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276 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Preparazione latte in polvere e liquido. Che temperatura? Come si conserva?

    Cari genitori, vi spiegherò passo passo la preparazione del latte in polvere e del latte artificiale liquido nella maniera corretta e nelle varie modalità con cui è possibile farlo: microonde, biberon e bagnomaria. Troverete le risposte alle domande più frequenti su come preparare il latte in viaggio, che tipo di acqua utilizzare e la conservazione corretta del latte artificiale dopo che è stato preparato. Sommario Latte formulato Preparazione latte in polvere Preparazione del latte artificiale liquido Temperatura del latte Acqua da utilizzare Conservazione del latte preparato e avanzato Macchina per la preparazione del latte Latte formulato Se per qualsiasi motivo non fosse possibile allattare al seno o se vi fosse la necessità di un allattamento misto l'unica alternativa per nutrire il bebè è il latte formulato meglio conosciuto come latte artificiale. Il latte artificiale è disponibile in due diversi tipi di formulazione: latte in polvere; latte artificiale liquido. Entrambi i latti hanno le medesime caratteristiche nutrizionali infatti sono alimenti completi e appositamente studiati per la crescita in salute del neonato e non richiedono integrazioni. I latti in polvere maggiormente utilizzati per la nutrizione del neonato con l'allattamento artificiale sono: Mellin Humana Nidina Neolatte Novalac Plasmon Coop E allora come vediamo nel dettaglio come preparare il latte per un neonato nella maniera corretta. Preparazione latte in polvere Eccoci arrivati al dunque: come si prepara il latte in polvere? Le regole e istruzioni che l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha fornito alle mamme garantiscono una preparazione sicura del latte in polvere per neonato e sono reperibili sul sito del Ministero della Salute. Ecco come si prepara il latte artificiale Lava le mani, le superfici di lavoro e il biberon Pulisci e disinfetta il piano o la superficie dove sarà preparato il latte artificiale per il bebè; Lavati accuratamente le mani con acqua e sapone e poi asciugale per bene; Il biberon per la preparazione del latte in polvere deve essere sterilizzato in ogni sua parte: bottiglia, tettarella, coperchio, anello ferma-tettarella. Per la sterilizzazione puoi immergere il biberon, la ghiera e la tettarella da sterilizzare in una pentola larga riempita con acqua pulita e far bollire per alcuni minuti. Altri metodi di sterilizzazione del biberon sono: utilizzare un sterilizzatore per biberon o ancora immergere il biberon per circa15 minuti nell'Amuchina e poi sciacquare abbondantemente. Porta l' acqua ad ebollizione Riscalda l'acqua che servirà per preparare il latte, l'OMS consiglia di far bollire l'acqua in maniera vivace , questo perchè il latte in polvere anche se sigillato non è sterile quindi la preparazione deve assicurare l'uccisione di eventuali microrganismi presenti nella polvere di latte. La preparazione del latte con acqua fredda non è mai sicura, controlla che la temperatura dell'acqua per la preparazione del latte raggiunga almeno i 70 gradi. Riempi il biberon sterilizzato con acqua , se l'acqua è bollente attendi qualche minuto prima di aggiungi il latte in polvere, l'acqua troppo calda rischia di alterare il latte formulato facendogli perdere buona parte delle sostanze nutritive. Dosa il latte in polvere per la poppata Le dosi del latte artificiale in milligrammi per la poppata del neonato sono suggerite dal pediatra in relazione ai mesi del bebè. La quantità dell'acqua in relazione alla polvere di latte formulato è indicata sul retro della confezione del latte . In genere per ogni misurino di latte in polvere (pieno e non colmo, l' eccedenza va eliminata con una lama di coltello asciutta e pulita) ha bisogno di 30 gr di acqua. Le proporzioni di polvere e acqua di preparazione del latte non vanno mai modificate per non creare problemi di salute al piccolo. Agita energicamente il biberon A questo punto chiudi il biberon con la ghiera e agita energicamente per 15 secondi. Controlla ala temperatura del latte Se il latte è troppo caldo raffredda il biberon sotto il rubinetto con un getto di acqua fredda. La temperatura del latte del neonato deve essere intorno ai 37 gradi e mai oltre per evitare ustioni del delicato apparato digerente. Fai sempre un controllo della temperatura del latte versando qualche goccia sul polso prima di dare il biberon al neonato. Latte in polvere preparazione con Scaldabiberon Preparare latte in polvere con lo scalda biberon è davvero molto semplice e i modelli in commercio sono davvero tanti. Lo scaldabiberon ha in allegato le istruzioni d'uso e alcuni modelli sono dotati di temperatura e timer il che rende la preparazione del latte formulato facile e veloce. Vi sono anche scaldabiberon da viaggio con lo spinotto per la macchina o a batteria per poter preparare il latte fuori casa. Procedimento di preparazione Per preparare il latte in polvere sarà sufficiente mettere l' acqua nel biberon e immergere a metà la bottiglia nello scaldabiberon in modo che raggiunga la temperatura di almeno 70°C , quindi aggiungere i misurini di polvere di latte. Lo scaldabiberon rispetto alla classica preparazione del latte nel pentolino o a bagnomaria ha tre vantaggi vantaggi preparazione latte artificiale con scalda biberon Mantiene il latte caldo più a lungo Alcuni modelli svolgono la funzione di sterilizzazione mentre riscaldano. Alcuni scaldabiberon offrono la possibilità di impostare il timer in modo che l'acqua sia già calda quando serve. Un modello semplice, efficiente ed economico è lo Scaldabiberon Chicco 2 in 1 che grazie all'azione del vapore in soli 5 minuti uccide batteri e germi domestici nocivi di biberon e piccoli oggetti. In sostanza oltre allo scalda biberon con timer programmabile si possono sterilizzare gli oggetti di uso comune del neonato. Come si prepara latte in polvere in microonde? La preparazione del latte in polvere per i neonati è molto semplice con il microonde e può essere effettuata in due diverse modalità. si riscalda l' acqua in microonde e poi si aggiunge il latte artificiale; si prepara il latte con l'acqua fredda e poi si mette il biberon pronto in microonde per riscaldare facendo attenzione di non portare il latte ad ebollizione. Con il riscaldamento del latte nel forno a microonde, bisogna prestare attenzione alla temperatura del latte , infatti il contenuto del biberon si riscalda in maniera non omogenea. Temperatura latte neonati La temperatura del latte del neonato sarà due volte maggiore nella parte superiore del biberon rispetto alla parte inferiore del biberon, quindi prima di dare la poppata al neonato assicurati di: mettere nel microonde il biberon senza tettarella in modo che il vapore generato possa fuoriuscire; capovolgere una decina di volte il biberon in modo che il contenuto si misceli e abbia una temperatura omogenea. Fai sempre la prova mettendo qualche goccia di latte sulla tua mano per verificare che il latte non sia troppo caldo. Preparazione del latte artificiale con acqua fredda Preparare latte artificiale con acqua fredda non è mai una buona idea. Come detto il latte artificiale in polvere non è sterile e l'impiego dell'acqua calda serve a uccidere eventuali batteri presenti nella formula di latte, quindi è necessario scaldare il latte nella maniera corretta. Acqua per latte artificiale Se si preferisce preparare il latte con acqua fredda presta attenzione alla temperatura di riscaldamento del latte. Se il latte in formula raggiunge una temperatura uguale o superiore ai 100 gradi perde la gran parte delle proprietà nutritive quindi si rischia di dare al neonato una poppata che sia povera del nutrimento di cui necessita. Preparazione latte formulato fuori casa In alcuni casi vi è la necessita di dare la poppata quando si è fuori casa e quindi la domanda sorge spontanea: come preparare il latte in polvere in questi casi? Ci sono due possibili soluzioni: Utilizzare uno scaldabiberon con attacco per l'auto o uno scaldabiberon a batterie in modo da riscaldare l' acqua per il latte in qualsiasi momento. Utilizzare un thermos mettendo dell'acqua calda, facendo attenzione che quest'ultimo riesca a mantenere una temperatura di almeno 70 °C in modo da distruggere eventuali microrganismi presenti nel latte. Termos per latte artificiale fuori casa Un ottimo prodotto è il thermos Miniland che riesce a mantenere la temperatura al suo interno per 24 ore e può essere usato non solo per il latte ma anche per le pappe nel periodo dello svezzamento. Preparazione del latte in polvere per neonati in viaggio I lunghi viaggi in macchina o in aereo possono essere intervallati dalle poppate del beb è , in questo caso è necessario solo un pò organizzazione, vediamo come fare. Consigli per allattamento artificiale fuori casa Primo consiglio è preparare le dosi di latte già pronto in contenitori appositi per latte in polvere in cui mettere i misurini dosati per la poppata. Utilizzare un thermos abbastanza grande in cui mettere la quantità di acqua già calda per la preparazione delle poppate. Al momento della poppata sarà sufficiente mettere nel biberon la quantità di acqua necessaria e preparare il latte. Unico accorgimento è scegliere un termos che sia capace di mantenere una temperatura costante al suo interno e quindi evitare che il liquido si raffreddi. Preparazione latte in polvere per la notte La preparazione del latte in polvere di notte può essere davvero stressante soprattutto se in neonato strilla e vuole mangiare. In questi casi la chiave di volta è tenere l' acqua calda sempre pronta per preparare il biberon a tempo di record. Come si fa il latte artificiale di notte? Le soluzioni per preparare il artificiale di notte sono due: Preparare il termos con acqua calda prima di andare a letto in modo da avere subito l'acqua pronta per la formulazione del latte del neonato. Utilizzare uno scaldabiberon con il timer. In questo caso si mette il biberon con l'acqua già dosata da scaldare nello scaldabiberon e si imposta il timer. All' orario fissato troverete l'acqua calda già pronta e si devono solo mettere i misurini di latte in polvere per preparare la poppata notturna. Un buon prodotto è lo scaldabiberon Eccomum che consente di programmare il riscaldamento dell'acqua sia per la notte che per la mattina ad un prezzo davvero modico di 25.98 Preparazione del latte artificiale liquido La preparazione del latte artificiale liquido è sicuramente più facile e veloce. E' sufficiente scaldare latte artificiale liquido nel pentolino e metterlo nel poppatoio oppure versale la dose della poppata di latte freddo direttamente nel biberon e scaldare. Come scaldare il latte artificiale liquido? Il biberon può essere scaldato a bagnomaria, nello scaldabiberon o nel forno a microonde, tenendo presente che in quest'ultimo caso la parte superiore della bottiglia avrà una temperatura più elevata. In questo caso, come per il latte in polvere, è sufficiente agitare il biberon una decina di volte in modo che la temperatura del latte diventi omogenea in tutti i suoi punti. Il latte liquido per neonati ha sicuramenti molti vantaggi in termini di praticità ma è più costoso rispetto al latte in polvere. Temperatura del latte neonati La temperatura del latte del neonato non deve mai superare i 37 -38 gradi per non rischiare di scottare il delicato apparato digerente del bebè, in particolare bocca ed esofago. Vale sempre la regola di fare una prova sul dorso della mano mettendo qualche goccia di latte prima di darlo al neonato. Per approfondire: Poppata del neonato Acqua per la preparazione del latte in polvere L' acqua da utilizzare per la preparazione del latte artificiale deve essere un'acqua oligominerale naturale non gasata e in bottiglia di vetro. Le acque migliori per la preparazione del latte sono Acqua Amorosa Humana Acqua Sangemini Acqua San Benedetto Acqua Panna Acqua Sant'Anna Se non si ha a disposizione acqua imbottigliata si può usare un'acqua proveniente da zone di montagna dove non sono presenti industrie nelle vicinanze. In questo caso l'acqua va fatta bollire e poi raffreddare. Il linea generale un'acqua adatta alla preparazione del latte per neonati deve avere un contenuto di sali minerali modesto per non interferire con le proprietà del latte artificiale e non affaticare i reni del bambino. Per approfondire: Acqua ai neonati quando darla e a quanti mesi Conservazione del latte artificiale La corretta conservazione del latte è molto importante e ha lo scopo di mantenere integre tutte le proprietà del pasto nonchè di evitare contaminazioni di germi e batteri potenzialmente nocivi per la salute del bebè. Conservazione latte artificiale in polvere Il latte in polvere quanto dura? La scatola di latte in polvere sigillata ha la durata indicata nella data di scadenza della confezione. La polvere aperta di latte ha una durata di 10, 15 giorni e va conservata in un luogo fresco e asciutto. Vi sono dei contenitori appositi per la conservazione del latte a chiusura ermetica che non consente la contaminazione del latte. Una confezione di latte artificiale in polvere aperta e non utilizzata va comunque gettata dopo due settimane dall'apertura. Conservazione latte artificiale liquido Il latte artificiale liquido una volta aperto si conserva per 24 ore in frigorifero inoltre la confezione aperta non va mai lasciata fuori dal frigo a temperatura ambiente. Conservazione del latte artificiale avanzato Una domanda che molte mamme si fanno ossia se il latte preparato avanzato può esser conservato. La risposta è no, il latte per sua natura è terreno ideale per lo sviluppo di batteri e microrganismi quindi il latte avanzato dal bambino dopo la poppata va sempre gettato. Conservazione del latte artificiale a temperatura ambiente Il latte a temperatura ambiente è terreno fertile per la proliferazione di batteri quindi il biberon di latte artificiale avanzato non va mai utilizzato e va sempre buttato. Conservazione del latte artificiale nel Thermos In viaggio il latte può essere preparato in anticipo e conservato solo per poche ore in un thermos per biberon e in un luogo fresco, lontano da sole diretto. Per fare ciò vi sono dei termos biberon adatti. Un ottimo biberon termico è il termomaby Miniland, un biberon a tutti gli effetti ma che mantiene il calore. Uno dei biberon da viaggio più venduti e che permette di essere riutilizzato anche per l' acqua. Conservazione latte artificiale preparato Si può preparare il latte artificiale in anticipo? Si ma con particolari accorgimenti: Prepara il latte; Chiudi bene il biberon; Metti il biberon in una ciotola piena di acqua fredda (meglio con del ghiaccio) ripetendo l'operazione fino a quando il latte non sarà freddo. L' obiettivo è raffreddare il latte rapidamente; Conservare il biberon in frigorifero ad una temperatura non superiore ai 5°C; Il latte deve essere consumato entro 24 ore . Kit di preparazione latte in polvere Per le mamme più esigenti esistono dei veri e propri elettrodomestici per preparare il latte in polvere come la macchina prepara latte della Tommy Tippee. Non so se sia davvero indispensabile ma sicuramente facilita la preparazione del latte soprattutto nei primi mesi del bebè, quando vi sono dei gemelli o quando è il papà che deve preparare la poppata. La macchina filtra l' acqua del rubinetto in modo da non dover acquistare quella imbottigliata; Prepara il biberon in soli due minuti; Dosa in automatico l' acqua e il latte in modo preciso; Uccide i batteri che possono essere presenti nel latte in polvere. Bene , spero di aver chiarito ogni vostro dubbio sulla preparazione del latte, se hai domande puoi scriverle sui commenti, sarò felice di risponderti. Mammamather ostetrica tascabile LEGGI ANCHE Guida per la scelta del ciuccio giusto Scarica la dieta posta parto

