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- 21 settimana di gravidanza! Misure lunghezza del feto sintomi ecografia esami pancia consigli
21 settimana di gravidanza, scopriamo cosa succede in questa settimana, quanti mesi sono, le misure del feto, i sintomi, l’ecografia, gli esami da fare e come capire che va tutto bene. Sommario 21 settimane di gravidanza quanti mesi sono Misure del feto Come è cresciuto il feto Cosa sente il bambino nella pancia? Movimenti fetali Sintomi fastidi e malesseri Pancia a 21 settimane: tonda o a punta Dolori al basso ventre, contrazioni e pancia dura Ecografia 21 settimane Esami da fare Consigli e curiosità per la mamma in gravidanza Cosa mangiare e cosa non mangiare Aumento materno di peso a 21 settimane 21 settimane di gravidanza quanti mesi sono La 21 settimana inizia alla 21+0 e si conclude alla 21+6 settimane. Sei all’ ultima settimana del quinto mese di gravidanza e nel corso del secondo trimestre . Misure del feto alla ventunesima settimana di gravidanza Il feto a 21 settimane è lungo 26,7 cm e pesa 360 grammi circa. Le dimensioni fetali sono simili a quelle di un melagrana. Misure feto 21 settimane: minimo medio massimo circonferenza cranica 172 186 199 circonferenza addominale 147 162 177 lunghezza femore 32 35 39 diametro biparietale 48 52 57 Sviluppo del feto 21 settimane Il feto di 21 settimane cresce a vista d’occhio e i suoi organi iniziano a specializzarsi. Il sistema digerente del bimbo è più maturo e adesso riesce a far contrarre e rilassare l’intestino. Il sapore del liquido amniotico di giorno in giorno è influenzato da ciò che la mamma mangia e il feto lo ingoia quotidianamente sia per idratarsi e nutrirsi ma anche per imparare a deglutire e digerire. Si stima che il bebè in 24 ore più ingurgitare fino a 50 millilitri di liquido. Le braccia e le gambe del bimbo adesso sono proporzionate al resto del corpo e le connessioni tra i neuroni e i muscoli controllano i movimenti ; ciò significa che adesso il feto può fare movimenti molto più coordinati. La crescita del cervello procede rapidamente, tuttavia non si completerà prima del termine del quinto anno di vita. La cartilagine diffusa su tutto il corpo del feto adesso si sta trasformando in osso. La pelle del bimbo è coperta da una sottile lanugine e da una particolare sostanza detta vernice caseosa che ha il compito di impedire che la cute del bebè si maceri a causa del continuo contatto con il liquido amniotico. I reni fetali iniziano ad eliminare i prodotti di scarto. Un feto alla 21esima settimana dorme 16- 20 ore al giorno intervallati da cicli di veglia. Il sonno del bebè è per 50 % nella fase REM, in cui vi è un’intensa attività cerebrale che è fondamentale per la sua crescita psichica. Cosa sente il bambino nella pancia? I sensi del feto alla 21esima settimana si affinano sempre di più. Sulla lingua sono spuntate le papille gustative, quindi, il feto riesce a gustare il sapore del liquido amniotico. In uno studio si è dimostrato che il bimbo smette di deglutire se il liquido amniotico ha un sapore amaro, questo vuol dire che il bimbo riesce a distinguere nettamente un sapore dolce, da un sapore amaro, salato o piccante. L’udito del feto a 21 settimane si specializza e adesso riconosce i rumori abituali come la voce di mamma e papà. Partecipa alla vita familiare facendo capriole o dando calcetti alla pancia della mamma per segnalare la sua presenza. Sente perfettamente le conversazioni, il canto materno e le melodie che la mamma gli farà ascoltare. Le ramificazioni di cervello e nervi si sviluppano e migliorano nel feto il senso del tatto ; il piccolo inizia a fare le prove generali toccando la consistenza del suo viso e del cordone ombelicale. Movimenti fetali a 21 settimane Generalmente la mamma di un feto di 21 settimane riesce a percepirne chiaramente i movimenti, anche se vi possono essere alcune gestanti che ancora non hanno sentito il primo calcetto. Ciò non deve preoccupare, ci sono donne che fino a 23 settimane non avvertono nulla. Un motivo di preoccupazione della gestante è la frequenza con cui sente i movimenti del bimbo dentro la pancia, tanto da chiedersi se è normale che il bimbo si muove tanto, o che si muove poco. La frequenza dei movimenti a questa settimana non ha un significato preciso, ci sono bambini che si muovono tanto (per le mamme troppo) altri che si muovono meno. Alcune mamme si preoccupano perchè un giorno sentono il bebè e il giorno dopo non lo sentono. Nel corso del quinto mese i movimenti non hanno un significato ben preciso , sono sporadici e mutano di giorno in giorno. Per saperne di più: quando si avvertono i movimenti fetali? Gravidanza 21 settimane sintomi fastidi e malesseri Rispetto alle settimane precedenti alcuni sintomi potrebbero affievolirsi, altri intensificarsi. Maggiore energia; nausea e vomito (alcune mamme ne soffrono per tutti i nove mesi); indolenzimento al basso ventre e lungo entrambi i fianchi (perché i legamenti che ancorano l’utero nella pelvi si allungano); seno ingrossato; bruciore di stomaco, cattiva digestione, flatulenza e meteorismo intestinale; mal di testa occasionali ; congestione nasale; appetito vigoroso; crampi alle gambe; cloasma (macchie più scure sulla linea del viso); comparsa della linea Nigra (iper-pigmentazione della pelle che parte dall’ombelico fino all’ osso pubico) ombelico sporgente; aumento della frequenza cardiaca; orgasmo più facile o più difficile da raggiungere; stitichezza; emorroidi; gonfiore alle gambe , ai piedi e al viso; aumento delle perdite vaginali; capogiri e svenimenti; vene varicose alle gambe o alla vulva; dolori alla schiena. Per saperne di più: sintomi e rimedi dei fastidi in gravidanza Che mal di schiena Circa il 50% delle donne alla 21esima settimana lamenta mal di schiena e la sua comparsa è dovuta alla curvatura della colonna lombosacrale conseguente all’ingrandimento dell’utero. Per non aggravare il dolore alla schiena evita lavori disagevoli di sollevamento e regola per quanto possibile l’altezza dei piani di lavoro in modo da evitare di doverti abbassare. Per il mal di schiena sono di notevole sollievo gli esercizi posturali che rinforzano la parte inferiore del dorso oppure l’ausilio dell'agopuntura. Mal di testa e giramenti di testa Gli alti livelli di progesterone in gravidanza sono la causa di mal di testa e giramenti di testa. Le pareti dei vasi sanguigni subiscono delle modificazioni a causa degli ormoni circolanti determinando emicrania o senso di vertigine. Una volta accertato che il mal di testa non sia la conseguenza di patologie materne come, ad esempio, un aumento della pressione , il modo migliore per alleviarlo è concedersi del sano riposo in un posto tranquillo e silenzioso. Al bisogno è possibile assumere una compressa di paracetamolo , vietati invece i farmaci antidolorifici e antinfiammatori come i Fans. Per sapere di più: mal di testa in gravidanza Pancia a 21 settimane: tonda o a punta La pancia a 21 settimane è tonda, i fianchi sono più larghi e tutto il corpo sprizza di maternità. La grandezza della pancia in gravidanza è molto variabile, vi sono gestanti che hanno una pancia ben visibile già dal terzo mese e donne al quinto mese con una timida pancia. La forma della pancia non indica nulla sul sesso del bambino. Secondo delle credenze popolari la forma della pancia, a punta o rotonda, indicherebbe che si è in attesa di un maschio o di una femminuccia. Di attendibile in questa fantasiosa teoria non c’è assolutamente nulla e il modo migliore per sapere il sesso del feto è affidarsi alla vecchia e cara ecografia. Dolori al basso ventre, contrazioni e pancia dura Nel corso della gravidanza i dolori al basso ventre e le sporadiche fitte sotto la pancia sono generalmente fisiologici e dovuti allo stiramento dei legamenti uterini che ancorano l’utero alla pelvi. Man mano che la gravidanza procede la mamma, oltre a questi doloretti, potrebbe avvertire la sensazione di pancia dura. La pancia dura in gravidanza è un sintomo di contrazione uterina e si può accompagnare ad altri fastidi come mal di schiena, perdite marroni o rosa dalla vagina e dolore al ventre. Le contrazioni non vanno mai trascurate perché potrebbero portare ad un aborto. I segni e i sintomi del rischio di contrazioni pretermine sono: contrazioni uterin e che si presentano con una frequenza uguale o minore a dieci minuti con o senza dolore; crampi moderati simili a quelli delle mestruazioni percepiti nell’ addome inferiore; sensazione costante o intermittente di peso verso il basso ; dolore costante o intermittente anche di bassa intensità alla schiena; crampi addominali con o senza diarrea. 21 settimane e perdite vaginali Le perdite vaginali liquide, lattiginose e mucose sono normali in gravidanza e prendono il nome di leucorrea. La leucorrea ha lo scopo di proteggere il canale da parto dalle infezioni e mantenere un sano equilibrio batterico all’ interno della vagina. Ecco una guida per regolarsi con le perdite vaginali in gravidanza: Perdite bianche. Le perdite bianche non rappresentano un fattore di preoccupazione. Le mucose vaginali sotto l’effetto degli ormoni aumentano la produzione ghiandolare con incremento di secrezioni. Perdite gialle. Le perdite gialle soprattutto se maleodoranti possono indicare un’infezione in corso. Perdite rosate o marroni. Le perdite marroni o rosate meritano sempre un controllo ostetrico perchè possono esprimere la presenza di una minaccia di aborto. Perdite di sangue rosso vivo. In caso di perdite di sangue è necessario recarsi al più vicino pronto soccorso ostetrico per valutare se la gravidanza è ancora in sede e vi è la presenza di un distacco. Ecografia 21 settimane, cosa si vede con la morfologica? L’ ecografia nel corso della 20 settimana rappresenta la seconda ecografia prevista dal Sistema Sanitario Nazionale e viene chiamata ecografia morfologica o strutturale. L’ ecografia morfologica ha lo scopo di valutare se lo sviluppo del bambino è regolare , la quantità del liquido amniotico e quali sono le condizioni e la posizione della placenta. Lo studio della placenta è fondamentale per capire se l’organo materno è in grado di nutrire e ossigenare il bambino garantendone lo sviluppo. Durante l’esame morfologico vengono valutati la morfologia degli organi fetali , lo sviluppo degli arti del bambino e la normalità del profilo fetale. Nel corso di questa ecografia è anche possibile stabilire il sesso del nascituro. Per saperne di più: ecografia morfologica L'ecografia transaddominale (ecografia esterna) è quella da preferire in quanto il feto è abbastanza grande da essere visualizzato. L’ ecografia transvaginale, viene eseguita nei casi in cui è necessario stabilire se il collo dell’utero è chiuso o se si è modificato raccorciandosi. Esami da fare Gli esami in gravidanza e i controlli alla ventunesima settimana possono variare in base allo stato di salute della gestante. Ci sono gravidanze che richiedono analisi ed ecografie minime previste dal Ministero della Salute; altre gravidanze necessitano di uno stretto monitoraggio con esami aggiuntivi ed ecografie ravvicinate. Sarà cura del vostro curante prescrivere le analisi necessarie. Emocromo completo Esame urine completo Glicemia Transaminasi (AST e ALT oppure GOT e GPT) Esami della funzionalità renale Ferritina Rubeo test (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Toxotest (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Citomegalovirus IgG e IgM (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Test di Coombs indiretto (nelle donne con Rh negativo va ripetuto ogni mese) Ecografia morfologica Ecocardiografia fetale Ecocardiografia fetale L’ esame dell’ecocardiografia ha sostanzialmente due obiettivi: individuare prima della nascita le cardiopatie congenite e valutare la funzione cardiaca del feto. Lo studio del cuore fetale si esegue mediante ultrasuoni con l’ausilio del color Doppler che evidenzia i flussi anormali provocati da alterazioni della struttura del muscolo cardiaco. È importante che ogni gravida a rischio di avere un feto con cardiopatia si sottoponga a questo accurato esame. La possibilità di diagnosticare prima della nascita una malformazione fetale permette di programmare il parto in un centro attrezzato per la patologia fetale. Consigli e curiosità per la mamma in gravidanza Sei a metà strada della gravidanza, e nel corso di questa settimana la parte superiore dell’utero arriverà all’ altezza dell’ombelico e il pancione sarà piuttosto visibile. Il cambiamento del tuo corpo ti farà avere una maggiore consapevolezza riguardo la gravidanza e grazie ai movimenti del bimbo la gestazione sarà ancora più concreta. Potrebbe tornare la voglia di intimità , infatti, l’aumento dell’irrorazione sanguigna di tutti i tessuti ti rende molto sensibile alla stimolazione. Non c’è nulla di male a concedersi ai rapporti con il proprio partner, se non vi sono patologie la sessualità in gravidanza non ha controindicazioni. Se sai già in sesso del feto inizia a pensare al nome maschile o al nome femminile che più ti piace, potrai iniziare a chiamare il feto con il suo nome già da ora. Non sono infrequenti le sciatalgie. Se le gambe e le caviglie sono gonfie meglio utilizzare calze a compressione graduata e sollevare le gambe una, due volte al giorno per almeno un’ora. Ricordati di misurare frequentemente la pressione sanguigna. Perché ho sempre caldo La sensazione di caldo costante è data dagli ormoni che fanno aumentare il flusso sanguigno sulla pelle donandovi la sensazione di umido costante. Se il clima è particolarmente caldo il vostro quadro peggiora. Indossa abiti comodi e traspiranti (cotone e lino) e vestiti a strati in modo da poterli togliere a uno a uno quando hai caldo. Provate ad entrare in un negozio oppure a dare un’occhiata in un sito internet , potete trovare una vasta scelta che vi sbalordirà. Anemia L’ anemia è molto comune in gravidanza e in particolare dopo la 20esima settimana , periodo in cui il volume di sangue materno aumenta e la quantità di ferro necessaria per produrre nuovi globuli rossi potrebbe determinare anemia. Per prevenire l ’anemia in gravidanza è utile mangiare cibi ricchi di ferro come carne e legumi e per aumentarne l’assorbimento si può introdurre nella dieta la vitamina C. Se però gli esami ematochimici rilevano una grave carenza di ferro in quel caso il vostro medico potrà prescrivere un integratore di ferro per ristabilirne i normali livelli nel sangue. Irritazione della pelle Spesso in gravidanza la pelle diventa sensibile a prodotti che prima potevi usare senza alcuna reazione negativa. Per prevenire utilizza per la beauty routine dei prodotti più delicati e rivolgiti al medico se persistono irritazioni o eruzioni cutanee. Idrata la tua pelle Durante la gravidanza la pelle necessita di idratazione e le zone della pelle sottoposte a stiramento, come ventre e seno, potrebbero fare molto prurito. Mantieni la pelle del corpo sempre ben nutrita bevendo almeno due litri di acqua al giorno e consumando alimenti ricchi di vitamina E, che contribuiranno ad evitare fastidiosi inestetismi come le smagliature. 21 settimane e alimentazione Da adesso in poi la fame sarà sempre maggiore e ciò potrebbe portarti ad un aumento repentino di peso. Sarebbe opportuno aumentare non più di 250 gr a settimana per evitare l’instaurarsi di patologie come il diabete gestazionale e l’ipertensione. Attenzione anche al sale contenuto nei cibi, consumare alimenti salati potrebbe provocare pressione alta e accumulo di liquidi nel corpo provocando edemi alle gambe, al viso e alle dita di mani e piedi. Mangia in modo sano ed equilibrato scegliendo con cura gli alimenti , assicura a te e al bimbo vitamine e oligoelementi necessari per una buona salute. Per saperne di più: dieta per la gravidanza da scaricare Cosa mangiare e cosa non mangiare in gravidanza Ecco dei suggerimenti per mangiare in modo corretto ed equilibrato in gravidanza: Latticini: 250 ml al giorno Proteine: 120 gr al giorno Carboidrati: 170 gr al giorno Frutta e succhi: da 2 a 4 porzioni (1 porzione riservata alla vitamina C) Verdure e ortaggi: da 3 a 5 porzioni al giorno. Se consumi vegetali crudi lavali accuratamente sia per evitare di contrarre la toxoplasmosi (se non sei immune) sia per rimuovere residui di pesticidi e fertilizzanti presenti sulla buccia o nelle foglie. Grassi con moderazione Dolci: occasionalmente Bevande: 2 litri di acqua il giorno, da evitare le bevande zuccherate. Alcolici: vietati Aumento materno di peso a 21 settimane Il peso materno accumulato nel corso di settimana 21 dovrebbe essere dai 3, 5 ai 5 kg. Mammamather ostetrica tascabile Leggi anche Nomi maschili Nomi Femminili Prepararsi al parto: cose da sapere prima del parto Lista nascita Amazon Dieta in gravidanza: cosa mangiare e cosa evitare Lista nascita: metti solo le cose indispensabili Esami in gravidanza Disturbi e rimedi in gravidanza Emorroidi in gravidanza Come combattere la nausea in gravidanza Quando si sentono i primi movimenti fetali? Come vivono la gravidanza i futuri papà Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. Non vi è alcun obbligo di acquisto ma solo vantaggi. 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- Prima ecografia gravidanza: cosa si vede, quando si fa, dove farla e il prezzo
