Ecco cosa ho trovato per te: contenuti su gravidanza, parto, allattamento e maternità
Risultati della tua ricerca tra articoli, corsi e risorse ostetriche per ogni fase della maternità.
274 risultati trovati con una ricerca vuota
- Attacco al seno corretto in allattamento. Consigli e segnali per attaccare e allattare il neonato
Se desideri sapere tutto sull' attacco al seno corretto ti trovi nel posto giusto! Continua a leggere, troverai tutto quello che una mamma in allattamento deve sapere! Come allattare bene e attacco al seno corretto Allattare al seno correttamente, senza dolore al capezzolo durante la suzione, è possibile come suggeriscono le linee guida del Ministero della Sanità (OMS) L' attaccamento al seno è uno dei momenti più appaganti per ogni donna, ma l’attacco e la presa del capezzolo da parte del neonato devono essere esatti per evitare dolori e irritazioni ai capezzoli. Il seno e le mammelle sono fatti per allattare Durante la gravidanza, seno e mammelle, sotto la spinta degli ormoni della gravidanza si preparano per la produzione del latte. Tutte le madri, eccetto pochi e circoscritti casi, sono in grado di nutrire il proprio bambino attaccandolo al capezzolo, facendolo succhiare per far fuoriuscire il latte dai dotti. L' allattamento naturale, per non provocare irritazione e fastidio al seno, deve avvenire nel giusto modo già dalle prime fasi in cui è secreto solo il colostro; un attacco scorretto è molto doloroso per la nutrice e frustrante per il bambino, che percepisce il malessere materno. Vediamo insieme come allattare correttamente e i segnali del buon attacco al seno. Attaccare il neonato senza dolore e fastidio Come si allatta? Come allattare al seno? Come attaccare al seno il neonato? Come si fa a capire che il bambino ciuccia bene? Ecco le domande più frequenti delle neomamme! L’allattamento del bambino è un gesto naturale caratterizzato da un insieme di movimenti fisiologici e istintivi di mamma e bebè. Il seno materno è il posto più accogliente e i neonati sono bravissimi a trovare e a iniziare a ciucciare il capezzolo. Attacco corretto allattamento Per attaccare il neonato al seno è necessario seguire questi semplici passi. Avvicinare il neonato al seno materno, il capezzolo punta verso il naso del bambino; Il neonato in maniera del tutto istintiva apre la bocca e reclina la testa all' indietro; Quando la bocca del bambino è completamente spalancata e la lingua è sopra le gengive inferiori è il momento di attaccarlo offrendogli il capezzolo; È importante che la testa del neonato sia allineata al corpo cioè orecchio spalla e fianco devono essere sulla stessa linea; La poppata del neonato termina quando si stacca spontaneamente dal seno. Come allattare al seno un neonato: segni di buon attacco Bene questa è la parte più importante per capire come si allatta al seno senza dolore e i segnali che indicano che il bambino sta ciucciando in maniera corretta. I segni dell’allattamento corretto Come capire che un neonato si attacca bene al seno? Ecco i segnali. Bocca ben spalancata; Capezzolo e parte dell’areola dentro la bocca del neonato; Labbro inferiore rivolto verso l’esterno quindi estroflesso; Naso staccato dal seno: se in naso affonda troppo nel seno il neonato se non respira bene tenderà a staccarsi indietro o a prende meno porzione di areola; Si vede e si sente il bambino ingoiare; Il ritmo della suzione inizia in maniera e poi diventa lento e profondo senza rumore di schiocchi; Se in neonato non si attacca al seno correttamente con molta probabilità l'allattamento sarà doloroso per la mamma con rischio di sviluppare ragadi e infiammazioni al seno. Per interrompere la suzione è sufficiente introdurre delicatamente un dito pulito all' interno dell’angolo della bocca del bambino e staccarlo con delicatezza. Allattamento al seno video Cosa evitare per favorire un corretto attacco al seno Il consiglio per le mamme che vogliono allattare al seno è di informarsi per tempo sull'allattamento, leggendo dei libri, chiedendo all’ ostetrica di fiducia, facendo un corso preparto, in modo da avere un supporto professionale e nozioni corrette per avviare la suzione e senza traumi per il seno in allattamento. Consigli che favoriscono l’attacco corretto in allattamento Vi sono dei piccoli accorgimenti che renderanno l'allattamento più piacevole e facile per mamma e bambino. Attenzione ai vestititi del neonato È bene vestire il neonato con tutine che non siano di intralcio, ad esempio, con pizzi o con colletti ampi. La stoffa in eccesso potrebbe confondere il bambino nel momento della poppata; quando il tessuto tocca le guance del bebè stimola lo spontaneo riflesso di ricerca, che gli fa girare la testa nella direzione in cui sente qualcosa che gli sfiora la faccia. Posizioni allattamento corretto La mamma che allatta deve stare in una posizione comoda. Ci sono varie posizioni di allattamento che ben si adattano ad ogni situazione, quindi, parola d'ordine comodità!. Le dita della mamma non devono essere di intralcio durante l’allattamento. Molte mamme per attaccare il bambino direzionano il capezzolo con le dita nella così detta presa a forbice. È un metodo molto utile soprattutto per aiutare il bambino a trovare il capezzolo, ma una volta che il neonato si è attaccato, le dita devono essere tolte, per evitare che il bimbo non sia in grado di prendere una sufficiente porzione di areola nella bocca. Allattamento bambino e ciuccio L'utilizzo del ciuccio dovrebbe essere evitato nei primi giorni e rimandato a quando l’allattamento al seno sarà consolidato in modo da non interferire e non confondere il bebè. Mammamather ostetricatascabile Ricordati di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata #allattamento #allattamentoalseno #correttoallattamentoalseno #doloreaicapezzoliallattamento #allattarealsenocorrettamente #posizioniallattamentoalseno
- Conservazione latte materno tirato. Come congelare e scongelare, quanto dura e come si conserva
Sono sicura che hai tantissime domande sulla conservazione latte materno! Cara mamma, ti trovi nel posto giusto, troverai tutte le risposte dettagliate su come conservare il latte materno. Sommario Latte materno I Come si conserva il latte materno I Dove conservare il latte materno I Conservazione a temperatura ambiente I Conservazione in frigorifero I Come congelare il latte materno I Come scongelare latte materno I Conservazione fuori casa e in viaggio I Sacche latte materno I Contenitori latte materno I Conservazione latte materno per prematuri Latte materno Il latte tirato dal seno è un alimento prezioso e ineguagliabile e offre moltissimi vantaggi per mamma e bambino, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), unitamente all' Unicef ha fornito delle raccomandazioni per incentivare le madri ad allattare il proprio bambino. Il latte materno è ricco di anticorpi e ha una funzione protettiva per la salute del bambino; non è paragonabile a nessun tipo di latte artificiale. Essendo così importante nutrire il neonato con il latte della mamma, è bene che ciascuna nutrice impari a tirare il latte dal seno nel caso in cui sia necessario smettere temporaneamente di attaccare il bebè al capezzolo, ad esempio perchè si deve tornare al lavoro o per qualsiasi altro impedimento, in modo che il neonato possa avere il suo latte anche senza attaccarsi al seno. Estrarre il latte manualmente e conservarlo ha il beneficio di poter prolungare la nutrizione del bambino per moltissimo tempo a vantaggio della sua crescita e salute. Come si conserva il latte materno Il latte materno può essere estratto, conservato e dato al bambino usando un biberon, un bicchierino, una siringa o nei casi di un bambino prematuro un dispositivo di alimentazione, gavage, che attraverso un sondino consente di far arrivare il latte nello stomaco del bimbo. Tiralatte e conservazione del latte Per conservare latte materno vi sono delle semplici regole da seguire per evitare che diventi terreno di coltura per i batteri. La modalità di conservazione del latte deve garantire la mancanza di contaminazione; quindi, prima di iniziare l’estrazione manuale va sempre eseguito un accurato lavaggio delle mani. Il latte può essere spremuto manualmente, con un tiralatte funzionante a mano o con un mastosuttore elettrico, con l’accortezza di sterilizzare i componenti che entrano in contatto con il seno della madre. Contenitori per conservare il latte materno Lo stoccaggio del latte materno va fatto in dei contenitori, possibilmente monoporzione che vanno accuratamente etichettati con la data d' estrazione. È indifferente se i contenitori sono di vetro o in plastica, si è visto che le immunoglobuline aderiscono nelle pareti di entrambi i materiali, l'importante è che siano recipienti facili da pulire, con il tappo, e se la scelta ricade sulla plastica che sia per uso alimentare (il marchio è il simbolo del bicchiere e della forchetta). La capacità del recipiente dovrebbe essere di almeno una poppata da 150 a 200 millilitri. Se sono più piccoli non importa, evitate invece di usare contenitori molto grandi. Se si estrae il latte più volte al giorno si può raccogliere nello stesso recipiente, da evitare invece di miscelare il latte tirato in diverse giornate. Latte materno conservazione a temperatura ambiente e quanto dura La conservazione del latte materno fuori dal frigo dipende essenzialmente dalla temperatura esterna. Temperatura ambiente Fuori dal frigo, se la temperatura ambientale non è superiore ai 25°C, il latte si conserva per 3-4 ore. Il latte a temperatura ambiente compresa tra i 15 e i 24 °C si conserva per un massimo di 8 ore. Se la temperatura ambiente è inferiore ai 15 °C (per esempio in borsa termica con blocchetti refrigeranti) il latte si mantiene fino ad un massimo di 24 ore. Il latte a temperatura ambiente superiore a 37° C va consumato entro 1 ora. Come conservare il latte materno in frigorifero Conservare il latte materno in frigo è un ottimo metodo per quelle mamme che estraggono il latte manualmente e contemporaneamente continuano ad attaccare il neonato al seno, oppure per le mamme di bimbi prematuri ricoverati in Tin che devono estrarre manualmente il latte per poi portarlo in Unità Intensiva Neonatale. La conservazione di latte materno in frigorifero è più duratura, infatti, con una temperatura dai 2 ai 4°C si può conservare il latte fino a 4 giorni senza bisogno di congelarlo. In effetti se si prevede di alimentare il neonato in tempi brevi con il latte estratto, è sempre meglio tenerlo scongelato e riporlo in frigo, così che le immunoglobuline, naturalmente presenti nel latte, attacchino i microbi che invece di aumentare diminuiscono. Per conservare al meglio il latte materno in frigo, è bene mettere il contenitore vicino alla parete del fondo refrigerante, per evitare di esporlo a sbalzi di temperatura quando si apre l’elettrodomestico. Il latte materno riscaldato e non utilizzato va sempre gettato via. Come congelare il latte materno La conservazione del latte materno congelato dipende essenzialmente dalla potenza del vostro congelatore o della ghiacciaia. Ecco i tempi di conservazione del latte congelato. Nel compartimento freezer del frigorifero: 2 settimane Nel compartimento refrigeratore di un congelatore: 3 mesi In una ghiacciaia a parte: 6 mesi Scongelato in frigorifero: 24 ore Surgelare il latte materno Per congelare il latte materno al meglio è bene riporlo sempre nel fondo del pozzetto per evitare che subisca variazioni termiche. Il latte materno congelato può assumere uno strano odore, questo fenomeno è per opera di un enzima digestivo chiamato lipasi, un componente del latte che ne facilita la digestione. Le lipasi digeriscono i grassi presenti nel latte, motivo per cui il gusto si altera lievemente e il bambino potrebbe non apprezzarne il sapore. Per evitare il problema, le linee guida sulla conservazione del latte suggeriscono di scaldarlo subito dopo l’estrazione ad una temperatura non superiore a 80 ° C, in modo da non farlo bollire. Come scongelare il latte materno Per non alterare la composizione il latte materno va scongelato lentamente, va prima messo in frigo per qualche ora o a temperatura ambiente e poi riscaldato a bagnomaria. Non si deve mai mettere il latte materno ancora congelato nell' acqua bollente senza effettuare il passaggio intermedio, inoltre, il latte scongelato prima di essere messo a scaldare va leggermente agitato per rendere di nuovo omogeneo il suo contenuto. Il latte materno scongelato e non utilizzato deve essere gettato via. Conservazione latte materno fuori casa e in viaggio Quando si è fuori casa per un viaggio, o semplicemente quando non si ha a disposizione il frigorifero, il latte può essere estratto e riposto secondo le regole per la conservazione a temperatura ambiente. Il latte materno non va mai esposto a contatto diretto con i raggi solari. Per una conservazione ottimale del latte la cosa migliore sarebbe quella di munirsi di sacchetti o termos refrigeranti che consentono al latte di non alterarsi ed essere buono per un tempo più lungo. Dove conservare il latte materno Il latte materno spremuto manualmente o con il tiralatte può essere conservato anche diversi mesi ed essere utilizzato al bisogno. Per la conservazione del latte non vi è alcuna differenza se si usano contenitori in vetro o in plastica, sono adatti i barattoli in vetro che vanno prima opportunamente lavati e sterilizzati, in alternativa anche i contenitori in plastica delle urine vanno benissimo. La quantità del latte da mettere in ogni contenitore dovrebbe equivalere ad una poppata, in modo da avere a disposizione piccole dosi ed evitare gli sprechi. Una volta riempito il contenitore o il sacchetto, esso va etichettato con la data di estrazione, in questo modo sarà più facile individuare le scorte più vecchie e consumarle prima. Sacche latte materno Alcuni tiralatte, tra gli accessori sono dotati di un beccuccio a cui applicare le sacche direttamente alla pompa, in questo modo il latte estratto andrà direttamente nel sacchetto e sarà pronto per la conservazione. Le sacche per latte materno in plastica sono una soluzione comoda e igienica, vediamo quali sono i migliori sul mercato. Medela sacchetti latte I sacchetti medela sono i più conosciuti e utilizzati dalle mamme; il vantaggio maggiore è il sigillo che consente di posizionarli e impilarli in qualsiasi modo senza perdere nessuna goccia. I sacchetti latte medela sono molto pratici per conservare, trasportare e riscaldare il latte materno estratto. Maxstrenght Buste conservazione per latte materno I sacchetti Maxstrenght sono pre-sterilizzati e laminati con un meccanismo davvero innovativo. Le sacche sono totalmente prive di BPA, ftalati e lattice, un prodotto davvero ottimo. Suavenix sacchetti per conservare Le sacche Suavenix hanno una marcia in più, innanzitutto si agganciano al tiralatte Suavenix in modo da non sprecarne nessuna goccia e senza il bisogno di travasi, poi sono provvisti di tappo avvitabile che si aggancia direttamente alla ghiera della tettarella diventando un comodo biberon. Come tutti i prodotti Suavenix offre grandi prestazioni a ottimi prezzi. Contenitori latte materno Contenitori per latte materno Suavenix I contenitori Suavenix sono pratici, versatili e indistruttibili. Offrono la possibilità di stoccare il latte appena tirato e alimenti in porzioni monodose per lo svezzamento. I vasetti sono impilabili in freezer e assicurano la totale assenza di gocciolamenti o perdite; il lavaggio è facile e i materiali utilizzati ne garantiscono igiene ad ogni utilizzo. Medela, contenitori per congelare latte materno I contenitori Medela sono il top della loro categoria, perchè non sono dei semplici vasetti ma si trasformano in pratici biberon da 150 ml poiché si agganciano alla tettarella. I vasetti medela si attaccano al tiralatte per evitare travasi e sprechi, inoltre, sono in plastica sicura e graduata in modo da sapere la quantità di latte tirato. Il design è facile da pulire e resistente sia alla lavastoviglie che al microonde. Contenitori latte materno chicco (frigo e freezer) I contenitori per latte chicco sono a chiusura ermetica e pratici da riporre sia in frigo che in congelatore. Il materiale di fabbricazione mantiene inalterate le proprietà del latte. Conservazione latte materno per prematuri Per tutti i neonati il latte materno è insostituibile, ma lo è ancora di più per i neonati prematuri. Nei reparti di maternità sono disponibili dei tiralatti per l’estrazione del latte. Per favorire la montata lattea e la produzione di latte è indispensabile che la mamma acquisti o noleggi un tiralatte. Nel caso di nascita prematura il latte va estratto più volte al giorno e conservato in frigorifero in un unico recipiente con data di estrazione. L' ingresso nel reparto UTIN è generalmente regolato da orari di visita; quindi, al momento dell’entrata è possibile portare il contenitore ben chiuso con l’accortezza di metterlo in una borsa termica se è necessario un lungo tragitto o la temperatura esterna è particolarmente calda.