  • Attacco al seno corretto in allattamento. Consigli e segnali per attaccare e allattare il neonato

    Se desideri sapere tutto sull' attacco al seno corretto ti trovi nel posto giusto! Continua a leggere, troverai tutto quello che una mamma in allattamento deve sapere! Come allattare bene e attacco al seno corretto in allattamento Allattare al seno correttamente, senza dolore al capezzolo durante la suzione, è possibile come suggeriscono le linee guida del Ministero della Sanità (OMS) L' attaccamento al seno è uno dei momenti più appaganti per ogni donna , ma l’attacco e la presa del capezzolo da parte del neonato devono essere esatti per evitare dolori e irritazioni ai capezzoli. Il seno e le mammelle sono fatti per allattare Durante la gravidanza, seno e mammelle, sotto la spinta degli ormoni della gravidanza si preparano per la produzione del latte. Tutte le madri , eccetto pochi e circoscritti casi, sono in grado di nutrire il proprio bambino attaccandolo al capezzolo, facendolo succhiare per far fuoriuscire il latte dai dotti. L' allattamento naturale, per non provocare irritazione e fastidio al seno, deve avvenire nel giusto modo già dalle prime fasi in cui è secreto solo il colostro; un attacco scorretto è molto doloroso per la nutrice e frustrante per il bambino , che percepisce il malessere materno. Vediamo insieme come allattare correttamente e i segnali del buon attacco al seno. Attacco al seno corretto Attaccare il neonato senza dolore e fastidio Come si allatta? Come allattare al seno? Come attaccare al seno il neonato? Come si fa a capire che il bambino ciuccia bene? Ecco le domande più frequenti delle neomamme! L’allattamento del bambino è un gesto naturale caratterizzato da un insieme di movimenti fisiologici e istintivi di mamma e bebè. Il seno materno è il posto più accogliente e i neonati sono bravissimi a trovare e a iniziare a ciucciare il capezzolo. Attacco corretto allattamento Per attaccare il neonato al seno è necessario seguire questi semplici passi. Avvicinare il neonato al seno materno, il capezzolo punta verso il naso del bambino ; Il neonato in maniera del tutto istintiva apre la bocca e reclina la testa all' indietro; Quando la bocca del bambino è completamente spalancata e la lingua è sopra le gengive inferiori è il momento di attaccarlo offrendogli il capezzolo; È importante che la testa del neonato sia allineata al corpo cioè orecchio spalla e fianco devono essere sulla stessa linea; La poppata del neonato termina quando si stacca spontaneamente dal seno. Come allattare al seno un neonato: segni di buon attacco Bene questa è la parte più importante per capire come si allatta al seno senza dolore e i segnali che indicano che il bambino sta ciucciando in maniera corretta. I segni dell’allattamento corretto Come capire che un neonato si attacca bene al seno? Ecco i segnali. Bocca ben spalancata; Capezzolo e parte dell’areola dentro la bocca del neonato; Labbro inferiore rivolto verso l’esterno quindi estroflesso; Naso staccato dal seno: se in naso affonda troppo nel seno il neonato se non respira bene tenderà a staccarsi indietro o a prende meno porzione di areola; Si vede e si sente il bambino ingoiare; Il ritmo della suzione inizia in maniera e poi diventa lento e profondo senza rumore di schiocchi; Se in neonato non si attacca al seno correttamente con molta probabilità l'allattamento sarà doloroso per la mamma con rischio di sviluppare ragadi e infiammazioni al seno. Per interrompere la suzione è sufficiente introdurre delicatamente un dito pulito all' interno dell’angolo della bocca del bambino e staccarlo con delicatezza. Allattamento al seno video Cosa evitare per favorire un corretto attacco al seno Il consiglio per le mamme che vogliono allattare al seno è di informarsi per tempo sull'allattamento, leggendo dei libri, chiedendo all’ ostetrica di fiducia, facendo un corso preparto , in modo da avere un supporto professionale e nozioni corrette per avviare la suzione e senza traumi per il seno in allattamento. Consigli che favoriscono l’attacco corretto in allattamento Vi sono dei piccoli accorgimenti che renderanno l'allattamento più piacevole e facile per mamma e bambino. Attenzione ai vestititi del neonato È bene vestire il neonato con tutine che non siano di intralcio , ad esempio, con pizzi o con colletti ampi. La stoffa in eccesso potrebbe confondere il bambino nel momento della poppata; quando il tessuto tocca le guance del bebè stimola lo spontaneo riflesso di ricerca, che gli fa girare la testa nella direzione in cui sente qualcosa che gli sfiora la faccia. Posizioni allattamento corretto La mamma che allatta deve stare in una posizione comoda. Ci sono varie posizioni di allattamento che ben si adattano ad ogni situazione, quindi, parola d'ordine comodità!. Le dita della mamma non devono essere di intralcio durante l’allattamento. Molte mamme per attaccare il bambino direzionano il capezzolo con le dita nella così detta presa a forbice. È un metodo molto utile soprattutto per aiutare il bambino a trovare il capezzolo, ma una volta che il neonato si è attaccato, le dita devono essere tolte, per evitare che il bimbo non sia in grado di prendere una sufficiente porzione di areola nella bocca. Allattamento bambino e ciuccio L'utilizzo del ciuccio dovrebbe essere evitato nei primi giorni e rimandato a quando l’allattamento al seno sarà consolidato in modo da non interferire e non confondere il bebè. Mammamather ostetricatascabile Ricordati di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata La guida per scegliere il pannolino giusto

  • Dolore capezzolo allattamento: Cause e rimedi per male e fastidio a seno durante la poppata

