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- Cambio pannolino: dove, come, maschietto, femminuccia, con il moncone, con il vaccino rotavirus.
Sei alle prese con il cambio pannolino e non sai come fare? Mamma, non sei sola, continua a leggere e troverai tutte le risposte su come cambiare il pannolino. Sommario Il cambio del pannolino Quando cambiare il pannolino al neonato Dove cambiare il pannolino Materiale occorrente cambiare il pannolino Come cambiare il pannolino Come mettere il pannolino Cambio del pannolino maschietto Cambio del pannolino per le femmine Cambio del pannolino con il moncone ombelicale Dove buttare i pannolini sporchi Sederino arrossato ed eritema da pannolino Cambio pannolino dopo il vaccino rotavirus Domande frequenti sul cambio pannolino Il cambio del pannolino Cambiare un pannolino è molto meno difficile di quanto si possa immaginare. Soprattutto nei primi mesi dovrete cambiare un’infinità di pannolini, a tutte le ore, giorno e notte, prima e dopo le poppate. Ma non abbiate paura, la cura del neonato e in particolare il cambio del pannolino è un momento delicato e speciale che può trasformarsi in un attimo di coccole. Quando cambiare il pannolino al neonato Non è difficile capire quando è ora di cambiare il pannolino, il bambino sbufferà e inizierà a fare dei piccoli versi. Oltre ai versi del bebè sicuramente l’odore della pipì e della pupù non vi lascerà dubbi. Se avete paura di non capire quando pulire il bebè esistono dei pannolini che aiutano i genitori a sapere quando il neonato va cambiato, infatti sono muniti di una striscia sensibile che cambia colore a contatto con i liquidi, quindi, sarà sufficiente vedere il colore per sapere se cambiare o no il pannolino. Il pannolino va cambiato spesso, possibilmente prima di ogni poppata (specialmente se il piccolo è allattato al seno e ogni volta che il bebè ha fatto cacca o pipì per evitare che il culetto si arrossi. La pelle dei neonati è molto sottile e ancora priva della pellicola invisibile di acqua e grasso, detta film idrolipidico, che serve da barriera protettiva; un contatto prolungato con la popò e l’urina può favorire infiammazioni. L’ epidermide del bebè è delicata, molto sensibile e predisposta ad arrossamenti ed irritazioni quando è a contatto con l’azione aggressiva delle escrezioni. Dove cambiare il pannolino Il cambio del pannolino va fatto su un piano sicuro e con lo sguardo attento di un adulto. Il piano su cui poggiare il piccolo per il cambio deve essere morbido e confortevole, adatto per evitare cadute accidentali o traumi. Se siete a casa potete utilizzare il fasciatoio oppure un piano morbido coperto da un telo impermeabile. Il cambio pannolino fuori casa può essere fatto utilizzando un fasciatoio portatile. Molte borse per il cambio del pannolino hanno integrato un fasciatoio piegabile, in questo modo cambiare il pannolino a passeggio non sarà un problema. In alternativa potete portare un fasciatoio portatile. Se il bambino soffre di reflusso è opportuno cambiare il pannolino prima della poppata per evitare di mettere il neonato in posizione supina dopo il pasto. Nei casi in cui il neonato con reflusso deve essere cambiato dopo aver mangiato è bene mettere un cuscino tra il fasciatoio e la schiena del bebè in modo da mantenere il neonato sollevato ed evitare il rigurgito. Se siete forniti di cuscino anti-reflusso cambiatelo lì, è il posto migliore. Per approfondire: reflusso del neonato L’ ambiente del cambio pannolino deve essere caldo e lontano da spifferi. Prima di iniziare l’operazione assicurarsi di avere tutto il materiale necessario vicino e a portata di mano. Se vi accorgete che vi manca qualcosa mentre state cambiando il piccolo non lasciatelo mai incustodito piuttosto avvolgetelo in un telo e portatelo con voi. Quando effettuate il cambio cercate di guardare sempre il vostro piccolo negli occhi, con il tempo imparerà a ricambiare lo sguardo materno e si creerà una delicata danza d’ amore. Materiale occorrente cambiare il pannolino Un pannolino pulito (usa e getta, lavabile o ecologico); Batuffoli di cotone, acqua calda e detergente intimo per neonati oppure salviettine; Un piccolo asciugamano; Crema cambio pannolino (non sono necessarie lozioni o talco); Vestitini di ricambio in caso che dal pannolino sia uscita qualcosa sporcando la tutina. Detergente intimo neonato Se il bambino è soltanto bagnato di pipì, soprattutto nei primi giorni di vita è bene usare solo acqua tiepida. Se il neonato è sporco di feci per il lavaggio usate un detergente molto delicato e specifico per le parti intime dei neonati. Sono consigliati prodotti che non contengono essenze profumate ma solo emulsioni leggere a basso grado di acidità che non ungono la cute. I migliori detergenti intimi per neonati sono: Detergente intimo Mustela: specificatamente formulato per l’igiene intima dei neonati e per il trattamento di arrossamenti e irritazioni. A PH fisiologico e senza allergeni, lenisce la cute dei neonati grazie ad una serie di principi attivi. La Saponaria detergente intimo neonati: si tratta di una delicatissima crema che protegge la cute dei bambini rispettandone il PH. Totalmente biologico e privo di profumazione e sostanze nocive. Mioderm fiocchi di riso: questo detergente rispetta la cute della zona urogenitale dei neonati. Specificatamente indicato per la detersione a ogni cambio di pannolino perché non altera le mucose delle parti intime. Amido mio Euphidra: morbida consistenza costituita da ingredienti di origine vegetale associate ad un complesso lenitivo ed emolliente. Un prodotto adatto all’uso quotidiano. Olio e borotalco L’ olio e il borotalco non sono necessari. Il borotalco è assolutamente sconsigliato dai pediatri. L’olio va usato in un batuffolo di cotone per rimuovere delicatamente tracce di pupù attaccata al sederino. L’ olio non va mai passato sulle natiche o sui genitali perché non ha un effetto idratante anzi tende a seccare la pelle e a chiudere i pori. Come cambiare il pannolino Lavate bene le mani con acqua e sapone, se siete fuori casa pulitele con una salvietta. Tenete a portata di mano qualcosa per distrarre il bambino oppure fatelo divertire con versi, facce buffe e canzoncine. Potete appendere sopra il fasciatoio un giochino colorato che attiri l’attenzione oppure un carillon. Adagiate con delicatezza il bambino sul fasciatoio o sul piano in cui si desidera cambiare il neonato Aprite le linguette adesive del pannolino sporco ma non toglietelo subito, prima controllate la situazione. Se il neonato ha fatto la cacca usate la parte anteriore del pannolino sporco per pulire grossolanamente il sederino sporco, poi piegatelo con il lato pulito rivolto verso l’alto in modo che funga da superficie. Se il neonato ha fatto la pipì piegate semplicemente il pannolino a metà come un libro, tenendo rivolta verso il bambino la parte pulita. A questo punto non vi resta che pulire il sederino e i genitali del bebè. Potete farlo in tre diversi modi: Con quadrati di cotone e acqua calda; Con acqua corrente; Con salviettine per neonati. Come pulire il neonato con quadrati di cotone e acqua calda Se volete pulire il bebè con acqua calda e garza prima di iniziare il cambio del neonato riempite una bacinella con acqua tiepida e tuffateci dentro dei quadrati di garza. Strizzate lievemente il quadrato e iniziate a detergere i genitali del bebè procedendo dalla parte anteriore verso la parte posteriore e mai al contrario. Per ogni passaggio usate un batuffolo diverso, alla fine non immergetelo mai nell’ acqua pulita ma buttatelo. Fate attenzione a passare su tutte le pieghe del neonato. Quando siete sicuri di aver deterso per bene il bebè asciugatelo con cura tamponando senza strofinare. Come pulire il neonato con acqua corrente Per pulire il neonato con acqua corrente (metodo consigliato per le grandi pupù o per il meconio) aprite il rubinetto del lavabo con acqua tiepida controllando attentamente la sua temperatura. Per eseguire l’operazione di pulizia del sederino, il bambino va tenuto in appoggio con la pancia sul braccio destro della mamma e con i piedini che toccano il lavandino. Con la mano sinistra pulite il neonato con accuratezza, dai genitali al sederino per evitare contaminazioni. Avvolgere il bambino dalla vita in giù con un telo morbido e non abrasivo. Riportare il neonato nel fasciatoio e asciugare bene il culetto cercando di non lasciare zone bagnate o umide soprattutto tra le pieghe. Come pulire il neonato con le salviettine Le salviettine sono un ottimo metodo di pulizia fuori casa e di notte. Per la pulizia con le salviettine procedere sempre con movimenti dall’avanti all’indietro ricordando di ripulire nelle femminucce la zona vulvare, tra le grandi e le piccole labbra; nei maschietti la zona del prepuzio. Solo dopo aver asportato ogni traccia di materiale fecale soprattutto tra le pieghe asciugare con cura. Prima di mettere il pannolino pulito assicuratevi che il sederino del bebè sia completamente asciutto. Come mettere il pannolino Dopo aver lavato il bebè siete pronte a mettere il pannolino. Aprite il pannolino pulito e sistematelo aperto vicino a voi in modo che sia facilmente raggiungibile senza doversi spostare troppo dal bambino. Sollevate le gambe del bambino dalle caviglie tenendo con una mano entrambe le caviglie del neonato e con l’altra posizionate il pannolino pulito sotto la schiena poco oltre l’altezza della vita. Il lato del pannolino con le linguette adesive deve trovarsi sotto il bambino Applicate la crema per cambio pannolino. Portate la parte davanti del pannolino tra le gambe del bambino tirando leggermente quindi togliete la protezione della linguetta adesiva da uno dei lati del pannolino e attaccatela sulla parte davanti del pannolino stesso. Fate la stessa cosa dal lato opposto. Le linguette possono essere staccate e riposizionate più volte. Assicuratevi che il pannolino non sia troppo stretto o troppo largo: in alto, sul davanti, tra il pannolino ed il pancino deve esserci lo spazio per due dita. Cambio del pannolino maschietto Se avete un maschietto tenete il pannolino sopra il pene il più possibile in modo da evitare di bagnarvi, i bimbi maschi sono bravissimi a fare le fontanelle con la pipì. Non sorprendetevi se notate delle erezioni durante il cambio pannolino, è un fenomeno del tutto normale durante i cambi. Il pene va lavato e sciacquato con cura solo nella parte esterna. Pulite con attenzione lo spazio sotto lo scroto e quello intorno al pene. È vietato forzare la pelle per scoprire il glande, questa manovra un tempo raccomandata, può avere delle conseguenze causando infezioni o peggio ancora la strozzatura del glande. Pulite la piega tra le gambe e il prepuzio. Quando avete finito di lavare il pisellino passate alle natiche e solo alla fine alla zona anale. Cambio del pannolino per le femmine L’ igiene delle bambine comprende la pulizia della vulva e dei genitali esterni. Per evitare di trasportare in vagina o nell’ uretra i batteri che di norma si trovano nella zona dell’ano si procede con movimenti che partono dal davanti verso dietro. È necessario pulire con attenzione tra le grandi e le piccole labbra senza strofinare. Dopo aver pulito per bene i genitali si procede pulendo le natiche e infine l’ano. Muco giallo nei genitali della neonata, crisi genitale Nelle prime settimane di vita delle neonate può succedere di trovare delle secrezioni vaginali nel pannolino. Le perdite vaginali sono del tutto normali e non è assolutamente opportuno tentare di rimuoverle. Le perdite mucose sono dovute all’ effetto degli ormoni materni ricevuti attraverso la placenta nel corso dei nove mesi. Dopo 15-20 giorni esauriscono i loro effetti. Cambio del pannolino con il moncone ombelicale Se il moncone ombelicale è ancora attaccato, piegate il pannolino verso il basso (come mostrato nel video cambio pannolino sopra) ed esponete la zona ombelicale all’ aria evitando di bagnarla. Se la garza intorno al moncone si è bagnate fate la medicazione al cordone prima di mettere il pannolino pulito. Il cordone ombelicale di solito cade in 7-14 giorni e in questo arco di tempo deve essere mantenuto asciutto e pulito. Per facilitare una buona circolazione dell’area, il pannolino dovrebbe essere chiuso al di sotto dell’area ombelicale in modo che il moncone si secchi facilmente. Il cordone ombelicale va pulito con una garza imbevuta di alcol e lasciato asciugare naturalmente per qualche secondo. Durante questa operazione i bambini spesso piangono ma non perché hanno dolore ma infastiditi dal contatto fresco con la garza. Normalmente il cordone è inodore, la presenza di cattivo odore è sempre sinonimo di infezione che necessita di un trattamento. È doveroso consultare il pediatra se l’area intorno al moncone presenta chiazze rosse o fuoriuscita di liquido Per approfondire: Moncone ombelicale. Dove buttare i pannolini sporchi I pannolini sporchi vanno chiusi con le linguette adesive, formando una sfera compatta. I pannolini sporchi possono essere messi in un apposito porta pannolini sporchi che toglie il cattivo odore ai pannolini, oppure nella spazzatura indifferenziata. I pannolini lavabili andrebbero tenuti in un contenitore ben chiuso fino al momento del lavaggio ricordandosi di togliere sempre il tampone assorbente. Se siete fuori casa potete tenere i pannolini lavabili sporchi in una busta di plastica finché non rincasate. Sederino arrossato e irritazione da pannolino Se il sederino è arrossato è bene mettere una pomata all’ ossido di zinco con una concentrazione pari al 14 % e se le condizioni ambientali lo permettono lasciare la zona esposta all’ aria. Dopo aver lavato e asciugato i genitali si può mettere una crema per le irritazioni da pannolino. Le creme pannolino hanno lo scopo di creare una vera e propria barriera tra la delicata cute del bimbo e il pannolino. Le più raccomandate sono quelle a base di zinco efficaci anche in caso di eritema. Le migliori creme per cambio pannolino sono: Weleda crema protettiva Pasta protettiva Bepantenol Pasta protettiva Fissan Euphidra Amido Mio: freschezza e sollievo immediato Mustela pasta per cambio pannolino Per approfondire: dermatite da pannolino Se l’eritema dovesse persistere nonostante l’utilizzo della crema potrebbe essere utile cambiare marca di pannolini. Nei casi di irritazione da pannolini da allergia si possono utilizzare i pannolini di stoffa adoperando un detersivo neutro per lavarli e stendendoli al sole per asciugarli. Se l’eritema da pannolino persiste nonostante la crema protettiva e i pannolini lavabili consultare il pediatra per valutare se l’infezione è causata da altri fattori. Cambio pannolino dopo il vaccino rotavirus Dopo la vaccinazione del rotavirus il cambio pannolino richiede particolare attenzione perché il virus attenuato somministrato viene eliminato con le feci nei giorni successivi alla vaccinazione. Il picco delle feci contaminate è intorno al 7 giorno dopo il vaccino. Anche se con il vaccino si somministra al neonato un virus attenuato e privo di capacità patogena bisogna però evitare di contaminare le superfici con le feci che potrebbero esporre i soggetti immunodepressi alla malattia. Le regole da seguire sono molto semplici, lavare bene le mani prima e dopo aver cambiato il pannolino e curare in modo particolare l’igiene delle superfici e dei tessuti utilizzati per il cambio pannolino. Domande frequenti sul cambio pannolino Cambio pannolino prima o dopo la poppata Per una prassi ormai consolidata il cambio va fatto prima della poppata. Spessissimo però dopo il pasto è necessario ripetere l’operazione perché quasi tutti i neonati, e in particolare gli allattati al seno si scaricano durante la poppata. Cambio pannolino di notte Se il pannolino è sporco e il neonato dorme non è necessario svegliarlo per il cambio, sarà sufficiente fare dei movimenti delicati per non destarlo. In alternativa al lavaggio con l’acqua corrente si possono usare le salviettine umidificate. Perché piange quando cambio il pannolino I neonati molto spesso piangono e fanno i capricci durante il cambio. La causa principale del pianto durante il cambio sono le mani fredde della mamma o delle salviettine. Il neonato può non gradire di essere spogliato, o abbia freddo. Quanto più tenero e delicato è il cambio del pannolino tanto più facile sarà per il piccolo abituarsi. Mammamather ostetrica tascabile Per approfondire: pannolini migliori usa e getta .
