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- Gravidanza e Pancia molle post parto naturale e cesareo? Come eliminarla e averla piatta
Pancia post parto? E' possibile tornare in forma con la pancia piatta dopo il parto? In questo articolo ti dirò come avviene l'involuzione uterina e i consigli per eliminare la pancia, tonificare i muscoli addominali e avere la pancia piatta sia dopo parto naturale che dopo taglio cesareo. Sommario Pancia dopo il parto Utero e pancia dopo il parto Pancia dopo parto naturale Pancia dopo parto cesareo Consigli per la pancia dopo gravidanza Consigli per una pancia piatta dopo il parto Prodotti che aiutano la pancia post gravidanza pancia dopo il parto Pancia dopo parto: molle, gonfia e rilassata Una delle domande che le donne che hanno partorito mi rivolgono più spesso è: “In quanto tempo la mia pancia tornerà come prima del parto?” Care ragazze, non esiste una regola comune, ciascuna donna ha un utero, una gravidanza, dei tessuti e dei muscoli diversi che risponderanno diversamente all'evento parto. L'addome per tornare tonico e piatto ha bisogno di tempo , la pancia e l’utero si sono modificati notevolmente per accogliere e far crescere il bambino e adesso la sinuosità addominale deve tornare come prima del parto. Utero e pancia post parto Subito dopo la nascita del bambino e la fuoriuscita della placenta, l’utero inizia un processo di involuzione per tornare alla condizione pre-gravidica. Dopo che la placenta si è staccata dalle pareti uterine, le fibre muscolari cominciano a contrarsi in modo da esercitare un’azione emostatica per i vasi sanguigni e non perdere troppo sangue. Le contrazioni uterine dopo il parto prendono il nome di morsi uterini , in cui i muscoli dell'utero si contraggono energicamente. In realtà questo dolore è protettivo perché evita una perdita eccessiva di sangue. Nelle 48-72 ore dopo il parto lo strato esterno delle pareti uterine viene espulso mediante la perdita di sangue dai genitali esterni chiamate lochiazioni. Le pareti uterine cominciano a risanarsi e verranno ricoperte da nuovo strato di tessuto fatta eccezione per il sito d’impianto della placenta che si completerà gradualmente in un tempo di sei settimane. Il sanguinamento dei vasi uterini più grandi nel sito d’impianto della placenta viene controllato dalla compressione esercitata dalle fibre muscolari uterine contratte. Questo processo di riparazione dell' utero dopo il parto è molto importante, infatti se questi lascia una cicatrice limiterebbe le possibilità di gravidanze future. Per approfondire: lochiazioni dopo il parto Pancia dopo parto naturale Con la diminuzione dei livelli degli ormoni estrogeno e progesterone il ventre inizia a diminuire e a snellirsi. Dopo 7 giorni dal parto il tessuto uterino si riduce del 50% e in 6 settimane torna alla sua dimensione iniziale. Verranno messi in moto dei meccanismi che permetteranno al grasso in eccesso di essere bruciato soprattutto se si allatta o si pratica ginnastica dolce. I fattori che facilitano il processo di involuzione uterina sono: il travaglio e il parto senza complicazioni; l’espulsione completa della placenta e delle membrane; l’ allattamento al seno ; la deambulazione precoce dopo il parto. Pancia dopo parto cesareo L' utero dopo il parto cesareo necessita di più tempo per la ripresa. Il processo di cicatrizzazione e l'involuzione uterina post chirurgia si completano in circa 3 mesi poiché deve saldarsi per bene la sutura uterina. In questo tempo è bene non praticare attività fisica che coinvolga direttamente il ventre che ancora si deve ben rimarginare a seguito del parto cesareo. Consigli per la pancia dopo gravidanza, come eliminarla Alcune donne riescono a tornare in forma dopo il parto e con la pancia piatta molto velocemente di altre, ma non è per tutte la stessa cosa. Ciascuna donna ha un proprio modo sia rispondere alle modificazioni ormonali della gravidanza, sia un diverso tipo di metabolismo, quindi non vi è un tempo standard per ritornare alla forma fisica che sia aveva prima della gestazione. Sicuramente ci sono dei fattori che possono influire sia negativamente sia positivamente sul benessere fisico e sulla velocità di tornare ad avere una siluette snella. Fattori che influenzano la perdita di pancia dopo il parto I chili presi in gravidanza: se avete preso molto peso in gravidanza ci vorrà più tempo per tornare in forma. Allattamento: le donne che allattano tendenzialmente perdono molto più facilmente e velocemente in peso in eccesso dopo il parto. Se si è al primo parto : ciascuna gravidanza ha un effetto jo-jo sui muscoli della parete addominale che inevitabilmente tendono ad indebolirsi con il numero delle gestazioni. Se si praticava sport prima del parto: le donne sportive riescono a ritornare più rapidamente in forma e con un migliore ripristino della simmetria addominale rispetto alle donne che non hanno mai praticato fitness. Dalla forma del corpo: la costituzione del corpo ha una grande importanza. Se prima della gravidanza si aveva una tendenza ad ingrassare sicuramente sarà più difficile smaltire i chili accumulati. Anche le donne con un fisico a pera hanno maggiore difficoltà a far dimagrire la pancia perchè il punto di accumulo dell' adipe è proprio il grembo. Dalla genetica: siamo le une diverse dalle altre. Consigli per una pancia piatta dopo il parto. Ribadito il concetto che ciascuna donna è unica e diversa vi sono dei comportamenti che agevolano una ripresa più veloce della forma fisica. Massaggia la pancia Massaggiare la pancia con crema idratante e antismagliature facendo dei movimenti circolari e continui che aiuteranno a restituire elasticità alla tua pelle. Consiglio di massaggiare il tessuto adiposo della pancia con delle creme specifiche che hanno un effetto tonificante e rassodante, come le la crema Collistar , Somatoline , Pancina o Rilastil che sono dei preparati adatti alla pancia post gravidanza. Bevi molta acqua Bere molta acqua per espellere i liquidi in eccesso. Bere acqua aiuta a purificare l'organismo agevolando una ottimale forma fisica. Fai movimento Fare delle lunghe passeggiate o ginnastica dolce anche in casa. Nell’atto del camminare vengono coinvolti i muscoli della parete addominale pertanto contribuirete a tonificarlo. La camminata ha un effetto positivo anche sull' umore che nel primo periodo post partum potrebbe essere più depresso a causa del baby blues. Cura la dieta e l'alimentazione Curare la dieta: mangiate alimenti freschi e digeribili evitando cibi grassi e ricchi di condimenti. Alla fine dell' articolo puoi scaricare la dieta specifica per il puerperio. Usa una crema antismagliature Se si hanno smagliature sulla pancia applica precocemente una crema specifica per l'inestetismo come la crema Somatoline per smagliature. Iniziare tempestivamente un trattamento specifico anti smagliature aiuterà a farle diventare meno rosse ed evidenti. Prodotti che aiutano l' addome e la pancia post gravidanza Crema Pancina per rassodare La crema Pancina è totalmente naturale e può essere utilizzata per tutta la gravidanza contribuendo ad elasticizzare la pelle e contrastare gli inestetismi favoriti dalla gravidanza. La sua formula è studiata per rispondere specificatamente alle esigenze della maternità e del post parto. Il complesso di minerali presenti nella crema Pancina idrata la pelle, senza ungerla e la presenza di glicoproteine ne aumenta notevolmente la penetrazione. La pelle appare soda, tonica ed elastica, senza il fastidioso prurito dovuto alla tensione della pelle. L' Aloe Vera presente nella formulazione della crema ha un' azione lenitiva naturale e dopo il parto favorisce l'elasticità e tonicità dei tessuti. La crema pancia aiuta a ritrovare la pancia piatta dopo parto. Skin care garantita! Collistar crema snellente per pancia flaccida dopo parto La crema snellente Collistar combina insieme due sostanze, il ganoderma lucidum e l' alga spirulina italiana il che vuol dire che la tua pelle sarà levigata, ricompatta, rimpolpata e rimodellata. La crema ha una consistenza appositamente studiata per consentire un facile e piacevole massaggio che stimola la microcircolazione, favorisce il drenaggio dei liquidi e incrementa l’efficacia dei principi attivi. Un prodotto davvero ottimo Crema rassodante Rilastil per la pancia flaccida dopo parto Rilastil accompagna la bellezza delle donne per tutta la gravidanza e nella delicata fase del puerperio. Nello specifico questa crema idrata e rassoda la pelle contrastando il rilassamento cutaneo post gravidanza. Se applicata con costanza e nel tempo riequilibra la pelle rendendola elastica e tonica. Rilastil da sempre risultati ottimali. Crema per le smagliature addominali Somatoline Le smagliature alla pancia dopo una gravidanza sono molto comuni e antiestetiche. Somatoline nel suo laboratorio ha creato questa meravigliosa crema per prevenire la comparsa delle smagliature e attenuare quelle recenti. L' elastina contenuta al suo interno rende la pelle più resistente all'attacco dell' elastasi, l'enzima responsabile della comparsa delle smagliature. La crema stimola la sintesi dell'elastina che ripara il danno cutaneo e attenua le smagliature rosse e di recente formazione migliorando l'elasticità e la compattezza della pelle. Essendo una formulazione totalmente naturale la crema Somatoline può essere utilizzata anche in gravidanza. Questa formulazione aiuta sicuramente a togliere la pancia dopo il parto. Siero notte concentrato snellente e anticellulite Collistar per eliminare la pancia dopo parto dormendo. Il siero Collistr è totalmente rivoluzionario perchè coniuga tre principi attivi che sfruttano il bioritmo del tessuto cutaneo. Grazie alla particolare concentrazione del prodotto bastano solo poche gocce per avere risultati rapidi e visibili. Con l'uso regolare e costante contrasta la pelle a buccia d'arancia, gli inestetismi della cellulite e gli accumuli di tessuto adiposo che nel tempo si fanno meno evidenti. Cara mamma, spero di esserti stata di aiuto, scegli il trattamento migliore per te a abbi cura del tuo corpo, ha fatto una cosa grande, ha messo al mondo un figlio. Mammamather ostetrica tascabile
- La pancera dopo il parto è utile si o no? Fascia o guaina o pancera servono davvero?