    Il dolore al capezzolo in allattamento rappresenta una delle maggiori cause di interruzione della nutrizione al seno del neonato. Vediamo le cause dei problemi al seno durante l'allattamento, come prevenire il mal di capezzoli e i rimedi per un allattamento felice. Sommario Capezzolo infiammato e dolente Cause del dolore durante l'allattamento Corretto attacco al seno Dolore al seno da secrezione lattea Poppata vigorosa e dolore al capezzolo Capezzolo introflesso Rimedi per i capezzoli doloranti in allattamento Creme per alleviare il dolore ai capezzoli Quando rivolgersi all'ostetrica Dolore ai capezzoli e mughetto Capezzolo infiammato e dolente in allattamento Allattare è un’esperienza totalizzante e molto appagante per una mamma; nutrire il proprio bambino, il contatto pelle a pelle e gli sguardi di complicità sono una delle esperienze più belle della vita. Purtroppo, allattare non è sempre così facile soprattutto se la neomamma non riceve supporto e nozioni adeguate su come attaccare correttamente il neonato al seno. Nella fase iniziale de ll'allattamento si possono manifestare fastidi e sensazione di bruciore al capezzolo. Sintomi del fastidio e del forte male durante l'allattamento: Capezzolo arrossato; Capezzolo caldo; Capezzolo dolorante, Capezzolo gonfio Capezzolo bianco; Capezzolo duro; Capezzolo irritato; Capezzolo screpolato; Capezzolo rosso; Capezzoli che bruciano; Fitte e male al seno. In tutti questi casi l'allattamento diventa doloroso e si può accompagnare a fitte interne e intermittenti al seno. Il dolore al capezzolo provoca difficoltà ad allattare il bambino a causa del dolore lancinante e prolungato che prova la mamma durante la poppata, tanto che spesso si decide di sospendere la nutrizione al seno soprattutto tra il terzo e il sesto giorno dopo il parto. La difficoltà ad allattare il proprio bambino genera frustrazione, la nutrice si sente in colpa per non riuscire ad allattare il proprio figlio, e il lattante trova difficoltà a nutrirsi Bene mamma, analizziamo le cause che provocano il dolore al capezzolo in allattamento. Cause e perché del dolore durante l'allattamento Il dolore al seno in allattamento può avere diverse cause e tutte sono risolvibili. Attacco al seno del bambino può essere la causa del dolore al capezzolo in allattamento Nella maggior parte dei casi alla base del dolore e dell’infiammazione ai capezzoli vi è: un errato attaccamento al seno del bambino una posizione sbagliata con cui si attacca il neonato al seno. Quando si verifica il dolore ai capezzoli in allattamento È importante capire anche quando si verifica il dolore alla poppa e i problemi ai capezzoli. Il dolore al seno prima di attaccare il bambino è dovuto alla secrezione lattea che si presenta con una sensazione simile a punture e spilli. Il dolore al seno dopo la fine della poppata indica che le mammelle si stanno preparando alla poppata successiva (il seno si sta riempiendo nuovamente) Questi dolori descritti sono passeggeri, basta solo fare delle piccole correzioni durante l'attacco al seno o tra una poppata e l’altra. Va sottolineato che se il dolore al petto intenso, pungente e bruciante fosse persistente la causa potrebbe essere dovute ad afte, mughetto o altre infezioni che dalla bocca del bebè passano ai capezzoli. Dolore al capezzolo in allattamento Corretto attacco del bambino al seno per evitare il mal di capezzoli Per allattare il proprio bambino serve tempo, pazienza e perseveranza. Non si può pensare di voler allattare il proprio bambino facendo altre cose, in maniera volante o in posizioni scomode. La mamma per allattare deve stare comodamente seduta con la schiena ben poggiata e rilassata. La posizione dell'allattamento è fondamentale. Per evitare i capezzoli doloranti è inoltre indispensabile un attacco corretto del bambino al seno materno. Il bambino deve stare di fronte al torace della madre con l ’orecchio , la spalla e l’anca allineati. La bocca del bambino deve essere aperta in modo da permettere sia l’ingresso del capezzolo ma anche di parte dell’areola mammaria. Le labbra del poppante devono essere rivolte verso l’esterno senza piegamenti del labbro inferiore che se continuativi potrebbero creare abrasioni da frizione e dolore alla mamma. Il dolore ai capezzoli si sviluppa se il neonato non riesce a succhiare bene infatti un errore comune è quello di offrire nella bocca del neonato solo il capezzolo, invece il posizionamento corretto deve essere eseguito offrendo tutto il capezzolo e parte dell’areola. Per evitare infiammazioni e dolori ai capezzoli, la bocca del bambino deve essere in asse con i capezzoli evitando che porzioni di seno materno urtino nel palato del bambino creando croste e rigonfiamenti. Il dolore al capezzolo può essere causato dalla pressione negativa continua, ad esempio, se il bambino si addormenta con il seno in bocca. I capezzoli arrossati, mangiucchiati, screpolati e dolenti sono la conseguenza di un cattivo attaccamento del bambino al seno della mamma che genera dolore. Per approfondire : posizioni allattamento Da non dimenticare che un attacco al seno scorretto rallenta la produzione del latte poiché solo una corretta suzione del bambino stimola i sinusoidi lattiferi che si trovano sotto l’ areola del seno. Un attaccamento al seno errato causa sia dolore alla madre sia frustrazione al bambino. Il problema dei dolori ai capezzoli si supera posizionando in bambino con più areola possibile in bocca e manipolando il suo labbro inferiore con le dita in caso si pieghi prima di iniziare la poppata. Allattamento doloroso da secrezione lattea Il dolore da secrezione lattea si presenta come delle punture dolorose al seno. La secrezione lattea è un fenomeno assolutamente normale che segnala il rilascio del latte dai dotti che lo producono. Il fastidio da secrezione lattea si avverte come un pizzicore o una puntura che si accompagna ad una sensazione di calore. I dolore al seno da secrezione lattea è più intenso nell'avvio dell'allattamento e può verificarsi anche più volte nella stessa poppata. La buona notizia è che si attenua ad allattamento avviato. Stress, ansia, affaticamento e uso di alcool inibiscono il riflesso secretivo del latte e quindi il dolore al seno causato da secrezione lattea potrebbe ripresentarsi. Poppata vigorosa e dolore ai capezzoli Il dolore al capezzolo è più intenso nei primi minuti della poppata poiché il riflesso del rilascio del latte richiede qualche minuto prima di attivarsi. Il capezzolo dolente potrebbero essere anche la conseguenza di una poppata vigorosa soprattutto all' inizio dell' allattamento in cui il capezzolo non è ancora abituato alla fastidio della suzione. I capezzoli rossi e indolenziti compaiono nei primi 3-6 giorni dall’ inizio dell’ allattamento ma via via vanno a scemare sempre che vi sia una corretta posizione di suzione. Capezzolo introflesso e dolore al seno I capezzoli introflessi sono dei capezzoli che invece di indurirsi puntando verso l’esterno rientrano nel tessuto mammario. Le prime volte in cui il neonato cerca di attaccarsi in un capezzolo introflesso potrebbe provocare irritazione al tessuto che circonda il capezzolo; in questi casi non c'è nulla di preoccupante ci vuole solo un po’ di tempo e perseveranza affinché il capezzolo con la pressione della suzione fuoriesca all' esterno. Se il dolore è molto forte si può utilizzare un para capezzoli. Paracapezzoli Rimedi per i capezzoli doloranti in allattamento Hai sempre sognato di allattare ma, il mal di capezzoli ti blocca? Vedrai che presto questi fastidi spariranno, i capezzoli si rinforzano in fretta, di norma entro due settimane dall’avvio dell’allattamento. Ecco qualche consiglio per avere un po’ di sollievo mentre i capezzoli si adattano alle esigenze del tuo bambino. Assicurati che il neonato sia attaccato correttamente Un corretto attacco evita il dolore al seno. Assicurati che il neonato durante la poppata abbia all' interno della sua bocca sia il capezzolo sia parte dell’areola. Se succhia solo il capezzolo proverai dolore. Se il seno è gonfio di latte Se le mammelle sono troppo piene e gonfie prima di attaccare il neonato fai scendere un po’ di latte manualmente oppure tira via un po’ di latte con il tiralatte prima della poppata in modo da favorire l’eiezione del latte. Cambia spesso posizione di attacco al seno Cambiare ad ogni poppata la posizione di allattamento evita che venga compressa sempre la stessa parte di seno, se invece cambi posizione ad ogni poppata verrà compressa una parte diversa di seno evitando arrossamenti e infiammazioni. Cambia mammella ad ogni poppata Non privilegiare una sola mammella, usale entrambe! Se un seno vi fa più male dell’altro provate ad usarli entrambi ogni volta cominciando da quello che vi fa meno male , dato che all’inizio della poppata la suzione è più vigorosa. Se entrambi i capezzoli sono dolenti cominciate da quello che sembra più pieno. Metti del ghiaccio sui capezzoli prima di attaccare il bambino Nei primi giorni di allattamento si possono fare degli impacchi di ghiaccio sui capezzoli e sull’ areola per pochi minuiti prima della poppata in modo da favorire l’ erezione dei capezzoli e desensibilizzare la parte nella fase iniziale della suzione del neonato. Lascia il seno scoperto Dopo ogni poppata esponi i capezzoli doloranti e screpolati all' aria per qualche minuto, evita però la luce solare diretta sui capezzoli. Attenzione alla biancheria, evita indumenti ruvidi ed utilizza reggiseni morbidi e traspiranti. Attenzione alle coppette assorbi latte Cambia spesso le coppette assorbi latte in modo che le perdite non lascino i capezzoli umidi e facilmente soggetti ad irritazioni. Assicurati che le coppette non abbiano rivestimenti o imbottiture di plastica che creano un ambiente caldo umido che facilita le infezioni batteriche. coppette assorbilatte in cotone Medela Bagna i capezzoli con una goccia di latte Alla fine della poppata fai scendere una goccia di latte e passala su tutto il capezzolo. Il latte materno contiene un’alta concentrazione di grassi che combattono le infezioni. Lascia asciugare all' aria e metti il reggiseno solo quando il capezzolo è totalmente asciutto. Lava i capezzoli solo con acqua I saponi aggressivi, l’alcool e i prodotti igienizzanti irritano ulteriormente la delicata pelle del capezzolo. Detergi il seno solo con acqua e asciuga con una salvietta morbida tamponando. Applica una bustina di thè sul capezzolo Applica sul capezzolo una bustina di thè lasciata in infusione con acqua calda per 3-5 minuti. Il thè dopo i primi tre minuti di infusione rilascia acido tannico che aiuta l’ispessimento dei capezzoli, inoltre, le proprietà antinfiammatorie contenute nel tè sono utili per calmare il fastidio e il calore è lenitivo e favorisce la guarigione Creme per alleviare il dolore al seno in allattamento Per i capezzoli dolenti e infiammati sono di particolare aiuto creme che fortificano la pelle del capezzolo e allo stesso tempo leniscono il dolore. Attenzione però, sul capezzolo vanno applicati solo prodotti adatti all' allattamento e mai prodotti a base di petrolio come la vasellina, il burro di cacao e l’olio per lubrificare i capezzoli poiché interferiscono con la traspirazione cutanea e prolungano la fase infiammatoria. Per le forti infiammazioni al capezzolo devono essere evitati i prodotti che richiedono un risciacquo prima di allattare a causa dell’irritazione che il lavaggio continuo produce. Ecco per te le creme che aiutano la guarigione dei capezzoli screpolati e infiammati. Creme per alleviare il dolore al seno in allattamento Olio vea Vea oli è il perfetto alleato contro i capezzoli screpolati e infiammati da allattamento , infatti, se applicato regolarmente svolge un’azione protettiva e lenitiva. La commestibilità dell’olio vea, essendo vitamina E pura, consente di attaccare il neonato dopo l’applicazione della crema creando una vera e propria barriera protettiva. Un prodotto che se lo provate non lo lascerete più, perchè utile per tutte le affezioni della pelle. Vea oil Azulenal Azulenal è un unguento utilizzato fin dal 1945 e da allora è la crema più usata nel mondo dalle mamme che allattano. È ottima per la prevenzione del dolore ai capezzoli, nelle infezioni al seno e nelle infiammazioni da mastite. Il principio attivo, la guaiazulene è estratta dall' albero di eucalipto, famoso per le sue proprietà antinfiammatorie. Essendo totalmente naturale non necessita di risciacquo prima di attaccare il neonato al seno. Azulena crema per capezzoli Purelan medela La crema Purelan Medela è a base di lanolina, una sostanza naturale che protegge e fortifica i capezzoli in allattamento. La lanolina è una sostanza grassa ricavata dalla lana di pecora con funzioni impermeabilizzanti e protettive. Basti pensare che la lana delle pecore protegge gli animali dalle intemperie e dagli attacchi esterni. Purelan Medela crema per capezzoli Quando rivolgersi all'ostetrica? Se il dolore ai capezzoli non passa e si accompagna ad altri sintomo come: Febbre; Astenia; Malessere generale; Seno rosso a chiazze; Eccessivo sanguinamento dai capezzoli; Afte nella bocca del bambino. È bene consultare l’ostetrica per accertare la presenza di infezioni, mastite o altre malattie del seno in allattamento. Dolore al seno e mughetto In alcuni casi il dolore al seno è provocato da un'infezione da funghi. Se notate delle chiazze bianche nella parte interna delle guance del neonato probabilmente si tratta di "candida albicans" che dalla bocca del neonato è passata al capezzolo. Il mughetto necessita di una terapia pertanto è bene consultare il pediatra o l’ ostetrica di fiducia. Conclusioni Cara mamma, spero di esserti stata di aiuto, scegli il trattamento migliore e se hai bisogno di altri consigli scrivimi nei commenti, sarò felice di risponderti. Non dimenticare di iscriverti al blog per avere sempre contenuti nuovi e aggiornati per la cura del bambino.

