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  • Sesso in gravidanza! Tutto sui rapporti, quando sono controindicati, i rischi e le posizioni

    Sesso in gravidanza, si può far c'è il rischio di causare un danno al bambino? In questo articolo cara mamma, avrai tutte le risposte sul fare l' amore in gravidanza, i benefici e i rischi per il feto, quando ci si deve astenere, le posizioni e quando il sesso aiuta l'inizio del travaglio. Sesso in gravidanza Si può fare l' amore in gravidanza? Questa è una delle domande più frequenti dei futuri genitori poiché i dubbi e le paure che accompagnano i rapporti sessuali in gravidanza sono davvero tanti. Vi dico subito che fare l'amore in gravidanza fa bene alla coppia e non vi è alcun rischio per il feto salvo in casi particolari, tuttavia è indispensabile che i rapporti sessuali in gravidanza non comportino per la gravida disagio, affanno o dolore. La gravidanza è una condizione fisiologica, e se non vi sono particolari controindicazioni ostetriche, non vi è alcuna ragione di rinunciare alla sessualità con il proprio partner. E' stato dimostrato che fare l' amore nei nove mesi provoca gioia e appagamento nei genitori e diminuisce inoltre il rischio di sviluppo di depressione post partum. I rapporti sessuali in gravidanza non sono controindicati a meno che non vi sia un dimostrato rischio di aborto o di parto pretermine. Anche durante l'ultimo trimestre fare l'amore in gravidanza non è rigorosamente controindicato, come si riteneva in passato, anzi a termine di gravidanza il sesso può essere utile per stimolare le contrazioni perché il liquido seminale è costituito da prostaglandine, che stimolano l'inizio del travaglio. I rapporti sessuali a termine di gravidanza rappresentano un metodo naturale di induzione al parto Le coppie che preferiscono astenersi dai rapporti possono prendere in considerazione forme di sessualità che non includono il coito. Molti dei bisogni sessuali delle donne in gravidanza possono essere soddisfatti con baci carezze e accudimento. Le sensazioni calde e piacevoli che accompagnano questi gesti possono essere sufficienti. Fare l'amore in gravidanza è pericoloso per il bambino? I rapporti in gravidanza non sono pericolosi per il bambino , quindi si può fare l' amore in gravidanza . Il feto è bene protetto dall’involucro delle membrane e la cervice è ben sigillata per evitare il contatto con batteri e agenti esterni che potrebbero risalire dalla vagina. E' stato inoltre dimostrato che i rapporti sessuali durante la gravidanza hanno addirittura un effetto benefico sul feto infatti, durante il piacere aumenta l'apporto di sangue dei muscoli pelvici materni, quindi il feto riceverà una maggiore quantità di ossigeno perché la placenta, organo che nutre e protegge il feto risulta maggiormente irrorata dal letto vascolare. Va comunque precisato che fare sesso in gravidanza deve avere un ritmo dolce che non vada a stimolare meccanicamente l’utero e che entrambi i partner non si sentano a disagio nell'avere rapporti in gravidanza. Il desiderio sessuale in gravidanza Durante il primo trimestre di gravidanza generalmente la donna ha meno voglia di fare l'amore . Il calo del desiderio è causato dall'aumento dell'ormone progesterone che ha un'azione inibitoria sul desiderio. Nel secondo trimestre di gravidanza la zona genitale femminile viene irrorata da una quantità di sangue maggiore che favorisce la risposta sessuale, la lubrificazione vaginale e l'orgasmo quindi vi è un aumento del desiderio. Durante il terzo trimestre di gravidanza vi è un brusco aumento dei livelli di progesterone per permettere alle fibre muscolari materne di rilassarsi per consentire all'utero di accrescersi liberamente senza trovare ostacoli muscolari. L'aumento dell'ormone progesterone provoca nuovamente il calo del desiderio femminile. Eccetto il discorso fisico anche la condizione psicologica ha una grande influenza sul desiderio sessuale femminile in gravidanza. Fattori come: quanto il bambino è stato desiderato o cercato, il tempo intercorso tra la ricerca della gravidanza e il concepimento hanno un ruolo molto importante sul desiderio dei genitori. Le donne e le coppie che hanno concepito rapidamente il figlio hanno in genere una sessualità più vivace, invece le coppie che hanno avuto difficoltà a concepire o che sono ricorse alla fecondazione assistita tendono ad avere una maggiore inibizione sessuale per paura che la gravidanza si possa interrompere. Il desiderio del futuro papà Nel futuro papà diminuisce sensibilmente il desiderio di fare l'amore durante i nove mesi di gravidanza. Il crollo del desiderio dipende da fatto che la paternità sollecita sentimenti nuovi come l'impulso di accudire la partner e l'istinto di protezione verso il figlio che spingono il futuro papà ad avere nei confronti della gestante affettuose attenzioni invece di avance sessuali. Rapporti nel terzo trimestre di gravidanza Come detto nel terzo trimestre di gravidanza vi è un calo del desiderio femminile dovuto principalmente all'azione del progesterone, di fatti dalle statistiche è emerso che circa l'80% delle donne al terzo trimestre non è più attratta dal sesso sia perché concentrata sulla nascita del bambino sia perché percepisce il suo corpo come non desiderabile. Se la donna si sente goffa e poco attraente automaticamente smette di avere attrazione per il sesso. Quindi care mamme non preoccupatevi se non avete voglio di intimità sessuale, è solo una fase transitoria, non appena tutto tornerò alla condizione pre gravidanza riprenderà anche il desiderio verso il partner. Posizioni per fare l'amore in gravidanza Dico subito alle future mamme di non sentirsi in colpa nel fare sesso incinta. È fisiologico che l’attività sessuale continui sia per mantenere saldo il legame affettivo con il coniuge, sia per un discorso prettamente ormonale che nel periodo gestazionale fa vivere orgasmi molto intensi e piacevoli. L' orgasmo porta ad una scarica di endorfine che fanno bene a mamma e bambino. E' importante trimestre dopo trimestre adottare posizioni sessuali comode per la donna in gravidanza. Ogni coppia sa istintivamente quale posizione scegliere per fare l' amore in modo confortevole sono però sempre da preferire le posizioni in cui entrambi i futuri genitori siano comodi. Posizioni per il sesso in gravidanza mese per mese Posizione laterale: per tutta la gravidanza; Posizione lei sopra: per tutta la gravidanza; Posizione del missionario: fino al 4 mese infatti è poco confortevole per la donna soprattutto quando l'utero aumenta di volume . Il ritmo del rapporto sessuale in gravidanza dovrebbe essere lento e dolce. Posizioni per fare l'amore in gravidanza Orgasmo in gravidanza Le contrazioni uterine che si avvertono durante l'orgasmo sono un segnale preoccupante? No, se la gravidanza ha un decorso normale e non vi sono particolari patologie le contrazioni durante l'orgasmo sono assolutamente normali e sono legate all'orgasmo stesso e non alla minaccia di aborto o parto prematuro. Va precisato che le contrazioni da orgasmo sono presenti solo durante il picco di eccitazione e mai durante l'arco della giornata. Se le contrazioni dovessero presentarsi frequentemente durante il giorno è il caso di fare un controllo ostetrico. Diversa situazione è la minaccia d'aborto o di parto prematuro, in quel caso le contrazioni orgasmiche potrebbero portare ad un peggioramento della situazione clinica, ecco perché il rapporto è vietato. Per approfondire: minaccia di parto prematuro Rapporti in gravidanza e rischio di infezioni. Durante l'attività sessuale in gravidanza non vi rischio di contrarre infezioni, certamente va precisato che ciò è vero se gli esami preconcezionali hanno escluso malattie sessualmente trasmissibili e se entrambi i partner sono fedeli. Le malattie a trasmissione sessuale infatti, si contraggono generalmente in casi di rapporti occasionali non protetti con partner sessuale infetto. Fare sesso in gravidanza è un metodo naturale per indurre il parto I rapporti completi a termine di gravidanza sono uno dei metodi naturali più efficaci per stimolare il travaglio. Il piacere sessuale e l’orgasmo stimolano la produzione naturale di ossitocina e quindi la contrazione uterina, la penetrazione esercita una stimolazione meccanica sul collo dell’utero. La stimolazione dei capezzoli e del seno, che spesso fa parte del rapporto amoroso, causa la produzione di ossitocina endogena che a sua volta stimola l’ utero a contrarsi. Lo sperma, che contiene prostaglandine naturali, aiuta ad ammorbidire e maturare il collo dell’utero e far iniziare il travaglio. Avere rapporti completi in gravidanza è un metodo per indurre il parto in maniera naturale. Dopo il sesso è consigliabile non mettersi subito in piedi ma rimanere distese con le gambe sollevate in modo che il liquido seminale arrivi nella cervice. Ovviamente entrambi i partner devono esser d'accordo nell'avere rapporti in quanto molti futuri papà si sentono a disagio nel fare sesso con donna incinta. Sesso in gravidanza, quando è controindicato avere rapporti. L’astensione dal sesso in gravidanza diventa un obbligo in particolari situazioni patologiche che potrebbero mettere a rischio il bambino e la gravidanza. I rapporti sessuali in gravidanza sono vietati in caso di: Minaccia di aborto; Minaccia di parto pretermine perdite di sangue dai genitali ; Contrazioni prima del termine di gravidanza; Quando vi è una dilatazione del collo dell'utero precoce (prima della 36 settimana di gravidanza); In caso di rottura prematura delle membrane; infezioni dell’apparato sessuale maschile e femminile; Placenta previa, Difetto di crescita del neonato. E' raccomandata l'astensione dai rapporti nei giorni precedenti e seguenti alla villocentesi e all' amniocentesi Ricordo sempre in caso di dubbi la vostra ostetrica sarà in grado di scioglierli. Conclusione Scopri le risorse di Mammamather dedicate alla nascita e alla maternità Se stai vivendo la gravidanza  e ti stai preparando alla nascita del tuo bambino, continua il tuo percorso con Mammamather : uno spazio dedicato a mamme consapevoli che desiderano vivere gravidanza, parto e maternità  con serenità e informazioni affidabili. ✨ Qui trovi risorse pratiche, contenuti educativi e strumenti pensati per accompagnarti passo dopo passo, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze. 📚 Ebook Mammamather e risorse gratuite Esplora i Pacchetti Nascita , creati per accompagnarti passo dopo passo, e il Corso Preparto Online  per sentirti pronta e informata. 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Fonti Le informazioni presenti in questo articolo sulla sessualità in gravidanza  si basano su linee guida scientifiche, testi di riferimento in ambito ostetrico e ginecologico e fonti istituzionali affidabili. I contenuti sono stati elaborati con l’obiettivo di offrire indicazioni aggiornate, chiare e comprensibili, senza sostituire il parere medico. Tra le principali fonti di riferimento: Linee guida del Ministero della Salute Raccomandazioni dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Materiale informativo dell’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) Manuali di embriologia e ostetricia clinica Evidenze scientifiche condivise da società ginecologiche e ostetriche internazionali Le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il consulto con il ginecologo o l’ostetrica, che restano i professionisti di riferimento per ogni gravidanza.

  • VACCINO PERTOSSE IN GRAVIDANZA

    La pertosse è una malattia di origine infettiva molto contagiosa che se contratta dal neonato nei primi mesi di vita può causare polmoniti ed encefalite e nei casi estremi la morte. E' raccomandato eseguire il vaccino contro la pertosse in gravidanza contenuto nel vaccino trivalente anti difterite-tetano-pertosse. Tutte le linee guida in gravidanza sottolineano la necessità di vaccinare le donne in intorno alla 28°/32° settimana di gestazione . L’immunità dalla pertosse non è permanente: se si è già contratta l’infezione, è comunque necessario il richiamo della vaccinazione . VACCINI IN GRAVIDANZA Nel corso della gravidanza sono raccomandate le vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse (dTpa) e influenza (se la gestazione si verifica nel corso di una stagione influenzale), che devono essere ripetute ad ogni gravidanza. Di grande rilievo è la vaccinazione per la pertosse da effettuare ad ogni gravidanza, anche se la donna sia già stata vaccinata o sia in regola con i richiami decennali o abbia avuto la pertosse. La pertosse contratta dal neonato nei primi mesi di vita può essere molto grave o persino mortale e la fonte di infezione è frequentemente la madre. Il periodo raccomandato per effettuare la vaccinazione è il terzo trimestre di gravidanza, idealmente intorno alla 28a settimana, al fine di consentire alla gestante la produzione di anticorpi sufficienti e il conseguente passaggio transplacentare. Il vaccino per la pertosse si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza sia per il feto. PERCHE' SOTTOPORSI ALLA VACCINAZIONE DELLA PERTOSSE IN GRAVIDANZA? La pertosse una volta veniva chiamata tosse canina. Quando si viene contagiati i sintomi sono raffreddore, tosse notturna e in alcuni casi tosse convulsiva e ostinata. La malattia può avere un decorso lungo ma il vero problema si pone quando a essere contagiati dalla pertosse sono i bambini con meno di un anno perché è proprio in questa fascia d'età che possono comparire complicazioni gravi, con la possibilità di danni permanenti, o addirittura la morte. pertosse nel neonato Tra le complicanze della pertosse si annoverano le encefalopatie, le emorragie dal naso provocate dai colpi di tosse , polmoniti broncopolmoniti . La mortalità è di uno-due casi su 1000, quasi sempre in bambini sotto l’anno di età. Secondo gli studi si è visto che molto spesso a trasmettere la pertosse ai neonati sono le mamme o altri familiari strettissimi . Il fondamento logico della vaccinazione di una donna gravida si basa sul trasferimento transplacentare degli anticorpi materni che giungono quindi per via ematica al neonato fornendogli protezione nei primi mesi di vita da un eventuale forma grave di pertosse . La pertosse non determina immunità permanente in chi la contrae, per cui anche la madre che ha avuto questa malattia in passato può non avere anticorpi sufficienti in grado di trasferire al feto una protezione efficace. La vaccinazione del bambino è consigliata a partire dal 3° mese di vita, ma per essere efficace occorrono almeno 2, meglio 3 somministrazioni: è soltanto all’11° mese di vita che il bambino avrà una discreta copertura. Rimane così scoperta proprio la fascia di età in cui maggiore è il rischio di complicazioni e per questo oggi si consiglia di vaccinare la madre in gravidanza . Il trasferimento di anticorpi avviene principalmente dalla 34a settimana di gestazione, per questo una dose di vaccino antipertosse durante la gravidanza aumenta i livelli di anticorpi nella madre e dovrebbe quindi fornire protezione passiva al neonato nei primi mesi di vitaoltre a proteggere la madre dall’infezione. SOMMINISTRAZIONE ED EFFETTI COLLATERALI somministrazione vaccino pertosse La somministrazione del vaccino della pertosse avviene mediante somministrazione di puntura intramuscolo in un' unica dose. Gli effetti avversi sono piuttosto rari e tra questi si sono riscontrati : rossore e gonfiore in sede d'iniezione; Lieve alterazione febbrile Malessere generale Mal di testa Mialgia Reazione allergica a una sostanza contenuta nel vaccino Conclusione Scopri le risorse di Mammamather dedicate alla nascita e alla maternità Se stai vivendo la gravidanza  e ti stai preparando alla nascita del tuo bambino, continua il tuo percorso con Mammamather : uno spazio dedicato a mamme consapevoli che desiderano vivere gravidanza, parto e maternità  con serenità e informazioni affidabili. ✨ Qui trovi risorse pratiche, contenuti educativi e strumenti pensati per accompagnarti passo dopo passo, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze. 📚 Ebook Mammamather e risorse gratuite Esplora i Pacchetti Nascita , creati per accompagnarti passo dopo passo, e il Corso Preparto Online  per sentirti pronta e informata. 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  • Diagnosi prenatale, bi-test. A cosa serve, a quante settimane, risultati, duo test valori, costo