- Produzione latte materno. Inizio, quantità e tempo. Produzione di latte dal seno e galattogoghi
Vuoi sapere tutto sulla produzione del latte materno? Abbiamo risposto a tutte le domande più comuni su come produrre latte materno, i tempi di secrezione, e i fattori che aiutano a far aumentare la lattazione dal seno. Sommario Come funziona la produzione di latte materno Prolattina ormone della lattazione Ossitocina per la discesa le latte materno Quando inizia la produzione di latte materno Stabilizzazione della produzione di latte Quanto latte produce il seno Tempo di produzione del latte materno Differenze di produzione tra un seno e l'altro Fattori che fanno abbassare la produzione di latte Come aumentare la produzione di latte materno Integratori galattogoghi Come funziona la produzione di latte materno La funzione primaria del seno femminile è quella di nutrire uno o più bambini contemporaneamente. Nonostante le false credenze la forma e la dimensione del seno non influiscono minimamente sulla produzione di latte e da ciò ne consegue che tutti i seni sono fatti per allattare. Il processo di produzione del latte materno inizia subito dopo l’espulsione della placenta, momento in cui si ha un repentino cambio degli ormoni nell’organismo materno. L' emissione di latte dal seno dipende essenzialmente dalla secrezione di ormoni che danno il segnale all' organismo della nutrice che è arrivato il momento di produrre il prezioso liquido per alimentare il neonato; gli ormoni in questione sono: prolattina; ossitocina. Prolattina: ormone della lattazione Dopo il parto i livelli di estrogeno e progesterone diminuiscono bruscamente e si innalzano i livelli di prolattina (uno degli ormoni responsabili della lattazione). La prolattina è l’ormone necessario per la produzione del latte dalle mammelle della puerpera, infatti ogni volta che si allatta o si spreme il latte dal seno i livelli di prolattina si innalzano rapidamente nel sangue materno attivando le cellule responsabili della produzione lattea. Questo delicato meccanismo avviene in tutte le neomamme sia che si voglia allattare sia che non si voglia allattare, infatti il per bloccare l’allattamento farmacologicamente si utilizza proprio un inibitore di prolattina. Ossitocina e discesa del latte materno Una volta prodotto il latte avviene la discesa del latte al seno Il successo dell’allattamento dipende essenzialmente dall' attivazione del riflesso secretivo che fa discendere il latte dai capezzoli. Il riflesso secretivo dell’allattamento si attiva nel momento in cui il neonato inizia a succhiare i capezzoli stimolando la secrezione di un altro importante ormone materno coinvolto nella lattazione, l'ossitocina. L' ossitocina è responsabile dell’emissione del flusso e della fuoriuscita del latte dalle tette poiché determina la contrazione delle cellule che circondano l’alveolo mammario provocando la discesa della secrezione lattea dai dotti lattiferi. L' ossitocina come la prolattina si eleva quando il neonato inizia a ciucciare il capezzolo durante la poppata ma, a differenza della prolattina che ha bisogno di più tempo per raggiungere alti livelli, l’ossitocina ha un picco rapidissimo facendo sì che i suoi effetti siano manifesti già pochi minuti dopo l’attivazione. Le mamme avvertono l’aumento di ossitocina perchè quando allattano il bebè sentono la contrazione uterina, i così detti morsi uterini, in quanto l’ossitocina determina anche la contrattura dell’utero. Come la prolattina anche l’ossitocina può subire delle variazioni in senso positivo o negativo determinando un aumento o una diminuzione del latte materno. Stress, ansia, dolori e preoccupazioni fanno diminuire i livelli di ossitocina provocando una diminuzione della produzione di latte. Viceversa, il solo contatto con il neonato, sentirne l’odore, fare una bella dormita e rilassarsi suscitano un aumento di ossitocina e quindi maggiore produzione di latte. Bere una tisana calda o concedersi un momento di benessere è utile per favorire la produzione di latte. Quando inizia la produzione di latte materno Durante le prime ore dopo il parto all'interno delle ghiandole mammarie si avvia la produzione del primo latte materno chiamato colostro, uno straordinario secreto di colore giallo, prodotto in piccole quantità e prezioso perchè ricco di nutrimento. Nel corso dell'avvio dell’allattamento il neonato succhia il colostro e la suzione della tetta stimola nel corpo materno l’aumento dei livelli di prolattina che, come abbiamo visto, è l’ormone responsabile dell'aumento di produzione di latte. Per favorire la montata lattea è quindi indispensabile mantenere alti i livelli di prolattina circolante che si elevano solo con la stimolazione continua e costante del capezzolo materno attraverso la suzione del bambino o con il tiralatte. Per avere una buona produzione di latte è necessario attaccare il neonato già nelle primissime ore dopo il parto, se non addirittura in sala parto e farlo in maniera continuativa e costante, ogni volta che il neonato lo richiede. Tutte le volte che si allatta o si stimola il seno con il tiralatte i livelli di prolattina si innalzano, stimolano la produzione di latte facendo aumentare il secreto latteo. Latte materno e stabilizzazione della produzione Per stabilizzare la produzione di latte è necessario instaurare il circolo di richiesta ed offerta che permette la produzione di latte continuativa. Il neonato svuota il seno, i livelli di prolattina si innalzano e le ghiandole mammarie producono nuovo latte, maggiore è la domanda, maggiore è la produzione. Se per un motivo qualsiasi il neonato non può stimolare il seno materno la lattazione si inibisce quindi è importante continuare a stimolare la secrezione di latte con il tiralatte. I livelli di prolattina si innalzano maggiormente di notte, in assenza di luce e con il riposo, per questo le mamme hanno la sensazione che al mattino il seno sia più pieno, tutto merito dell’ormone prolattina. Quanto latte produce il seno? “Quanto latte produce il seno? Riuscirò a sfamare il neonato solo con il mio latte?” Queste sono le domande che si pongono le mamme che allattano, soprattutto nei primi giorni dopo il parto dopo il ritorno a casa. Cerchiamo di fare chiarezza. Ebbene il seno è in grado di produrre più latte di quanto sia necessario, e perché ciò avvenga è indispensabile stimolare il seno già dalle prime ore dopo il parto attaccando frequentemente il neonato per farlo ciucciare dal capezzolo. Durante il corso dell’allattamento il latte materno adatterà la sua composizione per soddisfare le esigenze del bambino in crescita. Latte seno: quantità di latte materno prodotto Il colostro è il primo latte secreto dalle mammelle e viene prodotto in quantità molto basse mediamente dai 7 ai 14 ml per poppata nelle prime 24 ore. Il colostro viene escreto in piccole quantità per permettere al neonato di imparare a ciucciare al seno in maniera dolce e graduale, inoltre essendo ricchissimo di nutrienti il bebè non avrà alcun tipo di carenza e non sarà necessario offrire altro latte. Quando il neonato impara a ciucciare correttamente stimola il seno a produrre sempre più latte e dopo circa 3, 4 giorni dal parto si ha la montata lattea, che consiste in una abbondante secrezione di latte dal seno. Durante il corso dell’allattamento la produzione di latte si modella alle esigenze di appetito del bambino in relazione a quanto latte viene ciucciato. In media la quantità di latte prodotta rimane costante da 550 a 1150 ml al giorno fino al momento in cui si inizia lo svezzamento. Tempo di produzione del latte materno Ad allattamento avviato una mammella completamente svuotata alla fine della poppata impiega 2-3 ore per riempirsi nuovamente di latte. Questo dato è confermato dal fatto che le mamme in allattamento dopo circa quattro ore senza allattare lamentano sensazione di dolore e gonfiore alle mammelle. Per evitare un ingorgo mammario è bene non fare accumulare il latte nel seno piuttosto se il neonato salta la poppata meglio svuotare manualmente la tetta piena di latte. Differenze di produzione tra un seno e l’altro Non sono rare le differenze di produzione di latte tra una mammella e l’altra. La differenza di secrezione di solito è dovuta a una stimolazione differente tra i due seni, ad esempio molti bambini mostrano una preferenza di una tetta e vi si attaccano con più frequenza e più volentieri. La predilezione per una mammella è determinata da molti fattori come il numero dei pori da cui fuoriesce il latte che non è uguale da un capezzolo all’altro e di solito i bimbi preferiscono quelli che ne hanno un numero maggiore. Per evitare che una mammella sia più gonfia dell’altra è bene attaccare il neonato in maniera equa in entrambi i seni in modo da stimolarlo in maniera adeguata, specialmente nei primi giorni dopo il parto. Ci sono rari casi in cui le mamme allattano da un seno solamente. Fattori che fanno abbassare la produzione di latte materno Vi sono dei fattori che fanno abbassare la produzione di latte materno e in particolar modo inibiscono il passaggio da colostro a latte maturo. Fumo Fattore inibitore della lattazione Stress Fumo di sigaretta e produzione di latte Fumo: un elevato consumo di tabacco determina un abbassamento dei livelli di prolattina nei primi giorni dopo il parto. La nicotina inibisce la prolattina e quindi la lattazione. Fattore inibitore della lattazione FIL Fattore inibitore della lattazione o Fil, si tratta di una proteina contenuta nel latte materno che inibisce il rilascio di prolattina quando il latte non è rimosso dal seno. In sostanza quando il seno è pieno di latte e non viene svuotato la proteina si attiva e blocca la produzione di latte in attesa che il seno venga svuotato. La regola quindi per non far bloccare la produzione di latte è non far riempire mai troppo il seno e quindi fare delle poppate frequenti soprattutto nei primi giorni dopo il parto. Stress e produzione di latte dal seno Lo stress come dormire poco, fare una vita frenetica e non nutrirsi correttamente determina una diminuzione della produzione di ossitocina. L'ossitocina è inibita dallo stress per questo per le neomamme è necessario rilassarsi e riposare. Una doccia calda, una tisana o una bella dormita sciolgono le tensioni accumulate e ristabiliscono gli equilibri ormonali favorendo la produzione di latte materno. Come aumentare la produzione di latte materno La produzione di latte materno può essere influenzata in maniera positiva in modo da favorire una maggiore secrezione di latte dalle mammelle. Per aumentare la produzione di latte è necessario favorire l’aumento dei livelli degli ormoni materni deputati alla lattazione quali prolattina e ossitocina. Consigli per aumentare la produzione di latte materno Attaccare il neonato correttamente al seno; Aumentare la frequenza delle poppate; Fare delle poppate lunghe e aspettare che il neonato si stacchi spontaneamente dal capezzolo; Allattare a richiesta e allattare di notte; Se vi sono intervalli lunghi tra una poppata svuotare il seno con il tiralatte; Rilassarsi e dormire a sufficienza; Alimentarsi in modo corretto. 