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- La pancera dopo il parto è utile si o no? Fascia o guaina o pancera servono davvero?
Pancera dopo il parto: un argomento ricco di domande La pancera si o la pancera no dopo il parto? Meglio la guaina o la fascia? Quale pancera usare dopo il parto e dopo il taglio cesareo ? E' meglio usare una guaina contenitiva o una fascia elastica? La fascia post parto deve essere molto stretta? Se non metto la fascia contenitiva post parto la pancia non tornerà come prima ? Questi sono i tipici dubbi che una donna che ha appena partorito si fa sulla pancera dopo il parto, essendo uno argomento molto discordante e con pareri diversi. Le nostre mamme e nonne consigliano di acquistare una guaina o fascia post parto per tempo e di metterla nella borsa da portare in ospedale in modo da rimettersi in forma e avere una pancia piatta in poco tempo ma, arrivati in ospedale gli operatori sanitari dicono il contrario e consigliano di non indossarla. Facciamo un po' di chiarezza su quando e per quanto tempo usare la pancera dopo il parto. Fasce guaine e pancere nel post parto, a cosa servono? La pancera nasce come supporto alla parete addominale, andando a svolgere il lavoro che i muscoli addominali retti, obliqui e trasversi, fanno naturalmente: cioè contenere gli organi interni dentro all’addome. Durante la gravidanza i muscoli addominali subiscono una mutazione per permettere all'utero in crescita di espandersi in cavità addominale e allungandosi anche di 15 cm creano una diastasi fisiologica. Questo tipo di diastasi è del tutto fisiologica e permette all'utero e al feto di crescere e svilupparsi. Dopo la nascita del bambino si ha l'involuzione dell'utero che pian piano torna alla dimensione iniziale creando una diastasi fisiologica, ossia i muscoli retti rimangono separati. La parete addominale e quindi l' addome in generale, non è sostenuto come prima della gravidanza così la pancia può sembrare morbida, lassa e brutta alla vedere. Questo fenomeno non deve spaventare perché è del tutto normale, serve solo un po' di tempo affinché i muscoli retti si riavvicinino nuovamente e riprendano il tono muscolare che si aveva prima della gestazione. Questo rimodellamento avviene in 3-6 mesi. Pancera post parto si o no? Quando si indossa la pancera dopo il parto sicuramente si ottiene un risultato estetico modellante ma di fatto si rallenta la ripresa del tono muscolare degli addominali. E' un paradosso ma la pancera esercitando la funzione di contenimento della parete addominale, quasi come una cintura non permette ai muscoli addominali di lavorare e quindi di tonificarsi e riprendere la funzione di contenimento precedente alla gravidanza. La valutazione se indossare una pancera o una guaina dopo il parto deve essere presa in considerazione del tipo di parto e della condizione della pancia della mamma . Altro aspetto riguarda il benessere del pavimento pelvico e del perineo , indossare una pancera stretta aumenta la pressione addominale che si ripercuote verso il basso. Il pavimento pelvico subito dopo il parto è in una fase di grande debolezza , e la pressione esercitata dalla pancier potrebbe favorire l'instaurarsi di incontinenza urinaria e prolasso. La pancera dopo gravidanza va scelta con molta cura considerando in maniera fattori com : il tipo di parto, naturale o taglio cesareo, i pregressi interventi chirurgici in sede addominale. Sicuramente subito dopo aver partorito la sensazione di lassità addominale non è piacevole e utilizzare una fascia dopo parto può dare notevole conforto ma non bisogna sceglierla troppo contenitiva e stretta anche se può dare un piacevole effetto modellante soprattutto sulla pancia. Fascia o guaina post parto? La fascia e la guaina sono due cose differenti soprattutto per tessuto e contenzione della pancia. La guaina è generalmente di tessuto elastico e serve a dare sostegno a tutto l'addome, la fascia invece è costituita da delle stecche laterali che oltre a essere una cintura per l' addome sono un sostegno per la schiena soprattutto dopo il taglio cesareo. Pancera dopo parto naturale è utile si o no? La fascia e la pancera dopo parto naturale non sono espressamente consigliate salvo rari ed isolati casi, un un valido ausilio è rappresentato dall'utilizzo di una mutandina di cotone a vita alta. Una guaina contenitiva post parto o una guaina modellante post parto sarebbero controproducenti alla ripresa del tono muscolare addominale. Dopo un parto naturale è preferibile utilizzare uno slip a vita alta perché di fatto non comprime l'addome ma riesce comunque a dare una sensazione di conforto e contenimento. Quindi guaina post parto si o no ? Dopo parto spontaneo no, meglio optare per una mutandina a vita alta in cotone. Pancera dopo taglio cesareo Sicuramente il parto mediante taglio cesareo merita una particolare attenzione. In questo caso l'utilizzo della fascia elastica post parto può essere utile nei primi giorni dopo l'intervento a patto che sia a strappo e non troppo stretta sul ventre. L' utilizzo della fascia elastica dopo taglio cesareo nei primi giorni post intervento garantisce un maggior senso di protezione degli organi addominali e permette di correggere e mantenere una postura corretta. Consiglio l'utilizzo di una pancera dopo taglio cesareo a strappo da indossare non stretta e da usare solo nei momenti in cui si compiono degli sforzi o ci si muove ad esempio quando ci si alza o si cammina. Nella posizione seduta o sdraiata la fascia elastica dopo parto va tolta. Per preparare il corpo e ridurre la possibilità di una diastasi addominale si può lavorare già prima della gravidanza: “Una donna che arriva alla gravidanza con un buon tono addominale, sarà meno soggetta a incorrere nella diastasi addominale. Quindi, già prima di rimanere incinta si consiglia di svolgere un’attività fisica equilibrata e mantenere sempre una postura corretta. Durante la gravidanza, invece, è meglio non effettuare esercizi di rafforzamento selettivo dell’addome, in particolare i cosiddetti ‘crunch’; è invece consigliabile praticare un’attività fisica che coinvolga tutto il corpo. In questo modo, si riducono i dolori posturali dovuti alla gravidanza come il mal di schiena e si aiuta il fisico, incluso l’addome, ad adattarsi a essa. Ripresa del tono addominale dopo il parto Dopo la gravidanza è inutile e controproducente cercare di voler riprendere in tempi breva la forma fisica antecedente alla gravidanza. Ogni donna ha i propri tempi di ripresa e un fisico diverso pertanto non è possibile definire una tempistica uguale per tutti. Voler riprendere una buona forma fisica rappresenta sicuramente un ottimo stimolo, ma rispettare i tempi di ripresa e non affaticarsi eccessivamente è altrettanto importante Prima di rimettersi in moto è comunque consigliabile parlare con la propria ostetrica e fare una valutazione del pavimento pelvico per evitare eventuali problemi. Care neomamme, rispettate i tempi del vostro corpo non abbiate fretta, pian piano vedrete che tutto tornerà alla normalità La scelta dell’ intimo giusto in gravidanza e soprattutto nel post parto non è facile. I capi devono essere morbidi, traspiranti, di un tessuto che riduce lo sviluppo dei batteri e soprattutto che si adattino alle nuove forme senza creare fastidiose e malsane compressioni. Non bisogna dimenticare anche il lato femminile, essere mamma non vuol dire abbandonare la propria femminilità e sentirsi bella e in armonia con il proprio corpo. Tutte queste caratteristiche sono presenti nei capi di intimo che @skin_maternity ha appositamente studiato per un periodo particolare come la gravidanza e il post parto. Questa linea è interamente realizzata in ITALIA con le più moderne tecnologie industriali impiegando materiali di prima qualità. ⋆ Tutti i capi sono realizzati con un tessuto speciale, morbidissimo e gradevolissimo, leggero come una seconda pelle. Perfetta vestibilità e confort. 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- Come stimolare il parto: induzione al travaglio e al parto con metodi naturali
