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- Depressione e tristezza in gravidanza: come riconoscerla, i sintomi e cure per l' umore.
La tristezza in gravidanza è un sentimento nomale ma non deve mai durare a lungo provocando depressione. Cara mamma non sei sola, continua a leggere per saperne di più Sommario Tristezza e depressione in gravidanza Sentirsi triste in gravidanza Depressione in gravidanza Sintomi depressione in gravidanza Come curare la depressione in gravidanza Tristezza e depressione in gravidanza Notoriamente la gravidanza è un momento di gioia : la famiglia si allarga e una nuova vita è in attesa di venire al mondo. Purtroppo alla notizia di un test positivo, anche se la gravidanza è ben accetta, non sempre la futura mamma è sprizzante di gioia e può essere pervasa da sentimenti di paura e tristezza. Le emozioni di angoscia e preoccupazione di fronte ad un un cambiamento così grande, come la nascita di un figlio, sono assolutamente fisiologici. Malinconia in gravidanza La gravidanza è un momento di bilanci ma anche di un radicale cambiamento di vita…. Si sa con l’arrivo di un figlio inevitabilmente tutto cambierà, non si penserà solo a se stessi i ma verranno prima i figli. Se provate questi sentimenti non vi sentite in colpa ma sappiate che questa fase vi aiuterà a diventare mamma e a vivere con più consapevolezza questo nuovo ruolo di madre. In gravidanza è come se chiudiamo una fase di vita preparandoci a viverne una nuova fatta di pannolini, poppate, rinunce ma anche di tanta gioia. Si sperimenterà un amore mai provato e che mai potevamo pensare fosse così totalizzante. Sentirsi tristi in gravidanza Si parla tantissimo di depressione post parto e di baby blues , ma si tralascia di approfondire i sentimenti della dello sconforto, della malinconia e della depressione in gravidanza. Cara mamma, la felicità non è il solo sentimento che si prova quando si scopre di aspettare un bambino, e questo vale anche per le donne che sono alla seconda o alla terza gravidanza. All' inizio della gestazione è normale sentirsi smarrite e incredule ma emozioni più forti come insoddisfazione e tristezza non devono spaventare. L' altalena dei sentimenti è forte e non sempre le emozioni provate sono positive soprattutto se si è alla prima gravidanza. Umore in gravidanza: malumore; irritabilità; ansia; tristezza; inquietudine; preoccupazione. Il pianto e sentirsi tristi in gravidanza sono assolutamente normali nel corso di nove mesi, compreso il pianto in gravidanza. In questi casi può essere di aiuto un corso fare un corso di yoga, di meditazione , di tecniche di respirazione o semplicemente parlare con le altre mamme in attesa o con donne che sono già passate attraverso questa esperienza. Una spia di allarme è invece quando i sentimenti negativi durano troppo a lungo diventando motivo di ossessione per la donna in gravidanza. Depressione in gravidanza Essere tristi in gravidanza è normale, ma l'ansia e l'umore negativo non deve prolungarsi troppo. Se i sentimenti di tristezza e di confusione sono eccessivi probabilmente si è di fronte alla depressione in gravidanza. Il momento di transizione che la gravidanza necessariamente comporta in certi casi necessita di una aiuto concreto e qualificato per non cadere nella rete della depressione da gravidanza. Depressione gravidanza sintomi Come detto l'umore instabile in gravidanza è normale ma se perdura per troppo tempo necessita di attenzione. La depressione in gravidanza è una malattia vera e propria con sintomi specifici e riconoscibili. Depressione in gravidanza sintomi un continuo stato di tristezza, di vuoto e di ansietà; irritabilità; irrequietezza; incapacità di prendere decisioni; senso di colpa, di disperazione o di inutilità; apatia e difficoltà a svolgere le azioni quotidiane della vita; disturbi del sonno come dormire troppo o non dormire affatto; disturbi dell'appetito come eccessivo senso di fame o repulsione per il cibo; pensieri negativi sulla gravidanza e sulla propria vita; perdita di interesse delle attività che una volta piacevano; umore depresso continuativo con pensieri negativi e in certi casi ossessionanti oltre che inspiegati. Quanto è comune l'apatia in gravidanza? La depressione in gravidanza si manifesta in 1 donna su 10 con un picco di frequenza intorno alla 32esima settimana di gravidanza. La maggior parte delle donne che manifesta sintomi depressivi in gravidanza è a rischio di depressione post-partum per tale motivo è assolutamente necessario non trascurare il problema. Se questi segni dovessero esser presenti ti consiglio di non isolarti ma parlare dell’argomento con il partner, con la famiglia o con personale qualificato. Come curare la depressione durante la gravidanza In caso di depressione in gravidanza, per le forme più lievi è sufficiente fare dei colloqui con uno psicologo in modo da evidenziare le cause che generano i sentimenti negativi. Parlare con uno psicologo aiuta a tirare fuori emozioni sopite e nascoste che provocano uno smarrimento durante la gravidanza, un vero e proprio percorso di consapevolezza. I colloqui servono a trovare le cause che generano uno stato di ansietà e depressione in gravidanza e quindi durante le sedute di psicoterapia si parlerà di: pregressi problemi di salute mentale e in famiglia; dipendenza con uso di droghe o alcool; esperienze con le gravidanze precedenti ; abusi e traumi domestici passati; rapporto con la maternità; rapporto madre bambino; paure relative alla gravidanza come la perdita del bambino, il timore del cambiamento del corpo, del ruolo genitoriale e sociale e la paura del parto. Depressione in gravidanza cosa fare? Lo psicologo, in base al singolo caso clinico, potrà adottare delle tecniche di aiuto Terapie per la tristezza nei nove mese di gestazione Psicoterapia; Terapia cognitivo comportamentale; Terapia interpersonale; Terapia psicodinamica; Supporto psicologico; Tecniche di rilassamento: Nei casi più gravi sarà necessario un approccio integrato dove farmaco e psicoterapia lavorano insieme. Terapie farmacologiche per l'umore in gravidanza A seconda della gravità della situazione si possono utilizzare sotto controllo medico farmaci come: antidepressivi; ansiolitici; stabilizzatori dell' umore; antipsicotici. La terapia farmacologica sarà prescritta valutando attentamente il singolo caso clinico e il rischio beneficio per madre e feto nella cura della patologia depressiva. In conclusione i sentimenti negativ i in gravidanza sono fisiologici ma non devono perdurare per troppo tempo o portare ad un isolamento. La rete sociale intorno a voi è sempre di aiuto…..parlate, parlate, parlate. Mostrare un disagio non è debolezza piuttosto è un segno di grande maturità. Affrontare un problema è molto meglio che sotterrarlo con la solitudine e il silenzio. Mammamather ostetrica tascabile Per approfondire Prepararsi al parto: cose da sapere prima del parto Dieta in gravidanza: cosa mangiare e cosa evitare Lista nascita: metti solo le cose indispensabili Come combattere la nausea in gravidanza Quando si sentono i primi movimenti fetali? Come vivono la gravidanza i futuri papà Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. Non vi è alcun obbligo di acquisto ma solo vantaggi Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto da Amazon 10% spendendo almeno 400€ o un 15% quando spendi più di 800€ nella tua Lista di nascita Più di 100.000 prodotti per aiutarti dall'inizio della gravidanza. Cosa aspetti fai subito la tua Lista nascita !
- Dolore capezzolo allattamento: Cause e rimedi per male e fastidio a seno durante la poppata
Il dolore al capezzolo in allattamento rappresenta una delle maggiori cause di interruzione della nutrizione al seno del neonato. Vediamo le cause dei problemi al seno durante l'allattamento, come prevenire il mal di capezzoli e i rimedi per un allattamento felice. Sommario Capezzolo infiammato e dolente Cause del dolore durante l'allattamento Corretto attacco al seno Dolore al seno da secrezione lattea Poppata vigorosa e dolore al capezzolo Capezzolo introflesso Rimedi per i capezzoli doloranti in allattamento Creme per alleviare il dolore ai capezzoli Quando rivolgersi all'ostetrica Dolore ai capezzoli e mughetto Capezzolo infiammato e dolente in allattamento Allattare è un’esperienza totalizzante e molto appagante per una mamma; nutrire il proprio bambino, il contatto pelle a pelle e gli sguardi di complicità sono una delle esperienze più belle della vita. Purtroppo, allattare non è sempre così facile soprattutto se la neomamma non riceve supporto e nozioni adeguate su come attaccare correttamente il neonato al seno. Nella fase iniziale dell'allattamento si possono manifestare fastidi e sensazione di bruciore al capezzolo. Sintomi del fastidio e del forte male durante l'allattamento: Capezzolo arrossato; Capezzolo caldo; Capezzolo dolorante, Capezzolo gonfio Capezzolo bianco; Capezzolo duro; Capezzolo irritato; Capezzolo screpolato; Capezzolo rosso; Capezzoli che bruciano; Fitte e male al seno. In tutti questi casi l'allattamento diventa doloroso e si può accompagnare a fitte interne e intermittenti al seno. Il dolore al capezzolo provoca difficoltà ad allattare il bambino a causa del dolore lancinante e prolungato che prova la mamma durante la poppata, tanto che spesso si decide di sospendere la nutrizione al seno soprattutto tra il terzo e il sesto giorno dopo il parto. La difficoltà ad allattare il proprio bambino genera frustrazione, la nutrice si sente in colpa per non riuscire ad allattare il proprio figlio, e il lattante trova difficoltà a nutrirsi Bene mamma, analizziamo le cause che provocano il dolore al capezzolo in allattamento. Cause e perché del dolore durante l'allattamento Il dolore al seno in allattamento può avere diverse cause e tutte sono risolvibili. Attacco al seno del bambino Nella maggior parte dei casi alla base del dolore e dell’infiammazione ai capezzoli vi è: un errato attaccamento al seno del bambino una posizione sbagliata con cui si attacca il neonato al seno. Quando si verifica il dolore ai capezzoli in allattamento È importante capire anche quando si verifica il dolore alla poppa e i problemi ai capezzoli. Il dolore al seno prima di attaccare il bambino è dovuto alla secrezione lattea che si presenta con una sensazione simile a punture e spilli. Il dolore al seno dopo la fine della poppata indica che le mammelle si stanno preparando alla poppata successiva (il seno si sta riempiendo nuovamente) Questi dolori descritti sono passeggeri, basta solo fare delle piccole correzioni durante l'attacco al seno o tra una poppata e l’altra. Va sottolineato che se il dolore al petto intenso, pungente e bruciante fosse persistente la causa potrebbe essere dovute ad afte, mughetto o altre