  • Schema svezzamento bambini: come introdurre gli alimenti mese per mese, prime pappe e porzioni

    Lo schema svezzamento rappresenta una valida guida per le mamme all'introduzione degli alimenti mese per mese. Un programma alimentare per l'inserimento dei cibi solidi in comode sezioni: verdure, carne, pesce e frutta; le prime pappe costituite dai cereali, dal formaggio, dal brodo vegetale. Potrai consultare e scaricare la tabella svezzamento da poter consultare in qualsiasi momento sulla base delle delle raccomandazioni dell' OMS . schema svezzamento bambini Quando iniziare lo svezzamento? L' Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di iniziare lo svezzamento e quindi l'introduzione di cibi solidi non prima dal sesto mese di vita del neonato, salvo rari e circoscritti casi in cui è necessario iniziare lo svezzamento al 4 mese o al 5 mese ad esempio in presenza di reflusso gastroesofageo . Lo svezzamento prima dei 4 mesi è fortemente sconsigliato dai pediatri, infatti fino a questa età l'apparato digerente dei bambini non è in grado di assorbire e digerire i cereali, le proteine della carne e i grassi che sarebbero eliminati con le feci con il solo e unico risultato di affaticare l'intestino. Uno sei segnali che il neonato è pronto ad essere svezzato è la diminuzione del riflesso di protrusione , in cui piccolo porta la lingua fuori dalla bocca ogni volta che qualcosa gli tocca il viso. La scomparsa del riflesso gli consente di ingoiare le pappe molli, fino a 3 mesi di vita il neonato ha poca saliva e non ha ancora sviluppato il riflesso di deglutizione , i cibi solidi anche se morbidi, come le pappe e gli omogeneizzati hanno comunque bisogno di essere deglutiti e il bambino non è in grado di farlo anzi rischia solo di soffocarsi. Atro motivo per non iniziare lo svezzamento prima del 6 mese è il rischio di allergie nei neonati che vi sono predisposti. I sistemi di autodifesa contro le allergie iniziano a funzionare a partire da 7-8 mesi e introdurre alimenti in tempi precoci prima che l'organismo sia in grado di assimilarli può dal luogo a reazioni allergiche. Come iniziare lo svezzamento L' alimentazione ad inizio svezzamento deve essere costituita da cibi facilmente digeribili come la mela o la pera, uno schema per capire se in nuovo gusto è gradito al bambino è proporre in nuovo alimento due volte al giorno: mattino e pomeriggio per due settimane in modo da far abituare il neonato al nuovo sapore prima di introdurre un' altro cibo solido. E' consigliabile introdurre in nuovo alimento al mattino in modo da avere tutta la giornata per valutare la presenza di una eventuale reazione allergica, vomito o diarrea. Altro consiglio è di non mescolare il nuovo alimento con altri cibi in modo da sapere subito se causa reazioni avverse nel neonato come allergia o intolleranza. Svezzamento 4 mesi L' Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l'allattamento esclusivo al seno fino al 6 mese di vita. Molti pediatri o mamme, magari spinti dal consiglio di nonne e zie, preferiscono iniziare lo svezzamento al 4 mese, e allora ecco le domande più frequenti. Come iniziare lo svezzamento a svezzamento a 4 mesi? Posso dare solo la frutta e in che porzioni? Lo schema svezzamento 4 mesi prevede solo l' introduzione di frutta, che sia digeribile come : mela; pera. Lo svezzamento con frutta al 4 mese consiste nel presentare al neonato la frutta grattugiata a metà mattino e metà pomeriggio per almeno 2 settimane iniziando con la pera che è il frutto più digeribile . Non è consigliato fare assaggiare altri cibi e preferire un'alimentazione costituita prevalentemente da latte. svezzamento 4 mesi Svezzamento 5 mesi Iniziare lo svezzamento al 5 mese prevede l'introduzione della frutta prevista nello svezzamento del 4 mese secondo la tabella svezzamento neonati del 4 mese. Come iniziare lo svezzamento a svezzamento a cinque mesi? Se invece il divezzamento è già iniziato lo schema svezzamento al 5 mese prevede l'introduzione di alimenti quali: farina di riso; mais; tapioca; brodo vegetale; patata; carota; lattuga; zucchina; zucca; parmigiano; biscotti solubili; olio extra vergine di oliva. Lo schema svezzamento del neonato a 5 mese prevede cibi facilmente digeribili e preferibilmente biologici. Da ricordare che gli alimenti per bambini al 5 mese devono essere introdotti ad uno ad uno per valutare eventuali allergie o effetti indesiderati come vomito e diarrea. Si sottolinea che è sempre preferibile continuare l'allattamento al seno fino al 6 mese e usufruire dello schema svezzamento 5 mese sotto indicazione del pediatra. Svezzamento 6 mesi schema Lo svezzamento al 6 mese è chiamato divezzamento classico che prevede l'Introduzione di alimenti secondo un calendario ben preciso. Come spiegato sia in neonato che il suo intestino sono pronti al calendario svezzamento raccomandato dall' OMS. Come iniziare lo svezzamento a svezzamento a 6 mesi? Ecco gli alimenti da introdurre secondo la tabella introduzione alimenti. Tutti gli alimenti dello schema svezzamento 5 mesi con l' aggiunta di: farina di orzo; semolino di riso e cereali; banana; prugna; cipolla; porro; sedano; finocchio; topinambur; formaggi freschi magri come ricotta e crescenza; coniglio, agnello tacchino e pollo cotti al vapore e passati oppure omogeneizzati o liofilizzati; fagiolini; biscotti svezzamento; basilico e maggiorana. La tabella svezzamento alimenti al 6 mese è varia e ricca, quindi sarà facile preparare delle pappe per il bambino, evitate però di introdurre contemporaneamente tutti gli alimenti del programma per svezzare il neonato , in piccolo potrebbe essere confuso dai nuovi sapori. Fate uno schema con diverse fasi per introdurre i nuovi cibi nella dieta, in modo da sapere cosa gli piace e cosa no. Consiglio sempre di tenere un diario alimentare dove annotare non solo con i cibi introdotti ma gli schemi e le dosi in modo da poter risalire con facilità ad un alimento che causa allergia oppure diarrea. Le svezzamento può essere iniziato secondo due differenti modalità: svezzamento classico costituito da pappe; autosvezzamento in cui al bambino è seduto a tavola e consuma lo stesso pasto dei genitori compatibilmente con l'età, in questo caso con i cibi delle tabelle svezzamento neonati. Schema svezzamento 7 mesi La tabella alimenti svezzamento è molto ricca e varia, permette di preparare al bambino una varietà maggiore di piatti. Il programma svezzamento prevede l'introduzione di cibi come: yogurt; cereali in farina e fiocchi; pastina000; cous cous; pane secco; coste spinaci rapa; prezzemolo; succo di carota; torlo d' uovo cotto; trota; sogliola; orata; platessa; cernia; nasello; brodo di carne; vitellone e manzo omogeneizzati o frullati; prosciutto cotto senza polifosfati; lenticchie rosse decorticate. Si può iniziare a presentare al bambino la pasta preferibilmente in formati micro condita con minestre di verdure o pesce, vi assicuro che il piccolo gradirà molto questi nuovi sapori. La pozione ottimale di pasta è di 20 gr. A 7 mesi il bambino ha imparato a masticare quindi i cibi possono essere dati a piccoli pezzetti sempre sotto la supervisione di un adulto, oppure per chi fa preferisce l'autosvezzamento i cibi devono essere offerti con tagli sicuri per evitare il soffocamento. Svezzamento 8 mesi schema introduzione alimenti A 8 mesi la tabella prevede alimenti come: agrumi; uva (senza semi e senza buccia); pomodoro; aglio cotto; carota finocchio e sedano crudi; barbabietola; merluzzo; caciocavallo; pecorino toscano; pollo; lenticchie; piselli; ceci; latte di soia; tofu; burro crudo. svezzamento 6 mesi Svezzamento e legumi I legumi sono una fonte preziosa di vitamine e possono essere introdotti a partire dai 7 mesi scegliendo quelli decorticati. La bucci è la parte più difficile da digerire quindi andrebbe evitata, in alternativa dopo aver cotto i legumi come; lenticchie e piselli, passare il tutto con il passaverdura oppure togliere a mano la buccia prima della cottura (visto che si tratta di piccole quantità) Svezzamento e quantità , quali sono le dosi? Le dosi non vanno mai decise in maniera arbitraria ma sempre dal pediatra, in linea generale all'inizio dello svezzamento le quantità sono più o meno queste: un cucchiaio di passato di verdure; 10-15 gr di proteine come carne pesce, legumi, formaggio o omogeneizzato; circa 20 -30 gr di crema di riso; un cucchiai di olio extravergine di oliva. Svezzamento schema scaricabile Una comoda tabella scaricabile che prevede i cibi per neonati da introdurre in base a quanto si inizia il divezzamento, l' alimentazione del neonato a 4, 5, 6 , 7 mesi , lo svezzamento con la frutta consigliata. Schema svezzamento bambini: come iniziare ad introdurre gli alimenti mese per mese, schema pasti e prime pappe schema svezzamento Mammmather ostetrica tascabile

  • Bruciore di stomaco in gravidanza, acidità e reflusso. Sintomi, rimedi per i bruciori e gastrite