    Devi fare il bi-test e vorresti sapere a cosa serve, come si fa e quanto è attendibile? Mamma, continua a leggere e saprai tutto su questo importante esame di screening del primo trimestre di gravidanza Sommario Cos'è il bi test? Cosa si vede con il bi-test? A quante settimane si fa il bitest? Come si effettua Prelievo del bi-test Ecografia translucenza Quando dura il bi test Come prepararsi Interpretazioni dei risultati Bi-test a basso rischio Bi-test ad alto rischio Cosa fare dopo un bi-test positivo? Dove fare il bitest Costo del bi-test Che cos’è il bi test o duo test? In cosa consiste? Il bi test in gravidanza, chiamato anche duo test o test combinato, è un esame di diagnosi prenatale non invasiva che si effettua nel corso del primo trimestre di gravidanza. Non si tratta di un test di certezza, poiché non dà un risultato sicuro e definitivo sulla salute del bambino, ma di uno screening prenatale che fornisce solo un indice di rischio o di probabilità che il feto sia affetto da malattia. Il risultato è frutto di un’elaborazione dei dati rilevati dal duo test costituiti da: Età materna Misurazione della translucenza nucale Valore del livello plasmatico della proteina A gravidanza-correlata (PAPP-A) Valore della gonadotropina corionica umana beta libera(bhcg). Queste cifre combinate insieme produrranno un indice di rischio che il bebè sia affetto da una malattia genetica. Il bitest consente di raggiungere una precisione del 91% nella valutazione del rischio della sindrome di Down e del 98% per la trisomia 18. Qualora vi sia un duotest positivo si potrà scegliere se confermare o meno la malattia del feto con indagini prenatali invasive come la villocentesi o l’amniocentesi. Cosa valuta il bi test? Il Bi test è uno screening prenatale che s egnala solo se il feto è a rischio di essere affetto dalle trisomie 13, 18 e 21 rispettivamente sindrome di Pateau, sindrome di Edwards e sindrome di Down. I dati del prelievo e le misurazioni fetali fatte con l’ecografia del bi test in gravidanza vengono combinati e danno un indice di rischio che il feto sia disturbato da morbosità. L’ esame fornirà tre tipi di esiti: basso indice di rischio; medio indice di rischio; alto indice di rischio. Gli indici di rischio alterati, per dare conferma di malattia, necessitano di accertamenti fetali più approfonditi per determinare o meno il tipo di patologia. Quando si fa il bi test? A quante settimane? Il b test si esegue a cavallo tra il primo trimestre e il secondo trimestre di gravidanza. ossia tra l ' 11esima e la 14esima settimana di gestazione. Il test è rivolto a tutte le donne incinta indipendentemente dall’ età e dal rischio, alto o basso, di cromosomopatie fetali. Come si effettua il b-test o dual test? L’ esame del b test è costituito da due differenti fasi: un esame materno al sangue una ecografia. Nello specifico con il duo test si dosano due proteine, Free Beta HCG e PAPP-A, e si esegue un’ecografia fetale per la misurazione della translucenza nucale. Prelievo del bitest L’ esame si basa sul prelievo di un campione di sangue materno per dosare due sostanze B-HCG, frazione beta libera della gonadotropina corionica umana; PAPP-A, glicoproteina plasmatica A associata alla gravidanza. L e due sostanze sono di origine placentare e nei casi in cui il feto sia affetto da sindrome di Down i valori della papp-a e della free beta possono essere alterati. Questa alterazione contribuisce ad aumentare l’indice di rischio del Bitest Per il prelievo è necessario essere a digiuno? Per sottoporsi al prelievo di sangue del duo test non è necessario essere a digiuno. Ecografia translucenza nucale Nella seconda parte dello screening si effettua alla mamma un’ ecografia chiamata translucenza nucale in cui mediante gli ultrasuoni si misura la quantità di liquidi presenti tra la colonna vertebrale e la pelle nella zona della nuca del feto. Quest’ area prende il nome di plica nucale del feto abbreviata in NT. Il valore dell’NT aumentata rappresenta un segnale di rischio che il neonato sia malato di trisomia 21 (sindrome di Down). B test Ecografia interna o esterna? Generalmente la transnucale prevede un’ ecografia esterna eseguita per via transaddominale , ma nei rari casi in cui non vi è un’ottimale visualizzazione del feto, si esegue l’ecografia interna che prevede l’inserimento della sonda all’ interno della vagina. Quanto dura il bi test Il test in totale dura approssimativamente 30 minuti. Il prelievo dura solo pochi minuti L’ ecografia necessita di meno di 30 minuti, il tempo di visualizzare il feto ecograficamente e fare le misurazioni. Come prepararsi al bi test? Per sottoporsi al bi test non vi sono particolari prescrizioni da seguire. Per il prelievo non è necessario il digiuno mentre per l’eco può essere utile non fare la pipì prima dell’esame in modo che la vescica sia piena favorendo una migliore visualizzazione della camera gestazionale e del feto. Il bi test è attendibile? Valori alterati del prelievo (PAPP-A E beta HCG) hanno una probabilità del 70% di individuare feti con sindrome. Se i valori ematici del duo test vengono valutati insieme con la translucenza nucale portano l’attendibilità del test fino all’ 85, 90%. Va detto che essendo un calcolo statistico vi è anche una piccola percentuale di falsi positivi o falsi negativi che si aggira intorno al 3% , questo vuol dire che anche se i risultati del bitest danno un rischio basso permane un piccolo rischio residuo che il feto sia affetto da malattia. Come leggere i risultati, interpretazione I risultati del bi test sono il frutto di un programma software in cui vengono immessi i dati rilevati mediante l’esame unitamente all’ età materna. I dati vengono elaborati dal computer generando un risultato matematico chiamato indice di rischio. La probabilità de rischio risultante è confrontata con uno schema al cui centro vi è una linea denominata cut off. I risultati del bitest al di sotto del cut off indicano un basso rischio in prossimità del cut off ma se sempre al di sotto esprimono un rischio intermedio al di sopra del cut off indicano un altro rischio. Convenzionalmente è stato stabilito che il rischio di avere un bambino con la sindrome di Down è Ridotto se è inferiore a 1: 350 esempio 1:1000 Aumentato se superiore a 1:350 esempio 1:200 Risultato del bi-test Va sottolineato che il bi test non è un esame di certezza ma solo un test di screening che determina una possibilità di rischio quindi per fare diagnosi certa è necessario sottoporsi ad un esame prenatale invasivo come la villocentesi o l’amniocentesi che attraverso il cariotipo dicono con certezza se il feto ha una malattia cromosomica. Dopo quanto si ha il risultato Mediamente il referto del duo test è disponibile dopo sette giorni. L’ esito del test prenatale va sempre discusso con la propria ostetrica o il proprio ginecologo. Bi test a basso rischio o negativo Una probabilità di rischio inferiore a 1:350 è considerato a basso rischio, pertanto, l a futura mamma non viene indirizzata verso test di screening invasivi sempre che la coppia di futuri genitori voglia avere la certezza assoluta di assenza di malattie cromosomiche fetali. Bi test ad alto rischio, quando preoccuparsi? Nei casi di un duo test alterato il feto potrebbe essere affetto dalla sindrome di Down o da altre alterazioni cromosomiche. Normalmente nei casi in cui vi è una malattia fetale la concentrazione sierica dell’HCG è più elevata del normale mentre la sostanza PAPP- A è inferiore ai livelli normali. Nei casi di sospetta sindrome di Down lo spessore della plica nucale è maggiore del normale. In conclusione, un’alterazione di questi valori unitamente ad un bi test positivo può far pensare che il feto sia affetto da malattia che potrà essere diagnosticata solo con esami più approfonditi come villocentesi o amniocentesi. Cosa fare se il bi test è ad alto rischio. In presenza di un bi test alterato gli operatori sanitari consigliano alla gestante ulteriori esami di conferma. L’ esecuzione di esami più invasivi non è obbligatoria e dipende solo dalla volontà dei genitori approfondire il caso clinico. Gli esami di approfondimento sono costituiti da: Amniocentesi Villocentesi Test del Dna fetale o Nip test Qualora vi sia un rischio aumentato l’amniocentesi e la villocentesi sono gratuiti e totalmente a carico del sistema sanitario nazionale, mentre il Nip test non è un esame mutuabile. Villocentesi e bitest La villocentesi è un esame prenatale invasivo che si esegue tra la 11esima e la 13 settimana di gravidanza Mediante la villo si preleva un piccolo campione di villi coriali che verranno poi analizzati per fare una valutazione cromosomica del benessere fetale. Essendo un esame invasivo non è privo di rischi. Per approfondire: Villocentesi Amniocentesi e bi test L’ amniocentesi viene consigliata nei casi di bi test ad alto rischio per fare uno studio sui cromosomi fetali arrivando ad una diagnosi certa di malattia del feto. Il prelievo si esegue a partire dalla 16 settimana di gravidanza ed essendo una procedura invasiva ha lieve rischio di aborto e di rottura delle membrane. Per approfondire: Amniocentesi DNA fetale (nip test) e bi test Nei casi di rischio intermedio è possibile eseguire il Dna fetale. Si tratta di un esame non invasivo (un semplice prelievo ematico alla mamma) che si esegue tra la 10 settimana e la 12 settimana di gravidanza e permette di rilevare il DNA fetale circolante nel sangue materno. Il test ha un’affidabilità del 99% per la sindrome di Down ma molto meno per le altre trisomie, pertanto, nei casi in cui vi sono più fattori di rischio di una possibile malformazione fetale villocentesi ed amniocentesi sono le indagini più affidabili. Dove fare il bi test L’esame del duo test può essere eseguito presso gli ambulatori del Sistema Sanitario Nazionale , ospedale e consultorio, oppure con il sistema sanitario privato. Costo del bi test Attualmente il bi test è un esame a pagamento anche se è stato annunciato dal Ministero della Salute che lo screening prenatale è ora inserito nei nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) per la gravidanza, e a breve sarà gratuito ed esente da ticket. Attualmente il costo del bi test è: 60 euro nella sanità pubblica 200-300 euro nella sanità privata. Conclusione Scopri le risorse di Mammamather dedicate alla nascita e alla maternità Se stai vivendo la gravidanza  e ti stai preparando alla nascita del tuo bambino, continua il tuo percorso con Mammamather : uno spazio dedicato a mamme consapevoli che desiderano vivere gravidanza, parto e maternità  con serenità e informazioni affidabili. ✨ Qui trovi risorse pratiche, contenuti educativi e strumenti pensati per accompagnarti passo dopo passo, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze. 📚 Ebook Mammamather e risorse gratuite Esplora i Pacchetti Nascita , creati per accompagnarti passo dopo passo, e il Corso Preparto Online  per sentirti pronta e informata. 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I contenuti sono stati elaborati con l’obiettivo di offrire indicazioni aggiornate, chiare e comprensibili, senza sostituire il parere medico. Tra le principali fonti di riferimento: Linee guida del Ministero della Salute Raccomandazioni dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Materiale informativo dell’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) Manuali di embriologia e ostetricia clinica Evidenze scientifiche condivise da società ginecologiche e ostetriche internazionali Le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il consulto con il ginecologo o l’ostetrica, che restano i professionisti di riferimento per ogni gravidanza.