La gravidanza e il parto rappresentano momenti significativi e trasformativi nella vita di una donna, ma possono anche comportare sfide fisiche e psicologiche. Tra le tante domande che sorgono dopo il parto, una delle più comuni riguarda l'uso della pancera. Questo articolo si propone di esplorare l'utilità della pancera, analizzando se sia realmente un supporto efficace per il recupero post-partum. Ci concentreremo sulle diverse opzioni disponibili, come fasce, guaine e pancere, per capire se questi strumenti siano davvero necessari e quali benefici possano offrire. Attraverso un'analisi approfondita, cercheremo di fornire risposte chiare e utili per le neomamme che desiderano affrontare al meglio il loro percorso di recupero. Pancera dopo il parto: un argomento ricco di domande La pancera si o la pancera no dopo il parto? Meglio la guaina o la fascia? Quale pancera usare dopo il parto e dopo il taglio cesareo ? E' meglio usare una guaina contenitiva o una fascia elastica? La fascia post parto deve essere molto stretta? Se non metto la fascia contenitiva post parto la pancia non tornerà come prima ? fascia, guaina e pancera dopo il parto e taglio cesareo. Questi sono i classici dubbi che una donna appena diventata madre può avere riguardo all'uso della pancera post parto, essendo un tema molto controverso e con opinioni contrastanti. Le nostre madri e nonne suggeriscono di acquistare una guaina o fascia post parto in anticipo e di inserirla nella borsa da portare in ospedale per tornare in forma e ottenere una pancia piatta rapidamente. Tuttavia, una volta in ospedale, il personale sanitario consiglia il contrario e raccomanda di non indossarla. Facciamo chiarezza su quando e per quanto tempo utilizzare la pancera dopo il parto. Fasce guaine e pancere nel post parto, a cosa servono? La pancera è progettata per sostenere la parete addominale , svolgendo il compito che i muscoli addominali retti, obliqui e trasversi eseguono naturalmente: ovvero contenere gli organi interni all'interno dell'addome. Durante la gravidanza, i muscoli addominali si modificano per consentire all'utero in crescita di espandersi nella cavità addominale, allungandosi fino a 15 cm e creando una diastasi fisiologica . Questo tipo di diastasi è completamente normale e permette all'utero e al feto di crescere e svilupparsi. Dopo la nascita del bambino, l'utero si riduce progressivamente tornando alla dimensione iniziale, creando una diastasi fisiologica , ossia i muscoli retti rimangono separati. La parete addominale e quindi l'addome in generale, non è sostenuto come prima della gravidanza, così la pancia può apparire morbida, lassa e poco attraente. Questo fenomeno non deve preoccupare perché è del tutto normale, serve solo un po' di tempo affinché i muscoli retti si riavvicinino e recuperino il tono muscolare precedente alla gestazione. Questo rimodellamento avviene in 3-6 mesi. diastasi dei muscoli retti Pancera post parto si o no? Indossare la pancera dopo il parto offre un effetto estetico modellante , ma in realtà rallenta il recupero del tono muscolare degli addominali. È un paradosso, poiché la pancera, svolgendo una funzione di contenimento della parete addominale , simile a una cintura, impedisce ai muscoli addominali di lavorare, ostacolando così la loro tonificazione e il ritorno alla funzione di contenimento pre-gravidanza . La decisione di utilizzare una pancera o una guaina dopo il parto dovrebbe considerare il tipo di parto e la condizione dell'addome della mamma. Importanza della Scelta della Pancera per il Benessere del Pavimento Pelvico Post-Parto Un altro aspetto riguarda il benessere del pavimento pelvico e del perineo . Indossare una pancera stretta aumenta la pressione addominale, che si riflette verso il basso. Il pavimento pelvico subito dopo il parto è in una fase di grande debolezza , e la pressione esercitata dalla pancera potrebbe favorire l'insorgenza di incontinenza urinaria e prolasso. La scelta della pancera dopo la gravidanza deve essere fatta con molta attenzione, tenendo in considerazione fattori come il tipo di parto, naturale o cesareo, e eventuali precedenti interventi chirurgici in area addominale. Sicuramente, subito dopo il parto, la sensazione di lassità addominale non è piacevole, e l'uso di una fascia post-parto può offrire un notevole sollievo. Tuttavia, è importante non sceglierne una troppo contenitiva e stretta, anche se può avere un effetto modellante piacevole, specialmente sull'addome. Fascia o guaina post parto? La fascia e la guaina sono due cose differenti soprattutto per tessuto e contenzione della pancia. La guaina è generalmente di tessuto elastico e serve a dare sostegno a tutto l'addome, la fascia invece è costituita da delle stecche laterali che oltre a essere una cintura per l' addome sono un sostegno per la schiena soprattutto dopo il taglio cesareo. Pancera dopo parto naturale è utile si o no? La fascia e la pancera dopo un parto naturale non sono generalmente raccomandate, tranne in casi rari e specifici. Un'alternativa valida è l'uso di una mutandina di cotone a vita alta. Una guaina contenitiva o modellante post parto potrebbe ostacolare il recupero del tono muscolare addominale. Dopo un parto naturale, è consigliabile indossare uno slip a vita alta, poiché non comprime l'addome ma offre comunque una sensazione di comfort e supporto. Quindi, guaina post parto sì o no? Dopo un parto spontaneo, no; è meglio scegliere una mutandina a vita alta in cotone. Pancera dopo taglio cesareo Il parto cesareo richiede sicuramente un'attenzione speciale. In questa situazione, l'uso della fascia elastica post parto può risultare vantaggioso nei primi giorni dopo l'operazione , a condizione che sia regolabile e non eserciti troppa pressione sull'addome. pancera dopo taglio cesareo L'uso della fascia elastica dopo un taglio cesareo nei primi giorni post-operatori offre una maggiore sensazione di protezione degli organi addominali e aiuta a correggere e mantenere una postura corretta. Raccomando l'utilizzo di una pancera con chiusura a strappo dopo un taglio cesareo , da indossare non stretta e da usare solo durante sforzi o movimenti, come alzarsi o camminare. Quando si è seduti o sdraiati, la fascia elastica post-parto dovrebbe essere rimossa. Per preparare il corpo e ridurre il rischio di diastasi addominale, si può lavorare già prima della gravidanza: “Una donna che affronta la gravidanza con un buon tono addominale avrà meno probabilità di sviluppare diastasi addominale. Quindi, è consigliabile svolgere un’attività fisica equilibrata e mantenere una postura corretta già prima di rimanere incinta. Durante la gravidanza, invece, è meglio evitare esercizi di rafforzamento selettivo dell’addome, in particolare i cosiddetti ‘crunch’; è preferibile praticare un’attività fisica che coinvolga tutto il corpo. In questo modo, si riducono i dolori posturali legati alla gravidanza, come il mal di schiena, e si aiuta il corpo, incluso l’addome, ad adattarsi alla gravidanza. Ripresa del tono addominale dopo il parto Addome dopo il parto Dopo la gravidanza, cercare di recuperare rapidamente la forma fisica precedente può essere inutile e controproducente. Ogni donna ha i suoi tempi di recupero e un fisico differente, quindi non è possibile stabilire una tempistica valida per tutte. Desiderare di tornare in buona forma fisica è sicuramente un ottimo stimolo, ma è altrettanto importante rispettare i tempi di recupero e non affaticarsi troppo. Prima di riprendere l'attività fisica, è consigliabile consultare la propria ostetrica e effettuare una valutazione del pavimento pelvico per evitare possibili problemi. Care neomamme, rispettate i tempi del vostro corpo, non abbiate fretta; pian piano vedrete che tutto tornerà alla normalità. Scegliere l'intimo adeguato durante la gravidanza e, in particolare, nel periodo post-parto non è semplice. I capi devono essere soffici, traspiranti, realizzati con un tessuto che limita la proliferazione batterica e, soprattutto, devono adattarsi alle nuove forme senza causare compressioni scomode e dannose. È importante anche non trascurare l'aspetto femminile: diventare mamma non significa rinunciare alla propria femminilità e al sentirsi belle e in sintonia con il proprio corpo. Conclusione In conclusione, la scelta di utilizzare una fascia post parto dipende da diversi fattori personali e fisici. Le fasce possono offrire supporto e comfort durante il periodo di recupero, aiutando a ridurre il dolore e a migliorare la postura. Tuttavia, è fondamentale considerare anche le proprie esigenze individuali e consultare un professionista della salute per valutare se questo strumento sia adatto al proprio caso specifico. In definitiva, la decisione dovrebbe essere basata su una combinazione di fattori pratici e sul benessere personale, per garantire un recupero sereno e efficace dopo il parto.