1 attaccare il neonato correttamente Un attacco corretto del neonato ai capezzoli consente di stimolare in modo efficiente il seno materno, un attacco al seno scorretto rallenta la produzione del latte, poiché solo una efficiente suzione del bambino stimola i sinusoidi lattiferi che si trovano sotto l’areola del seno. 2 attacco frequente al seno Più si attacca il neonato alla mammella più il seno viene stimolato alla produzione di latte quindi un aumento delle poppate rappresenta la strategia vincente per avere abbondanza di latte materno. La poppata deve essere lunga per consentire al neonato di svuotare completamente la mammella, quindi staccare il neonato dal seno dopo dieci minuti di suzione è sbagliato bensì è necessario attendere che il neonato si stacchi in maniera spontanea del seno prima di concludere la poppata a o passare all' altra mammella. Evitare lunghi intervalli tra una poppata e l'altra Anche le poppate notturne sono molto importanti, un intervallo troppo lungo tra una poppata e l’altra potrebbe far diminuire la produzione di latte perchè il corpo materno percepisce il lungo intervallo come se il neonato avesse necessità di meno latte rallentandone la secrezione. La diminuzione fisiologica di latte avviene nel periodo dello svezzamento in cui il neonato non si alimenta solo di latte ma anche di alimenti solidi e semi solidi. Se prevedete un intervallo troppo lungo tra una poppata e l’altra estraete il latte manualmente con un tiralatte. La produzione di latte materno è influenzata da tutti quei comportamenti che fanno rilassare la mamma e la fanno sentire riposata e coccolata. Anche il solo fatto di fare un pisolino o di concedersi un momento di relax sorseggiando una tisana calda contribuiscono a far aumentare la produzione di latte. Un' altro elemento che determina l’aumento dei livelli di ossitocina nel sangue materno è il neonato stesso; il suo odore, il suo sorriso o semplicemente il pensiero del neonato fanno aumentare l’ormone ossitocina aumentando la produzione di latte. Infine, l’alimentazione della mamma che allatta deve comprendere tutti i macro e micronutrienti sia per il fabbisogno materno sia per la produzione di latte. La dieta della mamma in allattamento deve prevedere porzioni adeguate di frutta, verdura, proteine, carboidrati e alimenti ricchi di nutrienti buoni e non cibo spazzatura. Non ultimo bere tanta acqua e liquidi per evitare la disidratazione. Produzione di latte e integratori Sull' utilizzo degli integratori alimentari per favorire la produzione di latte i pareri sono molto discordanti, infatti ad oggi non vi sono dati che dimostrino la reale efficacia o non efficacia nella produzione di latte. Va però sottolineato che gli integratori per l'allattamento hanno un effetto positivo sul benessere materno, evitando carenze di vitamine che magari possono insorgere con una scorretta dieta alimentare. Alcuni integratori per aumentare la lattazione sono arricchiti con sostanze galattogoghe naturali utilizzate dalle nostre nonne per favorire l’aumento di latte. Galattogoghi naturali DHA; Galega Officinalis; Finocchio; Cardo Mariano DHA, acido docosaesaenoico Il DHA o acido docosaesaenoico, è un acido grasso polinsaturo della serie Omega-3 che non può essere sintetizzato dall'organismo e contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale, visiva, di crescita e sviluppo. Il DHA è contenuto principalmente nei pesci grassi come acciughe, aringhe, alici, sgombro, salmone, sardine, storione, trota e il tonno. Galega officinalis La Galega Officinalis è galattagoga e da millenni le sue proprietà vengono sfruttate per aumentare la produzione di latte. In commercio sono presenti integratori in pillole con la quantità dosata di galega utile a favorire l’aumento di seno in allattamento. In alternativa la galega si può acquistare in farmacia ed essere utilizzata per la preparazione di tisane calde. Finocchio Il finocchio è noto per stimolare la produzione di latte infatti contiene anetolo, una sostanza molto simile agli estrogeni femminili in grado di favorire la galattogenesi. Il finocchio può essere consumato fresco, in tisane o in pillole per essere certi che la quantità di anetolo sia corretta a favorire l’aumento di latte. Cardo mariano Il cardo mariano è l’erba galattofora per eccellenza perchè contiene bioflavonoidi e in particolare flavonolignani, sostanze in grado di mantenere in equilibrio gli ormoni femminili determinando una produzione costante di latte. In particolare, il cardo mariano garantisce che i livelli di prolattina nel sangue materno siano costanti in modo da evitare il calo del latte. Per tutti gli integratori in allattamento: clicca qui Bene mamma spero di aver risposta a tutte le domande sulla produzione del latte, ti ricordo che per ulteriori chiarimenti puoi sempre scrivermi nei commenti, sarò felice di risponderti. Per non perdere nessun articolo inscrivi alla news lettere, in modo da essere sempre aggiornata su come garantire il benessere al tuo bambino. Leggi anche Ricordati di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata e seguici su Instagram, non sarai mai sola. Se invece vuoi acquistare i prodotti per il tuo bambino e la tua salute consigliati da Mammamather non devi fare altro che cliccare sul pulsante.
- Visite mediche imbarazzanti, come affrontare una visita ginecologica imbarazzante
Le visite mediche imbarazzanti rappresentano un problema per molte donne soprattutto durante la gravidanza dove i controlli sono frequenti. Scopriamo qualche consiglio per affrontare al meglio una visita medica imbarazzante Visita ginecologica imbarazzante Il pudore è un aspetto importante della maggior parte delle donne , indipendentemente dalla cultura, dall’età e dall’ educazione. Molte donne sperimentano l’ imbarazzo dal medico ginecologo già durante le prime visite ginecologiche ed ostetriche. Per alcune donne il pensiero di mostrare i genitali o essere nude durante un accertamento o controllo in sala parto, rappresenta un importante motivo di preoccupazione e in alcuni casi un vero e proprio blocco psicologico. Se anche tu hai provato questi sentimenti di visite ginecologiche imbarazzanti, non vergognati, il pudore e il rispetto del proprio corpo sono importantissimi e non bisogna mai sentirsi in colpa di un imbarazzo ginecologico. Vediamo insieme come affrontare al meglio una visita ginecologica imbarazzante Consigli per affrontare una visita medica imbarazzante Delle visite mediche imbarazzanti possono mettere le donne a dura prova, ecco alcuni consigli da seguire nel corso di una visita ginecologica o durante le visite ostetriche in gravidanza o in sala parto. Parlate dell’imbarazzo ginecologico Parlate dell’imbarazzo ginecologico sia con il vostro compagno, sia con il ginecologo o con l’ostetrica che vi assisterà. Il problema delle visite imbarazzanti non deve essere motivo di tabù. Affrontate il problema per tempo , magari durante il corso di preparazione al parto o durante le visite in gravidanza; confrontatevi con altre donne per capire come hanno vissuto il problema delle visite imbarazzanti dal medico. Non sentirti in colpa per il disagio Ripeto ancora di non sentirvi in colpa ad avere vergogna di una visita medica imbarazzante, non è una cosa di tutti i giorni esporre il proprio corpo alla vista altrui soprattutto durante la gravidanza; inoltre, la visita ostetrica può rappresentare una vera e propria violazione della nostra intimità. Io per prima vi dico che, nonostante sono abituata alla nudità della sala parto , durante la mia gravidanza ho provato imbarazzo a essere così esposta e vulnerabile. Parlate anticipatamente del disagio della visita imbarazzante che provate con il personale che vi assiste. Per la visita indossate gonne o camice da notte Gli indumenti giusti migliorano le esperienze dal ginecologo. Per il controllo dal ginecologo indossate una gonna , potete sistemarvi nel lettino ginecologico semplicemente alzando la gonna evitando di spogliarsi totalmente. Durante il travaglio si può indossare una camicia da notte con dei bottoni davanti e a maniche corte così non sarà necessario toglierla se si sente troppo caldo. La stessa cosa vale per il seno, si possono utilizzare reggiseni morbidi in cotone in modo da sentirsi più libere e comode. Non essere rigida o contratta Nel corso della visita ginecologica si esegue una valutazione dei genitali con lo speculum e poi un’esplorazione vaginale; durante queste manovre evita di opporre resistenza o di irrigidire i muscoli addominali e del perineo, in questo modo la valutazione sarà molto più veloce. Durante la visita vaginale in travaglio, che è necessaria per stabilire la dilatazione della cervice, non contrarre troppo i muscoli perineali, tieni le gambe aperte e rilassate in modo da agevolare l’ostetrica, in questo modo la visita risulterà rapida e non dolorosa. Mammamather ostetrica tascabile Ricordati di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto 10% spendendo almeno 400€ o un 15% quando spendi più di 800€ nella tua Lista di nascita Cosa aspetti fai subito la tua Lista nascita ! Noi di Mamma Mather abbiamo scritto un corso preparto per te, per rispondere a tutte le domande che una futura mamma si fa prima di partorire e accompagnandola nel ritorno a casa. Il libro è in offerta speciale per te sia in versione e book che in libro cartaceo. Scopri i consigli per gli acquisti di Mammamather #visiteimbarazzanti #visitaostetrica
- Calcolo settimane di gravidanza. Calcolatore settimana e data del parto dall’ultimo ciclo mestruale
Calcolo settimane di gravidanza online Calcola la settimana di gravidanza con il calcolatore Con quest' app potrai calcolare con facilità a quale settimana di gravidanza sei, dovrai solo inserire la data del primo giorno dell’ultima mestruazione e saprai con precisione settimana e giorni di gravidanza. Sommario Calcolatore settimane di gravidanza online I Come si calcolano le settimane I Settimane e giorni I Calcolo con il regolo ostetrico I Calcolo per il ginecologo I Epoca gestazionale I Calcolo dal concepimento I Come calcolare le settimane con BHCG I Calcolo in procreazione medicalmente assistita I Data presunta parto I Corrispondenza mesi di gravidanza I Settimane mesi e trimestri I Settimane in gravidanza maschio o femmina Come si calcolano le settimane di gravidanza, cose da sapere Il periodo di gestazione è convenzionalmente fissato in nove mesi , anche se, in realtà, la gravidanza dura all' incirca 280 giorni , che corrispondono a 10 mesi lunari di 28 giorni, ossia le famose 40 settimane di cui si sente sempre parlare durante i controlli dal ginecologo. In ambito ostetrico, di fatto, il tempo della dolce attesa viene calcolato in settimane di gravidanza, seguendo il metodo anglosassone che misura la durata della maternità in 40 settimane a partire dal primo giorno dell'ultima mestruazione. Il calcolo settimana di gravidanza non si fa dal giorno in cui il bambino è stato concepito ma dal primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale, chiamato anche LMP, Last Mestrual Period, che corrisponde all' incirca a due settimane prima dell’ovulazione, se si ha un ciclo regolare. Settimane e giorni Partendo dalla data dell’ultima mestruazione è possibile conteggiare con precisione a quante settimane di gravidanza ci si trova in quel determinato giorno, infatti, ottenuta la settimana di gestazione si possono calcolare anche i giorni esatti della settimana per 7 giorni, data in cui cambierà la settimana. Facciamo un esempio: se oggi è lunedì e ci si trova ipoteticamente alla 10ma settimana esatta, si inizia a contare 10+1 giorno, 10+2, 10+3, 10+4, 10+5, 10+6 fino ad arrivare al lunedì successivo in cui si entra alla 11+0 settimana . Tranquilla mamma, non dovrai fare questi calcoli, con il calcolatore della gravidanza dovrai solo inserire la data dell’ultima mestruazione per sapere con esattezza a che settimana ti trovi. Il calcolo delle settimane di gravidanza con il regolo ostetrico e ultimo ciclo Un metodo pratico utilizzato come calcola settimane di gravidanza è il regolo ostetrico, la rotellina che vedete spesso in mano all' ostetrica durante le visite. I regoli ostetrici sono molto comodi perché consentono di calcolare con facilità non solo la data presunta del parto ma anche l’età gestazionale al momento della visita. Calcolo delle settimane di gravidanza per il ginecologo Per il ginecologo e l’ostetrica è fondamentale il conteggio della gravidanza settimana per settimana in modo da poter verificare se il bambino sta crescendo correttamente , in relazione alle curve di crescita ecografiche , e pianificare analisi, controlli ed ecografie nel calendario della gravidanza. Calcolo settimane gravidanza con l’ecografia e l’epoca gestazionale Ai fini di una corretta datazione della gravidanza in relazione all' epoca gestazione, l’ecografia fornisce un dato esatto su quanto il bambino è grande in rapporto alle mancate mestruazioni della mamma. I moderni ecografi consentono di misurare con precisione la grandezza dell’embrione e confrontare il dato con la crescita teorica che il bambino dovrebbe aver in quelle settimane (denominata età ecografica). La prima ecografia dovrebbe avvenire prima della 12 settimana di gravidanza ; infatti, queste settimane sono le più indicate per accertare la misura esatta del feto o dell’embrione. Dalla 6 settimana fino alla 12 settimana per calcolatore delle settimane di gravidanza si utilizza il Crl , ossia la misurazione della lunghezza vertice sacro del feto che fornisce una stima delle settimane fetali con una precisione di più o meno 4 giorni. Dopo il terzo mese per calcolare la settimana gravidanza si utilizzano altre misurazioni come il diametro biparietale. Quando si ridata la settimana di gravidanza con l’età fetale Nei casi in cui vi è una forte discrepanza tra il calcolo delle settimane di gestazione, ultima mestruazione e datazione ecografica del feto, viene fatta una ri-datazione della gravidanza