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- Arriva un fratellino o sorellina, consigli per mamma e papà.
Arriva un fratellino!! Quando è in arrivo un bambino non si sa come dare la notizia al primogenito del fratellino in arrivo. La psicologa Vanessa Rotilio ci parla di come preparare i figli all' arrivo di fratello o di una sorella per evitare gelosia e regressione. La nascita del secondo figlio e i consigli per mamma e papà Arriva un fratellino Con l'arrivo del secondo figlio, i cambiamenti e le domande che affollano i pensieri dei genitori sono tante: si tratta infatti, di un evento meraviglioso che, però, porta con sé delle piccole rivoluzioni non senza conseguenze sulla vita familiare e sui suoi ritmi. Alcune mamme ad esempio, si chiedono se proveranno le stesse emozioni e gioie vissute con il primo figlio o come riusciranno a gestire gli aumentati impegni. Il primogenito potrebbe sperimentare dei sentimenti negativi e delle gelosie a causa delle ridotte attenzioni ricevute con la nascita del secondo arrivato. La gelosia dei bambini che prima erano gli unici al centro dell'amore genitoriale è sana , ma il bambino dovrà acquistare con il tempo la consapevolezza di una propria identità autonoma, questo gli consentirà di vedersi come individuo separato e permetterà una crescita cognitiva oltre che emotiva. Avere un proprio posto in famiglia e una relazione esclusiva con i genitori aiuta il bambino a strutturare la sua identità. L'arrivo di un nuovo fratellino potrebbe fare vacillare questa identità che è ancora in formazione. All'interno di una relazione sicura con il proprio caregiver, il bambino si sentirà in grado di esplorare l'ambiente e sperimentarsi, e acquisirà inoltre gli strumenti per acquisire relazioni successivamente con i propri pari. Si tratta di reazioni comuni e normali, che non andrebbero soffocate. Bisogna tenere presente che per il primogenito è un momento difficile , di dolore spesso intenso, marcato da un sentimento di ingiustizia, e il bisogno di essere confortato è altissimo. Egli potrà anche regredire rispetto alle acquisizioni fatte durante sua crescita, per esempio facendosi di nuovo la pipì o la cacca addosso, per ristabilire l'antico equilibrio, riavere quelle cure di prima e in definitiva riprendere il posto del nuovo arrivato perché era stato il suo, cioè tornare a essere una parte della mamma. Accade anche che il primogenito attraversi fasi di vera depressione, profonda tristezza, e un forte senso di abbandono misto a rabbia. Una cosa utile è mostrare al primogenito delle fotografie di quando era bebè e dei momenti successivi della sua crescita e commentarli insieme, indicando nelle immagini le sue conquiste, spesso fatte per amore dei genitori, e sottolineando l'importanza che hanno, per dargli l'attenzione che si aspetta per via degli sforzi che ha compiuto per arrivare a come è oggi, cioè farlo sentire amato per come è ora. Ora più che mai vanno riconosciuti e rispettati i bisogni, i ritmi, le abitudini, gli spazi e gli oggetti. Bambino in arrivo: i consigli per mamma e papà A volte mamma e papà non se ne accorgono, ma tendono ad accordare il ritmo del primogenito a quello del nuovo arrivato, facilitando la regressione . Bisognerebbe invece continuare a riconoscerlo per quello che è, per l'età che ha, così come cercare di lasciargli il suo territorio. Per esempio, quando ci sono problemi con il sonno, bisogna sempre vedere come è stato modificato il suo spazio. Abbiamo pensato di fornirvi alcuni consigli utili per permettervi di gestire al meglio la relazione del primogenito con il nuovo arrivato in questo importante e delicato momento di transizione. Parla in modo chiaro e sincero con tuo figlio Aiutalo a verbalizzare le emozioni provate Non escluderlo dagli incontri con il fratellino Evita di far coincidere importanti cambiamenti con l'arrivo del fratellino Presta le giuste attenzioni a tutte le tappe cruciali di vita del primogenito Evita di fare confronti tra il nuovo arrivato e il primogenito Rispetta per quanto possibile la routine del primogenito, senza introdurre stravolgimenti eccessivi 1. Parla in modo chiaro e sincero con tuo figlio Nel caso in cui vostro figlio sia già piuttosto grandicello, è bene informarlo su cosa succederà una volta che nascerà il fratellino. È necessario esplicitare ai più piccoli dei passaggi che, troppo presi dagli impegni della quotidianità, possiamo trascurare o dare per scontato; altrimenti, senza una vera spiegazione, potrebbero sentirsi non più desiderati dai genitori, messi da parte oppure potrebbero darne un'interpretazione alternativa per loro anche dolorosa. Risulta quindi importante renderli partecipi di quello che sta succedendo, rassicurandoli sui nuovi cambiamenti in corso e facendogli capire l'importanza del loro ruolo in questa nuova fase. Con i più piccolini invece è più utile utilizzare un disegno per fare capire cosa succederà. Le immagini, si sa, hanno un forte potere sui bambini: potete anche spigare quanto fatto con un tono dolce e comprensivo, allo scopo di tranquillizzare e rendere il tutto il più normale possibile. 2. Aiutalo a verbalizzare le emozioni provate I bambini hanno meno strumenti per riuscire a cogliere e gestire gli stati emotivi interiori, per questo potrebbero sfociare in scoppi incontrollati di rabbia o aggressività . È sempre meglio esprimere un'emozione che reprimerla. Non avere paura di comunicare con il primogenito, spiegagli che la mamma si occuperà del fratellino perché piangerà e avrà bisogno di cure, esattamente come tutti i bambini appena nati, al tempo stesso cerca di dirgli esplicitamente che non cambierà l'affetto nei suoi confronti e che ci saranno ancora dei momenti tutti per lui, insieme a nuove abitudini condivise. Nel caso dei bimbi più piccoli il non verbale e i comportamenti diretti sono molto più comprensibili. In questi casi, è bene tenere il primogenito accanto a sé mentre ci si prende cura del nascituro, dargli una carezza e dedicargli del tempo quando il nascituro dorme: sono tutti dei validi sostituti di più complesse rassicurazioni verbali. 3. Non escluderlo dagli incontri con il fratellino Sin da subito permettergli di tenere in braccio il fratellino con l'aiuto di un adulto se ne ha voglia o fargli notare quando gli sorride; questo gli permetterà di vivere positivamente la sua relazione con lui, sentirsi ricambiato e apprezzarlo. Non forzarlo se invece lo evita, meglio dargli del tempo per vivere la nuova presenza del fratellino per passaggi graduali. 4. Evita di far coincidere importanti cambiamenti con l'arrivo del fratellino Cerca di evitare di far coincidere grandi trasformazioni nella vita del primogenito con l'arrivo del secondo figlio: se possibile, anticipale. In particolare in riferimento al cambiamento della stanzetta, all'ingresso alla nuova scuola etc. Evita di modificare la routine in maniera repentina, meglio infatti preparare il bambino ad una riorganizzazione progressiva delle abitudini che non sia troppo brusca e gli permetta di abituarsi in maniera più dolce. 5. Presta le giuste attenzioni a tutte le tappe cruciali di vita del primogenito Ricordati di evitare di responsabilizzarlo eccessivamente . Non renderlo più adulto prima del tempo, pensando che sia il figlio "più grande": ogni tappa dello sviluppo psicofisico del bambino è cruciale e porta con sé compiti di sviluppo diversi connessi con l'età. Risulta quindi positivo promuovere nel primogenito un senso di competenza senza forzarne l'autonomia. 6. Evita di fare confronti tra il nuovo arrivato e il primogenito Ogni bambino è unico e diverso e ha delle abitudini diverse per quanto riguarda i bisogni fisiologici e gli aspetti connessi con il temperamento. Anche se adesso ti senti più preparata della prima volta nella gestione dei figli, non dimenticare che sono presenti delle differenze individuali che caratterizzano sin dalla prima età i nascituri 7. Rispetta per quanto possibile la routine del primogenito, senza introdurre stravolgimenti eccessivi Questo gli permetterà di dare continuità all'esperienza e sentirsi rassicurato. Se sono necessari dei cambiamenti, meglio sempre prima esplicitarli e introdurli progressivamente, dando la sicurezza che ci sarà un adulto accanto a sé quando ne avrà bisogno. Riorganizzazione della famiglia con l'arrivo di un fratellino Prendersi dei propri spazi è fondamentale e non bisogna sentirsi in colpa, una mamma soddisfatta riesce a prendersi cura dei propri figli in maniera migliore. Siete delle mamme valide anche se chiedete aiuto a parenti, amici o babysitter anche se siete in congedo parentale . È importante riuscire a vivere in maniera serena il tempo passato lontano dai propri figli perché, anche se molto piccoli, riescono a connettersi con gli stati interni della madre percependo stati emotivi positivi o negativi attraverso il contatto oculare, la mimica facciale e il non verbale. Uno stato emotivo positivo permetterà al bambino di sentirsi più sicuro del legame con la madre e durante la separazione e il riavvicinamento a lei. Prendetevi dei momenti da soli in cui poter stare con il vostro partner : è vero avete due figli e aumentano gli impegni e le esigenze in famiglia. Non dimenticatevi del pilastro su cui si fonda l'intera famiglia: la relazione coniugale . Avere dei genitori felici e sereni permetterà di esserlo maggiormente anche ai vostri figli. Esplicitare dei confini chiari all'interno del sistema famigliare: non di rado capita che la famiglia d'origine cerchi di sostituirsi ad un genitore assente perché al lavoro o impossibilitato a essere presente in un determinato periodo. Nonostante sia prezioso e utile l'aiuto dei familiari, l'importante è non perdere di vista l'esigenza di riservare uno spazio fisico e mentale alle esigenze del nucleo famigliare. Condividere: entrare in un network di persone che stanno affrontando la stessa tappa di vita può essere una valida fonte di supporto sociale oltre che una buona possibilità di scambio. Non essere troppo perfezionista : sii più indulgente con te stessa, dovrai far fronte a maggiori necessità e ci sarà un periodo di assestamento. Non stupirti se sarà necessario del tempo per ridefinire le priorità e trovare delle nuove modalità per sperimentarti nella quotidianità. Dott.ssa Vanessa Rotilio Psicologa, Psicodiagnosta Psicologa Perinatale in formazione
- Iniezione intramuscolare Come fare una puntura intramuscolo, sedi somministrazione, tecnica, siringa
L’ iniezione intramuscolare è una procedura utilizzata per la somministrazione di farmaci che necessitano di un rapido assorbimento o che non possono essere assunti oralmente. Iniezione intramuscolare L’ iniezione intramuscolare è una procedura utilizzata per la somministrazione di farmaci che necessitano di un rapido assorbimento o che non possono essere assunti oralmente. La prescrizione di farmaci da somministrare con iniezione intramuscolo è abbastanza diffusa ed è importante affidarsi a mani esperte sia per l’esecuzione dell’iniezione che per imparare ad eseguire la procedura correttamente. Questa tipologia di somministrazione viene scelta anche per farmaci che vengono somministrati in condizioni di emergenza, come le reazioni allergiche, che richiedono prontezza e decisione. Aghi per puntura intramuscolo L’iniezione viene realizzata con apposite siringhe, generalmente da 5 ml, abbinate ad aghi ipodermici sottili, che mirano alla riduzione del dolore dovuto all’ingresso dell’ago; purtroppo, molti farmaci risultano dolorosi o fastidiosi e la procedura può comunque, nonostante sia stata eseguita correttamente, risultare dolorosa. La puntura intramuscolare non è priva di complicanze È opinione diffusa che la somministrazione intramuscolare sia semplice e priva di rischi, in realtà è un procedimento che non bisogna sottovalutare in ogni sua sfaccettatura, poiché introducendo l’ago in profondità nel muscolo è possibile lesionare strutture molto importanti. La corretta esecuzione del metodo delle punture intramuscolari permette di ridurre al minimo i possibili effetti avversi che comprendono: lividi, dolore, lesioni ai vasi sanguigni o ai nervi ed ascessi. Sedi di somministrazione puntura intramuscolo Le sedi di iniezione raccomandate dalla letteratura scientifica per la pratica della puntura intramuscolo sono rappresentate da Spalla Coscia Gluteo e sedere Iniezione nella spalla il deltoide è il muscolo della spalla, a questo livello l’iniezione va praticata nella zona più compatta del muscolo, che essendo di ridotte dimensioni non permette l’introduzione di importanti quantità di liquidi né un elevato numero di somministrazioni, questa sede viene utilizzata principalmente da professionisti esperti, qualificati e competenti. Intramuscolare nella coscia A livello della coscia è possibile eseguire nella porzione centrale sia lateralmente che anteriormente, viene spesso utilizzata per l’auto somministrazione o in caso di controindicazioni delle altre sedi, ma risulta più dolorosa rispetto alle altre. Intramuscolo gluteo e sedere Gluteo: è la sede più utilizzata, a livello del gluteo l’iniezione va praticata nella porzione più laterale e più esterna poiché al centro del gluteo decorrono importanti strutture vascolari e nervose che rischierebbero d’essere gravemente lesionate. Somministrazione intramuscolare ventroglutea Un vecchio sistema per l’identificazione