Come stimolare il parto? Ci sono dei metodi per indurre il travaglio naturalmente? I metodi per partorire prima hanno lo scopo di stimolare il travaglio e quindi le contrazioni. La naturale stimolazione del parto in alcuni casi è in grado di avviare il rilascio delle prostaglandine che innescano il meccanismo del travaglio. Scopriamo insieme come anticipare il parto con metodi naturali. Metodi naturali di induzione al parto Camminare Stimolazione dei capezzoli e del seno Doccia calda o impacchi caldi sul seno Fare sesso Scollamento delle membrane Svuotare l' intestino Olio di Enotera Tè di foglie di lampone Tisana zenzero e verbena Come stimolare il travaglio? Quando la gravidanza volge al termine e ancora non succede nulla è naturale chieders i come indurre il parto con metodi naturali che possono incoraggiare il bambino a nascere senza dover ricorrere ad una induzione al parto farmacologica. Esiste uno studio del 2011 che approfondisce le tecniche naturali di induzione al parto denominato “ Methods of Inductio of Labour: a systematic review ” in cui vengono approfonditi i metodi naturali per accelerare il travaglio di parto. Vediamo quali sono queste tecniche che aiutano il travaglio di parto. Come partorire prima? Cammina Camminare è il rimedio più comune e più usato dalle donne per stimolare le contrazioni in maniera naturale, in realtà non vi sono studi scientifici che attestino l'efficacia che camminare stimola il parto anche se fare movimenti come camminare salire le scale stimola l’utero che di riflesso tende a contrarsi. Delle lunghe passeggiate stimolano ripetutamente l' utero e potrebbero far iniziare il travaglio di parto. Uno studio del 2014 su 663 ha rivelato che il 30 % delle donne che aveva camminato prima di entrare in travaglio. Quindi meglio non stare a letto e fare un po' di sano movimento. Come indurre il travaglio con la stimolazione del capezzoli e del seno Quando i capezzoli vengono stimolati viene rilasciata ossitocina, l’ormone coinvolto nel travaglio . Come stimolare i capezzoli per il travaglio? Procedete in questo modo : i capezzoli vanno presi con i polpastrelli delle dita e massaggiati in modo intenso per 1 minuto; fare una pausa di 2-3 minuti e ricominciate procedere in questa sequenza per uno, due ore. Si può effettuare un’auto-stimolazione oppure farsi aiutare dal compagno. Il alternativa può essere usato il tiralatte. Indurre il parto naturalmente con doccia calda o impacchi caldi sul seno Un’ altro metodo utile per la stimolazione parto è fare delle docce calde. L’ acqua calda aiuta a rilassare i muscoli di tutto il corpo e scioglie le tensioni favorendo l’ inizio delle contrazioni. Concedersi una doccia di almeno 20 minuti dirigendo il getto d’ acqua sui capezzoli stimola la produzione naturale di ossitocina. In alternativa alla doccia si possono fare degli impacchi caldi sul seno. Come farsi venire le contrazioni facendo sesso I rapporti sessuali per indurre il parto sono uno dei metodi più efficaci per stimolare il travaglio. Il piacere sessuale e l’orgasmo stimolano la produzione naturale di ossitocina e quindi la contrazione uterina, inoltre la penetrazione esercita una stimolazione meccanica sul collo dell’utero. La stimolazione dei capezzoli e del seno, che spesso fa parte del rapporto amoroso, causa la produzione di ossitocina endogena che a sua volta stimola l’ utero a contrarsi. Infine lo sperma, che contiene prostaglandine naturali , aiuta ad ammorbidire e a far maturare il collo dell’ utero e far iniziare il travaglio. Dopo il rapporto è consigliabile non mettersi subito in piedi ma assumere questa posizione: rimanere distese con le gambe sollevate in modo che lo sperma arrivi nella cervice. Agevolare e favorire le contrazioni per partorire con lo scollamento delle membrane Lo scollamento delle membrane è uno dei metodi naturali più utilizzati in ambito medico favorire il travaglio in maniera naturale ma può essere fatto solo dall’ ostetrica o dal ginecologo. Ma come anticipare il travaglio scollando le membrane? Attraverso una visita vaginale si fa percorrere un dito fra la cervice e si compie un giro a 360° per scollare le membrane intorno. Lo scollamento delle membrane viene eseguito in maniera lenta e delicata. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda lo scollamento delle membrane a termine di gravidanza per ridurre l' utilizzo di interventi farmacologici per l’ induzione del parto. Come stimolare le contrazioni da parto svuotando l'intestino Svuotarle l' intestino facendo un un clistere o assumere l’olio di ricino aiuta la stimolazione del parto facendo partire le contrazioni. I movimenti intestinali stimolano la produzione di prostaglandine parto, indispensabili per far maturare il collo dell’ utero e far iniziare e provocare il travaglio. Va però sottolineato che qualsiasi tipo di lassativo o clistere va assunto sotto stretta sorveglianza e sotto consiglio della propria ostetrica e mai in autonomia. Come accelerare il travaglio con l'olio di enotera L’ assunzione di olio di Enotera facilita la maturazione e l’appiattimento del collo dell’utero e può essere paragonato alle prostaglandine. L’ olio di enotera viene venduto in capsule da 500 mg e va assunto 3 volte al giorno per la prima settimana e 4 capsule al giorno fino al parto. La somministrazione deve essere fatta a partire dalla 37 settimana e sotto stretto controllo controllo dell'ostetrica. Come favorire il travaglio con il Tè di foglie di lampone Vi sono dei rimedi fitoterapici naturali non nocivi per mamma e bambino che aiutano a tonificare l’ utero e rendere le contrazioni più efficaci. Il più famoso è il tè di foglie di lampone, molto gustoso e utile anche per rilassarsi. Preparazione: far bollire in un pentolino 200 ml di acqua, immergere all’ interno due pizzichi di foglie di lampone e lasciarlo in infusione per 10 minuti , filtrare e bere caldo. Si raccomanda di assumere tre tazze al giorno di tè di foglie di lampone a partire dalla 36 settimana di gravidanza. Come avviare il travaglio con t isana zenzero e verbena La verbena è un rimedio erboristico molto antico, conosciuto fin dai tempi egizi, che veniva utilizzato dalle levatrici per la stimolazione del parto naturale. Gli studi moderni ne hanno attestato la sua efficacia Come facilitare il travaglio con la tisana fatta in casa, ecco la ricetta. 1 litro di acqua 1 cucchiaio di verbena 1 bastoncino di cannella 10 chiodi di garofano 1 piccola radice di zenzero Far bollire nel litro di acqua la cannella, lo zenzero e i chiodi di garofano. Togliere dal fuoco e aggiungere la verbena. Far raffreddare e filtrare. Se risultasse troppo amara si può aggiungere un po' di miele per evitare di aggiungere lo zucchero. La tisana va consumata a piccoli sorsi durante l’ arco della giornata aiuta a favorire il parto I metodi naturali per indurre il parto aiutano a stimolare l'inizio delle contrazioni per favorire un parto naturale. Se sei a termine di gravidanza parla con la tua ostetrica, saprà guidarti su come agevolare il travaglio con i metodi naturali induzione parto ed evitare l' induzione parto con i farmaci e quindi il parto indotto. Mammamather ostetrica tascabile
- Bruciore di stomaco in gravidanza, acidità e reflusso. Rimedi, cibi e farmaci contro l'acidità.