  • Emorroidi: sintomi e rimedi per emorroidi dolorose, sanguinanti esterne in gravidanza

    Emorroidi e gravidanza Le emorroidi in gravidanza sono varicosità delle vene situate nel tratto terminale del retto e dell’ ano. La gravidanza rappresenta un fattore predisponente per i fastidi emorroidari per delle modificazioni ormonali che generano un a umento del volume dell' emorroide che a causa del peso dell'utero gravido che preme sulle vene ano rettali che possono causare: emorroidi esterne; prurito; dolore; sanguinamento. Durante la gravidanza, dopo il parto e nel puerperio le emorroidi possono rappresentare un fastidio di non poco conto che se non curate possono essere fastidiose e dolorose. emorroidi in gravidanza e dopo il parto: cura e rimedi Le cause delle emorroidi in gravidanza Non vi è una causa singola e specifica che porta ad avere le emorroidi in gravidanza , ma l' origine è multifattoriale. Durante la gravidanza la pesantezza dell' utero esercita una pressione sulle vene del plesso emorroidario rendendo difficoltoso il circolo venoso; inoltre le alterazioni ormonali influiscono sul tessuto vascolare. Con il parto l' aumento della pressione intraddominale delle spinte favorisce la fuoriuscita delle emorroidi con fastidi come forte dolore e in alcuni casi fuoriuscita di sangue. Un' altra importante causa determinante per l'insorgenza delle emorroidi è la stitichezza , gli sforzi del ponzamento dovuti alla stipsi contribuiscono alla formazione delle emorroidi. I sintomi di un emorroide in gravidanza sono: prurito; gonfiore; dolore; sanguinamento. Le donne che prima della gravidanza soffrivano di emorroidi, probabilmente avranno un ripresentarsi del problema o un peggioramento della sintomatologia emorroidaria. E allora vediamo insieme come prevenire le emorroidi, che fare in caso di emorroide in gravidanza, la prevenzione e la cura. Come prevenire le emorroidi in gravidanza La prevenzione primaria delle emorroidi nelle donne in gravidanza e non si basa sull' adottare uno stile di vita sano per migliorare la funzionalità dell'intero organismo e proteggerlo al tempo stesso da molte altre malattie. La prevenzione comprende: Fare attività fisica Mangiare fibre e curare la dieta Bere tanta acqua Evitare la stitichezza Fare attività fisica Per prevenire le emorroidi in gravidanza e dopo il parto se non ci sono controindicazioni svolgi una vita attiva. Fai del movimento come delle passeggiate, yoga, stretching e ginnastica dolce. Ci sono tanti esercizi da poter fare comodamente a casa e studiati per la gravidanza e il post parto. fare attività fisica Mangiare fibre e curare la dieta La dieta e l'apporto di fibre è fondamentale per evitare la stitichezza e quindi le emorroidi. Una dieta equilibrata ricca di acqua e fibre regolarizza le funzioni intestinali. Se vi è una propensione alle emorroidi con sintomi come prurito e dolore è bene evitare alcuni alimenti irritanti per la mucosa anale come peperoncino insaccati cioccolato spezie piccanti. Bere tanta acqua La prima cura contro le emorroidi è bere tanta acqua. L'acqua favorisce il transito intestinale evitando la stipsi. Inoltre l' acqua accompagnata da una dieta ricca di fibre aiuta a mantenere l'intestino sano con un microbiota in salute. Evitare la stitichezza La stitichezza è il primo nemico delle emorroidi. Le spinte lunghe e prolungate del ponzamento determinano una fuoriuscita delle emorroidi con sintomi come bruciore, sanguinamento, gonfiore e fuoriuscita delle emorroidi dello sfintere anale accompagnata da pesantezza anorettale. La dieta contro la stitichezza deve includere, frutta , fibre, verdure e tanta acqua da distribuire durante l' arco della giornata. Emorroidi in gravidanza sintomi Le emorroidi sono dei vasi sanguigni che si trovano nella zona rettale che diventano insolitamente gonfi, dalle dimensioni di un pisello fino a quelle di un chicco d’uva. Possono provocare prurito e disagio e oppure essere dolorose soprattutto quando fuoriescono dall' anello anale . I sintomi possono essere diversi, un emorroide può causare da un lieve senso di pesantezza, con o senza dolore oppure gonfiore, prurito e bruciore. I casi in cui i fastidi sono maggiore è quando un emorroide è esterna con l' impossibilità di rientrare nella zona anale. Le emorroidi particolarmente grosse possono a portare sanguinamento rettale, specialmente durante un movimento intestinale, questi casi necessitano di un trattamento perché nel tempo possono causare complicazioni come ragadi anali e anemia. Le emorroidi sanguinanti in gravidanza non vanno mai trascurate perché correlate a calo dell'emoglobina e anemia , una condizione rischiosa per il corretto sviluppo del feto. sintomi emorroidi in gravidanza Rimedi e cura delle emorroidi in gravidanza Quando le emorroidi sono fastidiose non è facile trovare sollievo, inoltre i farmaci da utilizzare in gravidanza e allattamento non devono essere dannosi per il bambino. Vediamo come trattare e curare le emorroidi in gravidanza e allattamento. Rimedi naturali per emorroidi Applicare un impacco di ghiaccio sulla zona colpita più volte al giorno aiuta a diminuire il gonfiore e il disagio. Il ghiaccio non deve essere applicato direttamente sulle emorroidi ma coperto da un panno morbido e posto a contatto con le emorroidi. Immergersi in pochi centimetro di acqua calda per 10 a 15 minuti alla volta e per due o tre volte ogni giorno. Questo trattamento si può fare nella vasca, nel bidet o utilizzando una bacinella di plastica. Provare alternando trattamenti caldi e freddi sulle emorroidi . Delicatamente ma accuratamente bisogna sempre pulire la zona interessata dalle emorroidi dopo ogni movimento intestinale con della carta igienica bianca, morbida ed inodore, che provoca meno irritazione causate dal colore o dalle varietà profumate. Pulirsi con delle salviette umide può essere più confortevole rispetto all’utilizzo della semplice carta igienica di solito molto “secca”. rimedi emorroidi in gravidanza Farmaci e rimedi per emorroidi esterne Se le emorroidi sono particolarmente dolorose si può applicare un unguento anestetico adatto alla gravidanza . Prima bisogna pulire delicatamente la parte, mettere una piccola quantità di unguento in una garza pulita e poggiarla delicatamente sulle emorroidi . È possibile trarre giovamento attraverso delicate manovre di reinserimento manuale delle emorroidi esterne. La maggior parte di questi prodotti dovrebbe essere utilizzata per non più di una settimana, l’uso continuato potrebbe causare infiammazione. Ci sono molti prodotti che danno sollievo dalle emorroidi sul mercato, ma prima di usarli bisogna sempre consultare il dottore. Rimedi per emorroidi sanguinanti Nel caso in cui le emorroidi diventino dure e particolarmente sensibili o in occasione di un sanguinamento rettale di una certa entità in seguito ad evacuazione è opportuno consultare il medico per un rimedio topico sicuro per mamma e bambino. Le emorroidi sanguinanti necessitano sempre di un controllo dal proctologo per una valutazione. La perdita di sangue nel tempo può creare anemia, una condizione rischiosa in vista della normale perdita di sangue del parto. Da non sottovalutare il forte prurito anale che può portare a micro lacerazioni con conseguente perdita di sangue. In questi casi consultare il proprio medico e e nei casi estremi pianificare un trattamento mirato o un intervento chirurgico. Conclusione Scopri le risorse di Mammamather dedicate alla nascita e alla maternità Se stai vivendo la gravidanza  e ti stai preparando alla nascita del tuo bambino, continua il tuo percorso con Mammamather : uno spazio dedicato a mamme consapevoli che desiderano vivere gravidanza, parto e maternità  con serenità e informazioni affidabili. ✨ Qui trovi risorse pratiche, contenuti educativi e strumenti pensati per accompagnarti passo dopo passo, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze. 📚 Ebook Mammamather e risorse gratuite Esplora i Pacchetti Nascita , creati per accompagnarti passo dopo passo, e il Corso Preparto Online  per sentirti pronta e informata. 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  • Affanno in gravidanza! Cause, rimedi, consigli, esercizi per il fiato corto, quando preoccuparsi.

    Soffri di affanno in gravidanza e fiato corto? In questo articolo troverai le cause del respiro affannoso in gravidanza, cosa fare, come prevenire il sintomo e quando preoccuparsi. Sommario Fiato corto in gravidanza Affanno in gravidanza primo trimestre Affanno gravidanza ultimi mesi Cause del fiato corto Cosa fare? Come prevenire il fiatone in gravidanza? Il fiato corto è pericoloso? Quando passa? Consigli Quando preoccuparsi Fiato corto in gravidanza L’affanno è un sintomo molto comune e si caratterizza per la sensazione della futura mamma di mancanza di fiato e respiro breve e superficiale. L' utero in espansione comprime tutti gli organi per fare maggior spazio al bambino che cresce. Tra gli organi materni quelli che risentono maggiormente dello schiacciamento sono i polmoni, che vengono limitati nella capacità di dilatarsi durante gli atti respiratori. Generalmente il fiatone in gravidanza è un sintomo non preoccupante ma, talvolta, potrebbe essere il segnale di anemia, carenza di ferro o altre patologie materne. Affanno in gravidanza primo trimestre L' utero in espansione sta comprimendo tutti gli organi per fare maggior spazio al bambino che cresce. Il fiatone in gravidanza nei primi mesi è determinato dal repentino aumento di progesterone che si verifica nell’ organismo materno. L'ormone progesterone comporta nella futura mamma un aumento del ritmo della respirazione, per cui, può sembrare di non riuscire a respirare correttamente ed avere il fiato corto. Affanno gravidanza ultimi mesi Man mano che la gravidanza procede, quindi nel corso del secondo trimestre e ancor più nel terzo trimestre, la respirazione affannosa è avvertita dalla mamma anche quando non fa attività particolarmente impegnative per il fisico. Cause fiato corto gravidanza Affanno da cosa dipende? Le cause della dispnea in gravidanza sono legate all' aumento di volume dell'utero, che espandendosi in asse verticale, induce il diaframma a spostarsi verso l’alto. Il diaframma è una lamina di muscoli e tendini a forma di cupola che separa il torace dall'addome ed è definito come il cuore della respirazione. Grazie al ritmico alternarsi dei movimenti del diaframma, verso l’alto e verso il basso, può avvenire la respirazione e quindi le inspirazioni profonde che consentono di ossigenare tutto il corpo. Durante i nove mesi di dolce attesa, la crescita fetale determina lo spostamento dell'utero verso l’alto, pertanto il diaframma non può più alzarsi ed abbassarsi in maniera armonica, obbligando la mamma a una respirazione superficiale. A partire dal 7mo mese, e in particolare nell' ottavo e nel nono mese, l’incapacità della mamma ad ampliare a pieno i polmoni, comporta disturbi di affaticamento e fiatone durante qualsiasi attività fisica, anche lievissima. Alla limitazione della capacità polmonare si aggiunge, inoltre, l’effetto dell’ormone progesterone che contribuisce ad amplificare il fiato corto. Gravidanza e fiato corto, cosa fare? L' affanno ad inizio gravidanza è il più delle volte associato alla stanchezza, tipico sintomo di inizio gravidanza , che nella maggior parte dei casi non arreca grave fastidio alla mamma che non dovrà fare altro che riposare. Quando la gravidanza procede, la sensazione di fatica potrebbe diventare sempre maggiore, quindi, quando si avverte la sensazione di mancanza d'aria è opportuno che la mamma si riposi fino a quando la respirazione non comincia a essere regolare. Non appena la respirazione diventa ansimante è bene fermarsi e riprendere letteralmente fiato. Per l’affanno del terzo trimestre di gravidanza, quando ci si sente con il fiato corto, può essere di aiuto inspirare ed espirare due tre volte lentamente e profondamente. Abituarsi a fare esercizi di inspirazione può giovare a prendere familiarità con la respirazione durante il travaglio di parto . Come prevenire il fiatone in gravidanza? Il modo migliore per prevenire l’affanno in gravidanza è limitare gli sforzi fisici. Può essere utile a partire dal secondo trimestre di gravidanza, quando la pressione del bambino sugli organi materni diventa maggiore, effettuare in posizione eretta respirazioni lente e profonde , controllando il ritmo del fiato, in modo da migliorare l’ossigenazione dell’organismo. Il fiato corto è pericoloso? Per fortuna, il respiro corto, seppur molto sgradito, non danneggia il bambino che continua a ricevere l’ossigeno che gli serve attraverso la placenta. Affanno in gravidanza quando passa? Per tutta la gestazione, soprattutto nel terzo trimestre, il sintomo di affanno tende a peggiorare, particolarmente se la mamma è in sovrappeso o soffre di asma. Un po’ di sollievo arriva alla fine della gestazione, quando il bambino scende nella pelvi aumentando la capacità dei polmoni ad espandersi. Se si è alla prima gravidanza, la discesa della testa fetale, e quindi il sollievo dall' affanno, si ha due, tre settimane prima del parto ma, va sottolineato che, non sempre ciò avviene. Consigli contro l’affanno in gravidanza Ecco alcuni suggerimenti per non avere il fiatone in gravidanza. Durante il riposo notturno, per favorire una buona respirazione, sistemate dei cuscini in modo da avere la schiena rialzata. Potete utilizzare un cuscino per la gravidanza che sarà utile anche dopo il parto sia per allattare sia per sistemarvi sopra il bebè. Quando ti siedi, fallo con la schiena ben dritta. Se ti senti particolarmente senza fiato, solleva le braccia sopra la testa per alleggerire la pressione sulla gabbia toracica e respirare con più aria. Esercizi di respirazione Questi esercizi di respirazione aiutano a trovare sollievo in gravidanza dal fiato corto. Inspira lentamente e profondamente, assicurandoti di espandere la gabbia toracica e non l’addome; per verificare che stai respirando correttamente, metti le mani ai lati del petto e controlla che le costole si espandano. Espira lentamente e profondamente. Ripeti questo tipo di respirazione profonda ogni volta che ne senti la necessità o ti senti ansiosa. Affanno in gravidanza quando preoccuparsi Il fiato corto in gravidanza è quasi sempre un sintomo benigno ma, in alcuni casi, può essere un segnale che qualcosa non va. Anemia e ferro basso L’affanno in gravidanza, ad esempio, può segnalare che nell’ organismo materno le riserve di ferro sono molto basse , oppure, la fame d’aria può essere la conseguenza di livelli bassi di emoglobina nel sangue materno. In gravidanza, a causa dell’aumento della volemia del sangue e della richiesta di ferro da parte del feto, la mamma può andare incontro ad anemia che determina una minore quantità di emoglobina circolante; l’emoglobina è una proteina che serve a trattenere l’ossigeno per poi portarlo a tutti gli organi e tessuti. Per fronteggiare all' anemia il cuore materno aumenta il suo ritmo cardiaco , causa dell’affaticamento stesso. Incremento ponderale Un ulteriore motivo di affaticamento è determinato da un eccessivo aumento di peso materno che potrebbe ostacolare e rendere maggiormente faticosi i movimenti di ogni giorno. Un sovrabbondante incremento ponderale, inoltre, è un fattore di rischio per malattie come la gestosi o l'ipertensione, pertanto, è necessario che la futura mamma limiti l’impennata di peso seguendo una dieta sana che comprenda i nutrienti necessari con pasti piccoli e leggeri. L' aumento di peso materno consigliato nei nove mesi è inferiore ai 12 kg. I pasti troppo abbondanti e difficili da digerire potrebbero accrescere l’affanno, poiché, lo stomaco pieno comprime ancor di più i polmoni soffocandoli. Tachicardia, dispnea e fame d'aria Tachicardia e fiato corto in gravidanza camminano spesso a braccetto così come l’asma può provocare maggiori problemi di respirazione. Nei casi in cui la mancanza di fiato è forte accompagnata da respiri frequenti, labbra e punta delle dita blu, dolore al petto e tachicardia, (battito accelerato con pulsazioni rapide) è necessario recarsi in tempi brevissimi in ospedale o chiamare soccorso. Quando la sensazione di affaticamento è particolarmente intensa, potrebbe accompagnarsi anche da fenomeni di tachicardia e battito accelerato, oltre a fiato corto. In questi casi è bene avvisare il proprio medico che potrebbe prescrivere esami ed indagini specifiche. Malattie respiratorie In alcuni casi, l’affanno gravidico potrebbe essere correlato a problemi che esulano la gravidanza stessa, come patologie cardio-respiratorie di cui la mamma soffriva e che in gravidanza diventano manifesti. In questi casi è necessario riconoscere il problema e curarlo con la terapia adeguata. Conclusione Scopri le risorse di Mammamather dedicate alla nascita e alla maternità Se stai vivendo la gravidanza  e ti stai preparando alla nascita del tuo bambino, continua il tuo percorso con Mammamather : uno spazio dedicato a mamme consapevoli che desiderano vivere gravidanza, parto e maternità  con serenità e informazioni affidabili. ✨ Qui trovi risorse pratiche, contenuti educativi e strumenti pensati per accompagnarti passo dopo passo, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze. 📚 Ebook Mammamather e risorse gratuite Esplora i Pacchetti Nascita , creati per accompagnarti passo dopo passo, e il Corso Preparto Online  per sentirti pronta e informata. 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  • Gambe gonfie in gravidanza: cause, rimedi, calze, creme, esercizi per ritenzione idrica e massaggi