del sito in cui pungere quando si fanno le punture intramuscolo prevedeva la suddivisione del gluteo in quattro parti, la sede in cui è possibile pungere è il quadrante superiore esterno, quanto più di lato e più in su possibile; ad oggi i professionisti sanitari utilizzano un sistema che prevede la suddivisione del gluteo in due parti con una linea immaginaria che unisce l’osso dell’anca con il femore individuando la sede in cui pungere al di sopra di tale linea. Confrontando i due metodi nelle immagini è possibile osservare che indentificano entrambi la zona più esterna e superiore del gluteo. Posizione per la terapia intramuscolare È possibile far posizionare la persona che deve ricevere l’iniezione in tre differenti modi: Sdraiato a pancia in giù, è la posizione più utilizzata; Sdraiato lateralmente, in questa posizione l’iniezione risulta più dolorosa; In piedi, è necessario posizionarsi con una gamba tesa ed una leggermente piegata e l’iniezione deve essere praticata nel gluteo appartenente alla gamba tesa. Materiale occorrente per fare una puntura intramuscolare Il materiale occorrente per eseguire la procedura è il seguente: Siringhe intramuscolo; Aghi; Farmaco; Cotone o garza; Come si fanno le punture intramuscolo: procedura e tecnica per le iniezioni intramuscolari La procedura per realizzare un’iniezione intramuscolare è la seguente. Siringa intramuscolare e ago Preparare la siringa con il farmaco da somministrare, eliminando le bolle d’aria; Sostituire l’ago utilizzato per la diluizione del farmaco con un ago nuovo assicurandosi di non compromettere la sterilità della siringa. Disinfezione zona di somministrazione Disinfettare la zona scelta con il cotone o la garza imbevuti di antisettico. Tecnica e procedura per farle Pungere al centro della sede scelta, l’ago va inserito con un angolazione di 90° (dritto, perpendicolare) lasciando circa 3 millimetri di ago fuori dal gluteo; Aspirare e controllare che in siringa non compaia sangue; Iniettare il farmaco; Fase finale della puntura im Terminata la somministrazione estrarre l’ago ed esercitare una leggera pressione con il cotone o la garza senza massaggiare; Controllare che non siano comparsi lividi o altri effetti avversi. Come si fa una puntura, video Come fare le punture intramuscolo senza rischi L’iniezione intramuscolare è una procedura apparentemente semplice ma in realtà complessa e carica di rischi; è importante quindi conoscerne la corretta procedura per evitare importanti lesioni. Per qualsiasi dubbio riguardante la procedura bisogna chiedere al proprio medico o infermiere di fiducia, che spiegheranno la procedura chiarendo ogni perplessità o incertezza, oppure in caso di vostra insicurezza la eseguiranno direttamente. Non è mai una buona idea farsi le punture intramuscolo da soli, infatti le somministrazioni fatte male potrebbero risultare dolore e non prive di complicanze. Dott.ssa Federica Panebianco Kit di primo soccorso per le emergenze in casa
- L' Acetone nei bambini: cos'è e cosa fare. Cause, sintomi, cura e rimedi per la chetosi nei bambini
Acetone nei bambini e non sai cosa fare? Ecco i consigli del pediatra per riconoscere i sintomi dell’acetone, come il caratteristico alito cattivo, cosa fare, come aiutare il tuo bambino e cosa deve mangiare al tuo bambino in caso di chetosi. La guida ti spiega le cause degli acetoni e come prevenirli. Sommario Cos'è l’acetone nei bambini I Cause dell'acetone I Sintomi I Come si cura l'acetone dei bambini I Dieta per l'acetone I Terapia per l'acetone I Quanto dura l'acetone I Prevenzione per l'acetone I Quando rivolgersi al pediatra I Acetone e diabete Cos'è l’acetone nei bambini L'acetone è una condizione metabolica in cui vi un accumulo di corpi chetonici nell’organismo del bambino. L'accumulo di corpi chetonici nel sangue dei bimbi, definita chetonemia, è causata dall'incapacità del sistema corporeo dell’infante di utilizzare gli zuccheri come fonte di energia che invece viene prodotta dalla degradazione dei grassi. L' utilizzo dei grassi per produrre energia avviene nel fegato e porta alla formazione di 3 sostanze dette corpi chetonici costituite da: L'acido acetoacetico; L'acido beta-idrossibutirrico. L'acetone (da cui il disturbo prende il nome) che a contatto con l'aria sprigiona il suo tipico aroma. La crisi di acetone nel bambino rappresenta quindi, un sintomo di alimentazione errata o di digiuno prolungato. I bambini ne soffrono maggiormente rispetto agli adulti a causa delle loro ridotte riserve di zuccheri, con una propensione maggiore nei bambini più minuti che mangiano scarse quantità di carboidrati complessi come pane e pasta. Cosa causa l’acetonemia nei bambini L' acetone si verifica maggiormente nei bambini di età compresa tra i 1 -2 anni e i 6 anni anche se in rari casi può interessare i neonati allattati al seno o con latte artificiale. Le cause dell’acetone nei bimbi sono generalmente rappresentate da condizioni alimentari particolari: Acetonemia cause Febbre; Vomito; Digiuno prolungato; Alimentazione troppo ricca di grassi. Febbre e acetone Gli episodi febbrili nei bambini comportano un grande dispendio di energie che porta ad un consumo maggiore di glucosio nel sangue con il rischio di esaurire rapidamente le scorte di zucchero presenti sotto forma di glicogeno. Una volta che non vi sono più zuccheri disponibili l’organismo è costretto ad utilizzare i grassi per produrre energia dando vita alla catena che porta all' acetone infantile. Vomito acetonemico Gli episodi di vomito nei bambini e nei lattanti portano ad una eliminazione veloce delle riserve di zucchero nell'organismo che si trova sprovvisto della sua fonte energetica primaria. Il vomito e acetone nei bambini sono un circolo vizioso. Il vomito può rappresentare una conseguenza, infatti i chetoni alti scatenano la zona del cervello da cui parte lo stimolo a vomitare; il vomito continuo contribuisce ad innalzare ulteriormente i livelli di chetoni acidi. Digiuno prolungato e acetone nel bambino Se il bambino non ha mangiato per molte ore e magari ha fatto uno sforzo prolungato ad esempio correndo e muovendosi molto, il suo organismo consuma tutte le riserve di zucchero e non avendo più glucosio a disposizione per avere energia attinge ai grassi. Come detto, dalla combustione degli acidi grassi si generano i corpi chetonici, che provocano acidosi. Alimentazione troppo ricca di grassi causa la chetosi nei bambini Un'alimentazione eccessivamente ricca di grassi come patatine, cioccolato, panna e cibi fritti favorisce l’acetone bambini. Quando i grassi sono troppi l'organismo li brucia insieme agli zuccheri creando corpi chetonici e quindi la malattia dell’acetone. Acetone nei bambini sintomi I sintomi dell’acetone infantile sono: Alito cattivo Stanchezza e spossatezza Inappetenza Irritabilità Vomito, che può portare a disidratazione Febbre Mal di pancia Mal di testa Lingua asciutta e patinosa Occhiaie Corpi chetonici nelle urine L’alito cattivo nei bambini è il primo sintomo di acetone Il primo sintomo di chetosi nei bambini è l'alito acetonico. L' alitosi nei bambini ha un odore caratteristico che sa di mele marce o di frutta andata a male. L’alito cattivo con questo odore prende il nome di alito acetonemico. Acetone e febbre L' acetone negli adulti, come nei bambini, può essere provocato da fattori scatenanti come stress e febbre. Non è raro che l' acetone si presenti dopo un episodio di febbre alta che provoca un eccessivo dispendio energetico che rallenta il fisiologico processo di eliminazione dei corpi chetonici dal sangue. Come riconoscere l'acetone? Come si manifesta? Il bambino con l’acetone è stanco, irritabile e non vuole mangiare. In alcuni casi il bimbo può lamentare malessere generale, vomito, febbre, mal di pancia, mal di testa, lingua asciutta e patinosa e occhiaie. Acetone nelle urine Se si sospetta la presenza di acetone è opportuno fare un esame urine per rilevare la presenza di chetoni e il loro livello. Per valutare i livelli di chetoni nella pipì vi sono stick urinari adatti allo scopo: si bagna lo stick con qualche goccia di urina del bimbo e a seconda della presenza o meno dell’acetone nelle urine il reagente assume un colore di verso. Come si cura l’acetone bimbi? Rimedi Gli acetoni dei bambini in genere non richiedono una terapia specifica, in genere sono sufficienti dei rimedi legati alla dieta. I rimedi consistono nell'offrire al bambino con acetone liquidi e bevande zuccherate come: succo di frutta limonata fatta in casa qualche sorso di coca cola thè e infusi deteinati acqua e zucchero. L’ assunzione di zucchero ripristina i livelli ottimali di glucosio nel sangue, i corpi chetonici tendono a diminuire e l’acetone regredisce. In caso di vomito offrite la bevanda a piccoli sorsi per evitare di evocare maggiormente il vomito. Acetone cosa mangiare, dieta per acetone Man mano che il bambino torna ad avere appetito offritegli delle fette biscottate con marmellata o miele, latte magro ben zuccherato per poi passare a pasta o riso conditi con pochissimo olio e Parmigiano. Man mano che l’acetone tende a diminuire è bene fare due giorni di dieta a base di carboidrati complessi come: pane; pasta; riso. Durante la fase di convalescenza aumentate le dosi di frutta e verdura ed eliminate tutti i cibi grassi come carni rosse, latticini grassi, insaccati, fritti, dolciumi, gelati e cioccolato. Quando il bimbo torna a stare meglio potrà riprendere la dieta giornaliera ma con un occhio attento ai grassi e includendo sempre gli spuntini zuccherati per merenda. Terapia omeopatica e integratori per curare l'acetone nei neonati. Nei casi in cui vi è una crisi acuta di acetone potrebbe essere necessario l’utilizzo di integratori. Gli integratori per l'acetone sono dei granuli che si sciolgono in poca acqua e possono essere offerti al bambino con un cucchiaino di plastica (non di metallo) lontano dai pasti. Se il bimbo appare molto stanco, con la febbre e ha mal di pancia o diarrea la terapia generalmente consiste nell' assunzione di Senna 30 CH granuli ogni due ore fino al miglioramento dello stato di salute. Se è presente vomito e il bambino è totalmente inappetente si può dare Nux vomica 5 CH. granuli ogni 2 ore oppure la vitamina B6 che contribuisce ad alleviare la sensazione di nausea. Sono assolutamente da evitare tutte le sostanza alcalinizzanti come Biochetasi o Citrosodina che possono contribuire all' aumento di nausea e vomito nel bambino Quanto dura l'acetone nei bambini? La guarigione dall'acetone, che è una vera intossicazione, avviene generalmente in 2-3 giorni. Se il bambino da subito inizia ad alimentarsi in modo corretto includendo una buona dose di carboidrati i sintomi regrediscono molto più rapidamente. Come si previene l'acetone Come detto i bambini, proprio a causa del loro metabolismo, sono molto più soggetti ad andare incontro al disturbo. La prevenzione consiste nel contrastare le cause dell’acetone alto quindi un’alimentazione sana con pasti regolari. Se le crisi sono frequenti si consiglia di eliminare o ridurre dalla dieta del bambino i formaggi grassi, il burro, le carni grasse, i fritti e gli insaccati privilegiando invece gli alimenti costituiti da carboidrati complessi. Ecco per te gli alimenti consigliati e quelli da evitare nel caso in cui il tuo bambino sia soggetto ad episodi frequenti di acetone. Cosa mangiare con l'acetone Pane Fette biscottate Pasta Patate Riso Semolino Pesce Legumi Carni bianche, pollo, tacchino, vitello e coniglio Olio extravergine di oliva Latte magro Miele Marmellata Brodo vegetale Frutta Verdura Yogurt magro Cose da non mangiare con l'acetonemia Formaggi grassi Burro Carni grasse Fritture Merendine e brioches confezionate Biscotti e frollini ricchi di grassi Maionese e salsine Cioccolato Yogurt intero Latte intero Gelato alle creme Uova Insaccati Panna Quando rivolgersi al medico pediatra? Se dopo due giorni di chetosi i livelli di acetone sono, nonostante l’alimentazione corretta, non tendono a diminuire e rimangono alti meglio rivolgersi al pediatra. Acetone e diabete In alcuni casi l’acetone frequente nei bambini può essere la spia di un disturbo più complesso come il diabete mellito di tipo 1. Il diabete di tipo 1 è la forma più frequente di diabete nei bambini e consiste nella carenza di insulina nel sangue. L' insulina è un ormone prodotto dal pancreas e consente allo zucchero di entrare nelle cellule per essere utilizzato come fonte energetica. I bambini diabetici, dati i bassi livelli di insulina, nonostante gli alti livelli di glucosio nel sangue, utilizzano i grassi come fonte energetica, che causa chetoacidosi diabetica, con sintomi molto simili alla normale crisi di acetone. Nei casi di sospetto acetone è sempre bene fare uno stick alle urine del bambino, infatti, se la striscia reattiva risulta positiva oltre per i chetoni, anche per la presenza di glucosio potremmo trovarci di fronte ad un diabete e somministrare alimenti zuccherati potrebbe essere controproducente. Cara mamma, spero che questa guida ti sia stata di aiuto, se hai dubbi o incertezze puoi scriverle nei commenti, sarò felice di risponderti. Ricordati di rimanere sempre aggiornata iscrivendoti alla news letter che trovi qui sotto. 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- Ansia in gravidanza! Sintomi, se fa male al bambino, rimedi per l'ansia e attacchi di panico.