infezioni che dalla bocca del bebè passano ai capezzoli. Corretto attacco del bambino al seno per evitare il mal di capezzoli Per allattare il proprio bambino serve tempo, pazienza e perseveranza. Non si può pensare di voler allattare il proprio bambino facendo altre cose, in maniera volante o in posizioni scomode. La mamma per allattare deve stare comodamente seduta con la schiena ben poggiata e rilassata. La posizione dell'allattamento è fondamentale. Per evitare i capezzoli doloranti è inoltre indispensabile un attacco corretto del bambino al seno materno. Il bambino deve stare di fronte al torace della madre con l’orecchio, la spalla e l’anca allineati. La bocca del bambino deve essere aperta in modo da permettere sia l’ingresso del capezzolo ma anche di parte dell’areola mammaria. Le labbra del poppante devono essere rivolte verso l’esterno senza piegamenti del labbro inferiore che se continuativi potrebbero creare abrasioni da frizione e dolore alla mamma. Il dolore ai capezzoli si sviluppa se il neonato non riesce a succhiare bene infatti un errore comune è quello di offrire nella bocca del neonato solo il capezzolo, invece il posizionamento corretto deve essere eseguito offrendo tutto il capezzolo e parte dell’areola. Per evitare infiammazioni e dolori ai capezzoli, la bocca del bambino deve essere in asse con i capezzoli evitando che porzioni di seno materno urtino nel palato del bambino creando croste e rigonfiamenti. Il dolore al capezzolo può essere causato dalla pressione negativa continua, ad esempio, se il bambino si addormenta con il seno in bocca. I capezzoli arrossati, mangiucchiati, screpolati e dolenti sono la conseguenza di un cattivo attaccamento del bambino al seno della mamma che genera dolore. Per approfondire: posizioni allattamento Da non dimenticare che un attacco al seno scorretto rallenta la produzione del latte poiché solo una corretta suzione del bambino stimola i sinusoidi lattiferi che si trovano sotto l’ areola del seno. Un attaccamento al seno errato causa sia dolore alla madre sia frustrazione al bambino. Il problema dei dolori ai capezzoli si supera posizionando in bambino con più areola possibile in bocca e manipolando il suo labbro inferiore con le dita in caso si pieghi prima di iniziare la poppata. Allattamento doloroso da secrezione lattea Il dolore da secrezione lattea si presenta come delle punture dolorose al seno. La secrezione lattea è un fenomeno assolutamente normale che segnala il rilascio del latte dai dotti che lo producono. Il fastidio da secrezione lattea si avverte come un pizzicore o una puntura che si accompagna ad una sensazione di calore. I dolore al seno da secrezione lattea è più intenso nell'avvio dell'allattamento e può verificarsi anche più volte nella stessa poppata. La buona notizia è che si attenua ad allattamento avviato. Stress, ansia, affaticamento e uso di alcool inibiscono il riflesso secretivo del latte e quindi il dolore al seno causato da secrezione lattea potrebbe ripresentarsi. Poppata vigorosa e dolore ai capezzoli Il dolore al capezzolo è più intenso nei primi minuti della poppata poiché il riflesso del rilascio del latte richiede qualche minuto prima di attivarsi. Il capezzolo dolente potrebbero essere anche la conseguenza di una poppata vigorosa soprattutto all' inizio dell' allattamento in cui il capezzolo non è ancora abituato alla fastidio della suzione. I capezzoli rossi e indolenziti compaiono nei primi 3-6 giorni dall’ inizio dell’ allattamento ma via via vanno a scemare sempre che vi sia una corretta posizione di suzione. Capezzolo introflesso e dolore al seno I capezzoli introflessi sono dei capezzoli che invece di indurirsi puntando verso l’esterno rientrano nel tessuto mammario. Le prime volte in cui il neonato cerca di attaccarsi in un capezzolo introflesso potrebbe provocare irritazione al tessuto che circonda il capezzolo; in questi casi non c'è nulla di preoccupante ci vuole solo un po’ di tempo e perseveranza affinché il capezzolo con la pressione della suzione fuoriesca all' esterno. Se il dolore è molto forte si può utilizzare un para capezzoli. Rimedi per i capezzoli doloranti in allattamento Hai sempre sognato di allattare ma, il mal di capezzoli ti blocca? Vedrai che presto questi fastidi spariranno, i capezzoli si rinforzano in fretta, di norma entro due settimane dall’avvio dell’allattamento. Ecco qualche consiglio per avere un po’ di sollievo mentre i capezzoli si adattano alle esigenze del tuo bambino. Assicurati che il neonato sia attaccato correttamente Un corretto attacco evita il dolore al seno. Assicurati che il neonato durante la poppata abbia all' interno della sua bocca sia il capezzolo sia parte dell’areola. Se succhia solo il capezzolo proverai dolore. Se il seno è gonfio di latte Se le mammelle sono troppo piene e gonfie prima di attaccare il neonato fai scendere un po’ di latte manualmente oppure tira via un po’ di latte con il tiralatte prima della poppata in modo da favorire l’eiezione del latte. Cambia spesso posizione di attacco al seno Cambiare ad ogni poppata la posizione di allattamento evita che venga compressa sempre la stessa parte di seno, se invece cambi posizione ad ogni poppata verrà compressa una parte diversa di seno evitando arrossamenti e infiammazioni. Cambia mammella ad ogni poppata Non privilegiare una sola mammella, usale entrambe! Se un seno vi fa più male dell’altro provate ad usarli entrambi ogni volta cominciando da quello che vi fa meno male, dato che all’inizio della poppata la suzione è più vigorosa. Se entrambi i capezzoli sono dolenti cominciate da quello che sembra più pieno. Metti del ghiaccio sui capezzoli prima di attaccare il bambino Nei primi giorni di allattamento si possono fare degli impacchi di ghiaccio sui capezzoli e sull’ areola per pochi minuiti prima della poppata in modo da favorire l’erezione dei capezzoli e desensibilizzare la parte nella fase iniziale della suzione del neonato. Lascia il seno scoperto Dopo ogni poppata esponi i capezzoli doloranti e screpolati all' aria per qualche minuto, evita però la luce solare diretta sui capezzoli. Attenzione alla biancheria, evita indumenti ruvidi ed utilizza reggiseni morbidi e traspiranti. Attenzione alle coppette assorbi latte Cambia spesso le coppette assorbi latte in modo che le perdite non lascino i capezzoli umidi e facilmente soggetti ad irritazioni. Assicurati che le coppette non abbiano rivestimenti o imbottiture di plastica che creano un ambiente caldo umido che facilita le infezioni batteriche. Bagna i capezzoli con una goccia di latte Alla fine della poppata fai scendere una goccia di latte e passala su tutto il capezzolo. Il latte materno contiene un’alta concentrazione di grassi che combattono le infezioni. Lascia asciugare all' aria e metti il reggiseno solo quando il capezzolo è totalmente asciutto. Lava i capezzoli solo con acqua I saponi aggressivi, l’alcool e i prodotti igienizzanti irritano ulteriormente la delicata pelle del capezzolo. Detergi il seno solo con acqua e asciuga con una salvietta morbida tamponando. Applica una bustina di thè sul capezzolo Applica sul capezzolo una bustina di thè lasciata in infusione con acqua calda per 3-5 minuti. Il thè dopo i primi tre minuti di infusione rilascia acido tannico che aiuta l’ispessimento dei capezzoli, inoltre, le proprietà antinfiammatorie contenute nel tè sono utili per calmare il fastidio e il calore è lenitivo e favorisce la guarigione Creme per alleviare il dolore al seno in allattamento Per i capezzoli dolenti e infiammati sono di particolare aiuto creme che fortificano la pelle del capezzolo e allo stesso tempo leniscono il dolore. Attenzione però, sul capezzolo vanno applicati solo prodotti adatti all' allattamento e mai prodotti a base di petrolio come la vasellina, il burro di cacao e l’olio per lubrificare i capezzoli poiché interferiscono con la traspirazione cutanea e prolungano la fase infiammatoria. Per le forti infiammazioni al capezzolo devono essere evitati i prodotti che richiedono un risciacquo prima di allattare a causa dell’irritazione che il lavaggio continuo produce. Ecco per te le creme che aiutano la guarigione dei capezzoli screpolati e infiammati. Creme per alleviare il dolore al seno in allattamento Olio vea Vea oli è il perfetto alleato contro i capezzoli screpolati e infiammati da allattamento, infatti, se applicato regolarmente svolge un’azione protettiva e lenitiva. La commestibilità dell’olio vea, essendo vitamina E pura, consente di attaccare il neonato dopo l’applicazione della crema creando una vera e propria barriera protettiva. Un prodotto che se lo provate non lo lascerete più, perchè utile per tutte le affezioni della pelle. Azulenal Azulenal è un unguento utilizzato fin dal 1945 e da allora è la crema più usata nel mondo dalle mamme che allattano. È ottima per la prevenzione del dolore ai capezzoli, nelle infezioni al seno e nelle infiammazioni da mastite. Il principio attivo, la guaiazulene è estratta dall' albero di eucalipto, famoso per le sue proprietà antinfiammatorie. Essendo totalmente naturale non necessita di risciacquo prima di attaccare il neonato al seno. Purelan medela La crema Purelan Medela è a base di lanolina, una sostanza naturale che protegge e fortifica i capezzoli in allattamento. La lanolina è una sostanza grassa ricavata dalla lana di pecora con funzioni impermeabilizzanti e protettive. Basti pensare che la lana delle pecore protegge gli animali dalle intemperie e dagli attacchi esterni. Quando rivolgersi all'ostetrica? Se il dolore ai capezzoli non passa e si accompagna ad altri sintomo come: Febbre; Astenia; Malessere generale; Seno rosso a chiazze; Eccessivo sanguinamento dai capezzoli; Afte nella bocca del bambino. È bene consultare l’ostetrica per accertare la presenza di infezioni, mastite o altre malattie del seno in allattamento. Dolore al seno e mughetto In alcuni casi il dolore al seno è provocato da un'infezione da funghi. Se notate delle chiazze bianche nella parte interna delle guance del neonato probabilmente si tratta di "candida albicans" che dalla bocca del neonato è passata al capezzolo. Il mughetto necessita di una terapia pertanto è bene consultare il pediatra o l’ ostetrica di fiducia. Cara mamma, spero di esserti stata di aiuto, scegli il trattamento migliore e se hai bisogno di altri consigli scrivimi nei commenti, sarò felice di risponderti. Non dimenticare di iscriverti al blog per avere sempre contenuti nuovi e aggiornati per la cura del bambino. Mammamather ostetrica tascabile Leggi anche Poppate del neonato: durata e quantità Come attaccare il neonato correttamente? Alimentazione in allattamento Come prevenire la morte in culla Singhiozzo del neonato, come farlo passare? Acne del neonato, cosa fare? Come capire se il neonato mangia abbastanza Per essere sempre informata iscriviti alla nostra news letter che trovi qui sotto e seguici su Instagram, non sarai mai sola. 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- Come prepararsi ad un taglio cesareo programmato