- 22 settimane di gravidanza. Misure, e lunghezza del feto. Pancia e sintomi mamma. Esami ecografia
22 settimane di gravidanza, scopriamo cosa succede in questa settimana, quanti mesi sono, le misure del feto, i sintomi, l’ecografia, gli esami da fare e come capire che va tutto bene. Sommario 22 settimane di gravidanza quanti mesi sono Peso e lunghezza del feto Misure feto Sviluppo e crescita fetale Movimenti fetali Sintomi della mamma Crescita della pancia Dolori al basso ventre, contrazioni e pancia dura Ecografia 22 settimana Esami da fare Consigli e curiosità per la mamma in gravidanza Alimentazione materna Aumento materno di peso a 22 settimane 22 settimane di gravidanza quanti mesi sono La 22 settimana inizia alla 22+0 e si conclude alla 22+6 settimane. Sei al sesto mese di gravidanza e nel corso del secondo trimestre Peso del feto alla ventiduesima settimana di gravidanza Il feto 22 settimane è lungo 27,8 cm e pesa 430 grammi circa. Le dimensioni fetali sono aumentate e il feto è grande come una papaya. Misure feto a 22 settimane Sviluppo del feto di 22 settimane In questa settimana si verifica una crescita sorprendente del feto che pesa poco meno di 500 gr. La lanugo ricopre tutto il corpo del bimbo ed è particolarmente pronunciata sulle spalle. Nel tessuto sottocutaneo si accumula il grasso bruno e aumenta la vascolarizzazione, quindi la cute diventa meno trasparente. l sensi del feto come vista, udito, tatto e gusto sono sempre più sviluppati. Cosa può toccare il feto? Si aggrappa al cordone ombelicale e si esercita a stringerlo. Che cosa vede il feto? Sebbene all’ interno dell’utero vi sia buio e le sue palpebre siano sigillate, il feto a 22 settimane riesce a percepire la luce o il buio. Se puntate una torcia nella vostra pancia potete sentire che il feto si muove, forse per schermarsi dalla luce troppo forte. Cosa sente il feto? I suoni che il feto riesce a sentire sono: la vostra voce, la voce del papà, il rumore del vostro battito cardiaco, il fruscio del sangue del corpo materno, il gorgoglio prodotto dallo stomaco e dall’ intestino della mamma, il cane che abbaia, le sirene, la televisione o la radio ad alto volume. Provate a fare la musicoterapia con il feto, è stato dimostrato che i bimbi apprezzano molto le melodie di musica classica. Che gusto sente il feto? Il feto riesce a gustare i sapori: dolce, salato, amaro e piccante. Assapora quasi tutto ciò che mangia la mamma attraverso il liquido amniotico. L’ apparato digerente del feto inizia a produrre gli enzimi ed in particolare il fegato comincia a produrre le sostanze che degradano la bilirubina. La bilirubina è un prodotto di degradazione dei globuli rossi, poiché i globuli rossi del feto hanno una vita più corta c’è una maggiore produzione di bilirubina. Il feto ancora non è in grado di eliminare la bilirubina che quindi viene espulsa attraverso la placenta della mamma. L’ iride dell’occhio, che è una membrana del bulbo oculare di colore variabile, si è formata ma ancora non si è colorata. Le unghie coprono completamente le dita, ma sono ancora morbide in modo che il bebè non si graffi, la sua manina è perfetta. Movimenti fetali a 22 settimane A 22 settimane in genere la mamma riesce a sentire i calcetti del bebè (alcune mamme riescono a sentire i movimenti intorno alla 23 settimana) Il feto dentro l’utero fa molto movimento, in questa settimana le sue attività diventano più complesse e il feto si muove in corrispondenza di stimoli, risponde ad un forte rumore o a una melodia familiare, atteggia il viso nelle diverse espressioni, afferra il cordone ombelicale e si succhia le dita. La mamma inizia a percepire qualcosa come una sensazione di un movimento al basso ventre, ma spesso queste sensazioni vengono scambiate per i normali movimenti di digestione. Un motivo di preoccupazione della gestante è la frequenza con cui sente i movimenti del bimbo dentro la pancia, tanto da chiedersi se è normale che il bimbo si muove tanto, o che si muove poco. La frequenza dei movimenti a questa settimana non ha un significato preciso, ci sono bambini che si muovono tanto (per le mamme troppo) altri che si muovono meno. Alcune mamme si preoccupano perchè un giorno sentono il bebè e il giorno dopo non lo sentono. Nel corso del sesto mese i movimenti non hanno un significato ben preciso, sono sporadici e mutano di giorno in giorno. Per saperne di più: quando si avvertono i movimenti fetali? Gravidanza 22 settimane sintomi fastidi e malesseri Rispetto alle settimane precedenti alcuni sintomi potrebbero affievolirsi, altri intensificarsi. Maggiore energia; nausea e vomito (alcune mamme ne soffrono per tutti i nove mesi); indolenzimento al basso ventre e lungo entrambi i fianchi (perché i legamenti che ancorano l’utero nella pelvi si allungano); seno ingrossato; bruciore di stomaco, cattiva digestione, flatulenza e meteorismo intestinale; mal di testa occasionali; congestione nasale; appetito vigoroso; crampi alle gambe; cloasma (macchie più scure sulla linea del viso); comparsa della linea Nigra (iper-pigmentazione della pelle che parte dall’ombelico fino all’ osso pubico) ombelico sporgente; aumento della frequenza cardiaca; orgasmo più facile o più difficile da raggiungere; stitichezza; emorroidi; gonfiore alle gambe, ai piedi e al viso; aumento delle perdite vaginali; capogiri e svenimenti; vene varicose alle gambe o alla vulva; dolori alla schiena. Per saperne di più: sintomi e rimedi dei fastidi in gravidanza Perché ho ancora le nausee? La nausea gravidica è un sintomo tipico del primo trimestre di gravidanza e generalmente scompare alla fine del terzo mese. Vi sono però alcune mamme, si stima circa il 10% che continua a soffrire di nausea e vomito per tutta la gravidanza. Secondo gli studi pare che il fenomeno che favorisce in modo significativo la comparsa delle nausee è la diminuzione degli zuccheri nel sangue, condizione presente soprattutto al risveglio, non a caso è il momento in cui è più frequente il disturbo. In questo caso è utile provare a mantenere costanti i livelli di glucosio per tutto l’arco della giornata in modo da alleviare il fastidio della nausea. Che stitichezza Le donne incinte sono più inclini alla stipsi e lo stesso vale per il gas e il gonfiore addominale. Per evitare che le feci diventino troppo dure, determinando in alcuni casi la comparsa di emorroidi, fai pasti piccoli e frequenti e bevi almeno due litri di acqua al giorno, consuma molta frutta e verdura ed evita alimenti e bevande astringenti. Se la stitichezza ha una ricaduta negativa sul tuo stile di vita informa il medico che magari potrà prescrivere uno sciroppo per favorire l’eliminazione delle feci dure. Pancia a 22 settimane: tonda o a punta La forma della pancia non indica nulla sul sesso del bambino. Secondo delle credenze popolari la forma della pancia, a punta o rotonda, indicherebbe che si è in attesa di un maschio o di una femminuccia. Di attendibile in questa fantasiosa teoria non c’è assolutamente nulla e il modo migliore per sapere il sesso del feto è affidarsi alla vecchia e cara ecografia. Dolori al basso ventre, contrazioni e pancia dura Nel corso della gravidanza i dolori al basso ventre e le sporadiche fitte sotto la pancia sono generalmente fisiologici e dovuti allo stiramento dei legamenti uterini che ancorano l’utero alla pelvi. Man mano che la gravidanza procede la mamma, oltre a questi doloretti, potrebbe avvertire la sensazione di pancia dura. La pancia dura in gravidanza è un sintomo di contrazione uterina e si può accompagnare ad altri fastidi come mal di schiena, perdite marroni o rosa dalla vagina e dolore al ventre. Le contrazioni non vanno mai trascurate perché potrebbero portare ad un aborto. I segni e i sintomi del rischio di contrazioni pretermine sono: contrazioni uterine che si presentano con una frequenza uguale o minore a dieci minuti con o senza dolore; crampi moderati simili a quelli delle mestruazioni percepiti nell’ addome inferiore; sensazione costante o intermittente di peso verso il basso; dolore costante o intermittente anche di bassa intensità alla schiena; crampi addominali con o senza diarrea. 21 settimane e perdite vaginali Le perdite vaginali liquide, lattiginose e mucose sono normali in gravidanza e prendono il nome di leucorrea. La leucorrea ha lo scopo di proteggere il canale da parto dalle infezioni e mantenere un sano equilibrio batterico all’ interno della vagina. Ecco una guida per regolarsi con le perdite vaginali in gravidanza: Perdite bianche. Le perdite bianche non rappresentano un fattore di preoccupazione. Le mucose vaginali sotto l’effetto degli ormoni aumentano la produzione ghiandolare con incremento di secrezioni. Perdite gialle. Le perdite gialle soprattutto se maleodoranti possono indicare un’infezione in corso. Perdite rosate o marroni. Le perdite marroni o rosate meritano sempre un controllo ostetrico perchè possono esprimere la presenza di una minaccia di aborto. Perdite di sangue rosso vivo. In caso di perdite di sangue è necessario recarsi al più vicino pronto soccorso ostetrico per valutare se la gravidanza è ancora in sede e vi è la presenza di un distacco. Ecografia 22 settimane, cosa si vede con la morfologica? L’ ecografia nel corso della 22 settimana rappresenta la seconda ecografia prevista dal Sistema Sanitario Nazionale e viene chiamata ecografia morfologica o strutturale. L’ ecografia morfologica ha lo scopo di valutare se lo sviluppo del bambino è regolare, la quantità del liquido amniotico e quali sono le condizioni e la posizione della placenta. Lo studio della placenta è fondamentale per capire se l’organo materno è in grado di nutrire e ossigenare il bambino garantendone lo sviluppo. Durante l’esame morfologico vengono valutati la morfologia degli organi fetali, lo sviluppo degli arti del bambino e la normalità del profilo fetale. Nel corso di questa ecografia è anche possibile stabilire il sesso del nascituro. Per saperne di più: ecografia morfologica L'ecografia transaddominale (ecografia esterna) è quella da preferire in quanto il feto è abbastanza grande da essere visualizzato. L’ ecografia transvaginale, viene eseguita nei casi in cui è necessario stabilire se il collo dell’utero è chiuso o se si è modificato raccorciandosi. Esami da fare Gli esami in gravidanza e i controlli alla ventiduesima settimana possono variare in base allo stato di salute della gestante. Ci sono gravidanze che richiedono analisi ed ecografie minime previste dal Ministero della Salute; altre gravidanze necessitano di uno stretto monitoraggio con esami aggiuntivi ed ecografie ravvicinate. Sarà cura del vostro curante prescrivere le analisi necessarie. Emocromo completo Esame urine completo Glicemia Transaminasi (AST e ALT oppure GOT e GPT) Esami della funzionalità renale Ferritina Rubeo test (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Toxotest (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Citomegalovirus IgG e IgM (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Test di Coombs indiretto (nelle donne con Rh negativo va ripetuto ogni mese) Ecografia morfologica Ecocardiografia fetale Ecocardiografia fetale L’ esame dell’ecocardiografia ha sostanzialmente due obiettivi: individuare prima della nascita le cardiopatie congenite valutare la funzione cardiaca del feto. Lo studio del cuore fetale si esegue mediante ultrasuoni con l’ausilio del color Doppler che evidenzia i flussi anormali provocati da alterazioni della struttura del muscolo cardiaco. È importante che ogni gravida a rischio di avere un feto con cardiopatia si sottoponga a questo accurato esame. La possibilità di diagnosticare prima della nascita una malformazione fetale permette di programmare il parto in un centro attrezzato per la patologia fetale. Consigli e curiosità per la mamma in gravidanza Benvenuta nel sesto mese, ormai è impossibile nascondere la gravidanza, la pancia è evidente e l’utero è circa 1-2 cm sopra l’ombelico. Facendo una leggera pressione con un dito, poco più in alto dell’ombelico è possibile toccare l’utero che ha la consistenza di una palla dura. A causa dell’aumento di peso e dell’aumento del volume dell’utero non sono infrequenti i mal di schiena e le sciatalgie. Per trovare sollievo, soprattutto se durante il giorno passi molto tempo in piedi puoi utilizzare una fascia di sostegno per la pancia, in questo modo il peso verrà redistribuito e non graverà solo sulla schiena. Le gambe e le caviglie possono diventare gonfie soprattutto se passi molto tempo in piedi o seduta. Il gonfiore alle gambe è generalmente la conseguenza di un inefficiente ritorno venoso del sangue dagli arti inferiori verso il cuore e in gravidanza è determinato dalla pressione che l’utero esercita sui vasi inguinali materni. Se il gonfiore alle gambe è lieve si possono applicare delle creme defaticanti che aiutano a ridurre il gonfiore donando sollievo, oppure se vi sono varici le calze a compressione graduata sono un valido aiuto. Se il gonfiore alle gambe compare bruscamente con gambe eccessivamente gonfie e dolenti in quel caso è bene avvisare il medico. Pressione sanguigna Nel corso del secondo trimestre la pressione arteriosa della mamma tende a calare leggermente e questo può determinare capogiri e stanchezza. In una piccola percentuale di donne invece la pressione tende a salire. Un leggero aumento pressorio rilevato con una visita non deve destare eccessiva preoccupazione, magari eravate pensierose oppure accaldate, in questo caso sarà sufficiente fare dei controlli più frequenti per valutare se effettivamente la pressione si alza spesso. Se invece, la pressione arteriosa durante la gravidanza rimane elevata è necessario intervenire con una terapia sottoponendosi a delle visite mediche più ravvicinate al fine di far tornare la pressione sanguigna ai livelli normali. Donazione del sangue cordonale Durante il secondo trimestre di gravidanza è bene programmare le decisioni che riguarderanno il parto e il bambino. Iniziate a pensare se volete fare la donazione o la conservazione del sangue cordonale al momento del parto in modo da pianificare la scelta. La tipologia di raccolta del sangue può essere: eterologa ossia pubblica autologa cioè privata. In Italia la raccolta eterologa è interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale con una rete di banche sul territorio nazionale e collegate a diversi ospedali. Le donne che intendono usufruire di questa modalità devono fare esplicita richiesta prima del parto rivolgendosi a un ospedale accreditato per la raccolta. La raccolta autologa prevede la conservazione del sangue cordonale in biobanche a pagamento 22 settimane e alimentazione Da adesso in poi la fame sarà sempre maggiore e ciò potrebbe portarti ad un aumento repentino di peso. Sarebbe opportuno aumentare non più di 250 gr a settimana per evitare l’instaurarsi di patologie come il diabete gestazionale e l’ipertensione. Attenzione anche al sale contenuto nei cibi, consumare alimenti salati potrebbe provocare pressione alta e accumulo di liquidi nel corpo provocando edemi alle gambe, al viso e alle dita di mani e piedi. Mangia in modo sano ed equilibrato scegliendo con cura gli alimenti, assicura a te e al bimbo vitamine e oligoelementi necessari per una buona salute. Per saperne di più: dieta per la gravidanza da scaricare Cosa mangiare e cosa non mangiare in gravidanza Ecco dei suggerimenti per mangiare in modo corretto ed equilibrato in gravidanza: Latticini: 250 ml al giorno Proteine: 120 gr al giorno Carboidrati: 170 gr al giorno Frutta e succhi: da 2 a 4 porzioni (1 porzione riservata alla vitamina C) Verdure e ortaggi: da 3 a 5 porzioni al giorno. Se consumi vegetali crudi lavali accuratamente sia per evitare di contrarre la toxoplasmosi (se non sei immune) sia per rimuovere residui di pesticidi e fertilizzanti presenti sulla buccia o nelle foglie. Grassi con moderazione Dolci: occasionalmente Bevande: 2 litri di acqua il giorno, da evitare le bevande zuccherate. Alcolici: vietati Aumento materno di peso a 22 settimane Il peso materno accumulato nel corso di settimana 22 dovrebbe essere dai 4 a 6 kg Mammamather ostetrica tascabile Leggi anche Nomi maschili Nomi Femminili Prepararsi al parto: cose da sapere prima del parto Lista nascita Amazon Dieta in gravidanza: cosa mangiare e cosa evitare Lista nascita: metti solo le cose indispensabili Esami in gravidanza Disturbi e rimedi in gravidanza Emorroidi in gravidanza Come combattere la nausea in gravidanza Quando si sentono i primi movimenti fetali? Come vivono la gravidanza i futuri papà Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon. Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. Non vi è alcun obbligo di acquisto ma solo vantaggi. 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- Crescita neonatale. Come capire se il neonato mangia abbastanza?