Agitazione, paure e ansia in gravidanza sono molto comuni. La psicologa Vanessa Rotilio ci ha fornito dei suggerimenti per calmare gli attacchi di ansia, gestire l' insonnia e l' agitazione per vivere una gravidanza serena. Ansia e gravidanza Se siete in gravidanza e, al tempo stesso, vi sentite in ansia, sappiate che siete in buona compagnia. Ci sono tante donne nella stessa situazione. L'ansia in gravidanza può indurre a immaginare gli scenari peggiori e può provocare sbalzi di umore estremi, ma non solo. L' ansia da gravidanza può dare anche problematiche fisiche, come la s ensazione continua di tensione e l'insonnia. Ansia gravidanza: i sintomi L’agitazione in gravidanza è proprio quella sensazione che alcune donne provano mentre osservano il proprio corpo cambiare , iniziano a temere di non riconoscersi e di non avere la capacità di supportare i cambiamenti e la gravidanza con tutto quello che richiede. Le future mamme si ritrovano a vivere l’ansia a causa dei loro pensieri e delle loro preoccupazioni. Pensieri e paure , dunque, che portano la gestante a chiedersi se il proprio fisico tornerà mai quello di una volta , se il proprio compagno l’accetterà e l’amerà come sempre e in tutte le fasi della gravidanza, se sarà in grado di essere una buona mamma. E tanti altri “se” che innescano il senso di disagio e inadeguatezza di fronte a una situazione più che naturale. La donna in gravidanza si ritrova a comprendere per la prima volta il significato di “perdita di controllo” in quanto la pancia prende le redini, i ritmi. Ansietà e ormoni in gravidanza Allo stesso modo anche l’aspetto ormonale influisce sull’ansia che la donna si trova a vivere. A questi si associano paure e timori di conoscenti future madri, neomamme e persone che credono di dover dire, sempre e comunque, la propria opinione, suscitando così una spirale di emozioni e apprensioni eccessive. L' ansia in gravidanza fa male al feto? Una delle domande più frequenti che le future mamme si pongono è Gli attacchi di panico possono danneggiare il feto? M io figlio soffrirà di attacchi di panico ?" La risposta alla prima domanda è rassicurante poiché la lettura scientifica non riporta dati che possano far pensare ad un impatto negativo sul feto; il discorso appare più complesso se si cerca di valutare la possibile influenza dello stato affettivo della futura mamma sulla qualità della gravidanza. Considerando che moltissime ricerche dimostrano che il rapporto madre bambino esiste prima del parto è lecito chiedersi se e come una condizione di ansia cronica possa disturbare questa prima e fondamentale relazione. I bambini nati da mamme che manifestano attacchi di panico in gravidanza non sono "condannati" a soffrire dello stesso disturbo , al massimo erediteranno una "vulnerabilità" all'ansia che può, in particolari situazioni stressanti, aumentare la probabilità di manifestare un disturbo legato all'ansia tra i quali rientrano gli attacchi di panico. Ciò non significa che siete condannate ad avere una brutta esperienza di gravidanza. Anche se provate ansia, sappiate che è del tutto normale essere nervose. Dopotutto state attraversando uno dei più grandi cambiamenti di vita che ci possano essere. Come calmare gli attacchi di panico e ansia in gravidanza I suggerimenti e i consigli per attenuare l' agitazione e l' ansia e gestire le paure in gravidanza. Ansia in gravidanza e cosa fare. La paura in gravidanza sia affronta con i corsi preparto I corsi preparto sono davvero utilissimi! Oltre alle classiche lezioni, si possono seguire dei corsi di Hypnobirhing , che insegnano alle donne come il pensiero positivo abbia un enorme impatto sulla gestione degli attacchi di ansia in gravidanza e come attraverso meditazioni profonde l’ansia possa calmarsi. Per approfondire: corso preparto I gruppi di supporto sono utili per gli attacchi di panico in gravidanza Frequentare dei gruppi di supporto terapeutici per donne in gravidanza per potersi confrontare e non sentirsi sola in questa esperienza ricca di gioia manche di paure. Per calmare l' ansia in gravidanza parlane Aggrapparsi al proprio compagno è davvero utile e consolatorio durante i 9 mesi. Il non pensare al futuro, che è in quel momento sconosciuto, ma vivere il qui e ora diventa importante più di altri momenti della vita. Il rimedio naturale è fare vita da tribù Ci sono libri che parlano di tribù, di persone che si sostengono costantemente a vicenda senza riserve. Avere una “tribù” di persone di fiducia che supporta a 360 gradi la mamma in gravidanza può essere d’aiuto in questo momento. Può aiutare la mamma a sentirsi protetta, a non sentirsi sola e in balia della gravidanza stessa. Attività fisica allevia le preoccupazioni in gravidanza Muoversi, muoversi e ancora muoversi. In gravidanza si può fare attività, salvo diverso consiglio medico e ginecologico. Si può fare, ad esempio, yoga ,oppure passeggiate in compagnia e, perché no, in solitaria! Coccolati Ogni donna deve prendersi, di tanto in tanto, una pausa dalla routine quotidiana. Deve staccare con il corpo e soprattutto con la mente. E ciò vale ancor di più durante i 9 mesi di attesa. Cambiare taglio di capelli, farsi fare la messa in piega, regalarsi una sessione di make-up professionale o fare dei massaggi sono tutte delle valide alternative per prendersi cura di se stessa. Ansia gravidanza? Trova un hobby Trovare dei corsi come passatempo può aiutare molto la donna gravida ansiosa. Che sia una lezione di cucina, di pasticceria, di fotografia poco importa, basta scegliere ciò che si ama fare. E se l' ansia non passa? Può accadere però che nonostante tutti i nostri buoni propositi e i mille tentativi per stare bene, l'ansia e l'agitazione invadono ogni nostro giorno. In questo caso è utile affidarci a professionisti in grado di aiutarci : può essere uno psicologo ma anche un' ostetrica di fiducia . Non bisogna vergognarsi o sentirsi delle fallite se ci sentiamo male: la gravidanza mette a dura prova anche gli animi più forti. Ciò che è doveroso fare è non abbattersi ed essere consapevoli che questo nostro bimbo è giunto fino a noi per insegnarsi qualcosa, anche attraverso il dolore e la sofferenza. Di conseguenza dobbiamo vivere questo momento faticoso, farci guidare da chi ha gli strumenti per farlo e comprendere cosa può nascere da questo nostro stare male. Pertanto potrebbero essere utili. Terapia cognitivo comportamentale Chi si sente particolarmente giù, chi vuole un parere esperto, chi ha bisogno di sentirsi ascoltata, può ricorrere alla terapia cognitivo-comportamentale, che aiuterà a superare ansie e preoccupazioni. Di contro, evitate assolutamente l’uso di farmaci , cosiddetti, calmanti; in gravidanza non bisogna assumerne e, in ogni caso, bisogna sempre chiedere parere al proprio medico. Terapia per mamma che soffre di ansia La terapia di gruppo di supporto per mamme in gravidanza pre e post partum può aiutare molto. È valida non solo durante la dolce attesa, ma anche dopo, quando i cambiamenti continueranno a esserci e, soprattutto perché in casa c’è un cucciolo d’uomo, si crede di non poterli gestire al meglio. Non farti abbattere dal panico in gravidanza La gravidanza come il momento del parto sono due ottime occasioni per poter rinascere come donna, ci permettono di risvegliare vecchie ferite mai rimarginate, di fare i conti con il passato, di comprendere maggiormente noi stesse e le persone che abbiamo accanto. Non perdete queste preziose occasioni, immergetevi in ciò che sentite e fatevi guidare dal vostro stato d'animo senza vittimismi o allarmismi, ma con la consapevolezza che tutto è ci accade per migliorarci e farci crescere. Mammamather ostetrica tascabile Ricordati di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto Cosa aspetti fai subito la tua Lista nascita ! Noi di Mamma Mather abbiamo scritto un corso preparto per te , per rispondere a tutte le domande che una futura mamma si fa prima di partorire e accompagnandola nel ritorno a casa. 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- Il capoparto, primo ciclo dopo il parto. Quando arriva, quanto dura. Sintomi allattamento fertilità
Ti stai chiedendo quando arriva il capoparto e quali sono i sintomi? Non sai se puoi rimanere incinta prima dell’arrivo della mestruazione? Ecco per te una guida sul capoparto che risponde a tutte de domande di ogni neomamma. Sommario Cos’è il capoparto I Quando arriva? I Capoparto dopo parto naturale I Capoparto dopo cesareo I Capoparto e allattamento I Capoparto in donne che non allattano I Sintomi capoparto I Capoparto dopo aborto I Quanto dura I Il ciclo dopo il capoparto I Capoparto e fertilità I Quando fare un test di gravidanza I Con il capoparto si dimagrisce? I Quando è necessario un controllo ginecologico Cos’è il capoparto Per capoparto si intende il primo ciclo mestruale dopo il parto , il che indica che le ovaie sono tornate ad ovulare e sei nuovamente fertile e fecondabile. Il ritorno della prima mestruazione dopo il parto differisce da donna a donna, sia per il flusso di sangue, abbondante o scarso, sia per quando arriva, dopo 30 giorni, dopo 40 giorni o dopo più tempo. Bene, vediamo quali sono le caratteristiche del ciclo dopo aver partorito in relazione al tipo di parto e al tipo di allattamento. Quando arrivano le prime mestruazioni dopo il parto? Generalmente il capoparto arriva dopo 30- 40 giorni dalla nascita del bambino ma ciò può subire delle variazioni se allatti o meno al seno. Per le donne il ciclo dopo la gravidanza, soprattutto quando non arriva dopo molti mesi dal parto, è motivo di preoccupazione, principalmente in quelle situazioni in cui si ha il dubbio di essere nuovamente in gravidanza. Facciamo chiarezza su quando torna il ciclo dopo il parto e i processi che avvengono nell' apparato riproduttivo femminile in puerperio Il ritorno del ciclo dopo il parto capoparto Nel post parto le perdite vaginali sono definite lochiazioni e hanno la funzione di ripulire l’utero da eventuali residui della gravidanza. Le lochiazioni hanno una durata variabile che si aggira intorno ai 20 giorni. Dopo la fine delle perdite dopo parto, l’apparato genitale femminile entra in una vera e propria fase di pausa, in cui non vi è la normale secrezione degli ormoni che regolano il ciclo mestruale, denominata puerperio. Durante il puerperio l’organismo femminile recupera l’affaticamento subito nel corso della gravidanza; l’utero si rimpicciolisce e ritorna alla sua normale posizione all' interno della pelvi, le ovaie ritornano nella loro sede all’ interno dell’addome, e tutti gli organi che fino a questo momento hanno lavorato per due riprendono le funzioni pregravidiche. Pian piano gli ormoni, che regolano il ciclo mestruale, tornano essere secreti e le ovaie riprendono le loro funzioni iniziando ad ovulare. La ripresa dell’ovulazione segna la ricomparsa delle mestruazioni dopo il parto . Quando ritornano le mestruazioni purtroppo non è dato saperlo; quindi, se ciò avviene molti mesi dopo aver partorito è bene fare attenzione nella ripresa dell’attività sessuale perché di fatto non si sa quando si è nuovamente fertili. Ciclo mestruale dopo il parto naturale Il ciclo mestruale dopo il parto non è assolutamente influenzato dal modo in cui il bambino è venuto al mondo. I sintomi del capoparto, la sua durata e le caratteristiche sono uguali sia che il bambino sia nato da un parto fisiologico sia che sia nato da un parto cesareo. Capoparto dopo cesareo Il primo ciclo dopo taglio cesareo non ha particolari differenze rispetto alla ripresa dell’attività ovarica dopo parto fisiologico. Capoparto e allattamento La ripresa delle mestruazioni nella donna che allatta subisce un notevole ritardo soprattutto in caso di allattamento esclusivo al seno o allattamento prolungato. Il motivo di questo ritardo è dovuto agli ormoni che regolano la lattazione. Durante l’allattamento la produzione di latte avviene per mezzo di un ormone chiamato prolattina. In allattamento il ciclo dopo parto è influenzato dalla prolattina La