    Gambe gonfie in gravidanza? ecco per te tutti i rimedi per il gonfiore gambe e le cause che favoriscono gli edemi agli arti inferiori Sommario Gambe gonfie Cause gambe gonfie Sintomi gambe gonfie Prevenzione gambe gonfie Rimedi gambe gonfie Creme per gambe gonfie Massaggi linfodrenanti Esercizi per gambe gonfie in gravidanza Edemi alle gambe, quando preoccuparsi Piedi, caviglie e gambe gonfie in gravidanza Gambe gonfie La maggior parte delle donne in gravidanza soffre di gambe gonfie e appesantite generalmente a partire dal sesto, settimo mese di gestazione. Inizialmente si gonfiano le caviglie, soprattutto verso sera o nei giorni in cui la temperatura esterna e alta, man mano che la gravidanza procede, gambe edematose, piedi e caviglie gonfie possono presentarsi giornalmente soprattutto negli ultimi giorni di gravidanza. Nella maggior parte dei casi il fenomeno delle gambe pesanti in gravidanza è del tutto fisiologico ed è causato dal cambiamento emodinamico e ormonale che si verifica nel corso dei nove mesi e tendenzialmente il disturbo svanisce dopo l’espletamento del parto. Ovviamente quando si presenta il gonfiore alle gambe (soprattutto se le gambe sono gonfie, calde e rosse, oppure se il gonfiore si estende alle cosce, alle mani e ad altre parti del corpo) è opportuno valutare con il proprio medico se il sintomo è circoscritto allo stato gravidico o cela altre patologie nascoste. Gambe gonfie cause In presenza di gonfiore in gravidanza è necessario escludere che il sintomo non sia correlato ad altre patologie come: Pre-eclampsia (gestosi) Malattie dell’apparato cardiovascolare (varici, vene superficiali e capillari dilatati) Ipertensione (pressione alta) Una volta escluso che le gambe gonfie non sono causate da patologie il problema è quasi sempre in relazione con il cattivo drenaggio interstiziale arrecato dalla fisiologica perdita di tonicità dei vasi sanguigni. La mancanza di vigore di vene e arterie in gravidanza è generata dall’ azione del progesterone, l’ormone infatti provoca il rilassamento di tutte le fibre muscolari comprese quelle che costituiscono le pareti dei vasi. L’ aumento di peso e l’ingrossamento dell’utero rallentano ulteriormente il ritorno venoso dalle gambe verso il cuore provocando ristagni e indebolendo ancor più le vene. Da questo circolo trae origine il problema delle caviglie, dei piedi e delle gambe gonfie e pesanti in gravidanza. Gambe gonfie in gravidanza cause Le cause di piedi, caviglie e gambe gonfie in gravidanza sono: legate a cause esterne come il mantenimento prolungato della posizione seduta o eretta; il clima caldo; dalla compressione esercitata dall’utero sui vasi sanguigni sottostanti; correlate ad una patologia. Gli edemi agli arti inferiori hanno delle cause scatenanti diverse in riferimento al trimestre di gravidanza. Caviglie gonfie in gravidanza al primo trimestre Primo trimestre: le cause degli edemi agli arti inferiori nel primo trimestre sono gli ormoni della gravidanza estrogeno e progesterone che determinano la dilatazione dei vasi e la riduzione della loro elasticità . Il cambiamento delle pareti venose provoca una difficoltà della risalita del sangue dagli arti inferiori verso il cuore. Il fenomeno del gonfiore agli arti inferiori si accentua dopo che si sta molto tempo nella posizione eretta o si cammina tanto. Gambe gonfie gravidanza al secondo trimestre Secondo trimestre : durante il secondo trimestre all’ effetto degli ormoni sulle pareti vascolari si associa l’ aumento del volume plasmatico che contribuisce a sformare ulteriormente le vene determinando gonfiore alle gambe. Gonfiore alle gambe nel terzo trimestre Terzo trimestre : nel terzo trimestre oltre ai fattori già elencati influisce l’ aumento del peso fetale e dell’ utero gravido che incide in maniera sfavorevole sul ritorno venoso degli arti inferiori e causa una compressione delle vene iliache. Durante l’ultimo trimestre si accentua la ritenzione idrica. Oltre al gonfiore e alla sensazione di pesantezza delle gambe si possono associare vene varicose e capillari fragili. Sintomi edemi alle gambe: Pitting test Per avere la certezza che vi sia un accumulo di liquidi negli arti inferiori si può eseguire il pitting test. Il test è molto semplice, bisogna premere con il pollice la zona anteriore della gamba nell’ area compresa tra ginocchio e caviglia. Se si forma un’infossatura che tende a scomparire lentamente si parla di edema alle gambe. Il pitting test si può fare anche sulle caviglie o sui piedi eseguendo sempre la stessa procedura. È abbastanza facile accorgersi delle gambe gonfie in gravidanza perché la pelle assume un aspetto del tutto particolare; la cute, infatti, appare come stirata, lucida e, ovviamente, gonfia. Al gonfiore si può associare il prurito poiché la pelle viene stirata determinando prurigine ed eritema. Come prevenire ed evitare il gonfiore alle gambe Esistono vari rimedi naturali che aiutano a prevenire le gambe gonfie ed alleviare il fastidio degli edemi e sono costituiti da: Evitare di mantenere per troppo tempo la posizione seduta o eretta . Nel caso in cui fosse proprio necessario osservare per tanto tempo la stessa posizione effettuare frequenti flessioni dei piedi. Esercizi per gambe gonfie Durante il riposo o stando sedute è utile sollevare le gambe . Sarebbe bene sollevare le gambe( posizione di scarico) con dei cuscini a metà mattino e a metà pomeriggio per almeno mezz’ora. gambe in posizione di scarico Evitare le calze autoreggenti o altri tipi di costrizioni intorno alle gambe; Massaggiare le caviglie con movimenti circolari; Bere molta acqua e limitare la quantità di sale nei cibi; Fare una dieta ricca di frutta e verdure Evitare le scarpe con i tacchi a spillo, con un tacco superiore ai 5 cm oppure rasoterra. Rimedi naturali gambe gonfie in gravidanza Tutti i rimedi naturali per evitare il gonfiore alle gambe sono costituiti da comportamenti che allontanano il più possibile la causa principale delle gambe gonfie e doloranti ossia il ristagno di liquidi. I comportamenti per evitare il gonfiore alle gambe andrebbero osservati sempre e non solo durante la gravidanza perché contribuiscono alla salute delle vene. Utilizzare le calze elastiche I collant a compressione graduata aiutano a mantenere un corretto drenaggio delle gambe contrastando l’accumulo di liquidi su piedi, caviglie, gambe e cosce. Le calze elastiche sono le più indicate , in alternativa si possono usare calze con uno spessore minimo di 80 denari. Le calze vanno indossate maggiormente quando si sta molto tempo in piedi o quando la temperatura ambientale è molto alta. Calze elastiche e collant gravidanza Camminare Camminare favorisce il ritorno venoso. L’ ideale sarebbe camminare ogni giorno 30-40 minuti di seguito. Se si svolge un lavoro che impone di stare ferme e sedute è bene fare degli intervalli per passeggiare o per fare qualche flessione in avanti e indietro dei piedi. Stessa cosa vale se si trascorre molto tempo sedute in macchina, meglio fare qualche sosta per muoversi e deambulare. Evitare le alte temperature Le alte temperature fanno dilatare le vene favorendo l’edema alle gambe. Al mare o durante l’esposizione al sole bagnare continuamente le gambe con acqua fresca. Evitare bagni e docce con acqua molto calda piuttosto preferire sempre l’acqua tiepida. Sollevare le gambe Dormi con un cuscino sotto i piedi o a limite metti un libro nella parte inferiore del letto tra doghe e materasso. La posizione inclinata del letto facilita il ritorno venoso del sangue e dei liquidi migliorando la circolazione. Fare un pediluvio Per sgonfiare le caviglie sono d’aiuto i pediluvi con acqua fresca e sale. Metti 2 cucchiai di sale iodato per ogni litro d’ acqua fresca e immergi piedi e caviglie per 20 minuti . Un vero elisir per gambe turgide e ingrossate. Usare un integratore a base di mirtillo o frutti di bosco Le bacche di mirtillo contengono una sostanza che ha la proprietà di rinforzare le pareti delle vene ossia i flavonoidi. I flavonoidi aiutano a rafforzare le pareti di capillari e dei vasi migliorando la circolazione periferica e la funzionalità vascolare. Puoi usare un integratore a base di mirtillo, bere succo di mirtillo o consumare mirtilli freschi. In commercio ci sono anche ottime tisane a base di mirtillo che contrastano le gambe dilatate. Creme defaticanti per gambe gonfie in gravidanza In commercio esistono delle creme defaticanti che forniscono sollievo immediato al gonfiore alle gambe. Come per tutti i prodotti da utilizzare in gravidanza è necessario verificare le sostanze costituenti ed i principi attivi evitando quelli nocive per il feto. Mamma Mather ha fatto una ricerca delle creme defaticanti adatte alla gravidanza che siano prive di sostanze nocive come: petrolati, para beni, formaldeide, toluene, canfora e metalli, acido retinoico. Sono tutte delle ottime creme adatte per dare sollievo e freschezza alle gambe gonfie e dolenti durante la gravidanza. Sono certificate non nocive per il feto ed alcune di esse sono totalmente biologiche. La saponaria: crema gel defaticante e rinfrescante La crema è totalmente biologica e tra i suoi principi attivi c’è: olio di oliva per idratare; mentolo per donare alle gambe freschezza e sollievo; edera, rusco e centella che hanno proprietà tonificanti e defaticanti. Una crema tutta bio da applicare ogni volta che si ha il fastidio di gambe rigonfie e pesanti anche dopo il parto. crema gambe la saponaria Naturando bio crema ippocastano La crema è a base di ippocastano e centella, sostanze che aiutano a l enire e tonificare il gonfiore alle gambe e a donare tonicità ai capillari. La crema naturando è biologicamente certificata, totalmente sicura in gravidanza e può essere utilizzata per fare dei massaggi drenanti. Applicare una due volte al giorno con un leggero massaggio dal basso verso l’alto insistendo sui punti dove la gamba è maggiormente turgida. Crema Naturando gambe gonfie Equilibra corpo aloe gel gambe Una crema ottima ad un piccolo prezzo solo 7 euro. Si tratta di un gel fresco effetto ghiaccio che dona un’immediata sensazione di benessere. Gli ingredienti sono totalmente naturali infatti contiene: Rusco, tonificante; Hamamelis, che migliora la circolazione capillare; Vite Rossa, vaso protettrice; Ginkgo Biloba, decongestionante; Esculoside, che aiuta la resistenza capillare; Mentolo, rinfrescante; Aloe Vera che idrata e riequilibra la pelle. Equilibra gel gambe gonfie Somatoline, crema defaticante gambe La crema defaticante gambe Somatoline è sinonimo di effetto immediato e duraturo. La crema può essere applicata in qualsiasi momento della giornata donando leggerezza e sollievo alle gambe pesanti. Somatoline crema defaticante gambe Bionike gel drenante e defaticante gambe Il gel per gambe Bionike contrasta rapidamente il disagio arrecato da gonfiore e pesantezza alle gambe donando un effetto fresco e prolungato. Si può applicare sulle gambe gonfie ogni volta che se ne sente il bisogno massaggiando con movimenti ampi e circolari dalle caviglie fino all’ inguine. Bionike gel drenante gambe Aboca riscoven gel Il gel Aboca riduce la sensazione di pesantezza degli arti inferiori grazie alle proprietà del rusco e dell’ippocastano. La formulazione è in gel, anch’ esso totalmente biologico ricavato dal Lichen Marino. La nota di Menta dona senso di freschezza e beneficio a gambe stanche e doloranti. Ruscoven gel gambe gonfie Centella asiatica tintura madre La centella asiatica è naturale al 100% ed è adatta sia per le donne in gravidanza che per i bambini. Qualche goccia di centella diluita in acqua aiuta a ritrovare la tonicità delle gambe e a contrastare la ritenzione idrica. Inoltre, la centella aiuta il microcircolo impedendo la cellulite e l’insufficienza venosa. Un ottimo prodotto da millenni. Centella asiatica pura biologica Massaggi per gambe gonfie in gravidanza I massaggi alle gambe gonfie sono un ottimo rimedio per il gonfiore ai piedi, alle caviglie, alle gambe e alle cosce, perché riattivano il microcircolo sanguigno migliorando e contrastando anche gli inestetismi come cellulite e smagliature. I massaggi mirati per ostacolare il gonfiore alle gambe prendono il nome di linfodrenaggio e devono essere praticati solo da personale esperto qualificato presso un centro specializzato. Il massaggio linfodrenante in gravidanza può essere fatto a partire dal terzo mese di gravidanza. I benefici delle frizioni linfodrenanti sono molteplici: Migliorano il microcircolo venoso e capillare; Prevengono gli arti inferiori gonfi; Contrastano la cellulite con un effetto visibile contro l’inestetismo soprattutto in cosce e glutei; Donano un senso di relax e benessere; Sono un rimedio naturale per il gonfiore favorendo gambe leggere e riposate. In alternativa al massaggio linfodrenante professionale si possono fare delle manipolazioni casalinghe utilizzando una crema o un olio a base di ippocastano e sambuco. Per fare gli sfregamenti alle gambe parti dalle caviglie con leggeri movimenti circolari salendo pian piano verso la coscia e l’inguine. I massaggi linfodrenanti e la massoterapia oltre a facilitare la circolazione degli arti inferiori rappresentano un momento di coccole utile in gravidanza. Esercizi per gambe gonfie in gravidanza Edemi alle gambe, quando preoccuparsi Gli edemi alle caviglie diventano preoccupanti e necessitano di un monitoraggio medico quando si associano ad ipertensione, proteinuria o quando l’edema non ha cause posturali. Qualora alle gambe gonfie si associa a: pressione alta aumento repentino di peso cefalea proteinuria nelle urine è necessario consultare in tempi brevissimi il proprio medico. Se invece oltre alle gambe gonfie e dolenti si associa la presenza di vene varicose e capillari visibili è opportuno sottoporsi al una visita angiologica. Gambe gonfie e gestosi Come detto le gambe gonfie in gravidanza sono nella maggior parte dei casi solo un sintomo non preoccupante correlato alla dolce attesa. Se però il gonfiore si estende anche a viso e mani è necessario sottoporsi ad un controllo ostetrico per escludere che sia il sintomo di una preeclampsia. La preeclampsia o gestosi è una seria patologia della gravidanza che si manifesta con gonfiore generalizzato, aumento della pressione arteriosa, proteinuria e in alcuni casi con la comparsa di lividi su varie parti del corpo come gambe, mani e viso. Conclusione Scopri le risorse di Mammamather dedicate alla nascita e alla maternità Se stai vivendo la gravidanza  e ti stai preparando alla nascita del tuo bambino, continua il tuo percorso con Mammamather : uno spazio dedicato a mamme consapevoli che desiderano vivere gravidanza, parto e maternità  con serenità e informazioni affidabili. ✨ Qui trovi risorse pratiche, contenuti educativi e strumenti pensati per accompagnarti passo dopo passo, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze. 📚 Ebook Mammamather e risorse gratuite Esplora i Pacchetti Nascita , creati per accompagnarti passo dopo passo, e il Corso Preparto Online  per sentirti pronta e informata. 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Fonti Le informazioni presenti in questo articolo sulla 6 settimana di gravidanza  si basano su linee guida scientifiche, testi di riferimento in ambito ostetrico e ginecologico e fonti istituzionali affidabili. I contenuti sono stati elaborati con l’obiettivo di offrire indicazioni aggiornate, chiare e comprensibili, senza sostituire il parere medico. Tra le principali fonti di riferimento: Linee guida del Ministero della Salute Raccomandazioni dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Materiale informativo dell’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) Manuali di embriologia e ostetricia clinica Evidenze scientifiche condivise da società ginecologiche e ostetriche internazionali Le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il consulto con il ginecologo o l’ostetrica, che restano i professionisti di riferimento per ogni gravidanza.