cambiando la data dell’ultimo ciclo in rapporto a quanto effettivamente è grande il bambino. La ri datazione è molto comune nei casi di ciclo irregolare in cui l’ovulazione non avviene al 14 giorno esatto , e quindi il bambino può essere stato concepito prima o dopo; oppure nei casi in cui la mamma ha avuto perdite ematiche in corrispondenza della scadenza mestruale, scambiate per mestruazioni quando invece erano perdite da impianto confondendo, quindi, la data dell’ultimo ciclo. Calcolo della settimana di gestazione dal concepimento Il calcolo delle settimane di gestazione dal concepimento si può effettuare nei casi in cui si è certi di conoscere la data esatta della fecondazione. In genere le donne riescono a evidenziare il giorno dell’ovulazione quando hanno una profonda conoscenza del proprio ciclo mestruale e del periodo fertile utilizzando metodi come: la rilevazione della temperatura basale , in cui è possibile identificare come data di inizio della gravidanza il giorno di innalzamento della curva termica Utilizzo degli stick di ovulazione Monitoraggio ecografico follicolare Per calcolare le settimane di gestazione dalla fecondazione è necessario aggiungere al giorno dell’ovulazione 266 giorni , ossia 38 settimane, per arrivare alla data presuntiva del parto. Certamente il calcolo esatto dal concepimento risulta molto difficoltoso nei casi di ovulazione tardiva o di ciclo irregolare. Come calcolare le settimane di gravidanza con BHCG I test di gravidanza consentono di rilevare l’ormone Bhcg nelle urine o nel sangue per sapere se si è incinta o meno. Negli ultimi anni vi sono addirittura test rapidi alle urine che permettono di sapere non solo se si è in attesa ma anche il numero delle settimane. Il calcolo delle settimane di gravidanza in questi casi, si effettua mediante il dosaggio della quantità di ormone contenuto nelle urine o nel sangue materno per contare approssimativamente le settimane di gravidanza. La quantità di ormone Bhcg, infatti, aumenta con le settimane di gravidanza e quindi ad ogni settimana corrisponde un range diverso. Contare le settimane di gravidanza in procreazione medicalmente assistita Nei casi di procreazione medicalmente assistita, come Fivet, Icsi, Iui, è necessario tenere in considerazione non solo la data dell’ultimo ciclo mestruale ma anche la data esatta del transfert, inseminazione dell’embrione, per datare correttamente la dolce attesa. Alla data della fecondazione in vitro bisogna sottrarre 14 giorni, quest' ultima data sarà utilizzata come giorno dell’ultima mestruazione per effettuare tutti i calcoli come per un concepimento naturale. Calcolo delle settimane e data presunta parto È bene tenere il conto delle settimane gestazionali soprattutto quando si è in vista della nascita del bambino; infatti, quando si avvicina la data del parto il calendario dei controlli ostetrici si fa più fitto. La dpp, data presunta parto può essere calcolata applicando la regola di Naegel. Alla data del primo giorno dell’ultima mestruazione si aggiungono 7 giorni e poi si sottraggono 3 mesi, il risultato sarà la data del termine di gravidanza. Facciamo un esempio, se la data dell’ultima mestruazione è il 10 luglio, si aggiungono 7 giorni, quindi 17, poi si sottraggono 3 mesi; l’epoca presunta parto sarà il 17 aprile dell’anno successivo. Tabella settimane di gestazione e corrispondenza mesi di gravidanza Anche dopo più gravidanze ci si può confondere con il conteggio e i calcoli delle settimane, di seguito trovate un comodo contatore per sapere con precisone a che mese si è. Come calcolare i mesi di gravidanza Primo mese: dal primo giorno dell'ultima mestruazione fino a 4 settimane + 3 giorni (0ws - 4w+3). Secondo mese : da 4 settimane + 4 giorni a 8 settimane + 5 giorni (4ws+4 - 8w+5). Terzo mese : da 8 settimane + 6 giorni a 13 settimane + 1 giorno (8ws+6 - 13w+1). Quarto mese : da 13 settimane + 2 giorni a 17 settimane + 4 giorni (13ws+2 - 17w+4). Quinto mese : da 17 settimane + 5 giorni a 21 settimane + 6 giorni (17ws+5 a 21w+6). Sesto mese : da 22 settimane + 0 giorni a 26 settimane + 2 giorni (22ws - 26w+2). Settimo mese : da 26 settimane + 3 giorni a 30 settimane + 4 giorni (26ws+3 - 30w+4). Ottavo mese : da 30 settimane + 5 giorni a 35 settimane + 0 giorni (30ws+5 - 35w). Nono mese : da 35 settimane + 1 giorno a 40 settimane + 0 giorni (35ws+1 - 40w). Settimane mesi e trimestri, capire come si contano La calcolatrice delle settimane di gestazione prende in considerazione anche i trimestri che sono 3, ecco come si contano le settimane di gravidanza in trimestri. Il primo trimestre di gravidanza inizia la prima settimana e finisce nella tredicesima (1-13 settimane); Il secondo trimestre di gravidanza inizia la quattordicesima settimana e finisce la ventottesima (14-28 settimane); Il terzo trimestre di gravidanza inizia la ventinovesima settimana di gravidanza e finisce la quarantesima (29-40 settimane). Come calcolare le settimane in gravidanza maschio o femmina Per sapere il sesso del nascituro le settimane di gravidanza hanno un peso cruciale. Generalmente prima del 3-4 mese è difficile conoscere il sesso del bambino mediante l’ecografia a meno che non ci si sottoponga a test invasivi come la villocentesi , l’ amniocentesi oppure il moderno test al sangue materno del DNA fetale, NIPPT test. Normalmente i caratteri sessuali del bambino sono ben visibili nel secondo trimestre attraverso l' ecografia morfologica che si esegue tra la 19+0 settimana e la 21+0 settimana. Calcolo settimane di gravidanza in relazione al parto Anche il parto, in base alle settimane in cui si verifica è suddiviso in a termine quando il parto avviene tra le 37 e le 41 settimane; pretermine (o parto prematuro) se il parto avviene prima della trentasettesima settimana; protratta (o oltre il termine) quando il bambino nasce a 42 settimane o oltre di gravidanza. Cara mamma spero di esserti stata di aiuto, ricorda di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata. Mammamather ostetrica tascabile
- Massaggio perineo gravidanza. Come fare il massaggio perineale per parto, olio massaggi ed esercizi
Massaggio perineo pelvico in gravidanza, tutto quello che devi sapere Il perineo durante il parto svolge un ruolo importantissimo, infatti tramite la sua distensione permette la fuoriuscita della testa del neonato da canale vaginale e quindi la nascita del bambino. Con un buon massaggio perineale durante la gravidanza è possibile elasticizzare i muscoli vaginali. Vediamo come fare il massaggio vaginale in gravidanza, che olio per il perineo usare, quando fare i massaggi perineali per preparare il pavimento pelvico, evitare l’ episiotomia e il dolore perineo al parto. Cos'è il perineo? Il perineo è una piccola regione anatomica situata nella vulva femminile, ha una forma romboidale ed è attraversata da numerosi fasci muscolari che formano una sorta di rete che racchiude la cavità addominale e pelvica. La funzione principale della zona perineale è quella di contenere gli organi interni : utero, vescica e retto, nonché di contribuire alla continenza urinaria e fecale. Negli ultimi anni questa piccolissima, ma importantissima zona pelvica, è stata studiata a fondo per comprendere e migliorare le dinamiche del parto. Dalle ricerche, infatti, si è capito che una corretta preparazione del perineo durante la gravidanza rappresenta un validissimo aiuto per prevenire lacerazioni vaginali o episiotomia durante il parto. Quindi il massaggio pelvico femminile è quello di migliorare il tono e l’elasticità del perineo in modo da renderlo capace di sostenere il passaggio della testa fetale senza subire traumatismi Anatomia del perineo, dove si trova e a cosa serve il pavimento pelvico Dove si trova il perineo femminile Il perineo femminili è un insieme di muscoli e legamenti posti alla base dell’addome , tra il pube e il coccige, che ha la funzione di sostenere gli organi interni: vescica, uretra, utero e intestino. A cosa serve il perineo e il pavimento pelvico La funzione della zona perineale è dare contenimento e sostegno agli organi interni ma anche di regolare la minzione e la defecazione, infatti, senza la contenzione perineale sarebbe quasi impossibile trattenere feci e urina. Oltre al compito di controllare gli organi addominali , la zona perineale femminile svolge un’importante attività nella vita sessuale della donna e durante il parto in particolare nel passaggio della testa fetale nel canale da parto. Vagina e zona perineo durante il parto naturale spontaneo Durante il parto, a causa del passaggio della testa fetale, il perineo è stirato al massimo e se non è in grado di reggere la forte pressione potrà essere soggetto a lacerazioni; oppure, se i sanitari non lo reputano particolarmente elastico verrà praticata l’episiotomia (un piccolo taglietto) per facilitare la fuoriuscita del bambino. Appare chiaro che la preparazione del tessuto perineale, con il massaggio del perineo in gravidanza, consente di elasticizzare i muscoli vaginali coinvolti nel parto e rendere il perineo elastico con l'utilizzo di un apposito olio per massaggio perineale. Massaggio del perineo in gravidanza, a cosa serve? Massaggiare il perineo durante il terzo trimestre di gravidanza rappresenta l’alleato migliore per preparare il pavimento pelvico al parto. Lo scopo del massaggio perineale è quello di migliorare il tono e l’elasticità del perineo in modo da renderlo capace di sostenere il passaggio della testa fetale senza subire traumatismi. Massaggio al perineo: quando iniziare I massaggi in gravidanza sono consigliati a partire dalla 36 settimana di gravidanza. Per essere efficace il massaggio pelvico deve essere eseguito con costanza, preferibilmente due volte al giorno , utilizzando un olio per massaggio perineo che elasticizza la pelle. Si può utilizzare o un olio naturale (di oliva o di germogli di grano) o uno speciale olio per massaggi perineali come l' olio per massaggio perineale Weleda. Il massaggio perineale consiste in movimenti costanti e ripetuti che favoriscono l’elasticità del pavimento pelvico. Massaggio perineale in gravidanza come si fa? Il massaggio alla vagina può essere eseguito da sole o con l’auto del partner. Massaggio perineo istruzioni per come fare Prima di iniziare il massaggio fai la pipì, lava bene le mani e taglia le unghie in modo da non graffiarti. Mettiti in un posto al caldo e dove non sarai disturbata; Sistemati in una posizione comoda magari sollevando un piede sul bordo del bidet o su uno sgabello; La modalità di applicazione prevede l’utilizzo del pollice e dell’indice; Versa un qualche goccia di olio sulla punta delle dita e posiziona il pollice all’ interno dell’introito vaginale e l’indice all’ esterno a livello del perineo; Per un buon massaggio al perineo i movimenti devono essere circolari e le dita devono esercitare una leggera pressione. Il massaggio al perineo femminile funziona Il massaggio aiuta a preparare il perineo rendendolo elastico ed evitando il rischio di ricorrere all’episiotomia durante il parto , il piccolo taglietto che viene eseguito sul perineo per facilitare la fuoriuscita del bambino. La preparazione del perineo aiuta a mantenere in salute il pavimento pelvico e diminuisce il rischio di episiotomia e di eventuali di infezione a seguito dei punti. Nel video massaggio perineo qui sotto puoi vedere passo passo passo come fare il massaggio vaginale Video tutorial su come massaggiare il perineo Olio per massaggio perineo Ecco gli olio perineo migliori per il massaggio perineale in gravidanza Olio perineo Weleda L’ olio perineo Weleda è totalmente naturale , appositamente studiato per massaggiare il perineo rendendolo elastico. Olio Weleda è consigliato da ostetrici e ginecologi perché, se usato con costanza, aiuta a migliorare l’elasticità del tessuto perineale riducendo il rischio di lacerazioni, inoltre u sato in puerperio consente un recupero più veloce della zona perineale. L’ esclusiva formula con oli essenziali di rosa canina centifoglia, salvia e geranio sono un vero balsamo per i genitali femminili. Olio Weleda perineo in offerta per te Olio per il perineo Suavenix L’ Olio per il massaggio perineale Suavenix è un trattamento specifico per le parti intime femminili che aiuta a donare elasticità e flessibilità al perineo. Dopo il parto l’olio migliora il processo di cicatrizzazione e di microtraumi dell’orifizio vaginale. Miscela di oli 100% vegetali. Olio per perineo Inca Inchi L’ olio Inca Inchi è totalmente biologico, ricco di omega 3, che assicurano un perineo elastico con il minor rischio di lacerazioni vaginali. Olio per massaggio perineale di Cocco biologico L’ olio di cocco da sempre è un alleato delle donne. Prodotto solo con noci di cocco fresche senza additivi o conservanti. La produzione è priva di fermentazione, sbiancamento, il tutto totalmente certificato. L’ olio di cocco è multiuso può essere sia mangiato sia utilizzato come prodotto cosmetico sia come olio per il massaggio perineale. Un prodotto che una volta provato diventa indispensabile per ogni donna. Olio massaggio perineale di mandorle biologico L’ olio di mandorle non dovrebbe mai mancare nel beauty case di una donna in gravidanza. Utilizzato sull’ addome già dalle prime settimane di gestazione aiuta a prevenire le smagliature , a termine di gravidanza usato per trattare il perineo gli conferisce elasticità e morbidezza. L’olio di mandorle Aiesi è puro al 100%, spremuto a freddo tanto che è indicato sia per uso alimentare che cosmetico Il prezzo è un vero affare. Esercizi per il pavimento pelvico in gravidanza La ginnastica perineale consente di rinforzare il perineo e di aumentarne l’elasticità. Gli esercizi perineali e il movimento pelvico sono molto semplici e possono essere svolti in qualsiasi momento del giorno. 