Bruciore di stomaco, acidità e reflusso: la causa è la gravidanza Bruciore di stomaco in gravidanza accompagnato da acidità e reflusso è un disturbo molto frequenti nei nove mesi di gravidanza conosciuto in gergo medico come pirosi. Nella tradizione popolare il senso di acidità in gola è attribuito alla crescita dei capelli del bambino, quindi quanto più sarà il senso di sapore aspro e l'acredine più lunghi saranno i capelli del bebè. In realtà non è proprio così, le matrici del malessere sono molteplici e non hanno nulla a che fare con la proliferazione della capigliatura. La causa principale che determina la pirosi in gravidanza è il reflusso di materiale acido dallo stomaco all' esofago, che causa uno sgradevole bruciore alla bocca dello stomaco accompagnato da una sensazione di cattivo gusto in bocca. Nonostante le ricerche la causa primaria del bruciore di stomaco in stato interessante non è chiara ma gli studi effettuati accertano che le variazioni ormonali della gravidanza sono il fattore determinante. Durante la gestazione vi è un aumento dell' ormone progesterone che genera il rallentamento della motilità gastrica con conseguente permanenza per maggior tempo del cibo ingerito nello stomaco e quindi una cattiva digestione. Il progesterone oltre a determinare chilificazione e assorbimento rallentato del cibo provoca un rilassamento del tessuto muscolare materno e quindi anche della valvola Cardias. Il Cardias mette in comunicazione l'esofago con lo stomaco impedendo che il cibo acido imbibito di succhi gastrici risalga e venga a contatto con la delicata mucosa dell'esofago. La lassità della valvola gastro-esofagea permette al contenuto dello stomaco di risalire con facilità e di causare acidità, bruciore e reflusso gastroesofageo. Alla causa ormonale si associa il fattore meccanico: l'aumento del volume dell'utero spinge il diaframma verso l'altro e di riflesso anche lo stomaco. L' aumento di pressione addominale favorisce la comparsa della pirosi e dell'acidità in gravidanza. Ricapitolando le cause dell' acidità e del bruciore di stomaco in gravidanza sono: Digestione rallentata a causa del progesterone Diminuzione del contenimento della valvola cardias Pressione dell' utero sullo stomaco I sintomi del bruciore alla bocca dello stomaco e reflusso gastroesofageo La metà delle donne soffre di bruciori di stomaco e acidità in gola in gravidanza specialmente nel corso dell'ultimo trimestre di gestazione, anche se il fastidio può iniziare già dal primo trimestre ad inizio gravidanza. Il disturbo della pirosi non può essere classificato solo con il bruciore di stomaco in quanto determina un corteo sintomatologico molto vasto. difficoltà nel deglutire; dolore gastrico; bruciore a livello dello sterno; cattiva digestione; acidità di stomaco; nausea. Inoltre il reflusso può determinare sintomi a livello di altri apparati come: sinusite; asma; tosse; erosione dentaria. Per quanto riguarda i momenti della giornata in cui si presenta il bruciore di stomaco il disturbo è generalmente associato alla fine dei pasti con una sensazione di bruciore sternale e gusto sgradevole in bocca. Alcune donne lamentano il fastidio indipendentemente dall'aver mangiato o meno e accusano irritazione allo stomaco anche a digiuno. Durante il primo trimestre di gravidanza l'infiammazione di stomaco non è molto forte ma si accompagna ad altri sintomi quali: rigurgito; sapore amaro; senso di acredine; salivazione eccessiva ( scialorrea). Rimedi per alleviare il bruciore di stomaco, acidità e reflusso In gravidanza il trattamento della pirosi ha lo scopo di alleviare i sintomi che sappiamo essere causati e accentuati dalla gravidanza stessa. Vi sono molti medicamenti alcuni molto comuni conosciuti come rimedi casalinghi e immediati ma non sempre adatti, vi sono poi, medicinali, terapie mirate e correzioni alimentari . Vediamoli insieme. Rimedi naturali contro l'acidità e il bruciore di stomaco in gravidanza I rimedi naturali per i fastidi di stomaco provocati da pirosi in gravidanza sono essenzialmente tre: bicarbonato carote zenzero Bicarbonato di sodio Tra i rimedi della nonna quello più conosciuto e immediato contro il senso di bruciore allo stomaco è il bicarbonato. Un cucchiaino di bicarbonato di sodio sciolto in un bicchiere di acqua reca un rapido e immediato sollievo ed è il trattamento più usato per alleviare il senso di bruciore. Il bicarbonato infatti, aumenta il PH dello stomaco e diminuisce la quantità di gas che i batteri producono per digerire il contenuto gastrico donando un veloce senso di benessere. L' utilizzo del bicarbonato di sodio in gravidanza è sconsigliato nei lunghi periodi poiché un uso eccessivo può determinare una modificazione del PH non solo a livello gastrico ma sistemico, favorendo l'insorgenza di disturbi e patologie derivate dal cambiamento acido-base. Centrifugato di carota. Le carote sono un ottimo alimento nei casi di gastrite, infiammazione e dolore alla stomaco perché favoriscono la digestione. La carota è ricca di pectina e beta carotene. La pectina si deposita sulle pareti dello stomaco come un gel proteggendole dall'insulto acido del contenuto gastrico, il beta carotene invece si trasforma in vitamina A che protegge la mucosa dall'attacco dei microrganismi. Un centrifugato o un estratto di succo di carota sono un balsamo per lo stomaco e il dolore da reflusso esofageo. Il succo di carota può essere preparato con un estrattore: per un bicchiere di centrifugato servono all' incirca 5 carote lavate e pelate da mettere nell'elettrodomestico per preparare in pochi minuti un rimedio naturale anti gastrite. Zenzero Lo zenzero aiuta ad alleviare l'infiammazione allo stomaco e a diminuire l' acidità gastrica grazie alle sue proprietà antiacide, antiinfiammatorie e digestive ed essendo un prodotto naturale e non nocivo può essere utilizzato in gravidanza. Puo' essere consumato in vari modi, per un effetto antiacido immediato si possono masticare fettine di zenzero fresco oppure grattugiarlo per condire i pasti. Per un caldo sollievo si possono preparare delle tisane anti bruciore di stomaco a base di zenzero, basta far bollire 2 gr di radice essiccata in 250 gr di acqua. Rimedi immediati Non tutti sanno che la postura può contribuire a contrastare il bruciore di stomaco. E' bene fare pasti piccoli e leggeri e preferire la posizione eretta per almeno un'ora dopo aver finito di mangiare. Molte donne, soprattutto alla fine della gravidanza lamentano acidità di stomaco durante le ore notturne. La posizione orizzontale favorisce il reflusso gastroesofageo e quindi il passaggio del cibo, altamente acido, nella porzione distale dell'esofago erodendo la delicata mucosa esofagea. E' preferibile stare con la schiena lievemente rialzata durante le ore di riposo, scegliendo la posizione sollevata di 20, 30 gradi del tronco. Si possono sistemare dei cuscini sotto la schiena oppure acquistare il comodissimo cuscino del parto, tanto utile anche in allattamento. Anche l' abbigliamento può contrastare la pirosi, usare dei vestiti comodi, che non comprimono lo stomaco, sia sotto che sopra la zona epigastrica in special modo durante e dopo i pasti . Alimenti contro l' acidità e consigli L' alimentazione può essere di notevole aiuto, soprattutto nella quantità. E' sempre bene suddividere il cibo in 3 pasti principali: colazione, pranzo e cena evitando le grandi abbuffate, alimentarsi con porzioni piccole e leggere e mai abbondanti evitando i cibi grassi e fritti che risultano più difficili da digerire. I vegetali sono importantissimi, assicurati di consumare 5 porzioni al giorno di frutta e verdura possibilmente fresca e di stagione. Non dimenticare di includere le carote, che viste le loro proprietà sono un vero e proprio medicamento contro l'acidità gastrica. Il consumo di cereali aiuta a mantenere un PH gastrico non troppo acido, prediligi una buona colazione a base di cereali. I cereali non sono solo frumento ma anche farro, avena , kamut, mais, miglio, orzo, riso e segale. Per