  • 41 settimana di gravidanza! Gravidanza oltre il termine: post termine del feto, cosa fare?

    Gravidanza oltre il termine: sei arrivata alla 41 settimana di gravidanza, il tempo è scaduto e il bambino non vuole nascere. Scopriamo i consigli per vivere le 41 settimane di gravidanza , il post termine , la post maturità del feto e i rischi di un parto oltre il termine . Sommario 41 settimane di gravidanza quanti mesi sono? Lunghezza e peso feto 41 settimane gravidanza Crescita e sviluppo del feto in gravidanza 41 settimane Scadenza gravidanza e nascita dopo il termine Datazione della gravidanza oltre il termine Parto oltre termine cause Post termine e post maturità del feto Termine di gravidanza e parto oltre il termine i rischi Gravidanza oltre il termine cosa fare? Gravidanza a termine: metodi naturali per partorire 41 settimane di gravidanza quanti mesi sono? Le settimane 41 di gravidanza iniziano alla 41+0 e si concludono alla 42 settimane di gravidanza. Alla quarantunesima settimana di gravidanza sei alla fine del terzo trimestre , al nono mese e alla fine della gestazione Tieniti pronta per partorire e non trascurare i controlli sul benessere della gravidanza quali: la cardiotocografia , la visita ostetrica e il profilo biofisico fetale. Lunghezza e peso feto 41 settimane gravidanza Il feto alla 41esima settimana di gravidanza è lungo 52 cm. Il peso feto a 41 settimane è circa 3800 gr. Il feto è più grande di un jackfruit Gravidanza 41 settimane Crescita e sviluppo del feto in gravidanza 41 settimane Sembra che il bambino abbia deciso di rimanere nel tuo caldo pancione. Secondo le statistiche meno del 5% dei bambini nasce effettivamente alla data prevista, e circa il 10% decide di trattenersi nell'utero della mamma ancora per un poco. Il ritardo nel nascere spesso si verifica semplicemente perchè i calcoli sulla data presunta parto erano sbagliati dall' origine , o magari, perchè il bambino è stato concepito qualche giorno dopo rispetto a quando si pensava. Il bambino post-maturo ha spesso la pelle secca e screpolata , rugosa e squamata, poiché avendo perso la vernice caseosa già da alcune settimane, la sua pelle non risulta protetta dal prolungato contatto con il liquido amniotico. Un feto di una gravidanza più lunga avrà unghie cresciute e forse anche capelli più lunghi ; sul suo corpo ci sarà poco o niente lanugine. Generalmente nell'ultima settimana di gravidanza il feto è sveglio e con gli occhi aperti. Scadenza gravidanza e nascita dopo il termine Sei arrivata alla 41 settimana, ma il bambino non ne vuole sapere di nascere e la gravidanza è oltre il termine! Ecco quello che devi sapere. La durata della gravidanza corrisponde a 40 settimane e, in base alla data dell'ultima mestruazione, viene calcolata l'epoca presunta parto, EPP, che corrisponde alla data orientativa in cui dovrebbe nascere il bambino. Dalla data presunta parto, se non vi sono complicanze materne o fetali, si possono aspettare circa 10 giorni prima di fare qualsiasi tipo di stimolazione. Generalmente entro la data che corrisponde alla 41 5 settimana di gravidanza iniziano i primi segnali che il parto è vicino come: le contrazioni , la rottura delle acque e la perdita del tappo mucoso . Dalle 40 settimane alle 41 5 settimane di gravidanza dovrai sottoporti con maggiore frequenza alle visite ostetriche, ai tracciati cardiotocografici e a tutti i controlli sul benessere fetale in modo da poter cogliere in maniera tempestiva situazioni che richiedono attenta vigilanza come: una diminuzione drastica del liquido amniotico, una minore efficienza della funzionalità della placenta, una mal posizione del feto o una macrosomia fetale che impedisce al bambino di nascere. Se non vi sono fattori di rischio e la gravidanza procede bene, si attende fino alla 41 5 settimane prima di iniziare qualsiasi trattamento medico e farmacologico per la stimolazione del parto. Feto 41 settimana di gravidanza Datazione della gravidanza oltre il termine Come detto la gestazione ha una durata di 40 settimane e le linee guida internazionali definiscono la gravidanza post termine quando la gestazione si prolunga oltre il termine massimo di 42 settimane di gravidanza. L’ attuale incidenza delle gestazioni post termine è circa il 7% e la maggioranza di queste gravidanze post termine sono datate in modo scorretto. La datazione della gravidanza è fondamentale, infatti, è consigliato eseguire un' ecografia precoce prima della 12 settimana per datare in modo corretto la gestazione e studiare la corretta crescita del feto nei nove mesi. La datazione ecografica permette di capire se la gravidanza è oltre il termine oppure se il feto sia stato concepito dopo e, quindi, è lievemente più piccolo per l’epoca gestazionale spostando la data del parto in avanti. La gravidanza post termine è quella gestazione che si prolunga nel termine massimo di gravidanza a 42 settimane con una datazione ecografica corretta. Parto oltre termine cause La causa della gravidanza oltre termine è sconosciuta ma, sembra manifestarsi con più frequenza nelle donne al primo parto ed è più diffusa nelle gravidanze con bambini di sesso femminile facendo pensare, quindi, ad una predisposizione genetica. Post termine e post maturità del feto La postmaturità si verifica nella gravidanza fuori termine in cui la placenta e la quantità di liquido amniotico non possono mantenere un ambiente sano e confortevole per la crescita del feto. Alcuni feti continuano a crescere tra la 40 settimana e la 41 a settimana di gravidanza e possono diventare eccessivamente grandi al momento del parto, in altri casi invece l’ambiente uterino diventa sfavorevole per la crescita e al momento della nascita il bambino risulta più piccolo a causa della perdita di massa muscolare. A termine di gravidanza la placenta si invecchia con un processo di senescenza che riduce la capacità di trasporto di ossigeno al feto , il quale, inevitabilmente riceverà meno nutrienti. Per questo motivo i neonati da parto post termine possono avere: pelle secca con desquamazione; unghie lunghe; molti capelli; grinze sulle mani e sui piedi; pelle macchiata di verde o di giallo quando il liquido non è limpido ma tinto di meconio; Sindrome da inalazione di meconio in cui il feto inala il meconio che si deposita a livello polmonare. Termine di gravidanza e parto oltre il termine i rischi Partorire nel corso della 42 settimana di gravidanza è sconsigliato, tanto che, se la gestazione si protrae oltre la 41 settimana e 5 giorni è indicato il ricovero e l'induzione del parto. A fine gravidanza i controlli diventano più frequenti, il monitoraggio fetale viene fatto in maniera ravvicinata al fine di evitare qualsiasi rischio per mamma e neonato a termine del nono mese. I rischi legati nel partorire oltre il termine sono Crescita anormale del bambino, ad esempio, un feto eccessivamente grande o un feto eccessivamente piccolo; Diminuzione o scarsità del liquido amniotico, olidramnios; Tracciato cardiotocografico poco rassicurante e con bassa variabilità; Diminuzione dei movimenti fetali ; Scarso afflusso di sangue al feto con conseguente diminuzione di ossigeno e nutrienti; Placenta invecchiata; Liquido amniotico tinto di meconio; Difficoltà alla nascita del feto per via vaginale, parto operativo con l'utilizzo di forcipe ostetrico o ventosa ostetrica; Distocia di spalla; Taglio cesareo; Necessità di terapia intensiva neonatale; Lacerazioni perineali; Emorragia del post partum. Gravidanza oltre il termine cosa fare? Di norma quando si compiono le 40 settimane di gestazione, e ancora non si è verificato il parto la cardiotocografia , la flussimetria fetale e la valutazione del liquido amniotico vengono eseguiti con più frequenza. La valutazione del benessere fetale in gravidanza oltre il termine può essere eseguita anche due volte la settimana per monitorare la salute del bambino ed eventuali situazioni di rischio. Durante gli ultimi giorni di gravidanza i movimenti fetali diminuiscono , lo spazio è pochissimo e il feto inizia a stare stretto. La mamma, che conosce bene il temperamento e le abitudini del feto, è in grado di capire le variazioni della routine del proprio bambino. La gestante può determinare il benessere fetale con la conta dei movimenti fetali nelle 24 ore. La mamma deve contare i movimenti del feto in utero nelle 24 ore e se ci sono almeno 10 movimenti in linea di massima è tutto nella norma. Consiglio sempre alle mamme di affidarsi al proprio sesto senso e se si notano dei cambiamenti repentini nei movimenti fetali è sempre utile fare un controllo ostetrico ed un tracciato cardiotocografico. Se in qualsiasi momento i test di valutazione della salute del feto, come il no stress test, evidenziano un problema, si iniziano gli interventi per indurre il travaglio e concludere il parto. Molti ospedali decidono di valutare il benessere fetale mediante l’ ospedalizzazione materna già alla 41settimana intervenendo nel caso si presenti un’anomalia. Una condizione di gravidanza oltre il termine contribuisce ad aumentare lo stress e l’ansia della mamma, per questo motivo è consigliabile consultare il proprio medico in modo da attuare un piano assistenziale che sia rivolto sia alla vigilanza fetale ma che promuova anche la diminuzione dello stress materno. Se oltre la 42 settimana il travaglio non si innesca, sarà necessario stimolare le contrazioni e indurre il travaglio di parto. Gravidanza a termine: metodi naturali per partorire 40 2 settimane, 40 3 settimane, 40 6 settimane, 41 settimane di gravidanza, 41 2 settimane e non succede nulla, il travaglio non inizia, nessuna contrazione e ora? Come stimolare il parto? Ci sono dei metodi per indurre il travaglio naturalmente? I metodi per partorire prima hanno lo scopo di stimolare il travaglio e quindi le contrazioni. La naturale stimolazione del parto in alcuni casi è in grado di avviare il rilascio delle prostaglandine che innescano il meccanismo del travaglio. Metodi naturali di induzione al parto Camminare Stimolazione dei capezzoli e del seno Doccia calda o impacchi caldi sul seno Fare l’amore Scollamento delle membrane Svuotare l’intestino Olio di Enotera Tè di foglie di lampone Tisana zenzero e verbena I metodi naturali per indurre il parto aiutano a stimolare l'inizio delle contrazioni per favorire un parto naturale. Se sei a termine di gravidanza parla con la tua ostetrica, saprà guidarti su come agevolare il travaglio con i metodi naturali ed evitare l’induzione parto con i farmaci o il parto indotto. Conclusione Scopri le risorse di Mammamather dedicate alla nascita e alla maternità Se stai vivendo la gravidanza  e ti stai preparando alla nascita del tuo bambino, continua il tuo percorso con Mammamather : uno spazio dedicato a mamme consapevoli che desiderano vivere gravidanza, parto e maternità  con serenità e informazioni affidabili. ✨ Qui trovi risorse pratiche, contenuti educativi e strumenti pensati per accompagnarti passo dopo passo, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze. 📚 Ebook Mammamather e risorse gratuite Esplora i Pacchetti Nascita , creati per accompagnarti passo dopo passo, e il Corso Preparto Online  per sentirti pronta e informata. 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Fonti Le informazioni presenti in questo articolo sulla 6 settimana di gravidanza  si basano su linee guida scientifiche, testi di riferimento in ambito ostetrico e ginecologico e fonti istituzionali affidabili. I contenuti sono stati elaborati con l’obiettivo di offrire indicazioni aggiornate, chiare e comprensibili, senza sostituire il parere medico. Tra le principali fonti di riferimento: Linee guida del Ministero della Salute Raccomandazioni dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Materiale informativo dell’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) Manuali di embriologia e ostetricia clinica Evidenze scientifiche condivise da società ginecologiche e ostetriche internazionali Le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il consulto con il ginecologo o l’ostetrica, che restano i professionisti di riferimento per ogni gravidanza. .