La prima ecografia in gravidanza è un momento di grande gioia per i futuri genitori, vedere nel monitor un piccolo bambino che si muove è un momento indimenticabile! Se sei in gravidanza e vuoi sapere tutto sulla prima ecografia non ti resta che leggere tutto l'articolo! Ti dirò quando fare la prima eco in gravidanza, cosa si vede, come si svolge e cosa fare quando non si vede l'embrione. Sommario Quando fare la prima ecografia A cosa serve Come viene fatta la prima ecografia Quanto dura Cosa si vede con la prima ecografia in gravidanza Prima ecografia gemellare Prima ecografia e non si vede l'embrione Prima ecografia e translucenza nucale Dove fare la prima ecografia e prezzo Quando fare la prima ecografia in gravidanza ? L' ecografia del primo trimestre di gravidanza è un esame importantissimo perchè permette di confermare la gravidanza e la presenza del feto all'interno dell'utero. Ma a quante settimane va fatta? La prima ecografia ostetrica si esegue solitamente tra la 7 settimana e l' 11 settimana di gravidanza. Sottoporsi alla prima ecografia alla 6 settimana o addirittura alla 5 settimana sarebbe del tutto inutile perchè non sarebbe possibile fare valutazioni corrette sull'embrione ancora troppo piccolo. La settimana consigliata per la prima ecografia quando si aspetta un bambino è tra l' 8 settimana e la nona settimana in quanto il feto è sufficientemente sviluppato da permettere di visualizzare il battito cardiaco e fare la misurazione della sua lunghezza. E' sempre consigliabile sottoporsi alla prima ecografia entro la 12 settimana di gravidanza, in modo da prendere la misure del bambino e datare la gestazione correttamente. A cosa serve la prima ecografia? Le ecografie in gravidanza sono eseguite con uno strumento chiamato ecografo che per mezzo degli ultrasuoni permette la visualizzazione del feto nel monitor ecografico. Attraverso l' ecografia è possibile fare una valutazione dello stato e del benessere del feto durante i nove mesi di gestazione. Nello specifico la prima ecografia serve a: Determinare l'impianto corretto della gravidanza; Datare l'epoca della gestazione; Escludere o accertare se la gravidanza è gemellare; Verificare la regolarità del battito cardiaco. Il corretto impianto della gravidanza deve essere all'interno del corpo dell'utero e non a livello cervicale, tubarico o in altre sedi addominali. Quindi la prima eco esclude la presenza di una gravidanza extrauterina. La crescita del feto nelle prime settimane di gravidanza segue delle linee standard che possono essere consultate nella tabella di crescita fetale. Nel corso dell' ecografia vengono prese le misurazioni fetali in particolare la cosiddetta CRL crown rump length ossia la lunghezza vertice sacro del feto. La prima misurazione dell'embrione permette la corretta datazione ecografica , un dato molto importante perchè consentirà nel corso delle settimane a seguire di valutare se il feto sta crescendo correttamente in base alla settimana di gravidanza. Se la gravidanza è iniziata davvero l' ecografista vedrà un embrione o un feto e potrà vedere il suo cuoricino che si presenta sul monitor come uno sfarfallio. Il rumore del battito fetale potrete sentirlo più avanti perchè nelle primissime settimane è sconsigliata l' ascultazione per preservane il corretto sviluppo. Come viene fatta la prima ecografia? L’ecografia ostetrica è un esame assolutamente indolore e totalmente innocuo e non necessita alcun tipo di preparazione, prima dell' esame si può mangiare, bere e fare la pipì. Non è necessario avere la vescica piena o essere a digiuno. L' ecografia in gravidanza può essere eseguita per via transaddominale , dove si appoggia la sonda ad ultrasuoni nella pancia della gravida, così come le ecografie che seguiranno nel corso della gravidanza, oppure per via transvaginale dove la sonda ecografica viene introdotta in vagina. La scelta della tecnica è influenzata da due fattori: Il pannicolo adiposo materno La grandezza dell’ embrione. Ecografia interna L'ecografia interna o transvaginale viene sempre preferita nel corso delle prime settimane di gravidanza perché permette una visualizzazione migliore rispetto all'ecografia transaddominale (ecografia esterna). In posizione ginecologica viene delicatamente introdotta la sonda vaginale per visualizzare la presenza della camera gestazionale e del feto all' interno dell'utero. Ecografia esterna L' ecografia esterna si esegue generalmente alla fine del primo trimestre tra la 11 e 12 settimana. A quest' epoca il feto è sufficientemente grande da essere visualizzato per via addominale. Quanto dura la prima ecografia La durata della prima ecografia dipende dalla buona visualizzazione del feto. Fattori come la presenza di un voluminoso pannicolo adiposo o di feto molto piccolo rallentano l' esame. In media la durata della prima ecografia è di 15 - 20 minuti. Prima ecografia: cosa si vede? La prima ecografia in gravidanza serve a visualizzare la presenza dell'embrione dentro l'utero e a valutare se la sua crescita corrisponde all'epoca di amenorrea. Il primo segno ecografico di una gravidanza appena iniziata è la presenza di una camera gestazionale visibile a intorno a 4 - 5 settimane dall’ultima mestruazione. La camera a quest’epoca misura circa 5-6 mm e cresce al ritmo di 1 mm circa al giorno. Dalla 6 settimana è possibile visualizzare l’ embrione circondato dalla membrana amniotica. L’ attività cardiaca si può visualizzare già alla 6 settimana di gravidanza se l’embrione ha raggiunto la lunghezza di 5 mm. A 6 settimane il battito cardiaco fetale è tra i 90-110bpm, intorno alla 9 settimana aumenta fino a 140-170bpm. Il metodo più attendibile per stimare la settimana di gravidanza nel primo trimestre si basa sulla lunghezza cefalo–podalica identificata con la sigla CRL. Questo valore nel 95% dei casi ha un’ accuratezza di 3-4 giorni. L' ecografia tra la 10 e la 11 settimana valuta alcuni importanti parametri quali: Il volume del liquido amniotico in cui è immerso il bambino; La posizione della placenta all'interno dell'utero; Una iniziale valutazione del cuore del bambino; Valutazione dei primi organi in crescita. Prima ecografia gemellare Nel corso della prima ecografia può anche succedere di accertare la presenza di due embrioni o di due feti, in questo caso si parla di gravidanza gemellare. La prima ecografia in gravidanza gemellare valuta se i feti si trovano in due sacche separate o in un'unica sacca e quindi: Se la gravidanza è mono-amniotica si avrà una sola camera gestazionale con all'interno due embrioni o feti. Se la gravidanza è bi-amniotica si hanno due sacche gestazionali separate al cui interno vi è un embrione o feto. Prima ecografia in gravidanza e non si vede niente Talvolta può succedere che nel corso della prima ecografia si veda la camera gestazionale senza l'embrione. Questa evenienza non deve essere sempre motivo di preoccupazione soprattutto quando l'ecografia viene eseguita in epoca molto precoce della gravidanza. Può succedere infatti che la gravidanza si sia instaurata in ritardo e sia presente nell'utero solo la camera gestazionale con all'interno il sacco vitellino da cui in seguito si formerà l'embrione. In questo caso si aspetta qualche settimana e poi si ricontrolla con l'ecografia lo sviluppo dell'embrione. Se la camera gestazionale nella successiva ecografia rimane vuota allora si deve sospettare che la gravidanza si è interrotta con un aborto. Prima ecografia e translucenza nucale L' ecografia ostetrica nel corso della fine del primo trimestre di gravidanza permette la misurazione della plica nucale del feto e delle ossa del naso che forniscono una valutazione sulla possibilità che il bambino sia colpito dalla sindrome di down. Questo tipo di ecografia prende il nome di translucenza nucale . Il test si effettua con gli ultrasuoni, ossia un'ecografia, per analizzare l'area translucente che è situata nella parte posteriore del collo del feto, misurando lo spessore di tale area chiamata plica nucale. I feti con determinati disordini genetici spesso presentano un accumulo di liquidi in eccesso in questa area. Dove fare la prima ecografa in gravidanza? Il Servizio Sanitario Nazionale eroga gratuitamente alle donne in gravidanza 3 ecografie , una per ogni trimestre di gravidanza, quindi è possibile fare la prima ecografia: in ospedale; nei consultori; nelle strutture convenzionate. Alla domanda quant'è il prezzo della prima ecografia la risposta è 0 euro perchè è un esame a carico dello stato. Si può anche decidere si sottoporsi privatamente alla prima ecografia presso il medico ecografista scelto. In questo caso il prezzo è relativo alla tariffa applicata dallo specialista. Spero di aver risposto a tutte le tue domande, iscriviti al blog per rimanere sempre aggiornata su tutti i nuovi articoli Mammamather ostetricia e ginecologia tascabile Leggi anche: maternità INPS Nomi maschili Nomi Femminili Lista ospedale nascita in pdf da scaricare Lista nascita Amazon Dieta in gravidanza Donazione sangue cordonale Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . 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- Esercizi per cervicale infiammata e torcicollo: addio contratture e cervicalgia
Esercizi cervicale infiammata, quello che ci vuole per alleviare i sintomi del torcicollo e agire sulle cause della cervicalgia. La Bravissima Duna Mattarino ci guiderà in questo tutorial con esercizi per la cervicale studiati per trattare le contratture al collo e i sintomi del torcicollo causati da postura sbagliata. Torcicollo sintomi Il dolore cervicale comunemente conosciuto come torcicollo è un disturbo che si manifesta con sintomi di diversa natura a carico di capo, collo e delle zone circostanti. La causa del dolore al collo può essere da: cervicalgia di origine muscolare; cervicalgia di origine vertebrale. Torcicollo di origine muscolare Il dolore cervicale di origine muscolare è quasi sempre causato da una postura scorretta della colonna e da una posizione errata protratta nel tempo che genera infiammazione alla cervicale. Oltre alla postura la sofferenza cervicale può essere dovuta ad una brusca flesso estensione dei muscoli che comporta il classico colpo di frusta. Per chi lo ha provato il colpo di frusta al collo si manifesta con un dolore acuto che compare all'improvviso creando disagio e senso di pesantezza. Viene descritto come un dolore che impedisce in alcuni casi di alzarsi dal letto e di fare qualsiasi movimento con la testa, con la sensazione di avere degli aghi che trafiggono il collo. Anche se non come il colpo di frusta, che è un evento traumatico che interessa il rachide cervicale , le normali infiammazioni cervicali di origine muscolare impediscono di svolgere i quotidiani movimenti in maniera fluida e armonica come: dormire, camminare, fare movimento e avendo quindi un effetto negativo sulla salute globale. Torcicollo di origine vertebrale Il dolore cervicale di origine vertebrale ha un carattere prevalentemente cronico, costituendo una patologia degenerativa del rachide in grado di formare nel tempo delle deformazioni. La prevenzione al torcicollo in questo caso è la ginnastica per cervicale che se fatta con costanza e nella maniera corretta, svolgendo esercizi cervicale idonei, aiuta ad allineare la schiena con un effetto benefico su tutto il corpo. La prevenzione della cervicale è mantenere una postura corretta per non irritare i muscoli. Il disturbo cervicale colpisce una buona fetta di popolazione soprattutto tra i 40 e i 60 anni. Il torcicollo è in molti casi sottovalutato dal paziente che non lo tratta in maniera adeguata, infatti i sintomi della cervicale sono spesso tenuti a bada con medicamenti rapidi come pomate, cerotti e antidolorifici per bocca, che agiscono temporaneamente sul dolore da infiammazione ma non vanno alla radice del disturbo. I sintomi della cervicale sono costituiti oltre che da dolore al collo, sintomo per eccellenza dell'infiammazione cervicale, anche da cefalea , vertigini e in alcuni casi da dolore che si irradia a schiena e braccia . L'infiammazione cervicale è per lo più causata da una postura errata e quindi agendo su questa con esercizi cervicale che diminuiscono la tensione cronica dei muscoli del rachide si può avere un beneficio. Gli esercizi per il mal di collo migliorano l'allineamento della colonna vertebrale avendo una effetto protettivo contro l'usura delle vertebre che nel tempo può degenerare in artrosi, discopatie ed ernie. Sintomi cervicale I sintomi della cervicale oltre che al classico torcicollo e cefalea generano una sensazione di tensione al collo maggiormente accentuata quando si compiono determinati movimenti. In alcuni casi il disturbo può impedire di ruotare il collo a destra e a sinistra ad esempio mentre si guida la macchina, di inclinare il capo, o di tenere la testa in posizione dritta e allineata. In inverno, il freddo diretto sul rachide cervicale può determinare una sensazione di rigidità del collo e difficoltà ad assumere una posizione comoda e rilassata. La cervicalgia, i sintomi sono: Pesantezza alla testa; Rigidità dei movimenti del collo; Risveglio con mal di testa; Sensazione di sbandamento e non lucidità; Rigidità cervicale e scricchiolii; Disturbi della vista; Rimedi cervicale? Il migliore è la ginnastica per cervicale e gli esercizi per il torcicollo La ginnastica cervicale ha lo scopo di sciogliere e rilassare i muscoli del collo con esercizi e movimenti mirati. Avere una colonna dritta è lo scopo degli esercizi cervicale che coinvolgono non solo la zona del collo ma anche spalle, schiena e gambe. Fare una ginnastica che rafforza i muscoli del collo nel tempo migliorerà la postura di tutto il corpo tonificando i muscoli cervicali. Escludendo cause di altra natura specifica la cervicalgia interessa la componente cervicale, il collo e zona circostante. La rigidità del collo ha cause posturali in cui si assume una postura errata per lungo tempo magari stando davanti al computer in anti pulsione del capo o con la testa flessa davanti al tablet e al pc. Il torcicollo nel post partum è molto frequente nelle donne che allattano al seno , che stanno molto tempo sedute con la testa inclinata in avanti per far ciucciare il neonato. Gli esercizi cervicale e la ginnastica per il torcicollo nel Tutorial di Duna Mattarino hanno una doppia funzione di stretching cervicale preventivo; di esercizi torcicollo per alleviare i sintomi che a lungo andare possono portare all'artrosi cervicale. Esercizi per cervicale esercizio cervicale per il mal di testa e collo : flessi estensione del tratto cervicale. ginnastica cervicale che scioglie le tensioni del collo lentamente e con movimenti fluidi e continui. esercizi per cervicale e collo con l' ausilio delle braccia. stretching collo per cervicale infiammata. Questi esercizi per il dolore alla cervicale si possono eseguire in qualsiasi momento della giornata, al lavoro, in casa o in un momento di pausa e permettono un sollievo immediato con una sensazione di sollievo per capo e collo. Consigli per prevenire i dolori cervicali La prevenzione del torcicollo è alla base della salute della nostra cervicale, pochi e semplici esercizi fatti fatti con continuità possono rappresentare un vero toccasana per i primi fastidi da cervicale infiammata ed evitare che il problema diventi acuto e cronico. Ritagliati 5 minuti al giorno per eseguire gli esercizi per almeno 3 mesi, vedrai che con costanza i dolori cervicali scompariranno. Rilassa i muscoli del tuo corpo , concediti un momento della giornata solo per te, per sciogliere le tensioni di spalle e collo. Fare un bagno caldo, una sauna o applicare una crema nella zona cervicale aiuta ad alleviare il mal di collo e testa. Non abusare di antidolorifici. Gli antidolorifici hanno solo lo scopo di lenire il disturbo rappresentando un rimedio di emergenza ma non curativo, è più utile applicare qualcosa di freddo sulla parte che genera vasocostrizione riducendo così il processo antiinfiammatorio. Se il dolore cervicale è intenso e acuto mentre fai gli esercizi per dolori cervicali fai una visita medica per escludere che le cause del torcicollo siano di altra natura o che necessitano di un trattamento diverso per la cura dell' infiammazione cervicale. Non fare automedicazione, gli antiinfiammatori assunti per lungo tempo hanno numerosi effetti collaterali. Duna Mattarino : Tecnico di II Livello di Ginnastica Posturale e Ginnastica per la Gravidanza Asi-CONI, laureanda in Scienze Motorie e Sportive; operatrice D.B.N. (Discipline Bio-Naturali). Opera a Roma, collaborando con più realtà quali Studi Privati e Associazioni Sportive, ove è responsabile dei corsi collettivi e delle sedute individuali sia per la Ginnastica Posturale che per l'Attività Fisica in Gravidanza. EQUICHARME - Equilibrio per il Benessere è la sua piccola e gioiosa dimensione ove con piacere mantiene attiva la comunicazione interpersonale con le persone che la seguono. Per rendere possibile tutto ciò anche a distanza, ha attivato lezioni on-line sia di gruppo che individuali per Posturale, Ginnastica in Gravidanza, Recupero Post-Parto e Postural Fit. segui Duna Mattarino su Facebook segui Duna Mattarino su Instagram Mammamather ostetrica tascabile