favorire un buon transito intestinale puoi consumarli integrali che oltre a essere ricchi di fibre contengono minerali e vitamine. Consumare cibi secchi. I cibi secchi e poveri di acqua come biscotti, cracker, riso , pane e grissini assorbono il contenuto acido dello stomaco eliminando quella sgradevole sensazione di bruciore. Per quanto riguarda il pane, la crosta è la parte più digeribile dell'alimento a differenza della mollica che è la porzione con maggiore lievito e quindi più difficile da digerire. Utilizzare il limone: i cibi marinati sono più facili da digerire perché l'acido citrico predigerisce le proteine degli alimenti che risulteranno molto più leggeri agli occhi del nostro stomaco. Masticare lentamente, la fretta e i bocconi veloci non aiutano lo stomaco perché costretto ad aumentare la produzione acida per digerire i cibi, masticare lentamente facilita la scomposizione del cibo già nella bocca. Ricapitolando: Fare piccoli pasti Consumare frutta e verdura Consumare i cereali Consumare cibi secchi Utilizzare il limone Masticare lentamente Cibi da evitare e che favoriscono l'acidità Ci sono cibi e bevande che aggravano il bruciore di stomaco. Un vecchio rimedio della nonna recitava di bere un bicchiere di latte ogni volta che si avverte un bruciore in gola, in realtà è vero solo in parte. I latticini in generale stimolano una ulteriore sintesi di acidi gastrici che potrebbero far aumentare il senso di acidità e l'infiammazione, il latte è l'unico che non fa aumentare il fastidio sempre che venga consumato a temperatura ambiente e non si soffra di intolleranze. Il latte caldo invece è da evitare perché dentro lo stomaco, a contatto con i succhi gastrici tende a cagliare diventando molto difficile da digerire e aumentando la sensazione agre in bocca. Vanno evitati i i cibi gastro-irritanti come: caffeina; cibi molto speziati e piccanti; cioccolata; tè; succhi di frutta; pomodori; peperoni; agrumi. I cibi molto grassi causano spesso mala digestione e vanno evitati come la carne rossa che per essere elaborata necessita di un forte aumento dei succhi gastrici. Evitare i cibi fritti o il cibo di strada con olio rifritto e preferire sempre le cotture al forno e al vapore. Evitare bibite gassate e chewing gum, poiché aumentano la secrezione di succhi gastrici e l'introduzione di aria nello stomaco. Vietati alcool e fumo Farmaci per il bruciore di stomaco in gravidanza Quando l'acidità in gravidanza diventa molto forte si posso utilizzare delle formulazioni antiacide a a basso contenuto di sodio come il Maalox Il Maalox è l'unico farmaco antiacido che non ha controindicazioni in gravidanza e come suggerito dall'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) rappresenta una medicina sicura. Maalox è a base di Idrossido di Magnesio ed Idrossido di Alluminio, principi attivi che reagiscono con l'acido cloridrico dello stomaco neutralizzando l'acidità gastrica che causa il bruciore di stomaco, in sostanza diminuisce la quantità di acido prodotto dallo stomaco alleviando disturbi come bruciore, reflusso e la sensazione di acidità alla bocca dello stomaco lamentata dalle gestanti. E' disponibile in vari preparazioni farmaceutiche come sospensione e compresse. Quindi per essere più chiari il Maalox in gravidanza si può prendere. MAMMAMATHER Ostetricia e ginecologia tascabile #brucioredistomacoingravidanza #brucioredistomacoingravidanzarimedi #brucioredistomacogravidanza #aciditàingravidanza #aciditàingravidanzarimedi #reflussoingravidanza #pirosingravidanza
- Fattore Rh in gravidanza e test di Coombs per l' incompatibilità materno fetale
Il fattore Rh in gravidanza e il test di Coombs sono esami che determinano l' eventuale incompatibilità materno fetale del gruppo sanguigno che necessita la somministrazione di immunoprofilassi anti D Fattore Rh positivo Rh negativo e gruppo sanguigno Il fattore Rh in gravidanza, unitamente al gruppo sanguigno e al test di Coombs sono tra i primi esami previsti dal Sistema Sanitario Nazionale a cui sottoporsi nel corso delle prime settimane di gestazione, vediamo perché sono così importanti. Sulla superficie dei globuli rossi ci sono dei marcatori chiamati anche o antigeni. I due principali identificati finora sono l’ antigene A e l’ antigene B. Quanti sono i gruppi sanguigni? I gruppi sanguigni dipendono dalla presenza o dall’ assenza degli antigeni A e B sulla superficie dei globuli rossi. Se è presente solo l’ antigene A sui globuli rossi il sangue è del gruppo A . Se è presente solo l’ antigene B il sangue è del gruppo B. Se sono presenti entrambi gli antigeni il sangue è del gruppo AB. Se non c’è nessuno dei due antigeni , il sangue è del gruppo 0. L’ organismo produce anticorpi contro gli antigeni A e B, se questi non sono presenti sulla superficie dei globuli rossi. Ad esempio se il sangue è di gruppo A il soggetto ha gli anticorpi contro l’ antigene B, mentre se il sangue è del gruppo B, il soggetto ha gli anticorpi contro l’ antigene A. Da qui avremo i gruppi 0 Rh positivo 0 Rh negativo A Rh positivo A Rh negativo B Rh positivo B Rh negativo AB Rh positivo AB R h negativo La presenza degli antigeni serve a capire qual’ è il gruppo sanguigno e quale tipo di sangue può ricevere il paziente senza problemi. Il secondo antigene importante identificato sulla superficie dei globuli rossi è il fattore Rh. Se il fattore Rh è presente, il sangue è Rh + ( Rh positivo). Se il fattore Rh non è presente , il sangue è Rh – ( Rh negativo). Fattore Rh in gravidanza e i gruppi sanguigni L’ esito del gruppo sanguigno con fattore Rh serve a capire quale tipo di sangue può essere trasfuso al paziente senza creargli problemi e in gravidanza serve a determinare l' eventuale presenza di incompatibilità materno fetale. I problemi di incompatibilità materno-fetale più frequenti dipendono soprattutto dal fattore Rh. Se i genitori sono entrambi Rh positivi o entrambi Rh negativi non vi sono problemi, le complicanze possono esserci se la madre è Rh negativo e il padre Rh positivo. Infatti, se il feto eredita dal padre il fattore Rh positivo (50% di probabilità), la madre potrebbe sviluppare un’immunizzazione, ovvero cominciare a produrre anticorpi contro il feto. Questo potrebbe accadere se avviene un contatto tra il sangue fetale e il sangue materno cosa che tipicamente può succedere al momento del parto ma anche prima, ad esempio in occasione di esami invasivi come amniocentesi o villocentesi. Le conseguenze dell' immunizzazione materna sono la distruzione dei globuli rossi del feto, una condizione chiamata malattia emolitica fetale-neonatale, che può anche portare alla morte in utero del bambino. Il test di Coombs individua gli anticorpi presenti sulla superficie dei globuli rossi. Sulla superficie dei globuli rossi sono presenti particolari strutture chiamate antigeni. Abbiamo visto quelli che servono a determinare il gruppo , ma un’ altro antigene importante è il D, che è usato nella tipizzazione Rh . Se l ‘ antigene D è presente il sangue è Rh +, Rh positivo Se l' antigene D non è presente il sangue è Rh -, Rh negativo Risultato test di Coombs Se il test di Coombs è positivo, significa che ci sono gli anticorpi attaccati ai globuli rossi e più l’ esame è positivo maggiore è la quantità di anticorpi presenti. Se l’ esito del Coombs è negativo è altamente probabile che non ci siano anticorpi sulla superficie dei globuli rossi. Questo esame è particolarmente importante per le madri Rh negativo in quanto, se il figlio fosse RH positivo potrebbe sviluppare antigeni contro i globuli rossi del bambino che a sua volta potrebbe sviluppare la malattia emolitica del neonato Durante la gravidanza le madri Rh negativo sono sottoposte mensilmente al Test di Coombs per rilevare precocemente la presenza di anticorpi. Immunoprofilassi anti D: quando va fatta L'immunoprofilassi anti-D consiste nella somministrazione di immunoglobuline specifiche contro il fattore Rh che impediscono la produzione di anticorpi materni contro i globuli rossi del feto. Alle