Il taglio cesareo è un intervento chirurgico per via addominale che permettere al neonato di venire al mondo quando non è possibile per via vaginale Vediamo insieme le indicazioni al taglio cesareo programmato, come prepararsi, la procedura chirurgica, l' anestesia e l' avvio dell'allattamento Indicazioni al taglio cesareo Ci sono alcune situazioni in cui non è possibile far nascere il proprio bambino in modo naturale ed è necessario ricorrere ad un taglio cesareo programmato. Indicazioni al taglio cesareo: presentazione podalica; sproporzione feto pelvica; placenta previa patologie materne patologie fetali pregresso taglio cesareo Va chiarito che il taglio cesareo è un intervento chirurgico a tutti gli effetti pertanto è necessario prepararsi, in particolare quando il cesareo è programmato, pianificando alcuni aspetti Prepararsi al taglio cesareo Il taglio cesareo per essere programmato richiede un' indicazione ben precisa per poterlo effettuare. Una richiesta materna di intervento sine causa non può essere accolta da nessun professionista in quanto eticamente e professionalmente non eseguibile . Ecco le tappe per arrivare serene il giorno del taglio cesareo. Durante gli ultimi controlli con il curante sarà fissata la data dell' intervento, vi invito ad approfittare di questo momento per chiarire i dubbi relativi alla procedura alla terapia per il dolore ai giorni di degenza al percorso post operatorio previsto dalla struttura dove eseguirete l' intervento. Eseguite la visita anestesiologica approfondendo ogni punto che non vi è chiaro. Non abbiate paura di fare domande o esprimere incertezze. Il colloquio ha lo scopo non solo di valutare lo stato di salute dell' operanda ma anche di sciogliere ogni perplessità perché dovrete firmare un consenso alla procedura ed è un vostro diritto ricevere delle spiegazioni minuziose. Se assumete dei farmaci, ad esempio per l' ipotiroidismo o il diabete, chiarite se la terapia nel giorno dell'intervento subirà delle variazioni o delle sospensioni. I genitori che hanno avuto una precedente esperienza negativa di taglio cesareo dovrebbero programmare un consulto ostetrico per ricevere chiarimenti e rassicurazioni al fine di vivere l’esperienza della nascita come un momento piacevole e gratificante. Fate una lista delle cose che vi serviranno in ospedale, sia per voi che per il bimbo. Preparate i bagagli da portare in ospedale diversificando il borsone del neonato che porterete con voi in sala operatoria con i bagagli che vi serviranno nei giorni di degenza. A questo proposito potete consultare l' articolo su come fare il borsone del parto. Preparate i documenti della gravidanza, gli esami eseguiti, le ecografie e un documento di riconoscimento valido vostro e del futuro papà.. Sistemate la casa di modo che al vostro ritorno avrete tutto a portata di mano e ben fornito. Sistemate la culla, completate la lista degli acquisti. Se non avete qualcuno che vi aiuti potete preparare in anticipo delle pietanze che si conservano in freezer in modo da dover solo scongelare e non stressarvi nel cucinare. Se avete altri figli stabilite chi se ne dovrà prendere cura durante i giorni di degenza, avvisate i nonni e i parenti a essere reperibili in caso di necessità sopravvenuta. Identificate una persona disponibile a farvi l' assistenza durante in giorni post intervento in ospedale. Non tutti gli ospedali permettono la presenza di un assistente ma nel caso sia consentito pianificate questo aspetto per tempo. Pianificate dei giorni di congedo o di permesso dal lavoro del futuro papà. Il giorno prima del taglio cesareo Alcune strutture prevendono il ricovero la mattina dell' intervento, altre la sera prima. Fate un pasto leggero e attenetevi scrupolosamente alle ore di digiuno da solidi e liquidi prescritti dall' anestesista. Togliete ogni oggetto metallico: anelli, orecchini, fede, reggiseni con parti metalliche e quant' altro. Riponete tutto con cura per evitare che si smarriscono. Procedura chirurgica e anestesia Una volta entrati in sala operatoria verrete sistemate nel lettino e sarà eseguita l' anestesia. L' anestesia può essere generale o spinale e la scelta su quale somministrare è condizionata da molti fattori. In linea di massima si esegue sempre l' anestesia spinale. Dopo che l' anestesia ha fatto effetto si procede con la tricotomia e l' inserimento del catetere vescicale. Da questo momento ha inizio l' intervento che in genere dura circa 30 minuti. L'addome viene disinfettato e il chirurgo pratica un' incisione trasversale della cute. Si procede via via ad aprire tutti gli strati: cute; sottocute; fasce muscolari; peritoneo( una membrana che avvolge la parte inferiore dell' utero). A questo punto si incide l' utero e viene estratto il bambino si clampa il cordone e si affida all'ostetrica che lo mostra alla mamma accostandolo al viso. Poi il bambino viene affidato al neonatologo, che ne controlla lo stato di salute. Intanto l'intervento prosegue. Si estrae la placenta, si pulisce l' utero e si procede a suturare tutti gli strati fino alla cute. Si disinfetta nuovamente la cute e si chiude la sutura con un cerotto. Pelle a pelle con il taglio cesareo Nonostante la falsa credenza è possibile praticare il pelle a pelle con il taglio cesareo. Grazie all' anestesia spinale la separazione madre bambino non è più necessaria, eccetto in casi limitati. In sala operatoria è possibile avvicinare il neonato al viso e al seno materno già mentre la madre viene suturata. Serve soltanto un ostetrica che posiziona il bambino e che lo sorregga e guidi il neonato a ciucciare senza intralciare l'intervento. Avvio dell'allattamento con il taglio cesareo Terminata l' operazione la mamma viene posta in un' area di osservazione insieme al neonato e all'ostetrica che ne valuterà lo stato generale e l' aiuterà ad avviare l' allattamento. Via via l' anestesia sarà smaltita e se necessario si potrà iniziare la terapia del dolore. Se tutto procede bene trascorse due ore dal parto la mamma sarà accompagnata in camera insieme al neonato. Non vi è nessuna controindicazioni ad avviare l' allattamento subito dopo l' intervento. Mammmather ostetricia e ginecologia tascabile #tagliocesareo #cesareo #intervento #partocesareo #partooperativo
- Gravidanza dopo aborto spontaneo. Fertilità dopo un aborto e paura di perdere il bambino
La gravidanza dopo un aborto spontaneo è carica di paura e incertezza di perdere nuovamente il bambino o che possa succedere qualcosa. Vediamo i consigli su come affrontare una nuova gravidanza dopo aver abortito Perdere un bambino è un evento traumatico. Purtroppo, le gravidanze andate male sono moltissime , e ognuna lascia un segno più o meno grande nella vita di una mamma (ma anche di un papà). Ciò di cui non si parla, tuttavia, sono le gravidanze successive: da un evento traumatico come un aborto spontaneo, infatti, nasce un’ ansia non indifferente, che non si manifesta solo nel periodo successivo, ma anche e soprattutto nel caso in cui si rimanga incinte un’altra volta. La paura di perdere di nuovo il bambino fa vivere molto male la gravidanza. Ma non è impossibile trovare serenità: ognuna troverà la sua strategia, ma il primo passo deve essere quello di avere consapevolezza della situazione, prendendola in mano e cercando di ridurre, o addirittura azzerare, l’impatto di questa spirale di pensieri negativi. Gravidanza dopo aborto spontaneo Quando il test diventa positivo per la prima volta dopo che pochi mesi prima hai affrontato un aborto spontaneo , il turbine di emozioni che ti travolge è fatto da un mix di sentimenti altamente contrastanti. Da un lato la gioia per la nuova gravidanza, dall’altro la paura, delle volte insostenibile che possa riaccadere di nuovo. Sono incinta dopo un aborto, e ora? È incredibile come un minuscolo agglomerato di cellule possa letteralmente cambiarti l’esistenza in pochissime settimane. Basta una lineetta che si colora su un test per provare un sentimento di euforia generalizzato, che ti fa camminare un metro sopra terra. Da quel momento tutto assume un significato diverso. È come se il mondo improvvisamente si mostrasse con colori più intensi. Ci sono molti studi che confermano come le donne che subiscono un aborto spontaneo affrontino con maggior ansia la gravidanza rispetto a quelle che non lo hanno mai avuto. E questo indipendentemente dalla settimana in cui l’aborto si verifica. La prima volta si vuole sbandierare al mondo intero che si è “incinti” non appena fatto il test; la seconda volta, arrivando da un aborto, si vuole aspettare la conferma dell’ecografia o l’ingresso nel quarto mese. La prima volta si ha il sorriso stampato sulle labbra, la seconda volta non si sa bene che sentimenti provare. Ma sicuramente si ha molta paura. Vivere la fertilità dopo aborto spontaneo? Ho cercato di raccogliere qui i consigli che mi sono sembrati più utili. Sicuramente è importante fare un percorso psicologico. Anche se “andare dallo psicologo” ha ancora (purtroppo) un’aura vergognosa, un terapista aiuta davvero moltissimo. La salute mentale ha valore tanto quanto quella fisica, e nel caso della gravidanza ancora di più. Cercare un buon terapista, magari specializzato proprio nella perdita, è davvero utile. Nei consultori, poi, ci sono spesso gruppi di supporto per chi ha passato esperienze simili, e anche confrontarsi con chi ci è passato fa davvero molto bene. Nuova gravidanza dopo un aborto Può essere d’aiuto: Appuntare i vostri pensieri , le vostre paure, le vostre gioie, come state cambiando e come sta evolvendo la gravidanza. Una sorta di diario di bordo, anche giornaliero se volete, che possa aiutarvi a liberare le emozioni e ad esprimervi. Vivere il presente , per evitare preoccupazioni inutili. Nessuno riesce a prevedere il futuro, ipotizzare eventi negativi non fa che creare ansie inutili. Concentratevi su di voi, sul bambino che sta crescendo dentro di voi e sul fatto che in quel momento sta andando tutto bene Svagarsi : non fissatevi sulla gravidanza 24 ore su 24. Trovate qualche attività che vi aiuti a rilassarvi e cercate di farla ogni giorno, occupando del tempo e tenendo libera la mente da pensieri negativi Non rimandare troppo a lungo lo shopping per il vostro bebè. In molte evitano di farlo per scaramanzia. Le 20 settimane di gravidanza sono un buon momento per iniziare. Rendere partecipate il vostro ginecologo e ostetrica delle vostre paure in modo che possano tranquillizzarvi. Non dico che sarà tutto semplice ma ce la potete fare.