prolattina è un ormone che induce la produzione del latte materno; quindi, durante l’allattamento viene secreta in grandi quantità che circolano nel corpo materno. La prolattina però, se da un lato induce la secrezione di latte materno, dall’ altro ha un’azione inibitoria sugli ormoni che regolano il ciclo mestruale. Appare chiaro che la lattazione inibisce la ripresa dell’ovulazione conseguentemente nelle donne che allattano il ciclo può comparire dopo molti mesi. Nelle mamme che attaccano il bimbo al seno il ritorno delle mestruazioni dopo parto richiede un tempo più lungo che in genere è proporzionale alla durata dell’allattamento. Facciamo un esempio: se una madre allatta solo per 1 mese, il ritorno dell’ovulazione e della mestruazione è simile a quello delle madri che non allattano al seno; ma, se una madre allatta per un periodo maggiore, la mestruazione di solito ritarda per tutto il periodo dell’allattamento al seno. In linea di massima nelle donne che allattano esclusivamente al seno il ciclo post-parto ritarda di circa tre mesi. Per approfondire : allattamento Primo ciclo dopo parto in donne che non allattano Nelle donne che non allattano al seno le mestruazioni in genere ritornano dopo 4 - 6 settimane dal parto con un tempo minimo di 27 giorni ad un periodo massimo di 70-75 giorni. Va detto che è del tutto normale un capoparto che arriva sia dopo un mese, sia dopo due mesi o poco più ma non oltre. Sintomi capoparto Il primo ciclo mestruale dopo parto si presenta inizialmente con lievi e scarse perdite di sangue che nei primi giorni hanno un colore che va dal marrone scuro al rosso più intenso per poi diventare di colore rosso vivo con perdite abbondanti. Solitamente qualche giorno prima dell’arrivo del capoparto si hanno i classici sintomi della sindrome premestruale come: tensione mammaria, nervosismo e dolore al basso ventre. Se prima del ciclo riconoscevi i sintomi premestruali sono sicura che li riconoscerai anche dopo la nascita del bebè. Capoparto sintomi Flusso mestruale; Perdita di sangue più consistente; Durata più lunga del ciclo; Dolore mestruale; Seno dolorante. Capoparto dopo aborto, raschiamento e gravidanza biochimica Dopo un aborto o una gravidanza biochimica il puerperio necessita di cure e attenzioni per riprendersi sia fisicamente che psicologicamente. L’ aborto, sia al primo che al secondo trimestre di gravidanza, rappresenta un evento traumatico per ogni donna che spesso non sa come gestire le cure puerperali. Il capoparto post aborto si presenta in media dopo 4-6 settimane e può essere percepito dalla donna più doloroso del normale perché rievoca il momento negativo vissuto. La durata delle mestruazioni è di circa 4-7 giorni caratterizzate da perdite più abbondanti e mestruazioni più lunghe. Il sangue espulso è di colore rosso vivo e non male odorante. Il ciclo mestruale si regolarizza e si riassesta dopo due tre cicli e dal primo ciclo solitamente si è già fertili. Quanto dura il primo ciclo dopo il parto? Una volta arrivato, le mestruazioni post-parto hanno una durata e un’intensità generalmente maggiore rispetto ai cicli prima della gravidanza: può durare anche 8-10 giorni, con un flusso di sangue molto abbondante , ma si tratta comunque di qualcosa di estremamente soggettivo. Durata capoparto In linea generale il capoparto è più abbondante di una normale mestruazione, ma di certo non infinto; una continua perdita di sangue con la presenza di coaguli o nei casi peggiori con le caratteristiche di un’emorragia necessita sempre di un controllo dalla tua ostetrica. Il primo ciclo dopo gravidanza potrebbe essere anche più doloroso per la necessità dell’utero di contrarsi con più forza per gestire il sanguinamento. Per avere un ciclo mestruale regolare ci vorrà un po’ di tempo; infatti, il ciclo irregolare dopo parto è assolutamente normale. Il ciclo dopo il capoparto In genere i primi 5- 6 cicli post-parto potranno essere irregolari, sia come flusso che come durata. Alcune donne lamentano flussi poco abbondanti preceduti da molti giorni di macchie altre invece flussi più abbondanti e ravvicinati (non più di due in un mese). Una volta che il corpo ha ritrovato il proprio ritmo, la produzione di ormoni si regolarizza e i cicli riacquistano le stesse caratteristiche che avevano prima della gravidanza o addirittura diventano molto più regolari. Capoparto quando torna la fertilità Questo argomento rappresenta una grande incognita per le neomamme che spesso si chiedono se è possibile rimanere incinta prima del capoparto o se allattare al seno rappresenta un metodo anticoncezionale e quindi rimanere incinta durante l’allattamento è improbabile. Facciamo chiarezza. Il periodo che va dal parto al capoparto non indica con certezza la mancanza di fertilità perché di fatto non si conosce il momento esatto in cui riprende l’attività ovarica e quindi la produzione di ovociti fecondabili. Stessa cosa vale per le donne che allattano al seno. L'allattamento non è un metodo anticoncezionale. La credenza popolare vuole che allattare al seno rappresenti un metodo contraccettivo ma non è assolutamente così. Se vuoi evitare una nuova gravidanza prendi delle misure contraccettive. Nei mesi che vanno dal parto al capoparto puoi utilizzare il preservativo. Dopo il capoparto valuta con il tuo medico l’assunzione della pillola anticoncezionale, di una minipillola o l’applicazione della spirale. Ritardo dopo capoparto e quando fare un test di gravidanza Come detto i primi cicli dopo il parto sono alquanto irregolari sia per durata, sia per flusso. Se però hai un lungo ritardo dopo il capoparto e hai avuto rapporti non protetti, oppure, quindi vi è il sospetto di una gravidanza , dopo 40 giorni dall’ultimo ciclo è sempre bene fare un test di gravidanza. Con il capoparto si dimagrisce? Si sa dopo il parto si desidera smaltire i chili in più accumulati durante la gravidanza. Purtroppo, ad oggi non vi sono evidenze scientifiche che il capoparto provochi dimagrimento. Per dimagrire è necessario fare una dieta ipocalorica e bilanciata, bere tanta acqua e fare attività fisica Capoparto, quando è necessario un controllo ginecologico Vi sono delle situazioni in cui un controllo dal ginecologo o dalla tua ostetrica è d’obbligo, ecco quali sono. Spotting Il capoparto non è arrivato ma hai lievi e continue perdite di sangue, è sempre bene fare un controllo. Capoparto che non arriva Come detto il capoparto può ritardare soprattutto nelle donne che allattano ma se ritarda davvero troppo meglio fare una visita ginecologica. Se non allatti e il ciclo non arriva per oltre tre mesi , e non hai avuto rapporti a rischio fai una visita, se invece può esserci il rischio di una gravidanza in corso, è bene fare un test di gravidanza. Se allatti e dopo 10-12 mesi il capoparto non è arrivato fai un test di gravidanza e se risulta negativa consulta la tua ostetrica. Capoparto abbondante È opportuna una visita medica in caso di: Perdita di sangue copiosa e abbondante; Dolori addominali molto forti; Perdite di sangue maleodoranti miste a liquido; Se compare la febbre. Spero che questo articolo ti sia stato di aiuto, non dimenticare di seguire la pagina Instagram di Mamma Mather . Ricordati di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata Mammamather ostetrica tascabile
- 26 settimane di gravidanza. Peso del feto, pancia, sintomi, ecografia alla ventiseiesima settimana
26 settimana di gravidanza! Scopri la crescita e le misure del feto, i sintomi della mamma, gli esami previsti alla ventiseiesima come la curva da carico di glucosio, l’ecografia e tanti consigli di benessere e bellezza per la mamma incinta. Sommario 26 settimane quanti mesi sono? Peso e lunghezza del feto a 26 settimane Crescita e sviluppo del feto Movimenti fetali a 26 settimane Sintomi fastidi e malesseri Consigli e curiosità per la mamma in gravidanza Aumento materno di peso a 26 settimane Cosa mangiare e cosa non mangiare Ecografia 26 settimane Esami da fare e visita 26 settimane di gravidanza quanti mesi sono? La 26 settimana inizia alla 26+0 e si conclude alla 26+6 settimane. A 26+2 si concluderà il sesto mese ed entrerai nel settimo mese. Nel corso di questa settimana saluterai anche il secondo trimestre ed entrerai nel terzo trimestre di gravidanza. Lunghezza e peso feto 26 settimane Il feto alla 26 settimana è lungo 35,6 cm e pesa 760 grammi circa. Le dimensioni fetali sono aumentate e il feto è grande come una lattuga . Misure feto alla 26esima settimana di gravidanza minimo medio massimo circonferenza cranica 228 244 259 circonferenza addominale 201 219 238 lunghezza femore 44 48 53 diametro biparietale 63 69 75 Crescita e sviluppo del feto alla 26 settimana di gravidanza Stai per lasciare il 6 mese di gravidanza alla 26esima e 3 giorni entrerai nel settimo mese. La crescita del feto diventa più lenta e regolare; i suoi organi interni si accrescono, maturano e si perfezionano nelle loro funzioni. Fino a questo momento l’incremento è simile per tutti i bambini ma a partire da questa settimana il bimbo crescerà in base alla genetica e ai fattori ambientali. La ventiseiesima settimana di gravidanza segna un’evoluzione importante per il feto: i suoi occhi iniziano ad aprirsi , difatti finora le palpebre erano fuse per consentire lo sviluppo della retina. La parte colorata dell’occhio, l’iride, è ancora poco pigmentata, perciò sarebbe impossibile intuirne il colore. Il colore degli occhi di tutti i bambini nell’ utero materno è blu , cambierà più avanti nella vita. Alcuni bimbi nascono con gli occhi blu chiaro, altri blu scuro. Il feto al momento, essendo al buio, riesce a vedere solo l’oscuro ambiente uterino. I sensi del bambino sono molto sensibili e la mamma può notare un aumento di attività del bambino in presenza di una luce intensa o di un rumore forte; può anche capitare che il bimbo sobbalzi se il rumore forte si verifica molto vicino alla pancia. L' udito del feto progredisce e riconosce le voci familiari; il cervello del bimbo acquista un’importante funzione, quella della memoria. Le papille gustative sono più specializzate e imparano a identificare il dolce, il salato e l’amaro. Il bambino esce la lingua fuori dalla bocca e la porta verso i lati per assaggiare il sapore del liquido amniotico. In relazione a ciò che mangia la mamma il gusto del liquido cambia e il piccolo potrebbe preferire alcuni gusti piuttosto che altri. Si sviluppa maggiormente il senso del tatto, non di rado il bebè si tocca il viso, l’addome e si diverte a tirare il cordone ombelicale. Se il feto è maschio i testicoli scenderanno verso il sacco scrotale. Alla 26 settimana il feto presenta le unghie sulle dita di mani e piedi. La pelle appare leggermente più liscia e prosegue il processo di cheratinizzazione della pelle che diventa meno traslucida. La cheratina si trova maggiormente nei palmi delle mani e dei piedi del feto. Dalla 26 settimana di gravidanza inizia a depositarsi sul petto, sul collo e sulla schiena il grasso bruno che dopo la nascita servirà ad assicurare calore ed energia al nascituro. La struttura ossea del piccolo diventa sempre più forte grazie al processo di ossificazione. In questa settimana il bebè potrebbe mettersi in posizione: cefalica; podalica; trasversa o obliqua; e mantenerla per tutta la durata della gravidanza oppure cambiarla, in considerazione che il bebè ha ancora molto spazio all’ interno dell’utero. Movimenti fetali a 26 settimane di gravidanza A 26 settimane di gravidanza il bambino scalcia con sempre maggior vigore tant’è che appoggiando la mano sul pancione si possono sentire nitidamente i suoi piedini che battono e spingono contro le pareti dell’utero. Perché il bambino alcuni giorni si muove continuamente e altri meno? I movimenti del bimbo a 26 settimane sono disordinati e brevi, perciò, raramente vengono avvertiti da una mamma indaffarata, le donne riescono a sentire maggiormente i calcetti del bimbo quando sono rilassate e distese . I movimenti del feto, inoltre, cambiano di giorno in giorno, poiché