donne Rh negativo deve essere somministrata immunoprofilassi anti-D massimo 72 ore dopo il parto per evitare che durante il parto l' incontro tra il sangue materno e quello fetale possa provocare la produzione di anticorpi , quindi immunizzazione materna, che determinerebbero un problema per le gravidanze future. L' immunoprofilassi anti-D viene somministrata anche in seguito di minaccia d' aborto amniocentesi villocentesi in tutte occasioni in cui il sangue fetale potrebbe mescolarsi con quello materno. Negli ultimi anni in Italia, come già accade in altri paesi, si somministra l' immunoprofilassi di routine a 28 30 settimane per tutte le donne Rh negativo, pratica suggerita dalle Linee guida per la gravidanza fisiologica del Ministero della Salute. Si effettua in quanto si è osservato che un consistente numero di donne Rh negativo produce anticorpi per feto Rh positivo già nel terzo trimestre di gravidanza quindi si preferisce una somministrazione precoce oltre che quella dopo il parto. Fattore Rh negativo e aborto Nei casi di aborto con madre Rh negativo con o senza raschiamento sarà necessaria la somministrazione di immunoprofilassi anti D per evitare l' immunizzazione materna e le eventuali complicanze nelle gravidanze successive. 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- Sport in gravidanza: esercizi risveglio muscolare
Lo sport in gravidanza e fare attività fisica fa sempre bene e gli esercizi di risveglio muscolare sono ottimi per iniziare la giornata alla grande. Risveglio muscolare Lo sport in gravidanza e gli esercizi per il risveglio muscolare sono finalizzati a risvegliare i muscoli e il cervello al mattino, ma anche a contrastare il cattivo umore. In gravidanza lo sport è utile per sciogliere le tensioni muscolari spesso causate da un sonno frammentato e poco ristoratore, spesso aggravato dall'incapacità di trovare una comoda posizione di riposo con il pancione. Come suggerisce il Ministero della Salute gli esercizi di risveglio muscolare e la ginnastica in gravidanza aiutano a stimolare le capacità fisiche ed intellettuali di tutto l'organismo e ad eliminare le tossine che normalmente si accumulano E’ stato dimostrato che praticare il risveglio muscolare ogni mattina aiuta a mantenersi sani e in salute ed è consigliato a tutte le età: bambini giovani e anziani. Sport in gravidanza ecco come iniziare Duna Mattarino ha creato un programma di sport in gravidanza con esercizi di risveglio muscolare mattutino da fare comodamente a casa per iniziare la giornata con buon umore, infatti quando si fa attività fisica vengono prodotte le endorfine, degli ormoni che ci fanno sentire felici e di buon umore Gli esercizi, come suggerisce la scimmia yoga possono essere praticati comodamente a casa sarà solo necessario avere un tappetino e della musica rilassante . Il risveglio muscolare va eseguito 30- 40 minuti dopo esserci alzati dal letto, questo per permettere ai dischi intervertebrali di recuperare il loro spessore nella stazione eretta. Esercizi di risveglio muscolare E allora iniziamo insieme a fare attività fisica anche in gravidanza. Esercizi : seduta su un tappetino o in una coperta per isolarci dal pavimento, con la schiena ben dritta e mani in appoggio laterale, portiamo le gambe prima da un lato e poi dall’altro con dolcezza in modo da riattivare tutti i muscoli. Per chi ha una pancia ben evidente può fare l'esercizio con le gambe divaricate. Esercizio : incrociare le gambe e posizionarsi seduta con gli ischi a terra. Poggiando una mano lateralmente alzare il braccio flettendolo dall’ altro lato. L’esercizio va eseguito lentamente e con fluidità Esercizio : con le mani poggiate sul pavimento praticare delle piccole circonduzioni prima con le spalle e poi con le braccia, una volta finita una sequenza cambiare il senso, prima in avanti, poi indietro. Esercizio : allungamento spalle e braccia con mani congiunte che si baciano. Esercizio : concludi la serie di esercizi ripetendo il primo esercizio. Durante gli esercizi di risveglio muscolare coordinare la respirazione facendo degli inspiri e degli espiri profondi in modo da ossigenare tutto il corpo. Ogni esercizio va effettuato con una serie da 15 volte ma se ci si sente stanche o per iniziare si può fare 8 volte Benefici del risveglio muscolare e dello sport in gravidanza E’ stato ampiamente dimostrato che gli esercizi di risveglio muscolare aiutano a mantenere il corpo in salute , non solo fisica ma anche mentale. Non a caso i cinesi, il popolo più longevo del mondo hanno antiche e radicate tradizioni in merito a questa pratica e gli esercizi vengono eseguiti con costanza da tutta la popolazione di qualsiasi età. I programmi scolastici e le pause di lavoro prevedono momenti di sport di pochi minuti che risvegliano i muscoli ed eliminano le tensioni. Benefici dello sport in gravidanza Meno stress Andare sempre di corsa senza concedersi dei momenti per se stessi nel tempo genera stress su fisico e mente. Iniziare concedendosi un momento piacevole nel tempo ha numerosi benefici. Iniziando il risveglio muscolare via via diventerà un rituale indispensabile per iniziare la giornata e quando non praticato farà sentire il suo bisogno. Di giorno in giorno si possono sperimentare nuovi esercizi e aumentare la durata della sessione. Un corpo tonico Gli esercizi oltre a essere un balsamo per i muscoli aiutano a raggiungere una forma fisica più tonica. Fatti con costanza permettono ai muscoli di diventare più tonici e belli con un guadagno non solo in salute ma anche in bellezza. Aiuta il transito intestinale. La vita sedentaria rallenta il metabolismo e il transito intestinale, non a caso una delle complicanze della sedentarietà è la stitichezza. Praticare sport in gravidanza riattiva il corpo con benefici sul transito intestinale e sul metabolismo, eliminando tossine e bruciando calorie. Duna Mattarino : Tecnico di II Livello di Ginnastica Posturale e Ginnastica per la Gravidanza Asi-CONI, laureanda in Scienze Motorie e Sportive; operatrice D.B.N. (Discipline Bio-Naturali). Opera a Roma, collaborando con più realtà quali Studi Privati e Associazioni Sportive, ove è responsabile dei corsi collettivi e delle sedute individuali sia per la Ginnastica Posturale che per l'Attività Fisica in Gravidanza. EQUICHARME - Equilibrio per il Benessere è la sua piccola e gioiosa dimensione ove con piacere mantiene attiva la comunicazione interpersonale con le persone che la seguono. Per rendere possibile tutto ciò anche a distanza, ha attivato lezioni on-line sia di gruppo che individuali per Posturale, Ginnastica in Gravidanza, Recupero Post-Parto e Postural Fit. segui Duna Mattarino su Facebook segui Duna Mattarino su Instagram NEGOZIO MAMMA MATHER #maldipiedi #doloreaipiedi #tacchiedolore #maldipiedidatacchi #piedisani #doloreplantare #prodottiperlacurdeipiedi #prodottiperpiedi #consigliprodotti #mammamather
- Villocentesi: quando farla, come si esegue e i rischi