- Neonato che piange? Perchè, come interpretare il pianto del neonato e calmarlo.
neonato che piange Sentire un neonato che piange può essere davvero molto frustrante per i neogenitori, soprattutto nelle primissime settimane di vita del bimbo. Il pianto è l'unico mezzo di comunicazione che il neonato ha a disposizione per manifestare un bisogno ai genitori e va sempre ascoltato e mai ignorato. Tralasciare un bambino che piange e come chiudere la porta ad una persona che ha bisogno di noi, un bisogno di fame, di sete, di essere cambiato, di coccole e tanto altro. Perchè un neonato piange? Piangere è l'unico linguaggio che i neonati hanno per comunicare i bisogni, i desideri e le irritazioni. A differenza di un adulto, i bimbi che piangono, soprattutto nei primi mesi di vita non manifestano un segnale di sofferenza ma un vero e proprio messaggio per parlare con i genitori. Se ascoltiamo con attenzione i neonati che piangono ci accorgeremo che ciascun pianto ha un'intonazione differente a seconda di ciò che il bimbo vuole esprimere. I neogenitori con il tempo impareranno ad interpretare il pianto del neonato e a capire se si tratta di un semplice vagito che comunica emozioni oppure un pianto per fame, un pianto nervoso e nei casi più estremi un un pianto inconsolabile. Il pianto del neonato è uno strumento di sopravvivenza. Un bimbo che piange esprime un bisogno Spesso vi sarete chiesti perchè un neonato piange sempre , oppure perchè mio figlio è inconsolabile? In realtà l'aspetto dell'impellente bisogno accomuna tutti i bambini che piangono, perchè il neonato è totalmente dipendente dai suoi impulsi e quando ha fame ha la necessità di soddisfare quel bisogno senza aspettare, se è stanco vuole dormire e piange finché non si sarà riposato , e così se è triste annoiato, spaventato e deluso...... piange. Pianto neonato di un mese Nel corso del primo mese di vita il bambino piange secondo un riflesso automatico, non volontario. Nel momento in cui avverte un bisogno impellente è indotto a inspirare aria nei polmoni e ad espellerla attraverso le corde vocali che vibrano producendo il suono del pianto bambino. In realtà nel primo mese, fino a circa sei settimane dalla nascita nel pianto del bebè non vi sono lacrime ma solo urli e vagiti. Va inoltre sottolineato che per il neonato qualsiasi bisogno non è procrastinabile ma rappresenta un'emergenza quindi il pianto disperato neonato potrebbe esser scaturito dalla semplice necessità di essere accarezzato o cullato, non solo per bisogni come fame e sonno. Quindi un neonato che piange sempre è un bambino che ha delle necessità che chiedono di essere soddisfatte. Pianti dei bimbi: come interpretarli e come calmare un bambino che piange Ecco al guida per i genitori per interpretare il pianto neonati Pianto di un neonato per fame Il pianto per fame inizia piano e poi diventa inconsolabile Il pianto inizia in modo flebile e aritmico e poi aumenta diventando un pianto intenso e inconsolabile. Il senso di fame del neonato è un processo fisiologico diverso per ogni bambino e che quindi varia da neonato a neonato ed è molto instabile soprattutto nei primi giorni di vita. Essendo uno dei motivi più frequenti di pianto dei bambini non bisogna però pensare che tutte le volte che il neonato pianga abbia fame. Pianto di un neonato nervoso e irrequieto Il pianto dei neonati nervosi è flebile, il bebè si dimena come per liberarsi. Il pianto è molto caratteristico, nella fase iniziale è simile al pianto per fame ma a differenza di questo non diventa mai inconsolabile, rimane sempre flebile e senza strilli. Il neonato si dimena come se volesse liberarsi da un fastidio ad esempio sente caldo, sente freddo, il pannolino è bagnato. Se il neonato non riesce a mantenere il proprio calore corporeo, si agita , il respiro si fa rapido e si mette a piangere. Pianto di un neonato agitato e stanco E' un pianto che inizia di colpo e prosegue come quello da nervosismo. Se un neonato riceve troppi stimoli si stanca e si agita. Può capitare che in mezzo ad amici e parenti il neonato chiuda improvvisamente gli occhi, giri la testa e si metta a piangere, oppure perda interesse per qualcosa che fino ad un minuto prima lo catturava e inizia a piangere. Bene, sono i classici sintomi di un neonato che ha bisogno di dormire e se non può farlo per via di luci, rumori o sballottamento che lo eccitano impedendogli di prendere sonno inizia a piangere. Per calmare un neonato che è agitato la soluzione è solo una: farlo dormire, portatelo in un posto tranquillo, cullatelo dolcemente e lasciatelo piangere fino a quando non esaurisce la tensione accumulata. Pian piano sprofonderà in un dolce sonno e ricaricherà le pile. Pianto di un neonato deluso Inizia improvvisamente quando non riesce a fare qualcosa Il neonato non ha la piena gestione di tutti i movimenti del suo corpo e non controlla perfettamente gambe, braccia e mani. I neonato potrebbe volersi mettere le mani in bocca oppure afferrare qualcosa, non ci riesce e scoppia a piangere. In questo caso vuole essere aiutato a sentirsi accudito dai genitor i, quindi se gli è caduto il pupazzetto deve essere consapevole che la mamma gli sarà accanto e gli ridarà il suo pupazzetto. Pianto di neonato che vuole compagnia E' un piagnucolio quando non vede la mamma nelle vicinanze Anche i neonati soffrono la solitudine e quando si sentono soli iniziano a piagnucolare. Il pianto è leggero ma ritmico che si placa quando il bambino ottiene una risposta. Avviciniamo il nostro viso al quello del bambino, trasferiamogli il calore del nostro corpo, culliamolo e parliamogli, smetterà subito di piangere. Commozione e pianto improvviso del neonato Sono talmente felici che scoppiano a piangere per attirare l' attenzione dei genitori Non si pensa mai che i neonati, soprattutto i più piccoli si possano commuovere, invece lo fanno molto più spesso di quanto pensiamo. Ci accorgiamo che un neonato si commuove quando lo andiamo a riprendere dal nido, dai nonni o quando il papà rientra da lavoro dopo molte ore e improvvisamente da che il neonato era tranquillo scoppia a piangere. Sono talmente felici che scoppiano a piangere per attirare l' attenzione dei genitori ed essere coccolati di più. Pianto di spavento Si manifesta dopo i 6 mese quando inizia a riconoscere i volti conosciuti da quelli sconosciuti. Se il bambino si trova con una persona che non conosce bene scoppia improvvisamente a piangere, si dimena e vuole allontanarsi. La paura si manifesta generalmente con il pianto nel neonato di 6 mesi ossia quando inizia a riconoscere i volti a lui familiari e i volti degli sconosciuti. Pianto di dolore Il pianto di dolore è caratterizzato da un urlo , seguito da una pausa e poi da un pianto intenso che tende a diminuire. Un tempo si pensava che i neonati non provassero dolore o comunque lo provassero in modo molto superficiale a causa dell'immaturità delle fibre nervose. In realtà è stato dimostrato che non è così e che anche i più piccoli provano stimoli dolorosi. Il piando di un neonato che prova dolore è improvviso e lacerante e provoca una immediata reazione dei genitori che lo sentono. Il pianto di dolore è generalmente caratterizzato da un urlo , seguito da una pausa e poi da un pianto intenso che tende a diminuire. Pianto dei bimbo quando sono malati E' un lamento, debole e continuo. Il pianto di un bambino malato non è un vero e proprio pianto ma più che altro un lamento, debole e continuo. Se il neonato ha mangiato, ha fatto cacca e pipì, è stato pulito, non ha né freddo né caldo, ha passato la giornata senza avere emozioni forti , è tenuto in braccio ed è coccolato ma continua a piangere si deve prendere in considerazione l'ipotesi che non si senta bene. Il pianto di un bambino che sta male è un pianto acuto che trasmette urgenza e si differenzia da tutti altri pianti e modi di piangere. Un neonato che piange perchè sta male va sempre preso in braccio, accudito e coccolato. Come calmare un neonato che piange? Come detto il neonato piange per svariati motivi e o gni pianto ha delle caratteristiche ben definite in base al bisogno che il bebè prova in quel momento. Il modo per far smettere di piangere un neonato è soddisfare la sua richiesta: di fame, calore , pulizia, coccole e altro . Quando non è possibile alleviare il disagio del neonato che piange è assolutamente necessario fargli sentire la nostra vicinanza, coccolandolo e rassicurandolo senza paura di viziarlo. Mammamather ostetrica tascabile
- Guida Pratica su Come e Quando Tagliare le Unghie ai Neonati