    Bruciore di stomaco, acidità e reflusso: la causa è la gravidanza Bruciore di stomaco in gravidanza accompagnato da acidità e reflusso è un disturbo molto frequenti nei nove mesi di gravidanza conosciuto in gergo medico come pirosi . Nella tradizione popolare il senso di acidità in gola è attribuito alla crescita dei capelli del bambino, quindi quanto più sarà il senso di sapore aspro e l'acredine più lunghi saranno i capelli del bebè. In realtà non è proprio così, le matrici del malessere sono molteplici e non hanno nulla a che fare con la proliferazione della capigliatura. La causa principale che determina la pirosi in gravidanza è il reflusso di materiale acido dallo stomaco all' esofago , che causa uno sgradevole bruciore alla bocca dello stomaco accompagnato da una sensazione di cattivo gusto in bocca . Nonostante le ricerche la causa primaria del bruciore di stomaco in stato interessante non è chiara ma gli studi effettuati accertano che le variazioni ormonali della gravidanza sono il fattore determinante. Durante la gestazione vi è un aumento dell' ormone progesterone che genera il rallentamento della motilità gastrica con conseguente permanenza per maggior tempo del cibo ingerito nello stomaco e quindi una cattiva digestione . Il progesterone oltre a determinare chilificazione e assorbimento rallentato del cibo provoca un rilassamento del tessuto muscolare materno e quindi anche della valvola Cardias . Il Cardias mette in comunicazione l'esofago con lo stomaco impedendo che il cibo acido imbibito di succhi gastrici risalga e venga a contatto con la delicata mucosa dell'esofago . La lassità della valvola gastro-esofagea permette al contenuto dello stomaco di risalire con facilità e di causare acidità, bruciore e reflusso gastroesofageo. Alla causa ormonale si associa il fattore meccanico: l' aumento del volume dell'utero spinge il diaframma verso l'altro e di riflesso anche lo stomaco. L' aumento di pressione addominale favorisce la comparsa della pirosi e dell'acidità in gravidanza. Ricapitolando le cause dell' acidità e del bruciore di stomaco in gravidanza sono: Digestione rallentata a causa del progesterone Diminuzione del contenimento della valvola cardias Pressione dell' utero sullo stomaco I sintomi del bruciore alla bocca dello stomaco e reflusso gastroesofageo La metà delle donne soffre di bruciori di stomaco e acidità in gola in gravidanza specialmente nel corso dell'ultimo trimestre di gestazione, anche se il fastidio può iniziare già dal primo trimestre ad inizio gravidanza. Sintomi frequenti Il disturbo della pirosi non può essere classificato solo con il bruciore di stomaco in quanto determina un corteo sintomatologico molto vasto. difficoltà nel deglutire; dolore gastrico; bruciore a livello dello sterno; cattiva digestione; acidità di stomaco; nausea. Sintomi Reflusso Inoltre il reflusso può determinare sintomi a livello di altri apparati come: sinusite; asma; tosse; erosione dentaria. Per quanto riguarda i momenti della giornata in cui si presenta il bruciore di stomaco il disturbo è generalmente associato alla fine dei pasti con una sensazione di bruciore sternale e gusto sgradevole in bocca. Alcune donne lamentano il fastidio indipendentemente dall'aver mangiato o meno e accusano irritazione allo stomaco anche a digiuno . Durante il primo trimestre di gravidanza l'infiammazione di stomaco non è molto forte ma si accompagna ad altri sintomi quali: rigurgito; sapore amaro; senso di acredine; salivazione eccessiva ( scialorrea). bruciore di stomaco in gravidanza, acidità e reflusso Rimedi per alleviare il bruciore di stomaco, acidità e reflusso In gravidanza il trattamento della pirosi ha lo scopo di alleviare i sintomi che sappiamo essere causati e accentuati dalla gravidanza stessa. Vi sono molti medicamenti alcuni molto comuni conosciuti come rimedi casalinghi e immediati ma non sempre adatti, vi sono poi, medicinali, terapie mirate e correzioni alimentari . Vediamoli insieme. Rimedi naturali contro l'acidità e il bruciore di stomaco in gravidanza I rimedi naturali per i fastidi di stomaco provocati da pirosi in gravidanza sono essenzialmente tre: bicarbonato carote zenzero Bicarbonato di sodio Tra i rimedi della nonna quello più conosciuto e immediato contro il senso di bruciore allo stomaco è il bicarbonato. Un cucchiaino di bicarbonato di sodio sciolto in un bicchiere di acqua reca un rapido e immediato sollievo ed è il trattamento più usato per alleviare il senso di bruciore. Il bicarbonato infatti, aumenta il PH dello stomaco e diminuisce la quantità di gas che i batteri producono per digerire il contenuto gastrico donando un veloce senso di benessere. L' utilizzo del bicarbonato di sodio in gravidanza è sconsigliato nei lunghi periodi poiché un uso eccessivo può determinare una modificazione del PH non solo a livello gastrico ma sistemico, favorendo l'insorgenza di disturbi e patologie derivate dal cambiamento acido-base. Centrifugato di carota. Le carote sono un ottimo alimento nei casi di gastrite, infiammazione e dolore alla stomaco perché favoriscono la digestione. La carota è ricca di pectina e beta carotene . La pectina si deposita sulle pareti dello stomaco come un gel proteggendole dall'insulto acido del contenuto gastrico, il beta carotene invece si trasforma in vitamina A che protegge la mucosa dall'attacco dei microrganismi. Un centrifugato o un estratto di succo di carota sono un balsamo per lo stomaco e il dolore da reflusso esofageo. Il succo di carota può essere preparato con un estrattore: per un bicchiere di centrifugato servono all' incirca 5 carote lavate e pelate da mettere nell'elettrodomestico per preparare in pochi minuti un rimedio naturale anti gastrite . Zenzero Lo zenzero aiuta ad alleviare l'infiammazione allo stomaco e a diminuire l' acidità gastrica grazie alle sue proprietà antiacide, antiinfiammatorie e digestive ed essendo un prodotto naturale e non nocivo può essere utilizzato in gravidanza. Puo' essere consumato in vari modi, per un effetto antiacido immediato si possono masticare fettine di zenzero fresco oppure grattugiarlo per condire i pasti. Per un caldo sollievo si possono preparare delle tisane anti bruciore di stomaco a base di zenzero, basta far bollire 2 gr di radice essiccata in 250 gr di acqua. Rimedi immediati Non tutti sanno che la postura può contribuire a contrastare il bruciore di stomaco. E' bene fare pasti piccoli e leggeri e preferire la posizione eretta per almeno un'ora dopo aver finito di mangiare. Molte donne, soprattutto alla fine della gravidanza lamentano acidità di stomaco durante le ore notturne. La posizione orizzontale favorisce il reflusso gastroesofageo e quindi il passaggio del cibo, altamente acido, nella porzione distale dell'esofago erodendo la delicata mucosa esofagea. E' preferibile stare con la schiena lievemente rialzata durante le ore di riposo, scegliendo la posizione sollevata di 20, 30 gradi del tronco. Si possono sistemare dei cuscini sotto la schiena oppure acquistare il comodissimo cuscino del parto, tanto utile anche in allattamento. Anche l' abbigliamento può contrastare la pirosi, usare dei vestiti comodi, che non comprimono lo stomaco, sia sotto che sopra la zona epigastrica in special modo durante e dopo i pasti . Alimenti contro l' acidità e consigli L' alimentazione può essere di notevole aiuto, soprattutto nella quantità. E' sempre bene suddividere il cibo in 3 pasti principali: colazione, pranzo e cena evitando le grandi abbuffate, alimentarsi con porzioni piccole e leggere e mai abbondanti evitando i cibi grassi e fritti che risultano più difficili da digerire. I vegetali sono importantissimi, assicurati di consumare 5 porzioni al giorno di frutta e verdura possibilmente fresca e di stagione. Non dimenticare di includere le carote, che viste le loro proprietà sono un vero e proprio medicamento contro l'acidità gastrica. Il consumo di cereali aiuta a mantenere un PH gastrico non troppo acido, prediligi una buona colazione a base di cereali. I cereali non sono solo frumento ma anche farro, avena , kamut, mais, miglio, orzo, riso e segale. Per favorire un buon transito intestinale puoi consumarli integrali che oltre a essere ricchi di fibre contengono minerali e vitamine. Consumare cibi secchi . I cibi secchi e poveri di acqua come biscotti, cracker, riso , pane e grissini assorbono il contenuto acido dello stomaco eliminando quella sgradevole sensazione di bruciore. Per quanto riguarda il pane, la crosta è la parte più digeribile dell'alimento a differenza della mollica che è la porzione con maggiore lievito e quindi più difficile da digerire. Utilizzare il limone : i cibi marinati sono più facili da digerire perché l'acido citrico predigerisce le proteine degli alimenti che risulteranno molto più leggeri agli occhi del nostro stomaco. Masticare lentamente , la fretta e i bocconi veloci non aiutano lo stomaco perché costretto ad aumentare la produzione acida per digerire i cibi, masticare lentamente facilita la scomposizione del cibo già nella bocca. Ricapitolando: Fare piccoli pasti Consumare frutta e verdura Consumare i cereali Consumare cibi secchi Utilizzare il limone Masticare lentamente Cibi da evitare e che favoriscono l'acidità Ci sono cibi e bevande che aggravano il bruciore di stomaco. Un vecchio rimedio della nonna recitava di bere un bicchiere di latte ogni volta che si avverte un bruciore in gola, in realtà è vero solo in parte. I latticini in generale stimolano una ulteriore sintesi di acidi gastrici che potrebbero far aumentare il senso di acidità e l'infiammazione, il latte è l'unico che non fa aumentare il fastidio sempre che venga consumato a temperatura ambiente e non si soffra di intolleranze. Il latte caldo invece è da evitare perché dentro lo stomaco, a contatto con i succhi gastrici tende a cagliare diventando molto difficile da digerire e aumentando la sensazione agre in bocca. Vanno evitati i i cibi gastro-irritanti come: caffeina; cibi molto speziati e piccanti; cioccolata; tè; succhi di frutta; pomodori; peperoni; agrumi. I cibi molto grassi causano spesso mala digestione e vanno evitati come la carne rossa che per essere elaborata necessita di un forte aumento dei succhi gastrici. Evitare i cibi fritti o il cibo di strada con olio rifritto e preferire sempre le cotture al forno e al vapore. Evitare bibite gassate e chewing gum, poiché aumentano la secrezione di succhi gastrici e l'introduzione di aria nello stomaco. Vietati alcool e fumo alimenti contro l' acidità Farmaci per il bruciore di stomaco in gravidanza Quando l'acidità in gravidanza diventa molto forte si posso utilizzare delle formulazioni antiacide a a basso contenuto di sodio come il Maalox Il Maalox è l'unico farmaco antiacido che non ha controindicazioni in gravidanza e come suggerito dall' AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) rappresenta una medicina sicura. Maalox è a base di Idrossido di Magnesio ed Idrossido di Alluminio, principi attivi che reagiscono con l'acido cloridrico dello stomaco neutralizzando l'acidità gastrica che causa il bruciore di stomaco, in sostanza diminuisce la quantità di acido prodotto dallo stomaco alleviando disturbi come bruciore, reflusso e la sensazione di acidità alla bocca dello stomaco lamentata dalle gestanti. E' disponibile in vari preparazioni farmaceutiche come sospensione e compresse. Quindi per essere più chiari il Maalox in gravidanza si può prendere.

  • Sport in gravidanza: esercizi risveglio muscolare

    Lo sport in gravidanza e fare attività fisica fa sempre bene e gli esercizi di risveglio muscolare sono ottimi per iniziare la giornata alla grande. sport in gravidanza Risveglio muscolare Lo sport in gravidanza e gli esercizi per il risveglio muscolare sono finalizzati a risvegliare i muscoli e il cervello al mattino, ma anche a contrastare il cattivo umore. In gravidanza lo sport è utile per sciogliere le tensioni muscolari spesso causate da un sonno frammentato e poco ristoratore, spesso aggravato dall'incapacità di trovare una comoda posizione di riposo con il pancione. Come suggerisce il Ministero della Salute gli esercizi di risveglio muscolare e la ginnastica in gravidanza aiutano a stimolare le capacità fisiche ed intellettuali di tutto l'organismo e ad eliminare le tossine che normalmente si accumulano E’ stato dimostrato che praticare il risveglio muscolare ogni mattina aiuta a mantenersi sani e in salute ed è consigliato a tutte le età: bambini giovani e anziani. Sport in gravidanza ecco come iniziare Duna Mattarino ha creato un programma di sport in gravidanza con esercizi di risveglio muscolare mattutino da fare comodamente a casa per iniziare la giornata con buon umore, infatti quando si fa attività fisica vengono prodotte le endorfine, degli ormoni che ci fanno sentire felici e di buon umore Gli esercizi, come suggerisce la scimmia yoga possono essere praticati comodamente a casa sarà solo necessario avere un tappetino e della musica rilassante . Il risveglio muscolare va eseguito 30- 40 minuti dopo esserci alzati dal letto, questo per permettere ai dischi intervertebrali di recuperare il loro spessore nella stazione eretta. Esercizi di risveglio muscolare E allora iniziamo insieme a fare attività fisica anche in gravidanza. Esercizi : seduta su un tappetino o in una coperta per isolarci dal pavimento, con la schiena ben dritta e mani in appoggio laterale, portiamo le gambe prima da un lato e poi dall’altro con dolcezza in modo da riattivare tutti i muscoli. Per chi ha una pancia ben evidente può fare l'esercizio con le gambe divaricate. Esercizio : incrociare le gambe e posizionarsi seduta con gli ischi a terra. Poggiando una mano lateralmente alzare il braccio flettendolo dall’ altro lato. L’esercizio va eseguito lentamente e con fluidità Esercizio : con le mani poggiate sul pavimento praticare delle piccole circonduzioni prima con le spalle e poi con le braccia, una volta finita una sequenza cambiare il senso, prima in avanti, poi indietro. Esercizio : allungamento spalle e braccia con mani congiunte che si baciano. Esercizio : concludi la serie di esercizi ripetendo il primo esercizio. Durante gli esercizi di risveglio muscolare coordinare la respirazione facendo degli inspiri e degli espiri profondi in modo da ossigenare tutto il corpo. Ogni esercizio va effettuato con una serie da 15 volte ma se ci si sente stanche o per iniziare si può fare 8 volte Benefici del risveglio muscolare e dello sport in gravidanza E’ stato ampiamente dimostrato che gli esercizi di risveglio muscolare aiutano a mantenere il corpo in salute , non solo fisica ma anche mentale. Non a caso i cinesi, il popolo più longevo del mondo hanno antiche e radicate tradizioni in merito a questa pratica e gli esercizi vengono eseguiti con costanza da tutta la popolazione di qualsiasi età. I programmi scolastici e le pause di lavoro prevedono momenti di sport di pochi minuti che risvegliano i muscoli ed eliminano le tensioni. Benefici dello sport in gravidanza Meno stress Andare sempre di corsa senza concedersi dei momenti per se stessi nel tempo genera stress su fisico e mente. Iniziare concedendosi un momento piacevole nel tempo ha numerosi benefici. Iniziando il risveglio muscolare via via diventerà un rituale indispensabile per iniziare la giornata e quando non praticato farà sentire il suo bisogno. Di giorno in giorno si possono sperimentare nuovi esercizi e aumentare la durata della sessione. Un corpo tonico Gli esercizi oltre a essere un balsamo per i muscoli aiutano a raggiungere una forma fisica più tonica. Fatti con costanza permettono ai muscoli di diventare più tonici e belli con un guadagno non solo in salute ma anche in bellezza. Aiuta il transito intestinale. La vita sedentaria rallenta il metabolismo e il transito intestinale, non a caso una delle complicanze della sedentarietà è la stitichezza. Praticare sport in gravidanza riattiva il corpo con benefici sul transito intestinale e sul metabolismo, eliminando tossine e bruciando calorie. esercizi di risveglio muscolare Duna Mattarino : Tecnico di II Livello di Ginnastica Posturale e Ginnastica per la Gravidanza Asi-CONI, laureanda in Scienze Motorie e Sportive; operatrice D.B.N. (Discipline Bio-Naturali). Opera a Roma, collaborando con più realtà quali Studi Privati e Associazioni Sportive, ove è responsabile dei corsi collettivi e delle sedute individuali sia per la Ginnastica Posturale che per l'Attività Fisica in Gravidanza. EQUICHARME - Equilibrio per il Benessere è la sua piccola e gioiosa dimensione ove con piacere mantiene attiva la comunicazione interpersonale con le persone che la seguono. Per rendere possibile tutto ciò anche a distanza, ha attivato lezioni on-line sia di gruppo che individuali per Posturale, Ginnastica in Gravidanza, Recupero Post-Parto e Postural Fit.