come tutti gli esseri umani ci sono giornate in cui sono più attivi e giornate in cui preferiscono sonnecchiare. Per saperne di più: movimenti fetali Gravidanza 26 settimane sintomi fastidi e malesseri Rispetto alle settimane precedenti alcuni sintomi potrebbero affievolirsi, altri intensificarsi. attività fetale più evidente; perdite vaginali; nausea e vomito (alcune mamme ne soffrono per tutti i nove mesi); indolenzimento al basso addome e lungo i fianchi (per lo stiramento dei legamenti che sostengono l’utero); bruciore di stomaco, cattiva digestione, flatulenza e meteorismo intestinale; mal di testa occasionali; capogiri (soprattutto se ti alzi di scatto o hai un calo di zuccheri) congestione nasale e occasionale epistassi; gengive sensibili che possono sanguinare quando ti lavi i denti; prurito all’addome; crampi alle gambe; cloasma (macchie più scure sulla linea del viso); comparsa della linea Nigra (iper-pigmentazione della pelle che parte dall’ombelico fino all’ osso pubico) ombelico sporgente; smagliature; stitichezza; emorroidi; gonfiore alle gambe , ai piedi e al viso; vene varicose alle gambe o alla vulva; dolori alla schiena. Per saperne di più: sintomi e rimedi dei fastidi in gravidanza Contrazioni e collo dell’utero Ogni tanto mi sembra che l’utero di contragga e si indurisce la pancia, Perché? L’ indurimento della pancia (che non causa dolore) significa che il tuo utero sta facendo pratica per il grande giorno del parto. Questi dolori al basso ventre sono le contrazioni di Braxton Hicks che giocano un ruolo molto importante nel far arrivare il sangue alla placenta e rinforzare i muscoli dell’utero in vista del travaglio di parto. Le contrazioni di Braxton sono sporadiche, durano solo pochi secondi e non sono mai dolorose a differenza delle contrazioni da travaglio che invece sono intermittenti e dolorose. Nel caso tu abbia un dubbio se le fitte che avverti sono contrazioni di Braxton o contrazioni di travaglio di parto pretermine è necessario sottoporsi ad una ecografia interna chiamata cervicometria che misura la lunghezza del collo dell’utero. Nel caso di minaccia di parto prematuro il collo misura meno di 25 millimetri ed è necessario un ricovero per la somministrazione di farmaci tocolitici che bloccano le contrazioni. E se le contrazioni non passano e il bambino nasce? I progressi della medicina neonatale hanno fatto passi da gigante e ad oggi un neonato prematuro di 26 settimane può sopravvivere. I polmoni fetali e lo sviluppo degli organi non sono ancora completati pertanto sarà necessario un lungo ricovero del neonato pretermine in TIN (Terapia Intensiva Neonatale) dove sarà messo in una termoculla e monitorato costantemente. Per saperne di più: minaccia di parto prematuro Consigli e curiosità per la mamma in gravidanza A ventisei settimane la pancia è ben visibile e l'utero si trova 5, 6 cm sopra l’ombelico. L’ aumento di dimensioni dell’utero può essere causa di fitte sotto le coste provocate dai movimenti del bambino, questo dolore scompare cambiando posizione. Occasionalmente la mamma potrebbe avere difficoltà a respirare e dolore sottocostale poiché l’utero spinge in alto facendo pressione sulla gabbia toracica. Prepara la borsa per l’ospedale Alla fine dei 6 mesi di gravidanza conviene preparare la cosiddetta valigia per il parto nel caso sia necessario doversi sottoporre ad un ricovero nel corso della gestazione. In genere le ostetriche del reparto maternità forniscono un elenco dei capi necessari per la mamma e per il neonato. Nel caso tu non abbia la lista puoi scaricarla cliccando qui. Le cose essenziali per la mamma da preparare per un eventuale ricovero sono: Tre camicie da notte Quattro paia di mutandine Due reggiseni 1 pacco di assorbenti Una vestaglia Tre paia di calzini 1 paio di pantofole Tre asciugamani Prodotti da toletta Un sacchetto di plastica per riporre gli indumenti sporchi. Prendere l’aereo alla 26 settimana di gravidanza Prima di prenotare il biglietto aereo controlla sempre se la compagnia prescelta prevede norme speciali per le donne alla fine dei sei mesi di gravidanza. Fino alla 27 settimana le compagnie aeree non pongono alcun tipo di limitazione a far volare le donne incinta mentre dopo la 28esima settimana alcune società di volo possono richiedere alla donna un certificato medico di idoneità. Dopo la 36 settimana è sempre sconsigliato prendere l’aeromobile. Per volare più comode le mamme in attesa possono richiedere un sedile di fronte alle paratie , preferibilmente dal lato del corridoio, in modo da potersi recare in bagno senza far alzare i passeggeri vicini. Sesso alla settimana 26 gravidanza Nel corso della gravidanza cambia sicuramente il modo di fare l’amore soprattutto in relazione alla pancia sempre più grande della mamma. Generalmente nel corso del secondo trimestre di gravidanza avrai più voglia di fare l’amore, i fastidi della gravidanza si sono calmati e ti senti più energica per l’intimità con il partner. Il sesso a 26 settimane non è controindicato (sempre che non vi siano problematiche come collo dell’utero raccorciato, minaccia di parto prematuro o infezioni vaginali in corso) anzi ti potrebbe riservare piacevoli sorprese. Il maggior afflusso sanguigno della gestante su labbra e clitoride potrebbe regalare orgasmi più intensi se non addirittura multipli. Ovviamente ciascuna donna è a sé ma vale a pena di provare. Per saperne di più: fare l’amore in gravidanza Reflusso in gravidanza in gravidanza 26 settimana Gli episodi di reflusso gastrico e bruciore di stomaco possono essere frequenti e sono causati sia dall ' aumento del volume dell’utero che crea una pressione sullo stomaco , sia dagli ormoni della gravidanza in particolare dal progesterone che provoca un rilassamento dei muscoli del tratto digerente e rallenta la digestione. In questa fase della gravidanza sono frequenti gas e flatulenze , in alcuni casi tanto intensi da essere confusi con possibili contrazioni. Aumento materno di peso in gravidanza alla 26 settimana L’ aumento di peso materno è un fattore molto importante per lo sviluppo fetale e il peso alla nascita. Uno schema ideale di aumento di peso consiste in un incremento ponderale materno come segue: Nel primo trimestre di gravidanza da 1,6 kg 2,3 kg Nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza un aumento di peso settimanale di 0,5 kg. Nel corso della 26ma settimana di gravidanza l’aumento ideale di peso materno è compreso dai 5 ai 7 kg. Alimentazione alla ventiseiesima settimana Le calorie giornaliere nel corso del secondo trimestre di gravidanza andrebbero suddivise in cinque, sei piccoli pasti, in modo da non sovraccaricare l’apparato digerente della mamma. Ecco per te un esempio di schema dietetico da seguire in gravidanza. Colazione 250 gr di latte scremato; un vasetto di yogurt; a scelta o tre fette biscottate con un velo di marmellata o quattro biscotti secchi o cereali. Metà mattina Frutta fresca Pranzo 80 gr di pasta o riso; a scelta pesce o carne o due uova; un contorno di verdure (crude o lesse); un piccolo panino. Merenda Un vasetto di yogurt, una fetta biscottata e un frutto Cena Un piatto di minestrone, prosciutto o bresaola o formaggio, un panino e un frutto. Per saperne di più: dieta per la gravidanza da scaricare Ecografia 26 settimana di gravidanza L’ ecografia nel corso della 26 sett di gravidanza consente di studiare: la vitalità e lo sviluppo del feto e dei suoi organi; la posizione della placenta e la sua funzionalità; la quantità del liquido amniotico. Per quanto riguarda il tipo di ecografia ci sono due possibilità: l’ecografia tradizionale l’ecografia tridimensionale (ecografia 3d) L’ opportunità di effettuare l’ecografia 3D dipende dal tipo di ecografo, più o meno sofisticato. Entrambe le ecografie si avvalgono degli ultrasuoni ma l’ecografia tradizionale fornisce immagini di semplici sezioni mentre quella tridimensionale consente di visualizzare anche i volumi. Attualmente la tecnica di ecografia 3d non è disponibile in tutti gli ospedali o i presidi di assistenza e diagnosi. Video del feto alla ventiseiesima settimana di gravidanza Esami da fare e visita alla 26a settimana di gravidanza Gli esami in gravidanza e i controlli alla ventiseiesima settimana possono variare in base allo stato di salute della gestante. Sarà cura del vostro curante prescrivere le analisi necessarie. Emocromo completo Esame urine completo Glicemia Transaminasi (AST e ALT oppure GOT e GPT) Esami della funzionalità renale Ferritina Rubeo test (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Toxotest (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Citomegalovirus IgG e IgM (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Test di Coombs indiretto (nelle donne con Rh negativo va ripetuto ogni mese) Ecocardiografia fetale Test da carico di glucosio Curva da carico di glucosio Durante questa settimana è utile fare la curva da carico di glucosio , un test al sangue che consente di rilevare la presenza di diabete gestazionale. Si inizia con un prelievo di sangue a digiuno, poi si assumono 50 gr di glucosio diluiti in una bevanda e successivamente vengono fatti due prelievi, uno a 60 minuti e uno a 120 minuti. Se i valori superano i range probabilmente si è in presenza di diabete gestazionale. Sideremia in gravidanza Il valore della sideremia in gravidanza è molto importante perché misura la concentrazione di ferro nel sangue. Il ferro è un elemento indispensabile per l’organismo sia per il trasporto di ossigeno ai tessuti sia per la formazione di alcuni enzimi. In un individuo adulto sano sono presenti circa 3-5 gr di ferro totale: di questo ferro una parte si trova nei globuli rossi, un’altra parte costituisce le riserve dell’organismo e infine una parte rappresenta il cosiddetto ferro da trasporto che attraverso il sangue è veicolato dal fegato e dall’ intestino ai tessuti che ne hanno bisogno. La ferritina invece, è una proteina che permette l’accumulo e l’immagazzinamento del ferro nell’ organismo e si trova principalmente nel fegato, nel midollo osseo, nella milza e nei muscoli scheletrici. La ferritina bassa è comune in gravidanza , in questo caso si parla di anemia da carenza di ferro che in alcuni casi richiede la somministrazione di una terapia per bocca o endovenosa di ferro. 26 settimane e perdite vaginali Le perdite vaginali liquide, lattiginose e mucose sono normali in gravidanza e prendono il nome di leucorrea. La leucorrea ha lo scopo di proteggere il canale da parto dalle infezioni e mantenere un sano equilibrio batterico all’ interno della vagina. Ecco una guida per regolarsi con le perdite vaginali in gravidanza: Perdite bianche. Le perdite bianche non rappresentano un fattore di preoccupazione. Le mucose vaginali sotto l’effetto degli ormoni aumentano la produzione ghiandolare con incremento di secrezioni. Perdite gialle. Le perdite gialle soprattutto se maleodoranti possono indicare un’infezione in corso. Perdite rosate o marroni. Le perdite marroni o rosate meritano sempre un controllo ostetrico perchè possono esprimere la presenza di una minaccia di aborto. Perdite di sangue rosso vivo. In caso di perdite di sangue è necessario recarsi al più vicino pronto soccorso ostetrico per valutare se la gravidanza è ancora in sede e vi è la presenza di un distacco. Mammamather ostetrica tascabile Leggi anche Nomi maschili Nomi Femminili Prepararsi al parto: cose da sapere prima del parto Lista nascita Amazon Dieta in gravidanza: cosa mangiare e cosa evitare Lista nascita: metti solo le cose indispensabili Esami in gravidanza Disturbi e rimedi in gravidanza Emorroidi in gravidanza Come combattere la nausea in gravidanza Come vivono la gravidanza i futuri papà Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. Non vi è alcun obbligo di acquisto ma solo vantaggi. Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto da Amazon 10% spendendo almeno 400€ o un 15% quando spendi più di 800€ nella tua Lista di nascita Cosa aspetti fai subito la tua Lista nascita !