1 Esercizio di preparazione del perineo al parto Contrarre i muscoli dell’ano , allo stesso modo contrarre i muscoli pelvici come per trattenere la pipì. Fare questo esercizio velocemente, rilasciando e contraendo rapidamente per 5 minuti 2 Esercizio pelvico Contrarre i muscoli dell’ano e del pavimento pelvico lentamente, tendendo la contrazione contando fino a 10 poi rilasciare. Eseguire 3 serie da 8 contrazioni al giorno e in qualunque momento della giornata. Si può praticare questo esercizio mentre si tossisce o starnutisce, diventerà pian piano naturale farlo. Bene futura mamma, spero di esserti stata di aiuto, ricordati di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata, potrai avere il corso preparto Mammamather a soli 5 euro. Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto 10% spendendo almeno 400€ o un 15% quando spendi più di 800€ nella tua Lista di nascita Cosa aspetti fai subito la tua Lista nascita ! Fai il corso preparto mamma mather Il corso preparto si focalizza sulla preparazione alla nascita, comprese le scelte sul parto come: Le posizioni da assumere durante il travaglio di parto; la preparazione del perineo; l’episiotomia; l’autocura nel post partum; l’assistenza al neonato e tanto altro. Noi di Mamma Mather ne abbiamo scritto uno per te che risponde a tutte le domande che una futura mamma si fa prima di partorire e accompagnandola nel ritorno a casa. Il libro è in offerta speciale per te sia in versione e book che in libro cartaceo.
- Iniezione sottocutanea. Sedi e procedura via di somministrazione puntura sotto cute e sotto pelle
Iniezione sottocutanea ecco per te una pratica guida sulla somministrazione sottocutanea Sommario Somministrazione sottocutanea I Dove si fanno le punture sottocute I Materiale occorrente I Tecnica e procedura I Reazioni avverse I Farmaci e soluzioni sottocutanee Somministrazione per via sottocutanea L’iniezione sottocutanea è una delle procedure più utilizzate nella somministrazione di piccole quantità di farmaci quali eparina ed insulina per terapie sia in ospedale, che a casa della persona trattata. Cosa si somministra per via sottocutanea La somministrazione con punture sottocutanee viene scelta per farmaci che necessitano di una continua e lenta diffusione nel tempo. Le iniezioni sottocute vengono realizzata con apposite siringhe sottocutanee che talvolta vengono fornite complete di farmaco già dosato, come alcune eparine, oppure come nel caso di alcuni tipi di siringa insulina direttamente tramite delle penne, che permettono di caricare le unità da somministrare e di effettuare l’iniezione cliccando su di un pulsante. Iniezioni sottocutanee dove farle? Eseguire la procedura di iniezione sottocutanea correttamente permette di ridurre al minimo i possibili effetti avversi che sono rappresentati da lividi, dolore e nei casi più sfortunati lipodistrofie. I siti di iniezione raccomandati per la pratica delle punture sotto pelle sono rappresentati da: Addome Cosce Braccia Puntura sottopelle nell' addome (pancia) A livello dell’addome l'iniezione sottocutanea va praticata nella zona periombelicale (intorno all’ombelico), per i soggetti che hanno subito un intervento a livello addominale è preferibile evitare la pancia come sito di iniezione. Puntura sottocute alle cosce A livello della coscia l’iniezione va praticata nella zona laterale; dividendo la coscia a metà lungo la sua lunghezza, l’iniezione va eseguita nella porzione superiore. Iniezione sottocutanea braccio La procedura prevede la somministrazione a livello delle braccia nella porzione esterna superiore. È importante cambiare sito d’iniezione fra una somministrazione e l’altra, alternando anche il lato destro con il lato sinistro. Materiale occorrente per una iniezione sottocutanea Siringa sottocutanea con specifico ago sottocutaneo (chiamato anche ago da insulina) che può avere il farmaco già pronto nel caso dell’eparina o che deve essere a UI (Unità Internazionali) per la somministrazione di insulina, o penne; Farmaco; Cotone o garza; Antisettico. Agli sottocutanei Ago 4, 5 e 6 mm: Utilizzato generalmente nelle penne pre-riempite e nelle siringhe insuliniche. Ago 16 mm: ago classico delle siringhe da insulina. Come fare una puntura sottocutanea? Tecnica e procedura La tecnica per realizzare un’iniezione sottocutanea è la seguente: Preparare la siringa o la penna con il farmaco da somministrare, eliminando le bolle d’aria (la bolla d’aria che è presente nelle siringhe già pronte non va eliminata); Disinfettare la zona scelta con il cotone o la garza imbevuti di antisettico; Afferrare con la mano non dominante la zona scelta per l’iniezione a mo’ di pizzicotto e pungere al centro, l’ago va inserito con un’angolazione di 45° (obliquo, diagonale); Iniettare il farmaco, non è necessario aspirare, tenendo “il pizzicotto di pelle” fra le dita; Terminata la somministrazione estrarre l’ago ed esercitare una leggera pressione con il cotone o la garza senza massaggiare; Controllare che non siano comparsi lividi o altri effetti avversi come un ematoma sottocutaneo Inclinazione dell’ago Gli aghi da 4 e 5 mm possono essere inseriti nella cute a 90°, mentre per gli aghi da 6 mm o più va eseguita la tecnica della plica (o del “pizzicotto”) oppure inseriti con un’angolatura di 45°. Per i pazienti particolarmente magri, nelle somministrazioni sull'addome o sugli arti è consigliabile la plica o l'angolatura a 45° anche utilizzando un ago di 4 mm. Non va mai eseguita la manovra di Lesser (pressione negativa prima dell'iniezione) Tecnica della plica La procedura della plica consiste nel raccogliere il tessuto adiposo dello strato sottocutaneo, in questo modo si garantisce che il farmaco venga somministrato nel pannicolo adiposo anche quando si utilizzano aghi più lunghi di 6 mm. La puntura può essere somministrata con una inclinazione di 90° rispetto al piano cutaneo. Reazioni avverse delle punture sottopelle Gli effetti avversi conseguenti alla infusione sottocutanea sono molto rari e sono costituiti da: Edema locale (causato dal cattivo assorbimento soprattutto nei casi di ipoprotidemia); Gonfiore; Indurimento; Eritema; Dolore; Infezioni; Necrosi cutanea totale. L’iniezione sottocutanea è una procedura ampiamente utilizzata per molte terapie; è importante quindi conoscerne la corretta procedura per evitare una scorretta somministrazione del farmaco. Per qualsiasi dubbio riguardante la procedura bisogna chiedere al proprio medico o infermiere di fiducia, che spiegheranno la procedura chiarendo ogni perplessità o incertezza. Farmaci che si somministrano per via sottocutanea Punture di Eparina bemiparina (Ivor®); enoxaparina (Clexane®, Clexane T®); nadroparina (Fraxodi®, Fraxiparina®, Seledie®, Seleparina®); parnaparina (Fluxum®). Punture di Insulina Glulisina (Apidra) Aspart (Novorapid) Lispro (Humalog) Glargina (Lantus) Rapida ( Actrapid HM, Humulin R, Bio-Insulin R) Intermedia (Protaphane HM, hUMULIN I, Bio-InsulinI) Protratta (Ultraretard HM, Humulin L) Ultralenta (Humulin U) Premiscelata 10/90 -20/80- 30/70-40/60-50/50 umana (Actraphane HIM, Humulin, Bio-Insulin) Premiscelata animale (Rapitard Mc) Altre terapie somministrabili sotto cute Vaccini Morfina cloridrato: infusione continua sottocute Morfina solfato: iniezione sottocute Buprenorfina: infusione continua sottopelle Temgesic: puntura sottocute Tramadolo (Contramal) infusione continua sottocute Ketoprofene: puntura sottocute Diclofenac (Voltaren): infusione continua sottocute Ketorolac (Toradol, Lixidol) infusione continua sottocute Scopolamina butilbromuro (Buscopan): Iniezione sottocute Metoclopramide (Plasil): infusione continua sottocute Aloperidolo (Haldol, Serenase): puntura sottocute Desametasone (es. Soldesam): puntura sottocute Furosemide (es Lasix)iniezione sottocute Mammamather e Dott.ssa Federica Panebianco
- 15 settimana di gravidanza! Lunghezza feto, sintomi, ecografia, pancia, movimenti alla quindicesima
15 settimana di gravidanza, scopriamo cosa succede in questa settimana, quanti mesi sono, le dimensioni del feto, i sintomi, l’ecografia, gli esami da fare e come capire che va tutto bene. Sommario 15 settimana di gravidanza quanti mesi sono Misure del feto Sviluppo del feto Movimenti fetali a 15 settimane Sintomi fastidi e malesseri Pancia Dolori al basso ventre Rischio di aborto Perdite vaginali Ecografia 15 settimane Maschio o femmina? Esami da fare Diagnosi prenatale Consigli di benessere e bellezza Alimentazione Aumento di peso a 15 settimane 15 settimana di gravidanza quanti mesi sono Alla 15 settimana, da 15+0 a 15+6 giorni. sei entrata nel quarto mese e sei nel corso del secondo trimestre di gestazione. La gravidanza è ormai consolidata, il rischio di aborto è diminuito e a breve potrai avvertire i primi movimenti fetali. Misure del feto alla quindicesima settimana di gravidanza Il feto a 15 settimane è lungo 10 cm e pesa 70 grammi circa . Le dimensioni fetali sono simili a quelle di una mela. Il bambino misurato dal vertice al sacro ha un CRL di 93,9 mm ; il CRL è l’acronimo di Crown Rump Length, che consiste nella misurazione cefalo-rachidiana del feto mediante l’ecografia. Misure e dimensioni del feto minimo medio massimo circonferenza cranica 99 111 122 circonferenza addominale 81 92 103 lunghezza femore 17 19 22 diametro biparietale 31 34 37 Sviluppo del feto 15 settimane Il feto alla 15 settimana è perfettamente formato ed è sempre più simile ad un neonato vero e proprio; la sua pelle è rossiccia rugosa e si ricopre di una peluria molto sottile chiamata lanugine. Il viso del feto è ben delineato, le orecchie sono posizionate correttamente ai lati (prima erano sul collo) e gli occhi si spostano gradatamente verso il viso. Foto del feto alla quindicesima settimana Gli occhi del bebè si sono formati intorno alla 10 settimana ma rimarranno chiusi fino alla 26esima - 29esima settimana . Nonostante gli occhi sono chiusi, il feto può percepire fonti di luce , soprattutto se scopri la pancia in una giornata di sole (ricordati di mettere la protezione solare per evitare macchie alla pelle). Le ossa del bebè sono sempre più robuste e i muscoli acquisiscono la coordinazione , la forza e la prontezza di agitare le dita e succhiare il pollice. Le gambe del feto alla 15esima sono cresciute e sono diventate più lunghe delle braccia e adesso il corpo è proporzionato alla testa. Le ossa del feto crescono di giorno in giorno e necessitano di molto calcio ; assicurati di assumerne una buona dose con la dieta. A 15 settimane le papille gustative si sono formate e a volte il feto può avere il singhiozzo. Quando il feto ha il singhiozzo, tra alcune settimane, potrai sentire dei sussulti ritmati ma nessun suono poiché la sua trachea non è riempita di aria ma di liquido amniotico. Il feto a 15 settimane è in grado di eseguire movimenti respiratori, succhiare, deglutire; tutto in preparazione del grande giorno in cui nascerà. Il feto prende la maggior parte dell’energia necessaria dal glucosio che viene ricavato da quello che introduce la mamma con l’alimentazione. Assicurati di fare una dieta correttamente bilanciata che sia in grado di fornirgli il corretto nutrimento. Cosa sente il bambino nella pancia alla quindici settimane? Durante la 15ma settimana di gravidanza l’unico senso che il feto ha sviluppato è il gusto. Le papille gustative si sono formate intorno all’ 8 settimana e il piccolo si diverte ad assaggiare il sapore del liquido amniotico che viene influenzato dall’ alimentazione materna. Il suo udito si sta sviluppando anche se ancora non può comprendere ciò che sente. Il liquido amniotico che circonda il feto trasporta i suoni che arrivano dall’ esterno, specialmente il cuore della mamma e la sua voce. Non esitare a parlare con il bebè e a fargli ascoltare qualche canzone, vedrai che dopo la nascita quando sentirà quelle note si calmerà. Per altri sensi come udito, vista e olfatto bisogna attendere le 20 settimane circa . Cuore Il cuore batte con una frequenza da 120 a 160 battiti al minuto, un vero cavallino. Movimenti fetali a 15 settimane? Sono a 15a settimana di gravidanza e non sento movimenti, è preoccupante? Il feto alla quindicesima settimana si muove tantissimo, si diverte ad allungare braccia e gambe e a fare le capriole. I suoi spostamenti all'interno del liquido amniotico sono detti cranio-caudali , poiché coinvolgono tutto il corpo, da un'estremità all'altra. Poche mamme in attesa, e in particolare le donne alla prima gravidanza, riescono a cogliere il primo calcetto al quarto mese di gravidanza. Sebbene il feto si muova tanto non sono ancora percepibili i movimenti fetali che invece potranno essere sentiti più in là con la gestazione tra la 16 e la 20 settimana . Le mamme alla seconda gravidanza sono in grado di cogliere meglio i primi movimenti fetali e già dalla 15 sett possono avvertire qualche lieve vibrazione anche se non vi è certezza che si tratti del bebè o dell’ intestino in movimento. 