- Dispareunia: dolore durante la penetrazione e i rapporti
Hai dolore durante la penetrazione e i rapporti? I rapporti sessuali dolorosi prendono il nome di dispareunia e rappresentano un motivo di disagio e stress per le donne. Vediamo le cause del dolore durante la penetrazione vaginale e i rimedi. Dispareunia, dolore durante la penetrazione Per le donne l’attività sessuale non è sempre un’esperienza appagante per via del dolore che possono avvertire durante la penetrazione e l'intimità. Il dolore da penetrazione è chiamato Dispareunia e si verifica sia nelle donne giovani sia donne in menopausa. Si stima che colpisca il 12-15% delle donne in età fertile e il 45 % delle donne in menopausa Il dolore durante la penetrazione non è sempre nella stessa sede infatti può essere: Dolore alla pancia e allo stomaco durante la penetrazione Dolore alle ovaie durante la penetrazione Dolore al basso ventre durante i rapporti Bruciore e dolore molto forte al fianco durante i rapporti Dolore durante la penetrazione iniziale Dolore durante la penetrazione profonda Dolore durante i rapporti: cause e rimedi All’ origine del dolore durante i rapporti sessuali vi sono varie cause ed alcune di esse possono essere associate. Il dolore durante l'intimità pertanto necessita di una approccio e un trattamento differente in relazione alla causa da cui origina. La motivazione della dispareunia può essere infatti sia di natura fisica sia di natura psicologica e in alcuni casi con un' associazione tra le due cause. In linea generale il dolore durante la penetrazione è causato da: Infezioni ai genitali interni ed esterni, Stress Secchezza vaginale Lesioni e lacerazioni ai genitali Dolore post parto spontaneo con episiotomia o lacerazioni vaginali Dolore dopo parto cesareo Problemi e tensioni nella coppia Vaginismo Endometriosi Dolore durante i rapporti causa infezioni Il dolore durante il rapporto può originare da infezioni a carico dei genitali femminili . Quando vi è un processo infettivo o infiammatorio vaginale si ha un'alterazione della flora batterica con conseguente minore produzione di muco lubrificante che potrebbe causare sesso doloroso. Le maggiori infiammazioni vaginali che possono dare fastidio durante la penetrazione sono: Candida albicans; Trichomonas vaginalis; Gardnerella vaginalis; Herpes simplex; Mycoplasma; Papilloma virus. Le infezioni vaginali incidono moltissimo sul dolore durante la penetrazione e fanno diminuire la libido femminile. Esegui regolarmente i controlli ginecologici e il pap test per rilevare tempestivamente le infezioni che possono nuocere sia alla fertilità sia al piacere sessuale. Nei casi di infezioni vaginale entrambi i partner devono assumere la terapia per evitare l'effetto ping pong. Rapporti sessuali dolorosi causa stress Il sesso doloroso potrebbe essere scatenato dal rivivere durante il rapporto sessuale episodi legati al passato che hanno lasciato un segno negativo a livello psicologico. Aver subito violenze, abusi e nei casi estremi stupri rappresentano le principali cause di rapporti dolorosi. Allo stesso modo vivere il rapporto come se fosse qualcosa di sporco e peccaminoso, magari per retaggi culturali o religiosi restrittivi, può rappresentare causa di dolore nella penetrazione. Non ultimo la mancanza di feeling con il proprio corpo non permette un’esperienza sessuale felice. Nei casi in cui vi è un blocco sessuale motivato da un disagio psicologico è doveroso scavare le cause profonde del problema con uno psicologo. I colloqui servono a mettere il luce il problema, spesso sopito, e aiutare la donne a vivere una sessualità serena e appagante. Penetrazione dolorosa per secchezza vaginale Le ghiandole vaginali producono una sostanza lubrificante che umidifica le sue pareti. Durante l'intimità, l'eccitazione fa aumentare la produzione di muco in modo la favorire una penetrazione senza attriti e senza rischio di abrasioni o lacerazioni vaginali e vulvari. La penetrazione senza lubrificazione provoca irritazione e bruciore. Nei casi di secchezza vaginale per evitare il dolore da penetrazione è bene utilizzare un lubrificante per favorire lo scivolamento ed evitare rapporti dolorosi. Se non vi è lubrificazione vulvare si crea un circolo vizioso: la penetrazione con la secchezza vaginale causa micro abrasioni che renderanno i successivi rapporti fastidiosi anche se le pareti vaginali sono umettate. Normalmente la secchezza vaginale è presente nelle donne in menopausa ma può essere presente anche nelle donne in età fertile a causa di sbalzi ormonali, infezioni o fattori psicologici. Sesso doloroso per lesioni da coito Il sesso particolarmente irruento e senza la giusta lubrificazione della pareti vaginali può provocare microlesioni e abrasioni interne. Le lesioni interne possono essere di varia natura e non sempre sono sanguinanti per cui potrebbe essere difficile accorgersene. Piccoli traumi e il gonfiore delle pareti vaginali possono provocare dolore intenso durante il rapporto. Se durante la penetrazione avverti dolore e bruciore intenso è sempre bene rivolgersi al ad uno specialista in tempi brevi. Penetrazione dolorosa dopo il parto con episiotomia Il sesso dopo il parto nei primi periodi può essere diverso dal solito. Nonostante l’ episiotomia sia ben cicatrizzata il trauma subito dal pavimento pelvico e la mancanza di elasticità può generare dolore durante il rapporto. Se il dolore si presenta nei mesi successivi al parto e la guarigione della sutura è regolare provare fastidio è normale. Se invece il dolore dovesse persistere molto tempo dopo il parto è necessario eseguire una valutazione più accurata e quindi una terapia mirata. Sesso doloroso a causa dei farmaci Alcuni farmaci hanno fortissime ricadute sulla libido femminile perché interferiscono con la produzione ormonale. Pillola anticoncezionale, terapie prolungate con analgesici e antibiotici, ma anche antidepressivi hanno forti ricadute sulla vita di coppia. La mancanza di eccitazione non permette una buona lubrificazione vulvare per cui la penetrazione potrebbe risultare molto dolosa soprattutto se profonda. Nei casi di sesso doloroso provocato da terapie farmacologiche è necessario una stimolazione maggiore delle zone erogene femminili per incrementare il piacere. Si possono aumentare i tempi dei preliminari e praticare una stimolazione clitoridea prima di procedere con la penetrazione. In questi casi è sempre bene utilizzare un buon lubrificante vaginale. Dispareunia per cistite La vescica per la vicinanza e continuità con le pareti vaginali se interessata da infezioni batteriche può generare bruciore a livello dei genitali. La cistite causa uno stimolo continuo ad urinare che aumenta il senso di disagio e provoca la perdita del desiderio. Non trascurare mai una cistite anche se da sintomi lievi , esegui piuttosto un antibiogramma delle urine per valutare il batterio che causa l'infezione vescicale in modo da poter intervenire con una terapia mirata. Dolori durante penetrazione per problemi di coppia Il piacere femminile ha una componente sia fisica ma maggiormente mentale. Le donne fanno sesso sia con il corpo che con la mente! Una relazione difficile osteggiata da problemi e incomprensioni interferisce con il desiderio sessuale. Nei casi di sesso difficile con il proprio partner, se il problema è transitorio non dovrebbe avere ripercussioni ma se proprio non si riesce ad avere una vita sessuale appagante non esitare ad affrontare l’argomento con il partner o con un terapista di coppia. Dolore penetrazione per vaginismo Il vaginismo è una vera e propria malattia causata da contrazioni involontarie dei muscoli perivaginali che rendono difficile la penetrazione. Nei tempi passati le donne affette da vaginismo erano etichettate come frigide soffrendo invece di una patologia vera e propria. Nei casi di dispareunia da vaginismo è necessaria una valutazione anatomica dei genitali al fine di valutare se l'apparato riproduttore non presenta alterazioni che ostacolino i rapporti competi. Se a livello fisico è tutto nella norma, il vaginismo trattato con la riabilitazione dei muscoli perineali con l'obiettivo di rilassarli. La rieducazione di noma richiede l'intervento di un sessuologo o di uno psicologo specializzato in problemi sessuali. Rapporti sessuali dolorosi per endometriosi L'endometriosi è una patologia femminile molto complessa che ha ricadute non solo sulla fertilità ma anche sull'approccio alla sessualità di coppia. La sintomatologia della dispareunia da endometriosi è il dolore legato al processo di azione dell’endometriosi. Molte donne si accorgono dell’endometriosi oltre che per il classico sintomo del dolore mestruale, proprio per il dolore durante la penetrazione. La gravità dell’endometriosi deve essere appurata da indagini specialistiche e strumentali e solo dopo si potrà intervenire per ristabilire una felice vita sessuale. Cara, spero che questa guida ti sia stata di aiuto, se hai dubbi o incertezze puoi scriverle nei commenti, sarò felice di risponderti. Ricordati di rimanere sempre aggiornata iscrivendoti alla news letter che trovi qui sotto. Se invece vuoi acquistare i prodotti per il tuo bambino e la tua salute consigliati da Mammamather non devi fare altro che cliccare sul pulsante. mammamather ostetrica tascabile Leggi anche: Infiammazione e prurito vaginale Affrontare una gravidanza dopo un aborto Come aumentare la fertilità e rimanere incinta Apparato genitale femminile spiegato passo passo Perchè non riesco a raggiungere l'orgasmo #doloredurantepenetrazione #dispareunia #dolorerapportisessuali
- Non riesco a venire! Ecco le cause e i rimedi della frigidità femminile.