  • 40 settimana di gravidanza, il feto pesa 3600 gr. Fine del nono mese, attendi contrazioni e il parto

    40 settimana di gravidanza, sono gli ultimi giorni della gestazione e il nono mese volge al termine. Aspetta che arrivino i sintomi del travaglio come le contrazioni e la perdita del tappo mucoso. Sommario 40 settimane di gravidanza quanti mesi sono? Lunghezza e peso feto 40 settimane gravidanza Crescita e sviluppo del feto alla 40 settimana gravidanza Movimenti fetali Sintomi della quarantesima settimana di gravidanza Consigli e curiosità per la mamma in gravidanza Nessuna contrazione Parto a 40 settimane Ecografia 40 settimane Peso materno e alimentazione Esami da fare 40 settimane di gravidanza quanti mesi sono? Le settimane 40 di gravidanza iniziano alla 40 + 0 e si concludono alla 40+6 settimane. Alla quaranta settimane sei al terzo trimestre e alla fine del nono mese di gravidanza. Tieniti pronta per partorire e controlla il benessere della gravidanza con la cardiotocografia e la visita ostetrica. Lunghezza e peso feto 40 settimane gravidanza Il feto alla 40esima settimana di gravidanza è lungo 51,2 cm. Il peso feto a 40 settimane è circa 3600 gr. Le dimensioni fetali sono aumentate e il feto è grande come un Jackfruit Misure feto 40 settimane gravidanza ​ minimo medio massimo circonferenza cranica 321 342 360 circonferenza addominale 327 363 399 lunghezza femore 70 74 79 Crescita e sviluppo del feto alla 40ª settimana di gravidanza Siamo alla fine del nono mese di gravidanza e alla quaranta settimane il bambino è considerato maturo, qualunque sia il suo peso, compreso dai 2,7 kg a 4 kg. Il peso medio del feto a 40 settimane è compreso dai 3kg ai 4 kg , mentre la lunghezza è tra i 47 e i 52 cm. Le dimensioni del feto dipendono dalla costituzione dei genitori ma anche dal sesso; infatti, il feto maschio è più grande rispetto ad un feto femmina. Un' altro fattore che influisce sulla crescita fetale è l’efficienza della placenta nel trasferire le sostanze nutritive dalla mamma al feto. Nel corso delle 40 settimane di gravidanza, se il feto non è ancora venuto al mondo è sempre preferibile monitorare la placenta mediante la flussimetria , un esame ecografico che studia il benessere del circolo sanguigno placentare. Il bebè potrebbe nascere da un momento all' altro senza correre nessun rischio poiché i suoi organi e i suoi apparati hanno raggiunto un livello ottimale di funzionamento e maturazione. I polmoni sono pronti per respirare autonomamente e tutti gli organi sono efficienti e sviluppati Quando il bimbo nascerà noterete che è ancora piegato nella posizione fetale, ma solo per la forza dell’abitudine, dopo nove mesi passati rannicchiati fatica a stirare le gambette; giorno dopo giorno imparerà a stiracchiarsi. Alla quarantesima settimana di gravidanza tutte le ossa fetali sono dure fatta eccezione per il cranio , in particolare vi sono due punti molli della testa fetale denominati fontanelle. Durante le spinte del travaglio le fontanelle permetteranno al cranio fetale di adattarsi e attraversare il canale da parto. Le fontanelle si chiuderanno e si salderanno durante la prima infanzia del bambino. Feto 40 settimane di gravidanza Movimenti fetali: pochi e ridotti oppure tanti e continui Nelle ultime due settimane il bambino è compresso tra le pareti dell’utero, può muoversi molto poco , con grande difficoltà, anche se ancora galleggia nel liquido amniotico. I movimenti fetali diminuiscono, lo spazio è pochissimo e il feto inizia a stare stretto. I calci e i pugni sono ridotti, tuttavia, il feto inizia a spingere verso il basso in direzione della pelvi , per cui, aumenta la sensazione di peso e frequenza di urinare della mamma. La mamma, che conosce bene il temperamento e le abitudini del feto, è in grado di capire le variazioni della routine del proprio bambino. Un modo per valutare il benessere fetale a termine di gravidanza è la conta dei movimenti fetali nelle 24 ore. La mamma deve contare i movimenti del feto in utero nelle 24 ore e se sono almeno 10 in linea di massima è tutto nella norma. Consiglio sempre a tutte le mamme di affidarsi al proprio sesto senso e, se notano dei cambiamenti repentini nei movimenti o nelle abitudini del proprio bambino, è bene fare un controllo ostetrico per assicurarsi sul benessere fetale. 40 settimane di gravidanza sintomi materni Ecco alcuni sintomi, fastidi e malesseri che una mamma alla settimana 40 potrebbe avvertire. attività fetale diminuita (meno calci perchè il feto ha meno spazio); le perdite vaginali diventano più abbondanti con perdita di muco che può essere striato di sangue, o colorato di marrone o rosa. La perdita del tappo mucoso si verifica con più frequenza dopo un rapporto , dopo una visita vaginale o quando la cervice comincia a dilatarsi; diarrea o feci liquide all'avvicinarsi del travaglio di parto; respiro affannoso ; nausea e vomito (alcune mamme ne soffrono per tutti i nove mesi); tensione e dolore alla pelvi o ai fianchi; respirazione più facile dopo che il feto è sceso nella pelvi, fitte occasionali all'inguine; difficoltà a dormire; difficoltà nel camminare; fastidio e dolore nell' area delle natiche e della pelvi crampi alle gambe soprattutto di notte; contrazioni di Braxton Hicks più frequenti e più intense, alcune contrazioni possono essere dolorose; Seno ingrossato con occasionali perdite di colostro dai capezzoli; bruciore di stomaco, cattiva digestione, flatulenza e meteorismo intestinale; mal di testa e capogiri occasionali (soprattutto se ti alzi di scatto o hai un calo di zuccheri); prurito all’addome; ombelico sporgente; smagliature; emorroidi; gonfiore alle gambe , ai piedi, al viso, alle mani e alle caviglie; vene varicose alle gambe o alla vulva; grande affaticamento oppure molta energia (sindrome del nido) o entrambe le cose a periodi alterni. aumento del mal di schiena e senso di pesantezza. Come cambia il corpo nella 40 settimana di gravidanza Siamo arrivati alla fine del nono mese, il corpo materno ha alimentato e ha fatto spazio al feto in crescita. In questa ultima settimana di gravidanza, la presenza del bimbo dentro la pancia della mamma si fa sentire, gli organi materni sono schiacciati dall' utero e le loro funzioni fisiologiche, come la digestione e il transito intestinale, risultano rallentati. La gravidanza a 40 settimane comporta anche un aumento del mal di schiena materno che però non sempre è dovuto al cambiamento del baricentro, quindi ad un’alterazione della postura materna, ma anche dalle contrazioni preparatorie al parto. Gravidanza 40 settimane e pancia dura I primi segni del parto possono comparire nel corso di queste settimane con la sensazione di pancia dura e dolore che si irradia alla schiena in corrispondenza del coccige. Il dolore ai reni accompagnato dalla sensazione di pancia dura va sempre attenzionato, in quanto potrebbe segnalare che il travaglio sta per iniziare. Per essere certa se si tratti di un vero o di un falso travaglio , annota la frequenza delle fitte alla pancia; se si presentano ogni 3-5 minuti sicuramente si tratta di contrazioni. Gli altri sintomi del travaglio sono costituiti da: perdita del tappo mucoso contrazioni preparatorie ravvicinate perdite dai genitali esterni di una lieve quantità di sangue rosso chiaro o marroncino. 40 settimana di gravidanza e nessun sintomo Alla 40 settimana di gravidanza le future mamme sono in attesa dei segnali del parto Può anche succedere che nel corso della 40settimana di gravidanza non vi sia alcun segnale che il travaglio è vicino. In questo caso è sempre bene non stare in ansia e continuare la propria vita effettuando i controlli previsti nel nono mese di gravidanza quali esami: ematochimici, tracciato cardiotocografico, flussimetria e cervicometria. Si raccomanda che alla fine della 40 settimana i controlli sul benessere fetale devono essere più ravvicinati. Se non vi sono dei motivi particolari di accelerare il parto, le linee guida suggeriscono di aspettare fino alla 41 5settimane di gravidanza prima dell’induzione al parto. Partorire a 40 settimane 40 settimana di gravidanza e perdite di liquido amniotico Nel corso del nono mese di gravidanza può succedere di rompere le membrane prima dell’inizio del travaglio di parto. La rottura delle acque può essere di due tipi una perdita abbondante di liquido amniotico; una perdita di liquido lenta ma continua. In entrambi i casi è necessario recarsi in ospedale per essere ricoverate, munite di documenti della gravidanza, in particolare del tampone vaginale . L' esito del tampone vaginale è molto importante in caso di rottura prematura delle membrane perché, se il referto è positivo per lo streptococco beta emolitico, sarà necessaria una terapia antibiotica per impedire che l’infezione passi dalla madre al feto. 9 mese di gravidanza e metodi naturali per indurre il parto L' inizio del travaglio non può essere in alcun modo previsto, però, si possono adottare dei comportamenti per facilitare l'inizio del travaglio di parto costituiti da: Camminare Stimolazione dei capezzoli e del seno Doccia calda o impacchi caldi sul seno Fare l’amore Scollamento delle membrane Svuotare l’intestino Olio di Enotera Tè di foglie di lampone Tisana zenzero e verbena Alla 40esima settimana di gravidanza è sempre bene provare ad innescare il travaglio in maniera spontanea. Le contrazioni da travaglio possono iniziare da un momento all' altro e si riconoscono perché sono regolari, 3 ogni 10 minuti e durano più di un’ora. Ecografia 40 settimane Nel corso della quarantesima settimana di gravidanza l’ecografia consente di misurare la quantità di liquido amniotico che, durante le ultime settimane di gestazione, potrebbe ridursi. La placenta ha finito di crescere, perciò da adesso in poi è bene controllare che funzioni perfettamente attraverso un esame ecografico chiamato flussimetria. L' ecografia alla settimana 40 di gravidanza approfondisce inoltre la corretta crescita del bambino e la sua posizione fetale. 40 settimana di gravidanza peso mamma e alimentazione A 40 settimane di gravidanza l’aumento di peso materno dovrebbe mantenersi entro i 12 kg per evitare che l’eccessivo peso sia di ostacolo ai movimenti quotidiani e favorisca la comparsa di malattie come l’ipertensione e la gestosi. L' aumento ponderale materno in relazione al peso prima della gravidanza è compreso dai 10 a 14 kg. Ultimo mese di gravidanza ed esami A 40 settimane gli esami ematochimici dovrebbero essere già completati e sono costituiti da Peso e pressione arteriosa Emocromo completo, se i livelli di emoglobina sono inferiori a 10,5 g/100 ml considerare la supplementazione con ferro, se appropriata. Esame chimico fisico delle urine (per verificare la presenza di proteine) ed urinocoltura Glicemia Transaminasi (AST e ALT oppure GOT e GPT) Esami della funzionalità renale Ferritina Rubeo test (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Screening toxoplasmosi (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Citomegalovirus IgG e IgM (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Test di Coombs indiretto (nelle donne con Rh negativo va ripetuto ogni mese) Tampone vaginale Ecografia del terzo trimestre (eco accrescimento) Consulenza anestesiologica Elettrocardiogramma Cardiotocografia Monitoraggio fetale In caso di patologie materne è bene continuare a fare i controlli specifici quali la misurazione della glicemia e misurazione della pressione arteriosa. Tra gli esami strumentali della 40 settimana vi è la cardiotocografia , un esame che attraverso due sonde adeguatamente posizionate nel pancione della mamma rileva il battito cardiaco fetale e la presenza di contrazioni. Nel corso della quarantesima settimana i tracciati cardiotocografici vanno eseguiti frequentemente , e nei casi in cui vi è un sospetto di rischio o semplicemente per approfondire lo stato di salute del feto possono essere integrati con altri esami come la flussimetria fetale. A termine di gravidanza dovrai sottoporti alle esplorazioni vaginali, delle visite interne che servono a misurare la dilatazione, il raccorciamento del collo dell’utero e la progressione della testa fetale nel canale da parto. 40 settimane gravidanza che volge al termine I nove mesi di gravidanza sono stati un viaggio bellissimo e ricco di emozioni per mamma e papà. La mamma ha visto trasformare il suo corpo ed ha affrontato i sintomi gravidici. Adesso il feto 40 settimane è pronto a fare il suo ingresso alla vita. È l’inizio di un viaggio bellissimo. Conclusione Scopri le risorse di Mammamather dedicate alla nascita e alla maternità Se stai vivendo la gravidanza  e ti stai preparando alla nascita del tuo bambino, continua il tuo percorso con Mammamather : uno spazio dedicato a mamme consapevoli che desiderano vivere gravidanza, parto e maternità  con serenità e informazioni affidabili. ✨ Qui trovi risorse pratiche, contenuti educativi e strumenti pensati per accompagnarti passo dopo passo, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze. 📚 Ebook Mammamather e risorse gratuite Esplora i Pacchetti Nascita , creati per accompagnarti passo dopo passo, e il Corso Preparto Online  per sentirti pronta e informata. 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Fonti Le informazioni presenti in questo articolo sulla 6 settimana di gravidanza  si basano su linee guida scientifiche, testi di riferimento in ambito ostetrico e ginecologico e fonti istituzionali affidabili. I contenuti sono stati elaborati con l’obiettivo di offrire indicazioni aggiornate, chiare e comprensibili, senza sostituire il parere medico. Tra le principali fonti di riferimento: Linee guida del Ministero della Salute Raccomandazioni dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Materiale informativo dell’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) Manuali di embriologia e ostetricia clinica Evidenze scientifiche condivise da società ginecologiche e ostetriche internazionali Le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il consulto con il ginecologo o l’ostetrica, che restano i professionisti di riferimento per ogni gravidanza.