- Culla neonato: la guida per scegliere la migliore del 2022, prezzi, colori, modelli e struttura
La scelta della culla neonato va fatta tenendo in considerazione la sicurezza del sonno del bebè. Ecco per te mamma la guida definitiva di Mammamather che ti aiuta a scegliere una culla affidabile. Sommario Culla a cosa fare attenzione Modelli di culle Prezzi culle Requisiti indispensabili per una culla neonato Le migliori culle del 2021 Culla, a cosa fare attenzione Quando sta per nascere un bambino i preparativi non finiscono mai e l’allestimento della cameretta è uno dei momenti più belli e divertenti per i futuri genitori. La culla è una delle prime cose da acquistare e non è facile decidere tra tante culle quella giusta. Lo stile conta ma sicuramente confort, praticità e sicurezza hanno un peso maggiore. Modelli di culle In linea generale esistono due tipi di culle: Culle standard; Culle trasformabili. Le culle per neonati standard hanno una sponda abbassabile e talvolta anche un cassetto contenitore in basso. Le culle per bambini trasformabili hanno lo scopo di accompagnare il bebè nella crescita riadattandosi e allungandosi man mano che il l’infante cresce. Da una culla allungabile si ha: una culla, un letto per bambini e infine un letto a una piazza. È bene scegliere una culla che abbia sia doghe solide in modo da resistere ai salti del bambino, sia un materasso ad altezza regolabile in modo da poter essere sollevato quando il neonato è piccolo e abbassato quando il bambino diventa più grande ostacolando i tentativi di fuga. Altro aspetto da tenere in considerazione quando si sceglie la culletta per neonato sono le ruote. Alcuni modelli sono dotati di ruote rendendo le culle trasportabili da una stanza all’ altra. La culla con ruote deve essere fornita di fermo in modo da evitare che si sposti o si muova con i salti o i movimenti del piccolo. La forma classica della culla è rettangolare ma in commercio si trovano anche culle ovali e rotonde. Se si sceglie una culla rotonda bisogna prendere in considerazione di acquistare lenzuolini e coprimaterasso della stessa forma perché quelli standard non vanno bene. Discorso diverso è per le culle piccole da utilizzare per i primissimi mesi del neonato che solitamente hanno una forma ovale per offrire al neonato un ambiente più raccolto, in questi casi le lenzuola si adattano benissimo alla forma. Prezzi culle Il costo della culla varia dai 100 ai 1000 euro , in genere più sono elaborate più costano. La scelta dello stile e delle decorazioni della culletta sono un fattore personale, si può preferire un lettino per neonati che si abbina all' arredamento della camera da letto oppure uno in vista di posizionarlo nella cameretta del bambino come divanetto quando sarà più grande. Il costo della culla dipende anche dal materiale , sicuramente le culle in legno hanno un costo maggiore, mentre ad esempio la culla che si attacca al letto o le culle in vimini garantiscono sicurezza con un costo inferiore. Online si trovano delle culle economiche con prezzi per tutte le tasche e offerte sempre aggiornate. Culle neonato: requisiti indispensabili Al momento dell’acquisto di una culletta bisogna sempre accertarsi che sia conforme alla normativa europea UNI EN 716-1:2019 che oltre a certificare la massima affidabilità nei meccanismi che controllano le sponde scorrevoli impone che queste siano alte almeno 60 cm a partire dalla rete e una volta abbassate, raggiungano l’altezza di 20 cm a partire dal materasso. Le sbarre devono avere tra di loro una distanza non inferiore a 6 cm e non superiore a 7, 5 cm. Acquistate sempre una culla per bambini con dichiarazione e documenti di conformità alla normativa vigente. Culla, la guida per scegliere quella giusta Ecco le caratteristiche che deve avere una culla per un sonno sicuro del neonato. Sponda della culla per neonati Le culle per neonati devono avere almeno una sponda che si abbassi , in modo che sarà più semplice tirare su e mettere il bambino a nanna. Lo sblocco delle sponde deve essere silenzioso e chiudersi molto bene. Verificate se riuscite ad abbassare e alzare la sponda con una sola mano. Struttura della culla per bambini La struttura della culla deve essere robusta. La prova potrebbe essere dare una bella scrollata per testare la solidità e questa stessa operazione va ripetuta a casa dopo l’acquisto e il montaggio. Assicurarsi che tutte le parti, viti, sostegni e snodi reggano bene e non facciano rumore. I montanti angolari delle culle devono essere a filo, in alto con i pannelli di chiusura. Materiale della culletta neonato. La culla per un neonato può essere: In legno naturale; In legno verniciato; In bamboo; In vimini; In rattan. I materiali metallici (bulloni, viti, staffe) che vanno a costituire le culle per neonato devono essere fissati saldamente e privi di bordi affilati e zone ruvide che possano pizzicare o ferire il bebè. Il legno del lettino per bambini non deve mai presentare crepe o vernice che si stacca. Modello delle culle bimbo È sempre bene optare per un modello di culla che non crei pericoli , evitando le culle a baldacchino e ricche di decorazioni affinché il bambino non corra il rischio di rimanere incastrato. Attenzionare sempre che le dimensioni e le misure della culla lettino siano a norma e che sia ergonomica per il neonato. Verificare che i modelli di culla: A dondolo; Con le ruote; Pieghevoli; Salvaspazio. Rispondano ai requisiti di sicurezza della normativa. Materasso culla Il materasso per culla deve essere compatto e resistente. Spesso i materassi per le culle sono venduti separatamente quindi anche se si usa un lettino usato conviene sempre acquistare un materassino nuovo. Il materasso deve essere dell’esatta misura del lettino e mai più piccolo. I materassi culla standard per un lettino di dimensioni normali devono essere rigidi e misurare almeno 70 x130 con uno spessore non superiore ai 15 cm. I lettini ovali o rotondi hanno bisogno di un materasso progettato per adattarsi alla forma specifica della culla. Assicuratevi sempre che il materassino culla aderisca perfettamente all’ interno del lettino. Se rimane libero uno spazio maggiore di due dita, il materasso non va bene. Da attenzionare anche il supporto per il materasso ad altezza regolabile. Il livello più alto permetterà di sollevare facilmente il neonato e man mano che il bambino cresce si può abbassare il fondo della culla. Culla lettino con cassetto I cassetti sotto il lettino possono risultare utili per riporre lenzuola e biancheria del neonato. Valutare l’opzione di scegliere un mobile culla o una culla con cassetti quando gli spazi sono ridotti. Culla trasformabile Nel mercato si trovano culle che offrono la possibilità di convertirsi in un lettino vero e proprio. Nel caso si decida di acquistare una culla da lettino valutare con accuratezza che il kit di conversione lettino culla non sia venduto a parte perché può essere molto costoso. Culle usate Scegliere l’usato sicuro. Sarebbe meglio una culla nuova ma l’alternativa della culla di seconda mano va bene purché rispetti alcuni requisiti. Evitate di usare lettini antichi o con più di 15, 20 anni. Le vecchie culle, specialmente quelle fabbricate prima del 1973 ma anche alcuni modelli realizzati tra il 1980 e il 2000 non soddisfano gli attuali standard di sicurezza. Potrebbero infatti avere barre troppo distanziate, essere dipinte con vernici al piombo, avere schegge o crepe nel legno oppure presentare altri rischi di cui non potreste accorgervi come un deterioramento dei montanti angolari oppure un’altezza non sicura. Paracolpi I paracolpi non vanno mai usati per scongiurare il rischio di soffocamento, di intrappolamento o di SIDS. Le migliori culle del 2021 e le opinioni Culla Foppapedretti Lucy Foppapedretti è sinonimo di sicurezza. La culla per neonati Foppapedretti presenta una sponda fissa e una regolabile a doppia altezza che rende facile prendere in braccio il neonato e riordinare il lettino. La rete ha le doghe in massiccio legno di faggio, come tutta la struttura della culla. Verniciata con colori atossici e testata dalla normativa europea vigente. È dotata di ruote a norma il che la rende una culla trasportabile. Ampio cassetto salvaspazio per riporre di tutto. Anche il prezzo è vantaggioso, solo 212 euro Per altri modelli di culla Foppapedretti: clicca qui Culla Chicco che si aggancia al letto matrimoniale per co sleeping La famosissima culla netx2me Chicco è la migliore della sua categoria. Si tratta di una culla che si attacca al letto matrimoniale oppure da sistemare di fianco al letto. La sponda laterale della culla si apre con una sola mano e permette di far dormire il neonato affianco alla mamma ma senza il rischio di Sids o soffocamento. È totalmente compatibile con la maggior parte dei letti poiché ha undici livelli di altezza regolabile. Il fissaggio della culletta al letto è facile e sicuro. Il materasso per lettino è incluso è a norma per supportare in sicurezza il sonno del neonato. Ha un rivestimento in tessuto sfoderabile e lavabile il che garantisce igiene. Ultima chicca di Chicco, è una culla dondolino, infatti i genitori possono attivare la modalità dondolo semplicemente con il piede per cullare il neonato e farlo addormentare. Culla allungabile La culla allungabile Lullaby è una culletta per neonato che segue la crescita del bambino trasformandosi in letto. Ha tre posizioni di altezza e costruita secondo gli standard di sicurezza, verniciata con colori naturali e atossici. Il materasso è in gommapiuma certificato, rivestito in aloe vera , ipoallergenico e antibatterico. Culla neonato Kinfderkraft La culletta kinderkraft è bella, solida, e funzionale. Le gambe sono in consistente legno e oltre che belle garantiscono stabilità. La culla è realizzata in legno di pino , così come le barre laterali il che la rende totalmente atossica. Il materasso è in schiuma indeformabile, anallergico e antibatterico. La rete è regolabile su tre livelli. Davvero una culla strepitosa. Culla per neonati Pali La culla per bambini Pali è in legno massello fornita di due sponde abbassabili. La rete è in doghe in legno di faggio. Gli spigoli sono arrotondati e dipinti con vernice atossica Una culla bella, pratica ed economica. Culla Fillikid fianco letto La culla Fillikid è une vera rivoluzione, infatti, c ombina la solidità di una culla in legno di faggio con la possibilità di far dormire il neonato di fianco al letto ma in maniera sicura. La culletta è in legno naturale, robusta e massiccia può sopportare carichi fino a 20 kg. Per una buona areazione l’area sotto il materasso è provvista di fori. Culla piccola Waldin Le culle per neonati Waldin sono belle e romantiche. Si tratta di una solida cesta culla adatta per i primi mesi. Molte mamme pensano che acquistare questo tipo di cesta in vimini per neonati non sia molto conveniente in realtà non è così. Essendo robusta e facilmente trasportabile la cesta neonato può essere utilizzata non solo per la notte ma per i sonnellini della giornata. Il fatto di essere piccola è molto confortante per il neonato che si sente al sicuro quasi come se si trovasse a contatto con le pareti uterine. La culla WALDIN unisce la bellezza alla praticità, infatti, è fabbricata secondo gli standard, dotata di certificazione di sicurezza. Non vi sono componenti in legno pericolose. Accessoriata di cappotta e zanzariera. Culla bebè confort La Culla neonato sleeping Bebè Confort è adatta ai neonati fino ai 9 kg di peso. Si affianca al letto in totale sicurezza e facilità. Ha un’altezza regolabile su cinque livelli per adattarsi alla dimensione del letto dei genitori. È reclinabile in avanti il che la rende molto utile per i neonati che soffrono di rigurgito. La culletta è pieghevole per essere facilmente trasportata o semplicemente per essere riposta in poco spazio. Materasso incluso rivestito in cotone ipoallergenico, traspirante compatibile con tutti i tipi di lenzuolini. Ampio cestello sotto la culla per avere tutto il necessario a portata di mano. Culla trasformabile Raba Una culla multifunzione comoda e versatile che può essere utilizzata come: Culletta; Culla da agganciare al letto; Culla dondolo; Divanetto. La culla è a norma con incluso: materasso; biancheria da letto; baldacchino; supporto baldacchino; scatole; dondolo a quattro rotelle auto frenanti; scatole. Bene mamma dopo questa carrellata di culle non ti resta che scegliere quella che più ti piace Leggi anche: Fase prodromica del parto Come vivono la gravidanza i futuri papà Come richiedere il congedo di maternità Come preparare la borsa per il parto Si può fare sesso in gravidanza Come preparare il perineo Sintomi del travaglio Esercizi di respirazione in travaglio di parto Raccolta del sangue cordonale A cosa serve l' episiotomia e come si fa Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . 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- Arrossamento e dermatite da pannolino: cause, paste protettive