Molti neonati hanno le unghie lunghe e possono graffiarsi, vediamo i consigli su come e quando tagliare le unghie al neonato in sicurezza , se usare le forbici o la lima. Perchè è importante tagliare le unghie, le infezioni o micosi che vanno trattate. Quando tagliare le unghie al neonato come e quando tagliare le unghie ai neonati Le neomamme si chiedono spesso quanto sia giusto tagliare le unghie al neonato e come farlo nel modo corretto. Per la verità ci sono molti bimbi che nascono con le unghie lunghe e toccandosi il viso rischiano di graffiarsi . In realtà nelle prime settimane il taglio delle unghie al neonato è sconsigliato dai pediatri perchè l' unghia è adesa alla pelle delle dita e con il taglio si rischierebbe di provocare un danno e nel peggiore dei casi provocare un' infezione o una micosi . Nei primi 20 giorni di vita quindi, è preferibile coprire le manine del neonato con delle muffole per evitare che si graffi il viso con le unghie , capisco che non sia bello da vedere, ma le unghie dei neonati nei primi giorni di vita sono delle cartilagini e un taglio potrebbe essere doloroso e provocare infezioni. Le muffole devono essere di materiale traspirante, prive di perline e decori staccabili e quindi digeribili dal bambino , meglio scegliere un modello semplice , in cotone e facilmente lavabile. Cosa usare per tagliare le unghie al neonato Dopo circa 20 giorni dalla nascita si nota che le unghie del neonato non aderiscono più alle dita e quindi si può procedere al taglio delle unghie . Alcuni bambini presentano le unghie sfaldate , anche in quel caso se notate che non aderiscono più alle dita si possono accorciare . Molte mamme si domandano cosa usare: limetta forbici tagliaunghie La limetta è un buon attrezzo per accorciare le unghie del bebè ma deve essere rigorosamente di cartone. Nei casi di unghie lunghe alla nascita si può provare ad limarle lievemente. Le forbici sono adatte al taglio ma devono essere forbici con le punte smusse e arrotondate e quindi essere adatte ai bambini, evitare rigorosamente di utilizzare forbicine appuntite o che vengono utilizzate da tutta la famiglia. Il tagliaunghie non è un attrezzo adatto ai neonati meglio utilizzarlo nei bambini più grandi. Come tagliare le unghie ai neonati passo passo Tagliare le unghie ai neonati è un' operazione molto semplice, che richiede pochi passaggi. Come detto devono passare almeno 20 giorni dalla nascita , il tempo necessario affinchè l'unghia non sia completamente adesa al dito. Un' altro consiglio è quello di effettuare l' operazione mentre il bambino dorme in modo che non opporrà resistenza con movimenti inaspettati. Se invece preferite eseguirla mentre il bebè è sveglio fatela subito dopo il bagnetto in modo che le unghie siano ancora più morbide . Tenete ben salda la mano del bambino mettendo in evidenza l' unghia da tagliare Eseguite un taglio dritto con le forbici , e non arrotondato. Il taglio non deve essere troppo profondo per evitare che si formino infezioni e micosi che potrebbero essere portate alla bocca del bambino. Il consiglio è di osservare bene le unghie prima di tagliare. Se notate che vi sono parti delle unghie che rimangono taglienti dopo il taglio limatele lievemente Perchè è importante tagliare le unghie del neonato Tagliare le unghie del bebè rientra tra le cure da effettuare regolarmente al piccolo. Le unghie dei bambini crescono velocemente e sotto le stesse si possono annidare germi e batteri che possono facilmente essere portati alla bocca. Il consiglio è di tagliarle ogni volta che l' unghia supera la punta del dito sia di mani che di piedi. E' necessario inoltre che il taglio sia dritto per evitare il rischio che l' unghia si inserisca tra la morbida pelle circostante causando unghie incarnite e infiammazioni. MammaMather ostetrica tascabile
- Come prepararsi ad un taglio cesareo programmato
Il parto cesareo è un'operazione chirurgica eseguita attraverso l'addome che consente al neonato di nascere quando il parto vaginale non è possibile. Esaminiamo insieme le indicazioni per un cesareo programmato, come prepararsi, la procedura chirurgica, l'anestesia e l'inizio dell'allattamento. Come prepararsi ad un taglio cesareo programmato Indicazioni al taglio cesareo Ci sono alcune situazioni in cui non è possibile far nascere il proprio bambino in modo naturale ed è necessario ricorrere ad un taglio cesareo programmato . Indicazioni al taglio cesareo: presentazione podalica; sproporzione feto pelvica; placenta previa patologie materne patologie fetali pregresso taglio cesareo Va chiarito che il taglio cesareo è un intervento chirurgico a tutti gli effetti pertanto è necessario prepararsi, in particolare quando il cesareo è programmato, pianificando alcuni aspetti Prepararsi al taglio cesareo Il taglio cesareo per essere programmato richiede un' indicazione ben precisa per poterlo effettuare. Una richiesta materna di intervento sine causa non può essere accolta da nessun professionista in quanto eticamente e professionalmente non eseguibile . Ecco le tappe per arrivare serene il giorno del taglio cesareo. Durante gli ultimi controlli con il curante sarà fissata la data dell' intervento , vi invito ad approfittare di questo momento per chiarire i dubbi relativi alla procedura alla terapia per il dolore ai giorni di degenza al percorso post operatorio previsto dalla struttura dove eseguirete l' intervento. Eseguite la visita anestesiologica approfondendo ogni punto che non vi è chiaro. Non abbiate paura di fare domande o esprimere incertezze. Il colloquio ha lo scopo non solo di valutare lo stato di salute dell' operanda ma anche di sciogliere ogni perplessità perché dovrete firmare un consenso alla procedura ed è un vostro diritto ricevere delle spiegazioni minuziose. Se assumete dei farmaci, ad esempio per l' ipotiroidismo o il diabete, chiarite se la terapia nel giorno dell'intervento subirà delle variazioni o delle sospensioni. I genitori che hanno avuto una precedente esperienza negativa di taglio cesareo dovrebbero programmare un consulto ostetrico per ricevere chiarimenti e rassicurazioni al fine di vivere l’esperienza della nascita come un momento piacevole e gratificante. Fate una lista delle cose che vi serviranno in ospedale , sia per voi che per il bimbo. Preparate i bagagli da portare in ospedale diversificando il borsone del neonato che porterete con voi in sala operatoria con i bagagli che vi serviranno nei giorni di degenza. A questo proposito potete consultare l' articolo su come fare il borsone del parto. Preparate i documenti della gravidanza, gli esami eseguiti, le ecografie e un documento di riconoscimento valido vostro e del futuro papà.. Sistemate la casa di modo che al vostro ritorno avrete tutto a portata di mano e ben fornito. Sistemate la culla, completate la lista degli acquisti. Se non avete qualcuno che vi aiuti potete preparare in anticipo delle pietanze che si conservano in freezer in modo da dover solo scongelare e non stressarvi nel cucinare. Se avete altri figli stabilite chi se ne dovrà prendere cura durante i giorni di degenza, avvisate i nonni e i parenti a essere reperibili in caso di necessità sopravvenuta. Identificate una persona disponibile a farvi l' assistenza durante in giorni post intervento in ospedale. Non tutti gli ospedali permettono la presenza di un assistente ma nel caso sia consentito pianificate questo aspetto per tempo. Pianificate dei giorni di congedo o di permesso dal lavoro del futuro papà . Prepararsi al taglio cesareo Il giorno prima del taglio cesareo Alcune strutture prevendono il ricovero la mattina dell' intervento, altre la sera prima. Fate un pasto leggero e attenetevi scrupolosamente alle ore di digiuno da solidi e liquidi prescritti dall' anestesista. Togliete ogni oggetto metallico: anelli, orecchini, fede, reggiseni con parti metalliche e quant' altro. Riponete tutto con cura per evitare che si smarriscono. Procedura chirurgica e anestesia Una volta entrati in sala operatoria verrete sistemate nel lettino e sarà eseguita l' anestesi a. L' anestesia può essere generale o spinale e la scelta su quale somministrare è condizionata da molti fattori. In linea di massima si esegue sempre l' anestesia spinale . Dopo che l' anestesia ha fatto effetto si procede con la tricotomia e l' inserimento del catetere vescicale . Da questo momento ha inizio l' intervento che in genere dura circa 30 minuti . Pelle a pelle in sala operatoria L'addome viene disinfettato e il chirurgo pratica un' incisione trasversale della cute . Si procede via via ad aprire tutti gli strati: cute; sottocute; fasce muscolari; peritoneo( una membrana che avvolge la parte inferiore dell' utero). A questo punto si incide l' utero e viene estratto il bambino si clampa il cordone e si affida all'ostetrica che lo mostra alla mamma accostandolo al viso. Poi il bambino viene affidato al neonatologo, che ne controlla lo stato di salute. Intanto l'intervento prosegue. Si estrae la placenta, si pulisce l' utero e si procede a suturare tutti gli strati fino alla cute . Si disinfetta nuovamente la cute e si chiude la sutura con un cerotto. Pelle a pelle con il taglio cesareo Nonostante la falsa credenza è possibile praticare il pelle a pelle con il taglio cesareo. Grazie all' anestesia spinale la separazione madre bambino non è più necessaria, eccetto in casi limitati. In sala operatoria è possibile avvicinare il neonato al viso e al seno materno già mentre la madre viene suturata. Serve soltanto un ostetrica che posiziona il bambino e che lo sorregga e guidi il neonato a ciucciare senza intralciare l'intervento. Avvio dell'allattamento con il taglio cesareo avvio dell' allattamento con il taglio cesareo Terminata l' operazione la mamma viene posta in un' area di osservazione insieme al neonato e all'ostetrica che ne valuterà lo stato generale e l' aiuterà ad avviare l' allattamento. Via via l' anestesia sarà smaltita e se necessario si potrà iniziare la terapia del dolore. Se tutto procede bene trascorse due ore dal parto la mamma sarà accompagnata in camera insieme al neonato. Non vi è nessuna controindicazioni ad avviare l' allattamento subito dopo l' intervento. Mammmather ostetricia e ginecologia tascabile
- Fontanella neonato: a cosa serve, dove si trova, quando si chiude, infossata, gonfia, che pulsa.