  • Come dimagrire dopo il parto? Ecco la dieta settimanale equilibrata

    Come dimagrire dopo il parto? È possibile dopo il parto seguendo una dieta settimanale equilibrata, adatta alle esigenze del periodo post-parto. Dimagrire dopo il parto non dovrebbe compromettere la salute della neomamma, quindi ecco una dieta post-parto per un dimagrimento sano, sia durante l'allattamento che non. Scarica il menù settimanale equilibrato in formato PDF. dimagrire dopo il parto Come dimagrire dopo il parto e tornare in forma Uno dei più grandi desideri delle neomamme è tornare in forma dopo il parto nel minor tempo possibile. Non esiste però una formula magica o una dieta dimagrimento dopo gravidanza che vada bene per tutti, anche perché il post parto è un momento delicato in cui il corpo materno ha bisogno di riprendersi dallo stress della gravidanza e del parto ed una dieta sana ed equilibrata è indispensabile I nutrizionisti sottolineano che non vi è nessun problema a fare una dieta dopo il parto purché faccia perdere pero dopo il parto non troppo velocemente e sia equilibrata assicurando il giusto apporto di calorie e nutrienti , ancor più se si allatta al seno. Dieta settimanale equilibrata per dimagrire dopo il parto La dieta dopo il parto deve essere varia e completa. Sicuramente la dieta mediterranea è l’ opzione migliore per non avere carenze nutrizionali e non perdere le energie. La dieta sana settimanale deve includere tutti gli alimenti in modo bilanciato senza eccedere nell’eccesso e nel difetto. dieta post parto La piramide alimentare è un ottimo schema per capire come strutturare la dieta infatti è suddivisa in 3 sezioni dando indicazioni su cosa mangiare durante i pasti principali, durante l' arco della giornata e settimanalmente assicurando una dieta equilibrata settimanale. Alla base della piramide vi sono i cibi da mangiare ad ogni pasto : frutta; verdura; carboidrati e cereali Al centro vi sono gli alimenti da mangiare durante l' arco della giornata che devono essere distribuiti sui 3 pasti principali e i due spuntini giornalieri: latte e latticini; oli; frutta secca; spezie e aromi. All' apice della piramide vi sono i cibi da mangiare durante la settimana e le relative porzioni : carne; pesce; pollame; uova; legumi; dolci. Dieta dimagrante settimanale dopo il parto Ecco un esempio di dieta settimanale equilibrata per dimagrire dopo il parto . Innanzitutto dividere in pasti in 3 principali : colazione; pranzo; cena; e 2 spuntini uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio dieta settimanale equilibrata Colazione equilibrata esempio La colazione è il pasto principale, la neo-mamma ha bisogno di tutti i nutrienti carboidrati, proteine e grassi per affrontare la giornata. È preferibile evitare di fare sempre la stessa colazione ma variare di giorno in giorno, bere molto e bevande non zuccherate. Si può bere con infuso deteinato, una spremuta senza zucchero, latte di soia, di avena, di riso Esempio di dieta giorno per giorno Colazione : fette biscottate con marmellata oppure latte parzialmente scremato o latte di soia con biscotti ai cereali o cereali , oppure yogurt con frutta e cereali oppure un toast con fesa di tacchino e una spremuta di arancia senza zucchero Spuntino : un frutto, uno yogurt magro o una barretta di cereali o 10 mandorle. Pranzo: 70 gr di pasta integrale condita con verdure o riso condito pomodoro o zuppa di legumi e un frutto. Spuntino: una tisana con 2 biscotti ai cereali o una barretta ai cereali o un frutto. Cena: pesce o carne bianca ai ferri o al vapore accompagnata da un contorno di verdure di stagione crude o lesse, patate bollite o due fette di pane. Durante la giornata, aggiungere 4-5 cucchiai di olio extravergine di oliva, e bere tanta acqua. Dolci è concesso un dolce o un gelato due volte la settimana purché non sia eccessivamente calorico: una crostata alla frutta fatta in casa, un gelato alla frutta, pan di spagna con un velo di crema dolce spalmabile. Consigli per tornare in forma dopo il parto I primi giorni sicuramente ci saranno degli attacchi di fame in questi casi si può consumare un frutto, uno yogurt o una barretta ai cereali evitando snack confezionati che sono tendenzialmente ricchi di grassi e poco nutritivi. Bere abbondante acqua almeno due litri di acqua al giorno , l’ acqua aiuta a drenare i liquidi e ridurre il gonfiore soprattutto a piedi e gambe Fare delle lunghe passeggiate all’aria aperta che fanno bene sia a riattivare la microcircolazione sia a migliorare l’ umore dopo il parto. Se si fa uno sgarro non sentirsi in colpa, continuare tranquillamente la dieta senza cadere nello sconforto o concedersi delle abbuffate in particolare di dolci per ovviare al malcontento di non aver seguito la dieta. Evitare le bevande gassate e zuccherate, caffeina ed eccitanti. Menù settimanale equilibrato pdf mammamather ostetrica tascabile

  • Perdita del tappo mucoso in gravidanza. Colore del muco, cosa fare, quanto manca al travaglio parto