15 settimana sintomi fastidi e malesseri I fastidiosi sintomi che hanno caratterizzato le prime fasi della gravidanza adesso sono solo un ricordo. È probabile che non soffrirai più di nausea e il cibo riacquisterà sapore e aroma. Aumenta anche il livello di energia e di libido. Tutto questo però non è la regola, vi sono mamme che possono continuare a lamentare nausea o altri malesseri per tutta la gravidanza, e mamme che non manifestano nessun fastidio per tutti i nove mesi. Sintomi tipici del secondo trimestre (15 settimane gravidanza) stanchezza ; riduzione dello stimolo a urinare; riduzione o scomparsa di nausea e vomito (in alcune donne la nausea non passa); salivazione eccessiva, scialorrea; emicranie occasionali; il seno continua ad ingrossarsi ma il dolore si attenua; bruciore di stomaco, cattiva digestione, difficoltà di digestione, flatulenza e meteorismo intestinale; aumento dell’appetito; stitichezza; emorroidi; lieve gonfiore alle gambe , ai piedi e al viso; congestione nasale; gengive sensibili con possibile sanguinamento; aumento delle perdite vaginali; occasionali svenimenti e capogiri soprattutto dopo un improvviso cambiamento di posizione; vene varicose alle gambe o alla vulva; dolori alla schiena. 15 settimana di gravidanza pancia L’utero ha le dimensioni di un piccolo melone e adesso inizia a sporgere dalla cavità pelvica. Se con le dita delle mani eserciti una piccola pressione sull’ addome puoi sentire la sommità dell’utero a circa 1-2 cm sotto l’ombelico. La pancia è ben visibile, potresti percepirla come una pancia enorme se eri abituata ad un ventre piatto, ma non si tratta solo di bambino, ma anche di gas intestinale che rende l’addome gonfio. I soliti indumenti inizieranno a starti stretti quindi meglio non indossare nulla di oppressivo sul ventre. La conformazione propria del corpo conta molto, la pancia ingrandita non è una regola che vale per tutte le mamme; infatti, alcune donne sono senza pancia fino al secondo trimestre inoltrato mentre ad altre donne la pancina salta fuori già da questa settimana. Dolori al basso ventre e pancia dura a quindici settimane gravidanza L’ utero è sempre più grande e si sposta verso la cavità pelvica, per questo i legamenti che normalmente tengono l’utero ancorato nell’ addome si stirano causando dolore al basso ventre, fitte e dolori ai lati dell’addome (sensazione simile ai dolori alle ovaie). I dolori pelvici possono essere anche la conseguenza di contrazioni uterine che in questa fase potrebbero far aprire il collo dell’utero, provocare distacco di placenta con minaccia di aborto o peggio un aborto. Generalmente le contrazioni sono avvertite con la sensazione di pancia dura e fastidio intermittente simile al dolore mestruale. Se sei alla seconda gravidanza non ti sarà difficile capire che non si tratta di un semplice fastidio dato dall’ utero in crescita o di contrazioni uterine. In ogni caso se le fitte al basso ventre si presentano spesso e hai la sensazione che la pancia si indurisca sottoponiti ad un controllo ostetrico in tempi brevi. 15 settimane e rischio di aborto A 15 settimane il rischio di aborto e la possibilità di perdere il bambino è piuttosto rara. Detto ciò, bisogna sempre evitare comportamenti che possono mettere a rischio la gestazione, inoltre è importante prestare attenzione ai segnali che il tuo corpo ti manda. Ad esempio, se dopo aver camminato o lavorato più del solito noti che la pancia diventa dura e avverti dolori mestruali stai a riposo e se il sintomo persiste fai un controllo ostetrico. Attenzione al mal di reni! In gravidanza il mal di schiena è frequente ma se questi è localizzato nella parte lombare procurando forte dolore, potrebbe essere la conseguenza dell’utero contratto. Perdite di sangue marroni , rosate o rosse possono indicare un distacco o che qualcosa non sta andando bene a livello uterino. Perdite di sangue e coaguli dai genitali richiedono un tempestivo accertamento medico per valutare la presenza di minaccia di aborto o peggio di aborto. 15 settimane e perdite vaginali Le perdite vaginali liquide, lattiginose e mucose sono normali in gravidanza e prendono il nome di leucorrea. La leucorrea ha lo scopo di proteggere il canale da parto da infezioni e mantenere un sano equilibrio batterico all’ interno della vagina. La leucorrea può portare qualche piccolo disagio tanto che potrebbe essere necessario indossare un assorbente (assolutamente vietati gli assorbenti interni). Ecco una guida per regolarsi con le perdite vaginali in gravidanza: Perdite bianche. Le perdite bianche non rappresentano un fattore di preoccupazione. Le mucose vaginali sotto l’effetto degli ormoni aumentano la produzione ghiandolare provocando un aumento di secrezioni. Perdite gialle . Le perdite gialle soprattutto se maleodoranti possono indicare un’infezione in corso. Perdite rosate o marroni . Le perdite marroni o rosate meritano sempre un controllo ostetrico perchè possono esprimere la presenza di una minaccia di aborto. Perdite di sangue rosso vivo. In caso di perdite di sangue è necessario recarsi al più vicino pronto soccorso ostetrico per valutare se la gravidanza è ancora in sede e vi è la presenza di un distacco. Ecografia 15 settimane L’ecografia a 15 settimane è un momento davvero emozionante. Il feto è visualizzato in modo chiaro ed è possibile apprezzare il profilo del suo volto e i piedini che scalciano; invece, l’ecografia 3d permette di visualizzare il feto cogliendone tutti i particolari, somiglianze comprese. Con l’ecografia del secondo trimestre è possibile valutare se il feto sta crescendo correttamente in relazione alle curve di crescita fetali di riferimento. Misurare la crescita del feto è molto importante perché consente di evidenziare un eventuale rallentamento o arresto dello sviluppo e ricercarne le cause. 15 settimane di gravidanza ecografia interna o esterna L'ecografia transaddominale (ecografia esterna) è quella da preferire in quanto il feto è abbastanza grande da essere visualizzato. L’ ecografia transvaginale, viene eseguita nei casi in cui è necessario stabilire se il collo dell’utero è chiuso o se si è modificato raccorciandosi. Questo tipo di ecografia interna prende il nome di cervicometria. L’ecografia interna non rappresenta un pericolo per il feto e la gravidanza. Ecografia 15 settimana di gravidanza cosa si vede? L' ecografia alla 15 settimana di gravidanza permette di visualizzare il feto, la placenta e la quantità di liquido amniotico. Lo studio del bebè comprende: lunghezza fetale, CRL, misurazione del femore, misurazione della circonferenza cranica e del diametro addominale ; la valutazione della presenza e della crescita degli organi fetali; non ultimo con l’ecografia alla 15 settimana è possibile ascoltare il battito cardiaco fetale. Placenta bassa L’ ecografia, oltre che valutare il benessere del feto, ha lo scopo di studiare la placenta e la sua posizione. La localizzazione rappresenta la sede dell’utero in cui si impianta la placenta che può essere anteriore, posteriore laterale o fundica. In una piccola percentuale dei casi la placenta è bassa, cioè si colloca in prossimità dell’apertura del collo dell’utero determinando la cosiddetta placenta previa. A 15 settimane un riscontro ecografico di placenta bassa non esprime definitivamente una diagnosi di placenta previa, in quanto con il passare dei mesi l’utero si ingrossa e la placenta potrebbe risalire. Un referto di placenta bassa al secondo trimestre sarà rivalutato nel corso della gravidanza. 15 settimane di gravidanza: maschio o femmina? Molti genitori si chiedono a che settimana si vede il sesso ? In corso di ecografia alla quindicesima settimana anche se il feto si è già differenziato in maschio o femmina, sviluppando ovaie o testicoli, con la scansione ad ultrasuoni non è possibile vedere se si tratta di un bimbo o di una bimba. Di norma la visualizzazione del sesso fetale è rimandata alla 18 settimana. Di seguito ecco il video di un feto alla quindicesima settimana. Esami da fare Gli esami in gravidanza e i controlli alla quindicesima settimana possono variare in base allo stato di salute della gestante. Ci sono gravidanze che richiedono solo le analisi e le ecografie minime previste dal Ministero della Salute (a carico del Sistema Sanitario Nazionale); altre gravidanze necessitano di uno stretto monitoraggio con esami aggiuntivi ed ecografie ravvicinate. Sarà cura del vostro ginecologo e della vostra ostetrica prescrivere le analisi necessarie. Detto questo ecco i controlli e gli esami da fare : Emocromo completo Esame urine completo Glicemia Transaminasi (chiamate AST e ALT oppure GOT e GPT) Esami della funzionalità renale Rubeo test Toxotest Citomegalovirus IgG e IgM Gruppo sanguigno Test di Coombs indiretto (nelle donne con Rh negativo va ripetuto ogni mese) Test di diagnosi prenatale come Translucenza nucale , test combinato Bi test , DNA fetale. Diagnosi prenatale Gli esami prenatali alla 15esima settimana sono costituiti da test di screening per valutare il rischio che il feto sia affetto da sindrome di Down o da altre malattie genetiche. Le analisi prenatali a cui potrai sottoporti nel corso di questa settimana sono sia non invasivi che invasivi, i primi danno solo una percentuale di rischio di malattia fetale; i secondi danno una diagnosi certa mediante lo studio dei cromosomi fetali. La diagnostica prenatale a quest’ epoca è costituita da: Bi test Amniocentesi Test DNA fetale Bi test Il https://www.mammamather.com/post-1/diagnosi-prenatale-bi-test-duo-test-combinato bi test è uno screening non invasivo che si effettua a cavallo tra il primo e il secondo trimestre di gravidanza. Non si tratta di un test di certezza e non dà un risultato definitivo sulla salute del bambino, ma fornisce solo un indice di probabilità che il feto sia affetto da malattia mediante l’ elaborazione di diversi dati costituiti dall’ età materna, dalla translucenza nucale e dai valori plasmatici della proteina PAPP-A E DEL bhcg Amniocentesi L' amniocentesi è un test di screening prenatale invasivo in cui si preleva un campione di liquido amniotico sul quale effettuare uno studio per ricercare la presenza di anomalie genetiche . Il periodo migliore per eseguire l’ amniocentesi è tra la 16a e la 18a settimana di gestazione. Test Dna fetale Il DNA fetale è uno screening non invasivo che mediante un prelievo di sangue alla mamma individua il rischio che il feto sia affetto da anomalie cromosomiche come la trisomia 13, la trisomia 18 e la trisomia 21 (sindrome di Down). Consigli di benessere e bellezza Sono incinta alla quattordicesima settimana e ora? Seno gonfio o sgonfio? Le mamme si possono preoccupare se un giorno avvertono il seno ingrandito e dolente mentre il giorno seguente hanno la sensazione che il seno sia sgonfio. Non vi è nulla di preoccupante ma è solo l’effetto degli ormoni. Il seno gonfio può essere doloroso, per un maggior confort utilizza un reggiseno