La fontanella del neonato è una zona morbida e flessibile presente nel cranio dei neonati, essenziale per il loro sviluppo. Questi spazi, situati tra le ossa craniche, consentono una corretta crescita del cervello e facilitano il passaggio attraverso il canale del parto. Capire le caratteristiche e il monitoraggio delle fontanelle è fondamentale per i genitori e i pediatri, poiché possono offrire importanti indicazioni sulla salute e sullo sviluppo del bambino. In questo articolo, esamineremo i tipi di fontanelle, la loro funzione e i segnali di allerta da considerare. In questo articolo risponderemo alle domande più frequenti. Cosa sono le fontanelle e dove di trovano esattamente nella testa del neonato? Quando si chiude la fontanella neonati e le preoccupazioni più frequenti sulla chiusura fontanella. Cosa succede se la fontanella si chiude troppo presto o troppo tardi, e cosa fare se le fontanelle sono infossate, sporgenti, gonfie o pulsano? Dove si trovano le fontanelle neonato? Il cranio dei neonati Il cranio del neonato, diversamente da quanto si crede è molto resistente, basti pensare che durante il travaglio di parto la pressione esercitata sulla testa del neonato dalle spinte varia da cinque a venti chili. La resistenza della testa fetale è data dalla sua capacità di plasmarsi e deformarsi per attraversare il canale da parto senza subire lesioni, infatti dopo la nascita le ossa craniche tornano nella posizione originaria dando alla testa nuovamente la conformazione rotonda con la presenza di piccole fenditure che prendono il nome di fontanelle neonati. Le fontanelle sono zone elastiche e molli situate nei punti dove le ossa del cranio non si sono ancora saldate. Hanno un aspetto costituito da una membrana flessibile che si genera nel punto in cui si incontrano le ossa del cranio del bambino donando plasmabilità alla testa. Fontanelle neonato quando si chiudono e quante sono? Nella testa del neonato le fontanelle sono in tutto 6 ma in realtà si prendono in considerazione solo due fontanelle, la fontanella anteriore , ossia quella più grande e la fontanella posteriore , ossia la più piccola. Le fontanelle nei neonati comprendono anche 2 le fontanelle laterali per ogni lato della testa del neonato che sono piccole e difficilmente palpabili. Fontanella anteriore o grande fontanella. La fontanella bregmatica, o fontanella anteriore , è la più grande presente nel cranio neonato, ed ha una forma di rombo. La grande fontanella si trova sulla sommità del cranio del neonato e si forma dalla sutura dell' osso frontale alle due ossa parietali; può essere lunga 2-5 cm e larga 2-4 cm . Con il passare del tempo la fontanella anteriore si assottiglia gradualmente fino a chiudersi del tutto e trasformarsi in tessuto osseo tra i 9 e i 18 mesi. Fontanella posteriore o piccola fontanella La fontanella posteriore è situata tra l'osso occipitale, che riveste la parte posteriore del cranio e le due ossa laterali . La piccola fontanella è di dimensione inferiore rispetto alla grande fontanella, infatti generalmente si sutura entro qualche mese dalla nascita anche se nei neonati con il capo di grandi dimensioni può richiedere più tempo. Fontanelle laterali Le fontanelle laterali sono due per ogni lato del cranio e se il bambino è nato a termine si presentano già chiuse, sono invece apprezzabili nei neonati prematuri. Cranio neonato, ossa e fontanella anteriore e posteriore A cosa serve la fontanella dei neonati? La fontanella nei neonati, come detto, permette alla testa del bambino di modellarsi per poter attraversare il canale da parto. Un'altra funzione della fontanella bambini è permettere alla testa del neonato di continuare a crescere senza ostacolare e seguendo lo sviluppo del cervello. Nel primo anno di vita la circonferenza della testa neonato passa da 35cm a 48 cm, mentre il cervello raddoppia di peso. Con una chiusura precoce della fontanella il processo di crescita ne sarebbe ostacolato e questo è il motivo per cui le fontanelle dei bimbi si saldano con il passare dei mesi permettendo al cervello di accrescersi. Una testa grande del neonato può richiede più tempo affinché la sutura avvenga. La fontanella Una delle paure più comuni delle mamme è quella di toccare la fontanella dei bambini e arrecare danno al neonato, in realtà il cervello dei bambini è ricoperto e protetto da più strati: tre differenti membrane le meningi da un piccolo strato di liquido al di sopra del quale si trovano le ossa craniche e nel caso della fontanella bimbo lo strato sottocutaneo della pelle. Si può tranquillamente lavare e toccare la testa del bambino senza timore di provocare danni o fargli male, infatti anche se non appare la fontanella aperta può sembrare delicata ma è molto resistente. Il tessuto fibroso è flessibile, tenace, resistente e permette di attutire maggiormente gli urti rispetto al cranio di una persona adulta. Fontanella del neonato infossata e fontanella che pulsa Quando il neonato è tranquillo le fontanelle appaiono leggermente infossate rispetto alla superficie del cranio, le fontanelle possono essere pulsanti infatti se vi sia appoggia sopra la punta delle dita si avvertono i battiti cardiaci perchè in prossimità di esse passano vasi sanguigni che irrorano il cranio. Queste manifestazioni delle fontanelle sono assolutamente normali: sia la fontanella infossata, sia la fontanella pulsante. Fontanella neonato gonfia Quando il bambino piange le fontanelle si possono gonfiare fino a portarsi allo stesso livello delle ossa che le circondano. La fontanella gonfia è assolutamente normale anzi osservando il cranio del bambino quando piange si può vedere la fontanella che si solleva e si abbassa. Fontanella neonato, quando rivolgersi al pediatra. Nel neonato la fontanella può essere indicativa se gode di buna salute , infatti vi sono dei cambiamenti che meritano una visita pediatrica. Se la fontanella anteriore è gonfia e il bambino ha la febbre è bene avvisare il medico perchè potrebbe trattarsi di un'infezione. Se la fontanella è infossata e il bambino ha da qualche giorno vomito e diarrea potrebbe essere un segnale di uno stato di disidratazione. Mammamather ostetrica tascabile
- Sesso dopo il parto naturale e cesareo. Consigli per la ripresa dei rapporti sessuali e di intimità
Il sesso dopo il parto è spesso motivo di dubbio per la coppia di neogenitori. Ecco come riprendere l’intimità di coppia senza paura e dolore Sommario Calo del desiderio I Dopo quanto si possono avere i rapporti I Visita ostetrica I Dolore e fastidio I Allattamento e sesso post parto I Perché mio marito non vuole fare sesso dopo la gravidanza I Piacere nei rapporti dopo parto Rapporti sessuali dopo il parto e calo del desiderio L' arrivo di un figlio è la cosa più bella del mondo, ma mette a dura prova i neogenitori e la coppia. I ritmi quotidiani sono più frenetici e la neomamma potrebbe sentirsi affaticata dal prendersi cura del piccolo e dal suo corpo, che pian piano deve tornare a come era prima della gestazione. Molte donne nel periodo del puerperio , a causa dei cambiamenti fisici che la gravidanza inevitabilmente comporta, faticano a vedersi desiderabili agli occhi del partner e tendono a concedersi meno momenti di intimità. Secondo gli studi condotti sulla psicologia della neomamma, molte donne in maniera del tutto inconscia fanno prevalere nella coppia l’aspetto materno a discapito di quello femminile. Tranquille, nel primo periodo della maternità, questo comportamento è del tutto fisiologico, l’istinto materno permette di creare un legame solido tra mamma e bambino, e il calo, o in certi casi la totale mancanza, di desiderio a voler fare l'amore dopo il parto è del tutto naturale. Ci vuole solo un poco di tempo per riadattare i ruoli familiari e ricominciare a vedersi belle e sensuali. Non dimenticare la tua parte femminile Non vi è nulla di male a dedicare del tempo per te stessa e per l’intimità di coppia, anzi questo ti darà una spinta maggiore per accudire il neonato. Anche se sei a casa e non esci, non dimenticare di prenderti cura di te come donna , scegli gli abiti con cura, pettinati e se ti va truccati. Quando si possono avere i rapporti dopo parto Dal punto di vista fisico il sesso dopo parto può riprendere al termine delle lochiazioni (perdite post-parto) e quando la neomamma ha riacquistato le energie fisiche e psicologiche. Alcune donne preferiscono attendere il capoparto , prima di riprendere l’attività sessuale, ma iniziare prima non presenta controindicazioni, soprattutto per quelle mamme che allattano al seno in cui il primo ciclo dopo il parto potrebbe presentarsi dopo molti mesi. Il sesso dopo il parto naturale L'attività sessuale dopo un parto spontaneo richiede una maggiore attenzione quando vi è stata episiotomia o sono stati dati dei punti al perineo o nel canale vaginale. In queste circostanze sarà necessario sottoporsi ad una visita ostetrica per accertarsi della completa guarigione dell’e pisiorrafia dei punti di sutura al perineo. Generalmente il processo di cicatrizzazione dei punti richiede 3, 4 settimane, tempo consigliato prima di riprendere i rapporti sessuali dopo il parto naturale. La cicatrice dei punti, in un primo periodo, renderà la zona perineale meno elastica quindi, per evitare fastidio durante la penetrazione, è indicato l’utilizzo di un lubrificante intimo. Sesso dopo cesareo Per le donne che hanno partorito con il taglio cesareo la ripresa dell’attività sessuale può avvenire dopo la fine delle lochiazioni e dopo che la sutura sia ben cicatrizzata. Anche se parto cesareo non richiede alcun coinvolgimento dei genitali esterni per la nascita del bambino, è sempre bene astenersi dall' avere rapporti per un periodo di 3, 4 settimane dalla nascita del bebè. Il coito, infatti, potrebbe veicolare batteri e virus che dall' esterno potrebbero risalire in vagina arrivando fino all' utero. Il puerperio è un periodo particolarmente delicato e la comparsa di infezioni puerperali potrebbe rallentare il processo di guarigione del taglio cesareo e la ripresa generale della neomamma. Visita ostetrica prima di fare sesso dopo il parto È consigliabile prima di riprendere l’attività sessuale un controllo ginecologico per verificare la corretta guarigione della ferita sia nei casi di parto spontaneo che di taglio cesareo. Il colloquio con l’ostetrica, inoltre, servirà a parlare dei metodi di contraccezione adatti alla donna, sia che allatti al seno o meno, per evitare di rimanere incinta in maniera inaspettata. Dolore e fastidio I primi rapporti sessuali dopo il parto potrebbero arrecare alla donna, sia dolore e fastidio fisico, sia rappresentare motivo di disagio per la coppia, ad esempio, per il pianto improvviso del bambino o per la stanchezza accumulata. I rapporti sessuali dopo il parto cesareo, invece, potrebbero essere vissuti con tensione dalla neomamma per la paura di avere dolore nella zona del taglio. Un buon compromesso, per la sessualità dopo il parto, è quello di riprendere l’intimità di coppia, iniziando con coccole e carezze e solo quando si è realmente pronte procedere con i rapporti completi. Sesso dopo parto naturale e cesareo Allattamento e sesso post parto Come detto, il calo del desiderio dopo il parto è del tutto normale e una delle cause è da ricercare nei cambiamenti ormonali che avvengono nell’ organismo femminile dopo la gravidanza. La diminuzione del desiderio è più frequente nelle madri che allattano al seno . Dopo tre mesi dal parto la maggior parte delle coppie ritorna ai livelli di interesse e all’ attività sessuale che aveva prima della gravidanza, bisogna solo avere un poco di pazienza prima che i livelli ormonali siano meno oscillanti. Le madri che allattano al seno durante l’amplesso e l’orgasmo potrebbero avere una fuoriuscita del latte determinata dell’ossitocina rilasciata. Contraccezione Con la ripresa dell’attività sessuale si dovrebbe prendere in considerazione il tipo di contraccezione da utilizzare. Le donne che non hanno avuto il capoparto dovrebbero prestare particolare attenzione, perché non conoscono il momento esatto dell’ovulazione, quindi, la contraccezione si dovrebbe estendere a tutto il periodo del puerperio. Perché mio marito non vuole fare sesso dopo la gravidanza Molte donne dopo la gravidanza hanno la sensazione di non essere desiderabili agli occhi del partner e si sentono a disagio nel riprendere l’attività sessuale. Dal punto di vista maschile molti uomini leggono questo comportamento sfuggente della partner come un rifiuto e tendono a chiudersi in sé stessi. Il rimedio al dubbio di non essere desiderate dal partner è il dialogo , chiarite le paure in modo calmo e pacato evitando che questo periodo transitorio allontani la coppia. La pancia dopo il parto , il seno ingrossato e qualche chilo in più possono farci sentire poco desiderabili, la ripresa non è facile, ci vuole tempo ma non posticipate di troppo l' intimità. Iniziate a riprendere le effusioni con il vostro partner ; non bisogna necessariamente iniziare con dei rapporti completi, i baci e le carezze aiutano a ristabilire quella complicità che si era interrotta. Piacere nei rapporti dopo parto Se nei primi rapporti completi non riuscite a raggiungere l’orgasmo non allarmatevi, è solo un sintomo passeggero: gli ormoni, la maternità e la stanchezza hanno bisogno di tempo per essere elaborati sia fisicamente che mentalmente.