- Lochiazioni in puerperio. Quanto durano le perdite ematiche post parto cesareo. Colore del sangue
Le lochiazioni sono le fisiologiche perdite di sangue dopo il parto che non possono definirsi come delle mestruazioni perché la loro funzioni è diversa da quella di un nomale ciclo femminile. Sommario Cosa sono I Colore Quanto durano I Odore I Lochiazioni dopo parto naturale I Lochiazioni dopo cesareo I Cosa attenzionare I Consigli Cosa sono le lochiazioni o lochi? Dopo la conclusione del secondamente, ossia l’espulsione della placenta, cominciano le lochiazioni (o lochi). Le lochiazioni sono delle perdite di sangue post-parto provenienti dall’ utero che si protraggono nel puerperio modificandosi con il passare dei giorni. A cosa servono le perdite di sangue posta parto? La funzione delle lochiazioni è quella di risanare l'utero e riportarlo alla condizione che aveva prima della gravidanza; infatti, le perdite dopo parto sono costituite da sangue e detriti; una sorta di pulizia cha fa l'utero dai piccoli residui placentari. Colore delle lochiazioni o perdite di sangue posta parto Inizialmente le lochiazioni appaiono di colore rosso vivo, poi marrone scuro, successivamente tendono ad assumere un colore sempre più chiaro, fino al bianco giallastra; la consistenza delle perdite post parto, invece, diventa con il passare dei giorni dal parto più cremosa. Le lochiazioni si suddividono in: Lochi rubra : primi due, tre giorni dopo il parto. Lochi sierosi : dal terzo fino al decimo giorno circa post-parto. Lochi alba : le ultime perdite dopo parto. Lochia rubra Nei primi 2-3 giorni dopo il parto le perdite di sangue sono denominate lochia rubra . Subito dopo il parto le perdite ematiche sono simili ad una mestruazione abbondante e sono costituite da sangue rosso vivo mescolato a piccoli grumi di sangue più scuro, i coaguli. Man mano la lochia rubra diventa di colore rosso scuro tendente al marrone. Le lochiazioni dei primi giorni, oltre al sangue, contengono: cellule epiteliali, globuli rossi, globuli bianchi, sporadicamente anche meconio fetale e vernice caseosa. Occasionalmente la lochia rubra contiene dei coaguli che non dovrebbero mai essere troppo grossi , al massimo della dimensione di un centesimo di euro. Se nelle perdite dopo parto fuoriescono coaguli grossi e abbondanti, è meglio fare un controllo ostetrico in tempi brevissimi. Durante la degenza in ospedale o in casa maternità, dopo la nascita del neonato, le lochiazioni saranno valutate dall’ ostetrica sia nel colore e nella quantità sia nell’ odore. Lochia sierosa Dal 3 giorno fino al 10 giorno circa di puerperio , le perdite di sangue dopo parto iniziano a cambiare di aspetto e consistenza, diventando dense, sierose e di colorito rosato , prendendo il nome di lochi sierosa. Questo tipo di lochi è costituito da un’alta percentuale di globuli bianchi che hanno un compito di difesa contro virus e batteri presenti nell’ utero o che possono risalire dalla vagina determinando infezioni. La lochia sierosa, oltre che da globuli bianchi, è composta da: essudato sieroso e residui di decidua, globuli bianchi, muco cervicale e numerosi microrganismi. La componente ematica nelle lochiazioni rosate, con il passare dei giorni, diminuisce gradualmente e persiste una perdita cremosa e di colore giallastro per un’altra settimana o due. Lochia alba Le perdite post partum finali sono le lochia alba , di colore bianco, composte essenzialmente da globuli bianchi, cellule della decidua, cellule epiteliali, grassi, muco cervicale, cristalli di colesterolo e batteri. Quanto durano le perdite dopo il parto Le perdite di sangue dopo aver partorito hanno una durata variabile che va dalle 3 settimane alle 6 settimane presentando un colorito cangiante con il passare del tempo. Il periodo delle lochiazioni non è uguale per tutte le donne anche perché è influenzato dall’ allattamento al seno. Durata lochiazioni in allattamento al seno e non Nelle mamme che allattano, le lochiazioni possono protrarsi alche per più di 40 giorni (essendo comunque scarse e sempre più chiare), mentre nelle donne che non allattano al seno tendono a sparire nell’arco di 10-15 giorni. Può anche succedere che al termine delle lochiazioni arrivi il flusso mestruale definito con il nome di capoparto , ossia la prima mestruazione dopo il parto. La durata di ciascuna fase delle lochiazioni post parto (lochia rubra, lochia sierosa e lochia alba) può variare, ma in genere, le lochiazioni fisiologicamente tendono a essere di giorno in giorno di quantità più modesta di flusso sanguigno e con una colorazione via via meno intensa. Quando il sanguinamento post parto si interrompe, la cervice viene considerata chiusa e le possibilità di infezioni provenienti dalla vagina verso l’utero diminuisce. Al contempo la vagina dopo il parto si riassesta dal trauma del passaggio fetale nel canale da parto. Odore lochiazioni L’ odore dei lochi non è uguale per tutte le donne; in genere, nelle donne brune con pelle olivastra l’emanazione è forte, mentre, nelle bionde più lieve, ma non è mai sgradevole. Le perdite ematiche dopo il parto nel corso dei primi giorni hanno un odore di ammuffito e stantio, che però, non è mai ripugnate ma molto somigliante all’odore della perdita mestruale. A partire dal secondo giorno dopo il parto l’utero viene contaminato da microrganismi vaginali che comunque non hanno un’azione particolarmente virulenta, quindi, non causano variazioni nell’odore delle lochiazioni. Perdite post parto maleodoranti Se le perdite post partum diventano troppo forti e pungenti nell’ odorato e, allo stesso tempo, dovessero comparire fitte al basso ventre , bisogna contattare la propria ostetrica-ginecologo perché è probabile che si sia sviluppata un’infezione puerperale. Le lochiazioni maleodoranti suggeriscono la presenza di qualche infezione e necessitano di un’immediata valutazione come la conta dei globuli bianchi e la misurazione della temperatura corporea. Nel caso di infezione in puerperio le secrezioni assumono una colorazione brunastra, a volte con tracce di pus, e nell’ arco di poco tempo sale anche la febbre ; una simile evenienza va trattata con antibiotici prescritti dal medico. Lochiazioni post parto naturale spontaneo Il volume totale delle perdite di sangue dopo parto si aggira intorno a 225 ml e il volume giornaliero di sangue espulso con le lochiazioni diminuisce di giorno in giorno. Nelle donne che hanno partorito spontaneamente la perdita vaginale si presenta più copiosa al mattino o dopo aver riposato a letto per via della raccolta in vagina durante il la posizione orizzontale; infatti, non appena si assume la posizione eretta il sangue si riversa fuori. Le donne che hanno già partorito in precedenza hanno una lochiazione più abbondante. La quantità delle lochiazioni può comunque aumentare in seguito a sforzo o dopo l’ allattamento al seno . La quantità sempre più scarsa di perdite e il cambio del colore da più intenso a meno intenso determinano lo stato di guarigione del sito di inserzione della placenta. La colorazione fisiologica va dal rosso acceso, rosso scuso, rosa e bianco fino ad una perdita limpida. Le perdite ematiche post-parto continue , anche di piccola entità, che durano per un periodo maggiore rispetto al tempo fisiologico, necessitano sempre di un controllo accurato. Perdite post parto cesareo Le perdite dopo parto cesareo sono di quantità meno abbondante rispetto alle perdite dopo parto naturale; infatti, l’utero dopo taglio cesareo risulta più pulito con meno residui placentari post parto per via dell’estrazione manuale della placenta e della toilette delle pareti uterine che viene fatta durante la procedura chirurgica. In linea generale, le donne che hanno partorito con il taglio cesareo hanno una lochiazione meno abbondante rispetto alle madri che hanno partorito per via vaginale. Come valuto una buona lochiazione? Abbiamo visto che le perdite post-parto hanno una durata variabile da donna a donna, le perdite dopo cesareo sono più scarse, mentre le perdite dopo parto naturale sono in genere più abbondanti. Quantità delle lochiazioni e presenza di coaguli Nei primi tre giorni la lochiazione dovrebbe essere rubra di colore rosso scuro, la presenza di qualche piccolo coagulo di sangue è normale ed è il risultato della raccolta di sangue nella vagina quando si è supini. Una grande quantità di grossi coaguli di sangue o una perdita di tipo emorragico non è normale e necessita sempre di ulteriori indagini. Una buona lochiazione dovrebbe essere di quantità moderata riempiendo parzialmente sei pannolini post-parto; tuttavia, il numero totale dei pannolini di ogni singola donna viene influenzato dalle proprie pratiche igieniche e dalla cura del perineo dopo il parto . Le perdite di sangue dopo parto per quantità dovrebbero essere simili a quella di un flusso mestruale regolare. I coaguli e il sanguinamento abbondante potrebbero essere causati dal rilassamento dell’utero o raramente da piccole lacerazioni sanguinanti, situazioni che richiedono una valutazione medica. Cattivo odore L’ odore delle lochiazioni non deve essere mai sgradevole né maleodorante. Se fosse presente un cattivo odore delle lochiazioni potrebbe esserci un’infezione. Igiene intima È importante durante il periodo della lochiazione lavarsi accuratamente e spesso adoperando un sapone specifico. Il perineo dopo la detersione va asciugato dalla parte anteriore verso quella posteriore in modo da non contaminare la vulva con i batteri della zona perianale. Dopo il lavaggio intimo e il cambio dell’assorbente lavare ripetutamente le mani Accorgimenti e consigli per le lochiazioni in puerperio Ecco alcuni consigli e suggerimenti da mettere in pratica in puerperio quando vi sono le lochiazioni. Bagno e doccia si possono fare se non c’è una ferita in via di cicatrizzazione, diversamente optare per docce veloci. Ci si può esporre al sole avendo cura di proteggere la pelle con un filtro solare. Vietati gli assorbenti interni e le coppette vaginali. Durante le lochiazioni i rapporti sessuali sono sconsigliati in quanto potrebbero favorire lo sviluppo di infezioni. Sono sconsigliate le irrigazioni e le lavande vaginali. Capoparto: quando arrivano le prime mestruazioni dopo il parto Per capoparto si intende il primo ciclo dopo il parto e quindi la riattivazione delle ovaie che rendono la donna nuovamente fertile e quindi fecondabile. Il ritorno dell’ ovulazione e della mestruazione dopo il parto differisce da donna a donna soprattutto se si allatta o meno. Molte donne si chiedono se il capoparto dopo taglio cesareo è differente, in realtà la ripresa dell' attività ormonale e ovarica è assolutamente identica sia nel parto spontaneo e quindi fisiologico che in parto cesareo. Il capoparto si presenta generalmente dal 25 al 75 giorno dopo la nascita del bambino anche se la prima mestruazione è assolutamente individuale e influenzata da fattori come stress e allattamento al seno. Mammamather ostetrica tascabile Lochiazioni e prodotti utili #lochiazioni #perditepostparto
- Mussole neonati e teli per neonato. Come scegliere i panni di garza e le migliori mussole di cotone