La villocentesi è un esame invasivo della gravidanza che consiste nel prelievo di un campione di villi coriali della placenta per essere analizzati e rilevare eventuali anomalie fetali. Vediamo insieme: Perchè si esegue e quando si esegue Come viene eseguita la villocentesi Vantaggi e svantaggi della villocentesi Il prelievo dei villi coriali fu effettuato per la prima volta in Cina nel 1970 e ancora oggi viene eseguito con lo scopo di fornire notizie fetali su: anomalie cromosomiche errori congeniti del metabolismo analisi del DNA per la ricerca di emoglobinopatie malattie congenite associate al cromosoma X ed altre patologie su base genetica, il sesso del feto Perchè si esegue e quando si esegue La villocentesi è una procedura invasiva che permette di prelevare frammenti di tessuto coriale , ossia un piccolo campione di villi dalla placenta in fase di sviluppo. Si effettua generalmente tra la 10 a settimana e la 14 a settimana quindi in una fase molto precoce della gravidanza in modo da diagnosticare tempestivamente non solo malattie cromosomiche ma anche altre forme di malattie genetiche come talassemie, emofilia, fibrosi cistica etc nei casi in cui c'è il rischio che il feto possa esserne affetto. Questo tipo di indagine viene proposta in tutti quei casi in cui esiste un elevato rischio di anomalie cromosomiche fetali , per esempio un aumentato rischio di patologia cromosomica in base ai test di screenin ,( bitest e traslucenza nucale), un rischio familiare di particolari malattie , un precedente figlio affetto da anomalia cromosomica, oppure in coppie a rischio per malattie genetiche come talassemia, emofilia, fibrosi cistica. La procedura è gratuita in tutti i casi in cui vi è un rischio aumentato di patologie Come viene eseguita la villocentesi Viene eseguita in posizione sdraiata e la tecnica è invasiva . Primo passo della procedura è determinare l’ età gestazionale e localizzare la placenta mediante ecografia. Viene eseguita una piccola anestesia locale e su questo punto viene introdotta una sottile cannula aspiratrice sempre sotto controllo ecografico. Una volta che la punta dell' ago è arrivata sui villi si inizierà l' aspirazione , la sacca che contiene il bimbo non verrà mai toccata. L' aspirazione dura pochi secondi quindi si estrae la cannula e si conservano i villi in provetta . Una volta terminata la procedura viene ricontrollato il battito fetale . Vantaggi e svantaggi della villocentesi Il vantaggio della tecnica è che può essere praticato ad un’ epoca gestazionale molto precoce e dare risposte più rapide in caso di sospetta malattia fetale. I rischi della metodica sono soprattutto rappresentati dall’ aborto ed infezione endouterina . Le Linee guida per una gravidanza fisiologica del Ministero della Salute citano un rischio di perdita fetale pari al 2%. Secondo il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists del Regno Unito , il rischio è dell’1-2%. Per l’ American College of Obstetricians and Gynecologists la stima è più bassa, con una perdita ogni 300-500 procedure. Mammamather ostetricia e ginecologia tascabile LISTA COMPLETA DEGLI ACQUISTI clicca qui COME PREPARARE LA BORSA PER IL PARTO clicca qui DONAZIONE DEL SANGUE CORDONALE clicca qui SESSUALITA' IN GRAVIDANZA clicca qui CIO' CHE TI SERVE PER LO SVEZZAMENTO. clicca qui PER SCOPRIRE TUTTE LE CULLE CLICCA QUI PER SCOPRIRE PRODOTTI UTILI PER LA NANNA CLICCA QUI PANNOLINI MIGLIORI PER TE clicca qui LISTA COMPLETA DEGLI ACQUISTI clicca qui PER SAPERNE DI PIU' SUL PARTO clicca qui PER SAPERNE DI PIU' SU COMEE PREPARARSI AL PARTO clicca qui PER SAPERNE DI PIU' SULLA GINNASTICA PREPARATORIA AL PARTO clicca qui PER SAPERNE DI PIU' SU COSA SUCCEDE DOPO IL PARTO clicca qui TUTTE LE LEZIONI FITNESS accederai ai una sezione del blog sul fitness. clicca qui ALIMENTAZIONE SANA . accederai ad una sezione del blog mirata all' alimentazione sana con ricette ricche di gusto ma salutari. Un' alimentazione sana e bilanciata di aiuta a non prendere troppo peso in gravidanza. clicca qui
- Come e quando tagliare le unghie ai neonati: consigli
Molti neonati hanno le unghie lunghe e possono graffiarsi, vediamo i consigli su come e quando tagliare le unghie al neonato in sicurezza , se usare le forbici o la lima. Perchè è importante tagliare le unghie, le infezioni o micosi che vanno trattate. Quando tagliare le unghie al neonato Le neomamme si chiedono spesso quanto sia giusto tagliare le unghie al neonato e come farlo nel modo corretto. Per la verità ci sono molti bimbi che nascono con le unghie lunghe e toccandosi il viso rischiano di graffiarsi . In realtà nelle prime settimane il taglio delle unghie al neonato è sconsigliato dai pediatri perchè l' unghia è adesa alla pelle delle dita e con il taglio si rischierebbe di provocare un danno e nel peggiore dei casi provocare un' infezione o una micosi . Nei primi 20 giorni di vita quindi, è preferibile coprire le manine del neonato con delle muffole per evitare che si graffi il viso con le unghie , capisco che non sia bello da vedere, ma le unghie dei neonati nei primi giorni di vita sono delle cartilagini e un taglio potrebbe essere doloroso e provocare infezioni. Le muffole devono essere di materiale traspirante, prive di perline e decori staccabili e quindi digeribili dal bambino , meglio scegliere un modello semplice , in cotone e facilmente lavabile. Cosa usare per tagliare le unghie al neonato Dopo circa 20 giorni dalla nascita si nota che le unghie del neonato non aderiscono più alle dita e quindi si può procedere al taglio delle unghie . Alcuni bambini presentano le unghie sfaldate , anche in quel caso se notate che non aderiscono più alle dita si possono accorciare . Molte mamme si domandano cosa usare: limetta forbici tagliaunghie La limetta è un buon attrezzo per accorciare le unghie del bebè ma deve essere rigorosamente di cartone. Nei casi di unghie lunghe alla nascita si può provare ad limarle lievemente. Le forbici sono adatte al taglio ma devono essere forbici con le punte smusse e arrotondate e quindi essere adatte ai bambini, evitare rigorosamente di utilizzare forbicine appuntite o che vengono utilizzate da tutta la famiglia. Il tagliaunghie non è un attrezzo adatto ai neonati meglio utilizzarlo nei bambini più grandi. Come tagliare le unghie ai neonati passo passo Tagliare le unghie ai neonati è un' operazione molto semplice, che richiede pochi passaggi. Come detto devono passare almeno 20 giorni dalla nascita , il tempo necessario affinchè l'unghia non sia completamente adesa al dito. Un' altro consiglio è quello di effettuare l' operazione mentre il bambino dorme in modo che non opporrà resistenza con movimenti inaspettati. Se invece preferite eseguirla mentre il bebè è sveglio fatela subito dopo il bagnetto in modo che le unghie siano ancora più morbide . Tenete ben salda la mano del bambino mettendo in evidenza l' unghia da tagliare Eseguite un taglio dritto con le forbici , e non arrotondato. Il taglio non deve essere troppo profondo per evitare che si formino infezioni e micosi che potrebbero essere portate alla bocca del bambino. Il consiglio è di osservare bene le unghie prima di tagliare. Se notate che vi sono parti delle unghie che rimangono taglienti dopo il taglio limatele lievemente Perchè è importante tagliare le unghie del neonato Tagliare le unghie del bebè rientra tra le cure da effettuare regolarmente al piccolo. Le unghie dei bambini crescono velocemente e sotto le stesse si possono annidare germi e batteri che possono facilmente essere portati alla bocca. Il consiglio è di tagliarle ogni volta che l' unghia supera la punta del dito sia di mani che di piedi. E' necessario inoltre che il taglio sia dritto per evitare il rischio che l' unghia si inserisca tra la morbida pelle circostante causando unghie incarnite e infiammazioni. MammaMather ostetrica tascabile NEGOZIO MAMMA MATHER #tagliounghieneonati #unghieneonati #unghieneonato
- Nanna sicura del neonato: i 10 consigli per un sonno in sicurezza