- Mal di schiena in gravidanza, dolori lombari e mal di reni. Rimedi per alleviare il dolore lombare.
Mal di schiena in gravidanza : un disturbo molto frequente tanto che circa il 50% delle donne ne soffre soprattutto nel terzo trimestre di gravidanza quando la pancia diventa molto voluminosa. Vediamo insieme le cause che determinano i dolori alla schiena in gravidanza , come prevenire il dolore lombare in gravidanza e i rimedi che aiutano ad alleviare il fastidioso male ai reni. Mal di schiena gravidanza: le cause La comparsa del mal di schiena in gravidanza è dovuta prevalentemente all’ eccessiva curvatura della colonna lombosacrale conseguenza dell’ ingrandimento e dell’ appesantimento dell’ utero. Al cambiamento posturale generato dalla mal posizione della colonna si associa l' a umento dei livelli ormonali provoca assottigliamento delle cartilagini articolari. Via via che la gravidanza procede e il peso diventa maggiore il male alla schiena potrebbe diventare tanto forte da essere invalidante. Vediamo nel dettaglio le cause che determinano il dolore lombare e il mal di reni in gravidanza Cambiamento della postura: in gravidanza si sposta il centro di gravità materno ed è responsabile della modifica della postura materna alterando i normali movimenti quotidiani, l' andatura e quindi la postura. Per compensare a questo cambiamento vengono utilizzati alcuni gruppi muscolari a discapito di altri causando contratture che favoriscono il mal di schiena. Aumento di peso materno. Durante la gravidanza il corpo materno subisce un aumento di peso che n on dovrebbe mai superare il 12 kg. L' aumento di peso influisce sulla colonna vertebrale che deve sostenere un peso maggiore, a ciò si aggiunge che l' utero in espansione e il feto in crescita esercitano una pressione sui vasi sanguigni e sui nervi del bacino favorendo il mal di schiena. Separazione delle fasce muscolari : l' utero in espansione crea una fisiologica separazione dei muscoli retti addominali. I muscoli retti decorrono dalla gabbia toracica fino al pube e sono responsabili insieme ad altri muscoli del contenimento addominale. Questa separazione favorisce il mal di schiena. Cambiamenti ormonali: il corpo materno durante la gravidanza produce un ormone chiamato relaxina che fa rilassare i muscoli, i legamenti e le articolazioni per permettere all' utero gravido e al feto di espandersi senza trovare ostacoli. La relaxina ha però effetti anche sulla stabilità della colonna vertebrale che diventa più flessibile e instabile. Mal di schiena inizio gravidanza La comparsa di mal di schiena all’inizio della gravidanza da intendersi nelle prime settimane e nei primissimi mesi che si è scoperto di essere incinta nella maggior parte dei casi non ha una causa correlata alla postura della colonna vertebrale. Il dolore ai reni in gravidanza iniziale è dovuto agli stimoli che l'utero riceve durante il primo trimestre che lo portano ad ingrandirsi ed a cambiare di forma per permettere al prodotto del concepimento prima di annidarsi e poi di crescere e svilupparsi. I legamenti uterini che hanno il compito di ancorare e tenere in posizione l'utero con l'espansione uterina vengono sollecitati e quindi tendono naturalmente a retrarsi generando fastidio e dolore alla schiena e ai reni in genere in corrispondenza del coccige. Molte donne scambiano il mal di schiena come un sintomo premestruale quando invece è l' effetto della gravidanza iniziale. Va comunque precisato che il mal di schiena nelle prime settimane di gravidanza è da intendersi come un dolore sopportabile e mai continuo e trafittivo, se si riscontrano fitte alla schiena associate a molto dolore è sempre bene fare un controllo ostetrico per valutare se la gestazione sta procedendo nella maniera corretta Prevenire i dolori di schiena in gravidanza Come detto il il dolore di schiena in gravidanza è essenzialmente dovuto ad una scorretta postura della colonna vertebrale generata prevalentemente all’ eccessiva curvatura della colonna lombosacrale conseguenza dell’ ingrandimento e dell’ appesantimento dell’ utero. Oltre alla mal posizione della colonna l'aumento dei livelli ormonali provoca assottigliamento delle cartilagini articolari. Via via che la gravidanza procede e il peso dell' utero e del feto diventano maggiori il mal di schiena potrebbe diventare tanto forte da essere invalidante. Mantenere una postura corretta e utilizzare adeguatamente le articolazioni nel corso di tutta la gravidanza possono aiutare a prevenire il mal di schiena . Inoltre man mano che la pancia diventa voluminosa risulta utile l' utilizzo di una fascia che aiuti a sostenere la pancia in modo da avere un senso di sollievo. Mantenere uno stile di vita sano è alla base della prevenzione primaria del mal di schiena, tenersi in sano movimento, praticando ginnastica dolce accompagnata da stretching rappresentano un validissimo aiuto per rafforzare la muscolatura lombosacrale ed evitare il mal di schiena. Nella vita di tutti i giorni dei comportamenti salva schiena aiutano a mantenerla in buona salute, vediamo come: evitare lavori disagevoli di sollevamento ed affaticamento, evitare scarpe con tacchi alti, evitare di piegare la schiena per raccogliere oggetti preferendo invece flettere le ginocchia e divaricare i piedi di 30-40 cm per avere una base d’ appoggio più stabile Se si utilizzano piani di lavoro che costringono a chinarsi meglio far adeguare l’altezza Donano ottimi risultati sia gli esercizi che rinforzano la parte inferiore del dorso, utili sia per ridurre l’ intensità del dolore sia come preparazione al parto. Forte mal di schiena in gravidanza cosa fare? I rimedi Se nonostante tutte le accortezze in gravidanza il mal di schiena compare i rimedi da poter mettere in pratica non comprendono l' utilizzo di farmaci. Ci sono dei rimedi naturali che possono aiutare ad alleviare il fastidio e sono costituiti da: Agopuntura : l’ ausilio dell’ agopuntura è di notevole aiuto infatti riduce l’ intensità del dolore generando benessere. Calore: un cuscino riscaldante che messo a contatto con il punto dolente aiuta a ridurre l'infiammazione Nuoto : provate a fare di piscina, il nuoto aiuta a sciogliere le tensioni muscolari e a dare armonia a tutto il corpo. Massaggi : gli osteopati manipolano determinati punti focali che agiscono positivamente su tutti i muscoli alleviando il forte dolore alla schiena. Dolore alla schiena in gravidanza, quando preoccuparsi. Il mal di schiena come detto è un fastidio molto comune ma se il dolore diventa continuo e fastidioso potrebbe essere la spia che qualcosa non va. Nelle prima settimane il mal di schiena lombare può essere dovuto ad una complicazione come una minaccia d' aborto . Un dolore continuo accompagnato da bruciore quando si urina potrebbe indicare un' infezione vescicale come la cistite altri problemi dell'apparato urinario o peggio ancora un dolore che si irradia solo al un fianco della schiena potrebbe essere una colica renale. Un dolore alla schiena in gravidanza di tipo intermittente potrebbe essere dovuto alle contrazioni uterine, quest' ultima evenienza è da attenzionare perché potrebbe innescarsi un travaglio e un parto prematuro . Esercizi per il mal di schiena in gravidanza Degli esercizi per il mal di schiena in gravidanza da fare comodamente a casa studiati da Duna Mattarino Duna Mattarino : Tecnico di II Livello di Ginnastica Posturale e Ginnastica per la Gravidanza Asi-CONI, laureanda in Scienze Motorie e Sportive; operatrice D.B.N. (Discipline Bio-Naturali). Opera a Roma, collaborando con più realtà quali Studi Privati e Associazioni Sportive, ove è responsabile dei corsi collettivi e delle sedute individuali sia per la Ginnastica Posturale che per l'Attività Fisica in Gravidanza. EQUICHARME - Equilibrio per il Benessere è la sua piccola e gioiosa dimensione ove con piacere mantiene attiva la comunicazione interpersonale con le persone che la seguono. Per rendere possibile tutto ciò anche a distanza, ha attivato lezioni on-line sia di gruppo che individuali per Posturale, Ginnastica in Gravidanza, Recupero Post-Parto e Postural Fit. Prodotti per il mal di schiena in gravidanza E' di notevole beneficio indossare una fascia che aiuti a sostenere il peso dell' utero per avere sollievo alla schiena Si può scegliere un modello a mutandina come la guaina Chicco, progettata i n morbido tessuto elastico e regolabile, che dona il massimo sostegno senza comprimere l' addome. Il prezzo è dai 29 ai 33 euro in base alla misura ma assicuro che sono davvero ben spesi. Un' altro modello davvero ottimo in caso di dolori alla schiena è la cintura BABYGO che utilizza la tecnologia di micro-thread di altissima qualità per un supporto sicuro per mamma e bambino durante ogni trimestre di gravidanza. Protegge e minimizza il dolore alla schiena, al bacino e dolore all’anca perchè stabilizza la colonna vertebrale, solleva la pancia e incoraggia ad una postura corretta. Il prezzo è di 24.99 anche questi ben spesi perchè la fascia può essere utilizzata dopo il parto per dare sollievo alla schiena senza comprime l' utero, la compressione dell' utero dopo il parto è sconsigliata perchè predisponente al prolasso uterino e vescicale. Mammamather ostetrica tascabile