  • 38 settimane di gravidanza, il feto pesa 3300 gr. Tappo mucoso contrazioni sono i segnali del parto

    A 38 settimane di gravidanza, il feto è pronto per nascere, devi solo aspettare che arrivino i segnali del travaglio come perdita del tappo mucoso e le contrazioni. Ricordati di preparare tutto il necessario prima di partorire di prenotare il tracciato cardiotocografico. Sommario 38 settimane di gravidanza quanti mesi sono? Lunghezza e peso feto 38 settimane gravidanza Crescita e sviluppo del feto alla 38 settimana gravidanza Parto a 38 settimane Sintomi della trentottesima settimana di gravidanza Consigli e curiosità per la mamma in gravidanza Ecografia 38 settimane Peso materno Esami da fare 38 settimane di gravidanza quanti mesi sono? Le settimane 38 di gravidanza iniziano alla 38 + 0 e si concludono alla 38 + 6 settimane. Alla trentottesima settimana di gravidanza sei nel pieno del terzo trimestre e precisamente al nono mese di gravidanza. A partire da questo momento dovrai tenerti pronta per il parto e le visite ostetriche saranno più frequenti. Lunghezza e peso feto 38 settimane gravidanza Il feto alla 38esima settimana di gravidanza è lungo 49,8 cm. Il peso feto a 38 settimane è circa 3100 gr. Le dimensioni fetali sono simili a una zucca. Misure feto 38 settimane gravidanza ​ minimo medio massimo circonferenza cranica 311 332 358 circonferenza addominale 306 338 371 lunghezza femore 67 72 77 diametro biparietale 88 96 104 Trentottesima settimana di gravidanza crescita e sviluppo del feto Alla trentottesima settimana gravidanza, sei al nono mese, la gestazione è a termine e il feto è pronto a venire alla luce. Il peso del feto a 38 settimane è in linea generale di 3300 gr anche se un peso tra 2,7 kg e 3,6 kg è del tutto normale , in rapporto alla costituzione dei genitori. I depositi di grasso che il feto ha accumulato gli consentiranno di non disperdere calore e andare in ipotermia dopo la nascita, infatti, la variazione di temperatura sarà notevole per lui che è abituato ai 37°C costanti del corpo della mamma Il feto in gravidanza a 38 settimane ha tutti gli organi maturi e che funzionano perfettamente. I polmoni del feto alla 38 settimana di gravidanza aspettano solo di esser attivati non appena il bambino sarà uscito dall' utero materno; essi producono surfactante polmonare per impedire agli alveoli polmonari di incollarsi tra loro quando inizierà la respirazione. Il cervello del feto continuerà la sua maturazione per tutta l'infanzia e la giovinezza del neonato, al momento è in grado di regolare le principali funzioni vitali come respirazione, circolazione e digestione; con il tempo affinerà le sue attività. A trentotto settimane di gravidanza i riflessi del feto sono completamente sviluppati: riesce ad aprire e chiudere gli occhi, a stringere i pugni, a reagire ai suoni, alla luce e all'oscurità. I progressi del feto, settimana dopo settimana, sono stati veramente tanti e adesso il bebè è pronto per fare il suo ingresso alla vita ; ciascuna parte del suo corpo si è formata, è cresciuta e ha sviluppato funzionalità in attesa del grande evento. In questi ultimi giorni le sue variazioni riguardano essenzialmente la perdita della vernice caseosa (la sostanza biancastra che fino ad ora ha protetto la delicata pelle del bebè, la perdita della lanugine, i peli in tutto il corpo che lo tenevano al caldo. Feto 38 settimana Posizione del feto a 38 settimana gravidanza Anche se il termine della gravidanza è a 40 settimane, da questo momento il travaglio potrebbe iniziare in qualsiasi momento ; gli eventi preparatori del parto coinvolgeranno sia mamma che bambino e insieme subiranno delle modificazioni per permettere la nascita. Se il feto fosse in presentazione cefalica , la testolina potrebbe iniziare a scendere e a premere sul collo dell’utero. La preparazione del feto alla nascita potrebbe farti provare una sensazione di spinta verso il basso e di pesantezza con necessità di far spesso la pipì. La pancia potrebbe essere bassa e questo ti consentirà di respirare meglio. Se alla settimana 38 di gravidanza il feto è in presentazione podalica o trasversa , questo è il momento di pianificare con il tuo ginecologo il taglio cesareo. Movimenti fetali 38 settimane Lo spazio all' interno dell’utero è diminuito, infatti i movimenti del feto potrebbero ridursi. In realtà il bambino si muove con vigore ma con meno frequenza; per verificare che stia andando tutto bene puoi fare il conteggio dei movimenti fetali. È molto semplice, se in 1 ora conti 10 movimenti del feto di qualsiasi tipo: fruscii, calci e pugni, significa che è tutto fisiologico. Partorire a 38 settimane La mamma nel corso della trentottesima settimana gravidanza può iniziare ad avere delle modificazioni che la preparano al parto entrando nel periodo prodromico. Il ventre materno ha fatto spazio ad un’altra vita in crescita e la pancia è diventata sempre più ingombrante, impedendo normali attività come allacciarsi le scarpe o prendere qualcosa da terra. Alla 38 settimana la mamma potrebbe avvertire un senso generale di gonfiore, soprattutto a mani, faccia e labbra. Secondo una credenza popolare la donna con le labbra e il viso gonfio è pronta a partorire, che il detto tradizionale è vero solo in parte; il gonfiore è del tutto normale a fine gravidanza ma non deve mai essere eccessivo e accompagnato da altri sintomi come proteinuria nelle urine, pressione alta e aumento improvviso di peso. In questo caso il gonfiore è un segnale che qualcosa non sta funzionando bene nel corpo della mamma e vi è un rischio di gestosi. Arrivati al nono mese di gravidanza ed in particolare alla 38 settimana la futura mamma deve solo attendere i segnali che il parto è vicino. 38 settimana di gravidanza sintomi travaglio inizio delle contrazioni preparatorie perdita del tappo mucoso la rottura delle acque Dolore alla schiena soprattutto dolore alla zona bassa della schiena In alcuni casi diarrea Per saperne di più: segnali che il parto è vicino 38 settimane di gravidanza contrazioni, perdite vaginali e fitte In linea generale, fino a questo momento, le contrazioni sono state per lo più indolore, le cosiddette contrazioni di Braxton Hicks definite anche contrazioni senza dolore; le contrazioni preparto , invece, sono molto più intense e si presentano con una sensazione di pancia dura e mal di pancia. Alcune donne durante le contrazioni iniziali possono avere qualche scarica di diarrea che se non protratta è del tutto fisiologica e originata dal massiccio rilascio di prostaglandine materne che stimolano l ’inizio del travaglio. Tra gli eventi che anticipano il parto a 38 settimane vi può essere un abbondante aumento delle perdite vaginali , fenomeno questo conosciuto con il nome di leucorrea o idrorrea, queste perdite indicano che le pareti vaginali si stanno lubrificando in vista del passaggio del feto nel canale da parto. Totalmente diversa invece è la perdita del tappo mucoso che si presenta con la fuoriuscita di muco gelatinoso , biancastro o striato di sangue. L' espulsione del tappo mucoso denota che il collo dell’utero ha subito delle modificazioni di lunghezza e consistenza, tutti eventi che rientrano nella fase prodromica del travaglio. Nel caso in cui il parto spontaneo non sia possibile, ad esempio, perché il feto è in presentazione podalica tra la 38esima e la 39esima settimana sarai sottoposta ad un taglio cesareo programmato . 38 settimane di gravidanza sintomi mamma Ecco alcuni sintomi, fastidi e malesseri che una mamma alla settimana 38 potrebbe avvertire. Attività fetale diminuita (meno calci perchè il feto ha meno spazio); Le perdite vaginali diventano più abbondanti con perdita di muco che può essere striato di sangue, o colorato di marrone o rosa. La perdita del tappo mucoso si verifica con più frequenza dopo un rapporto , dopo una visita vaginale o quando la cervice comincia a dilatarsi.; Diarrea o feci liquide all'avvicinarsi del travaglio di parto; respiro affannoso ; nausea e vomito (alcune mamme ne soffrono per tutti i nove mesi); tensione e dolore alla pelvi o ai fianchi; respirazione più facile dopo che il feto è sceso nella pelvi, fitte occasionali all'inguine; difficoltà a dormire; difficoltà nel camminare; fastidio e dolore nell' area delle natiche e della pelvi crampi alle gambe soprattutto di notte; contrazioni di Braxton Hicks più frequenti e più intense, alcune contrazioni possono essere dolorose; Seno ingrossato con occasionali perdite di colostro dai capezzoli; bruciore di stomaco, cattiva digestione, flatulenza e meteorismo intestinale; mal di testa e capogiri occasionali (soprattutto se ti alzi di scatto o hai un calo di zuccheri); prurito all’addome; ombelico sporgente; smagliature; emorroidi; gonfiore alle gambe , ai piedi, al viso, alle mani e alle caviglie; vene varicose alle gambe o alla vulva; grande affaticamento oppure molta energia (sindrome del nido) o entrambe le cose a periodi alterni. aumento del mal di schiena e senso di pesantezza. Come cambia corpo il materno durante la settimana 38 gravidanza Il corpo materno si è modificato per far spazio e permettere al feto di crescere. L' aumento di peso a settimane 38 di gravidanza non dovrebbe essere superiore ai 12 kg, sia per evitare complicanze gestazionali, come diabete e ipertensione, sia perché tra la pancia e i kg in più sarà molto più difficile muoversi. Continua a seguire una dieta corretta , ricca di fibre, frutta e verdura, inoltre, fai delle passeggiate che serviranno sia sciogliere le tensioni, ma anche a stimolare l’inizio del travaglio. Il seno materno diventa più voluminoso, le mammelle sono pronte all'allattamento e dopo il parto le ghiandole mammarie secerneranno delle ricchissime gocce di latte chiamate colostro , che nutriranno il neonato nelle prime ore di vita. Durante le ultime settimane di gravidanza potresti avere la fuoriuscita di qualche goccia di colostro dai capezzoli. Continua ad applicare con costanza la crema alla lanolina sul seno in modo da irrobustire i capezzoli per prevenire le ragadi al seno. Purelan medela Come detto il parto alla 38 settimana potrebbe avvenire in qualsiasi momento, quindi, continua a preparare il perineo al passaggio della testa fetale. Applica l’olio perineo (io ti consiglio quello weleda) ed esegui il massaggio perineale , aiuteranno insieme ad elasticizzare e nutrire il perineo in vista del parto. Elasticizzare il perineo è di fondamentale importanza, può ridurre infatti il rischio di episiotomia in fase espulsiva del parto. Olio perineo Per saperne di più: massaggio perineo. Gravidanza che volge al termine, hai preparato tutto? Come detto la gravidanza è al termine e potresti partorire a 38 settimane e in quelle a seguire. Assicurati di avere tutto pronto per il ricovero in ospedale. Prepara la valigia con il necessario per mamma e bambino e tienila in un luogo facilmente accessibile, e ancora, tieni a portata di mano gli esami fatti durante la gravidanza, al momento del ricovero dovrai esibire tutta la documentazione insieme alla carta di identità e al codice fiscale. Se hai scelto di fare la conservazione autologa del sangue cordonale munisciti di kit da portare in ospedale. Ecografia 38 settimane Nel corso della trentottesima settimana di gravidanza l’ecografia consente di misurare la quantità di liquido amniotico che, durante le ultime settimane di gestazione, potrebbe ridursi. La placenta ha finito di crescere, perciò da adesso in poi è bene controllare che funzioni perfettamente attraverso un esame ecografico chiamato flussimetria. L' ecografia alla settimana 38 di gravidanza approfondisce inoltre la corretta crescita del bambino e la sua posizione fetale. 38 settimana di gravidanza peso mamma e alimentazione In queste ultime settimane evita le grandi abbuffate, ti potresti mettere in travaglio in qualsiasi momento e avere lo stomaco disturbato potrebbe causarti vomito e nausea. L' aumento di peso materno in questo momento della gravidanza dovrebbe essere da 9 ai 12 kg. Esami da fare Gli ultimi esami da fare in gravidanza 38 settimana sono: Peso e pressione arteriosa Emocromo completo, se i livelli di emoglobina sono inferiori a 10,5 g/100 ml considerare la supplementazione con ferro, se appropriata. Esame chimico fisico delle urine (per verificare la presenza di proteine) ed urinocoltura Glicemia Transaminasi (AST e ALT oppure GOT e GPT) Esami della funzionalità renale Ferritina Rubeo test (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Screening toxoplasmosi (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Citomegalovirus IgG e IgM (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Test di Coombs indiretto (nelle donne con Rh negativo va ripetuto ogni mese) Tampone vaginale Consulenza anestesiologica Ecografia del terzo trimestre (eco accrescimento) Elettrocardiogramma Cardiotocografia Controlli e visite mediche Gli esami strumentali a cui sottoporsi a fine gravidanza sono i tracciati cardiotocografici c he forniscono informazioni sul benessere fetale e sulla presenza di contrazioni uterine. Concorda con la tua ostetrica o con la struttura dove si espleterà il parto le date in cui fare la cardiotocografia. Sarebbe utile visitare l’ospedale o la casa da parto dove avverrà la nascita in modo da prendere confidenza con la struttura, con i sanitari, con i servizi offerti e i percorsi assistenziali. Le strutture offrono diversi servizi di assistenza al parto come: Il parto dolce umanizzato , in cui si rispetta la fisiologia della nascita senza intervenire con metodi farmacologici, sempre entro il benessere di mamma e feto. Al tal proposito potresti decidere di rifiutare l’ episiotomia , in tal caso, dovrai firmare un foglio volontario di rifiuto all' episiotomia. Parto in acqua : se vi sono le condizioni ostetriche si può decidere di fare il travaglio e partorire in vasca. Analgesia peridurale garantita: in cui nel complesso parto vi sono degli anestesisti che garantiscono il servizio di parto indolore 24 ore su 24 Roaming-in : ossia il bambino rimane sempre con la mamma, alcuni ospedali sono dotati di cullette che sia agganciano al letto materno in modo da facilitare il legame madre figlio e l’allattamento. Scopri le risorse di Mammamather dedicate alla nascita e alla maternità Se stai vivendo la gravidanza  e ti stai preparando alla nascita del tuo bambino, continua il tuo percorso con Mammamather : uno spazio dedicato a mamme consapevoli che desiderano vivere gravidanza, parto e maternità  con serenità e informazioni affidabili. ✨ Qui trovi risorse pratiche, contenuti educativi e strumenti pensati per accompagnarti passo dopo passo, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze. 📚 Ebook Mammamather e risorse gratuite Esplora i Pacchetti Nascita , creati per accompagnarti passo dopo passo, e il Corso Preparto Online  per sentirti pronta e informata. 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Fonti Le informazioni presenti in questo articolo sulla 6 settimana di gravidanza  si basano su linee guida scientifiche, testi di riferimento in ambito ostetrico e ginecologico e fonti istituzionali affidabili. I contenuti sono stati elaborati con l’obiettivo di offrire indicazioni aggiornate, chiare e comprensibili, senza sostituire il parere medico. Tra le principali fonti di riferimento: Linee guida del Ministero della Salute Raccomandazioni dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Materiale informativo dell’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) Manuali di embriologia e ostetricia clinica Evidenze scientifiche condivise da società ginecologiche e ostetriche internazionali Le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il consulto con il ginecologo o l’ostetrica, che restano i professionisti di riferimento per ogni gravidanza.