Non riesco a venire! Un problema di molte donne ma di cui si parla poco, oggi! In questo articolo troverai le cause e i rimedi della frigidità femminile. La frigidità femminile è l'impossibilità o la difficoltà per le donne di raggiungere il piacere durante i rapporti. Non riesco a venire La sessualità nella vita di una donna è molto importante ma per tutta una serie di fattori legati al retaggio culturale, ai problemi di ogni giorno e alle insoddisfazioni che riguardano la vita di coppia, i problemi legati al piacere femminile vengono affrontati molto raramente. Eccovi qualche numero!! Secondo uno studio effettuato nel 2018 solo 19% delle donne riesce a raggiungere facilmente l’orgasmo durante la penetrazione e la restante percentuale si divide tra donne che riescono a raggiungere l'orgasmo solo attraverso la stimolazione clitoridea e donne che non riescono proprio a raggiungerlo. Beh allora credo che sia DOVEROSO parlarne. Cos'è la frigidità femminile La frigidità femminile è l'impossibilità o la difficoltà per le donne di raggiungere il piacere durante i rapporti. Purtroppo dalle statistiche emerge che il problema riguarda moltissime donne e spesso è di facile soluzione ma raramente le donne si rivolgono ad uno specialista. Essere frigida e avere difficoltà a raggiungere il piacere rimane nascosto tra i pensieri femminili senza mai intraprendere delle soluzioni per risolvere il problema. Cause fisiche di frigidità femminile Erroneamente si crede che la donna prova maggiormente piacere con la penetrazione, ebbene l’organo sessuale deputato al piacere è il clitoride . Tante donne non riescono a raggiungere l’orgasmo perché non hanno una stimolazione adeguata di questo piccolo bottoncino, infatti la maggior parte delle posizioni assunte durante la penetrazione non lo vede coinvolto. Ci sono donne che per raggiungere l’orgasmo necessitano di una stimolazione clitoridea di almeno venti minuti. Un’ altro fattore nemico del piacere è il dolore durante il rapporto . Le donne che soffrono di endometriosi o vaginismo non amano il sesso non perché sono frigide ma semplicemente perché è causa di dolore. Se provate dolore durante il rapporto consultate uno specialista che sicuramente vi darà le riposte che cercate. Altro fattore che ha un peso non indifferente sulla mancanza di orgasmo sono le terapie farmacologiche. L’ impulso sessuale è regolato da ormoni e alcune molecole del preparato farmaceutico ne inibiscono la produzione pertanto si avrà un approccio al il sesso meno voglioso. La pillola anticoncezionale, i ricaptatori di serotonina, i farmaci B-bloccanti e quelli per le sindromi ansiose causano l’ abbassamento della libido. Cause mentali ed emozionali che impediscono il piacere femminile I fattori mentali e sociali hanno un peso significativo e si ripercuotono gravosamente nella vita sessuale. Il fatto di non sentirti attraente , di vederti con qualche chilo di troppo o di non essere a tuo agio con il partner può farti vivere un’esperienza sessuale poco gratificante. Altro fattore sottovalutato ma con un’enorme peso è la VERGOGNA . In una società dove il sesso e il corpo femminile è sbandierato a desta e manca tante donne vivono la sessualità come se fosse qualcosa di sbagliato e vergognoso. Avere una vita sessuale appagante non è un peccato anzi rappresenta un bisogno fisiologico. Preoccupazione economiche, problemi quotidiani e stress psicofisico hanno un impatto negativo sul sesso Frigidità femminile rimedi Ecco siamo arrivati al momento saliente. Se non esiste nessuna causa fisica che ti impedisca di vivere una sessualità appagante e dopo aver interiorizzato che il sesso non è peccaminoso ti consiglio di parlare del problema con il partner. Effettivamente questo è quello che i maggiori esperti nel settore consigliano ma da donna , moglie e professionista ti dico che non è assolutamente facile. I partner hanno dei punti cardine nel concepire la relazione e il sesso è uno dei pilastri. Potresti iniziare la discussione dicendo che senti la necessità di sperimentare una sessualità diversa magari provando delle posizioni che coinvolgano la stimolazione clitoridea o chiedergli di provare qualche gioco erotico che ti aiuti a rilassarti. Puoi proporgli l’utilizzo di un vibratore che permette una stimolazione più costante e diretta del clitoride. Puoi aiutarti contraendo e rilasciando i muscoli perineali, a roteare il bacino durante la penetrazione o stimolando tu stessa il clitoride manualmente. Mi sento di darti un ultimo consiglio, cerca di vivere la sessualità il più serenamente possibile e datti del tempo. Inizia la ricerca dell’orgasmo piano piano, sperimenta con il tuo partner qualcosa in più volta per volta in modo da capire cosa ti piace di più e cosa ti piace meno. Non ultimo inizia a sperimentare l’autoerotismo , devi conoscere in primis tu stessa il tuo corpo, le zone erogene che ti danno maggiormente piacere e i movimenti stimolatori clitoridei giusti per il tuo corpo. Frigidità femminile in menopausa In menopausa vi è un brusco crollo degli ormoni che regolano il piacere sessuale femminile. Avere un calo del desiderio in menopausa è un problema di natura ormonale accompagnato da uno stato di secchezza vaginale che non facilita i rapporti. In menopausa per ritrovare il piacere di una vita sessuale appagante è di aiuto la terapia ormonale sostitutiva unitamente all' utilizzo di lubrificanti vaginali durante il coito. Spero di esserti stata di aiuto, per scoprire tutti i lubrificanti vaginali consigliati da mammamather clicca qui Leggi anche La coppia dopo i figli consigli per l'intimità Infiammazione vaginale e prurito intimo Apparato riproduttore femminile, come funziona? Concepimento #frigida #anorgasmia #eccitazionefemminile #anorgasmiafemminile #frigiditàfemminilerimedi
- Capricci bambini. Come gestire i capricci dei bambini con la mamma
Capricci bambini: perché i bimbi fanno i capricci con la mamma e i trucchi per gestirli. La psicologa Vanessa Rotilio ci spiega il rapporto tra mamme e bambini e perché sono più capricciosi in sua compagnia con ottimi trucchi per gestire i capricci Perché i bambini fanno più capricci con la mamma Come affrontare i capricci dei bambini Come gestire i bambini capricciosi I capricci dei bambini con la mamma Si stava comportando bene fino a quando non sei arrivata tu Quante volte ci siamo sentite rivolgere questa frase? E quante volte abbiamo pensato che fosse pretestuosa, e persino offensiva, finché non ci siamo accorte che era semplicemente… vera? Niente panico: non siete sole nell’universo! In uno studio pubblicato tempo fa si asserisce che i bambini sono all’80% peggiori quando sono con le loro mamme. ” E, a sorpresa, questo sarebbe in linea di massima un segnale positivo". Perché i bambini fanno più capricci con la mamma. Si può dire che i bambini ‘devono’ fare i capricci e sarebbe strano se non li facessero, perché attraverso il capriccio sperimentano fino a che punto possono spingersi, qual è il loro raggio d’azione e soprattutto quali i limiti che vengono posti loro. Nonni e mariti poco empatici sono sempre pronti ad accusarci se il bambino inizia a comportarsi “male” ogni volta che ci siamo noi nei paraggi. “Con me è un angioletto” può suonare antipatico, ma mai come “con me non si sarebbe mai permesso di fare un capriccio simile”; una frase del genere sottintende, nemmeno in modo troppo sottile, che il bambino “peggiora” con noi perché lo viziamo, perché siamo deboli, non abbiamo polso e quindi non godiamo di nessuna autorevolezza ai suoi occhi. Sbagliato! Certo, i capricci non devono mai sconfinare entro certi limiti, ad esempio, le mani addosso, grida e urla, altrimenti può esserci davvero un problema di educazione o ancora un disagio di qualche tipo. Ma se sono capricci del tutto normali per un bambino, ad esempio, di due o tre anni, il fatto che si verifichino “solo con noi” è un buon segno. Come affrontare i capricci dei bambini senza perdere il controllo I bambini fanno più capricci con la mamma perché sono legati a lei da un rapporto letteralmente viscerale. Sanno che, anche se si comporteranno “male”, la mamma li accetterà ugualmente e non li abbandonerà mai. Insomma, poco c’entra il “tu non li rimproveri mai”. Non solo: se il bambino in contesti sociali e con altre persone sa che deve avere dei limiti per essere “accettato”, quando è con la mamma, magari stanco dopo una giornata di scuola, può finalmente “lasciarsi andare”. I bambini “sfidano” la pazienza della mamma con i loro capricci perché magari sono stanchi, nervosi, arrabbiati e hanno bisogno di essere contenuti e coccolati: il capriccio non è un capriccio, ma una richiesta di contenimento e protezione da parte della persona con cui sono più intimi. Se il bambino fa più capricci con la mamma, insomma, non vuol dire che lei non ha fatto un buon lavoro, ma l’esatto contrario: so che tu mi accetti e mi ami anche se mostro il mio lato peggiore. I bambini che diventano la versione peggiore di sé stessi non appena arriva la mamma, hanno qualche problema comportamentale? Oppure vogliono solo mettersi in mostra? E in questo secondo caso, perché non lo fanno anche con altre persone? Questa interpretazione, stando agli studi, non è del tutto esatta. Forse proprio quella persona che asserisce "con me è un angelo" li fa sentire a disagio e impacciati: per questo, non appena arriviamo noi, ci sfogano addosso il loro nervosismo sapendo che ci prenderemo cura di loro. Significa che si fidano di noi e che sanno che il nostro amore non è subordinato al loro comportamento. La psicologa infantile Heather Wittenberg afferma: “I bambini riservano il loro meglio - e il peggio - per noi, come genitori. Sono il loro "vero sé" con noi. Ci vuole energia per 'essere bravi' e seguire le regole, specialmente per i bambini piccoli, così quando arrivano a casa lasciano tutto fuori.” La buona notizia, secondo la psicologa, è che allo stesso modo anche il loro amore più autentico, e la loro ammirazione, sono riservati a noi. Se quindi i bambini sono educati, rispettosi degli insegnanti a scuola e degli altri adulti che ruotano intorno a loro, se hanno una buona interazione con i loro coetanei... allora, il fatto che con noi "diano il peggio" è solo indicativo che stiamo facendo un buon lavoro. E non il contrario. La maternità è un duro lavoro, ma accettare che i nostri bambini ci amano così tanto da essere completamente sé stessi solo con noi, forse lo rende un pochino più facile. E per i bambini, imparare ad essere spontanei e accettare i propri sentimenti ed emozioni, anche quando solo negativi, è indicibilmente importante. Anzi, è fondamentale nell'ottica di sviluppare una sana intelligenza emotiva. Se siamo preoccupate per le scenate epiche dei nostri bambini, che a volte rendono i nostri rientri a casa da incubo, confrontiamoci con gli altri adulti di riferimento, come gli insegnanti, e cerchiamo di capire se è c'è un problema di fondo che va affrontato, oppure se fanno semplicemente parte di quelli che "danno il peggio quando c'è la mamma." Come gestire i capricci dei bambini? Ecco alcuni consigli da usare con un bimbo capriccioso Il bambino capriccioso non va ignorato ma rispecchiato A meno che non ci manchi di rispetto o assuma comportamenti fortemente maleducati, concediamogli la possibilità di sfogarsi un po’ e rispecchiamo la sua emozione, facendogli capire che non lo ignoriamo ma capiamo che può succedere che sia più nervoso, che abbia avuto una giornata storta. Ma poi lasciamo che il capriccio si smorzi da sé. Non accondiscendere ai bimbi capricciosi Rispecchiare non vuol dire assecondare il capriccio, altrimenti il bambino potrebbe giungere alla conclusione che in questo modo riesce a far fare alla mamma quel che vuole lui. E lo utilizza come uno strumento di tacito ricatto (“se non vuoi che faccia il capriccio, mi devi concedere questa cosa”) Porre un freno per gestire bimbi e capricci Dopo avergli detto pacatamente che vediamo bene che è tanto arrabbiato, che capiamo che vorrebbe ottenere una certa cosa, altrettanto pacatamente gli aggiungiamo che non possiamo accontentarlo. “Regole e confini vanno posti in maniera ferma e pacata: se ci arrabbiamo abbiamo fallito nel nostro obiettivo!” aggiunge la psicologa". Grazie alle neuroscienze abbiamo scoperto che i capricci hanno origine nella zona posteriore del cervello, che è quella degli istinti e delle pulsioni, che vorrebbero l’appagamento immediato di ogni desiderio. Attraverso l’intervento educativo dell’adulto, si forma una catena di neuroni che collega la parte istintuale con la zona frontale del cervello, che è quella del controllo, che consente al bambino di porre un freno alle sue pulsioni, imparare a gestirle e crescere sereno. E questi freni dobbiamo porli noi adulti”. Come reagire ai capricci frequenti Per concludere, però, devo aggiungere che se i capricci dei bambini sono troppo frequenti, se il bambino assume atteggiamenti esageratamente esasperanti, aggressivi o provocatori, e se, anche dal confronto con gli altri adulti di riferimento, venisse fuori un bambino troppo maleducato, tutto ciò potrebbe segnalare un disagio. In tal caso meglio confrontarsi con un esperto per andare all’origine del problema ed individuare l’approccio più adatto.