Quanto deve mangiare un neonato? Come capire se il neonato cresce bene? Fattori che influiscono sulla crescita del bambino Indicatori che il neonato mangia abbastanza Crescita neonatale Quanto deve mangiare un neonato? Il mio bebè mangia abbastanza per una buona crescita neonatale? Quanto dovrebbe mangiare un neonato e per quanto tempo? Queste sono le prime domande che le neomamme si pongono e per le quali è molto difficile dare una risposta, semplicemente perché i bambini non sono tutti uguali e l' aumento di peso neonato è differente. Dopo il ritorno a casa il bebè sta ancora imparando a ciucciare bene dal seno, spesso si addormenta durante la poppata e lo stesso processo di adattamento vale per i neonato nutriti con latte artificiale, devono familiarizzare con la tettarella e ciucciarla. Il carattere è il temperamento dei piccoli influisce molto, alcuni sono molto reattivi e imparano presto altri un po' più pigri. Come capire se il neonato cresce bene? Un metodo infallibile per sapere se il bambino sta crescendo bene è controllare l' aumento di peso. La media tipica di aumento di peso del neonato è 15, 60 grammi al giorno ma va sottolineato che un aumento di 7, 8 gr al giorno va benissimo. Sconsiglio vivamente di fare la pesata giornaliera, oltre che inutile è frustrante per mamma e bambino. Alcune mamme utilizzano come riferimento le tabelle di crescita, anche quelle devono essere prese con le pinze perché si riferiscono a dati di bambini di costruzione media. Pesate il bambino una volta a settimana e valutate la crescita insieme al vostro pediatra di riferimento. Fattori che influiscono sulla crescita del bambino Come detto prima ogni bambino è diverso e non di può tracciare una linea generale per tutti. Certamente però vi sono dei fattori che influiscono sulla crescita. Peso alla nascita Il peso alla nascita è fondamentale, un bebè con un peso inferiore a 2700 avrà una curva di crescita più bassa rispetto ad un neonato che pesa di più, inoltre i neonati con un basso peso hanno un temperamento più mite, tendono ad addormentarsi mentre ciucciano e quindi fanno poppate meno efficienti. Non bisogna dimenticare che i neonato di basso peso hanno un pancino più piccolo che non può raccogliere molto latte come ad esempio per un neonato di 3500 che riuscirà invece a fare pasti più abbondanti. Composizione del latte Il latte materno non è tutto uguale ed è influenzato dalla salute e dall'alimentazione della madre. Ad esempio se la mamma non consuma la giusta quota di carboidrati il latte risulterà meno ricco e quindi meno ingrassante per il bambino. Gli stessi accorgimenti valgono per il latte artificiale. Il latte va preparato come indicato sulla confezione. Se si aggiunge più acqua risulterà troppo liquido se si aggiunge più polvere il neonato potrà disidratarsi e soffrire di stitichezza. Ogni giorno è diverso da un altro. Come per gli adulti anche per i neonati ci sono fattori che influiscono sull' appetito. Il bebè può essere meno affamato dopo una notte di sonno agitato oppure dopo un eccesso di stimoli. È normale che in alcuni giorni un neonato voglia mangiare di meno e altri sia più affamato. Attacco corretto al seno Con il latte artificiale si può facilmente misurare la quantità assunta, un po' più difficile è per l'allattamento al seno. Se il piccolo non si attacca bene di conseguenza non si alimenterà bene e farà poppate meno efficienti. La bocca del neonato deve essere ben aperta e posizionata esattamente sul capezzolo. Le labbra devono coprire il capezzolo e l'areola. Se non è attaccato bene il suo labbro inferiore potrebbe essere rivolto in dentro, oppure avere in bocca solo una porzione di capezzolo. È il vostro corpo a segnalare quando un bebè non si attacca bene. Capezzoli dolenti e sanguinanti sono sintomo di attaccamento sbagliato e non vanno mai sottovalutati. Indicatori che il neonato mangia abbastanza latte I pannolini bagnati sono un indicatore molto valido per capire se in neonato si nutre. Bisogna prestare molta attenzione soprattutto con i pannolini usa e getta che data la loro composizione sembrano asciutti. Attenzione alla pipì Subito dopo il parto e nelle prime 24 ore il bebe' non farà molta pipi', potrà bagnare 1- 2 pannolini al massimo. Man mano che passano i giorni la pipì e i pannolini bagnati saranno sempre di più e come regola generale se il neonato bagna 6 pannolini in 24 ore sta assumendo abbastanza latte. Attenzione alla cacca Stessa regola vale per le feci del neonato. Subito dopo il parto la prima cacca viene espulsa nelle 8 ore ed è rappresentata dal meconio. La sua consistenza sarà densa vischiosa e nera. Nei giorni seguenti le le feci diventeranno via via più abbondanti e di colorito giallo, grumose e molli. Mammamather ostetrica tascabile NEGOZIO MAMMA MATHER #neonato #lattematerno #latteartificiale #alimentazioneneonato
- Cibi da evitare in allattamento. Alimenti consentiti, da evitare e proibiti
Non sai quali sono i cibi da evitare in allattamento? Ecco per te la guida su cosa mangiare e cosa non mangiare completa di tutti gli alimenti. Sommario Cosa mangiare in allattamento Cibi da evitare durante l’allattamento per l’aromatizzazione del latte Disturbi nel neonato per l’alimentazione materna in allattamento Alimenti da evitare in allattamento Cibi e bevande vietate in allattamento Coliche neonati cibi da evitare in allattamento Cibi da evitare in allattamento per il reflusso del neonato Alimenti da evitare in allattamento per la diarrea del neonato (Se assunti evitano la stitichezza del neonato) Elenco dei cibi da evitare e consentiti in allattamento Cosa mangiare in allattamento Indipendentemente dalla dieta che fa la donna che allatta, l’organismo materno riesce a prendere le sostanze indispensabili per la sintesi e la secrezione del latte. I cibi e le bevande da evitare in allattamento sono spesso fonte di confusione per la neomamma che non sa cosa può mangiare e cosa non può magiare in fase di allattamento. La mancanza di conoscenza nasce dal fatto che in passato molti alimenti erano sconsigliati in allattamento per cui vietati. Ad oggi l’Oms e il Ministero della Salute affermano che non esistono cibi da evitare in allattamento , non vi è una lista di alimenti sconsigliati ma i cibi meno adatti alla mamma che allatta dipendono dal singolo neonato. Dagli studi è emerso che aglio, cipolla, cavoli, legumi, carciofi e asparagi possono essere consumati in allattamento, anzi di solito più la dieta materna è varia più volentieri il bebè si attaccherà al seno e ciuccerà il secreto latteo. Questa premessa non significa che la mamma in allattamento può mangiare di tutto e senza limiti, infatti, una dieta sana è sempre consigliabile ; lo stile alimentare della mamma influenzerà i gusti del neonato perché ciò che la nutrice assume insaporisce il latte materno e ne modifica l’odore. Quindi se mangiate molti peperoni con altissima probabilità il bebè amerà i peperoni da grande perché abituato a quel sapore; più cose mangiate più espanderete i gusti del bambino. La maggior parte dei neonati mangia il latte senza preoccuparsi della sua aromatizzazione ma certamente i suoi gusti futuri ne saranno influenzati. Da questa premessa ne consegue che la mamma in allattamento si deve nutrire in modo sano ed equilibrato non solo per la sua salute ma anche per una corretta educazione alimentare del neonato. Cibi da evitare durante l’allattamento per l’aromatizzazione del latte Come detto la donna che allatta non ha necessità di evitare alcun cibo, fatta eccezione per quelli a cui è allergica. Vi sono però dei neonati che hanno il palato molto più delicato fin dal principio e percepiscono anche il minimo sentore di aglio o spezie fort i tanto da rinunciare ad attaccarsi al seno. I cibi incriminati dell’aromatizzazione e del rifiuto del latte sono: Aglio, cipolla, porro, scalogno per la presenza del solfuro di allile; Cavolo , per gli isotiocianati della famiglia dello zolfo; Carciofo , per l’olio essenziale di cinarina; Peperone , per l’azione dell’olio essenziale di capsaicina; Asparagi , per la presenza dell’olio essenziale di asparagina; Sedano , per opera dell’olio essenziale d limonene senadulide; Spezie piccanti e condimenti forti. Le molecole di questi cibi sono sufficientemente piccole da attraversare intatte la mucosa intestinale, riversarsi nel sangue ed entrare nel latte materno. Se la mamma durante la gravidanza ha abitualmente consumato questi nutrimenti, il feto si è abituato al loro aroma già nell’ utero attraverso il liquido amniotico, quindi ha sviluppato gli enzimi che servono a digerirli e in allattamento non avrà problemi. Disturbi nel neonato per l’alimentazione materna in allattamento Alcuni neonati sono particolarmente sensibili al modo di alimentarsi della mamma, ad esempio se la nutrice mangia latticini, capperi, cipolle, cavoli e fagioli alcuni bebè manifestano coliche. Altri bambini invece manifestano fastidi allo stomaco se la madre mangia generi alimentari che stimolano la produzione di aria come: cavoli, broccoli, cipolle cavolfiore o cavolini di Bruxelles. E ancora vi sono bambini che accusano diarrea nei casi di dieta materna ricca di: melone; pesche; cicoria; albicocche; pere e prugne. Ci sono bebè che possono avere irritazione ed eruzioni cutanee causate dai peperoni rossi nelle pietanze materne. Infine, alcuni bambini possono essere allergici a certi alimenti assunti dalla mamma come ad esempio: latte vaccino; uova; agrumi; cioccolato; grano. Detto questo non bisogna pensare di non mangiare a priori questi cibi in allattamento, piuttosto è corretto che la mamma osservi le reazioni del bambino ed i suoi comportamenti, come nervosismo eccessivo, emissione di aria, rigurgiti e colichette, in relazione al consumo di queste vivande. Per la mamma non sarà difficile accorgersi dell’alimento incriminato, i cibi impiegano dalle due alle 6 ore per insaporire il latte materno , basta fare attenzione a cosa si mangia e alla reazione del bambino alla poppata . Fate attenzione anche alle urine del neonato, ad esempio se la mamma beve un’aranciata il latte potrebbe avere una sfumatura rosa arancio mentre l’urina del bebè si colorerebbe di rosa acceso. In realtà non vi è alcun tipo di evidenza scientifica che i cibi mangiati dalla madre arrechino fastidi al neonato; quindi, in corso di allattamento è bene che la mamma inizi una dieta secondo i gusti personali e qualora si rilevasse un disagio nel bambino interrompere l’assunzione di quel determinato alimento . Alimenti da evitare in allattamento Fatta la premessa che non vi è alcuna restrizione o proibizione obbligatoria nella dieta in allattamento, analizziamo ogni tipologia di cibo e i possibili fastidi che può arrecare al bambino alimentato al seno. Evitare in allattamento le diete ipocaloriche Le diete ipocaloriche in allattamento non sono mai consigliate. Il corpo materno ha la necessità di riprendersi dalla fatica della gravidanza ed essere supportato dallo stress delle notti in bianco e del nuovo adattamento alla vita con il neonato. In allattamento il fabbisogno calorico della neomamma aumenta di circa 450- 500 calorie in più rispetto alla quota calorica prima della gestazione. Sono da evitare nella dieta della mamma in puerperio gli alimenti dietetici e dimagranti come le pasticche e le pillole dimagranti, le barrette dietetiche, frullati dimagranti e pasti sostitutivi. Astenersi dalle diete che escludono frutta e verdura Frutta e verdura sono fonti di vitamine e minerali preziosi per la salute della mamma e per la composizione di un latte ricco di sostanze utili alla crescita del neonato. Anche se vi sono frutti che possono determinare diarrea nel bambino, non vi è alcuna indicazione a priori per la mamma di non consumarli. Ad esempio: melone, pesche, albicocche, pere e prugne possono causare diarrea nel bebè, soprattutto se consumati in grande quantità dalla mamma. In questi casi la madre dovrà annotare gli alimenti incriminati e solo allora escluderli dal suo regime dietetico. Da evitare cotture grasse ed elaborate dei cibi Per preparare i cibi privilegiare le preparazioni semplici come al vapore, al forno o al cartoccio evitando le cotture meno salutari come fritture, intingoli e grigliature con bruciature. Sono consentiti in allattamento le carni a cottura media o al sangue , carne e pesce affumicato e freddi. Sconsigliati i dolcificanti Attenzione ai dolcificanti! Gli edulcoranti sostitutivi dello zucchero come aspartame, ciclamato, acesulfame e saccarina sono considerati innocui nella quantità consigliata sul retro della confezione (dose relativa alle norme vigenti). Quindi massima accuratezza a non superare la dose consigliata leggendo le etichette dei singoli sostituti del glucosio. Proibiti i funghi di raccolta privata I funghi possono essere letali se non raccolti da persone competenti. Evitate il consumo di funghi potenzialmente dannosi e di dubbia provenienza perché potrebbero essere tossici e velenosi sia per la mamma che per il neonato. In allattamento mangiare Prodotti biologici La mamma nutrice dovrebbe prediligere i prodotti biologici e privi di pesticidi. Sul mercato si possono trovare prodotti biologici certificati come: latticini, carne, uova, cereali. Mangiare bio significa non far assumere al vostro bambino additivi e pesticidi. Se non avete la possibilità di reperire prodotti alimentari bio allora sbucciate e pelate frutta e verdura oppure igienizzatela con bicarbonato o amuchina. Evitare i grassi Attenzione ai grassi, preferite alimenti sani e digeribili come: latticini a basso contenuto di grassi; carni magre; pollame senza pelle. Mangiare con pochi grassi aiuterà a perdere i chili accumulati con la gravidanza , inoltre si evita di passare al bebè pesticidi e altre sostanze artificiali. Negli animali le sostanze nocive, infatti, tendono ad accumularsi negli strati di grasso , nel fegato, nei reni e nel cervello quindi evitare il grasso diminuisce la possibilità di ingerire elementi dannosi. Scegliere con cura il pesce per evitare il mercurio Le regole di sicurezza sul pescato adottate in gravidanza valgono anche per l’alimentazione in allattamento e quindi riducete al minimo la quantità di mercurio ingerito: Evitare: Carne di squalo; Pesce spada; Sgombro; Tile gibboso. Limitate: il consumo di tonno a non più di170 gr a settimana; il consumo di salmone a non più di 300 gr a settimana prediligendo quello selvatico. In allattamento i prodotti ittici non controindicati sono: spigola; platessa; sogliola; eglefino; halibut; scorfano; coregone; merluzzo giallo; tonno; tirsite; pesce gatto; granchio; cozze; capesante; calamari; trota dall’allevamento; acciughe; vongole; tilapia; sardine; gamberi. Non è mai consigliato eliminare la pescagione dalla dieta materna poiché gli elementi che può fornire, soprattutto contenute in salmone e sardine, hanno un’influenza positiva sullo sviluppo cerebrale del neonato. Astenersi dai cibi potenzialmente allergizzanti Se in famiglia vi sono predisposizioni alle allergie alcuni alimenti vanno evitati o consumati con attenzione. Le cibarie incriminate sono: arachidi; pomodori, crostacei, molluschi, latte