Le mussole sono dei pezzi di stoffa, leggeri e traspiranti in armatura di tela, che si prestano a molteplici usi durante l’igiene e l’alimentazione del bambino durante l’infanzia. Scopriamo insieme come si adoperano e come scegliere i panni di mussola migliori. Sommario Cosa sono le mussole I A cosa servono I Misure I Materiali I Swaddle, avvolgere il neonato I Migliori mussole I Mussole di cotone I Mussole di garza I Teli in mussola di lino I Mussole di bambù I Mussola invernale I Costo mussole neonato Cosa sono le mussole per neonati Le mussole sono dei quadrati di tessuto soffice e assorbente adatti alla delicata pelle dei bambini, in special modo nei primi giorni dopo la nascita. Le mussole, conosciute anche con il nome di quadrati di garza o quadrotti di spugna, sono un acquisto che non deve mancare nel corredino del bebè o nella lista nascita , infatti, grazie alla loro versatilità sono indispensabili: durante l’ allattamento al seno o le poppate con il biberon, per coprire il neonato, durante il bagnetto per asciugare la cute del viso, del sederino del bebè o per pulire le orecchie . A cosa servono i teli di mussola I teli mussola sono utili in svariate occasioni , infatti, la loro trama delicata è sia leggera e traspirante ma anche molto asciugante (utile per i rigurgiti) Le mussole si usano: per coprire il bambino mentre si allatta; per pulire i rigurgiti di latte del bimbo; per avvolgere il neonato quando si è fuori casa; per foderare il passeggino, l’ovetto o il seggiolino auto evitando che il bambino sia a diretto contatto con essi; per il cambio del pannolino nel fasciatoio o fuori casa; per asciugare il bambino sia durante il bagnetto sia per il lavaggio delle mani, del viso e del culetto; per tamponare il sudore del bebè; per coprire e proteggere la testa del bimbo in assenza di un berretto; per fasciare o avvolgere il bambino con la tecnica dello Swaddle. Insomma, l’utilizzo delle garze di mussola è davvero svariato e non può mancare nel beauty del neonato e della mamma Misure mussole neonato Le mussole sono disponibili in dimensioni diverse per adattarsi all' uso che la mamma ne deve fare. Vi sono infatti: mussoline piccole : misura di 30 cm per lato mussole medie : che misurano 80 o 70 cm per lato mussole grandi : delle dimensioni di 120 x120 cm Le mussoline piccole sono pratiche per il cambio del pannolino o per asciugare il viso o il sederino del bebè. Le mussole di medie dimensioni si possono mettere nella vaschetta del bambino durante il bagnetto per evitare che scivoli, oppure usate come telo per asciugare il piccolo dopo la detersione. Le mussole grandi sono insostituibili come copertine estive, come lenzuolino per coprire il passeggino oppure per fasciare il neonato. Materiali mussola neonato Le mussole in commercio sono disponibili in vari materiali di diverso spessore, infatti, ci sono mussole leggere e mussole pesanti . Le mussole più utilizzate sono quelle sottili e ariose in cotone o in bambù ; da segnalare che molte di esse sono green provenienti da agricoltura biologica. Le mussole di spugna sono adatte per il bagnetto o per il mare. Le mussole pesanti, invece, sono fabbricate i n lana o in lino , e non sono indicate per asciugare il bambino, per ricoprire o fasciare il bebè. Perchè in alcune culture avvolgono i neonati con i quadrati di mussola In inglese la parola mussola si traduce con il termine swaddle; proprio dal vocabolo trae origine la tecnica dello swaddling che consiste nell' avvolgere e fasciare il corpo del neonato lasciando solo la testa libera. Lo swaddling non significa avvolgere in maniera stretta il bambino ma solo creare un ambiente quanto più simile al ventre materno , in modo che il bambino si senta confortato, accudito e al caldo. Un neonato può essere fasciato fino a 3-4 mesi, in ogni caso mai quando impara a girarsi. Certamente le mussole grandi come quelle 120x120 (mai meno di 80x80) sono le migliori per fasciare il piccolo. Come avvolgere un neonato con le copertine di mussola Migliori mussole per neonato Ecco per te mamma una guida per scegliere la mussola neonato migliore. Mussole di cotone per neonato Le mussole neonato in cotone sono il regalo migliore per una neomamma; infatti, evitano di graffiare la sensibile pelle dei lattanti. Le mussole grandi diventano dei pratici teli da bagno o pratiche per pulire il bambino da un rigurgito. Mussole in cotone Le mussole di cotone Clevere Kids sono in cotone organico naturale, disponibili in vari colori e trame. Il prezzo è davvero un super affare, 6 pezzi 70x 80 a soli 15.99 Mussole garza neonato Le mussole di garza di cotone sono delicate sulla pelle ma anche robuste e resistenti , il consiglio è di farne una bella scorta. Mussola neonati più venduta 5 pezzi 80x80 indispensabili per mamma e bambino Teli in mussola di lino Le mussole di lino sono sinonimo di alta qualità. Il lino si asciuga velocemente, è ecologico ed ipoallergenico, davvero una soffice carezza per la pelle. Mussola di lino per neonato Mussola bambini in bambù I panni di cotone per neonati in bambù sono delicatissimi sulla pelle, ecosostenibili e traspiranti. Mussola copertina Swaddle Mussola invernale I teli in mussola per neonati adatti per l’inverno sono generalmente in lana. Le copertine invernali si prestano a molteplici utilizzi , sono ideali da portare nella carrozzina per coprire il bimbo, da stendere a terra per farlo gattonare o come fasciatoio da viaggio. Quanto costano le mussole neonato, prezzo Le mussole hanno un prezzo variabile che si aggira dai 10 ai 15 euro, in confezione da 4 o 5 pezzi, in base alle dimensioni. Le mussole invernali di lana o di lino possono raggiungere anche i 20-30 euro. Mussole neonato e teli neonato opinioni e recensioni Le mussole cotone sono certamente le più apprezzate dalle mamme anche perchè sono versatili, facili da lavare si asciugano velocemente. Le mussole invernali invece hanno opinioni positive quando sono utilizzate per coprire il neonato quando non si ha disposizione la copertina e soprattutto per avvolgere il neonato con la tecnica dello swaddle. marche teli di mussola todogi, lidl, zara, prenatal, ikea, kiaby, made in Italy Rimani connessa con le altre mamme Iscriviti al forum delle mamme e alla news letter Se conosci altri nomi non presenti sulla lista scrivili nei commenti! Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. Non vi è alcun obbligo di acquisto ma solo vantaggi. 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- La piramide alimentare, la dieta dell' alimentazione sana italiana con cibi a tutta salute
La piramide alimentare e l'alimentazione sana con la dieta mediterranea sono alla base di uno stile di vita sano . Imparare a riconoscere i cibi che fanno bene alla salute , saperli scegliere in base alla stagionalità e nelle giuste porzioni aiuta a mantenersi in salute. Scopriamo i 7 consigli per un' alimentazione sana La piramide alimentare La piramide alimentare è un' illustrazione che a colpo d' occhio ci fa capire come bilanciare la dieta e quante porzioni assumere di ciascun alimento: ad ogni pasto giornalmente settimanalmente La prima piramide alimentare è stata creata intorno agli anni 60 da alcuni nutrizionisti americani per far fronte all'obesità dilagante e dare informazioni sull' alimentazione sana in maniera intuitiva, attraverso grafici e disegni in modo da essere facilmente interiorizzata dalla gente. In Italia, la piramide alimentare è stata è stata adattata al modello alimentare della dieta mediterranea e nel 2003 il Ministero della Salute ha diffuso la prima piramide tutta Italiana. In questa foto della piramide alimentare sulla base dell'alimentazione mediterranea si vede come fare un' alimentazione sana e bilanciata. Spiegazione piramide alimentare italiana La piramide dell'alimentazione è suddivisa in 3 sezioni che forniscono indicazioni sugli alimenti da consumare durante i pasti principali; durante l’arco della giornata e settimanalmente. Alimenti da consumare ad ogni pasto Alla base della piramide vi sono i cibi da consumare ad ogni pasto: frutta; verdura; carboidrati e cereali. Cibo da mangiare nella giornata Al centro della piramide degli alimenti vi sono i cibi da consumare durante l’arco della giornata, che devono quindi essere distribuiti sui 3 pasti principali e i due spuntini giornalieri: latte e latticini; oli; frutta secca; spezie e aromi. Nutrimento da consumare durante la settimana All' apice della piramide nutrizionale vi sono i cibi da consumare durante la settimana con le relative porzioni: carne; pesce; pollame; uova; legumi; dolci. Scala alimentare e Dieta mediterranea Per alimentarsi bene è necessario seguire un regime alimentare bilanciato che assicuri i giusti elementi nutritivi : carboidrati; proteine; grassi; vitamine e oligoelementi; non causando carenze alimentari. L' alimentazione mediterranea da garantisce un corretto e bilanciato apporto alimentare che tiene conto del benessere dei singoli organi del corpo umano. Non a caso, la ricerca sulla dieta mediterranea ha stabilito che essa rappresenta una delle migliori diete al mondo in quanto, unitamente ad uno stile di vita sano, garantisce longevità, salute e benessere. Gli alimenti delle dieta mediterranea assicurano un apporto giornaliero di vitamine, sali minerali ed oligoelementi utili per la salute dell' organismo. Vediamo nel dettaglio come alimentarsi in maniera sana seguendo la dieta mediterranea della piramide alimentare. Cibi, pasti e alimenti nelle piramidi alimentari Pasti principali nella dieta piramide In base alla dieta mediterranea pasti principali sono 3 colazione pranzo cena e 2 spuntini Cosa mangiare ad ogni pasto della piramide dell' alimentazione? Secondo la piramide alimentare ad ogni pasto principale si deve assumere: 1 porzione di frutta La porzione di frutta, possibilmente di stagione e non troppo ricca di zuccheri. 1-2 Porzioni di verdure Scegliendo tra ortaggi di stagione e variando nei colori in modo da garantire l' assunzione di tutte le vitamine e gli oligoelementi. Basta solo fantasia in cucina e sbizzarrirsi tra Verdure verdi : cavolo cappuccio e cavolo riccio, broccoli, spinaci, ricola, zucchine, insalata. Verdure rosse : barbabietole, cipolla rossa, radicchio, cavolo rosso, peperone, pomodoro. Verdure gialle/arancioni : carote, pomodori, peperoni, mais, zucca. Verdure viola : cavolfiore viola, barbabietola, melenzana, cavolo viola, cipolle di tropea, radicchio, rapa. 1 porzione di carboidrati o cereali 1 porzione di carboidrati e cereali : i carboidrati danno energia, sarebbe impensabile fare una dieta sana escludendoli totalmente. I carboidrati si trovano in: Zuccheri : carboidrati semplici si trovano naturalmente in frutta, verdura, latte e latticini Amidi ; carboidrato complesso che si trova naturalmente in cereali (pasta, pane, riso), patate e legumi. Fibre : carboidrati complessi con un minor apporto calorico che aiutano la flora intestinale, normalmente presenti in frutta, verdura, cereali integrali e legumi. Nel caso di una dieta ipocalorica limitare le porzioni di carboidrati e optare per quelli non raffinati e integrali. Dieta piramidale giornaliera Durante la giornata oltre ai cibi pilastro dell' alimentazione sana vanno integrati: Oli Da preferire olio extravergine di oliva ricco di acido oleico e con tante proprietà terapeutiche. 2 porzioni di latte o derivati Da preferire latte scremato o parzialmente scremato e latticini magri come yogurt e fiocchi di formaggio. Vanno evitati o ridotte le porzioni dei prodotti caseari stagionati e ricchi di grassi. Frutta con guscio e frutta secca 1, 2 porzioni di frutta con guscio al giorno, come mandorle, noci e pistacchi, sono un tacca sana. Numerosi studi scientifici hanno accertato che le proprietà antiossidanti della frutta secca aiutano la riduzione del colesterolo , ed hanno un effetto protettivo sulla formazione dei calcoli biliari. Non ultimo la frutta secca è utile per favorire il transito intestinale contrastando la stitichezza. Spezie Le spezie sono ottime e versatili in cucina e permettono la preparazione di piatti gustosi riducendo il contenuto di sale, inoltre, alcune di esse offrono un notevole beneficio per l' organismo umano. Si possono aggiungere ai piatti: Cannella : ricca di ferro, calcio, vitamina K e antiossidanti. Coriandolo e cumino : favoriscono la digestione. Curcuma : antiossidante. Curry : antinfiammatorio naturale. Liquirizia : aumenta la pressione arteriosa. Noce moscata : allevia i dolori muscolari e favorisce la circolazione sanguigna. Origano: molto usato in fitoterapia perchè riduce la cellulite. Paprika : antiossidante. Peperoncino : vasodilatatore utile per ridurre la pressione arteriosa. Timo : antibatterico, antiinfiammatorio e antifungino. Consumo settimanale dei cibi della piramide della dieta mediterranea Una dieta sana deve contenere tutti gli alimenti ma senza eccessi. Fonti di proteine 2 porzioni di pesce ( preferibilmente pesce azzurro), crostacei o molluschi; 1, 2 porzioni di pollame; 2 porzioni di legumi; 2, 3 porzioni di uova; 2 porzioni di carne; 1 porzione di salume; 2 porzioni di dolci; 7 consigli per un'alimentazione sana con la dieta mediterranea Consumare tanta frutta e verdura di stagione La frutta e la verdura sono fonte di vitamine e oligoelementi. Scegliere l'integrale I carboidrati non vanno mai totalmente eliminati dalla dieta poiché rappresentano la fonte primaria di energia. Il cervello umano si nutre solo di carboidrati, per questo motivo, quando non se ne consumano abbastanza si ha un senso di stanchezza e sonnolenza; meglio passare a carboidrati integrali in questo modo, oltre a mangiare in maniera sana, si favorirà un corretto transito intestinale. Mangiare grassi di qualità I grassi come tutti gli alimenti sono importanti per il benessere del corpo umano, in giusta quantità senza eccessi o difetti. E' preferibile introdurre grassi di buona qualità come quelli contenuti nell' olio extravergine di oliva. Per evitare di consumarne troppi grassi si può scegliere latte scremato, consumare formaggi magri , evitare di utilizzare burro, strutto o panna per la preparare le pietanze; condire i cibi solo con poco olio a crudo. Limitare zucchero e bevande zuccherate e dolci Evitare di utilizzare creme spalmabili in grandi quantità, marmellate e zucchero per condire le bevande. Per dolcificare le bevande meglio utilizzare il miele. Scegliere i dolci della tradizione italiana che sono costituiti da meno zuccheri e grassi. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno L' acqua è indispensabile per molti processi fisiologici e reazioni chimiche che avvengono fisiologicamente nel corpo. Mantenere un corretto stato di idratazione è quindi fondamentale per mantenersi in buona salute in ogni età della vita. Variare l'alimentazione Una dieta varia assicura che siano introdotti tutti i micro e macro nutrienti. Limitare il sale Ridurre la quantità di sale non è impossibile, il palato si abitua velocemente e quindi è possibile rieducarlo a pietanze con poco sale. L' assunzione raccomandata di sale corrisponde a meno di 6 gr al giorno, l' equivalente di un cucchiaino da caffè. Evitare inoltre di utilizzare dado, salsa di soia e ketchup per insaporire i cibi, orientarsi piuttosto sull' utilizzo di aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, origano, maggiorana, sedano, porro, timo, semi di finocchio e spezie come pepe, peperoncino, noce moscata, zafferano, curry. Evitare di aggiungere il sale alle pappe dei bambini almeno per tutto il primo anno di vita. Mammamather ostetrica tascabile Leggi anche Dieta in gravidanza Autopalpazione per la prevenzione del tumore al seno Come aumentare la fertilità Non riesco a raggiungere l'orgasmo! Scopri perchè Esercizi per la cervicale
- Mal di testa in gravidanza. Cause rimedi rischi e farmaci per cefalea ed emicrania nei 9 mesi
Se sei arrivata qui sicuramente hai un fastidioso mal di testa in gravidanza! Bene mamma, per sconfiggere il nemico bisogna conoscerlo, continua a leggere per sapere come gestire le emicranie e le cefalee in gravidanza. Sommario Mal di testa gravidanza I Differenze tra mal di testa, emicrania e cefalea I Cause del mal di testa I Mal di testa prime settimane I Cosa prendere I Farmaci per il mal di testa I Rimedi naturali I Rimedi omeopatici I Rimedi per il mal di testa da sinusite I Rimedi mal di testa da tensione muscolare I Come prevenire il mal di testa I Quando preoccuparsi Mal di testa gravidanza È probabile che la futura mamma prima o poi si trovi alle prese con un mal di testa e si trovi in confusione su cosa fare o assumere per farlo passare. Le donne per loro natura sono più predisposte a soffrire di dolore alla testa, prevalentemente a causa delle fluttuazioni ormonali che avvengono durante il ciclo mestruale; il mal di testa durante la gravidanza può farsi sentire per lo sconvolgimento ormonale. Per affrontare gli attacchi di cefalea in gravidanza è innanzitutto necessario fare una classificazione dei diversi tipi di mal di testa, che hanno diverse cause e sintomi. Differenze tra mal di testa, emicrania e cefalea Cefalea a grappolo La cefalea a grappolo si presenta con un dolore intenso unilaterale che può essere accompagnato da lacrimazione e scolo nasale. Le cefalee a grappolo possono essere orologiche e presentarsi sempre alla stessa ora della giornata. Le fitte alla testa e la sensazione di testa pesante possono esser davvero molto intense. Cefalea tensiva La cefalea tensiva si manifesta con un dolore lieve che può aumentare nell' arco della giornata fino a diventare molto intenso. La sensazione è quella di avere un peso alla testa. Emicrania senza aura L' emicrania senza aura si presenta con mal di testa, nausea, vomito, fotofobia, intolleranza agli odori e ai rumori, vertigini, pallore, sudorazione fredda e dolore pulsante. Emicrania con aura L' emicrania con aura si presenta con tutti i sintomi del mal di testa con aura ma è preceduta da flash luminosi alla vista, temporanea perdita della sensibilità di arti e lingua, alterazioni della vista. Dopo 10-15 minuti da questa prima fase iniziale i sintomi scompaiono e scoppia il mal di testa. Mal di testa in gravidanza cause I principali fattori predisponenti del mal di testa forte in gravidanza sono gli ormoni a cui si aggiungono altri fattori correlati come: la stanchezza; la tensione; il calo di zuccheri; lo stress fisico ed emotivo; la congestione nasale; allergie; carenza di minerali; postura errata (che favorisce la continua tensione dei muscoli del collo e dolore cervicale), disidratazione; alimentazione errata; insonnia; mancanza di sonno; alterazioni della pressione sanguigna. Nonostante la gestazione sia un periodo di notevoli cambiamenti per la neomamma, il mal di testa tende a essere sporadico e le mamme che soffrivano di emicranie prima della gravidanza hanno un netto miglioramento dal disturbo, per essere precisi nel 70% dei casi l’emicrania in gravidanza presenta una tendenza al miglioramento o addirittura alla remissione. In generale è più probabile che diminuiscano gli attacchi di emicrania senza aura rispetto agli attacchi di emicrania con aura. Vi sono alcune donne incinte che invece riscontrano un peggioramento degli episodi di mal di testa, con attacchi di emicranie forti e frequenti; fortunatamente questo inconveniente riguarda solo una piccola percentuale di donne. Mal di testa prime settimane I mal di testa nel primo trimestre di gravidanza sono uno dei sintomi gravidici tipici e generalmente sono associati alla nausea e al vomito che ad inizio gestazione può dare del filo da torcere. Nei casi di vomito frequente, il mal di testa all’inizio della gravidanza è favorito dal digiuno e quindi dal calo di zuccheri a livello ematico ma anche dall' aumento di volume del circolo sanguigno a livello cerebrale determinato dagli sforzi dei conati di vomito. Fortunatamente il mal di testa interessa solo i primi mesi di gravidanza e nel secondo trimestre tende a scomparire. Mal di testa in gravidanza cosa prendere Durante la gravidanza è consigliabile non fare uso di medicinali, a meno che non siano stati prescritti dal vostro medico. Farmaci per il mal di testa e gravidanza Il farmaco di prima scelta in gravidanza per mal di testa è il paracetamolo, la tachipirina 1000 per intenderci, la cui sicurezza è ampiamente documentata. Da evitare invece gli antidolorifici da banco e FANS di uso comune come: l’acido acetilsalicilico (Vivin C, Aspirina C); l’ibuprofene (Moment, Nurofen, Brufen); il diclofenac (Dicloreum, Voltaren); il Ketoprofene (Oki); la Nimsulide (Aulin, Nimesulide DOC). Rimedi naturali per mal di testa gravidanza Per ridurre il mal di testa quando si è incinta sono di sollievo rimedi dolci per le emicranie, scopriamoli insieme! Fai una doccia Fare una doccia porta rapido sollievo al mal di testa. Se non puoi fare la doccia spruzza dell’acqua fredda sul viso. Fai un impacco Come suggeriscono i rimedi della nonna, per il mal di testa da tensione muscolare un impacco caldo o freddo sulla fronte o sulla base del cranio è di grande sollievo. Bevi acqua La disidratazione favorisce il mal di testa, quindi aumenta l’apporto di acqua se noti che il mal di testa sta iniziando. Massaggio shiatsu per la cefalea in gravidanza Il massaggio può essere praticato da un familiare procedendo in questo modo: Con i polpastrelli del dito medio e del dito indice di entrambe le mani si esercita una pressione moderata per qualche istante sui muscoli del collo partendo dalla nuca. Si continua a scendere di centimetro in centimetro fino alla base del collo. Rimedio del pugile per il mal di testa in gravidanza È un rimedio molto antico che consiste nell' immergere i gomiti prima in un secchio con acqua molto fredda e successivamente in un secchio con acqua molto calda. Si può eseguire anche sotto il getto della doccia. Rimedi omeopatici per il mal di testa Le diluizioni omeopatiche sopra i 12 CH non contengono più la molecola della sostanza da cui sono state prodotte quindi sono sicure. Uno dei rimedi omeopatici per il mal di testa è l’Arsenicum 30 Ch. Rimedi per il mal di testa da sinusite Per liberare la congestione nasale fai regolarmente dei suffumigi, metti un umidificatore negli ambienti di casa e fai dei lavaggi nasali con soluzioni saline. Per alleviare il mal di testa da sinusite applica alternatamente delle compresse calde e fredde intorno agli occhi, sulla guancia e sulla fronte. Rimedi per alleviare il mal di testa da tensione muscolare Sdraiati in una stanza buia e silenziosa con gli occhi chiusi. Se non puoi farlo prova a metterti qualche minuto con i piedi sollevati e chiudi gli occhi. In questi casi anche alcune tecniche come l’agopuntura, la digitopressione e il biofeedback possono dare grande sollievo. Come prevenire il mal di testa Relax Ridurre il livello di ansia e stress riduce anche i mal di testa, prova con la meditazione o con lo yoga. Dormi e riposa a sufficienza La gravidanza è un periodo di grande fatica soprattutto nel primo e nel terzo trimestre. Se potete, riposate sia di giorno che di notte. Attenzione però senza esagerare, infatti dormire troppo potrebbe favorire la cefalea. Mangia regolarmente Il mal di testa può essere dovuto ad un basso livello di zuccheri nel sangue. Tieni sempre in borsa, in macchina e nel cassetto dell’ufficio alimenti energetici come la frutta secca o una barretta di cereali. Aria pulita I luoghi chiusi, soffocanti, surriscaldati e mal areati fanno venire il mal di testa. Se sei costretta a stare in un luogo caldo e chiuso, esci ogni tanto a prendere una boccata d'aria. Vestiti a strati così potrai togliere qualcosa se senti caldo. In casa, fai ricambiare l’aria aprendo spesso le finestre. Tranquillità Il rumore eccessivo può far venire il mal di testa. Evita i locali rumorosi, in auto abbassa il volume della radio e in casa non mettere il televisore ad alto volume. Illuminazione giusta Un ambiente privo di finestre e illuminato da lampade fluorescenti al neon può scatenare forti cefalee. Passa a lampadine a risparmio energetico o a Led, che sono meno aggressive per gli occhi. Prenditi delle pause da laptop, desktop, tablet, cellulari, televisori o altro dispositivo a schermo illuminato che può portare all' insorgere di mal di testa. Mantieni una buona postura Una postura scorretta favorisce l’infiammazione alla cervicale e tensioni muscolari e di conseguenza il mal di testa. Stare piegate per molto tempo, ad esempio, davanti al pc può scatenare il mal di testa. Controlla la postura, calza scarpe con un tacco di 3 cm e dalla pianta larga. Sono benefici gli esercizi posturali per la gravidanza. Evita i cibi che fanno venire mal di testa Elimina gli alimenti che favoriscono il mal di testa come: Glutammato monosodico (MSG); Nitriti e nitrati (comuni nelle carni lavorate come hot dog, salame e pancetta); Dolcificanti artificiali. Altri alimenti che possono scatenare un’emicrania includono: Alcuni fagioli e noci; Formaggi stagionati e prodotti caseari, come latticello e panna acida; Alcuni frutti freschi, tra cui banane, papaia, avocado e agrumi; Pesce affumicato; Cioccolato e carruba: Alimenti fermentati o in salamoia, come salsa di soia o crauti Mal di testa in gravidanza quando preoccuparsi Il mal di testa nel corso della gravidanza è un evento frequente ma in alcuni casi rappresenta un campanello di allarme che segnala alcune patologie. Ad esempio, un mal di testa improvviso e continuo non va mai ignorato perchè potrebbe essere causato da un picco pressorio tipico della pre-eclampsia e gestosi, per questo è fondamentare controllare con frequenza la pressione arteriosa per cogliere tempestivamente il rischio di ipertensione. Al fine di evitare queste complicazioni, è necessario rivolgersi al medico quando l’emicrania è forte ed è accompagnata da nausea e vomito o è preceduta da auree e non si risolve entro le 24 ore. Infine, rivolgiti al primo soccorso se si avverte un forte dolore addominale accompagnato da mal di testa.
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