  • 35 settimane di gravidanza! Quanti mesi sono e peso feto. Sintomi mamma, contrazioni e parto.

    Sei arrivata a 35 settimane di gravidanza! Scopri le misure e il peso del feto . Come cambia il corpo materno alla 35 settimana di gravidanza e i disturbi maggiori come le contrazioni di Braxton Hicks, il gonfiore e l’aumento di peso materno. Segna gli esami da fare come l’ecografia e preparati al parto con Mammamather. Sommario 35 settimane di gravidanza quanti mesi sono? 35 settimane di gravidanza peso feto, lunghezza e misure Crescita e sviluppo del feto alla 35 settimana gravidanza Partorire a 35 settimane Sintomi fastidi e disturbi Consigli e curiosità Peso materno Ecografia 35 settimane Esami da fare 35 settimane di gravidanza a quanti mesi corrispondono? Le settimane 35 di gravidanza iniziano alla 35+0 e si concludono alla 35+6 settimane. 35 settimane di gravidanza e in particolare 35 1 settimane di gravidanza segnano l'ingresso al 9 mese , sempre nel corso del terzo trimestre. Lunghezza e peso feto 35 settimane gravidanza Il feto alla 35esima settimana di gravidanza è lungo 46,2 cm. Il peso feto a 35 settimane è circa 2400 gr. Le dimensioni fetali sono simili a quelle di un melone giallo. Misure feto 35 settimane gravidanza ​ minimo medio massimo circonferenza cranica 296 315 335 circonferenza addominale 279 307 335 lunghezza femore 63 68 73 diametro biparietale 85 92 100 Trentacinquesima settimana crescita e sviluppo del feto Alla settimana 35 gravidanza diminuisce lievemente la velocità di allungamento del piccolo ma, il bambino, ha ormai assunto l’aspetto che avrà alla nascita. Il peso del feto è superiore ai 2 kg e il bebè si presenta bello paffutello, la sua pelle è morbida e i capelli sono sempre più lunghi. Il bambino continua a mettere su peso e ad accumulare grasso bruno che gli servirà per regolare la temperatura corporea al momento della nascita. Tutti gli organi si sono perfezionati e la maggior parte di essi completa il suo sviluppo proprio nel corso della trentacinquesima settimana; la funzionalità di stomaco e reni è perfetta, mentre il fegato e i polmoni hanno bisogno ancora di alcuni giorni per raggiungere la massima efficienza. I polmoni del bebè producono una sostanza, chiamata surfactante, che consentirà al bambino di fare il primo respiro dopo il parto, senza che i polmoni si attacchino tra di loro. Il feto a 35 settimane ha completato lo sviluppo dei reni e il fegato inizia a lavorare producendo i prodotti di scarto. In queste ultime settimane di gestazione aumenta considerevolmente il numero delle cellule cerebrali del feto , con uno sviluppo così intenso da far crescere anche il peso della sua testa. La placenta e il cordone continuano a fornire al piccolo sangue ricco di sostanze nutritive; questa settimana è caratterizzata da uno sviluppo cerebrale molto intenso che necessita di un nutrimento materno di qualità, non trascurare quindi di alimentarti con cibi sani. feto a 35 settimane Movimenti del feto Lo spazio fetale si riduce e il bambino avrà sempre meno superficie per muoversi, per questo motivo potresti notare una riduzione di movimenti fetali. Posizione feto trentacinque settimane di gravidanza Alla settimana 35 di gravidanza l’80% dei bambini si mette in posizione per partorire , ossia nella posizione cefalica. A causa delle sollecitazioni della testa fetale a livello del collo dell’utero, potresti avvertire una pressione verso il basso, come una sensazione di spinta. La sensazione di compressione all’ inguine è dovuta al capo del bambino che scende e si prepara al parto incanalandosi, potresti infatti notare che la tua pancia diventa bassa , proprio perchè il bimbo inizia a discendere nella pelvi. Partorire a 35 settimane Il parto a 35 settimane ha un indice di rischio molto basso sia per mamma che per bambino anche se, nascere a 35 settimane rientra tra il parto prematuro tardivo . I polmoni fetali hanno già completato il loro sviluppo e in genere sono già pronti e capaci per respirare autonomamente. Se hai una gravidanza gemellare probabilmente in questa settimana farai la conoscenza con i tuoi bambini. Parto a 35 settimane 35 settimane di gravidanza sintomi materni Ecco alcuni sintomi, fastidi e malesseri che una mamma alla settimana 35 potrebbe avvertire. movimento fetale intenso e regolare; aumento delle perdite vaginali; stitichezza; respiro affannoso ; contrazioni di Braxton Hicks; nausea e vomito (alcune mamme ne soffrono per tutti i nove mesi); tensione e dolore alla pelvi o ai fianchi; fitte occasionali all'inguine; fiato corto a causa dell'utero che preme sui polmoni; difficoltà a dormire; aumento delle contrazioni di Braxton Hicks; seno ingrossato con occasionali perdite di colostro dai capezzoli; bruciore di stomaco, cattiva digestione, flatulenza e meteorismo intestinale; mal di testa e capogiri occasionali (soprattutto se ti alzi di scatto o hai un calo di zuccheri); congestione nasale e senso di intasamento dell’orecchio; gengive sensibili che possono sanguinare quando ti lavi i denti; prurito all’addome; crampi alle gambe; ombelico sporgente; smagliature; emorroidi; gonfiore alle gambe , ai piedi e al viso; vene varicose alle gambe o alla vulva; dolori alla schiena. Consigli e benessere materno alla trentacinquesima settimana gravidanza Sei cambiata molto nel corso del terzo trimestre di gravidanza e adesso i l tuo utero è circa 15 cm sopra l’ombelico e, continuando a crescere, favorisce i disturbi materni tipici della trentacinquesima settimana come: pirosi , acidità di stomaco , difficoltà a digerire, insonnia e incontinenza urinaria. Nel corso di 35 sett di gravidanza, la tua vescica riceve una forte pressione dall'utero che facilita le perdite di urina, soprattutto quando si tossisce o quando la vescica è piena. Oltre che dalla pressione dell’utero, l'incontinenza urinaria è favorita dalla discesa della testa fetale verso il basso, il che contribuisce ad aumentare la pressione proprio nella zona pelvica e quindi la frequenza urinaria. Preparazione dei capezzoli Se desideri allattare al seno inizia a prepararlo con una crema alla lanolina da applicare con costanza sui capezzoli. La lanolina è una sostanza grassa ricavata dalla lana di pecora con funzioni impermeabilizzanti e protettive. La lana delle pecore protegge gli animali dalle intemperie e dagli attacchi esterni. Le creme alla lanolina vanno applicate a partire dalla 34 settimana di gravidanza per nutrire ed impermeabilizzare il capezzolo in vista dell'allattamento. Mi sento gonfia In gravidanza si modifica la postura materna per via dei chili accumulati e dal pancione; la mamma tende a stare con le gambe larghe e con la colonna vertebrale maggiormente curvata, atteggiamenti questi che provocano mal di schiena e impediscono i normali movimenti quotidiani. Il cambiamento di postura potrebbe alterare la circolazione di sangue materno soprattutto nelle zone periferiche del corpo come: piedi, caviglie, gambe e mani, determinando gonfiore e edema. 📘 Leggi il nostro Libro Corso Preparto Il Corso Preparto Mammamather  è un percorso completo che ti accompagna nella preparazione alla nascita e nei primi momenti dopo il parto. All’interno troverai spiegazioni semplici e approfondite su: le posizioni da assumere durante il travaglio ; la preparazione del perineo ; l’ episiotomia  e come prevenirla; la cura di sé nel post parto ; l’ assistenza al neonato  e molto altro. Questo libro nasce dall’esperienza diretta di Mammamather e risponde alle domande più frequenti che una futura mamma si pone prima del parto, accompagnandoti anche nel rientro a casa. 📚 È disponibile in offerta speciale , sia in formato ebook  che cartaceo . 👉 Scopri il Libro Corso Preparto Mammamather  e inizia a vivere la nascita con serenità e consapevolezza. 35 settimane di gravidanza contrazioni e pancia dura Può succedere nel corso di gravidanza 35 settimane di avvertire dolore al basso ventre accompagnato a sensazione di pancia dura , si tratta di contrazioni di Braxton Hicks. In linea di massima le fitte lievi, se non sono frequenti e ravvicinate, non rappresentano un pericolo di parto prematuro ma solo un allenamento dei muscoli uterini in vista del momento del travaglio. Se i crampi e il dolore all’ inguine dovesse essere ripetuto causando forte dolore alla pancia e alla schiena è sempre meglio fare un accertamento ostetrico. Organizza la borsa del parto in modo da essere preparata in caso di un ricovero inaspettato. Cosa fare e cose da preparare a 35 settimane Inizia a sistemare la casa e ad organizzarla per la nascita del bebè; prepara la culla, il corredino, e le cose che ti serviranno. Pianifica chi dovrà aiutarti dopo il parto, prepara delle pietanze e mettile in freezer in modo che dopo la nascita del bambino sarai libera e serena di dedicarti a tuo figlio senza il pensiero di dover cucinare. Tra 35 settimana di gravidanza e la 37 dovrai sottoporti al tampone vaginale. Il tampone vaginale si esegue tra la 35esima e la 37esimana di gravidanza , esame compreso tra le analisi del terzo trimestre preparatorie al parto. Con i nuovi Lea del 2017 il tampone vaginale in gravidanza rientra tra gli esami gratuiti a carico del Servizio Sanitario Nazionale. 35 settimana di gravidanza peso mamma e alimentazione L' aumento di peso materno non dovrebbe mai essere eccessivo, sia per evitare le malattie correlate come diabete gestazionale e ipertensione, sia per non accentuare i disturbi materni derivati dall'utero in crescita. La dieta deve essere gestita in modo da garantire l’adeguato nutrimento al bebè ed evitando di accumulare molti chili, cosa che al nono mese è molto frequente. L' aumento di peso materno dovrebbe essere compreso da 8 a 10,5 kg. Ecografia 35 settimane Nel corso della settimana 35 di gravidanza il liquido amniotico raggiunge il suo massimo livello e nel corso delle settimane avvenire pian piano inizierà a ridursi. La placenta ha finito di crescere , perciò da adesso in poi, è bene controllare che funzioni efficientemente attraverso un esame ecografico chiamato flussimetria. L' ecografia alla settimana 35 approfondisce inoltre l’ esatta crescita del feto e la sua posizione fetale. Ecco il video con le immagini di un feto alla trentacinquesima settimana. Esami da fare Gli esami in gravidanza e i controlli alla trentacinquesima settimana possono variare in base allo stato di salute della gestante. Sarà cura del vostro curante prescrivere le analisi necessarie. Peso e pressione arteriosa Emocromo completo, se i livelli di emoglobina sono inferiori a 10,5 g/100 ml considerare la supplementazione con ferro, se appropriata. Esame chimico fisico delle urine (per verificare la presenza di proteine) ed urinocoltura. Glicemia Transaminasi (AST e ALT oppure GOT e GPT) Esami della funzionalità renale Ferritina Rubeo test (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Screening toxoplasmosi (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Citomegalovirus IgG e IgM (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Test di Coombs indiretto (nelle donne con Rh negativo va ripetuto ogni mese) Tampone vaginale Ecografia del terzo trimestre (eco accrescimento) Tampone vaginale Lo streptococco di gruppo B rappresenta una delle infezioni più comuni nei neonati contratte nel passaggio nel canale da parto, per questo motivo a fine gravidanza è necessario verificare se vi sia la presenza del patogeno nella vagina della mamma. Il tampone vaginale è il test che individua lo streptococco agalactie nella mucosa vaginale e si esegue tra la 34esima e 36esima settimana di gestazione. Se l’esito del tampone è positivo, durante il travaglio di parto alla madre verranno somministrati degli antibiotici innocui per il nascituro. Dopo la nascita, il neonato nato da madre con tampone vaginale positivo verrà sottoposto ad un trattamento specifico e a controlli per prevenire l’infezione . Trentacinquesima settimane e perdite vaginali Le perdite vaginali liquide, lattiginose e mucose sono normali in gravidanza e prendono il nome di leucorrea. La leucorrea ha lo scopo di proteggere il canale da parto dalle infezioni e mantenere un sano equilibrio batterico all’ interno della vagina. Ecco una guida per regolarsi con le perdite vaginali in gravidanza: Perdite bianche. Le perdite bianche non rappresentano un fattore di preoccupazione. Le mucose vaginali sotto l’effetto degli ormoni aumentano la produzione ghiandolare con incremento di secrezioni. Perdite gialle. Le perdite gialle soprattutto se maleodoranti possono indicare un’infezione in corso. Perdite rosate o marroni. Le perdite marroni o rosate meritano sempre un controllo ostetrico perchè possono esprimere la presenza di una minaccia di aborto. Perdite di sangue rosso vivo. In caso di perdite di sangue è necessario recarsi al più vicino pronto soccorso ostetrico per valutare se la gravidanza è ancora in sede e vi è la presenza di un distacco. Scopri le risorse di Mammamather dedicate alla nascita e alla maternità Se stai vivendo la gravidanza  e ti stai preparando alla nascita del tuo bambino, continua il tuo percorso con Mammamather : uno spazio dedicato a mamme consapevoli che desiderano vivere gravidanza, parto e maternità  con serenità e informazioni affidabili. ✨ Qui trovi risorse pratiche, contenuti educativi e strumenti pensati per accompagnarti passo dopo passo, rispettando i tuoi tempi e le tue esigenze. 📚 Ebook Mammamather e risorse gratuite Esplora i Pacchetti Nascita , creati per accompagnarti passo dopo passo, e il Corso Preparto Online  per sentirti pronta e informata. 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Fonti Le informazioni presenti in questo articolo sulla 6 settimana di gravidanza  si basano su linee guida scientifiche, testi di riferimento in ambito ostetrico e ginecologico e fonti istituzionali affidabili. I contenuti sono stati elaborati con l’obiettivo di offrire indicazioni aggiornate, chiare e comprensibili, senza sostituire il parere medico. Tra le principali fonti di riferimento: Linee guida del Ministero della Salute Raccomandazioni dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Materiale informativo dell’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) Manuali di embriologia e ostetricia clinica Evidenze scientifiche condivise da società ginecologiche e ostetriche internazionali Le informazioni hanno finalità divulgative e non sostituiscono il consulto con il ginecologo o l’ostetrica, che restano i professionisti di riferimento per ogni gravidanza.

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