e latticini, cioccolata. Da evitare: spezie, bulbi, semi, corteccia e radici Alcune spezie possono conferire al latte un sapore particolare per cui vanno sempre consumati con moderazione e facendo attenzione agli effetti sul neonato. Ecco quali alimenti imputati che meritano attenzione perché possono alterare il gusto del latte materno: Curcuma, peperoncino, curry, cumino, zenzero, noce moscata, anice, cannella, semi di finocchio, olii essenziali, salsa di soia, olio di pesce, vegetali freschi aromatici e piccanti, pepe nero, cipolla, aglio, porri, rafano e zenzero. In allattamento proibiti: pesticidi, antiparassitari e additivi chimici Nel latte materno passano: Conservanti; Addensanti; Coloranti. Per questo motivo sono da ridurre i cibi di produzione industriale, gli oli raffinati, la margarina e i fritti. Vietato il consumo di alimenti di dubbia provenienza Frutta e verdura di dubbia provenienza potrebbero essere coltivarti in terreni contaminati o con acque con un eccessivo contenuto di metalli pesanti, nitriti, nitrati e insetticidi. È bene mangiare prodotti biologici certificati e se non potete reperirli consumate frutta e verdura di filiera controllata. Stessa cosa vale per le carni. Carni macellate di dubbia origine potrebbero essere colpite da parassitosi , allevate con eccessivo utilizzo di antibiotici o di altre sostanze dannose. Anche per la carne e per il pesce attenetevi alla filiera controllata evitando le frattaglie Limitare i farmaci La maggior parte dei farmaci passa nel latte solo in quantità trascurabile e veramente pochi hanno conseguenze per il neonato. Vale sempre la regola di consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco di automedicazione fatta esclusione per il paracetamolo. Sono consentiti gli integratori per l'allattamento Cibi e bevande vietate in allattamento Le mamme in allattamento hanno molta libertà di nutrizione, tuttavia vi sono cibi e bevande che sono totalmente sconsigliati o proibiti nella fase dell’allattamento. Vediamo nel dettaglio quali sono. Controindicata la nicotina Le sostanze tossiche inspirate con la sigaretta entrano nel flusso sanguigno e finiscono nel latte materno , senza contare che fumare in gravidanza fa diminuire la produzione di latte. Il fumo che passa nel latte materno può causare al neonato: vomito; diarrea; tachicardia; nervosismo. Ad oggi non si conoscono gli effetti a lungo termine della nicotina sui bambini ma di sicuro non sono positivi. Se fate fatica a smettere di fumare rivolgetevi al vostro medico per un consiglio sulla terapia che possa sostituire la nicotina della sigaretta come gomme da masticare e cerotti. Se non riuscite a smettere di fumare continuate ad allattare, il latte materno è sempre meglio del latte in polvere , ma cercate di ridurre il numero di sigarette e di non fumare la sigaretta subito prima della poppata. Vietata la Cannabis La cannabis fumata o ingerita entra nel latte materno e ci rimane per sei giorni. Di conseguenza gli effetti negativi sull’ organismo del neonato di una canna hanno conseguenze potenzialmente negative a lungo termine. Le ricerche dimostrano che erba, hascisc, marijuana e canapa assunta dalla donna che allatta possono causare nel neonato rallentamento di crescita e morte in culla. Da evitare Alcol e bevande alcoliche Il latte della mamma trasporta l’alcol anche se la quantità è decisamente inferiore rispetto a quella che si beve. In generale la mamma che allatta può concedersi al massimo qualche bicchiere di vino rosso la settimana ma sarebbe bene evitare del tutto l’alcol durante il periodo dell’allattamento. La birra scura nonostante quanto si creda non fa aumentare la produzione di latte. Sono sempre da evitare i super alcolici Un consumo eccessivo di alcol in allattamento può rendere il bebè assonnato, apatico, assente, incapace di ciucciare al seno e nei casi estremi anche di respirare. Se comunque sia decidete di consumare una bevanda alcolica farlo sempre dopo aver finito di allattare. Limitare la Caffeina Una o due tazze di caffè o di tè oppure un bicchiere di coca cola al giorno non danno alcun problema durante l’allattamento. Assumere una quantità maggiore di caffeina in allattamento (rispetto a quella consigliata) potrebbe rendere il neonato teso, irritabile e con difficoltà a dormire. L’abuso di caffeina dalla madre è stato associato ad un aumento di coliche e di reflusso gastrico nel neonato. La caffeina a differenza degli adulti non viene efficacemente eliminata dall’ organismo del neonato e potrebbe accumularsi nel suo sistema nervoso. Oltre al caffè prestare attenzione a bevande come: tè fermentato; guaranà; cacao; ginseng; energy drink; eccitanti. Attenzione ai rimedi erboristici, omeopatici e fitoterapici. Anche se si tratta di rimedi naturali non sempre le erbe sono sicure e potrebbero rivelarsi potenzialmente tossiche per via delle sostanze che entrano nel latte materno. Il problema dei prodotti erboristici, omeopatici e fitoterapici è che gli studi non sono molto avanzati e quindi non si conoscono bene gli effetti sul neonato a lungo e a breve termine. Limitarsi ad assumere i prodotti certificati e quindi sicuri per l’ allattamento come: camomilla; agrumi; menta; lamponi; rooibos; cinorrodo. Leggete con attenzione le etichette degli infusi e delle tisane per verificare che non vi siano stati aggiunti altri ingredienti. Coliche neonati cibi da evitare in allattamento Ci sono cibi nella dieta materna che possono favorire le coliche nei bambini sensibili. Gli alimenti da evitare in allattamento per le coliche sono: latte e latticini; verdure in genere; cipolla: cavolo; aglio; cavolfiore; broccoli; cetriolo; peperoni; legumi come: fagioli e lenticchie. Latte e latticini Il latte di mucca è costituito da proteine molto diverse da quelle del latte umano, per questo i neonati nutriti con il latte artificiale accusano spesso mal di pancia. In corso di allattamento al seno è possibile che qualche proteina del latte vaccino arrivi al neonato attraverso il latte materno. Se notate coliche al bebè dopo che avete consumato grandi quantità di latte e formaggio, provate a ridurre il consumo di derivati del latte per qualche giorno e vedete se la situazione migliora. In alcuni casi è necessario sospendere l’assunzione di latte e derivati da parte della nutrice per almeno 15 giorni prima di vedere un graduale miglioramento nel neonato. Quando il neonato si è ristabilito si può iniziare a reintrodurre nella dieta materna il latte e i latticini ma in piccolissime quantità prediligendo i formaggi stagionati, la ricotta e lo yogurt. Se le coliche ricompaiono allora è necessario sospendere totalmente i formaggi e il latte dall’alimentazione della mamma che allatta. Legumi Fagioli, piselli, lenticchie e ceci mangiati dalla mamma possono essere causa di coliche nel neonato. Non è corretto eliminare i legumi dalla dieta della mamma; s arà sufficiente passarli prima di essere consumati dalla madre. Fumo È stato riscontrato da numerosi studi che i bambini allattati da madri fumatrici sono più soggetti alle coliche gassose. Cibi da evitare in allattamento per il reflusso del neonato Alcuni cibi possono aumentare il reflusso nel neonato sia perché non digeriti correttamente sia perché irritanti della mucosa gastrica. Gli alimenti in questione sono: latte e derivati; cioccolato; agrumi; arance; limone; pompelmo; lime; ananas; fragola. Alimenti da evitare in allattamento per la diarrea del neonato (Se assunti evitano la stitichezza del neonato) Cioccolato; Ciliegie; Prugne; Melone; Kiwi. Elenco dei cibi da evitare e consentiti in allattamento Ecco la lista dei cibi su cui si fa più confusione in allattamento alcolici in allattamento: vietati lenticchie in allattamento: da consumare con moderazione se notate coliche nel neonato zenzero in allattamento: non vietato ma da consumare con moderazione vongole in allattamento: non vietate cioccolata in allattamento: con moderazione se vi sono soggetti allergici in famiglia integratori per allattamento al seno: non vietati quelli specifici per allattamento aglio in allattamento: non vietato ma consumare con moderazione curcuma in allattamento: non vietata ma consumare con moderazione cibo piccante : non vietato ma consumare con moderazione spinaci in allattamento: non vietati sushi in allattamento: non vietato ma con attenzione alla scelta del pesce e al suo contenuto di mercurio pesce crudo in allattamento: non vietato ma facendo attenzione alla scelta del pesce riguardo al contenuto di mercurio ostriche, frutti di mare e simili : non vietati ma facendo attenzione alla provenienza e alla cottura caffè in allattamento : non vietato con moderazione prosciutto crudo in allattamento: non vietato scarola in allattamento: non vietata gorgonzola in allattamento: non vietato ma con moderazione kiwi in allattamento: con moderazione se notate diarrea nel neonato anguria in allattamento: con moderazione se notate diarrea nel neonato ananas in allattamento: con moderazione se notate reflusso nel neonato miele in allattamento: non vietato fave in allattamento: non vietate noci in allattamento: non vietate gelato in allattamento: non vietato latte in allattamento: non vietato anche senza lattosio arance in allattamento: non vietate zafferano in allattamento: non vietato pesche in allattamento: non vietate Mammamather ostetrica tascabile Per essere sempre informata iscriviti alla nostra news letter che trovi qui sotto e seguici su Instagram , non sarai mai sola. 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- Labour position to bear the pain of contractions
Labour positions help withstand the pain of contractions. Below you will find the analgesic positions and the free positions useful for managing contractions in labour Summary Positions in labour What are the analgesic positions in labour for? Better positions in labor Lateral position on the hip Standing position Positions with the ball Position on all fours Yoga positions Labour position Labor is the way to go to hold your baby in your arms, and the pain of contractions is a key part of this journey. To deal with the pain of contractile activity of the uterus it is possible to use both pharmacological and natural techniques. Surely epidural anesthesia represents the most concrete solution to relieve the pain of labor but being an invasive procedure not all future mothers can use it. The natural methods to counteract the pain of contractions in labor are represented by: Massages; Breathing; Free positions and antalgic positions. The positions in labor do not only have the function of coping with pain but in some cases they can help facilitate the rotation of the head or help the baby descend into the birth canal. What are the analgesic positions in labor for? When in labor, women feel the need to be touched, massaged and to experience forms of contact and comfort with the person who witnesses the happy event. In this case, the partner plays an encouraging role in fact he can gently hold her hand and practice massages. Couples who experience labor together, contraction after contraction develop a ritual of gestures using both verbal and non-verbal language. The analgesic positions are of great help to relax and better tolerate contractions. Assuming certain positions allows you to move the pressure exerted by the uterus on the back and pelvis, resulting in a lower perception of pain. For these reasons I advise women to read up on free positions in labor, for example with a pre-birth course , so that they can be taken during labor. Each position allows you to have benefits for example you can: facilitate head rotation; facilitate the descent of the head; decrease the pressure on the back; use the force of gravity to speed up the birth of the baby. Certain positions can be assumed in a completely innate way by the mother in a spontaneous way, while others require the help of the partner or tools such as the ball and the vine. The positions in labor come from the wise culture of traditional Chinese medicine and above all of yoga; in fact the mix of breathing, positions to relieve pain and closeness and care of the partner ensure well-being for body and mind to the future mother. Better positions in labor Freedom of movement during labor allows you to instinctively assume positions that improve comfort. Many women endure only a few positions based on the pain evoked. During labor, except in certain and rare cases, the woman is in control of her body, her movements and the ability to assume the right positions instinctively. Assuming uncomfortable positions causes stress, however, when you feel respected in your movements the response to labor is better. The partner contributes significantly by helping the woman to assume the most pleasant position. Do not forget that the midwife who will assist the birth will help us and advise you to take the best positions to facilitate the birth. For further information: the father in labor for childbirth Lateral position on the left side The lateral position on the left side favors rest and neutralizes gravity and can be used to recover energy especially if you have been standing for too long. It is possible to use one or more pillows to be placed between the legs to improve comfort. The position on the side in labor is very useful if you feel a sense of heaviness at the bottom perhaps caused by hemorrhoids. To accelerate the progression of labor, the ideal would be to alternate the standing position with the position on the left side The position on the side is useful for promoting rotation of the fetal head. Standing position The standing position in labor has many advantages: it allows a bodily contact with the partner which can be a support to lean on and increase the sense of well-being; allows you to perform movements with the pelvis, such as pelvic rocking, which reduces muscle tension; allows you to exploit the force of gravity; favors the descent of the head; favors the alignment of the child with the pelvic entrance. The standing position is not well tolerated by all women as they experience a greater sense of fatigue; the ideal would be to alternate the position with other antalgic positions. Positions with the ball Sitting position The sitting position can be assumed in various forms: Sitting upright on the bed; On the chair or on a stool; Semi-sitting with the trunk raised at least 45 ° with respect to the bed; Sitting bent forward with feet touching the floor and bent forward with a support that can be the partner; Sitting astride a chair or toilet; Sitting on the ball. This position is very instinctively used by women in labor because it is easy to assume and allows you to rest and breathe well. The sitting position is recommended in case of lower back pain or for having back massages. Kneeling o assume the kneeling position just kneel on the bed or on the floor bent forward and as support the partner or other supports such as the ball. This position allows: to have physical contact with the partner who maybe can practice massages; to exploit the force of gravity; easy wavy movements of the pelvis; favors the descent of the head. Not all women are able to assume the kneeling position especially if they have swollen legs and a lot of back pain. On all fours In the position on all fours, the pregnant woman is kneeling and wounded forward in such a way that she herself supports her weight with her arms. The advantages of the all-fours position in labor are: reduction of lower back pain; Ease of back massage; Reduction of the pressure exerted by the uterus on the sacrum; Ease of swaying and rocking of the pelvis; Vaginal visit possible. On the other hand, the position on all fours to be assumed for a long time is tiring for the arms and knees that support the weight of the body. For these reasons it is good to use supports such as pillows under the knees, under the hands but also below the mother's chest. Yoga postures in labor Position of the butterfly The butterfly position consists of sitting up and bringing the soles of the feet as close to the groin as possible. The butterfly position is generally very comfortable and pregnant women are able to adopt it even for long periods. This position: allows you to exploit the force of gravity; the expansion of the entrance to the basin; promotes descent of the fetal head; reduces lower back pain; allows physical contact with the partner. The ideal is to accompany the position with breathing and why not, with relaxing music. Squatting position The squatting position allows you to squat down during the contraction and then get up again during the pause in a way that does not tire your legs excessively. The partner can stand behind in such a way as to support during the contraction. During the contraction the woman abandons herself and the partner grasps the sides of the chest and supports its weight. The squatting position is very useful because it allows you to take advantage of the force of gravity and increases the diameters of the pelvic entrance requiring less effort in pushing. Mammamather pocket obstetrician To know more how to prepare the bag for childbirth what are the symptoms of labor how future dads experience pregnancy How to choose the right pacifier? Wather breakage Male names Female names If you are about to have a baby, make your own Amazon Birth List. With the Amazon Birth List you can make a list of the things you need for your baby and share it with friends and family in order to receive the gift you need and that you have chosen. There is no obligation to purchase but only benefits What are you waiting for? Make your birth list now!
