, la borsa maternità più comoda Ecco la rivoluzionaria valigia parto studiata per mamme dinamiche e che hanno voglia di stare fuori casa ma sempre con tutto l' occorrente a portata di zaino. Si tratta di uno zaino con 14 tasche per sistemare il necessario per il bebè senza dover cercare o rovistare nella borsa. Dispenser per salviettine; Tasche per il latte ad isolamento termico; Fasciatoio per cambio pannolino; Attacco al passeggino. Lo zaino è impermeabile, lavabile e resistente ai graffi. Disponibile in tantissimo colori in super offerta a circa 30 euro Borsa capiente per mettere tutti i prodotti della lista ospedale parto La borsa nascita Inglesina è capiente e multifunzionale per avere sempre tutto a portata di mano. Bella ed elegante coniuga resistenza e praticità. Dotata di tasca termica e di tanti scomparti per sistemare tutto ciò che serve per uscire. Fasciatoio integrato per cambi pannolino rapidi e in sicurezza. Apertura a doppia zip e tracolla regolabile per essere fissata al passeggino. Una delle borse più amate dalle mamme. Borsa per il parto con le ruote La valigia Samsonite Dream Rider è pensata per far rilassare i genitori quando sono fuori casa. Le colorate forme catturano i bambini. Ruote robuste per trasportare la borsa con facilità e nastro che si trasforma in tracolla. Può essere usata come valigia per l' ospedale e per viaggi in totale libertà . Valigia per il parto in ecopelle Le borse nascita Newborn sono romantiche ma super resistenti. La borsa si adatta ad ogni tipo di uscita con il neonato: al mare, in montagna, in piscina o sotto il sole. Capiente, lavabile e provvista di molte tasche interne per riporre anche gli oggetti più piccoli. Disponibile in varie forme e colori Valigia per il parto Garessi Una delle borse parto più amate dalle mamme di tutto il mondo. La valigetta Garessi per la nascita conquista tutte le mamme. Una linea semplice, robusta e molto funzionale. Spaziosa e capiente, adatta alle mamme che non vogliono rinunciare a essere sempre alla moda. Valigia parto con scomparti La borsa per il neonato Babymoov permette alle mamme dinamicità e praticità. I multi scomparti contengono tutto l'occorrente per il bebè: custodia termica per il biberon; custodia per il succhietto; pochette porta oggetti; copertina in pile; ganci universali per passeggino. Valigia per il parto da usare ogni giorno La borsa Inglesina Day Bag è partica per essere usata ogni giorno. Dalla linea pulita è capiente e funzionale per accompagnarti nelle uscite di ogni giorno con il tuo bambino. Il suo interno è lavabile, dotato di fasciatoio imbottito e cinghiette laterali per essere agganciata al passeggino Borse parto in vari colori Il punto di forza di questa borsa fasciatoio sono le due tasche anteriori dotate di elastici per fissare tutto quello che ti serve senza doverlo cercare. Il materiale è antigraffio , impermeabile e lavabile. Disponibile in vari colori Bustine per sistemare i cambi nella valigia ospedale Le bustine corredino Taddy Bag sono prodotte in Italia con i migliori e più sicuri materiali certificati, che le rendono completamente antibatteriche, anallergiche, impermeabili e senza odori. Il set è composto da 8 bustine di diverse misure per sistemare tutto l'occorrente del neonato non solo per la prima nascita ma anche per le passeggiate. Il set include anche un Pennarello Indelebile con il quale è possibile scrivere, negli appositi spazi presenti sulla bustina, il nome del bambino e il giorno della settimana corrispondente al corredino. Per scoprire altre borse e valigie nascita clicca sul pulsante Lista ospedale nascita in pdf da scaricare Leggi anche Prepararsi al parto: cose da sapere prima del parto Dieta in gravidanza: cosa mangiare e cosa evitare Lista nascita: metti solo le cose indispensabili Massaggio perineo: elasticizza il perineo per un parto senza episiotomia Rottura delle acque: come capire se si sono rotte le membrane Ricordati di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . · Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto · 10% spendendo almeno 400€ o un 15% quando spendi più di 800€ nella tua Lista di nascita Cosa aspetti fai subito la tua Lista nascita ! Noi di Mamma Mather abbiamo scritto un corso preparto per te, per rispondere a tutte le domande che una futura mamma si fa prima di partorire e accompagnandola nel ritorno a casa. Il libro è in offerta speciale per te sia in versione e book che in libro cartaceo.