L'arrossamento da dermatite da pannolino è il classico culetto rosso dei neonati. Vediamo le cause dell'arrossamento, la prevenzione dell' irritazione da pannolino e le paste protettive per l'irritazione inguinale nei bambini Dermatite da pannolino Prevenzione della dermatite da pannolino Le 5 migliori paste e creme protettive per l' arrossamento da pannolino Dermatite da pannolino La dermatite da pannolino è una malattia della pelle molto comune nei neonati . La pelle dei fanciulli è molto delicata e il contatto prolungato con l' ambiente caldo umido del pannolino , soprattutto se imbibito di feci o pipì può favorire la comparsa dell'irritazione da pannolino. Secondo recenti studi, l' ammoniaca contenuta nelle urine sarebbe in grado di causare la comparsa di tale dermatite causata da una decomposizione batterica delle urine. La sensibile cute dei neonati è molto vulnerabile e anche variazioni minime del PH causate dalla proliferazione batterica provocano lil classico culetto rosso dei neonati. Dermatite da pannolino, come riconoscerla Le irritazioni da pannolino non sono tutte uguali, presentano diversi gradi di gravità. Nei casi lievi di culetto arrossato il neonato potrebbe non avvertire particolari fastidi invece nei casi gravi forte irritazione da pannolino potrebbe essere molto infastidito manifestando un pianto inconsolabile di dolore. Tipi di eritema da pannolino . Dermatite sul nascere E' caratterizzato da piccole aree arrossate ma ancora non vi è alcun rush evidente. Il neonato potrebbe essere lievemente infastidito. La pelle del sederino è leggermente secca e arrossata Dermatite da pannolino lieve Sono presenti piccole aree arrossate accompagnate da alcuni rusch sulla pelle . La pelle del culetto appare molto secca e leggermente desquamata. Se non si interviene tempestivamente la dermatite potrebbe aggravarsi provocando irritazione al sederino. Dermatite da pannolino moderato La pelle è ampiamente arrossata in maniera più intensa su alcune parti. Le natiche e i genitali presentano gonfiore associato a rush con una leggera esfoliazione cutanea . Sono presenti brufoli con fluido o pus . Il neonato appare molto infastidito soprattutto durante il cambio pannolino . Grave dermatite da pannolino Vi è un ampio e intenso arrossamento della cute con grave esfoliazione della pelle . La cute è gonfia con eruzioni contenenti fluido o pus. Il neonato con questo tipo di eritema è molto infastidito presentando spesso un pianto inconsolabile Prevenzione della dermatite da pannolino La prevenzione dell' irritazione da pannolino è possibile bisogna seguire particolari accorgimenti. cambiare spesso il pannolino; lavare il sederino con acqua e sapone neutro; asciugare bene il sederino prima di mettere il pannolino; se possibile tenere il neonato senza pannolino per qualche minuto dopo la detersione; applicare una crema barriera in maniera costante; scegliere dei pannolini con tessuti ipoallergenici; assicurarsi che il bambino non sia allergico al materiare costitutivo dei pannolini Mantenere la pelle del neonato asciutta e pulita è la prima tappa per prevenire l' arrossamento da pannolino. Un pannolino sporco crea un ambiente caldo umido che favorisce la proliferazione batterica e le micosi da pannolino inoltre la pelle bagnata è più vulnerabile e quindi più suscettibile all'instaurarsi di eritemi. I genitali dei neonati e la zona inguinale quando possibile, vanno lavati con acqua corrente e sapone neutro. L'utilizzo di salviettine detergenti specie se profumate può indebolire le naturali difese cutanee. Quindi lavare e asciugare bene e se possibile tenere il neonato per qualche minuto senza pannolino in modo che la pelle respiri e si asciughi per bene. Applicare una generosa porzione di pasta protettiva sul sederino e sulle zone in cui la pelle risulta disidratata. La crema protettiva crea una vera e propria barriera che previene l' esposizione della delicata cute con il pannolino e con pipì e feci. Scegliere sempre pannolini testati e sicuri, costituiti da materiale ipoallergenico e traspirante. Se nonostante tutte le precauzioni prese la situazione non dovesse migliorare valutate l' idea che il neonato potrebbe essere allergico ad uno dei componenti costitutivi dei pannolini , un buon compromesso potrebbe essere quello di utilizzare dei pannolini lavabili. Le 5 migliori paste e creme protettive per l' eritema da pannolino Weleda Crema Protettiva OTTIMA E LA PIU' VENDUTA Pura cera d'api, lanolina ed ossido di zinco formano un naturale strato protettivo in grado di contrastare gli effetti dell'umidità del pannolino sulla pelle del bebè ad ogni cambio di pannolino. protegge e lenisce. Ottima in caso di arrossamenti ed irritazioni cutanee La ricca formula con ossido di zinco, lanolina dermofila e pura cera d’api offre un’efficace protezione dall’umidità del pannolino. Olio di mandorle dolci e di sesamo e gli estratti di calendula e camomilla da coltivazione biologica sono preziosi in caso di pelle irritata e arrossata. Pasta protettiva Bepantenol Favorisce la naturale rigenerazione della pelle grazie al pantenolo (provitamina B5) in concentrazione al 5%, formando uno strato protettivo trasparente che lascia respirare la pelle Indicato a ogni cambio di pannolino fin dai primi giorni, anche per le pelli più sensibili Previene gli arrossamenti, e svolge un'azione lenitiva e coadiuvante del naturale processo di rigenerazione dell'epidermide, proteggendola e lasciandola morbida e idratata Non contiene profumi, conservanti e coloranti Senza ossido di zinco Pasta protettiva Fissan Trattamento per irritazioni da pannolino Formula che crea un'efficace sottile barriera protettiva che aiuta a prevenire e preservare le aree delicate Indicata per il trattamento della dermatite da pannolino Prodotto di ottima qualità Euphidra Amido Mio: freschezza e sollievo immediato Emulsione ricca acqua/olio ad alto potere ripitelizzante e decongestionante; riequilibra la pelle irritata, arrossata e alterata La sinergia tra Amido di Riso e Ceramidi mette a riposo la pelle e calma le irritazioni Nessuna sensazione di fastidio o bruciore: adatta anche per i bambini Vitamina E: antiossidante contro l’invecchiamento della pelle; olio di Mandorle Dolci F.U.: riepitlizzante, emolliente, elasticizzante Dermatologicamente testato per pelli sensibili; senza olio di vaselina, coloranti, conservanti aggiunti Mustela pasta per cambio pannolino: 3 IN 1 IN UNA SOLA PASTA La nuova Pasta per il Cambio 1 2 3 di Mustela Bébé è stata specificamente formulata per agire sui fattori che causano irritazioni e arrossamenti, grazie ad un complesso unico di principi attivi naturali brevettati. La nuova Pasta per il Cambio 1 2 3 è stata testata clinicamente in condizioni reali di utilizzo. Formulata con il 98% di ingredienti di origine naturale, senza conservanti e senza profumo, garantisce una tollerabilità ottimale, fin dalla nascita. Inoltre, senza dimenticare il piacere di utilizzo, si applica e si rimuove facilmente. Principi attivi di origine naturale. Pannolino lavabile in bambù. IPOALLERGENICO E NATURALE La fascia per pannolini nascita al vasino cresce con il bambino da 3,18 kg a 16 kg. Dimensioni inferiori – regolabile utilizzando bottoni automatici sulla parte anteriore, quindi taglia unica si adatta alla maggior parte delle persone. Morbido elastico in vita e facile chiusura a scatto per un rapido cambio di un passo. Doppio tassello per proteggere da perdite a qualsiasi dimensione o età. Soaker e booster rimovibili per assorbimento variabile e asciugatura più rapida. Mammmather ostetrica tascabile #dermatitedapannolino #eritemadapannolino #arrossamentodapannolino #culettorosso #irritazionedapannolino
- Cambio pannolino: dove, come, maschietto, femminuccia, con il moncone, con il vaccino rotavirus.
Sei alle prese con il cambio pannolino e non sai come fare? Mamma, non sei sola, continua a leggere e troverai tutte le risposte su come cambiare il pannolino. Sommario Il cambio del pannolino Quando cambiare il pannolino al neonato Dove cambiare il pannolino Materiale occorrente cambiare il pannolino Come cambiare il pannolino Come mettere il pannolino Cambio del pannolino maschietto Cambio del pannolino per le femmine Cambio del pannolino con il moncone ombelicale Dove buttare i pannolini sporchi Sederino arrossato ed eritema da pannolino Cambio pannolino dopo il vaccino rotavirus Domande frequenti sul cambio pannolino Il cambio del pannolino Cambiare un pannolino è molto meno difficile di quanto si possa immaginare. Soprattutto nei primi mesi dovrete cambiare un’infinità di pannolini, a tutte le ore, giorno e notte, prima e dopo le poppate. Ma non abbiate paura, la cura del neonato e in particolare il cambio del pannolino è un momento delicato e speciale che può trasformarsi in un attimo di coccole. Quando cambiare il pannolino al neonato Non è difficile capire quando è ora di cambiare il pannolino, il bambino sbufferà e inizierà a fare dei piccoli versi. Oltre ai versi del bebè sicuramente l’odore della pipì e della pupù non vi lascerà dubbi. Se avete paura di non capire quando pulire il bebè esistono dei pannolini che aiutano i genitori a sapere quando il neonato va cambiato, infatti sono muniti di una striscia sensibile che cambia colore a contatto con i liquidi, quindi, sarà sufficiente vedere il colore per sapere se cambiare o no il pannolino. Il pannolino va cambiato spesso, possibilmente prima di ogni poppata (specialmente se il piccolo è allattato al seno e ogni volta che il bebè ha fatto cacca o pipì per evitare che il culetto si arrossi. La pelle dei neonati è molto sottile e ancora priva della pellicola invisibile di acqua e grasso, detta film idrolipidico, che serve da barriera protettiva; un contatto prolungato con la popò e l’urina può favorire infiammazioni. L’ epidermide del bebè è delicata, molto sensibile e predisposta ad arrossamenti ed irritazioni quando è a contatto con l’azione aggressiva delle escrezioni. Dove cambiare il pannolino Il cambio del pannolino va fatto su un piano sicuro e con lo sguardo attento di un adulto. Il piano su cui poggiare il piccolo per il cambio deve essere morbido e confortevole, adatto per evitare cadute accidentali o traumi. Se siete a casa potete utilizzare il fasciatoio oppure un piano morbido coperto da un telo impermeabile. Il cambio pannolino fuori casa può essere fatto utilizzando un fasciatoio portatile. Molte borse per il cambio del pannolino hanno integrato un fasciatoio piegabile, in questo modo cambiare il pannolino a passeggio non sarà un problema. In alternativa potete portare un fasciatoio portatile. Se il bambino soffre di reflusso è opportuno cambiare il pannolino prima della poppata per evitare di mettere il neonato in posizione supina dopo il pasto. Nei casi in cui il neonato con reflusso deve essere cambiato dopo aver mangiato è bene mettere un cuscino tra il fasciatoio e la schiena del bebè in modo da mantenere il neonato sollevato ed evitare il rigurgito. Se siete forniti di cuscino anti-reflusso cambiatelo lì, è il posto migliore. Per approfondire: reflusso del neonato L’ ambiente del cambio pannolino deve essere caldo e lontano da spifferi. Prima di iniziare l’operazione assicurarsi di avere tutto il materiale necessario vicino e a portata di mano. Se vi accorgete che vi manca qualcosa mentre state cambiando il piccolo non lasciatelo mai incustodito piuttosto avvolgetelo in un telo e portatelo con voi . Quando effettuate il cambio cercate di guardare sempre il vostro piccolo negli occhi, con il tempo imparerà a ricambiare lo sguardo materno e si creerà una delicata danza d’ amore. Materiale occorrente cambiare il pannolino Un pannolino pulito ( usa e getta , lavabile o ecologico ); Batuffoli di cotone, acqua calda e detergente intimo per neonati oppure salviettine; Un piccolo asciugamano; Crema cambio pannolino (non sono necessarie lozioni o talco); Vestitini di ricambio in caso che dal pannolino sia uscita qualcosa sporcando la tutina. Detergente intimo neonato Se il bambino è soltanto bagnato di pipì , soprattutto nei primi giorni di vita è bene usare solo acqua tiepida. Se il neonato è sporco di feci per il lavaggio usate un detergente molto delicato e specifico per le parti intime dei neonati. Sono consigliati prodotti che non contengono essenze profumate ma solo emulsioni leggere a basso grado di acidità che non ungono la cute. I migliori detergenti intimi per neonati sono: Detergente intimo Mustela : specificatamente formulato per l’igiene intima dei neonati e per il trattamento di arrossamenti e irritazioni. A PH fisiologico e senza allergeni, lenisce la cute dei neonati grazie ad una serie di principi attivi. La Saponaria detergente intimo neonati : si tratta di una delicatissima crema che protegge la cute dei bambini rispettandone il PH. Totalmente biologico e privo di profumazione e sostanze nocive. Mioderm fiocchi di riso : questo detergente rispetta la cute della zona urogenitale dei neonati. Specificatamente indicato per la detersione a ogni cambio di pannolino perché non altera le mucose delle parti intime. Amido mio Euphidra: morbida consistenza costituita da ingredienti di origine vegetale associate ad un complesso lenitivo ed emolliente. Un prodotto adatto all’uso quotidiano. Olio e borotalco L’ olio e il borotalco non sono necessari. Il borotalco è assolutamente sconsigliato dai pediatri. L’olio va usato in un batuffolo di cotone per rimuovere delicatamente tracce di pupù attaccata al sederino. L’ olio non va mai passato sulle natiche o sui genitali perché non ha un effetto idratante anzi tende a seccare la pelle e a chiudere i pori. Come cambiare il pannolino Lavate bene le mani con acqua e sapone, se siete fuori casa pulitele con una salvietta. Tenete a portata di mano qualcosa per distrarre il bambino oppure fatelo divertire con versi, facce buffe e canzoncine. Potete appendere sopra il fasciatoio un giochino colorato che attiri l’attenzione oppure un carillon. Adagiate con delicatezza il bambino sul fasciatoio o sul piano in cui si desidera cambiare il neonato Aprite le linguette adesive del pannolino sporco ma non toglietelo subito, prima controllate la situazione. Se il neonato ha fatto la cacca usate la parte anteriore del pannolino sporco per pulire grossolanamente il sederino sporco , poi piegatelo con il lato pulito rivolto verso l’alto in modo che funga da superficie. Se il neonato ha fatto la pipì piegate semplicemente il pannolino a metà come un libro, tenendo rivolta verso il bambino la parte pulita. A questo punto non vi resta che pulire il sederino e i genitali del bebè. Potete farlo in tre diversi modi: Con quadrati di cotone e acqua calda; Con acqua corrente; Con salviettine per neonati. Come pulire il neonato con quadrati di cotone e acqua calda Se volete pulire il bebè con acqua calda e garza prima di iniziare il cambio del neonato riempite una bacinella con acqua tiepida e tuffateci dentro dei quadrati di garza. Strizzate lievemente il quadrato e iniziate a detergere i genitali del bebè procedendo dalla parte anteriore verso la parte posteriore e mai al contrario. Per ogni passaggio usate un batuffolo diverso, alla fine non immergetelo mai nell’ acqua pulita ma buttatelo. Fate attenzione a passare su tutte le pieghe del neonato. Quando siete sicuri di aver deterso per bene il bebè asciugatelo con cura tamponando senza strofinare. Come pulire il neonato con acqua corrente Per pulire il neonato con acqua corrente (metodo consigliato per le grandi pupù o per il meconio) aprite il rubinetto del lavabo con acqua tiepida controllando attentamente la sua temperatura. Per eseguire l’operazione di pulizia del sederino, il bambino va tenuto in appoggio con la pancia sul braccio destro della mamma e con i piedini che toccano il lavandino. Con la mano sinistra pulite il neonato con accuratezza, dai genitali al sederino per evitare contaminazioni. Avvolgere il bambino dalla vita in giù con un telo morbido e non abrasivo. Riportare il neonato nel fasciatoio e asciugare bene il culetto cercando di non lasciare zone bagnate o umide soprattutto tra le pieghe. Come pulire il neonato con le salviettine Le salviettine sono un ottimo metodo di pulizia fuori casa e di notte. Per la pulizia con le salviettine procedere sempre con movimenti dall’avanti all’indietro ricordando di ripulire nelle femminucce la zona vulvare, tra le grandi e le piccole labbra; nei maschietti la zona del prepuzio. Solo dopo aver asportato ogni traccia di materiale fecale soprattutto tra le pieghe asciugare con cura. Prima di mettere il pannolino pulito assicuratevi che il sederino del bebè sia completamente asciutto. Come mettere il pannolino Dopo aver lavato il bebè siete pronte a mettere il pannolino. Aprite il pannolino pulito e sistematelo aperto vicino a voi in modo che sia facilmente raggiungibile senza doversi spostare troppo dal bambino. Sollevate le gambe del bambino dalle caviglie tenendo con una mano entrambe le caviglie del neonato e con l’altra posizionate il pannolino pulito sotto la schiena poco oltre l’altezza della vita. Il lato del pannolino con le linguette adesive deve trovarsi sotto il bambino Applicate la crema per cambio pannolino . Portate la parte davanti del pannolino tra le gambe del