- How to increase breast milk. How to increase breast milk
Do you want to know everything about breast milk production? We have answered all the most common questions about how to increase breast milk, the timing of secretion, and the factors that help increase lactation from the breast. Summary Breast milk production Prolactin and breastfeeding milk production Oxytocin breastfeeding When the production of breast milk begins Stabilization of milk production How much milk does breast produce Time of breast milk production Differences in production between breasts Decrease breast milk How to increase breastmilk supply Breastfeeding supplements Breast milk production The primary function of the female breast is to feed one or more babies at once. Despite the false beliefs the shape and size of the breasts do not affect the production of milk in the slightest and from this it follows that all breasts are made to breastfeed. The process of producing breast milk begins immediately after the expulsion of the placenta, at which time there is a sudden change of hormones in the breast body. The emission of milk from the breast depends essentially on the secretion of hormones that give the signal to the nurse's body that the time has come to produce the precious liquid to feed the newborn; the hormones in question are: prolactin; oxytocin. Prolactin: lactation hormone After childbirth, estrogen and progesterone levels decrease sharply and levels of prolactin (one of the hormones responsible for lactation) rise. Prolactin is the hormone necessary for the production of milk from the breasts of the mother, in fact every time you breastfeed or squeeze milk from the breast the levels of prolactin rise rapidly in the breast blood activating the cells responsible for milk production. This delicate mechanism occurs in all new mothers whether you want to breastfeed or do not want to breastfeed, in fact the to block breastfeeding pharmacologically you use a prolactin inhibitor. Oxytocin and descent of breast milk Once the milk is produced, the descent of the breast milk takes place The success of breastfeeding depends essentially on the activation of the secretory reflex that causes the milk to descend from the nipples. The secretory reflex of lactation is activated when the newborn begins to suck the nipples by stimulating the secretion of another important maternal hormone involved in lactation, oxytocin. Oxytocin is responsible for the emission of the flow and the escape of milk from the tits since it determines the contraction of the cells surrounding the mammary alveolus causing the descent of milky secretion from the milk ducts. Oxytocin like prolactin rises when the newborn begins to pacify the nipple during feeding but, unlike prolactin which needs more time to reach high levels, oxytocin has a very rapid peak causing its effects to be manifested already a few minutes after activation. Mothers experience the increase in oxytocin because when they breastfeed the baby they feel the uterine contraction, the so-called uterine bites, as oxytocin also determines the contracture of the uterus. Like prolactin alche, oxytocin can undergo changes in a positive or negative sense causing an increase or decrease in breast milk. Stress, anxiety, pain and worry decrease oxytocin levels causing a decrease in milk production. Conversely, the only contact with the newborn, smelling it, having a good night's sleep and relaxing arouse an increase in oxytocin and therefore greater milk production. Drinking a hot herbal tea or indulging in a moment of well-being is useful to promote the production of milk. When the production of breast milk begins During the first hours after childbirth inside the mammary glands, the production of the first breast milk called colostrum isstarted, an extraordinary yellow secretion, produced in small quantities and precious because it is rich in nourishment. During the start of lactation the newborn sucks colostrum and the sucking of the tit stimulates in the maternal body the increase in levels of prolactin which, as we have seen, is the hormone responsible for increasing milk production. To promote milky whipped it is therefore essential to maintain high levels of circulating prolactin that rise only with the continuous and constant stimulation of the maternal nipple through the sucking of the baby or with the breast puller. To have a good milk production it is necessary to attack the newborn already in the very first hours after delivery, if not even in the delivery room and do it continuously and constantly, whenever the newborn requires it. Every time you breastfeed or stimulate the breast with breast pull the levels of prolactin rise, stimulate the production of milk by increasing the milk secretion. Breast milk and stabilization of production In order to stabilise milk production, it is necessary to establish the cycle of supply and demand that allows the production of continuous milk. The newborn empties the breast, prolactin levels rise and the mammary glands produce new milk , the greater the demand, the greater the production. If for any reason the newborn cannot stimulate the breast the lactation is inhibited then it is important to continue to stimulate the secretion of milk with the breast breast. Prolactin levels rise more at night, in the absence of light and with rest, so mothers have the feeling that in the morning the breast is fuller, all thanks to the hormone prolactin. How much milk does breast produce? "How much milk does breast produce? Will I be able to feed the baby only with my milk?" These are the questions that nursing mothers ask themselves, especially in the first days after giving birth after returning home. Let us be clear. Well, the breast is able to produce more milk than is necessary, and for this to happen it is essential to stimulate the breast from the first hours after delivery by frequently attacking the newborn to make it pacify from the nipple. During the course of lactation breast milk will adapt its composition to meet the needs of the growing baby. Amount of breast milk produced Colostrum is the first milk secreted by the udder and is produced in very low quantities on average from 7 to 14 ml per feeding in the first 24 hours. Colostrum is excreted in small quantities to allow the newborn to learn to ciucciare to the breast in a gentle and gradual way, also being very rich in nutrients the baby will not have any type of deficiency and it will not be necessary to offer other milk. When the newborn learns to pacify correctly it stimulates the breast to produce more and more milk and after about 3, 4 days after giving birth there is the milky whipped , which consists of an abundant secretion of milk from the breast. During the course of lactation the milk production is modeled to the appetite needs of the baby in relation to how much milk is killed. On average the amount of milk produced remains constant from 550 to 1150 ml per day until the moment when weaning begins. Time of production of breast milk At lactation started a completely emptied udder at the end of feeding takes 2-3 hours to fill again with milk. This data is confirmed by the fact that lactating mothers after about four hours without breastfeeding complain of pain and swelling in the udder. To avoid a breast traffic jam it is good not to accumulate milk in the breast rather if the newborn skips the feeding better to manually empty the tit full of milk. Differences in production between breasts Differences in milk yield between one udder and another are not uncommon. The difference in secretion is usually due to a different stimulation between the two breasts, for example many children show a preference of a tit and stick to it more frequently and more willingly. The predilection for an udder is determined by many factors such as the number of pores from which milk comes out that is not the same from one nipple to another and usually babies prefer those who have a greater number. To prevent one breast from being more swollen than the other, it is good to attach the newborn equally in both breasts in order to stimulate it adequately, especially in the first days after delivery. There are rare cases when moms only breastfeed. Decrease breast milk There are factors that lower the production of breast milk and in particular inhibit the transition from colostrum to mature milk. Smoke Lactation inhibitor factor Stress Smoking: a high consumption of tobacco leads to a lowering of prolactin levels in the first days after childbirth. Nicotine inhibits prolactin and therefore lactation. Lactation inhibitor factor or Fi l, it is a protein contained in breast milk that inhibits the release of prolactin when milk is not removed from the breast. Basically when the breast is full of milk and is not emptied the protein is activated and blocks the production of milk waiting for the breast to be emptied. The rule therefore not to block the production of milk is never to fill the breast too much and therefore make frequent feedings especially in the first days after delivery. Stress such as little sleep, having a hectic life and not eating properly leads to a decrease in the production of oxytocin. Oxytocin is inhibited by stress so for new mothers it is necessary to relax and rest. A hot shower, an herbal tea or a good sleep dissolve the accumulated tensions and restore the hormonal balance favoring the production of breast milk. How to increase breast milk The production of breast milk can be positively influenced in order to promote a greater secretion of milk from the udder. In order to increase milk production, it is necessary to encourage an increase in the levels of maternal lactation hormones such as prolactin and oxytocin. H ow to increase breastfeeding milk Attach the newborn properly to the breast; Increase the frequency of feedings; Make long feedings and wait for the newborn to spontaneously break off from the nipple; Breastfeed on request and breastfeed at night; If there are long intervals between a feeding empty the breasts with the breast puller; Relax and get enough sleep; Feed properly. A correct attachment of the newborn to the nipples allows you to efficiently stimulate the breast, an incorrect breast attack slows down milk production , since only an efficientsucking of the baby stimulates the milky sinusoids that are located under the areola of the breast. The more you attach the newborn to the breast the more the breast is stimulated to the production of milk so an increase in feedings is the winning strategy to have plenty of breast milk. The feeding must be long to allow the newborn to completely empty the breast, then detach the newborn from the breast after ten minutes of sucking is wrong but it is necessary to wait for the newborn to spontaneously detach the breast before concluding feeding to or move to the other breast. Night feedings are also very important, a too long interval between one feeding and another could decrease milk production because the breast body perceives the long interval as if the newborn needed less milk by slowing down its secretion. The physiological decrease in milk occurs in the weaning period in which the newborn feeds not only on milk but also on solid and semi-solid foods. If you expect too long an interval between feedings, extract the milk manually with a breast pull. The production of breast milk is influenced by all those behaviors that make mom relax and make her feel rested and pampered. Even the mere fact of taking a nap or taking a moment of relaxation while sipping a hot herbal tea contribute to increasing milk production. Another element that determines the increase in the levels of oxytocin in the maternal blood is the newborn itself; its smell, its smile or simply the thought of the newborn make the hormone oxytocin increase by increasing milk production. Finally, the feeding of the nursing mother must include all macro and micronutrients both for maternal needs and for milk production. The diet of the lactating mother must include adequate portions of fruits, vegetables, proteins, carbohydrates and foods rich in good nutrients and not junk food. Last but not least, drink plenty of water and fluids to avoid dehydration. Breastfeeding supplements Opinions differ widely on the use of food supplements to promote milk production, because to date there are no data demonstrating real effectiveness or non-effectiveness in milk production. However, it should be emphasized that breastfeeding supplements have a positive effect on maternal well-being, avoiding vitamin deficiencies that may arise with an incorrect diet. Some supplements to increase lactation are enriched with natural galactogoghe substances used by our grandmothers to promote the increase in milk. B reastfeeding supplements DHA; Galega Officinalis; Fennel; Milk thistle DHA and breastfeeding vitamins DHA or docosahexaenoicacid, is a polyunsaturated fatty acid of the Omega-3 series that cannot be synthesized by the body and contributes to the maintenance of normal brain function, visual, growth and development. DHA is mainly contained in fatty fish such as anchovies, herring, anchovies, mackerel, salmon, sardines, sturgeon, trout and tuna. Galega Officinalis is galattagoga and for millennia its properties have been exploited to increase milk production. On the market there are supplements in pills with the dosed amount of galega useful to promote breast augmentation in breastfeeding. Alternatively, the galega can be purchased at the pharmacy and used for the preparation of hot herbal teas. Fennel, lactation supplements Fennel is known to stimulate milk production in fact it contains anetole , a substance very similar to female estrogens capable of promoting galactogenesis. Fennel can be consumed fresh, in herbal teas or in pills to be sure that the amount of anetulus is correct to favor the increase in milk. Milk thistle Milk thistle is the galactophore herb par excellence because it contains bioflavonoids and in particular flavonolignans,substances able to keep female hormones in balance, resulting in a constant production of milk. In particular, milk thistle ensures that prolactin levels in the breast blood are constant so as to avoid the drop in milk. For all breastfeeding supplements : click here Well mom I hope to have answered all the questions about milk production, I remind you that for further clarification you can always write me in the comments, I will be happy to answer you. Read also How to prevent cot death Ketosis in children how to lose weight after childbirth To be always informed subscribe to our news letter that you find below and follow us on Instagram, you will never be alone. 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- Pregnant toxoplasmosis. Contagion, Symptoms, Treatments, Risks for the fetus, What to eat and avoid