    Hai perso il tappo mucoso e ti chiedi quando iniziano le contrazioni e quanto ti manca al parto? Cara mamma, ti trovi nel posto giusto! In questo articolo ti dirò tutto sulla perdita del tappo mucoso: quando si perde, come capire se si tratta di liquido amniotico o di tappo mucoso, di che colore è, cosa significa quando è striato di sangue e dopo quanto si partorisce Foto e immagine del tappo mucoso in gravidanza immagini del tappo mucoso Ho perso il tappo mucoso, il parto è vicino? La perdita del tappo mucoso in gravidanza è uno dei segnali che nelle ultime settimane di gestazione le mamme attendono con trepidazione e che insieme alle contrazioni uterine indica l'avvicinarsi del travaglio di parto. Una delle domande che le mamme a fine gravidanza si fanno è " Con la perdita del tappo mucoso quanto manca al parto e se le perdite gelatinose anticipano davvero il travaglio?" È importante prima di ogni cosa conoscere l’aspetto e la funzione del tappo mucoso all'interno del collo dell’utero in modo da poterlo riconoscere e comprendere i segnali che il parto è vicino. Cos’è il tappo mucoso della gravidanza? Quando si forma il muco gelatinoso? Il tappo mucoso è un vero e proprio tappo vaginale che si forma nel collo dell'utero nelle prime settimane di gravidanza ed è costituito da materiale gelatinoso bianco dall' aspetto mucoso e denso, inodore e composto principalmente da acqua e glicoproteine. La funzione principale del muco gelatinoso in gravidanza all'interno della cervice è proteggere il feto da agenti infettivi e sostanze dannose che potrebbero risalire dal canale cervicale. La perdita del tappo è un fenomeno che si verifica nelle ultime settimane di gravidanza e quando vi è la sua discesa è un segno che il collo dell'utero si sta modificando , ad esempio si è raccorciato e portato in posizione anteriore e quindi si sta preparando al travaglio. Le perdite bianche acquose e mucose a fine gravidanza sono fisiologiche e sono il segno che la vagina si sta lubrificando maggiormente in preparazione al parto. La maggiore idratazione vaginale prende il nome di leucorrea che però differisce totalmente dalla perdita del tappo mucoso. Come riconoscere il tappo mucoso gravidanza ? L' aspetto del tappo mucoso differisce da donna a donna in base alla conformazione degli organi del sistema riproduttivo femminile e dai livelli ormonali unici per ciascuna gravida, in particolare il progesterone che induce l'inspessimento del muco cervicale. La densità, il colore e la quantità di secrezioni che viene espulsa possono variare. Il tappo mucoso ha un aspetto caratteristico: si presenta come una massa di muco gelatinoso, filamentoso, acquoso con un colore variabile dal bianco lattiginoso al giallino e in alcuni casi può presentarsi senza sangue o striato di sangue. Quando avviene la perdita del tappo cervicale si ha una sensazione che qualcosa fuoriesce dalla vagina e controllandosi si ritrova la sostanza trasparente, rosata o marrone nelle mutandine. Colore del tappo muso La perdita del tappo mucoso è quindi una perdita di muco gelatinoso che può avere diverso colore: muco bianco denso e trasparente; muco rosa; muco di colore marrone giallastro; una perdita di muco con striature di sangue; fuoriuscita di muco seguita da una lieve perdita di sangue, in questo caso si dice che la donna sta marcando ed è un chiaro segnale che il travaglio inizierà da lì a poco. Come avviene e quanto dura l’espulsione del tappo gelatinoso? La fuoriuscita del tappo può avere tempi diversi, il tappo mucoso si può perdere un poco alla volta o tutto insieme. La discesa può essere lenta e precedere il travaglio di giorni o settimane oppure può essere tutta in un unico momento, ad esempio, all' inizio travaglio da parto. Il tappo mucoso si trova nel collo dell’utero pertanto le modificazioni cervicali, come il raccorciamento del collo nella fase prodromica (con le contrazioni preparto) ne determinano la sua espulsione dalla vagina all'esterno, ma non bisogna confondere questo evento con l’inizio del travaglio. Perdere il tappo mucoso è sicuramente un segnale che il travaglio è vicino ma per potersi definire travaglio attivo sono necessarie le contrazioni regolari e la dilatazione cervicale. Immagine del tappo mucoso Perdita del tappo mucoso o liquido amniotico? La perdita del tappo mucoso e la rottura delle acque anche se sono dei segnali prodromici del travaglio sono due eventi totalmente diversi. La rottura delle acque provoca una fuoriuscita abbondante e continua di liquido amniotico che bagna mutandine, vestiti e spesso anche gambe e pavimento. La perdita del tappo mucoso invece causa una sensazione di umido nella biancheria ma quasi mai arriva a bagnare la donna. Se però si ha il dubbio che le perdite non siano tappo mucoso ma liquido amniotico è sempre bene fare un controllo dalla tua ostetrica anche perché in caso di rottura delle membrane confermata e tampone vaginale positivo per streptococco sarà necessaria la somministrazione di un antibiotico per proteggere il feto da eventuali infezioni. Per approfondire: rottura delle acque Quando si perde il tappo mucoso in gravidanza? Le perdite gelatinose in gravidanza che segnano l'avvicinarsi del parto di norma avvengono a fine gestazione quindi in gravidanza a: 38 settimane 39 settimane 40 settimane 41 settimane Se si presenta l'espulsione del tappo mucoso in gravidanza pretermine Dobbiamo sempre tenere in considerazione le circostanze in cui avviene la perdita gelatinosa, se questa avviene a fine gravidanza è un chiaro segno che il parto sarà a breve e non vi è alcun pericolo, ma se la perdita del tappo si verifica in largo anticipo dalla fine della gravidanza è un segnale che il collo dell'utero presenta un a dilatazione e quindi un rischio di parto prematuro. La perdita di muco in gravidanza prima del termine necessita di un monitoraggio ostetrico per valutare la presenza di contrazioni, la dilatazione della cervice uterina e misurare la lunghezza del collo dell’utero con la cervicometria per accertare ed eventualmente in iziare una terapia idonea per la minaccia di parto prematuro. Per approfondire: minaccia di parto pretermine Perdita del tappo mucoso, quando manca al parto? Quando inizia il travaglio È molto difficile stabilire con certezza il connubio tappo mucoso parto, perché i fenomeni che portano all'avvio delle contrazioni è variabile da gravidanza a gravidanza. Le donne al primo figlio possono avere la perdita del tappo anche giorni o settimane prima dell'inizio del travaglio, mentre le donne che hanno già partorito tendenzialmente perdono il tappo mucoso e subito dopo si mettono in travaglio. Ovviamente non vi è una regola precisa e definita , potrebbe anche succedere che una donna al primo parto perda il tappo e si metta immediatamente in travaglio e una donna che ha già avuto figli perda il tappo gelatinoso e si metta in travaglio dopo giorni. Tappo mucoso, con o senza contrazioni, travaglio e parto Tutto dipende dalle contrazioni. Vi sono dei segnali che accompagnano le perdite mucose trasparenti e le perdite gelatinose marroni rappresentando un chiaro segnale che il travaglio inizierà a breve: spossatezza pancia bassa dolore alla schiena contrazioni sempre più ravvicinate Non si può stabilire quando inizierà il travaglio, in alcuni casi possono passare dei giorni interi tra la fuoriuscita del muco e la nascita, in altri casi le due cose possono essere più vicine nel tempo. Ci sono dei fattori che favoriscono la perdita del tappo mucoso come: una visita ostetrica interna per stimolare il parto con lo scollamento delle membrane un rapport sessuale in cui il collo dell'utero viene stimolato meccanicamente sia con coito sia con l’orgasmo. Perdita del tappo mucoso dopo scollamento delle membrane Termine di gravidanza è possibile stimolare il parto con lo s collamento delle membrane che prende il nome di stripping. In sostanza quando il collo dell’utero è lievemente dilatato l’ostetrica con una visita approfondita scolla le membrane dalle pareti uterine in prossimità del collo dell’utero. Questa manovra favorisce la comparsa delle contrazioni e nella maggior parte dei casi potrebbe provocare la fuoriuscita del tappo mucoso. Quindi perdere il tappo a termine di gravidanza dopo che sono state scollate le membrane è del tutto normale Perdita del tappo mucoso cosa fare? Una volta che si è rilevata la fuoriuscita del tappo mucoso è necessario eseguire una buona igiene intima e monitorare la presenza di contrazioni uterine in particolare se sono da fase latente del travaglio o da fase attiva oppure sono del tutto assenti. Bisogna prestare attenzione alle perdite vaginali che seguono l’espulsione del tappo e quini con: fuoriuscita di liquido amniotico; fuoriuscita di sangue; perdita di colore marrone o rosa. Se la perdita mucosa è seguita da abbondante perdita di liquido in quel caso potrebbe essere avvenuta la rottura delle membrane quindi è necessario recarsi in ospedale portando con se il referto del tampone vaginale . Le perdite marroni a fine gravidanza sono normali ma non devono essere seguite da abbondante perdita di sangue, in quel caso recarsi sempre al primo ospedale vicino. Infine, se perdere il tappo è susseguito da un’attività contrattile valida e intensa il travaglio potrebbe essere iniziato. Perdita tappo mucoso e segnali da attenzionare (sangue) Ci sono casi in cui la perdita del tappo mucoso ha dei chiari segnali patologici: perdita del tappo mucoso prima del termine con rischio di parto prematuro; perdita del tappo accompagnata da abbondante fuoriuscita di liquido, probabile rottura delle membrane; tappo mucoso di colore verdastro; perdita del tappo accompagnata a fuoriuscita di sangue; tappo mucoso giallo e maleodorante. Fuoriuscita del tappo mucoso, quando andare in ospedale? Perdita del tappo prematuramente Se la perdita del tappo mucoso si presenta in un p eriodo antecedente al termine della gravidanza può essere il segnale di una minaccia di parto pretermine, pertanto, è necessario consultare tempestivamente il proprio curante. Perdita abbondante di liquido Se la perdita del tappo mucoso è accompagnata ad abbondate perdita di liquido e secrezioni è opportuno fare un controllo ostetrico per valutare se c'è stata la rottura delle membrane con fuoriuscita di liquido amniotico. Perdita del tappo di colore verde Se il tappo mucoso è di colore verdastro e maleodorante è assolutamente necessario eseguire un controllo in tempi brevissimi per valutare se il feto è in sofferenza fetale. Perdita di muco e sangue Se la perdita del tappo mucoso è accompagnata da perdita abbondante di sangue rosso vivo simile alla mestruazione bisogna recarsi immediatamente in ospedale per escludere un distacco di placenta. Il tappo è di colore giallo ed emana cattivo odore Se la perdita del tappo mucoso è di colore giallo ed emana cattivo odore è opportuno eseguire un controllo ostetrico per escludere la presenza di infezioni, in questi casi sarebbe auspicabile sottoporsi ad un tampone vaginale per la ricerca di batteri e miceti. Spero che questa guida ti sia stata utile! Raccontami come hai perso il tappo mucoso e dopo quanto hai partorito, sarò felice di leggerti. Mammamather ostetrica tascabile

  • Come misurare la glicemia per gestire al meglio il diabete

    Come misurare la glicemia? La misurazione della glicemia è un aspetto cruciale nella gestione della salute, in particolare per le persone affette da diabete o con predisposizione a questa condizione. Comprendere come e quando misurare i livelli di glucosio nel sangue può fare la differenza nel mantenere un buon equilibrio glicemico e prevenire complicazioni. In questo articolo, esploreremo le diverse tecniche per misurare la glicemia, i dispositivi disponibili sul mercato e le migliori pratiche per garantire risultati accurati. Inoltre, discuteremo l'importanza di monitorare regolarmente i livelli di zucchero nel sangue e come questi dati possano influenzare le decisioni terapeutiche e lo stile di vita. Con una corretta informazione e strumenti adeguati, è possibile gestire in modo efficace la propria salute e migliorare la qualità della vita. Sommario Cosa è la glicemia Come misurare la glicemia Misurare la glicemia passo passo I glucometri scelti da noi Diabete e come misurare la glicemia Cosa è la glicemia Il diabete è una delle patologie più diffuse nella popolazione; se ne distinguono diverse tipologie ognuna con le proprie sfaccettature. Viene diagnosticato, dopo specifici esami, a seguito della rilevazione di un valore aumentato della glicemia nel sangue . La glicemia è la quantità di zucchero , nello specifico glucosio , presente nel sangue, che viene utilizzato dalle cellule come fonte di energia. Il suo valore fisiologico (ossia normale) a digiuno è compreso fra 65 – 110 mg/dl. Valori superiori a digiuno indicano uno stato di glicemia alterata e devono essere seguiti da specifici controlli. Come misurare la glicemia Il suo monitoraggio passa in prima istanza, per chi affetto da diabete o per chi deve monitorarne i valori, dall’ utilizzo domestico dei glucometri, meglio conosciuti come “macchinette per la glicemia” . Il loro utilizzo è diffusissimo ed in commercio ne esistono varie tipologie con diverse caratteristiche. Per ottenere dei valori con un margine d’errore molto basso è importante seguire scrupolosamente le istruzioni d’uso del dispositivo ed eseguire una corretta procedura per il prelievo del sangue capillare. Insieme al dispositivo bisogna richiedere sia le strisce reattive che le lancette pungidito . Misurare la glicemia passo passo Materiale occorrente Il materiale occorrente per il controllo della glicemia è il seguente: Glucometro; Lancette pungidito ; Strisce reattive ; Garza o cotone; Antisettico (ad esempio clorexidina). Procedura Dopo aver reperito il materiale ed aver letto attentamente le istruzioni del dispositivo ( bisogna prestare attenzione che le strisce vengano montate nel verso giusto ) è necessario: Lavare accuratamente le mani, preferibilmente con acqua tiepida per migliorare la circolazione sanguigna nelle dita; procedere alla disinfezione di un polpastrello utilizzando una garza o del cotone imbevuti di antisettico, alternando i polpastrelli tra una misurazione e l'altra; lasciare che l’antisettico evapori; Inserire la striscia nel dispositivo , che solitamente si accende automaticamente; Premere con il pollice della stessa mano del polpastrello scelto, la base del polpastrello (evitando la parte disinfettata); quando il polpastrello diventa rosso, pungere la punta . Il sangue uscirà dall'incisione; sono sufficienti poche gocce , non è necessario spremere con forza il polpastrello, ma se la quantità è insufficiente, si può applicare una lieve pressione alla base del polpastrello; Posizionare perpendicolarmente la striscia reattiva sulla goccia di sangue , senza trascinarla (la striscia assorbirà autonomamente la quantità di sangue necessaria per la misurazione), e attendere che il dispositivo mostri il risultato; Pulire il polpastrello con una garza asciutta ; se si segue una terapia anticoagulante, potrebbe essere necessario comprimere il polpastrello per alcuni minuti. Diario glicemico Tenere un diario glicemico è una pratica utile e consigliabile, che supporta sia il paziente che il medico nel monitoraggio complessivo dei livelli di glicemia. In questo diario si possono annotare i valori registrati nel corso della giornata, come ad esempio: diario glicemico I valori della glicemia possono essere mantenuti nella norma attraverso una corretta e sana alimentazione ed una regolare attività fisica , che non sostituiscono ma aiutano la terapia prescritta dal medico. SCARICA IL DIARIO GLICEMICO I glucometri scelti da noi pic solution emoglucotest safe AQ Smart glucotest emoglucotest completo glucometro Smart LAB Dott.ssa Federica Panebianco

  • Ecografia gravidanza. Quante sono, quando si fanno e perché. Eco di I e II livello nei trimestri.