bambino tirando leggermente quindi togliete la protezione della linguetta adesiva da uno dei lati del pannolino e attaccatela sulla parte davanti del pannolino stesso. Fate la stessa cosa dal lato opposto. Le linguette possono essere staccate e riposizionate più volte. Assicuratevi che il pannolino non sia troppo stretto o troppo largo : in alto, sul davanti, tra il pannolino ed il pancino deve esserci lo spazio per due dita. Cambio del pannolino maschietto Se avete un maschietto tenete il pannolino sopra il pene il più possibile in modo da evitare di bagnarvi, i bimbi maschi sono bravissimi a fare le fontanelle con la pipì. Non sorprendetevi se notate delle erezioni durante il cambio pannolino , è un fenomeno del tutto normale durante i cambi. Il pene va lavato e sciacquato con cura solo nella parte esterna. Pulite con attenzione lo spazio sotto lo scroto e quello intorno al pene. È vietato forzare la pelle per scoprire il glande , questa manovra un tempo raccomandata, può avere delle conseguenze causando infezioni o peggio ancora la strozzatura del glande. Pulite la piega tra le gambe e il prepuzio. Quando avete finito di lavare il pisellino passate alle natiche e solo alla fine alla zona anale. Cambio del pannolino per le femmine L’ igiene delle bambine comprende la pulizia della vulva e dei genitali esterni. Per evitare di trasportare in vagina o nell’ uretra i batteri che di norma si trovano nella zona dell’ano si procede con movimenti che partono dal davanti verso dietro. È necessario pulire con attenzione tra le grandi e le piccole labbra senza strofinare. Dopo aver pulito per bene i genitali si procede pulendo le natiche e infine l’ano. Muco giallo nei genitali della neonata, crisi genitale Nelle prime settimane di vita delle neonate può succedere di trovare delle secrezioni vaginali nel pannolino. Le perdite vaginali sono del tutto normali e non è assolutamente opportuno tentare di rimuoverle. Le perdite mucose sono dovute all’ effetto degli ormoni materni ricevuti attraverso la placenta nel corso dei nove mesi. Dopo 15-20 giorni esauriscono i loro effetti. Cambio del pannolino con il moncone ombelicale Se il moncone ombelicale è ancora attaccato, piegate il pannolino verso il basso (come mostrato nel video cambio pannolino sopra) ed esponete la zona ombelicale all’ aria evitando di bagnarla. Se la garza intorno al moncone si è bagnate fate la medicazione al cordone prima di mettere il pannolino pulito. Il cordone ombelicale di solito cade in 7-14 giorni e in questo arco di tempo deve essere mantenuto asciutto e pulito. Per facilitare una buona circolazione dell’area, il pannolino dovrebbe essere chiuso al di sotto dell’area ombelicale in modo che il moncone si secchi facilmente. Il cordone ombelicale va pulito con una garza imbevuta di alcol e lasciato asciugare naturalmente per qualche secondo. Durante questa operazione i bambini spesso piangono ma non perché hanno dolore ma infastiditi dal contatto fresco con la garza. Normalmente il cordone è inodore, la presenza di cattivo odore è sempre sinonimo di infezione che necessita di un trattamento. È doveroso consultare il pediatra se l’area intorno al moncone presenta chiazze rosse o fuoriuscita di liquido Per approfondire: Moncone ombelicale. Dove buttare i pannolini sporchi I pannolini sporchi vanno chiusi con le linguette adesive, formando una sfera compatta. I pannolini sporchi possono essere messi in un apposito porta pannolini sporchi che toglie il cattivo odore ai pannolini, oppure nella spazzatura indifferenziata. I pannolini lavabili andrebbero tenuti in un contenitore ben chiuso fino al momento del lavaggio ricordandosi di togliere sempre il tampone assorbente. Se siete fuori casa potete tenere i pannolini lavabili sporchi in una busta di plastica finché non rincasate. Sederino arrossato e irritazione da pannolino Se il sederino è arrossato è bene mettere una pomata all’ ossido di zinco con una concentrazione pari al 14 % e se le condizioni ambientali lo permettono lasciare la zona esposta all’ aria. Dopo aver lavato e asciugato i genitali si può mettere una crema per le irritazioni da pannolino. Le creme pannolino hanno lo scopo di creare una vera e propria barriera tra la delicata cute del bimbo e il pannolino. Le più raccomandate sono quelle a base di zinco efficaci anche in caso di eritema . Le migliori creme per cambio pannolino sono: Weleda crema protettiva Pasta protettiva Bepantenol Pasta protettiva Fissan Euphidra Amido Mio: freschezza e sollievo immediato Mustela pasta per cambio pannolino Per approfondire: dermatite da pannolino Se l’eritema dovesse persistere nonostante l’utilizzo della crema potrebbe essere utile cambiare marca di pannolini. Nei casi di irritazione da pannolini da allergia si possono utilizzare i pannolini di stoffa adoperando un detersivo neutro per lavarli e stendendoli al sole per asciugarli. Se l’eritema da pannolino persiste nonostante la crema protettiva e i pannolini lavabili consultare il pediatra per valutare se l’infezione è causata da altri fattori. Cambio pannolino dopo il vaccino rotavirus Dopo la vaccinazione del rotavirus il cambio pannolino richiede particolare attenzione perché il virus attenuato somministrato viene eliminato con le feci nei giorni successivi alla vaccinazione. Il picco delle feci contaminate è intorno al 7 giorno dopo il vaccino. Anche se con il vaccino si somministra al neonato un virus attenuato e privo di capacità patogena bisogna però evitare di contaminare le superfici con le feci che potrebbero esporre i soggetti immunodepressi alla malattia. Le regole da seguire sono molto semplici, lavare bene le mani prima e dopo aver cambiato il pannolino e curare in modo particolare l’ igiene delle superfici e dei tessuti utilizzati per il cambio pannolino. Domande frequenti sul cambio pannolino Cambio pannolino prima o dopo la poppata Per una prassi ormai consolidata il cambio va fatto prima della poppata. Spessissimo però dopo il pasto è necessario ripetere l’operazione perché quasi tutti i neonati, e in particolare gli allattati al seno si scaricano durante la poppata. Cambio pannolino di notte Se il pannolino è sporco e il neonato dorme non è necessario svegliarlo per il cambio , sarà sufficiente fare dei movimenti delicati per non destarlo. In alternativa al lavaggio con l’acqua corrente si possono usare le salviettine umidificate. Perché piange quando cambio il pannolino I neonati molto spesso piangono e fanno i capricci durante il cambio. La causa principale del pianto durante il cambio sono le mani fredde della mamma o delle salviettine. Il neonato può non gradire di essere spogliato , o abbia freddo. Quanto più tenero e delicato è il cambio del pannolino tanto più facile sarà per il piccolo abituarsi. Mammamather ostetrica tascabile Per approfondire : pannolini migliori usa e getta .
- 22 settimane di gravidanza. Misure, e lunghezza del feto. Pancia e sintomi mamma. Esami ecografia
22 settimane di gravidanza, scopriamo cosa succede in questa settimana, quanti mesi sono, le misure del feto, i sintomi, l’ecografia, gli esami da fare e come capire che va tutto bene. Sommario 22 settimane di gravidanza quanti mesi sono Peso e lunghezza del feto Misure feto Sviluppo e crescita fetale Movimenti fetali Sintomi della mamma Crescita della pancia Dolori al basso ventre, contrazioni e pancia dura Ecografia 22 settimana Esami da fare Consigli e curiosità per la mamma in gravidanza Alimentazione materna Aumento materno di peso a 22 settimane 22 settimane di gravidanza quanti mesi sono La 22 settimana inizia alla 22+0 e si conclude alla 22+6 settimane. Sei al sesto mese di gravidanza e nel corso del secondo trimestre Peso del feto alla ventiduesima settimana di gravidanza Il feto 22 settimane è lungo 27,8 cm e pesa 430 grammi circa. Le dimensioni fetali sono aumentate e il feto è grande come una papaya . Misure feto a 22 settimane minimo medio massimo circonferenza cranica 184 198 212 circonferenza addominale 159 173 189 lunghezza femore 24 38 42 diametro biparietale 51 56 61 Sviluppo del feto di 22 settimane In questa settimana si verifica una crescita sorprendente del feto che pesa poco meno di 500 gr. La lanugo ricopre tutto il corpo del bimbo ed è particolarmente pronunciata sulle spalle. Nel tessuto sottocutaneo si accumula il grasso bruno e aumenta la vascolarizzazione, quindi la cute diventa meno trasparente. l sensi del feto come vista, udito, tatto e gusto sono sempre più sviluppati. Cosa può toccare il feto? Si aggrappa al cordone ombelicale e si esercita a stringerlo. Che cosa vede il feto? Sebbene all’ interno dell’utero vi sia buio e le sue palpebre siano sigillate, il feto a 22 settimane riesce a percepire la luce o il buio. Se puntate una torcia nella vostra pancia potete sentire che il feto si muove, forse per schermarsi dalla luce troppo forte. Cosa sente il feto? I suoni che il feto riesce a sentire sono: la vostra voce, la voce del papà , il rumore del vostro battito cardiaco, il fruscio del sangue del corpo materno, il gorgoglio prodotto dallo stomaco e dall’ intestino della mamma, il cane che abbaia, le sirene, la televisione o la radio ad alto volume. Provate a fare la musicoterapia con il feto , è stato dimostrato che i bimbi apprezzano molto le melodie di musica classica. Che gusto sente il feto? Il feto riesce a gustare i sapori: dolce, salato, amaro e piccante. Assapora quasi tutto ciò che mangia la mamma attraverso il liquido amniotico. L’ apparato digerente del feto inizia a produrre gli enzimi ed in particolare il fegato comincia a produrre le sostanze che degradano la bilirubina. La bilirubina è un prodotto di degradazione dei globuli rossi, poiché i globuli rossi del feto hanno una vita più corta c’è una maggiore produzione di bilirubina. Il feto ancora non è in grado di eliminare la bilirubina che quindi viene espulsa attraverso la placenta della mamma. L’ iride dell’occhio , che è una membrana del bulbo oculare di colore variabile, si è formata ma ancora non si è colorata. Le unghie coprono completamente le dita , ma sono ancora morbide in modo che il bebè non si graffi, la sua manina è perfetta. Movimenti fetali a 22 settimane A 22 settimane in genere la mamma riesce a sentire i calcetti del bebè (alcune mamme riescono a sentire i movimenti intorno alla 23 settimana ) Il feto dentro l’utero fa molto movimento, in questa settimana le sue attività diventano più complesse e il feto si muove in corrispondenza di stimoli , risponde ad un forte rumore o a una melodia familiare, atteggia il viso nelle diverse espressioni, afferra il cordone ombelicale e si succhia le dita. La mamma inizia a percepire qualcosa come una sensazione di un movimento al basso ventre, ma spesso queste sensazioni vengono scambiate per i normali movimenti di digestione. Un motivo di preoccupazione della gestante è la frequenza con cui sente i movimenti del bimbo dentro la pancia, tanto da chiedersi se è normale che il bimbo si muove tanto , o che si muove poco. La frequenza dei movimenti a questa settimana non ha un significato preciso, ci sono bambini che si muovono tanto (per le mamme troppo) altri che si muovono meno. Alcune mamme si preoccupano perchè un giorno sentono il bebè e il giorno dopo non lo sentono. Nel corso del sesto mese i movimenti non hanno un significato ben preciso, sono sporadici e mutano di giorno in giorno. Per saperne di più: quando si avvertono i movimenti fetali? Gravidanza 22 settimane sintomi fastidi e malesseri Rispetto alle settimane precedenti alcuni sintomi potrebbero affievolirsi, altri intensificarsi. Maggiore energia; nausea e vomito (alcune mamme ne soffrono per tutti i nove mesi); indolenzimento al basso ventre e lungo entrambi i fianchi (perché i legamenti che ancorano l’utero nella pelvi si allungano); seno ingrossato; bruciore di stomaco, cattiva digestione, flatulenza e meteorismo intestinale; mal di testa occasionali; congestione nasale; appetito vigoroso; crampi alle gambe; cloasma (macchie più scure sulla linea del viso); comparsa della linea Nigra (iper-pigmentazione della pelle che parte dall’ombelico fino all’ osso pubico) ombelico sporgente; aumento della frequenza cardiaca; orgasmo più facile o più difficile da raggiungere; stitichezza; emorroidi; gonfiore alle gambe , ai piedi e al viso; aumento delle perdite vaginali; capogiri e svenimenti; vene varicose alle gambe o alla vulva; dolori alla schiena. Per saperne di più: sintomi e rimedi dei fastidi in gravidanza Perché ho ancora le nausee? La nausea gravidica è un sintomo tipico del primo trimestre di gravidanza e generalmente scompare alla fine del terzo mese. Vi sono però alcune mamme, si stima circa il 10% che continua a soffrire di nausea e vomito per tutta la gravidanza. Secondo gli studi pare che il fenomeno che favorisce in modo significativo la comparsa delle nausee è la diminuzione degli zuccheri nel sangue , condizione presente soprattutto al risveglio, non a caso è il momento in cui è più frequente il disturbo. In questo caso è utile provare a mantenere costanti i livelli di glucosio per tutto l’arco della giornata in modo da alleviare il fastidio della nausea. Che stitichezza Le donne incinte sono più inclini alla stipsi e lo stesso vale per il gas e il gonfiore addominale. Per evitare che le feci diventino troppo dure, determinando in alcuni casi la comparsa di emorroidi , fai pasti piccoli e frequenti e bevi almeno due litri di acqua al giorno, consuma molta frutta e verdura ed evita alimenti e bevande astringenti. Se la stitichezza ha una ricaduta negativa sul tuo stile di vita informa il medico che magari potrà prescrivere uno sciroppo per favorire l’eliminazione delle feci dure. Pancia a 22 settimane: tonda o a punta La forma della pancia non indica nulla sul sesso del bambino. Secondo delle credenze popolari la forma della pancia, a punta o rotonda, indicherebbe che si è in attesa di un maschio o di una femminuccia. Di attendibile in questa fantasiosa teoria non c’è assolutamente nulla e il modo migliore per sapere il sesso del feto è affidarsi alla vecchia e cara ecografia. Dolori al basso ventre, contrazioni e pancia dura Nel corso della gravidanza i dolori al basso ventre e le sporadiche fitte sotto la pancia sono generalmente fisiologici e dovuti allo stiramento dei legamenti uterini che ancorano l’utero alla pelvi. Man mano che la gravidanza procede la mamma, oltre a questi doloretti, potrebbe avvertire la sensazione di pancia dura. La pancia dura in gravidanza è un sintomo di contrazione uterina e si può accompagnare ad altri fastidi come mal di schiena, perdite marroni o rosa dalla vagina e dolore al ventre. Le contrazioni non vanno mai trascurate perché potrebbero portare ad un aborto. I segni e i sintomi del rischio di contrazioni pretermine sono: contrazioni uterine che si presentano con una frequenza uguale o minore a dieci minuti con o senza dolore; crampi moderati simili a quelli delle mestruazioni percepiti nell’ addome inferiore; sensazione costante o intermittente di peso verso il basso ; dolore costante o intermittente anche di bassa intensità alla schiena; crampi addominali con o senza diarrea. 