Toxoplasmosis in pregnancy may pose a risk to the fetus. Find out with mammamather how to avoid infection and how to wash vegetables and which foods to avoid. Summary What is toxoplasmosis Symptoms Toxoplasmosis test Risks to the fetus Toxoplasmosis infection Treatment and therapy What to eat and what not to eat Toxoplasmosis cats Toxoplasmosis and breastfeeding What is toxoplasmosis in pregnancy? Toxoplasmosis is an infection caused by the protozoan called "toxoplasma gondii". Toxoplasma outside of gestation is harmless and causes no serious symptoms other than a slight feeling of general malaise or even no symptoms that go unnoticed. After the first exposure to toxoplasmosis, the body produces specific antibodies that will prevent future exposure to the disease from manifesting itself. In this case the subject is immune to toxoplasmosis. Toxoplasmosis represents a danger if contracted during pregnancy , because the infection can cause damage with the risk of consequences for the fetus, therefore during the nine months non-immune future mothers must pay attention to avoid exposure to the pathogen . At the beginning of pregnancy, the pregnant woman is subjected to a blood sample which is used to detect: if you have contracted toxo in the past and become immune; if he has never contracted toxoplasmosis and therefore is not immune; if the infection is ongoing. Analyzes are prescribed in the course of the first pregnancy check and are included in the so-called Torch complex. Toxo infection The parasite that causes toxoplasmosis infects warm-blooded living beings, i.e. humans, animals and birds. The cat, of all animals, is the only one in which the toxoplasma protozoan is able to reproduce. When a cat ingests the bacterium, it reproduces by forming spores which are then eliminated in the feces. Soils and food contaminated with infected cat feces represent a route of transmission of toxoplasmosis. Toxoplasmosis, how is it contracted? The contagion of toxoplasmosis can occur through the direct ingestion of products contaminated with toxoplasma spores through undercooked infected meats, contaminated vegetables and vegetables or with direct contact with infected feces. Toxoplasmosis symptoms The symptoms of toxoplasmosis are almost always very mild and non-specific so that in most cases they go unnoticed or are confused with other conditions such as flu or cold. The incubation time for toxoplasmosis ranges from 5 to 25 days. Symptoms of toxoplasma are: Tiredness Sore throat Headache Temperature Bone pain Enlargement of the posterior cervical lymph nodes Pain in the joints Enlargement of the liver and spleen Myalgia Muscle pain affecting one or more muscles, General malaise Enlargement of the spleen In very rare cases, toxoplasmosis can occur in a more severe form, causing encephalopathy with the risk of brain damage and eye inflammation that can compromise vision. Symptoms usually subside within a few days or weeks. Toxoplasmosis test Among the pre-conceptional tests and among those to be performed during the first trimester of pregnancy there is the toxotest which serves to know if you are positive or negative (immune or not immune) to toxoplasma gondii. The test for toxoplasmosis consists of a blood sample that evaluates the presence of IgG and IgM antibodies. The presence of IgM antibodies in the blood indicates that the disease is ongoing. The presence of IgG antibodies i n the blood indicates that in the past you have come into contact with the disease by developing antibodies (immune toxoplasmosis). The absence of both IgG and IgM antibodies in the blood indicates that there are no antibodies and that the disease is not ongoing (non-immune toxoplasma). The aim of the sampling is to identify the antibody titration in the blood early by measuring the IgG and IgM antibodies. Let's see the reference values and how to interpret the blood tests If a pregnant woman tests positive for IgG antibodies and negative for IgM antibodies, it means that she has contracted toxoplasmosis in the past and the baby is not at risk because the mother is toxo immune. If a pregnant woman is negative for IgG antibodies and negative for IgM antibodies, it means that she has never contracted the disease and for this reason she is non-immune toxo and therefore care must be taken not to contract it during pregnancy. If a pregnant woman has positive IgM antibodies it is a sign of recent infection, since it must be investigated with appropriate laboratory tests to evaluate the transmission of toxoplasmosis to the fetus. In the event that the future mother has recently been exposed to the infection, it takes a few days for the first traces of the immune response (IgM immunoglobulins) to appear in the blood, confirming contact with toxoplasma. Toxoplasmosis baby Contracting toxoplasmosis during pregnancy poses a potential risk to the fetus. However, it should be emphasized that even if the pregnant woman contracts toxo, the infection does not necessarily transfer to the placenta and then to the baby. The placenta represents a barrier against the disease which is more or less dangerous in relation to the filter action carried out by the placenta in relation to the gestational period. The defensive and placental filter system is more effective at the beginning of pregnancy, so the risk of transmitting the disease to the fetus is greater as gestation proceeds. Toxoplasmosis in pregnancy risks to the fetus The chances of fetal infection increase with each trimester of pregnancy but the risk of this causing severe fetal harm decreases as pregnancy progresses. Toxoplasmosis contracted in the first trimester of pregnancy has a 15% risk of crossing the placenta. Cases of toxoplasmic infection before the embryo and then the fetus are very rare, it is estimated at around 1%. In the presence of infection, the consequences for the fetus are generally very serious even to cause an abortion. Second-trimester toxoplasmosis infections have a 25% risk of placental crossing. Damage to the fetus is variable, the most serious form is represented by congenital toxoplasmosis characterized by the symptomatological tetrad: Neurological syndrome with tremors, paraesthesia, changes in muscle tone, myoclonia, tremors and convulsions; Hydrocephalus; Intracranial calcifications of varying numbers and sizes; Eye damage. Toxoplasmosis infections in the third trimester have a probability of crossing the placenta in the order of 65% but in most cases without causing fetal damage. However, up to 85% of newborns with congenital toxoplasmosis will show signs and symptoms of the infection if left untreated. The infection can range from mild to severe. In mild cases, the obvious damage is toxoplasmosis chorio retinitis, ie inflammation of the retina and choroid of the eye; further manifestations of congenital toxoplasmosis may not show signs of themselves until adolescence or young adulthood. Serious neonatal diseases related to congenital toxoplasma infection include seizures, coma, microcephaly and hydrocephalus. Toxoplasmosis treatment How to cure toxoplasmosis in pregnancy? Therapy for positive toxoplasma in pregnancy first of all requires a timely diagnosis, which is why non-immune pregnant women are subjected to blood chemistry every month by measuring IgG and IgM antibodies. In the event that there is a diagnosis of positive toxoplasmosis in pregnancy, an attempt is made to block the transmission of the infection from mother to fetus through antibiotic treatment as suggested in the guidelines of the Ministry of Health and the Higher Institute of Health. If the maternal infection occurs before the 16th week, the administration of the antibiotic spiramycin is preferred. If the pregnant woman has contracted toxoplasmosis after the 16th week of pregnancy in relation to the specific case, antibiotic therapy includes either spiramycin or pyrimethamine combined with sulfadiazine, in order to fight the infection. Drug therapy is accompanied by prenatal investigations for detecting signs of infection in the fetus such as amniocentesis and ultrasound. Ultrasound is important for the search for fetal signs of toxoplasma gondii infection such as: ascites, microcephaly, intracranial calcifications, impaired fetal growth. How is Toxo contracted? Prevention The transmission of toxoplasma in pregnancy always represents a risk, so it is important to know the sources of contagion and the behaviors that can carry the disease in pregnant women. Toxoplasmosis contagion eating raw or undercooked contaminated meat; drinking unpasteurized goat milk; with contact with feces of infected cats; handling contaminated bedding; gardening in soil where toxoplasma spores are present. Toxoplasmosis in pregnancy what to eat and foods to avoid Meat and fish Recent studies point to meat as the main source of toxo infection. In particular, pork and lamb are the main transmission routes. The only way to kill the toxoplasmosis spores is to cook the meat well, therefore, long cooking is always preferred. The best cooking for meat is baked, stewed or steamed, however, grilled meat should be consumed with particular attention because in addition to being carcinogenic it may not be cooked enough to have killed the spores. Preparations with minced meat such as meatballs, rolls, meatloafs and rolls require a long cooking to prevent parts that are not thoroughly cooked inside the dish. Always make sure that there are no portions of pinkish-colored meat inside the meatballs and never taste the meat before it is fully cooked. The frankfurters in pregnancy deserve a separate mention. Raw sausages should always be avoided during pregnancy, although they are precooked, it is not totally excluded that they can carry diseases such as toxoplasmosis and listeria. The advice is not to eat raw sausages but always carefully cooked (boiled, baked or boiled) and in moderation since it is a very fatty and caloric food. The same goes for smoked salmon which does not foresee any risk for the transmission of toxoplasmosis but it is a food that must be avoided because it is at risk of contamination by listeria monocytogenes if not properly killed and treated, so better not to risk it. Avoid raw or semi-raw meats and never eat meat-based dishes in which there is no certainty of proper cooking. Salami and sausages The cold cuts have different types of processing which in some cases does not involve cooking the meat. Uncooked cured meats should therefore be avoided. Among the sausages you can consume: baked ham; mortadella; Turkey breast. On the other hand, the following are prohibited: raw ham; salami; bresaola; frankfurters; speck; bacon unless they are consumed cooked in dishes. Cheese and dairy products Consuming dairy and dairy products such as mozzarella and cheese presents no risk of transmitting toxoplasmosis if you prepare yourself with pasteurized milk. Egg Cooked eggs do not represent a danger to mother and fetus, raw or undercooked eggs such as soft-boiled or bull's-eye should be avoided for the transmission of food poisoning. Vegetables Raw vegetables must always be carefully washed first under water to remove all soil residues before being consumed and then disinfected. Salad, tomatoes, cucumbers, carrots, turnips and all vegetables, if eaten raw, must always be cleaned first. The packaged salad deserves a home rinse before being eaten. Fresh aromas such as basil, parsley, mint and thyme should also be washed if used raw. As for dried smells such as oregano, bay leaf and rosemary they certainly have a very low risk margin if consumed raw but they are not completely risk-free. Mushrooms deserve particular attention, which must be washed (with gloves) with plenty of running water and then soaked with bicarbonate before being consumed. It is safer to eat cooked mushrooms rather than raw. The olives, even if raw, can be eaten as long as they are first thoroughly washed and disinfected either with amuchina or bicarbonate. Absolute tranquility can be had by eating cooked olives. Ketchup even if prepared with raw tomatoes being an industrial product can be consumed but always in moderation because it is too rich in sugar. At the restaurant it is better to avoid eating raw or grilled vegetables where there is no certainty that they have been carefully washed and cooked. If the vegetables are eaten cooked there is no limitation. For quick cooking such as vegetables (courgettes, aubergines and peppers) sautéed, grilled or barbecued to avoid the risk of contamination with toxoplasmosis, it is sufficient to wash carefully before preparation. Fruit Fruit always needs careful washing under running water to remove soil residues. A toothbrush can be used to remove waxes and pesticide residues from the peel. The fruit must then be disinfected with amuchina or bicarbonate and rinsed before being eaten. Well-washed fruit can be eaten with the peel. The fruit that must be peeled, such as kiwi, melon and watermelon, must always be washed first to avoid contaminating the pulp of the fruit through the blade of the knife with any spores present on the peel. If it is not possible to check if the fruit has been properly washed, for example in a restaurant, it is better not to eat it. How to wash and disinfect fruit and vegetables? According to your preferences for the disinfection of fruit and vegetables you can use: bicarbonate amuchina To disinfect with baking soda , just dissolve a spoonful in a basin with water and leave the vegetables to soak for 15 minutes and then rinse with running water. For disinfection with amuchina dilute 20 ml of product in 1 liter of water and leave the fruit and vegetables to soak for at least 15 minutes. Rinse thoroughly and consume. Hygiene in the home to prevent toxo To avoid that everyday domestic behaviors represent a source of contagion, it is good to: Avoid contact with the cat's litter box, which must be cleaned frequently as feline feces become contagious in approximately 48 hours Wear gloves when gardening Avoid busy green areas where animal feces are present Wash your hands often Thoroughly clean surfaces and food preparation utensils such as cutting boards and knives. Toxoplasmosis cats Cat yes or cat no? As mentioned, the cat's feces represent the vehicle with which the toxoplasmosis spores are deposited in the soil. Contrary to what was believed in the past, domestic cats are rarely a vehicle for the contagion of toxoplasmosis. The small cats, in fact, are almost always fed with packaged foods and equipped with a clean litter avoiding any spores from becoming contagious. On the other hand, stray cats are a source of contagion because they feed on birds, mice and other animals therefore easily subject to infection. Cat bites and scratches should not be underestimated. Toxoplasmosis and breastfeeding Toxoplasmosis infection in breastfeeding women does not pose a risk to the baby. Therefore, a mother who is not immune to toxoplasmosis after childbirth and throughout the breastfeeding period can consume all foods without the fear of contracting the infection. Mammamather pocket obstetrician Read also: How to prepare the maternity bag? How to choose the right pacifier? Wather breakage Male names Female names If you are about to have a baby, make your own Amazon Birth With the Amazon Birth List you can make a list of the things you need for your baby and share it with friends and family in order to receive the gift you need and that you have chosen. 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- Sids, cot death! How it happens, how to intervene, how to prevent it