    Quali sono le ecografie gravidanza? Sono 3: la prima ecografia, la morfologica e l'eco accrescimento. Ecco quando, perché farle e cosa si vede Sommario Ecografia in gravidanza I Ecografie da fare in gravidanza, quante sono? I Prima ecografia in gravidanza I Ecografia morfologica o seconda ecografia I Ecografia di accrescimento o terza ecografia I Dove fare le ecografie gravidanza I Costo ecografie per donna incinta  I Differenza tra ecografia ostetrica di I livello, di II livello ed eco office Ecografie in gravidanza Il rapido e continuo sviluppo tecnologico degli ultrasuoni ha contribuito negli anni all'utilizzo dell’ecografia in gravidanza come valido strumento per la valutazione del benessere del feto durante la gestazione. Già nel 1990 la SIEOG (Società Italiana di Ecografia Ostetrica e Ginecologica) pubblicò le linee guida con i livelli minimi che definissero valido l’esame ecografico in gravidanza, considerando sia gli standard biometrici del feto sia la sua morfologia. Negli anni successivi un gruppo di studiosi, unitamente al Ministero della Salute, ha affrontato in maniera più definita le indicazioni su quante ecografie in gravidanza sia opportuno fare e ai quesiti a cui deve rispondere per verificare la salute del feto all' interno dell’utero. L’ ecografia è pericolosa o dannosa per l’embrione /feto? L’ ecografia è un esame sicuro che non comporta alcun rischio per mamma e feto. Ecografie da fare in gravidanza, quante sono? Secondo i nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), il Ministero della Salute ha stabilito che in una gravidanza fisiologica sono consigliate tre ecografie, ossia una ecografia ogni trimestre dei 9 mesi. Le ecografie in gravidanza sono 3 Quante ecografie si fanno in gravidanza? Di norma le ecografie da fare nel corso della gestazione sono 3, nello specifico: Ecografia gravidanza al primo trimestre Seconda ecografia in gravidanza o eco morfologica Ecografia di accrescimento Le ecografie mese per mese, in genere, sono consigliate nei casi in cui è necessario un monitoraggio meticoloso sulle condizioni del feto, ad esempio, quando si sospetta un ritardo di crescita o quando la funzionalità della placenta non è efficiente. Si può bere o mangiare prima dell’ecografia L’ ecografia è un esame semplice che non comporta alcun tipo di preparazione, quindi è possibile bere e mangiare. Prima dell’esecuzione dell’esame è sempre utile avere la vescica vuota, eccetto, quei casi in cui vi è da parte dell’operatore una prescrizione ad avere la vescica piena. La prima ecografia in gravidanza, a che settimana? A cosa serve e perché si fa Le finalità della prima ecografia gravidanza sono: innanzitutto, la dimostrazione dell’impianto della camera gestazionale all' interno dell’utero e quindi l’esclusione di una gravidanza extrauterina o di un impianto anomalo della gravidanza; la presenza e la vitalità dell’embrione; la datazione della gravidanza. Quando fare la prima ecografia in gravidanza? Si consiglia l’esecuzione della prima ecografia tra la 10ima e la dodicesima settimana di gravidanza. Cosa si vede con l’ecografia primo trimestre? Nel corso dell’esame ecografico vanno ricercati i seguenti punti: Regolare localizzazione uterina della camera gestazionale (gravidanza in utero e gravidanza extrauterina), il numero degli embrioni (gravidanza singola o gemellare) e la misurazione del diametro medio. Presenza/ assenza dell’embrione. Se l’embrione è presente vanno ricercati; il numero degli embrioni presenti (gravidanza multipla), l’attività cardiaca e il CRL (misurazione della lunghezza vertice sacro dell'embrione), se questo è superiore a 50 mm viene misurato anche il diametro biparietale (DBP). I dati biometrici rilevati vengono comparati con le tabelle di crescita di riferimento segnalando se la datazione ecografica corrisponde all' epoca di amenorrea in relazione all' ultima mestruazione della donna. Segnalazione di eventuali patologie materne, dell’utero o delle ovaie. 1a ecografia interna o esterna, dipende dalla settimana? L'ecografia interna o transvaginale viene sempre preferita nel corso delle prime settimane di gravidanza (5, 6, 7, 8, 9 settimana) perché permette una visualizzazione migliore rispetto all'ecografia transaddominale (ecografia esterna). In posizione ginecologica viene delicatamente introdotta la sonda vaginale per visualizzare la presenza della camera gestazionale e del feto all' interno dell'utero. L' ecografia esterna si esegue generalmente alla fine del primo trimestre ossia al terzo mese di gravidanza. A quest' epoca il feto è sufficientemente grande da essere visualizzato per via addominale. Sono incinta ma all’ ecografia non si vede nulla, camera gestazionale vuota L’ecografia ostetrica fatta nelle primissime settimane potrebbe mostrare il sacco vitellino senza l’embrione (camera gestazionale vuota), in questo caso si aspetta qualche settimana e poi si ricontrolla ecograficamente lo sviluppo dell’embrione. Se al successivo controllo l’embrione è presente, allora con molta probabilità il concepimento è avvenuto con qualche giorno di ritardo; se invece non vi è la presenza dell'embrione allora probabilmente la gravidanza si è interrotta. Ecografia maschio o femmina? Molti genitori si chiedono a che settimana si vede il sesso? In corso di ecografia del primo trimestre anche se il feto si è già differenziato in maschio o femmina, sviluppando ovaie o testicoli, con la scansione ad ultrasuoni non è possibile vedere queste caratteristiche. Di norma la visualizzazione del sesso fetale è rimandata alla 18 settimana. Ecografia morfologica o seconda ecografia e quando va fatta. A cosa serve e perché si fa L' ecografia del secondo trimestre gravidanza (chiamata morfologica o ecografia strutturale del bambino), rappresenta un importante esame per la valutazione dell’anatomia fetale per lo screening delle malformazioni e della biometria del feto. A quante settimane si fa la morfologica (seconda ecografia) L' esame morfologico del feto va eseguito preferibilmente tra la 20esima e la 22esima settimana di gravidanza. Che cosa si vede con la morfologica? L' eco morfologica ha la finalità di una valutazione sistematica dei vari apparati fetali, evidenziando gli organi e misurando una serie di parametri per verificare la buona evoluzione della gravidanza. Le indagini che si fanno con la morfologica in gravidanza sono: Estremo cefalico, misurazione della circonferenza cefalica e del diametro biparietale, valutazione dei ventricoli laterali del trigono, del cervelletto e delle orbite; Colonna vertebrale; Torace, valutazione dei campi polmonari, del cuore e delle camere cardiache; Addome fetale, misurazione della circonferenza addominale, visualizzazione di stomaco, parete addominale, reni e vescica; Arti, misurazione delle ossa lunghe di cosce, gambe, braccia e avambracci; Misurazione del liquido amniotico; Valutazione della placenta, funzionalità, sede della placenta e il suo rapporto con l’orifizio uterino esterno per escludere la presenza di placenta previa. Interpretazione della visita morfologica in gravidanza I dati biometrici misurati durante lo studio morfologico del feto vanno comparati con i dati delle curve di crescita fetale segnalando se la crescita del feto corrisponde con le settimane di gravidanza e con la biometria fetale effettuata nel primo trimestre. Nei casi in cui si riscontra un rallentamento della crescita fetale sarà necessario un monitoraggio serrato della gravidanza con controlli, non mese per mese, ma anche settimana per settimana in relazione al singolo caso clinico. Ecografia di accrescimento o terza ecografia A cosa serve e perché si fa L' eco di accrescimento fetale è di cruciale importanza poiché permette l’individuazione di ritardi di crescita, di malformazioni non rilevabili nel secondo trimestre di gravidanza, la localizzazione della placenta e la valutazione della quantità del liquido amniotico. A che mese si fa l’ecografia accrescimento? È consigliabile sottoporsi all' esame preferibilmente tra la 30esima e la 34esima settimana di gravidanza A cosa serve l’eco di accrescimento fetale L’esame serve a stabilire se la gravidanza sta procedendo bene o se vi sono segnali da approfondire per la diagnosi di eventuali anomalie. I parametri e gli studi condotti nel corso della valutazione sono: La situazione e la presentazione del feto; La biometria del feto con misurazione del diametro biparietale, circonferenza cranica, circonferenza addominale e lunghezza del femore; Controllo dei ventricoli cerebrali, cuore, stomaco, reni e vescica; Valutazione del liquido amniotico con la misurazione dell’AFI e della tasca massima; Funzionalità placentare e rapporto della placenta con l’orifizio uterino esterno. Dove fare le ecografie gravidanza Le ecografie per la gravidanza vengono effettuate da medici e ginecologi professionisti specializzati in diagnosi prenatale mediante delle apparecchiature ecografiche ad ultrasuoni, comunemente conosciuti con il nome di ecografi. È possibile sottoporsi all' esame ecografico in ospedale; nei consultori; nelle strutture convenzionate; Privatamente. Costo ecografie per donna incinta Nel 2017 il Ministero della Salute ha aggiornato i Lea, ossia i Livelli Essenziali di Assistenza, includendo gratuitamente 3 ecografie in una gravidanza fisiologica da fare rispettivamente nel primo, nel secondo trimestre e nel terzo trimestre. Per godere dell'esenzione dal ticket occorre effettuare l’esame nei tempi previsti e in una struttura pubblica o convenzionata con un costo massimo di 36,15 euro (a meno di “superticket” una quota variabile da Regione a Regione che va a sommarsi al ticket). Se si prenota un'ecografia in un centro privato il costo per singolo esame può variare da 50 a 100 euro, mentre l'ecografia morfologica, che è molto importante e più dettagliata, può arrivare a costare anche 150 euro. Se si decide di sottoporsi ad una ecografia 3d o 4d certamente i costi della prestazione saranno maggiori. Differenza tra ecografia ostetrica di I livello, di II livello ed eco office Le ecografie disponibili per la donna in attesa non sono tutte uguali; infatti, in base al grado di accuratezza è possibile distinguere tre tipi diversi di ecografia ostetrica. Ecografia office Ecografia di screening (ecografia di I livello) Ecografia diagnostica (ecografia di II livello) Ecografia Office L' eco office rappresenta un esame largamente diffuso negli ambulatori pubblici e privati e si esegue mediante ecografi portatili e di piccole dimensioni. Le indicazioni dell’esame office in ostetricia sono molto semplici come: identificare in utero la presenza delle camere ovulari, dell’embrione e del feto; la rilevazione del battito cardiaco fetale; la valutazione quantitativa del liquido amniotico; la determinazione della presentazione fetale. Ecografia di 1 livello o eco di screening L' eco di primo livello è l’ecografia che viene offerta a tutte le donne con una gravidanza a basso rischio e serve essenzialmente a identificare i feti sani, da quelli che presentano caratteristiche tali da rendere utile un approfondimento diagnostico. L' eco di primo livello è proposta nel primo e nel secondo trimestre con finalità diverse. Nel primo trimestre ha l’obiettivo di verificare, datare la gravidanza e come screening per la trisomia 21 con la misurazione della traslucenza nucale, in epoca gestazionale e con modalità standardizzate. Nel secondo e nel terzo trimestre, invece, ha lo scopo di valutare la biometria e l’anatomia fetale, la sede di inserzione della placenta e la quantità di liquido amniotico. Ecografia di II livello o ecografia diagnostica Le ecografie di secondo livello sono indicate quando vi sono situazioni cliniche incerte e da approfondire e refertare con modalità ben definite a seconda dell’indicazione e dell’epoca di gravidanza, seguendo quanto suggerito nelle linee guida SIEOG. Ricordati di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon. Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto Cosa aspetti fai subito la tua Lista nascita! Noi di Mamma Mather abbiamo scritto un corso preparto per te, per rispondere a tutte le domande che una futura mamma si fa prima di partorire e accompagnandola nel ritorno a casa. Il libro è in offerta speciale per te sia in versione e book che in libro cartaceo.

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