21 settimane e perdite vaginali Le perdite vaginali liquide, lattiginose e mucose sono normali in gravidanza e prendono il nome di leucorrea. La leucorrea ha lo scopo di proteggere il canale da parto dalle infezioni e mantenere un sano equilibrio batterico all’ interno della vagina. Ecco una guida per regolarsi con le perdite vaginali in gravidanza: Perdite bianche. Le perdite bianche non rappresentano un fattore di preoccupazione. Le mucose vaginali sotto l’effetto degli ormoni aumentano la produzione ghiandolare con incremento di secrezioni. Perdite gialle. Le perdite gialle soprattutto se maleodoranti possono indicare un’infezione in corso. Perdite rosate o marroni. Le perdite marroni o rosate meritano sempre un controllo ostetrico perchè possono esprimere la presenza di una minaccia di aborto. Perdite di sangue rosso vivo. In caso di perdite di sangue è necessario recarsi al più vicino pronto soccorso ostetrico per valutare se la gravidanza è ancora in sede e vi è la presenza di un distacco. Ecografia 22 settimane, cosa si vede con la morfologica? L’ ecografia nel corso della 22 settimana rappresenta la seconda ecografia prevista dal Sistema Sanitario Nazionale e viene chiamata ecografia morfologica o strutturale. L’ ecografia morfologica ha lo scopo di valutare se lo sviluppo del bambino è regolare, la quantità del liquido amniotico e quali sono le condizioni e la posizione della placenta. Lo studio della placenta è fondamentale per capire se l’organo materno è in grado di nutrire e ossigenare il bambino garantendone lo sviluppo. Durante l’esame morfologico vengono valutati la morfologia degli organi fetali, lo sviluppo degli arti del bambino e la normalità del profilo fetale. Nel corso di questa ecografia è anche possibile stabilire il sesso del nascituro. Per saperne di più: ecografia morfologica L'ecografia transaddominale (ecografia esterna) è quella da preferire in quanto il feto è abbastanza grande da essere visualizzato. L’ ecografia transvaginale, viene eseguita nei casi in cui è necessario stabilire se il collo dell’utero è chiuso o se si è modificato raccorciandosi. Esami da fare Gli esami in gravidanza e i controlli alla ventiduesima settimana possono variare in base allo stato di salute della gestante. Ci sono gravidanze che richiedono analisi ed ecografie minime previste dal Ministero della Salute; altre gravidanze necessitano di uno stretto monitoraggio con esami aggiuntivi ed ecografie ravvicinate. Sarà cura del vostro curante prescrivere le analisi necessarie. Emocromo completo Esame urine completo Glicemia Transaminasi (AST e ALT oppure GOT e GPT) Esami della funzionalità renale Ferritina Rubeo test (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Toxotest (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Citomegalovirus IgG e IgM (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Test di Coombs indiretto (nelle donne con Rh negativo va ripetuto ogni mese) Ecografia morfologica Ecocardiografia fetale Ecocardiografia fetale L’ esame dell’ecocardiografia ha sostanzialmente due obiettivi: individuare prima della nascita le cardiopatie congenite valutare la funzione cardiaca del feto. Lo studio del cuore fetale si esegue mediante ultrasuoni con l’ausilio del color Doppler che evidenzia i flussi anormali provocati da alterazioni della struttura del muscolo cardiaco. È importante che ogni gravida a rischio di avere un feto con cardiopatia si sottoponga a questo accurato esame. La possibilità di diagnosticare prima della nascita una malformazione fetale permette di programmare il parto in un centro attrezzato per la patologia fetale. Consigli e curiosità per la mamma in gravidanza Benvenuta nel sesto mese, ormai è impossibile nascondere la gravidanza, la pancia è evidente e l’utero è circa 1-2 cm sopra l’ombelico. Facendo una leggera pressione con un dito, poco più in alto dell’ombelico è possibile toccare l’utero che ha la consistenza di una palla dura. A causa dell’aumento di peso e dell’aumento del volume dell’utero non sono infrequenti i mal di schiena e le sciatalgie. Per trovare sollievo, soprattutto se durante il giorno passi molto tempo in piedi puoi utilizzare una fascia di sostegno per la pancia , in questo modo il peso verrà redistribuito e non graverà solo sulla schiena. Le gambe e le caviglie possono diventare gonfie soprattutto se passi molto tempo in piedi o seduta. Il gonfiore alle gambe è generalmente la conseguenza di un inefficiente ritorno venoso del sangue dagli arti inferiori verso il cuore e in gravidanza è determinato dalla pressione che l’utero esercita sui vasi inguinali materni. Se il gonfiore alle gambe è lieve si possono applicare delle creme defaticanti che aiutano a ridurre il gonfiore donando sollievo, oppure se vi sono varici le calze a compressione graduata sono un valido aiuto. Se il gonfiore alle gambe compare bruscamente con gambe eccessivamente gonfie e dolenti in quel caso è bene avvisare il medico. Pressione sanguigna Nel corso del secondo trimestre l a pressione arteriosa della mamma tende a calare leggermente e questo può determinare capogiri e stanchezza. In una piccola percentuale di donne invece la pressione tende a salire. Un leggero aumento pressorio rilevato con una visita non deve destare eccessiva preoccupazione, magari eravate pensierose oppure accaldate, in questo caso sarà sufficiente fare dei controlli più frequenti per valutare se effettivamente la pressione si alza spesso. Se invece, la pressione arteriosa durante la gravidanza rimane elevata è necessario intervenire con una terapia sottoponendosi a delle visite mediche più ravvicinate al fine di far tornare la pressione sanguigna ai livelli normali. Donazione del sangue cordonale Durante il secondo trimestre di gravidanza è bene programmare le decisioni che riguarderanno il parto e il bambino. Iniziate a pensare se volete fare la donazione o la conservazione del sangue cordonale al momento del parto in modo da pianificare la scelta. La tipologia di raccolta del sangue può essere: eterologa ossia pubblica autologa cioè privata. In Italia la raccolta eterologa è interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale con una rete di banche sul territorio nazionale e collegate a diversi ospedali. Le donne che intendono usufruire di questa modalità devono fare esplicita richiesta prima del parto rivolgendosi a un ospedale accreditato per la raccolta. La raccolta autologa prevede la conservazione del sangue cordonale in biobanche a pagamento 22 settimane e alimentazione Da adesso in poi la fame sarà sempre maggiore e ciò potrebbe portarti ad un aumento repentino di peso. Sarebbe opportuno aumentare non più di 250 gr a settimana per evitare l’instaurarsi di patologie come il diabete gestazionale e l’ipertensione. Attenzione anche al sale contenuto nei cib i, consumare alimenti salati potrebbe provocare pressione alta e accumulo di liquidi nel corpo provocando edemi alle gambe, al viso e alle dita di mani e piedi. Mangia in modo sano ed equilibrato scegliendo con cura gli alimenti, assicura a te e al bimbo vitamine e oligoelementi necessari per una buona salute. Per saperne di più: dieta per la gravidanza da scaricare Cosa mangiare e cosa non mangiare in gravidanza Ecco dei suggerimenti per mangiare in modo corretto ed equilibrato in gravidanza: Latticini: 250 ml al giorno Proteine: 120 gr al giorno Carboidrati: 170 gr al giorno Frutta e succhi: da 2 a 4 porzioni (1 porzione riservata alla vitamina C) Verdure e ortaggi: da 3 a 5 porzioni al giorno. Se consumi vegetali crudi lavali accuratamente sia per evitare di contrarre la toxoplasmosi (se non sei immune) sia per rimuovere residui di pesticidi e fertilizzanti presenti sulla buccia o nelle foglie. Grassi con moderazione Dolci: occasionalmente Bevande: 2 litri di acqua il giorno, da evitare le bevande zuccherate. Alcolici: vietati Aumento materno di peso a 22 settimane Il peso materno accumulato nel corso di settimana 22 dovrebbe essere dai 4 a 6 kg Mammamather ostetrica tascabile Leggi anche Nomi maschili Nomi Femminili Prepararsi al parto: cose da sapere prima del parto Lista nascita Amazon Dieta in gravidanza: cosa mangiare e cosa evitare Lista nascita: metti solo le cose indispensabili Esami in gravidanza Disturbi e rimedi in gravidanza Emorroidi in gravidanza Come combattere la nausea in gravidanza Quando si sentono i primi movimenti fetali? Come vivono la gravidanza i futuri papà Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. Non vi è alcun obbligo di acquisto ma solo vantaggi. 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- Crescita neonatale. Come capire se il neonato mangia abbastanza?
Quanto deve mangiare un neonato? Come capire se il neonato cresce bene? Fattori che influiscono sulla crescita del bambino Indicatori che il neonato mangia abbastanza Crescita neonatale Quanto deve mangiare un neonato? Il mio bebè mangia abbastanza per una buona crescita neonatale? Quanto dovrebbe mangiare un neonato e per quanto tempo? Queste sono le prime domande che le neomamme si pongono e per le quali è molto difficile dare una risposta, semplicemente perché i bambini non sono tutti uguali e l' aumento di peso neonato è differente. Dopo il ritorno a casa il bebè sta ancora imparando a ciucciare bene dal seno, spesso si addormenta durante la poppata e lo stesso processo di adattamento vale per i neonato nutriti con latte artificiale, devono familiarizzare con la tettarella e ciucciarla. Il carattere è il temperamento dei piccoli influisce molto, alcuni sono molto reattivi e imparano presto altri un po' più pigri. Come capire se il neonato cresce bene? Un metodo infallibile per sapere se il bambino sta crescendo bene è controllare l' aumento di peso. La media tipica di aumento di peso del neonato è 15, 60 grammi al giorno ma va sottolineato che un aumento di 7, 8 gr al giorno va benissimo. Sconsiglio vivamente di fare la pesata giornaliera, oltre che inutile è frustrante per mamma e bambino. Alcune mamme utilizzano come riferimento le tabelle di crescita, anche quelle devono essere prese con le pinze perché si riferiscono a dati di bambini di costruzione media. Pesate il bambino una volta a settimana e valutate la crescita insieme al vostro pediatra di riferimento. Fattori che influiscono sulla crescita del bambino Come detto prima ogni bambino è diverso e non di può tracciare una linea generale per tutti. Certamente però vi sono dei fattori che influiscono sulla crescita. Peso alla nascita Il peso alla nascita è fondamentale, un bebè con un peso inferiore a 2700 avrà una curva di crescita più bassa rispetto ad un neonato che pesa di più, inoltre i neonati con un basso peso hanno un temperamento più mite, tendono ad addormentarsi mentre ciucciano e quindi fanno poppate meno efficienti. Non bisogna dimenticare che i neonato di basso peso hanno un pancino più piccolo che non può raccogliere molto latte come ad esempio per un neonato di 3500 che riuscirà invece a fare pasti più abbondanti. Composizione del latte Il latte materno non è tutto uguale ed è influenzato dalla salute e dall'alimentazione della madre. Ad esempio se la mamma non consuma la giusta quota di carboidrati il latte risulterà meno ricco e quindi meno ingrassante per il bambino. Gli stessi accorgimenti valgono per il latte artificiale. Il latte va preparato come indicato sulla confezione. Se si aggiunge più acqua risulterà troppo liquido se si aggiunge più polvere il neonato potrà disidratarsi e soffrire di stitichezza. Ogni giorno è diverso da un altro. Come per gli adulti anche per i neonati ci sono fattori che influiscono sull' appetito. Il bebè può essere meno affamato dopo una notte di sonno agitato oppure dopo un eccesso di stimoli. È normale che in alcuni giorni un neonato voglia mangiare di meno e altri sia più affamato. Attacco corretto al seno Con il latte artificiale si può facilmente misurare la quantità assunta, un po' più difficile è per l'allattamento al seno. Se il piccolo non si attacca bene di conseguenza non si alimenterà bene e farà poppate meno efficienti. La bocca del neonato deve essere ben aperta e posizionata esattamente sul capezzolo. Le labbra devono coprire il capezzolo e l'areola. Se non è attaccato bene il suo labbro inferiore potrebbe essere rivolto in dentro, oppure avere in bocca solo una porzione di capezzolo. È il vostro corpo a segnalare quando un bebè non si attacca bene. Capezzoli dolenti e sanguinanti sono sintomo di attaccamento sbagliato e non vanno mai sottovalutati. Indicatori che il neonato mangia abbastanza latte I pannolini bagnati sono un indicatore molto valido per capire se in neonato si nutre. Bisogna prestare molta attenzione soprattutto con i pannolini usa e getta che data la loro composizione sembrano asciutti. Attenzione alla pipì Subito dopo il parto e nelle prime 24 ore il bebe' non farà molta pipi', potrà bagnare 1- 2 pannolini al massimo. Man mano che passano i giorni la pipì e i pannolini bagnati saranno sempre di più e come regola generale se il neonato bagna 6 pannolini in 24 ore sta assumendo abbastanza latte. Attenzione alla cacca Stessa regola vale per le feci del neonato. Subito dopo il parto la prima cacca viene espulsa nelle 8 ore ed è rappresentata dal meconio. La sua consistenza sarà densa vischiosa e nera. Nei giorni seguenti le le feci diventeranno via via più abbondanti e di colorito giallo, grumose e molli. Mammamather ostetrica tascabile NEGOZIO MAMMA MATHER #neonato #lattematerno #latteartificiale #alimentazioneneonato
- Cibi da evitare in allattamento. Alimenti consentiti, da evitare e proibiti
Non sai quali sono i cibi da evitare in allattamento? Ecco per te la guida su cosa mangiare e cosa non mangiare completa di tutti gli alimenti. Sommario Cosa mangiare in allattamento Cibi da evitare durante l’allattamento per l’aromatizzazione del latte Disturbi nel neonato per l’alimentazione materna in allattamento Alimenti da evitare in allattamento Cibi e bevande vietate in allattamento Coliche neonati cibi da evitare in allattamento Cibi da evitare in allattamento per il reflusso del neonato Alimenti da evitare in allattamento per la diarrea del neonato (Se assunti evitano la stitichezza del neonato) Elenco dei cibi da evitare e consentiti in allattamento Cosa mangiare in allattamento Indipendentemente dalla dieta che fa la donna che allatta, l’organismo materno riesce a prendere le sostanze indispensabili per la sintesi e la secrezione del latte. I cibi e le bevande da evitare in allattamento sono spesso fonte di confusione per la neomamma che non sa cosa può mangiare e cosa non può magiare in fase di allattamento. La mancanza di conoscenza nasce dal fatto che in passato molti alimenti erano sconsigliati in allattamento per cui vietati. Ad oggi l’Oms e il Ministero della Salute affermano che non esistono cibi da evitare in allattamento , non vi è una lista di alimenti sconsigliati ma i cibi meno adatti alla mamma che allatta dipendono dal singolo neonato. Dagli studi è emerso che aglio, cipolla, cavoli, legumi, carciofi e asparagi possono essere consumati in allattamento, anzi di solito più la dieta materna è varia più volentieri il bebè si attaccherà al seno e ciuccerà il secreto latteo. Questa premessa non significa che la mamma in allattamento può mangiare di tutto e senza limiti, infatti, una dieta sana è sempre consigliabile ; lo stile alimentare della mamma influenzerà i gusti del neonato perché ciò che la nutrice assume insaporisce il latte materno e ne modifica l’odore. Quindi se mangiate molti peperoni con altissima probabilità il bebè amerà i peperoni da grande perché abituato a quel sapore; più cose mangiate più espanderete i gusti del bambino. La maggior parte dei neonati mangia il latte senza preoccuparsi della sua aromatizzazione ma certamente i suoi gusti futuri ne saranno influenzati. Da questa premessa ne consegue che la mamma in allattamento si deve nutrire in modo sano ed equilibrato non solo per la sua salute ma anche per una corretta educazione alimentare del neonato. Cibi da evitare durante l’allattamento per l’aromatizzazione del latte Come detto la donna che allatta non ha necessità di evitare alcun cibo, fatta eccezione per quelli a cui è allergica. Vi sono però dei neonati che hanno il palato molto più delicato fin dal principio e percepiscono anche il minimo sentore di aglio o spezie fort i tanto da rinunciare ad attaccarsi al seno. I cibi incriminati dell’aromatizzazione e del rifiuto del latte sono: Aglio, cipolla, porro, scalogno per la presenza del solfuro di allile; Cavolo , per gli isotiocianati della famiglia dello zolfo; Carciofo , per l’olio essenziale di cinarina; Peperone , per l’azione dell’olio essenziale di capsaicina; Asparagi , per la presenza dell’olio essenziale di asparagina; Sedano , per opera dell’olio essenziale d limonene senadulide; Spezie piccanti e condimenti forti. Le molecole di questi cibi sono sufficientemente piccole da attraversare intatte la mucosa intestinale, riversarsi nel sangue ed entrare nel latte materno. Se la mamma durante la gravidanza ha abitualmente consumato questi nutrimenti, il feto si è abituato al loro aroma già nell’ utero attraverso il liquido amniotico, quindi ha sviluppato gli enzimi che servono a digerirli