La nanna del neonato è fondamentale per la corretta crescita. Un neonato con un sonno leggero o con un sonno disturbato o che non riesce ad addormentarsi può essere nervoso durante la giornata generando stanchezza nei genitori . Vediamo come creare un ambiente nanna sicuro dove far dormire il neonato, prevenire la SIDS o morte in culla , il cuscino nanna sicuro e i disturbi del sonno. Nanna sicura del neonato L’ ambiente nanna è uno dei temi che mi sta più a cuore. Nei miei tanti anni di lavoro ho visto neonati dormire ovunque e in qualsiasi posizione e spesso in condizioni di scarsa sicurezza. Mi duole dirlo ma questo è un argomento poco trattato e dove le future mamme non hanno molte conoscenza soprattutto su come organizzare bene l' ambiente nanna Il problema spesso sono i consigli dei nonni, dei parenti e degli amici che suggeriscono posizioni e ambienti nanna non idonei ad un neonato. Per trattare l’argomento dobbiamo tenere in considerazioni due fattori: la sicurezza del neonato che i neo-genitori nonostante tutto l’impegno possono avere dei momenti di distrazione derivati dalla stanchezza. Dove deve dormire il neonato per prevenire la SIDS Alcune donne i primi giorni dopo il parto decidono di far dormire il neonato nel letto matrimoniale. Sicuramente questa pratica ha dei vantaggi ad esempio l' allattamento notturno sarà piu' semplici da gestire ma non bisogna scordare che il Ministero della Salute e i pediatri la sconsigliano vivamente questa pratica soprattutto per prevenire la morte in culla. Meglio quindi sistemare una culla che si aggancia al letto matrimoniale oppure utilizzare un riduttore da neonatale da sistemare il neonato tra i genitori. Quattro opzioni per ogni esigenza. Spostare la culla nella camera da letto, se ci sono problemi di spazio sostituire la culla con una cesta che andrà cambiata quando il bambino raggiunge i 7 kg. La culla andrà sistemata con un materasso delle giuste dimensioni e la biancheria deve essere senza troppi pizzi che potrebbero graffiare il bambino. Il paracolpi deve avere lacci per essere saldamente fissato alle sponde, non utilizzate cuscini che in momento di disattenzione potrebbero far soffocare il bambino. Si può pensare di utilizzare una culla a tre lati, con un lato aperto e fissato nel lettone. La culla deve essere fissata in sicurezza e sistemata con della biancheria esclusiva per il neonato e non con le coperte del letto matrimoniale. Usare un lettino da campeggio. Il lettino da campeggio è una struttura pieghevole adatta un neonato. E’ comodo perché in seguito potrà essere usato come recinto per far giocare il bambino. Porta enfant, tantissimi neonati riescono a dormire profondamente anche nel porta enfant quindi potrebbe essere valutata l’opzione di sistemarlo lì nei primi giorni di vita. Per i sonnellini brevi le braccia dei genitori sono sicuramente il posto più delicato e confortevole per un neonato ma attenzione durante questa pratica non addormentatevi anche voi. Una svista e il neonato potrebbe cadere, assumere una mal-posizione o addirittura soffocare. Se siete stanchi sistemate il neonato nel suo spazio nanna. Vediamo insieme I 10 consiglio o buone pratiche suggerite dal Ministero della Salute per prevenire la morte in culla e assicurare una nanna in sicurezza. I 10 consigli per la nanna sicura del neonato Il neonato deve essere messo a dormire in posizione supina a pancia in su sin dai primi giorni di vita e dovrebbe dormire in culla o nel lettino, meglio se nella stanza dei genitori. Fate affidamento alle raccomandazioni Ministeriali ed evitate di posizionare il neonato di fianco o a pancia in giù. L'ambiente non deve mai essere eccessivamente caldo. Evitate fonti di calore dirette al neonato come stufe, termoconvettori o altri dispositivi riscaldanti. La temperatura ambientale dovrebbe essere mantenuta attorno ai 20 gradi, mettete un termometro nella stanza dove dorme in bebè in modo da essere sicuri della temperatura. Da evitare anche l’eccesso di vestiti e di coperte pesanti che possono far sudare il piccolo, il modo migliore per valutare se il bebè sente caldo o freddo è toccando il suo collo, se dovesse essere sudato meglio alleggerirlo. Le mani non sono un buon indicatore della temperatura corporea del neonato. Il materasso deve essere della misura esatta della culla/lettino e non eccessivamente soffice. Assicuratevi di scegliere la culla giusta e sicura dove far dormire il neonato. Va evitato di far dormire il neonato sopra divani (anche per il pericolo di cadute), cuscini imbottiti, trapunte o comunque avendo vicino oggetti soffici quali giocattoli di peluche o paracolpi per evitare anche il pericolo dell’ingestione di corpi estranei; Il bambino deve essere sistemato con i piedi che toccano il fondo della culla o del lettino in modo che non possa scivolare sotto le coperte; va evitato l’uso del cuscino La condivisione del letto dei genitori ,bed sharing, è da evitare, piuttosto meglio posizionare una culla che si aggancia al letto matrimoniale, in modo che il bebè abbia uno spazio sicuro a lui dedicato. L'ambiente deve essere libero da fumi compreso il fumo passivo, aerare i locali dove ci sono fumi prima di mettere a riposo il neonato. L'uso del succhiotto durante il sonno, raccomandato in alcuni paesi, può avere un effetto protettivo, sulla SIDS o morte in culla in ogni caso va proposto dopo il mese di vita , per non interferire con l’inizio dell’allattamento al seno, e sospeso possibilmente entro l’anno di vita per evitare che disturbi il buon sviluppo dei denti . Mammamather ostetrica tascabile NEGOZIO MAMMA MATHER
- Autosvezzamento quando e come iniziare
Dall' allattamento al divezzamento Dalla nascita fino al sesto mese di vita del neonato l’ OMS raccomanda un’ alimentazione costituita esclusivamente da latte, in quanto in grado di soddisfare tutte le esigenze di crescita del bambino. Man mano che il lattante cresce comincerà a guardarsi intorno e a essere interessato ai cibi veri e propri, quelli che vede mangiare a mamma e papà. Il bambino invia dei segnali che è pronto per passare da un' alimentazione lattea ad una semi-solida e poi solida, comincerà a seguire con lo sguardo i cibi dei genitori o a guardarli con insistenza portandosi le mani alla bocca. Alcuni bambini provano addirittura a prendere con mani il cibo nel piatto dei genitori per assaggiarlo. I segnali che il neonato è pronto per lo svezzamento: riesce a tenere su la testa; riesce a stare seduto; mostra interesse verso il cibo dei grandi. In questo caso il lattante è pronto per il divezzamento ossia lo svezzamento e quindi il passaggio da un’alimentazione liquida ad una solida. Autosvezzamento cos’è Dopo il 6 mese di vita il neonato ha esigenze di crescita maggiori e quindi è necessaria l’ introduzione una dieta che le soddisfi. Con il solo latte non è più sufficiente a garantire l’ apporto energetico , le proteine , il ferro, lo zinco e le vitamine di cui il bebè ha bisogno quindi vengono introdotti alimenti che colmino queste carenze, come detto questo processo è chiamato divezzamento. Lo svezzamento tradizionale prevede l’ introduzione di alimenti nella dieta del neonato secondo un ordine ben preciso e presentati in forma semi liquida, la pappina per intenderci. L’ autosvezzamento è una forma di alimentazione complementare in cui vengono presentati al bambino dei cibi senza seguire un’ alimentazione particolare ma lasciando che il bambino si svezzi da solo. Autosvezzamento come iniziare Non c’è una regola che valga per tutti i bambini, ciascun bambino manderà i segnali che è pronto all’alimentazione complementare a richiesta e mostrerà curiosità verso i cibi tendando di imitare gli adulti L’ allattamento al seno o l' allattamento artificiale rimangono la base alimentare del bambino e pian piano si inizia a fargli assaggiare i cibi di mamma e papà senza preparazioni ad hoc per lui. In pratica il bebè viene messo a tavola con i genitori e la famiglia con un piattino contenente le pietanze dei genitori, ovviamente evitando cibi piccanti e non adatti ai bambini, presentati con dei tagli sicuri per l’ autosvezzamento. Il bambino potrà prendere con le mani i cibi e portarli alla bocca ed in questo imparerà ad assaporare i diversi gusti e sapori e allo stesso tempo si sentirà partecipe della vita familiare. 