che sostenga le mammelle evitando microtraumi. Tieni d' occhio eventuali macchie giallognole sul reggiseno, si tratta di gocce di colostro che fuoriescono dai capezzoli il che indica che il seno si sta preparando per l' allattamento . Mal di schiena Il mal di schiena in gravidanza è dovuto prevalentemente all’ eccessiva curvatura della colonna lombosacrale. Mantenere una postura corretta aiuta a prevenire i dolori alla schiena . Se devi prendere una cosa dal pavimento evita di piegare la schiena, piuttosto abbassati piegando le ginocchia. Se il peso della pancia ti provoca dolore alla schiena indossa una fascia di supporto per la gestazione , non pensare che sia troppo presto, la tua schiena ti ringrazierà. Come dormire in gravidanza Inizia a dormire sul fianco sinistro , a breve non potrai più coricarti a pancia in giù per via dell’utero mentre in posizione supina potrai avvertire una fastidiosa sensazione di compressione. Per riposare meglio puoi acquistare un cuscino per la gravidanza e l’allattamento. Bruciore di stomaco Il bruciore di stomaco, pirosi, si presenta generalmente nel secondo trimestre di gravidanza ed è destinato a sparire con la nascita del bambino. Anticamente si pensava che fosse dovuto alla crescita dei capelli del bebè ma in realtà è procurato dall’ aumento del volume dell’utero che spinge lo stomaco verso l’alto. La compressione dello stomaco arreca un allentamento del cardias, la valvola che mette in comunicazione lo stomaco con l’esofago, per cui è piccole quantità di succhi gastrici possono refluire nell’ esofago determinando il disturbo. Più l’utero si ingrandisce, maggiori probabilità ci sono che il disturbo si presenti. Per tenere a bada il reflusso: mangia poco e spesso; mastica per bene ogni boccone e mangia lentamente; evita le bevande irritanti come caffè, tè e spremute di agrumi; bevi poco durante i pasti; evita di distenderti subito dopo i pasti, piuttosto fai una bella passeggiata o stai seduta con la schiena ben dritta. Giramenti di testa, capogiri e vertigini I giramenti di testa in gravidanza sono sicuramente fastidiosi ma non pericolosi. Le vertigini sono molto frequenti durante i nove mesi e sono indotte dagli alti livelli di progesterone che fanno allentare e allargare i vasi sanguigni rallentando il ritorno venoso. Un minor afflusso di sangue comporta un abbassamento della pressione generando il capogiro. Ecco alcuni suggerimenti per evitare i giramenti di testa: cambia posizione lentamente, ad esempio, alzati dal letto gradualmente; assumi proteine e carboidrati complessi ad ogni pasto per evitare cali glicemici; bevi almeno due litri di acqua al giorno, la disidratazione favorisce le vertigini; evita posti sovraffollati. Sesso in gravidanza Se non ci sono controindicazioni non vi è nulla di male nel vivere la sessualità in gravidanza. Scegli le posizioni che ti fanno stare comoda, l’ intimità nella dolce attesa è un ottimo modo per condividere la trasformazione del tuo corpo con il partner. Igiene intima in gravidanza In gravidanza aumenta il rischio di infezioni del tratto urinario o di infiammazioni vaginali. I bruciori quando si urina e le cistiti vanno curati perché potrebbero essere causa di coliche renali e parto prematuro . Cura l’igiene intima: utilizza biancheria traspirante e lava i genitali con un detergente apposito per la gravidanza. Curiosità, si può prendere l’aereo in gravidanza? La gravidanza non rappresenta di per sé un ostacolo a poter viaggiare. Certamente è meglio evitare viaggi avventurosi o destinazioni in cui gli standard sanitari non sono adatti ad una donna in gravidanza. Fino alla 27 settimana le compagnie aeree non pongono alcun tipo di limitazione a far volare le donne incinta mentre dopo la 28esima settimana alcune società di volo possono richiedere alla donna un certificato medico di idoneità. Dopo la 36 settimana è sempre sconsigliato prendere l’aeromobile. Il metal detector è pericoloso per il feto? I normali controlli di sicurezza non sono un rischio né per la mamma né per il bambino. 15 settimane e alimentazione Nel corso di questa settimana avrai più appetito e voglia di mangiare. Attenzione perché se non ti alimenti in modo corretto rischi di prendere molti chili che poi saranno difficili da smaltire. La dieta sana in gravidanza assicura un corretto nutrimento del feto con l’occhio alla bilancia. Non è necessario mangiare per 2, a partire dal secondo trimestre è solo opportuno incrementare la dieta di 300 calorie. Cosa mangiare e cosa non mangiare in gravidanza Le calorie andrebbero suddivise in cinque pasti nutrienti e facili da digerire , come suggerisce la dieta mediterranea. Consuma due porzioni di pesce alla settimana evitando il pescato con elevati livelli di mercurio. Per non sbagliare puoi optare per salmone, sgombro acciughe e aringhe. Mangia frutta e verdura di stagione . Se consumi vegetali crudi lavali accuratamente sia per evitare di contrarre la toxoplasmosi (se non sei immune) sia per rimuovere residui di pesticidi e fertilizzanti presenti sulla buccia o nelle foglie. Scegli con cura ogni boccone pensando sempre al bebè in modo da fornirgli sostanze nutrienti. Ad esempio, 200 calorie di frittura non sono uguali a 200 calorie di una pasta condita in modo leggero, 10 patatine fritte non sono uguali a 10 patatine lesse condite con un filo d’olio. Occhio alle etichette! I cibi confezionati anche se golosi contengono una grande quantità di conservanti, coloranti e altre sostanze potenzialmente dannose per il bebè. Bevi almeno due litri di acqua al giorno ed evita le bibite gassate. Mangia ogni giorno almeno una porzione di latte o derivati. Aumento di peso a 15 settimane Il peso materno accumulato dovrebbe non essere superiore a 2-3 kg. Mammamather ostetrica tascabile Leggi anche Esami in gravidanza Disturbi e rimedi in gravidanza Emorroidi in gravidanza Prepararsi al parto: cose da sapere prima del parto Dieta in gravidanza: cosa mangiare e cosa evitare Lista nascita: metti solo le cose indispensabili Come combattere la nausea in gravidanza Quando si sentono i primi movimenti fetali? Come vivono la gravidanza i futuri papà Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. Non vi è alcun obbligo di acquisto ma solo vantaggi Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto da Amazon 10% spendendo almeno 400€ o un 15% quando spendi più di 800€ nella tua Lista di nascita Più di 100.000 prodotti per aiutarti dall'inizio della gravidanza. #15settimanedigravidanza #15settimana #15settimane #15settimanadigravidanza #15weeks #15weekspregnancy #15weeksofpregnancy
- Perdita del tappo mucoso in gravidanza. Colore del muco, cosa fare, quanto manca al travaglio parto
Hai perso il tappo mucoso e ti chiedi quando iniziano le contrazioni e quanto ti manca al parto? Cara mamma, ti trovi nel posto giusto! In questo articolo ti dirò tutto sulla perdita del tappo mucoso: quando si perde, come capire se si tratta di liquido amniotico o di tappo mucoso, di che colore è, cosa significa quando è striato di sangue e dopo quanto si partorisce Foto e immagine del tappo mucoso in gravidanza Ho perso il tappo mucoso, il parto è vicino? La perdita del tappo mucoso in gravidanza è uno dei segnali che nelle ultime settimane di gestazione le mamme attendono con trepidazione e che insieme alle contrazioni uterine indica l'avvicinarsi del travaglio di parto. Una delle domande che le mamme a fine gravidanza si fanno è " Con la perdita del tappo mucoso quanto manca al parto e se le perdite gelatinose anticipano davvero il travaglio?" È importante prima di ogni cosa conoscere l’aspetto e la funzione del tappo mucoso all'interno del collo dell’utero in modo da poterlo riconoscere e comprendere i segnali che il parto è vicino. Cos’è il tappo mucoso della gravidanza? Quando si forma il muco gelatinoso? Il tappo mucoso è un vero e proprio tappo vaginale che si forma nel collo dell'utero nelle prime settimane di gravidanza ed è costituito da materiale gelatinoso bianco dall' aspetto mucoso e denso, inodore e composto principalmente da acqua e glicoproteine. La funzione principale del muco gelatinoso in gravidanza all'interno della cervice è proteggere il feto da agenti infettivi e sostanze dannose che potrebbero risalire dal canale cervicale. La perdita del tappo è un fenomeno che si verifica nelle ultime settimane di gravidanza e quando vi è la sua discesa è un segno che il collo dell'utero si sta modificando , ad esempio si è raccorciato e portato in posizione anteriore e quindi si sta preparando al travaglio. Le perdite bianche acquose e mucose a fine gravidanza sono fisiologiche e sono il segno che la vagina si sta lubrificando maggiormente in preparazione al parto. La maggiore idratazione vaginale prende il nome di leucorrea che però differisce totalmente dalla perdita del tappo mucoso. Come riconoscere il tappo mucoso gravidanza ? L' aspetto del tappo mucoso differisce da donna a donna in base alla conformazione degli organi del sistema riproduttivo femminile e dai livelli ormonali unici per ciascuna gravida, in particolare il progesterone che induce l'inspessimento del muco cervicale. La densità, il colore e la quantità di secrezioni che viene espulsa possono variare. Il tappo mucoso ha un aspetto caratteristico: si presenta come una massa di muco gelatinoso, filamentoso, acquoso con un colore variabile dal bianco lattiginoso al giallino e in alcuni casi può presentarsi senza sangue o striato di sangue. Quando avviene la perdita del tappo cervicale si ha una sensazione che qualcosa fuoriesce dalla vagina e controllandosi si ritrova la sostanza trasparente, rosata o marrone nelle mutandine. Colore del tappo muso La perdita del tappo mucoso è quindi una perdita di muco gelatinoso che può avere diverso colore: muco bianco denso e trasparente; muco rosa; muco di colore marrone giallastro; una perdita di muco con striature di sangue; fuoriuscita di muco seguita da una lieve perdita di sangue, in questo caso si dice che la donna sta marcando ed è un chiaro segnale che il travaglio inizierà da lì a poco. Come avviene e quanto dura l’espulsione del tappo gelatinoso? La fuoriuscita del tappo può avere tempi diversi, il tappo mucoso si può perdere un poco alla volta o tutto insieme. La discesa può essere lenta e precedere il travaglio di giorni o settimane oppure può essere tutta in un unico momento, ad esempio, all' inizio travaglio da parto. Il tappo mucoso si trova nel collo dell’utero pertanto le modificazioni cervicali, come il raccorciamento del collo nella fase prodromica (con le contrazioni preparto) ne determinano la sua espulsione dalla vagina all'esterno, ma non bisogna confondere questo evento con l’inizio del travaglio. Perdere il tappo mucoso è sicuramente un segnale che il travaglio è vicino ma per potersi definire travaglio attivo sono necessarie le contrazioni regolari e la dilatazione cervicale. Immagine del tappo mucoso Perdita del tappo mucoso o liquido amniotico? La perdita del tappo mucoso e la rottura delle acque anche se sono dei segnali prodromici del travaglio sono due eventi totalmente diversi. La rottura delle acque provoca una fuoriuscita abbondante e continua di liquido amniotico che bagna mutandine, vestiti e spesso anche gambe e pavimento. La perdita del tappo mucoso invece causa una sensazione di umido nella biancheria ma quasi mai arriva a bagnare la donna. Se però si ha il dubbio che le perdite non siano tappo mucoso ma liquido amniotico è sempre bene fare un controllo dalla tua ostetrica anche perché in caso di rottura delle membrane confermata e tampone vaginale positivo per streptococco sarà necessaria la somministrazione di un antibiotico per proteggere il feto da eventuali infezioni. Per approfondire: rottura delle acque Quando si perde il tappo mucoso in gravidanza? Le perdite gelatinose in gravidanza che segnano l'avvicinarsi del parto di norma avvengono a fine gestazione quindi in gravidanza a: 38 settimane 39 settimane 40 settimane 41 settimane Se si presenta l'espulsione del tappo mucoso in gravidanza pretermine Dobbiamo sempre tenere in considerazione le circostanze in cui avviene la perdita gelatinosa, se questa avviene a fine gravidanza è un chiaro segno che il parto sarà a breve e non vi è alcun pericolo, ma se la perdita del tappo si verifica in largo anticipo dalla fine della gravidanza è un segnale che il collo dell'utero presenta un a dilatazione e quindi un rischio di parto prematuro. La perdita di muco in gravidanza prima del termine necessita di un monitoraggio ostetrico per valutare la presenza di