- Lavare i capelli al neonato e prendersi cura della crosta lattea
Come lavare i capelli ai neonati Come fare lo shampoo al neonato Lavare i capelli al neonato durante il bagnetto Cura della crosta latte Come si asciugano i capelli del neonato I prodotti consigliati da noi Come lavare i capelli ai neonati L' igiene del neonato è un momento speciale accompagnato da coccole e carezze. Vediamo come prendersi cura dei capelli del neonato e come asciugarli come trattare la crosta lattea . Come lavare i capelli al neonati? Il lavaggio dei capelli del neonato dipende essenzialmente dalla quantità di capelli. Ci sono neonati che hanno la testa ricoperta solo da poca peluria altri che invece hanno tanti e forti capelli. Prima di iniziare è necessario riscaldare l' ambiente e preparare il materiale occorrente costituito da: Shampoo per neonati; Teli caldi e avvolgenti; Vaschetta per neonati (solo se il lavaggio viene fatto insieme al bagnetto) Phon Ci sono due differenti modalità di pulizia dei capelli del neonato : si può fare solo lo shampoo o lavare i capelli mentre si fa il bagnetto. Vediamoli insieme passo passo. OCCORRENTE PER IL BAGNETTO Come fare lo shampoo al neonato ? Lavare solo i capelli è consigliato alle neomamme che desiderano prendersi cura del neonato senza immergerlo completamente in vaschetta. Aprite il rubinetto dell'acqua e regolatela alla giusta temperatura , per essere sicuri potete utilizzare un termometro da bagno , in commercio ne esistono tanti e a prezzi economici. Il neonato deve essere avvolto in una copertina lasciando solo la testa fuori e tenuto in braccio nella posizione di rugby con il capo leggermente inclinato verso il basso per non far andare l’ acqua negli occhi. In commercio esistono delle apposite visiere no lacrime che possono essere usate per evitare di bagnare il viso e gli occhietti del bebè. Il neonato non va mai messo sotto il getto dell’ acqua corrente, poiché forti cambiamenti della temperatura potrebbero causare ustioni. I capelli devono essere inumiditi ed insaponati con una piccola quantità di shampoo delicato. Una spazzola molto morbida può essere usata per massaggiare tutta la testa facendo attenzione alle fontanelle . Sciacqua i capelli e asciugali con un’ asciugamano asciutta. Se nella cute ci sono zone squamose inumidirle con una lozione mezz’ora prima di eseguire lo shampoo, in questo modo con il massaggio di una spazzola sarà più facile rimuoverle. Lavare i capelli al neonato durante il bagnetto Di solito ai bambini piace molto di più il bagno nella vaschetta piuttosto che il lavaggio dei soli capelli. Come sempre è consigliato preparare prima tutto il materiale e metterlo a portata di mano. La vaschetta deve essere riempita con solo 10-15 cm di acqua prestando sempre particolare attenzione per la temperatura. Per prevenire lo scivolamento si può mettere una salvietta o un piccolo asciugamano sul fondo della vaschetta o del lavandino. In commercio esistono apposite vaschette da bagno studiate per prevenire lo scivolamento del neonato e fare un bagnetto in sicurezza. Immergere delicatamente il neonato e porre una mano dietro la nuca e reclinare la testolina indietro per evitare che l'acqua o il detergente vadano negli occhi. Per bagnare i capelli con più facilità si può usare una tazza di plastica e provvista di manico. Evitare di utilizzare altri materiali perchè se la tazza dovesse scivolare potrebbe rompersi. Se il bebè ha pochi capelli sarà sufficiente massaggiare delicatamente la cute e poi sciacquarla, se invece il piccolo ha tanti capelli utilizzare uno shampoo specifico , massaggiare la cute e risciacquare con attenzione per evitare che rimangano eventuali residui di schiuma. Dopo il bagnetto il neonato deve essere avvolto in un’ asciugamano togliendo subito le tovaglie che via via si inumidiscono. Cura della crosta lattea La crosta lattea è una forma di dermatite seborroica molto comune tra i neonati che può comparire già dai primi giorni di vita, e si presenta con delle piccole squame di colore giallo sulla testa del neonato . Si possono tranquillamente lavare i capelli avendo solo qualche piccolo accorgimento: Evitare di lavare troppo frequentemente la testa del neonato per evitare le l' infiammazione peggiori; Utilizzare un detergente specifico a base oleosa; Non cercare di grattare via le croste peggiorereste solo l' irritazione. Come si asciugano i capelli del neonato? La modalità di asciugatura dipende dalla quantità di capelli del piccolo, se ha poca peluria sarà sufficiente tamponare la testa con delle salviette o mussole calde cercando di non premere troppo in corrispondenza delle fontanelle . Se invece il piccolo è un capellone utilizzare il phon avendo l' accortezza di non metterlo ad una temperatura troppo calda e non dirigere il getto d' aria sul viso del bambino o sulla cute. Una volta terminata l' asciugatura pettinare i capelli del piccolo a vostro piacimento. Consiglio sempre di evitare di mettere creme o lozioni sulla testa del piccolo. I prodotti consigliati da noi pettine e spazzola scelti da noi mussole scelte da noi telo bagnetto scelto da noi Detergente crosta latte scelto da noi cuscino bagnetto scelto da noi vaschetta bagnetto scelta da noi termometro da bagno scelto da noi MammaMather ostetrica tascabile EMERGENZA CLICCA QUI CLICCA QUI PEDIATRIA CLICCA QUI CLICCA QUI PSICOLOGIA CLICCA QUI CLICCA QUI SVEZZAMENTO CLICCA QUI CLICCA QUI FITNESS CLICCA QUI CLICCA QUI SESSUALITA' CLICCCA QUI CLICCA QUI
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