SIDS or cot death is the leading cause of infant death in the first six months of life. For you, an attentive mother, here are the recommendations to prevent white deaths and ensure safe sleep for your precious baby. At the end of this article, you will have learned how to make your newborn sleep and take action on the main causes of cot death such as passive smoking, inadequate temperature, incorrect sleeping position of the newborn and bumpers. What is SIDS or cot death? Sudden Infant Death Syndrom or white infant death syndrome, is known as SIDS and represents one of the leading causes of death in children under one year of life. Sudden death of the child occurs when there is no definite cause that caused the unexpected death of the baby and there are no intrinsic causes to motivate the passing of the infant and for this reason it is also called white death of children. According to statistics, cot death mainly affects infants between the first and fourth month of age and most deaths occur before the sixth month of the newborn although it can affect all children up to 1 year of life. Again according to statistical data there is a higher incidence of death from SIDS in the winter period (probably due to the blankets) and the risk decreases significantly after the 6 month of life. Causes of cot death syndrome In the past, cot death syndrome was thought to affect healthy babies randomly. Today, both with the studies carried out on infants who died from unexpected death, and through the testimonies of the parents, it is hypothesized that the sids syndrome affects newborns with one or more congenital defects that predispose them to sids risk without these risk factors being manifest. Some infants have been found to have insufficiently developed an area of the brain that is alerted to dangerous respiratory conditions, not protecting the baby from the risk of death. Also according to the studies it has been seen that sids is favored by a heart malformation caused by a gene involved in respiration and heart rhythm. These are only hypotheses that must find absolute certainty. What is known for certain is that SIDS is not caused by: He retched suffocation regurgitation diseases. According to statistics, cot death syndrome occurs most: in premature babies in underweight infants in infants born to mothers who did not have antenatal care in the children of pregnant smokers Statistics and testimonials of infant sids The intrinsic causes of cot deaths are difficult to delineate because today there is no homogeneous detection system throughout the Italian territory and the data are uncertain and imprecise. SIDS is estimated to affect 0.5% of all births in the order of 250 cases each year. Although numerous studies have been carried out, the cause of white deaths in children is still unknown. The Ministry of Health has suggested advice to new parents that significantly reduce the risk of infant death in a cot, reiterating that SIDS prevention is an absolute priority in public health. SIDS prevention, guidelines. There are numerous risk factors involved in white infant death, the good news is that these risks can be avoided by following good practices. Over the years it has been shown that with simple precautions it is even possible to halve the risk of infant death. One of the causes of cot death is the infant's sleeping position It is attested that the risk of white death is reduced by 10 times if the newborn sleeps on his stomach, so much so that this position for the baby's sleep is defined by associations of pediatricians and organizations as the best prevention for cot death. The position on the stomach is absolutely to be avoided and also the position on the side is not prudent, because the risk of unpredictable death increases by three times. The recommended position for the baby to sleep is on the back, with the face and belly turned upwards. Put the baby to sleep on his back and make sure that all the people who care for him such as grandparents, babysitters and family members are properly educated in this regard. Avoid soft surfaces for the baby to sleep on For the cot or crib, use a hard and firm mattress. The mattress must be the exact size of the crib / cot and not excessively soft. Make sure you choose the right and safe cradle to rest your baby in and among the crib models, buy only the compliant and certified ones. Always avoid letting the child sleep on sofas (also due to the danger of falls), padded cushions and quilts, taking care to remove all soft objects such as plush toys and bumpers from the proximity of the child's bed as well as for the danger of suffocation also for avoid the danger of ingesting foreign bodies. Pillows are a major cause of sids. If the child falls asleep in the car seat, stroller, swing chair, bouncer or sling, when you can move him to sleep on a hard surface or rather in his cradle. The crib avoids the sids Putting the baby in a crib is one of the major recommendations for preventing baby death. Bed sharing with parents, bed sharing, is not the safest solution for letting the baby sleep because it runs a higher risk of death from sids. Consider placing a cot that hooks onto the double bed, so that the baby has a safe space dedicated to him. If you really can't help but put the baby to sleep in the bed, make sure that the baby is not submerged by the blankets of the double bed and that the parents' pillow does not represent a choking hazard. If there are other children sleeping in their parents' bed, put the baby in the crib, it is the safest choice. If the crib is very large, use only the lower part of the available surface so that the baby touches the end of the mattress and cannot slip under the covers. Pay attention to the pillow In the first four months of life, no pillow should be placed in the crib. Then buy a breathable and not large pillow to prevent the baby from putting his head between the pillow and the mattress, suffocating Also pay attention to the bumpers and cushions placed in the edge of the crib, if the baby sinks his face into them they could block his nose and mouth, suffocating the baby. No toys or stuffed animals in the crib Although some puppets are very cute on the sides of the crib, always make sure to take them out when the baby sleeps. Remove any objects potentially dangerous for the risk of cot death such as pillows, rattles, blankets, or soft toys that could obstruct your breathing during sleep. Pay attention to the temperature The sleeping environment must never be excessively hot. Avoid direct heat sources to the baby such as stoves, convectors or other heating devices. The ambient temperature should be kept around 20 degrees, put a thermometer in the room where the baby sleeps to be sure of the temperature. Avoid covering the baby too much, no caps, extra clothes, sheets and blankets. The best and safest solution for a baby's sleep is the sleeping bag. To assess whether the baby feels hot or cold, place your hand on his neck, if he is sweating it is better to lighten it. The baby's hands are not a good indicator of his or her body temperature. Covering the baby too much increases the risk of sudden death syndrome Make sure that the room where the baby sleeps has good air circulation, studies have shown that it reduces the risk of SIDS. The room temperature must never exceed 20 ° to prevent excessive heat from altering the mechanisms that regulate nighttime breathing. Cigarette smoking prohibited To prevent crib death, the environment must be smoke-free, including passive smoke. Area the rooms where there are fumes before putting the baby to rest. Cigarette smoke promotes inflammation of the respiratory tract, increasing the risk of suffocation for the newborn. Pacifier and sids The use of the pacifier during sleep has been shown to decrease the risk of sids and have a protective effect. When you put your baby to sleep, give him a pacifier, even if he doesn't use it during the day. To learn more: choosing the right pacifier Continue to breastfeed Research has shown that breastfed infants have a lower risk of SIDS. Sleep in the same room with the baby Studies have found that infants who sleep in the same room as their parents, in a crib that hooks onto the double bed, or in a normal crib run a lower risk of sids. Infants who sleep with parents in a double bed are at increased risk of cot death from suffocation or crushing Products that help prevent cot death The New Babysense Peaceful sleep with the The New Babysense device that monitors both the breathing and movements of the baby during sleep. It is a large motion sensor to be placed under the baby's cot mattress to which a control unit is connected that constantly monitors breathing and movement. If the newborn suddenly stops breathing or does so in a pathological way, the alarm is activated immediately, which alerts the parents in order to intervene promptly. The product is certified and used in neonatology operating units Angel care Angel careis a digital device that detects the sounds and movements of the newborn through a wireless sensor. If the device detects no respiratory movement for more than 20 seconds, the alarm is triggered immediately. It has a range of 250 meters which means that even if the mother moves away from the room she can always keep the baby's breath under control. Really a great product Sens-U Sens-U is a revolutionary sleeping device capable of detecting the movement, tilting and body temperature of the newborn during bedtime. The baby sensor contacts the baby and constantly reports breathing. The revolution is that it warns the mother if the baby falls on his stomach, if the blanket is moved or if the baby's temperature rises, exposing the little one to a greater risk of Sisd. The device can be used anywhere because you just need to bring the sensor and connect it to your smartphone to have the security of a risk-free sleep wherever you are. 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- Colestasi gravidica! Le cause dell'ittero, i sintomi, la cura la dieta e i rischi per il feto.
La colestasi gravidica è una malattia del fegato che insorge quasi sempre nelle fasi finali della gravidanza. In questo articolo vedremo quali sono le cause, i sintomi , la terapia e i rischi per il feto in caso di ittero materno. Cos'è la colestasi gravidica? La colestasi benigna della gravidanza, conosciuta anche con il nome di ittero gravidico idiopatico, è una delle cause più frequenti di itterizia in gravidanza. La colestasi intraepatica della gravidanza è un disturbo del fegato in cui vi è una compromissione del normale flusso della bile che causa una serie di disordini alla mamma e se non trattata rappresenta un rischio per la salute del feto soprattutto di parto prematuro. La malattia si sviluppa maggiormente durante l'ultimo trimestre di gravidanza, quando i livelli ormonali materni sono più alti, ma può manifestarsi anche nel secondo trimestre con la colestasi precoce della gravidanza che necessita un'attento monitoraggio di mamma e bambino. Cause dell'epatosi gravidica La causa della colestasi in gravidanza è ignota ma dagli studi si ipotizza che le donne che ne soffrono presentino un alterato metabolismo degli steroidi. Nello specifico la colestasi gravidica provoca un difetto nell’escrezione della bile dal fegato con conseguente aumento degli acidi biliari nel sangue. L'esatto meccanismo non è ancora del tutto chiaro, ma gli studi attuali suggeriscono che alla base della patologia vi siano fattori genetici, ormonali e ambientali. Recentemente, è stata rilevata nelle donne affette da ittero ricorrente della gravidanza una mutazione genetica di un gene specifico. Sempre dagli studi è emerso che la malattia si manifesta maggiormente in presenza di elevati livelli ormonali che coincidono con termine della gestazione e con la gravidanza gemellare. In Europa la colestasi gravidica è una malattia poco diffusa, mentre in Scandinavia e in Sud America è più comune, cosa che suggerisce una correlazione di natura etnica e che conferma la causa genetica della malattia. La colestasi della gravidanza è ereditaria ? Sì, madri e sorelle di pazienti con colestasi corrono un rischio maggiore di svilupparla, perchè dagli studi effettuati è emersa una base di natura genetica nell'insorgenza della malattia epatica. La colestasi tende a ripresentarsi nelle successive gravidanze (60-90%). Come riconoscere la colestasi gravidica, i primi sintomi L' inizio della sintomatologia della colestasi intraepatica è lento e progressivo. Solitamente il primo sintomo è il prurito diffuso a tutto il corpo ma accentuato al palmo delle mani e alla pianta dei piedi. Il prurito può essere molto intenso e peggiora di notte. La comparsa del prurito di norma si colloca tra la 22 settimana e la 32 settimana di gravidanza. Dopo pochi giorni o poche settimane inizia l'ittero accompagnato da emissione di urine modicamente pigmentate mentre le feci sono di colorito normale, solo raramente sono di colorito più chiaro. L' ittero non è costante, sono frequenti fasi anitteriche o con ittero talmente lieve da sfuggire all'osservazione nonostante vi sia sempre il prurito intenso ed essenziale. Nella fase iniziale non vi è febbre, nausea o vomito. Manifestazione e sintomi colestasi gravidica La caratteristica principale dell'epatosi gravidica è l'insorgenza improvvisa di un forte prurito che in genere peggiora fino al parto. Come detto il forte prurito è localizzato a mani e piedi e poi si estende alle gambe, alle braccia e in tutto il corpo. Più persiste il prurito, più si presentano cambiamenti della pelle dovuti a grattamento. Questi variano da graffi fini, escoriazioni, a protuberanze di 5-10 mm, cosiddetti prurigo nodulari, simili a tanti puntini rossi che normalmente coinvolgono cosce, braccia e glutei. Ad eccezione di questi cambiamenti, la colestasi non si manifesta con un’eruzione cutanea. Perdita di sonno, mancanza di appetito, stress e incapacità di svolgere le normali attività quotidiane possono essere il risultato dell’intenso prurito. I segni distintivi della colestasi gravidica comprendono i seguenti sintomi: Sintomi comuni della colestasi in gravidanza prurito, in particolare (ma non limitato) ai palmi delle mani e piante dei piedi, senza presenza di eruzione cutanea; prurito che aumenta di sera; prurito che non risponde in modo favorevole ai rimedi anti-prurito. Sintomi meno comuni della colestasi gravidica urina più scura (urine ipercromiche); feci chiare (ipocoliche, di colore grigiastro); aumento del tempo di coagulazione (dovuto all'eventuale carenza di vitamina K associata) fatica; aumento della nausea; diminuzione dell'appetito; ittero; dolore al quadrante superiore destro. Diagnosi della colestasi gravidica? La colestasi in gravidanza è diagnosticata prevalentemente con esami ematochimici e con l'ausilio dell' ecografia che per mezzo degli ultrasuoni evidenzia la presenza del fegato ingrossato o di danno epatico. In gravidanza non è possibile sottoporsi ad esami più invasivi e specifici come la biopsia epatica. Il test degli acidi biliari nel siero materno permette di diagnosticare la malattia e la valutazione è certa quando i livelli di acidi biliari sono più alti della norma. Gli esami ematochimici per la colestasi intraepatica comprendono inoltre la bilirubina e le transaminasi: la glutammico-ossalacetica (GOT o AST, aspartato-aminotransferasi, presente in muscoli e miocardio); la glutammico-piruvica (GPT o ALT, alanina-aminotransferasi, presente nelle cellule epatiche) Per quanto riguarda i dati ematochimici oltre all'aumento della