- Lochiazioni in puerperio. Quanto durano le perdite ematiche post parto cesareo. Colore del sangue
Le lochiazioni sono le fisiologiche perdite di sangue dopo il parto che non possono definirsi come delle mestruazioni perché la loro funzioni è diversa da quella di un nomale ciclo femminile. Sommario Cosa sono I Colore Quanto durano I Odore I Lochiazioni dopo parto naturale I Lochiazioni dopo cesareo I Cosa attenzionare I Consigli Lochiazioni post parto Cosa sono le lochiazioni o lochi? Dopo la conclusione del secondamente, ossia l’espulsione della placenta, cominciano le lochiazioni (o lochi). Le lochiazioni sono delle perdite di sangue post-parto provenienti dall’ utero che si protraggono nel puerperio modificandosi con il passare dei giorni. A cosa servono le perdite di sangue posta parto? La funzione delle lochiazioni è quella di risanare l'utero e riportarlo alla condizione che aveva prima della gravidanza; infatti, le perdite dopo parto sono costituite da sangue e detriti; una sorta di pulizia cha fa l'utero dai piccoli residui placentari. Colore delle lochiazioni o perdite di sangue posta parto Inizialmente le lochiazioni appaiono di colore rosso vivo, poi marrone scuro, successivamente tendono ad assumere un colore sempre più chiaro, fino al bianco giallastra; la consistenza delle perdite post parto, invece, diventa con il passare dei giorni dal parto più cremosa. Le lochiazioni si suddividono in: Lochi rubra : primi due, tre giorni dopo il parto. Lochi sierosi : dal terzo fino al decimo giorno circa post-parto. Lochi alba : le ultime perdite dopo parto. Lochia rubra Nei primi 2-3 giorni dopo il parto le perdite di sangue sono denominate lochia rubra . Subito dopo il parto le perdite ematiche sono simili ad una mestruazione abbondante e sono costituite da sangue rosso vivo mescolato a piccoli grumi di sangue più scuro, i coaguli. Man mano la lochia rubra diventa di colore rosso scuro tendente al marrone. Le lochiazioni dei primi giorni, oltre al sangue, contengono: cellule epiteliali, globuli rossi, globuli bianchi, sporadicamente anche meconio fetale e vernice caseosa. Occasionalmente la lochia rubra contiene dei coaguli che non dovrebbero mai essere troppo grossi , al massimo della dimensione di un centesimo di euro. Se nelle perdite dopo parto fuoriescono coaguli grossi e abbondanti, è meglio fare un controllo ostetrico in tempi brevissimi. Durante la degenza in ospedale o in casa maternità, dopo la nascita del neonato, le lochiazioni saranno valutate dall’ ostetrica sia nel colore e nella quantità sia nell’ odore. Lochia sierosa Dal 3 giorno fino al 10 giorno circa di puerperio , le perdite di sangue dopo parto iniziano a cambiare di aspetto e consistenza, diventando dense, sierose e di colorito rosato , prendendo il nome di lochi sierosa. Questo tipo di lochi è costituito da un’alta percentuale di globuli bianchi che hanno un compito di difesa contro virus e batteri presenti nell’ utero o che possono risalire dalla vagina determinando infezioni. La lochia sierosa, oltre che da globuli bianchi, è composta da: essudato sieroso e residui di decidua, globuli bianchi, muco cervicale e numerosi microrganismi. La componente ematica nelle lochiazioni rosate, con il passare dei giorni, diminuisce gradualmente e persiste una perdita cremosa e di colore giallastro per un’altra settimana o due. Lochia alba Le perdite post partum finali sono le lochia alba , di colore bianco, composte essenzialmente da globuli bianchi, cellule della decidua, cellule epiteliali, grassi, muco cervicale, cristalli di colesterolo e batteri. Quanto durano le perdite dopo il parto Le perdite di sangue dopo aver partorito hanno una durata variabile che va dalle 3 settimane alle 6 settimane presentando un colorito cangiante con il passare del tempo. Il periodo delle lochiazioni non è uguale per tutte le donne anche perché è influenzato dall’ allattamento al seno. Durata lochiazioni in allattamento al seno e non Nelle mamme che allattano, le lochiazioni possono protrarsi alche per più di 40 giorni (essendo comunque scarse e sempre più chiare), mentre nelle donne che non allattano al seno tendono a sparire nell’arco di 10-15 giorni. Può anche succedere che al termine delle lochiazioni arrivi il flusso mestruale definito con il nome di capoparto , ossia la prima mestruazione dopo il parto. La durata di ciascuna fase delle lochiazioni post parto (lochia rubra, lochia sierosa e lochia alba) può variare, ma in genere, le lochiazioni fisiologicamente tendono a essere di giorno in giorno di quantità più modesta di flusso sanguigno e con una colorazione via via meno intensa. Quando il sanguinamento post parto si interrompe, la cervice viene considerata chiusa e le possibilità di infezioni provenienti dalla vagina verso l’utero diminuisce. Al contempo la vagina dopo il parto si riassesta dal trauma del passaggio fetale nel canale da parto. Odore lochiazioni L’ odore dei lochi non è uguale per tutte le donne; in genere, nelle donne brune con pelle olivastra l’emanazione è forte, mentre, nelle bionde più lieve, ma non è mai sgradevole. Le perdite ematiche dopo il parto nel corso dei primi giorni hanno un odore di ammuffito e stantio, che però, non è mai ripugnate ma molto somigliante all’odore della perdita mestruale. A partire dal secondo giorno dopo il parto l’utero viene contaminato da microrganismi vaginali che comunque non hanno un’azione particolarmente virulenta, quindi, non causano variazioni nell’odore delle lochiazioni. Perdite post parto maleodoranti Se le perdite post partum diventano troppo forti e pungenti nell’ odorato e, allo stesso tempo, dovessero comparire fitte al basso ventre , bisogna contattare la propria ostetrica-ginecologo perché è probabile che si sia sviluppata un’infezione puerperale. Le lochiazioni maleodoranti suggeriscono la presenza di qualche infezione e necessitano di un’immediata valutazione come la conta dei globuli bianchi e la misurazione della temperatura corporea. Nel caso di infezione in puerperio le secrezioni assumono una colorazione brunastra, a volte con tracce di pus, e nell’ arco di poco tempo sale anche la febbre ; una simile evenienza va trattata con antibiotici prescritti dal medico. Lochiazioni post parto naturale spontaneo Il volume totale delle perdite di sangue dopo parto si aggira intorno a 225 ml e il volume giornaliero di sangue espulso con le lochiazioni diminuisce di giorno in giorno. Nelle donne che hanno partorito spontaneamente la perdita vaginale si presenta più copiosa al mattino o dopo aver riposato a letto per via della raccolta in vagina durante il la posizione orizzontale; infatti, non appena si assume la posizione eretta il sangue si riversa fuori. Le donne che hanno già partorito in precedenza hanno una lochiazione più abbondante. La quantità delle lochiazioni può comunque aumentare in seguito a sforzo o dopo l’ allattamento al seno . La quantità sempre più scarsa di perdite e il cambio del colore da più intenso a meno intenso determinano lo stato di guarigione del sito di inserzione della placenta. La colorazione fisiologica va dal rosso acceso, rosso scuso, rosa e bianco fino ad una perdita limpida. Le perdite ematiche post-parto continue , anche di piccola entità, che durano per un periodo maggiore rispetto al tempo fisiologico, necessitano sempre di un controllo accurato. Perdite post parto cesareo Le perdite dopo parto cesareo sono di quantità meno abbondante rispetto alle perdite dopo parto naturale; infatti, l’utero dopo taglio cesareo risulta più pulito con meno residui placentari post parto per via dell’estrazione manuale della placenta e della toilette delle pareti uterine che viene fatta durante la procedura chirurgica. In linea generale, le donne che hanno partorito con il taglio cesareo hanno una lochiazione meno abbondante rispetto alle madri che hanno partorito per via vaginale. Come valuto una buona lochiazione? Abbiamo visto che le perdite post-parto hanno una durata variabile da donna a donna, le perdite dopo cesareo sono più scarse, mentre le perdite dopo parto naturale sono in genere più abbondanti. Quantità delle lochiazioni e presenza di coaguli Nei primi tre giorni la lochiazione dovrebbe essere rubra di colore rosso scuro, la presenza di qualche piccolo coagulo di sangue è normale ed è il risultato della raccolta di sangue nella vagina quando si è supini. Una grande quantità di grossi coaguli di sangue o una perdita di tipo emorragico non è normale e necessita sempre di ulteriori indagini. Una buona lochiazione dovrebbe essere di quantità moderata riempiendo parzialmente sei pannolini post-parto; tuttavia, il numero totale dei pannolini di ogni singola