- Morning sickness. Pregnancy nausea, how to stop, treatments, remedies and advice
You have morning sickness and are looking for remedies for pregnancy nausea If in the right place, in this article I will explain everything you need to know about pregnancy sickness, the causes and natural remedies to calm the annoying problem. Summary What is Pregnancy Nausea Symptoms of nausea The causes of pregnancy sickness When nausea begins in pregnancy Anti nausea tips Natural remedies for nausea Homeopathy and nausea medications Supplements for nausea in pregnancy Nausea and yoga Nausea or gastritis? When nausea in pregnancy ends Hyperemesis gravidarum Nausea, male or female? Morning sickness and pregnancy nausea Nausea in pregnancy along with vomiting is one of the first symptoms of expectation and occurs in 70-85% of women during the first trimester, from week 6 to week 12 of pregnancy. Generally the disorder tends to fade or disappear spontaneously by the end of the first trimester of pregnancy although in some rare cases it can bother the expectant mother for all nine months. Pregnancy nausea begins to occur after pregnancy is established in conjunction with a sudden increase in the levels of the hormone beta hcg in the maternal blood. Contrary to what was thought in the past, nausea in pregnancy is not a signal that something is wrong but simply represents a symptom related to gestation. Because I don't have nausea in pregnancy Not all pregnant women suffer from nausea, the expectant mother may not have nausea with a normally evolving pregnancy. What are the symptoms of nausea in pregnancy? How to recognize it? Symptoms of nausea are characterized by a sense of disgust and rejection that can occur alone or in relation to certain foods or smells causing stomach upset. It should be noted that gestational nausea can present with different characteristics such as: Nausea and vomit Nausea without vomiting Nausea every other day Morning sickness Nausea after meals or on a full stomach Nausea on an empty stomach Nausea continues Severe nausea throughout the day Some American studies suggest that people with nausea are less likely to have an abortion than those who do not, but to date there is no scientific proof of this. Causes Nausea The triggering causes of nausea and vomiting in pregnancy are unknown but it is believed that the underlying cause of the disorder is the high level of the hormone Bhcg (chorionic gonadotropin) and other pregnancy hormones. At the beginning of the pregnancy there is a sudden increase in the beta Hcg produced by the trophoblast which stimulate the production of two other pregnancy hormones, estrogen and progesterone. Progesterone in particular has an effect on the gastrointestinal tract by causing muscle relaxation. The peak of these hormones occurs in the first weeks of pregnancy, and then begins to decrease from the 13th week just when nausea and vomiting also begin to subside spontaneously. In ancient times it was believed that repulsion and intolerance towards certain foods had a protective function by preventing the mother from taking foods that are potentially harmful to the embryo. Although this theory has never been proven, it certainly has a grain of truth because generally the foods and drinks that cause the onset of nausea belong to the list of foods not recommended or to be consumed in small quantities such as fried food, processed condiments, animal fats and coffee. Another hypothesis argues that nausea is due to a reaction of the maternal immune system which judges the fetus to be a foreign body to be countered. A real rejection that tends to disappear only when the mother's body adapts to the new host. From the studies carried out on the typical malaise of pregnancy it has been found that the variation in carbohydrate metabolism plays an important role , in particular the decrease in blood sugar, a condition that occurs mainly upon waking up and in the morning, notoriously the time of day in which the feeling of nausea is most present. Other factors such as emotional states and fatigue contribute to the increased sense of fullness and disgust When nausea begins in pregnancy Nausea is one of the symptoms of early pregnancy, some women even realize they are pregnant from the very first sign. Nausea does not occur in the same way for all women, most suffer from it only in the first trimester, while others have continuous nausea and still others sporadically. The peak period of nausea is between the 8th week and the 11th week of waiting. Nausea in pregnancy can occur in different times and ways: Constant nausea from week 5 to week 12 Nausea continues throughout pregnancy Persistent nausea in the second trimester Nausea in the third trimester of pregnancy Ways in which pregnancy nausea occurs Morning sickness Nausea after meals Nausea in the evening and at night Nausea after smelling particular smells Nausea throughout the day Nausea on an empty stomach There are women who develop a real aversion to specific foods or when they smell particular smells, or at certain times of the day, at lunch, in the afternoon, in the evening. Most women experience morning sickness upon awakening. At this point it is natural to wonder how to fight nausea in pregnancy. Pregnancy Nausea Remedies What to do for nausea in pregnancy? how to fight it? To combat pregnancy sickness it is important to listen to your body by avoiding foods and drinks that cause nausea and moving away from the odors that trigger or worsen it. The remedies are various and the choice of the most suitable one depends on the severity of the symptom and the possible presence of associated disorders. To relieve pregnancy nausea, you can put into practice small grandmother's remedies aimed at alleviating it Advice for pregnancy sickness Avoid strong smells such as coffee or pungent perfumes. Eat dry foods, anti-nausea foods are crackers, toast, bread sticks and cookies to be consumed before getting out of bed. Avoid fatty or highly seasoned foods Do not drink excessively during meals but drink fluids throughout the day. Have small, frequent meals Do not go to bed immediately after a meal Not smoking These home remedies for nausea in pregnancy help greatly in dulling the symptom of conception that has occurred. Nausea in pregnancy natural remedies Natural remedies for nausea are different and their effectiveness is individual, so I recommend you try them all until you find the one that best suits your type of nausea. It should be noted that these remedies in pregnancy are completely harmless, let's see together what to drink and what to eat to combat nausea in pregnancy. Eat a candy Suck on a candy upon waking before getting out of bed. As an alternative to candy, you can enjoy a gummy jelly, the important thing is to do it slowly. Eat dry foods before getting out of bed Dry foods such as a piece of bread or a cracker help absorb and counteract gastric acidity which enhances nausea. Do not drink with meals Postpone fluid intake between meals. Take small samples of water, breathing deeply between one sip and the next. Drink carbonated water Carbonated water contains carbon dioxide which has a positive effect on the stomach. Eat fennel Eating fennel throughout the day helps relieve the feeling of nausea. Fennel is like a balm for the stomach, it makes the PH less acidic giving immediate relief. Eat licorice You can enjoy licorice in the form of candies (preferably sugar-free) or sticks. Licorice, as a natural anti-nausea remedy, is not recommended in case of hypertension as licorice generates a slight increase in blood pressure so as to be used as a remedy for low blood pressure. Use a pinch of ginger Ginger is an Asian plant readily available in supermarkets and pharmacies and can be taken in various ways: As an infusion in herbal teas; Freshly grated as a condiment for cold and hot dishes; Cut into slices and put to boil. It is important not to exceed the maximum recommended dose of 1-2 grams per day of ginger as it has been shown that excessive consumption of this spice could be harmful to the baby especially in the phase of organ formation. Lemon For some women, lemon is a valuable ally against pregnancy nausea. As soon as you feel the unpleasant symptom, try sucking on a slice of lemon, its flavor helps fight the symptom. As an alternative to lemon you can try a mint leaf. Chamomile Chamomile is one of the oldest and most natural remedies to solve the problem of severe nausea in pregnancy. Prepare a cup of chamomile tea or in ready-made sachets or better with loose dried flowers and sip it lukewarm when nausea occurs. Peppermint Mint thanks to its typical smell and taste is able to relieve the sense of nausea. You can collect fresh mint and prepare an infusion to sip during the day or use mint essential oil, just two drops placed under the tongue help to soothe the unpleasant sense of rejection. Drink a glass of milk Milk is the classic grandmother's remedy for nausea because it can reduce gastric acidity. Try drinking a glass of low-fat or semi-skimmed milk in small sips. Wear a nausea cuff Nausea bracelets are a safe and side-effect-free remedy. It is a bracelet that exercises acupressure capable of reducing discomfort. Acupressure is based on traditional Chinese medicine using the principle of acupuncture. It is a bracelet that exerts pressure on the energy point of the wrist called Nei-Kuan able to counteract nausea and restore body balance and therefore the well-being of the body at 360 degrees. In this regard, experiments have been carried out on the effectiveness of bracelets against nausea. A group of volunteers underwent magnetic resonance imaging with contrast medium. The resonance images showed that the isotope is distributed along the channels that Chinese medicine indicates as meridians. The millennial experience of acupuncturists says that there is a point on the forearms, not far from the bending line of the wrist which, if properly stimulated, blocks nausea. This point is called P6. Homeopathy and drugs for nausea in pregnancy Drugs for nausea and vomiting during pregnancy should only be used when the retching and feeling of nausea are so severe that they cannot feed themselves adequately. In choosing the drugs to take for nausea always seek advice from your obstetrician or gynecologist. Biochetasi The effervescent granulated Biochetase contains citrate and a complex of vitamins, in particular vitamin B6, which helps to restore the well-being of the stomach. It is now established that vitamin B6 counteracts the feeling of nausea. Nux vomica Nux vomica is one of the most suitable homeopathic medicines for nausea in pregnancy because it can alleviate the sense of discomfort of women who vomit and have unbearable nausea. The drug must be prescribed by the doctor carefully evaluating the risk-benefit ratio of using the drug. Supplements for nausea in pregnancy Pregnancy nausea supplements consist of vitamin B6. Various studies have shown that the B vitamin group has a natural anti-nausea effect. Vitamins can be taken both with foods such as: bananas carrots Whole grains wheat germ lentils brewer's yeast tuna fish nuts meat fish legumes. Or in the form of supplements such as candies, gummy candies or sweets to be swallowed. To combat nausea, do yoga Being pregnant and suffering from nausea is not the best of life. According to traditional Chinese medicine, practicing Yoga helps reduce the symptom of nausea during pregnancy because it improves blood circulation with a beneficial effect on the whole body. Yoga helps eliminate toxins by reducing the feeling of nausea. The most effective yoga poses to reduce nausea are: Supta virasana Viparita karani Baddha konasana Yoga positions loosen the weight of the diaphragm on the liver and stomach, giving relief, while breathing calms the body by