e in allattamento non avrà problemi. Disturbi nel neonato per l’alimentazione materna in allattamento Alcuni neonati sono particolarmente sensibili al modo di alimentarsi della mamma, ad esempio se la nutrice mangia latticini, capperi, cipolle, cavoli e fagioli alcuni bebè manifestano coliche. Altri bambini invece manifestano fastidi allo stomaco se la madre mangia generi alimentari che stimolano la produzione di aria come: cavoli, broccoli, cipolle cavolfiore o cavolini di Bruxelles. E ancora vi sono bambini che accusano diarrea nei casi di dieta materna ricca di: melone; pesche; cicoria; albicocche; pere e prugne. Ci sono bebè che possono avere irritazione ed eruzioni cutanee causate dai peperoni rossi nelle pietanze materne. Infine, alcuni bambini possono essere allergici a certi alimenti assunti dalla mamma come ad esempio: latte vaccino; uova; agrumi; cioccolato; grano. Detto questo non bisogna pensare di non mangiare a priori questi cibi in allattamento, piuttosto è corretto che la mamma osservi le reazioni del bambino ed i suoi comportamenti, come nervosismo eccessivo, emissione di aria, rigurgiti e colichette, in relazione al consumo di queste vivande. Per la mamma non sarà difficile accorgersi dell’alimento incriminato, i cibi impiegano dalle due alle 6 ore per insaporire il latte materno , basta fare attenzione a cosa si mangia e alla reazione del bambino alla poppata . Fate attenzione anche alle urine del neonato, ad esempio se la mamma beve un’aranciata il latte potrebbe avere una sfumatura rosa arancio mentre l’urina del bebè si colorerebbe di rosa acceso. In realtà non vi è alcun tipo di evidenza scientifica che i cibi mangiati dalla madre arrechino fastidi al neonato; quindi, in corso di allattamento è bene che la mamma inizi una dieta secondo i gusti personali e qualora si rilevasse un disagio nel bambino interrompere l’assunzione di quel determinato alimento . Alimenti da evitare in allattamento Fatta la premessa che non vi è alcuna restrizione o proibizione obbligatoria nella dieta in allattamento, analizziamo ogni tipologia di cibo e i possibili fastidi che può arrecare al bambino alimentato al seno. Evitare in allattamento le diete ipocaloriche Le diete ipocaloriche in allattamento non sono mai consigliate. Il corpo materno ha la necessità di riprendersi dalla fatica della gravidanza ed essere supportato dallo stress delle notti in bianco e del nuovo adattamento alla vita con il neonato. In allattamento il fabbisogno calorico della neomamma aumenta di circa 450- 500 calorie in più rispetto alla quota calorica prima della gestazione. Sono da evitare nella dieta della mamma in puerperio gli alimenti dietetici e dimagranti come le pasticche e le pillole dimagranti, le barrette dietetiche, frullati dimagranti e pasti sostitutivi. Astenersi dalle diete che escludono frutta e verdura Frutta e verdura sono fonti di vitamine e minerali preziosi per la salute della mamma e per la composizione di un latte ricco di sostanze utili alla crescita del neonato. Anche se vi sono frutti che possono determinare diarrea nel bambino, non vi è alcuna indicazione a priori per la mamma di non consumarli. Ad esempio: melone, pesche, albicocche, pere e prugne possono causare diarrea nel bebè, soprattutto se consumati in grande quantità dalla mamma. In questi casi la madre dovrà annotare gli alimenti incriminati e solo allora escluderli dal suo regime dietetico. Da evitare cotture grasse ed elaborate dei cibi Per preparare i cibi privilegiare le preparazioni semplici come al vapore, al forno o al cartoccio evitando le cotture meno salutari come fritture, intingoli e grigliature con bruciature. Sono consentiti in allattamento le carni a cottura media o al sangue , carne e pesce affumicato e freddi. Sconsigliati i dolcificanti Attenzione ai dolcificanti! Gli edulcoranti sostitutivi dello zucchero come aspartame, ciclamato, acesulfame e saccarina sono considerati innocui nella quantità consigliata sul retro della confezione (dose relativa alle norme vigenti). Quindi massima accuratezza a non superare la dose consigliata leggendo le etichette dei singoli sostituti del glucosio. Proibiti i funghi di raccolta privata I funghi possono essere letali se non raccolti da persone competenti. Evitate il consumo di funghi potenzialmente dannosi e di dubbia provenienza perché potrebbero essere tossici e velenosi sia per la mamma che per il neonato. In allattamento mangiare Prodotti biologici La mamma nutrice dovrebbe prediligere i prodotti biologici e privi di pesticidi. Sul mercato si possono trovare prodotti biologici certificati come: latticini, carne, uova, cereali. Mangiare bio significa non far assumere al vostro bambino additivi e pesticidi. Se non avete la possibilità di reperire prodotti alimentari bio allora sbucciate e pelate frutta e verdura oppure igienizzatela con bicarbonato o amuchina. Evitare i grassi Attenzione ai grassi, preferite alimenti sani e digeribili come: latticini a basso contenuto di grassi; carni magre; pollame senza pelle. Mangiare con pochi grassi aiuterà a perdere i chili accumulati con la gravidanza , inoltre si evita di passare al bebè pesticidi e altre sostanze artificiali. Negli animali le sostanze nocive, infatti, tendono ad accumularsi negli strati di grasso , nel fegato, nei reni e nel cervello quindi evitare il grasso diminuisce la possibilità di ingerire elementi dannosi. Scegliere con cura il pesce per evitare il mercurio Le regole di sicurezza sul pescato adottate in gravidanza valgono anche per l’alimentazione in allattamento e quindi riducete al minimo la quantità di mercurio ingerito: Evitare: Carne di squalo; Pesce spada; Sgombro; Tile gibboso. Limitate: il consumo di tonno a non più di170 gr a settimana; il consumo di salmone a non più di 300 gr a settimana prediligendo quello selvatico. In allattamento i prodotti ittici non controindicati sono: spigola; platessa; sogliola; eglefino; halibut; scorfano; coregone; merluzzo giallo; tonno; tirsite; pesce gatto; granchio; cozze; capesante; calamari; trota dall’allevamento; acciughe; vongole; tilapia; sardine; gamberi. Non è mai consigliato eliminare la pescagione dalla dieta materna poiché gli elementi che può fornire, soprattutto contenute in salmone e sardine, hanno un’influenza positiva sullo sviluppo cerebrale del neonato. Astenersi dai cibi potenzialmente allergizzanti Se in famiglia vi sono predisposizioni alle allergie alcuni alimenti vanno evitati o consumati con attenzione. Le cibarie incriminate sono: arachidi; pomodori, crostacei, molluschi, latte e latticini, cioccolata. Da evitare: spezie, bulbi, semi, corteccia e radici Alcune spezie possono conferire al latte un sapore particolare per cui vanno sempre consumati con moderazione e facendo attenzione agli effetti sul neonato. Ecco quali alimenti imputati che meritano attenzione perché possono alterare il gusto del latte materno: Curcuma, peperoncino, curry, cumino, zenzero, noce moscata, anice, cannella, semi di finocchio, olii essenziali, salsa di soia, olio di pesce, vegetali freschi aromatici e piccanti, pepe nero, cipolla, aglio, porri, rafano e zenzero. In allattamento proibiti: pesticidi, antiparassitari e additivi chimici Nel latte materno passano: Conservanti; Addensanti; Coloranti. Per questo motivo sono da ridurre i cibi di produzione industriale, gli oli raffinati, la margarina e i fritti. Vietato il consumo di alimenti di dubbia provenienza Frutta e verdura di dubbia provenienza potrebbero essere coltivarti in terreni contaminati o con acque con un eccessivo contenuto di metalli pesanti, nitriti, nitrati e insetticidi. È bene mangiare prodotti biologici certificati e se non potete reperirli consumate frutta e verdura di filiera controllata. Stessa cosa vale per le carni. Carni macellate di dubbia origine potrebbero essere colpite da parassitosi , allevate con eccessivo utilizzo di antibiotici o di altre sostanze dannose. Anche per la carne e per il pesce attenetevi alla filiera controllata evitando le frattaglie Limitare i farmaci La maggior parte dei farmaci passa nel latte solo in quantità trascurabile e veramente pochi hanno conseguenze per il neonato. Vale sempre la regola di consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco di automedicazione fatta esclusione per il paracetamolo. Sono consentiti gli integratori per l'allattamento Cibi e bevande vietate in allattamento Le mamme in allattamento hanno molta libertà di nutrizione, tuttavia vi sono cibi e bevande che sono totalmente sconsigliati o proibiti nella fase dell’allattamento. Vediamo nel dettaglio quali sono. Controindicata la nicotina Le sostanze tossiche inspirate con la sigaretta entrano nel flusso sanguigno e finiscono nel latte materno , senza contare che fumare in gravidanza fa diminuire la produzione di latte. Il fumo che passa nel latte materno può causare al neonato: vomito; diarrea; tachicardia; nervosismo. Ad oggi non si conoscono gli effetti a lungo termine della nicotina sui bambini ma di sicuro non sono positivi. Se fate fatica a smettere di fumare rivolgetevi al vostro medico per un consiglio sulla terapia che possa sostituire la nicotina della sigaretta come gomme da masticare e cerotti. Se non riuscite a smettere di fumare continuate ad allattare, il latte materno è sempre meglio del latte in polvere , ma cercate di ridurre il numero di sigarette e di non fumare la sigaretta subito prima della poppata. Vietata la Cannabis La cannabis fumata o ingerita entra nel latte materno e ci rimane per sei giorni. Di conseguenza gli effetti negativi sull’ organismo del neonato di una canna hanno conseguenze potenzialmente negative a lungo termine. Le ricerche dimostrano che erba, hascisc, marijuana e canapa assunta dalla donna che allatta possono causare nel neonato rallentamento di crescita e morte in culla. Da evitare Alcol e bevande alcoliche Il latte della mamma trasporta l’alcol anche se la quantità è decisamente inferiore rispetto a quella che si beve. In generale la mamma che allatta può concedersi al massimo qualche bicchiere di vino rosso la settimana ma sarebbe bene evitare del tutto l’alcol durante il periodo dell’allattamento. La birra scura nonostante quanto si creda non fa aumentare la produzione di latte. Sono sempre da evitare i super alcolici Un consumo eccessivo di alcol in allattamento può rendere il bebè assonnato, apatico, assente, incapace di ciucciare al seno e nei casi estremi anche di respirare. Se comunque sia decidete di consumare una bevanda alcolica farlo sempre dopo aver finito di allattare. Limitare la Caffeina Una o due tazze di caffè o di tè oppure un bicchiere di coca cola al giorno non danno alcun problema durante l’allattamento. Assumere una quantità maggiore di caffeina in allattamento (rispetto a quella consigliata) potrebbe rendere il neonato teso, irritabile e con difficoltà a dormire. L’abuso di caffeina dalla madre è stato associato ad un aumento di coliche e di reflusso gastrico nel neonato. La caffeina a differenza degli adulti non viene efficacemente eliminata dall’ organismo del neonato e potrebbe accumularsi nel suo sistema nervoso. Oltre al caffè prestare attenzione a bevande come: tè fermentato; guaranà; cacao; ginseng; energy drink; eccitanti. Attenzione ai rimedi erboristici, omeopatici e fitoterapici. Anche se si tratta di rimedi naturali non sempre le erbe sono sicure e potrebbero rivelarsi potenzialmente tossiche per via delle sostanze che entrano nel latte materno. Il problema dei prodotti erboristici, omeopatici e fitoterapici è che gli studi non sono molto avanzati e quindi non si conoscono bene gli effetti sul neonato a lungo e a breve termine. Limitarsi ad assumere i prodotti certificati e quindi sicuri per l’ allattamento come: camomilla; agrumi; menta; lamponi; rooibos; cinorrodo. Leggete con attenzione le etichette degli infusi e delle tisane per verificare che non vi siano stati aggiunti altri ingredienti. Coliche neonati cibi da evitare in allattamento Ci sono cibi nella dieta materna che possono favorire le coliche nei bambini sensibili. Gli alimenti da evitare in allattamento per le coliche sono: latte e latticini; verdure in genere; cipolla: cavolo; aglio; cavolfiore; broccoli; cetriolo; peperoni; legumi come: fagioli e lenticchie. Latte e latticini Il latte di mucca è costituito da proteine molto diverse da quelle del latte umano, per questo i neonati nutriti con il latte artificiale accusano spesso mal di pancia. In corso di allattamento al seno è possibile che qualche proteina del latte vaccino arrivi al neonato attraverso il latte materno. Se notate coliche al bebè dopo che avete consumato grandi quantità di latte e formaggio, provate a ridurre il consumo di derivati del latte per qualche giorno e vedete se la situazione migliora. In alcuni casi è necessario sospendere l’assunzione di latte e derivati da parte della nutrice per almeno 15 giorni prima di vedere un graduale miglioramento nel neonato. Quando il neonato si è ristabilito si può iniziare a reintrodurre nella dieta materna il latte e i latticini ma in piccolissime quantità prediligendo i formaggi stagionati, la ricotta e lo yogurt. Se le coliche ricompaiono allora è necessario sospendere totalmente i formaggi e il latte dall’alimentazione della mamma che allatta. Legumi Fagioli, piselli, lenticchie e ceci mangiati dalla mamma possono essere causa di coliche nel neonato. Non è corretto eliminare i legumi dalla dieta della mamma; s arà sufficiente passarli prima di essere consumati dalla madre. Fumo È stato riscontrato da numerosi studi che i bambini allattati da madri fumatrici sono più soggetti alle coliche gassose. Cibi da evitare in allattamento per il reflusso del neonato Alcuni cibi possono aumentare il reflusso nel neonato sia perché non digeriti correttamente sia perché irritanti della mucosa gastrica. Gli alimenti in questione sono: latte e derivati; cioccolato; agrumi; arance; limone; pompelmo; lime; ananas; fragola. Alimenti da evitare in allattamento per la diarrea del neonato (Se assunti evitano la stitichezza del neonato) Cioccolato; Ciliegie; Prugne; Melone; Kiwi. Elenco dei cibi da evitare e consentiti in allattamento Ecco la lista dei cibi su cui si fa più confusione in allattamento alcolici in allattamento: vietati lenticchie in allattamento: da consumare con moderazione se notate coliche nel neonato zenzero in allattamento: non vietato ma da consumare con moderazione vongole in allattamento: non vietate cioccolata in allattamento: con moderazione se vi sono soggetti allergici in famiglia integratori per allattamento al seno: non vietati quelli specifici per allattamento aglio in allattamento: non vietato ma consumare con moderazione curcuma in allattamento: non vietata ma consumare con moderazione cibo piccante : non vietato ma consumare con moderazione spinaci in allattamento: non vietati sushi in allattamento: non vietato ma con attenzione alla scelta del pesce e al suo contenuto di mercurio pesce crudo in allattamento: non vietato ma facendo attenzione alla scelta del pesce riguardo al contenuto di mercurio ostriche, frutti di mare e simili : non vietati ma facendo attenzione alla provenienza e alla cottura caffè in allattamento : non vietato con moderazione prosciutto crudo in allattamento: non vietato scarola in allattamento: non vietata gorgonzola in allattamento: non vietato ma con moderazione kiwi in allattamento: con moderazione se notate diarrea nel neonato anguria in allattamento: con moderazione se notate diarrea nel neonato ananas in allattamento: con moderazione se notate reflusso nel neonato miele in allattamento: non vietato fave in allattamento: non vietate noci in allattamento: non vietate gelato in allattamento: non vietato latte in allattamento: non vietato anche senza lattosio arance in allattamento: non vietate zafferano in allattamento: non vietato pesche in allattamento: non vietate Mammamather ostetrica tascabile Per essere sempre informata iscriviti alla nostra news letter che trovi qui sotto e seguici su Instagram , non sarai mai sola. 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- Parto prematuro: cause, sintomi, terapia del parto pretermine. Sopravvivenza del neonato prematuro.