contrazioni, la dilatazione della cervice uterina e misurare la lunghezza del collo dell’utero con la cervicometria per accertare ed eventualmente in iziare una terapia idonea per la minaccia di parto prematuro. Per approfondire: minaccia di parto pretermine Perdita del tappo mucoso, quando manca al parto? Quando inizia il travaglio È molto difficile stabilire con certezza il connubio tappo mucoso parto, perché i fenomeni che portano all'avvio delle contrazioni è variabile da gravidanza a gravidanza. Le donne al primo figlio possono avere la perdita del tappo anche giorni o settimane prima dell'inizio del travaglio, mentre le donne che hanno già partorito tendenzialmente perdono il tappo mucoso e subito dopo si mettono in travaglio. Ovviamente non vi è una regola precisa e definita , potrebbe anche succedere che una donna al primo parto perda il tappo e si metta immediatamente in travaglio e una donna che ha già avuto figli perda il tappo gelatinoso e si metta in travaglio dopo giorni. Tappo mucoso, con o senza contrazioni, travaglio e parto Tutto dipende dalle contrazioni. Vi sono dei segnali che accompagnano le perdite mucose trasparenti e le perdite gelatinose marroni rappresentando un chiaro segnale che il travaglio inizierà a breve: spossatezza pancia bassa dolore alla schiena contrazioni sempre più ravvicinate Non si può stabilire quando inizierà il travaglio, in alcuni casi possono passare dei giorni interi tra la fuoriuscita del muco e la nascita, in altri casi le due cose possono essere più vicine nel tempo. Ci sono dei fattori che favoriscono la perdita del tappo mucoso come: una visita ostetrica interna per stimolare il parto con lo scollamento delle membrane un rapport sessuale in cui il collo dell'utero viene stimolato meccanicamente sia con coito sia con l’orgasmo. Perdita del tappo mucoso dopo scollamento delle membrane Termine di gravidanza è possibile stimolare il parto con lo s collamento delle membrane che prende il nome di stripping. In sostanza quando il collo dell’utero è lievemente dilatato l’ostetrica con una visita approfondita scolla le membrane dalle pareti uterine in prossimità del collo dell’utero. Questa manovra favorisce la comparsa delle contrazioni e nella maggior parte dei casi potrebbe provocare la fuoriuscita del tappo mucoso. Quindi perdere il tappo a termine di gravidanza dopo che sono state scollate le membrane è del tutto normale Perdita del tappo mucoso cosa fare? Una volta che si è rilevata la fuoriuscita del tappo mucoso è necessario eseguire una buona igiene intima e monitorare la presenza di contrazioni uterine in particolare se sono da fase latente del travaglio o da fase attiva oppure sono del tutto assenti. Bisogna prestare attenzione alle perdite vaginali che seguono l’espulsione del tappo e quini con: fuoriuscita di liquido amniotico; fuoriuscita di sangue; perdita di colore marrone o rosa. Se la perdita mucosa è seguita da abbondante perdita di liquido in quel caso potrebbe essere avvenuta la rottura delle membrane quindi è necessario recarsi in ospedale portando con se il referto del tampone vaginale . Le perdite marroni a fine gravidanza sono normali ma non devono essere seguite da abbondante perdita di sangue, in quel caso recarsi sempre al primo ospedale vicino. Infine, se perdere il tappo è susseguito da un’attività contrattile valida e intensa il travaglio potrebbe essere iniziato. Perdita tappo mucoso e segnali da attenzionare (sangue) Ci sono casi in cui la perdita del tappo mucoso ha dei chiari segnali patologici: perdita del tappo mucoso prima del termine con rischio di parto prematuro; perdita del tappo accompagnata da abbondante fuoriuscita di liquido, probabile rottura delle membrane; tappo mucoso di colore verdastro; perdita del tappo accompagnata a fuoriuscita di sangue; tappo mucoso giallo e maleodorante. Fuoriuscita del tappo mucoso, quando andare in ospedale? Perdita del tappo prematuramente Se la perdita del tappo mucoso si presenta in un p eriodo antecedente al termine della gravidanza può essere il segnale di una minaccia di parto pretermine, pertanto, è necessario consultare tempestivamente il proprio curante. Perdita abbondante di liquido Se la perdita del tappo mucoso è accompagnata ad abbondate perdita di liquido e secrezioni è opportuno fare un controllo ostetrico per valutare se c'è stata la rottura delle membrane con fuoriuscita di liquido amniotico. Perdita del tappo di colore verde Se il tappo mucoso è di colore verdastro e maleodorante è assolutamente necessario eseguire un controllo in tempi brevissimi per valutare se il feto è in sofferenza fetale. Perdita di muco e sangue Se la perdita del tappo mucoso è accompagnata da perdita abbondante di sangue rosso vivo simile alla mestruazione bisogna recarsi immediatamente in ospedale per escludere un distacco di placenta. Il tappo è di colore giallo ed emana cattivo odore Se la perdita del tappo mucoso è di colore giallo ed emana cattivo odore è opportuno eseguire un controllo ostetrico per escludere la presenza di infezioni, in questi casi sarebbe auspicabile sottoporsi ad un tampone vaginale per la ricerca di batteri e miceti. Spero che questa guida ti sia stata utile! Raccontami come hai perso il tappo mucoso e dopo quanto hai partorito, sarò felice di leggerti. Fai il corso preparto mamma mather Il corso preparto si focalizza sulla preparazione alla nascita, comprese le scelte sul parto come: Le posizioni da assumere durante il travaglio di parto ; la preparazione del perineo; l’ episiotomia ; l’autocura nel post partum; l’ assistenza al neonato e tanto altro. Noi di Mamma Mather ne abbiamo scritto uno per te che risponde a tutte le domande che una futura mamma si fa prima di partorire e accompagnandola nel ritorno a casa. Il libro è in offerta speciale per te sia in versione e book che in libro cartaceo. Mammamather ostetrica tascabile Per approfondire Lista ospedale nascita in pdf da scaricare Lista nascita Amazon Dieta in gravidanza Donazione sangue cordonale Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon . Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. Non vi è alcun obbligo di acquisto ma solo vantaggi Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto da Amazon 10% spendendo almeno 400€ o un 15% quando spendi più di 800€ nella tua Lista di nascita Più di 100.000 prodotti per aiutarti dall'inizio della gravidanza. Cosa aspetti fai subito la tua Lista nascita ! #tappo #tappomucoso #espulsionetappo
- Lavare i capelli al neonato e prendersi cura della crosta lattea
Come lavare i capelli ai neonati Come fare lo shampoo al neonato Lavare i capelli al neonato durante il bagnetto Cura della crosta latte Come si asciugano i capelli del neonato I prodotti consigliati da noi L' igiene del neonato è un momento speciale accompagnato da coccole e carezze. Vediamo come prendersi cura dei capelli del neonato e come asciugarli come trattare la crosta lattea . Come lavare i capelli al neonati? Il lavaggio dei capelli del neonato dipende essenzialmente dalla quantità di capelli. Ci sono neonati che hanno la testa ricoperta solo da poca peluria altri che invece hanno tanti e forti capelli. Prima di iniziare è necessario riscaldare l' ambiente e preparare il materiale occorrente costituito da: Shampoo per neonati; Teli caldi e avvolgenti; Vaschetta per neonati (solo se il lavaggio viene fatto insieme al bagnetto) Phon Ci sono due differenti modalità di pulizia dei capelli del neonato : si può fare solo lo shampoo o lavare i capelli mentre si fa il bagnetto. Vediamoli insieme passo passo. Come fare lo shampoo al neonato ? Lavare solo i capelli è consigliato alle neomamme che desiderano prendersi cura del neonato senza immergerlo completamente in vaschetta. Aprite il rubinetto dell'acqua e regolatela alla giusta temperatura , per essere sicuri potete utilizzare un termometro da bagno , in commercio ne esistono tanti e a prezzi economici. Il neonato deve essere avvolto in una copertina lasciando solo la testa fuori e tenuto in braccio nella posizione di rugby con il capo leggermente inclinato verso il basso per non far andare l’ acqua negli occhi. In commercio esistono delle apposite visiere no lacrime che possono essere usate per evitare di bagnare il viso e gli occhietti del bebè. Il neonato non va mai messo sotto il getto dell’ acqua corrente, poiché forti cambiamenti della temperatura potrebbero causare ustioni. I capelli devono essere inumiditi ed insaponati con una piccola quantità di shampoo delicato. Una spazzola molto morbida può essere usata per massaggiare tutta la testa facendo attenzione alle fontanelle . Sciacqua i capelli e asciugali con un’ asciugamano asciutta. Se nella cute ci sono zone squamose inumidirle con una lozione mezz’ora prima di eseguire lo shampoo, in questo modo con il massaggio di una spazzola sarà più facile rimuoverle. Lavare i capelli al neonato durante il bagnetto Di solito ai bambini piace molto di più il bagno nella vaschetta piuttosto che il lavaggio dei soli capelli. Come sempre è consigliato preparare prima tutto il materiale e metterlo a portata di mano. La vaschetta deve essere riempita con solo 10-15 cm di acqua prestando sempre particolare attenzione per la temperatura. Per prevenire lo scivolamento si può mettere una salvietta o un piccolo asciugamano sul fondo della vaschetta o del lavandino. In commercio esistono apposite vaschette da bagno studiate per prevenire lo scivolamento del neonato e fare un bagnetto in sicurezza. Immergere delicatamente il neonato e porre una mano dietro la nuca e reclinare la testolina indietro per evitare che l'acqua o il detergente vadano negli occhi. Per bagnare i capelli con più facilità si può usare una tazza di plastica e provvista di manico. Evitare di utilizzare altri materiali perchè se la tazza dovesse scivolare potrebbe rompersi. Se il bebè ha pochi capelli sarà sufficiente massaggiare delicatamente la cute e poi sciacquarla, se invece il piccolo ha tanti capelli utilizzare uno shampoo specifico , massaggiare la cute e risciacquare con attenzione per evitare che rimangano eventuali residui di schiuma. Dopo il bagnetto il neonato deve essere avvolto in un’ asciugamano togliendo subito le tovaglie che via via si inumidiscono. Cura della crosta lattea La crosta lattea è una forma di dermatite seborroica molto comune tra i neonati che può comparire già dai primi giorni di vita, e si presenta con delle piccole squame di colore giallo sulla testa del neonato . Si possono tranquillamente lavare i capelli avendo solo qualche piccolo accorgimento: Evitare di lavare troppo frequentemente la testa del neonato per evitare le l' infiammazione peggiori; Utilizzare un detergente specifico a base oleosa; Non cercare di grattare via le croste peggiorereste solo l' irritazione. Come si asciugano i capelli del neonato? La modalità di asciugatura dipende dalla quantità di capelli del piccolo, se ha poca peluria sarà sufficiente tamponare la testa con delle salviette o mussole calde cercando di non premere troppo in corrispondenza delle fontanelle . Se invece il piccolo è un capellone utilizzare il phon avendo l' accortezza di non metterlo ad una temperatura troppo calda e non dirigere il getto d' aria sul viso del bambino o sulla cute. Una volta terminata l' asciugatura pettinare i capelli del piccolo a vostro piacimento. Consiglio sempre di evitare di mettere creme o lozioni sulla testa del piccolo. I prodotti consigliati da noi MammaMather ostetrica tascabile EMERGENZA PEDIATRIA PSICOLOGIA SVEZZAMENTO FITNESS SESSUALITA' #neonato #crostalattea #lavareicapellialneonato #shampooneonato #bagnetto #bagnettoneonato
Non hai trovato quello che cercavi? Esplora questi contenuti per accompagnarti nel tuo percorso.
Leggi articoli approfonditi su gravidanza, travaglio, parto, allattamento e benessere femminile: tutto ciò che ti serve per sentirti preparata e compresa.
Un corso ostetrico dolce, completo e aggiornato per prepararti davvero al parto, dalla 36ª settimana alla nascita. Con video, pdf e guida passo passo.
Oggetti utili e selezionati con cura: accessori per il parto, la nascita e il post-parto scelti da un’ostetrica. Per te e per il tuo bambino.
Oppure torna alla homepage per continuare a esplorare contenuti pensati per te.
In questa pagina puoi trovare contenuti su gravidanza, travaglio, parto naturale, taglio cesareo, allattamento, neonato, post-parto, corsi di accompagnamento alla nascita, consigli ostetrici, prodotti per la mamma e il bambino, risorse utili e parole buone per ogni fase della maternità.