regulating imbalances. The result is oxygenation for the whole body with reduction of horrible nausea. Nausea or gastritis? Nausea and gastritis are two typical symptoms of pregnancy and it may happen that you do not know which disorder you are suffering from. Both problems affect the stomach and can create disturbances in the mother's diet and lifestyle. They differ essentially because nausea is a typical symptom of the first months of pregnancy and as explained it is mainly caused by hormonal changes and tends to disappear at the end of the first trimester. Gastritis, on the other hand, usually persists throughout pregnancy and among the related symptoms it has the sense of nausea accompanied by retching, however, originating from the strong gastric acidity. Both symptoms of pregnancy need a targeted approach based on the severity with which they occur. How to stop morning sickness The feeling of nausea in pregnancy generally relieves or passes completely around the 12 week or at the end of the 1 trimester even if, pregnancy and nausea can persist for all nine months albeit in a mild form. Hyperemesis gravidarum In the event that nausea continues during pregnancy is associated with excessive vomiting so as to cause signs of dehydration, dryness of the oral mucous membranes, concentrated urine and dizziness, one is faced with a pathological pregnancy nausea. This condition is called hyperemesis gravidarum and requires a medical approach which in some cases may require hospitalization. Therapy for hyperemesis consists in the administration of intravenous fluids and drug therapy to allow the mother to feed properly. Male or female nausea According to popular tradition, women who suffer from continuous nausea and vomiting are more likely to be expecting a baby girl. The theory, although bizarre, has a grain of truth, in fact, the levels of the hormone Hcg tend to be higher when the fetus is female. Chorionic gonadotropin peaks are one of the causes of pregnancy sickness but it should be emphasized that even if you suffer from very strong nausea you can be expecting a boy. Tell me your experience in the comments, are you nauseous and expecting a sissy? Mammamather pocket obstetrician Read also: How to prepare the maternity bag? How to choose the right pacifier? Wather breakage Male names Female names If you are about to have a baby, make your own Amazon Birth With the Amazon Birth List you can make a list of the things you need for your baby and share it with friends and family in order to receive the gift you need and that you have chosen. There is no obligation to purchase but only benefits A new welcome gift from Amazon every month 10% when you spend at least € 400 or 15% when you spend more than € 800 on your Birth List More than 100,000 products to help you from the beginning of pregnancy. What are you waiting for? Make your birth list now! #Morningsickness #Pregnancynausea
- Dyspareunia. Why does it hurt when i have sex
Dyspareunia? Do you have pain during penetration and intercourse? Painful sexual intercourse is called dyspareunia and is a cause of discomfort and stress for women. Let's see the causes of pain during vaginal penetration and the remedies. Why does it hurt when i have sex For women, sexual activity is not always a satisfying experience because of the pain they can feel during penetration and intimacy. Penetration pain is called dyspareunia and occurs in both young women and postmenopausal women. It is estimated to affect 12-15% of women of childbearing age and 45% of menopausal women Pain during penetration is not always in the same place, in fact it can be: Pain in the belly and stomach during penetration Pain in the ovaries during penetration Pain in the lower abdomen during intercourse Burning and very strong pain in the side during intercourse Pain during initial penetration Pain during deep penetration Pain during intercourse: causes and remedies There are various causes of pain during sexual intercourse and some of them may be associated. Pain during intimacy therefore requires a different approach and treatment in relation to the cause from which it originates. The motivation of dyspareunia can in fact be both physical and psychological in nature and in some cases with an association between the two causes. Generally, pain during penetration is caused by: Infections of the internal and external genitals, Stress Vaginal dryness Injuries and lacerations to the genitals Spontaneous postpartum pain with episiotomy or vaginal lacerations Pain after caesarean delivery Problems and tensions in the couple Vaginismus Endometriosis Pain during intercourse causes infections Pain during intercourse can originate from infections affecting the female genitals. When there is an infectious or inflammatory process of the vagina there is an alteration of the bacterial flora resulting in less production of lubricating mucus which could cause painful sex. The major vaginal inflammations that can be uncomfortable during penetration are: Candida albicans; Trichomonas vaginalis; Gardnerella vaginalis; Herpes simplex; Mycoplasma; Papilloma virus. Vaginal infections greatly affect pain during penetration and decrease female libido. Get regular gynecological checkups and pap smears to promptly detect infections that can harm both fertility and sexual pleasure. In cases of vaginal infections both partners must take the therapy to avoid the ping pong effect. Painful intercourse causes stress Painful sex could be triggered by reliving past episodes during sexual intercourse that have left a negative psychological mark. Having suffered violence, abuse and in extreme cases rape are the main causes of painful relationships. In the same way, living the relationship as if it were something dirty and sinful, perhaps due to restrictive cultural or religious heritage, can be a cause of pain in penetration. Last but not least, the lack of feeling with one's body does not allow for a happy sexual experience. In cases where there is a sexual block motivated by a psychological discomfort, it is necessary to investigate the root causes of the problem with a psychologist. The talks are used to shed light on the problem, often dormant, and to help women to live a serene and satisfying sexuality. Painful penetration for vaginal dryness The vaginal glands produce a lubricating substance that moistens its walls. During intimacy, arousal increases the production of mucus in order to favor a penetration without friction and without risk of abrasions or vaginal and vulvar lacerations. Penetration without lubrication causes irritation and burning. In cases of vaginal dryness, to avoid pain from penetration, it is good to use a lubricant to promote sliding and avoid painful intercourse. If there is no vulvar lubrication, a vicious circle is created: penetration with vaginal dryness causes micro abrasions that will make subsequent intercourse annoying even if the vaginal walls are moistened. Vaginal dryness is normally present in menopausal women but can also be present in women of childbearing age due to hormonal changes, infections or psychological factors. Painful sex for coitus injuries Sex that is particularly impetuous and without the right lubrication of the vaginal walls can cause micro-lesions and internal abrasions. Internal lesions can be of various kinds and are not always bleeding so it may be difficult to notice. Minor trauma and swelling of the vaginal walls can cause intense pain during intercourse. If during the penetration you feel pain and intense burning it is always good to contact a specialist in a short time. Painful penetration after childbirth with episiotomy Although the episiotomy is well healed, the trauma suffered from the pelvic floor and the lack of elasticity can generate pain during intercourse. If the pain occurs in the months following delivery and the suture heals regularly, feeling discomfort is normal. If, on the other hand, the pain persists long after the birth, a more accurate assessment and therefore a targeted therapy must be performed. Painful sex due to medication Some drugs have very strong repercussions on female libido because they interfere with hormone production. Birth control pills, prolonged therapies with analgesics and antibiotics, but also antidepressants have strong repercussions on the life of the couple. The lack of arousal does not allow a good vulvar lubrication so the penetration could be very painful especially if deep. In cases of painful sex caused by drug therapies, greater stimulation of the female erogenous zones is required to increase pleasure. You can increase the time of foreplay and practice clitoral stimulation before proceeding with the penetration. In these cases it is always good to use a good vaginal lubricant. Dyspareunia for cystitis The bladder due to its proximity and continuity with the vaginal walls if affected by bacterial infections can generate burning in the genitals. Cystitis causes a constant urge to urinate which increases the sense of discomfort and causes loss of desire. Never neglect a cystitis even if it has mild symptoms, rather perform a urine antibiogram to evaluate the bacterium that causes the bladder infection so that you can intervene with targeted therapy. Pain during penetration due to couple problems Female pleasure has both a physical and a more mental component. Women have sex with both body and mind! A difficult relationship opposed by problems and misunderstandings interferes with sexual desire. In cases of difficult sex with your partner, if the problem is transitory it should not have repercussions but if you really can't have a satisfying sex life, don't hesitate to discuss the matter with your partner or a couple therapist. Penetration pain for vaginismus Vaginismus is a real disease caused by involuntary contractions of the perivaginal muscles that make penetration difficult. In the past, women with vaginismus were labeled as frigid suffering from an actual disease instead. In cases of vaginismus dyspareunia, an anatomical evaluation of the genitals is necessary in order to assess whether the reproductive system does not present any alterations that hinder complete intercourse. If on a physical level everything is normal, vaginismus treated with the rehabilitation of the perineal muscles with the aim of relaxing them. Noma re-education requires the intervention of a sexologist or a psychologist who specializes in sexual problems. Painful intercourse for endometriosis Endometriosis is a very complex female pathology that has repercussions not only on fertility but also on the approach to couple sexuality. The symptomatology of endometriosis dyspareunia is pain related to the process of action of endometriosis. Many women notice endometriosis as well as the classic symptom of menstrual pain, precisely because of the pain during penetration. The severity of endometriosis must be ascertained by specialist and instrumental investigations and only afterwards can action be taken to restore a happy sexual life. Dear, I hope this guide has been of help to you, if you have any doubts or uncertainties you can write them in the comments, I will be happy to answer you. Remember to always stay up to date by subscribing to the newsletter you find below. If, on the other hand, you want to buy the products for your baby and your health recommended by Mammamather, all you have to do is click on the button. mammamather pocket obstetrician Read also: Post pregnancy belly: how to lose weight after pregnancy How To Increase Fertility! Tips to increase fertility and promote conception Newborn pacifier: choose the best pacifier with mammamather's guide Baby soup. Recipe, ingredients, doses, in a pot, with the Thermomix and storage
- Sore nipples breastfeeding. Causes and remedies for breast pain and sore nipples.