8 regole di autosvezzamento Vi sono delle regole da seguire per un autosvezzamento sicuro, vediamo quali sono: Tenere il bambino a tavola con i genitori nel seggiolone o nel seggiolino da tavolo non appena è in grado di stare seduto; Alimentare con solo latte fino al compimento dei 6 mesi, come raccomanda l’ Organizzazione Mondiale della Sanità , il Ministero della Sanita e l’ Unicef; Aspettare che il bambino mostri interesse verso il cibo magari tentando di raggiungerlo con le mani o con uno sguardo sostenuto e continuo verso il cibo a tavola; Soddisfare le sue richieste di assaggio del bambino sempre ed ovunque , purchè sia cibo idoneo a descrizione dei genitori; Smettere gli assaggi se il bambino non ne richiede o se la famiglia si è alzata da tavola concludendo il pasto; Non cambiare i ritmi e la durata dei pasti dei genitori, in questo modo il bambino imparerà e acquisirà il le abitudini dei genitori; L’ allattamento al seno a richiesta prosegue fino a quando la mamma e il bambino saranno d’ accordo a continuarlo; Presentare al bambino cibi che abbiano un taglio sicuro per prevenire il soffocamento. Autosvezzamento ricette Contrariamente a quanto si crede il neonato a 6 mesi è pronto ad introdurre cibi solidi, si è conclusa la maturità intestinale e il sistema neurologico è in grado di afferrare, masticare e deglutire in maniera coordinata. Non esistono modelli alimentari giusti o sbagliati semplicemente il bambino deve essere introdotto al cibo in un’ ottica di alimentazione sana corretta. Si possono offrire tranquillamente i cibi che consuma la famiglia semplicemente cucinando leggero, evitando alimenti fritti, grassi, salati zuccherati, precotti o preconfezionati. La dieta mediterranea e la piramide alimentare sono un buon esempio di alimentazione adatta all’autosvezzamento. Non c’è motivo di fare una distinzione per cibo per grandi o piccoli, basterà offrirlo in piccole quantità e facilmente afferrabili. Sembra strano pensare di dare i fusilli al pesto ad un neonato di 6-8 mesi ma sono in gradi di digerirle. Le ricette autosvezzamento sono adatte non solo al bambino ma a tutta la famiglia, quindi possiamo offrire Verdure lesse Pasta Pezzetti di carne Verdure cotte e crude Autosvazzamento e rischio di soffocamento È una delle paure più grandi dei genitori, che il bambino si soffoca, in realtà se i cibi sono presentati tagliati correttamente e sempre con un’ adulto a vigilare non sono pericolosi. Il neonato a sei mesi ha un forte sviluppo del riflesso faringeo che in caso di rischio di soffocamento provoca uno stimolo da parte del palato molle o della parte bassa della lingua un conato impedendo ai corpi estranei di entrare in gola. Se notate questo stimolo non vuol dire che il neonato sta soffocando ma che sta sperimentando i sapori del cibo e imparando a deglutirlo correttamente. Leggi anche : perchè il colostro è così prezioso Segni di soffocamento nei bambini Non emette suono; Tossisce e sussulta e prova a respirare o ad eliminare l’ ostruzione; Il bambino emette una rumore lieve simile allo squittio sottovoce per comunicare che è in difficoltà. Segni di conato nei bambini Il bambino muove il cibo in avanti come per vomitare, e spesso lo fa; Gli occhi lacrimano; La lingua è spinta in avanti fuori dalla bocca. Tagli sicuri autosvezzamento I bambini autosvezzati non vengono imboccati dalla mamma ma usano le mani per prendere il cibo e portarlo alla bocca, quindi devono esser presentati adatti alla presa palmare. I cibi vanno tagliati a bastoncino in modo da non provocare soffocamento. NEGOZIO MAMMA MATHER #svezzamento #autosvezzameno #ricetteautosvezzamento #taglisicuri #divezzamento
- Manovre di disostruzione delle vie aeree nel neonato: prevenzione e primo soccorso
Ostruzione vie aeree Prevenzione ostruzione vie aeree Cosa fare in caso di ostruzione delle vie aeree ostruzione parziale e ostruzione completa Manovra di disostruzione delle vie aeree L’ostruzione delle vie aeree nei lattanti è un’evenienza che preoccupa molto i genitori, rappresentando una delle più grandi paure poiché non è semplice aiutare dei bambini così piccoli. Il lattante è, per definizione, un bambino che ha un’età compresa fra le quattro settimane e l’anno di vita; proprio questo periodo rende il bambino esposto a numerosi pericoli che possono portare all’ostruzione delle vie aeree. I lattanti hanno da poco imparato la deglutizione, ma devono ancora perfezionarla, la loro muscolatura ed i loro organi stanno continuando il loro processo di sviluppo e crescita che hanno iniziato nella vita intrauterina, si avviano allo svezzamento e devono imparare la masticazione, infine molte volte esplorano il mondo che li circonda portando gli oggetti in bocca. Prevenzione dell’ostruzione delle vie aeree nei lattanti Prevenire è, come sempre, meglio che curare e la prevenzione dell' ostruzione delle vie aeree nei neonati passa per le diverse tappe di sviluppo: i bambini così piccoli devono sempre essere sorvegliati attentamente mentre mangiano; non bisogna mai far mangiare i bambini mentre dormono o quando sono molto assonnati, perché potrebbero addormentarsi con il cibo o il latte in bocca e soffocarsi al risveglio o durante il sonno; nella fase dello svezzamento il cibo deve essere presentato sempre in piccole porzioni, bisogna assicurarsi che i giochi non abbiano piccole parti staccabili che possano essere inalate o ingerite e che, preferibilmente, non portino in bocca gli oggetti, qualsiasi sia la loro dimensione. Questi e molti altri piccoli accorgimenti possono ridurre l’incidenza dell’ostruzione delle vie aeree nei lattanti. Cosa fare in caso di ostruzione delle vie aeree Nonostante le precauzioni l’ ostruzione delle vie aeree nel lattante può comunque capitare e bisogna conosce i comportamenti da mettere in atto per risolverla nel più breve tempo possibile. Innanzitutto, è necessario distinguere se si tratta di un’ostruzione parziale o completa. Non bisogna mai scuotere il bambino afferrandolo dai piedi, perché si rischiano gravi e seri danni al sistema nervoso centrale. Ostruzione parziale In caso di ostruzione parziale il bambino riuscirà a tossire in maniera efficace e presenterà un colorito roseo della cute, bisognerà dunque posizionare il bambino seduto su una superficie rigida e piana come quella di un tavolo sostenendo la schiena. Ostruzione completa Se la situazione dovesse degenerare e l’ostruzione diventare completa o se l’ostruzione dovesse presentarsi in maniera completa (il bambino si presenterà pallido e non riuscirà a respirare) bisogna immediatamente intervenire in maniera rapida e decisa. La prima cosa da fare è chiamare aiuto, allertare il 112 e seguire scrupolosamente le loro indicazioni. Nel caso di un lattante è necessario sedersi in punta su una sedia, scoprire il petto e la porzione superiore del bambino, afferrarlo con una mano sotto la bocca (che deve restare sempre libera), stenderlo a pancia in giù lungo il braccio, la cui mano è posizionata sotto la bocca, e posizionare il braccio, con il bambino sopra, lungo la coscia, che dovrà essere inclinata leggermente verso il basso, infine con il palmo dell’altra mano colpire in maniera decisa il centro della schiena andando verso le spalle per cinque volte. Generalmente è possibile che il corpo estraneo venga espulso con queste manovre che in alcuni casi però possono non essere sufficienti; in tal caso sarà necessario afferrare il bambino per la testa (dietro la nuca) e passarlo sull’altro braccio, posizionare questo braccio (che terrà il bambino a pancia in su) sull’altra coscia (la testa del bambino deve sempre essere diretta verso il basso), posizionare l’indice e il medio della mano libera sul petto del bambino (sul centro della linea immaginaria che unisce i due capezzoli, è necessario assicurarsi che le dita poggino sulla porzione completamente dura e piana del petto e che non siano sulla pancia o sulle coste) ed eseguire cinque compressioni, schiacciando il petto con le dita dall’alto verso il basso. Se le vie aeree non si libereranno ancora, sarà necessario rivolgere nuovamente il bambino a pancia in giù sull’altro braccio e ripetere da capo le manovre. Nel caso in cui il bambino perdesse conoscenza sarà necessario iniziare le manovre di rianimazione. È di fondamentale importanza chiamare immediatamente aiuto, allertare il 112 ed eseguire scrupolosamente le indicazioni dell’operatore. Per i neogenitori, i futuri genitori e tutti coloro che passano molto tempo a contatto con bambini, soprattutto così piccoli, è sempre utile se non indispensabile seguire un corso di primo soccorso pediatrico dove è possibile vedere e provare sui manichini queste manovre che possono salvare la vita ad un bambino di pochi mesi. Dott.ssa Federica Panebianco
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