donna viene influenzato dalle proprie pratiche igieniche e dalla cura del perineo dopo il parto . Le perdite di sangue dopo parto per quantità dovrebbero essere simili a quella di un flusso mestruale regolare. I coaguli e il sanguinamento abbondante potrebbero essere causati dal rilassamento dell’utero o raramente da piccole lacerazioni sanguinanti, situazioni che richiedono una valutazione medica. Cattivo odore L’ odore delle lochiazioni non deve essere mai sgradevole né maleodorante. Se fosse presente un cattivo odore delle lochiazioni potrebbe esserci un’infezione. Igiene intima È importante durante il periodo della lochiazione lavarsi accuratamente e spesso adoperando un sapone specifico. Il perineo dopo la detersione va asciugato dalla parte anteriore verso quella posteriore in modo da non contaminare la vulva con i batteri della zona perianale. Dopo il lavaggio intimo e il cambio dell’assorbente lavare ripetutamente le mani Accorgimenti e consigli per le lochiazioni in puerperio Ecco alcuni consigli e suggerimenti da mettere in pratica in puerperio quando vi sono le lochiazioni. Bagno e doccia si possono fare se non c’è una ferita in via di cicatrizzazione, diversamente optare per docce veloci. Ci si può esporre al sole avendo cura di proteggere la pelle con un filtro solare. Vietati gli assorbenti interni e le coppette vaginali. Durante le lochiazioni i rapporti sessuali sono sconsigliati in quanto potrebbero favorire lo sviluppo di infezioni. Sono sconsigliate le irrigazioni e le lavande vaginali. Capoparto: quando arrivano le prime mestruazioni dopo il parto Per capoparto si intende il primo ciclo dopo il parto e quindi la riattivazione delle ovaie che rendono la donna nuovamente fertile e quindi fecondabile. Il ritorno dell’ ovulazione e della mestruazione dopo il parto differisce da donna a donna soprattutto se si allatta o meno. Molte donne si chiedono se il capoparto dopo taglio cesareo è differente, in realtà la ripresa dell' attività ormonale e ovarica è assolutamente identica sia nel parto spontaneo e quindi fisiologico che in parto cesareo. Il capoparto si presenta generalmente dal 25 al 75 giorno dopo la nascita del bambino anche se la prima mestruazione è assolutamente individuale e influenzata da fattori come stress e allattamento al seno. Mammamather ostetrica tascabile Lochiazioni e prodotti utili Tutto sul capoparto Dieta da scaricare
- Esercizi sciatica: i rimedi davvero efficaci. La sciatica in gravidanza non sarà più un problema!
Esercizi sciatica da fare a casa, studiati per alleviare la sciatica in gravidanza e l'infiammazione del nervo sciatico. Dura Mattarino nel sul tutorial ci mostra gli esercizi per la sciatica da poter fare a casa per dire addio alla sciatalgia in gravidanza esercizi sciatica Sciatica in gravidanza La sciatalgia è causata dall' infiammazione del nervo sciatico che genera un dolore molto fastidioso che parte dal gluteo e si irradia per tutta la gamba. Il dolore della sciatica può essere davvero invalidante impedendo di svolgere i movimenti di ogni giorno come camminare o muovere la gamba. Durante la gestazione è molto comune soffrire di sciatalgia soprattutto nell' ultimo trimestre di gravidanza. Cause della sciatica in gravidanza Le cause della sciatica in gravidanza sono da attribuire al peso dell' utero e del bambino che provocano uno spostamento in avanti del baricentro materno con un forte impatto negativo sulla schiena che assume una posizione di iper-lordosi con un notevole sovraccarico per la schiena che si tramuta in sciatica. Man mano che la gravidanza procede e l' utero diventa sempre più voluminoso, soprattutto intorno all'ottavo e al nono mese, l' infiammazione causa una compressione del nervo sciatico che provoca una forte sensazione di bruciore e dolore che si accentua durante i movimenti. Rimedi sciatica I rimedi per la sciatica si basano su 3 principi: Mantenere una postura corretta Rafforzare la schiena Evitare di prendere troppo peso in gravidanza. Mantenere una postura corretta Come spiegato in gravidanza avvengono dei cambiamenti posturali che alterano temporaneamente l' allineamento della colonna vertebrale. Per prevenire la sciatica bisogna mantenere quanto più possibile una postura corretta e l' esercizio fisico aiuta molto. Gli esercizi per la sciatica coinvolgono tutto il corpo perché le tensioni muscolari possono avere un effetto negativo sulla postura causando l'infiammazione del nervo sciatico. Gli esercizi per nervo sciatico sono consigliati a tutte le gestanti in particolar modo alle donne che stanno molto tempo sedute, o che si muovono poco, quindi più soggette ad avere mal di schiena, e alle donne che stanno molto tempo in piedi con un notevole sovraccarico nelle gambe. Prendersi qualche minuto ogni giorno per eseguire gli esercizi per sciatica aiuterà a riattivare la schiena e a defaticare le gambe. Per una postura corretta in gravidanza ci vogliono anche le scarpe giuste, delle calzature rasoterra o con tacchi altri sono sconsigliati, meglio una scarpa con un tacco di 3 cm e con una pianta comoda e larga. Rafforzare la schiena Gli esercizi per il nervo sciatico fatti con costanza rafforzano i muscoli della schiena con un grande sollievo dal dolore del nervo sciatico in gravidanza. Senza contare che gli esercizi per sciatalgia sono molto utili anche dopo il parto quando tenere in braccio il neonato o stare molto tempo sedute per allattare il bebè può contribuire alla comparsa della sciatica. Evitare di prendere troppo peso in gravidanza Prendere troppi chili in gravidanza oltre a rappresentare un fattore di rischio per l' insorgenza di patologie proprie della gestazione come diabete gestazionale e ipertensione gestazionale ha un effetto negativo sulla schiena e sulla sintomatologia ad essa associata. Con molti chili la colonna dovrà sostenere non solo il peso dell' utero in espansione ma anche del grasso accumulato. Il movimento fisico è sempre un ottimo alleato di uno stile di vita sano nonché della tonificazione muscolare. Come curare il nervo sciatico? Mantieni il giusto peso. Durante la gravidanza si ha un fisiologico aumento di peso che non dovrebbe mai superare i 12 Kg. Prendere troppi chili durante i nove mesi aumenta ulteriormente la probabilità di soffrire di sciatalgia in gravidanza. Una dieta corretta con alimenti sani e e con le giuste calorie è il primo degli esercizi sciatalgia da fare. Sciatica esercizi: il tutorial di Duna Mattarino Il nervo ischiatico è un nervo misto che origina dal plesso sacrale situato nella parte bassa della schiena ovvero dalle ultime 2 vertebre lombari e dalle prime 3 vertebre sacrali. infiammazione del nervo sciatico Il dolore della sciatica si localizza nel gluteo e decorre nella parte posteriore della coscia e della gamba fino ad arrivare al piede . Se la sciatica interessa anche la zona lombare prende il nome di lombosciatalgia . Come spiegato le cause sono molteplici che vanno da discopatie degenerative a compressioni del nervo da parte del muscolo piriforme, In gravidanza la causa è principalmente la variazione di postura. Vediamo insieme gli esercizi sciatica. 3 esercizi per la sciatica Esercizi sciatica da fare a casa 1 esercizio per il nervo sciatico . Sedute comodamente con le mani sotto la seduta della sedia e da qui andiamo a stendere una gamba e poi a fletterla con un movimento lento e alternato. Si può associare il movimento del capo . 2 esercizio per la sciatica : supine sul tappetino in maniera comoda si abbraccia la gamba interessata stendendo e flettendo. Anche per questo esercizio si può associare la testa. 3 esercizio per la sciatalgia. Sempre distese si poggia la gamba sul ginocchio abbracciando la gamba interessata. Per chi non ha ancora la pancia evidente si può provare ad avvicinare la gamba al petto. Sciatica ed antiinfiammatori Mantenersi in forma con gli esercizi per la sciatica è di notevole sollievo per il fastidio anche perché l'uso di farmaci antiinfiammatori in gravidanza è generalmente proibito. Nella fase acuta è preferibile il riposo trattando la zona interessata con impacchi caldi. Duna Mattarino : Tecnico di II Livello di Ginnastica Posturale e Ginnastica per la Gravidanza Asi-CONI, laureanda in Scienze Motorie e Sportive; operatrice D.B.N. (Discipline Bio-Naturali). Opera a Roma, collaborando con più realtà quali Studi Privati e Associazioni Sportive, ove è responsabile dei corsi collettivi e delle sedute individuali sia per la Ginnastica Posturale che per l'Attività Fisica in Gravidanza. EQUICHARME - Equilibrio per il Benessere è la sua piccola e gioiosa dimensione ove con piacere mantiene attiva la comunicazione interpersonale con le persone che la seguono. Per rendere possibile tutto ciò anche a distanza, ha attivato lezioni on-line sia di gruppo che individuali per Posturale, Ginnastica in Gravidanza, Recupero Post-Parto e Postural Fit. Mammamather ostetrica tascabile
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