Sore nipples breastfeeding represents one of the major causes of interruption of the infant's breast feeding. Let's look at the causes of breast problems while breastfeeding, how to prevent sore nipples and the remedies for happy breastfeeding. Sommario Nipple inflamed and sore Causes of pain when breastfeeding Correct attachment to the breast Breast pain from milk secretion Vigorous feeding and nipple pain Inverted nipple Remedies for sore nipples in breastfeeding Creams to relieve pain in the nipples When to contact the midwife Nipple pain and thrush Sore nipples breastfeeding. Breastfeeding is an all-encompassing and very satisfying experience for a mother; feeding your baby, skin-to-skin contact and looks of complicity are one of the most beautiful experiences in life. Unfortunately, breastfeeding is not always so easy, especially if the new mother does not receive adequate support and knowledge on how to correctly latch the baby to the breast. In the initial phase of breastfeeding, nipple discomfort may occur such as: Reddened nipple; Hot nipple; Sore nipple, Swollen nipple White nipple; Hard nipple; Sore nipple Cracked nipple; Red nipple. In all these cases, breastfeeding becomes painful and can be accompanied by internal and intermittent twinges in the breast. Nipple pain causes difficulty in breastfeeding the baby due to the excruciating and prolonged pain that the mother feels during the feeding, so much so that it is often decided to stop feeding the breast especially between the third and sixth day after delivery. Difficulty breastfeeding her baby generates frustration, the nurse feels guilty for not being able to breastfeed her baby, and the infant finds it difficult to feed. Well mom, let's break down the causes of breastfeeding nipple pain. Causes of painful breastfeeding Breastfeeding pain can have several causes, and all of them are solvable. In most cases, the basis of pain and inflammation in the nipples is: incorrect attachment to the baby's breast a wrong position with which the infant latches on to the breast. It is also important to understand when stern pain occurs. The pain in the breast before latching on is due to milk secretion which presents with a sensation similar to pricks and pins. Breast pain after the end of the feed indicates that the breasts are preparing for the next feed (the breasts are filling again) These pains described are transient, you just need to make small corrections during latching on the breast or between feedings. It should be emphasized that if the intense, stinging and burning chest pain is persistent, the cause could be due to canker sores, thrush or other infections that pass from the baby's mouth to the nipples Correct latch of the baby to the breast for breastfeeding nipple pain Breastfeeding your baby takes time, patience and perseverance. You cannot think of wanting to breastfeed your baby by doing other things, flying or in uncomfortable positions. To breastfeed, the mother must sit with her back well supported and relaxed. The position of breastfeeding is crucial. A correct attachment of the baby to the mother's breast is also essential to avoid sore nipples. The baby must stand in front of the mother's chest with the ear, shoulder and hip aligned. The baby's mouth must be open in order to allow both the nipple and part of the breast areola to enter. The suckling's lips must be turned outwards without bending the lower lip which, if continued, could create friction abrasions and pain for the mother. Nipple pain develops if the baby is unable to suckle well, in fact a common mistake is to offer only the nipple in the baby's mouth, instead the correct positioning must be performed by offering all the nipple and part of the areola. To avoid inflammation and pain in the nipples, the baby's mouth must be aligned with the nipples, preventing portions of the mother's breast from bumping into the baby's palate, creating crusts and swelling. Nipple pain can be caused by continuous negative pressure, for example, if the baby falls asleep with the breast in his mouth. Reddened, chewed, cracked and painful nipples are the consequence of a bad attachment of the baby to the mother's breast which generates pain. It should not be forgotten that an incorrect attachment to the breast slows down the production of milk since only a correct sucking of the baby stimulates the milk sinusoids that are located under the areola of the breast. Incorrect latching to the breast causes both pain for the mother and frustration for the baby. The problem of nipple pain is overcome by placing the baby with as much areola in the mouth as possible and manipulating his lower lip with the fingers in case he bends before starting the feeding. Breast pain from milk secretion The pain from milk discharge presents as painful punctures in the breast. Milk secretion is an absolutely normal phenomenon that signals the release of milk from the ducts that produce it. The discomfort from milk secretion is felt as a tingling or sting that is accompanied by a sensation of heat. Breast pain from milk secretion is most intense in the initiation of breastfeeding and can also occur several times in the same feed. The good news is that it subsides once breastfeeding has started. Stress, anxiety, fatigue and alcohol use inhibit the secretory reflex of milk and therefore breast pain caused by milk secretion may recur. Vigorous feeding and nipple pain Nipple pain is most intense in the first few minutes of a feed as the milk release reflex takes a few minutes to activate. The sore nipple could also be the consequence of a vigorous feeding especially at the beginning of breastfeeding in which the nipple is not yet accustomed to the discomfort of sucking. The red and sore nipples appear in the first 3-6 days from the start of breastfeeding but gradually diminish as long as there is a correct sucking position. Inverted nipple and breastfeeding soreness Inverted nipples are nipples which, instead of hardening by pointing outwards, re-enter the breast tissue. The first few times the baby tries to latch into an inverted nipple it may cause irritation to the tissue surrounding the nipple; in these cases there is nothing to worry about, it just takes a little time and perseverance for the nipple to come out with the pressure of the suction. If the pain is very severe, a nipple shield can be used. Remedies for sore cracked nipples Have you always dreamed of breastfeeding but sore nipples stop you? You will see that these discomfort will soon disappear, the nipples strengthen quickly, usually within two weeks of starting breastfeeding. Here are some tips to get some relief while the nipples adapt to your baby's needs. Make sure the baby is latching onto the breast correctly A correct attachment avoids breast pain. Make sure that the baby has both the nipple and part of the areola inside his mouth during the feeding. If you only suck on the nipple you will feel pain. If your breasts are swollen with milk If the breasts are too full and swollen before attaching the baby, let some milk go down manually or take out some milk with the breast pump before feeding in order to facilitate the ejection of the milk. Change your breast attachment position often Changing the breastfeeding position at each breastfeeding prevents the same part of the breast from being compressed, but if you change position at each breastfeed a different part of the breast will be compressed avoiding redness and inflammation. Change breasts with each feed Do not favor one breast over the other , use both. If one breast hurts more than the other, try using both of them every time, starting with the one that hurts the least , since at the beginning of the feeding the sucking is more vigorous. If both nipples are sore, start with the one that feels fuller. Ice the nipples before latching on the baby In the first days of breastfeeding, ice packs can be made on the nipples and on the areola for a few minutes before feeding in order to favor the erection of the nipples and desensitize the part in the initial phase of the infant's sucking. Leave your breasts uncovered After each feed, expose your sore and cracked nipples to the air for a few minutes, but avoid direct sunlight on the nipples. Pay attention to underwear, avoid rough clothing and use soft and breathable bras Beware of milk absorbing cups Change your milk pads often so that leaks don't leave your nipples moist and easily prone to irritation. Make sure the cups do not have plastic liners or pads that create a warm, humid environment that facilitates bacterial infections. Wet your nipples with a drop of milk At the end of the feed, drop a drop of milk and pass it all over the nipple. Breast milk contains a high concentration of fats that fight infections. Let it air dry and put on the bra only when the nipple is totally dry. Wash your nipples with water only Aggressive soaps, alcohol and sanitizing products further irritate the delicate skin of the nipple. Cleanse your breasts with water only and pat dry with a soft towel. Apply a tea bag to the nipple Apply a tea bag left to infuse with hot water for 3-5 minutes on the nipple. After the first three minutes of infusion, tea releases tannic acid which helps thicken the nipples. Furthermore, the anti-inflammatory properties contained in the tea are useful for calming discomfort and the heat is soothing and promotes healing Creams to relieve breast pain in breastfeeding For sore and inflamed nipples, creams that fortify the skin of the nipple and at the same time soothe the pain are of particular help. But be careful, only products suitable for breastfeeding should be applied to the nipple and never petroleum-based products such as vaseline, cocoa butter and oil to lubricate the nipples as they interfere with skin transpiration and prolong the inflammatory phase. For severe nipple inflammation, products that require rinsing before breastfeeding should be avoided due to the irritation that continuous washing produces. Here are the creams for you that help heal cracked and inflamed nipples. Nipple cream Vea oil Vea oli is the perfect ally against cracked and inflamed nipples from breastfeeding, in fact, if applied regularly it has a protective and soothing action. The edibility of vea oil, being pure vitamin E, allows it to attack the newborn after applying the cream, creating a real protective barrier. A product that if you try it you will never leave it, because it is useful for all skin affections. Nipple cream Azulenal Azulenal is an ointment that has been used since 1945 and has been the most used cream in the world by breastfeeding mothers ever since. It is excellent for the prevention of nipple pain, breast infections and mastitis inflammations. The active ingredient, guaiazulene is extracted from the eucalyptus tree, famous for its anti-inflammatory properties. Being totally natural, it does not require rinsing before attaching the baby to the breast. Nipple cream Purelan medela Purelan Medela cream is based on lanolin, a natural substance that protects and strengthens breastfeeding nipples. Lanolin is a fatty substance obtained from sheep's wool with waterproofing and protective functions. Suffice it to say that sheep's wool protects animals from bad weather and external attacks. When to contact the midwife? If the nipple pain does not go away and is accompanied by other symptoms such as: Temperature; Asthenia; General malaise; Patchy red breasts; Excessive bleeding from the nipples Mouth ulcers in the baby's mouth. It is advisable to consult the midwife to ascertain the presence of infections, mastitis or other diseases of the breastfeeding breast. Breast pain and thrush In some cases, breast pain is caused by a fungal infection. If you notice white patches on the inside of the baby's cheeks, it is probably "candida albicans" that has passed from the baby's mouth to the nipple. Thrush needs therapy, therefore it is advisable to consult your pediatrician or midwife. Dear mom, I hope I have been of help, choose the best treatment and if you need other advice write me in the comments, I will be happy to answer you. Don't forget to subscribe to the blog to always have new and updated baby care content. Mammamather pocket obstetrician Read also How to prevent cot death Ketosis in children how to lose weight after childbirth To be always informed subscribe to our news letter that you find below and follow us on Instagram, you will never be alone. If you want to buy the products for your baby and your health recommended by Mammamather, all you have to do is click on the button. #nipples #ragadialseno #breastfeeding #pain
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