bilirubina, prevalentemente diretta, si nota una aumento di fosfatasi alcalina; gamma glutamiltransferasi; colesterolo. Vi è inoltre un aumento, oltre che delle transaminasi soprattutto dei sali biliari. Nei casi di sospetto di colestasi gravidica è di grande aiuto la diagnosi differenziale per altre malattie con una sintomatologia simile. In questi casi è necessaria un'anamnesi meticolosa anche perchè in gravidanza è sconsigliabile la biopsia epatica che darebbe risultati più precisi sull'origine dell'ittero. La diagnosi differenziale di ittero idiopatico in gravidanza deve prendere in considerazione: Iperbilirubinemia diretta: litiasi biliare e colangite cronica Iperbilirubinemia indiretta : ittero da anemie emolitiche croniche o da sindrome di Gilbert. Iperbilirubinemia mista: riacutizzazione di epatite virale o di un'epatite cronica attiva. Infine per la diagnosi differenziale è sempre consigliabile eseguire gli esami sierologici per le epatiti virali e la valutazione degli auto anticorpi, utili in caso di diagnosi differenziale con cirrosi biliare primitiva. Colestasi gravidica danni e rischi per il feto La prognosi fetale della colestasi gravidica materna è generalmente positiva anche se negli ultimi anni è stato rilevato un modesto aumento di rischio di morte fetale, di sofferenza fetale e di parto pretermine per cui è necessario un attento monitoraggio materno e fetale della malattia. In assenza di terapia, il tasso di mortalità del feto può essere compreso tra l'11% e il 20% anche se le cause di questo aumento della mortalità non sono completamente chiarite. Le conseguenze fetali includono: sofferenza fetale ingestione di meconio morte endouterina fetale Terapia e farmaci per la colestasi gravidica La cura dell'ittero idiopatico della gravidanza fino ad oggi non ha dato grandi risultati, ad oggi le terapie somministrate servono principalmente ad attenuare il prurito e contenere i livelli di transaminasi e acidi biliari senza però una guarigione dalla malattia durante la gravidanza. Il trattamento della colestasi gravidica è di mitigare i sintomi e di monitorare costantemente il benessere fetale. Dieta, farmaci epatoprotettori e vitamina K sono certamente utili ma non risolutivi. La terapia standard è a base di acido ursodesossicolico, un farmaco utilizzabile anche a dosi elevate: senza particolari controindicazioni per il feto. Sono stati riscontrati buoni risultati con infusioni endovenose di solfo-adenosin-metionina (Deursil). Si consiglia di assumere la vitamina K soltanto nel caso in cui si manifestino anche problemi di coagulazione. Se gli esami al sangue risultano notevolmente alterati, così come consigliato dalle linee guida e tenendo in considerazione l' epoca gestazionale, si può valutare di indurre il parto al fine di ristabilire valori ottimali materni e fetali con il trattamento medico adeguato. Colestasi gravidica e dieta Cosa mangiare con la colestasi gravidica? In presenza di colestasi gravidica, è importante adottare una dieta a basso contenuto in grassi e una corretta alimentazione. Si dovrebbero evitare e limitare cotture elaborate e fritture, si può optare per carni e pesci magri; olio extravergine d'oliva (3 cucchiai al giorno); formaggi freschi (non più di 2-3 volte la settimana). In generale, le cotture dei cibi dovrebbero essere semplici (al vapore, lessati, ai ferri). Infine, è buona abitudine, anche per favorire una regolare funzione intestinale, assumere quotidianamente almeno 2-3 porzioni di verdura e frutta al giorno. Trattamento del prurito in epatosi della gravidanza Come detto la colestasi provoca un forte prurito che in gravidanza può essere trattato solo con medicine che non hanno effetti collaterali sul feto. In caso di prurito intenso sono utili le aspersioni ripetute di talco mentolato sulla cute, e i bagno tiepidi in acqua contenente una piccola quantità di salda d'amido. Gestione della colestasi gravidica con valori ematici molto alterati. La malattia nel terzo trimestre di gravidanza potrebbe alterare considerevolmente i valori di sali biliari e transaminasi nel sangue materno. In tali circostanze si tenta la riduzione dei valori di acidi biliari e transaminasi nel sangue con la terapia. Se la terapia farmacologica non ha successo sarà necessario accelerare il parto il più possibile. Lo sviluppo dei polmoni del neonato completa intorno alla 36 settimana quindi in caso di parto prematuro prima di questa settimana si indurrà la maturazione polmonare del feto con la somministrazione di cortisone alla gestante. La terapia per la colestasi gravidica è sicura per il bambino ? Nei casi si colestasi è importante monitorare attentamente il feto con ecografie e flussimetrie ravvicinate per rilevare segni di sofferenza fetale che potrebbero indurre a decidere di far nascere il bambino al fine di ridurre al minimo i rischi per il nascituro. Si consigliano visite settimanali che includono il "profilo biofisico" (un test che utilizza il non-stress test e gli ultrasuoni per esaminare i movimenti fetali, la frequenza cardiaca e la quantità di liquido amniotico), la cardiotocografia (che misura la frequenza cardiaca fetale) lo studio Doppler (un tipo di ultrasuoni che utilizza onde sonore per misurare il flusso sanguigno). Per questi test è necessario consultare uno specialista. Con la colestasi è possibile avere un parto naturale? Sì, se non vi sono motivi per cui il parto si debba espletare in tempi brevissimi il parto naturale può essere indotto. Induzione al parto In presenza di colestasi gravidica, il parto può essere indotto quando lo sviluppo polmonare è ormai completo. Al momento, l'induzione sembra essere l'approccio migliore per ridurre il rischio fetali ma se la situazione richiede un intervento rapido e tempestivo in quel caso si opta per un parto cesareo. Colestasi gravidica, post partum e puerperio La colestasi gravidica generalmente si risolve nel puerperio, indicativamente entro 4-6 settimane dalla nascita del bambino. Di norma, i valori di acidi biliari e transaminasi subiscono un rapido decremento subito dopo il parto con risoluzione della sintomatologia nei mesi successivi. Dopo il parto, alle donne che hanno sviluppato la patologia durante la gestazione , è sconsigliata l'assunzione della pillola anticoncezionale estro-progestinica, poiché potrebbe indurre gli stessi sintomi della colestasi gravidica. Se dopo il parto i valori di transaminasi e acidi biliari non rientrano nel range di normalità è necessaria una visita internistica accurata per approfondire il caso clinico. Con la colestasi gravidica si può allattare? Sì. La colestasi non causa problemi all’allattamento. Mammamather ostetricia e ginecologia tascabile Leggi anche Emorroidi in gravidanza Corredino: cosa è davvero necessario per il bebè Depressione e tristezza in gravidanza: come curarla Tutto sulla gravidanza
- Sex during pregnancy. Benefits and risks for the fetus. Contraindications and sexual positions
Sex in pregnancy, can there be a risk of causing harm to the baby? In this article dear mom, you will have all the answers on making love in pregnancy, the benefits and risks for the fetus, when to abstain, the positions and when sex helps the start of labor. Sex during pregnancy Can you have sex during pregnancy? This is one of the most frequently asked questions of future parents because the doubts and fears that accompany sexual intercourse during pregnancy are so many. I tell you right away that making love during pregnancy is good for the couple and there is no risk for the fetus except in special cases, however it is essential that sexual intercourse during pregnancy does not involve discomfort, breathlessness or pain for the pregnant woman. Pregnancy is a physiological condition, and if there are no particular obstetric contraindications, there is no reason to give up sexuality with your partner. Making love in the nine months has been shown to cause joy and fulfillment in parents and also decreases the risk of developing postpartum depression. Sexual intercourse during pregnancy is not contraindicated unless there is a proven risk of miscarriage or preterm birth. Even during the last trimester, making love during pregnancy is not strictly contraindicated, as was believed in the past, on the contrary, at the end of pregnancy, sex can be useful to stimulate contractions because the seminal fluid is made up of prostaglandins, which stimulate the onset of labor. Sexual intercourse at term of pregnancy is a natural method of induction to childbirth Couples who prefer to abstain from intercourse may consider forms of sexuality that do not include coitus. Many of the sexual needs of pregnant women can be satisfied with caressing kisses and nurturing. The warm and pleasant sensations that accompany these gestures may be enough. Is it safe to have sex during pregnancy Sex in pregnancy is not dangerous for the baby, so you can make love in pregnancy. The fetus is well protected by the shell of the membranes and the cervix is well sealed to avoid contact with bacteria and external agents that could rise from the vagina. It has also been shown that sexual intercourse during pregnancy even has a beneficial effect on the fetus, in fact, during pleasure the blood supply of the maternal pelvic muscles increases, so the fetus will receive a greater amount of oxygen because the placenta, an organ that nourishes and protects the fetus, it is better supplied by the vascular bed. However, it should be noted that having sex during pregnancy must have a gentle rhythm that does not mechanically stimulate the uterus and that both partners do not feel uncomfortable having intercourse during pregnancy. Sexual desire in pregnancy During the first trimester of pregnancy, the woman generally has less desire to make love. The decrease in desire is caused by the increase in the hormone progesterone which has an inhibitory action on desire. In the second trimester of pregnancy, the female genital area is supplied with a greater quantity of blood which favors sexual response, vaginal lubrication and orgasm s o there is an increase in desire. During the third trimester of pregnancy there is a sharp increase in progesterone levels to allow the maternal muscle fibers to relax to allow the uterus to grow freely without encountering muscle obstacles. The increase in the hormone progesterone again causes the female desire to decrease. Except for physical speech, t he psychological condition also has a great influence on female sexual desire in pregnancy. Factors such as: how long the baby was wanted or sought, the time elapsed between the search for pregnancy and conception play a very important role in the parents' desire. Women and couples who have conceived a child quickly generally have a more lively sexuality, while couples who have had difficulty conceiving or who have resorted to assisted fertilization tend to have greater sexual inhibition for fear that the pregnancy could be interrupted. In the future dad, the desire to make love decreases significantly during the nine months of pregnancy. The collapse of desire depends on the fact that paternity solicits new feelings such as the impulse to look after the partner and the instinct to protect the child that push the future father to have affectionate attention towards the pregnant woman instead of sexual advances. Sex during third trimester of pregnancy In the third trimester of pregnancy there is a decrease in female desire mainly due to the action of progesterone, in fact the statistics showed that about 80% of women in the third trimester are no longer attracted to sex both because they are focused on birth of the child is because he perceives his body as undesirable. If the woman feels awkward and unattractive, she automatically stops being attracted to sex. So dear mothers do not worry if you do not want sexual intimacy, it is only a transitory phase, as soon as everything returns to the pre-pregnancy condition, the desire for the partner will also resume. Sexual positions in pregnancy I immediately tell mothers-to-be not to feel guilty about having pregnant sex. It is physiological for sexual activity to continue both to maintain a strong emotional bond with the spouse, and for a purely hormonal discourse that in the gestational period leads to very intense and pleasant orgasms. Orgasm leads to a rush of endorphins which are good for mother and baby. It is important quarter after quarter to adopt comfortable sexual positions for the pregnant woman. Each couple instinctively knows which position to choose to make love comfortably, however, positions in which both future parents are comfortable are always to be preferred. Positions for sex in pregnancy month by month Lateral position: throughout pregnancy; Position her on: throughout pregnancy; Missionary position: up to the 4th month in fact it is not very comfortable for the woman especially when the uterus increases in volume. The pace of sexual intercourse in pregnancy should be slow and gentle. Orgasm in pregnancy Are the uterine contractions experienced during orgasm a worrying sign? No, if the pregnancy has a normal course and there are no particular pathologies, the contractions during orgasm are absolutely normal and are related to the orgasm itself and not to the threat of abortion or premature birth. It should be noted that orgasmic contractions are present only during the peak of arousal and never during the day. If the contractions occur frequently during the day, it is worth having an obstetric check-up. A different situation is the threat of abortion or premature birth, in which case the orgasmic contractions could lead to a worsening of the clinical situation, which is why which is why sex is forbidden. Reports in pregnancy and risk of infections. During sexual activity during pregnancy there is no risk of contracting infections, certainly it should be noted that this is true if preconceptional tests have ruled out sexually transmitted diseases and if both partners are faithful. In fact, sexually transmitted diseases are generally contracted in cases of unprotected casual sex with an infected sexual partner. Having sex during pregnancy is a natural method of inducing childbirth Full-term intercourse is one of the most effective natural methods of stimulating labor. Sexual pleasure and orgasm stimulate the natural production of oxytocin and therefore uterine contraction, penetration exerts a mechanical stimulation on the cervix. The stimulation of the nipples and breasts, which is often part of the love relationship, causes the production of endogenous oxytocin which in turn stimulates the uterus to contract. Sperm, which contains natural prostaglandins, helps soften and mature the cervix and initiate labor. Having full intercourse during pregnancy is a natural way to induce childbirth. After sex it is advisable not to stand up straight away but to remain stretched out with the legs raised so that the seminal fluid reaches the cervix. Obviously both partners must agree to have sex as many future dads feel uncomfortable having sex with a pregnant woman. Sex in pregnancy, when it is contraindicated to have intercourse. Abstention from sex during pregnancy becomes an obligation in particular pathological situations that could put the baby and pregnancy at risk. Sexual intercourse during pregnancy is prohibited in case of: Threat of abortion; Threat of preterm labor Bleeding from the genitals; Contractions before the term of pregnancy; When there is an early cervical dilation (before 36 weeks of pregnancy); In case of premature rupture of the membranes; Infections of the male and female sexual apparatus; Placenta previa, Growth failure of the newborn. Abstention fro intercourse in the days preceding and following the CVS and amniocentesis is recommended Always remember if in doubt your midwife will be able to dissolve them. 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