Il parto prematuro è un evento che mette a rischio mamma e feto e necessita di un’adeguata gestione. Il questo articolo ti spiegherò i meccanismi che portano alla nascita di un neonato prematuro, i sintomi, le terapie che si utilizzano per mantenere la gravidanza in caso di minaccia di parto pretermine e le possibili conseguenze per il feto con una nascita precoce. Sommario Nascita prematura Quando si definisce parto prematuro? Parto prematuro: quando si è fuori pericolo Fattori che aumentano la probabilità di parto prematuro Cause del parto prematuro Segni e sintomi del parto prematuro Evitare il parto pretermine: prevenzione del parto prematuro Terapia per la minaccia di parto prematuro Maturazione polmonare del feto con corticosteroidi A quante settimane vi sono più probabilità che il feto sopravviva Nascita prematura Il parto prematuro si verifica quando una donna partorisce tra la 22esima settimana e la 37esima settimana di gravidanza un neonato prematuro. Portare a termine la gravidanza richiede un meccanismo armonico del corpo materno e del corpo fetale. Il mancato funzionamento di un anello della catena può causare anomalie che si possono tradurre in una minaccia di parto prematuro o con la necessità di anticipare il parto per salvaguardare il benessere del feto in relazione al rischio-beneficio della permanenza in utero. Tutte le situazioni ostetriche e fetali che causano un rischio di parto pretermine richiedono un’ adeguata sorveglianza della gravidanza , secondo le indicazioni delle linee guida, e la messa in pratica di procedure per assicurare la sicurezza della madre e del bambino. In alcune situazioni cliniche purtroppo non vi è possibilità di evitare la nascita anticipata del feto che si traduce in un parto prematuro. Molte donne si aspettano di fare un’esperienza fisiologica della gravidanza e la minaccia di un parto anticipato è motivo di rabbia o senso di colpevolezza perchè non si è riusciti a salvaguardare il prodotto del concepimento. Cara mamma l’importante è non perdere mai di vista l’obiettivo…mettere al mondo un figlio. Quando si definisce parto prematuro? La gravidanza dura all’incirca 40 settimane. Quando il neonato ha completato la maturazione lo porterà a venire alla luce in un periodo compreso tra la 38esima settimana e la 42esima settimana di gestazione. Un parto che si manifesta tra la 22 settimana e la 36 settimana di gestazione viene denominato parto pretermine. A sua volta il parto prematuro si suddivide in: Parto prematuro tardiv o: quando il feto nasce tra la 34esima e la 37esima settimana di gravidanza Parto prematuro grave : quando il bambino nasce tra la 25esima e la 33esima settimana di gestazione Parto prematuro estremo : se il bambino nasce prima della 25esima settimana di gestazione Parto prematuro: quando si è fuori pericolo L’ epoca di gestazione in cui si verifica il parto pretermine ha un grosso peso sui rischi legati alla sopravvivenza e alla salute del neonato prematuro. Un neonato prematuro venuto al mondo tra la 25esima e la 29esima settimana di gravidanza ha sicuramente meno opportunità di sopravvivenza e una maggiore probabilità di riportare patologie legate proprio alla maturità. Un bambino prematuro tra la 30esima e la 33esima settimana di gravidanza ha certamente una maggiore possibilità di sopravvivenza anche in considerazione dei grandi progressi fatti dalla medicina neonatale. La nascita di un bambino pretermine a queste settimane richiederà un ricovero in terapia intensiva neonatale dove potrà completare la crescita in una termo culla incubatrice. La nascita di un neonato tra la 34esima settimana e la 37esima settimana ha sicuramente meno probabilità di complicanze fetali. Il neonato non è totalmente fuori pericolo, ma sicuramente ha una capacità maggiore di adattamento alla vita extrauterina. Da tenere in considerazione anche la n ascita pretermine in gravidanza gemellar e che di per sé ha una maggiore probabilità di parto prematuro. Nella maggior parte dei casi i gemelli prematuri richiedono un periodo di degenza in TIN Per i casi di nascita al di sotto della 23esima settimana di gravidanza si parla di aborto e non di nascita di un feto prematuro. Fattori che aumentano la probabilità di parto prematuro Fumo Utilizzo di droghe Stress Obesità Pregresso parto prematuro Procreazione medicalmente assistita: Fivet, ICSI, ovodonazione Infezioni Breve intervallo tra le gravidanze. Cause del parto prematuro Come detto si definisce parto anticipato qualunque parto avvenuto prima delle 36 settimane e 6 giorni, in sostanza quando si partorisce all’ inizio del nono mese, all’ ottavo mese, al settimo mese o peggio al sesto mese si tratta di parto precoce L’epoca gestazionale in cui avviene il parto gioca un ruolo fondamentale sul benessere del neonato. Le cause di travaglio pretermine sono molteplici e alcune possono essere concomitanti. Generalmente le cause di parto prematuro sono riscontrabili in tre macro-categorie: Cause materne; Cause fetali; Cause placentari. Parto prematuro per cause materne Le patologie che rappresentano un rischio di parto prematuro sono rappresentate sia da fattori che riguardano puramente l’ apparato riproduttore femminile sia da patologie sistemiche della mamma che hanno una ripercussione negativa sull' andamento della gravidanza. Tra le cause materne vi sono Malformazioni uterine; Incontinenza cervicale; Infezioni cervico-vaginali; Colestasi gravidica ; Ipertensione; Pre eclampsia ed eclampsia; Grave sottopeso; Stress; Età (meno di 20 anni e più di 38anni); Infortunio o traumi fisici; Cause fetali di parto pretermine Il parto pretermine può avere origine da cause che riguardano il feto, o i feti, e il suo benessere come: Gravidanze gemellari monocoriali e monoamniotiche in cui i feti stanno in un unico sacco amniotico e sono nutriti da un’unica placenta. In questi casi il parto deve avvenire non più tardi della 35 settimana. Gravidanza gemellari bicoriali e biamniotiche in cui i feti sono in due sacche amniotiche differenti e sono nutriti ciascuno da una placenta. In questi casi le linee guida raccomandano l’espletamento del parto non oltre la 37 settimana di gravidanza. Arresto di crescita fetale in cui il feto non cresce più e manifesta segni di sofferenza. Cause placentari di parto prematuro Le cause placentari di parto prematuro riguardano patologie e alterazioni funzionali della placenta come: Placenta previa; Malformazioni placentari; Rottura prematura delle membrane; Eccesso di liquido amniotico, polidramnios; Distacco di placenta. Va comunque detto che esistono altre cause di parto pretermine in cui gravi condizioni materne o fetali suggeriscono che sia opportuno espletare il parto in tempi brevi. Nel caso in cui si sospetti un rischio di parto pretermine è opportuno recarsi in una struttura idonea dotata di terapia intensiva neonatale al fine di garantire un adeguato supporto al neonato. Segni e sintomi del parto prematuro È importante conoscere i sintomi associati al parto pretermine in modo da recarsi subito in ospedale. L’ obiettivo è quello di contrastare il travaglio prematuro per non farlo arrivare ad un punto tale da non rispondere ad alcun trattamento. I controlli periodici durante la gravidanza servono a verificare che la cervice uterina non subisca modificazioni. Segnali di minaccia di parto prematuro C ontrazioni uterine che si presentano con una frequenza uguale o minore a 10 minuti con o senza dolore. Crampi moderati simili dolore mestruale percepito nell’ addome inferiore. Sensazione costante o intermittente di peso verso il basso. R ottura delle membrane . Mal di schiena : dolore cupo, costante o intermittente anche di bassa intensità alla schiena P erdita del tappo mucos o e perdite vaginali abbondanti e rosate Crampi addominali con o senza diarrea. Nel caso siano presenti questi sintomi è opportuno recarsi al più vicino ospedale in modo da intervenire in tempi brevi. Il rischio di parto prematuro può richiedere: Ospedalizzazione. Riposo assoluto. Idratazioni con infusioni endovenose. Esami ematochimici. Coltura vaginali e urinocoltura al fine di rilevare eventuali infezioni che abbiano potuto innescare l’attività contrattile. Terapia farmacologica che consiste nella somministrazione di farmaci per tentare di sopprimere le contrazioni uterine. Cerchiaggio cervicale Se la minaccia risulta rientrata e non ci sono pericoli per la madre e per il feto la dimissione e il ritorno a casa prevede la messa in atto di misure che riducano al minimo il rischio che la minaccia di parto prematuro si ripeta. Evitare il parto pretermine: prevenzione del parto prematuro Vi sono dei comportamenti che aiutano a diminuire il rischio di parto prematuro rappresentati da: Riposare a lungo almeno due tre volte al giorno sdraiate sul fianco sinistro; Assumere 2-3 litri di acqua al giorno; Evitare bibite con caffeina e le bibite gassate; Svuotare la vescica almeno ogni 2 ore durante la veglia; Evitare di sollevare oggetti pesanti e se in casa ci sono bambini piccoli evitare di prenderli in braccio; Evitare la stimolazione dei capezzoli e del seno; Ridurre o eliminare l’ attività sessuale . Dopo una minaccia di parto pretermine cambia lo stile di vita della gravidanza. Per non annoiarsi troppo svolgi delle attività piacevoli anche a riposo come leggere, eseguire dei piccoli lavoretti manuali, cercare di focalizzarsi su un giorno o una settimana alla volta piuttosto che su periodi di tempo più lunghi. Se è necessario rimanere a riposo assoluto attrezza una stanza come il soggiorno dove non si rimanga isolate per troppo tempo. Terapia per la minaccia di parto prematuro La terapia per contrastare il rischio di parto prematuro dipende essenzialmente dalla causa. Le terapie per contrastare la minaccia di parto prematuro sono: Cervicometria; Farmaci tocolitici; Progesterone; Cerchiaggio; Pressario; Solfato di magnesio; Antibiotici. Cervicometria La cervicometria è la misurazione ecografica della lunghezza del canale cervicale . Un raccorciamento della cervice è un segno che il collo dell’utero si sta modificando con il rischio che si inneschi il travaglio di parto. La lunghezza del canale cervicale rappresenta un buon predittore di rischio di parto prematuro ma non deve essere preso come indicatore isolato. Le linee guida raccomandano di sottoporsi alla cervicometria nel corso del 2 trimestre di gravidanza tra la 18esima e la 24esima settimana di gravidanza. In questi casi la misurazione del collo dell’utero rappresenta uno screening per identificare precocemente i casi di cervice raccorciata. Farmaci tocolitici Se viene fatta una diagnosi di minaccia di parto pretermine causata da un eccesso di contrattilità uterina che determina il raccorciamento e una precoce maturazione del collo dell’utero si somministrano i farmaci per provare a bloccare le contrazioni uterine. La decisione di quale farmaco utilizzare dipende dall' epoca gestazionale del feto, dalla presenza di patologie materne e dagli effetti collaterali. I farmaci tocolitici utilizzati per provare a contrastare il rischio di parto prematuro sono: Indometacina: inibitori della sintesi di prostaglandine Nifedipina: calcio antagonisti Ritodrina, Terbutalina: Beta-simpaticomimetici Atosiban: antagonisti dell’ossitocina Solfato di magnesio L' indometacina inibisce la sintesi delle prostaglandine responsabili delle contrazioni del miometrio , ossia la parte muscolare dell’utero. Gli inibitori della sintesi delle prostaglandine sono tra i farmaci con il maggior successo per contrastare il travaglio prematuro ma con potenziali effetti collaterali, pertanto, se ne sconsiglia l’uso dopo la trentaduesima settimana. La Nifedipina è un vasodilatatore che inibisce il passaggio di calcio all' interno delle membrane inibendone la contrazione . I calcio antagonisti sono controindicati in caso di patologia cardiaca e ipotensione della mamma. L’ Atosiban, conosciuto con il nome di Tractocile, è il farmaco maggiormente utilizzato nella minaccia di parto prematuro in quanto presenta minori rischi sia per mamma che per feto. Secondo le ultime linee guida Sigo i farmaci tocolitici possono essere somministrati entro la 34.6 settimane di gravidanza. Progesterone Il progesterone inibisce le prostaglandine che sono responsabili della maturazione cervicale e delle modificazioni della cervice uterina. Generalmente il progesterone viene utilizzato nelle donne che hanno avuto una storia di parto prematuro pregressa dovuta ad anticipata modificazione del collo dell'utero. Il progesterone può essere somministrato per via intramuscolare, orale o vaginale. Cerchiaggio cervicale Il cerchiaggio cervicale è un intervento chirurgico che serve a correggere e prevenire l’insufficienza cervicale. L' incontinenza cervicale causa un’apertura precoce del collo dell’utero che mette in serio pericolo la prosecuzione della gravidanza. Con il cerchiaggio il collo dell’utero viene tenuto stretto attraverso un apposito nastro che verrà rimosso a termine di gravidanza. L' epoca gestazionale consigliata per il cerchiaggio cervicale è tra la 16esima e la 24 settimana. Pressario Il pressario è un dispositivo invasivo vaginale che può essere utilizzato nelle donne con cervice raccorciata tra la 18 e la 22 settimana di gravidanza. Il dispositivo agirebbe modificando l’angolo tra cervice e utero, diminuendo in questo modo sia la pressione sulla cervice , che il contatto tra le membrane e i batteri vaginali. Esistono diversi tipi di pessario: la maggior parte degli studi più recenti ha utilizzato il pessario di Arabin1. L’uso del pessario come profilassi del parto pretermine può essere promettente, ma le evidenze sono in progress. Solfato di magnesio Il solfato di magnesio è un farmaco utilizzato sia nel trattamento della pre-eclampsia sia come tocolitico. Il farmaco da buoni risultati ma può essere utilizzato solo per brevi periodi in quanto un trattamento a lungo termine potrebbe causare una demineralizzazione delle ossa fetali. Da recenti studi è stato dimostrato che l’uso del solfato di magnesio prima della 32 settimana di gravidanza ha un effetto di neuro protezione fetale in quanto riduce il rischio di paralisi cerebrale qualora il neonato dovesse nascere prematuramente. Quale sia il trattamento ottimale è ancora da chiarire Antibiotici La terapia antibiotica viene somministrata nei casi di rottura pretermine delle membrane in cui l'obiettivo è quello di mantenere quanto più possibile la gravidanza. L' impiego di antibiotici riduce il rischio di infezioni sia per la donna che per il feto e riduce la morbilità fetale correlata con la prematurità. Le linee guida raccomandano un dosaggio elevato di antibiotici e se necessario anche l’associazione di più antibiotici come l’ampicillina e i macrolidi. Maturazione polmonare del feto con corticosteroidi Nei casi in cui vi sia una minaccia di parto prematuro viene stimolata la maturazione polmonare del feto attraverso la somministrazione alla madre di cortisone. La profilassi si esegue somministrando per via intramuscolare: due dosi da 12 milligrammi di betametasone a distanza di un giorno l’una dall’altra o, in alternativa, 4 dosi di desametasone da 6 milligrammi sempre per via intramuscolare, ma a distanza 12 ore l’una dall’altra. La profilassi corticosteroidea antenatale è efficace nel ridurre la mortalità e la morbilità perinatale nelle donne a rischio di parto pre‑ termine tra 24 e 34 settimane gestazionali, da 24 ore a 7 giorni dopo la somministrazione. A quante settimane vi sono più probabilità che il feto sopravviva L’ incidenza dei parti pretermine si aggira intorno al 12% e il rischio per il neonato è rappresentato dal grado di immaturità conseguente all’ epoca di gestazione che se troppo precoce può portare alla morte del feto. A causa dell’immaturità il neonato prematuro non è adeguatamente attrezzato a vivere una vita fuori dall’ utero , pertanto, necessita di un trasferimento in unità di terapie intensiva neonatale dove viene ricreato in delle termoculle l’ambiente uterino. Con il contributo delle moderne tecnologie i bambini nati anche a 10-12 settimane prima del termine sopravvivono. Mammamather ostetricia e ginecologia tascabile Per approfondire Parto Cure al neonato
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