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Ecco cosa ho trovato per te: contenuti su gravidanza, parto, allattamento e maternità

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274 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Vista del neonato. Cosa vedono i neonati nei mesi. Visione e sviluppo mese per mese

    Vista neonati La vista del neonato Qualsiasi mamma si chiede cosa e come vede un neonato, se riesce a distinguere il volto di mamma e papà. La vista di un neonato è un senso che si accresce giorno dopo giorno di pari passo con lo sviluppo e il perfezionamento del cervello. L'encefalo, nell' uomo, ha il compito di interpretare le immagini che l'occhio cattura; nei neonati tale processo richiede alcuni mesi prima che si completi, infatti, solo dopo il perfezionamento delle aree visive della corteccia cerebrale, la vista nei neonati sarà efficiente. Se non vi sono particolari problemi agli occhietti del bimbo, lo sviluppo ottico e del campo visivo avverrà gradualmente e, pian piano, il piccolo imparerà a distinguere volti e immagini , a seguire oggetti, a focalizzare lo sguardo sui colori e acquisire in sostanza, una veduta competente Sviluppo della visione nei neonati nei mesi I bambini vedono fin dalla nascita , anche se non benissimo, poiché lo sviluppo del senso della vista richiede tempo. Attraverso la vista, il bambino acquisterà piena coscienza di ciò che lo circonda; pupille, iride e globo oculare impareranno a dialogare con la corteccia visiva e le immagini saranno elaborate dal cervello e codificate. Ad esempio, attraverso la vista, il bambino apprende la differenza tra oggetti ed esseri umani; impara ad interpretare le espressioni del viso, il linguaggio del corpo e tanti altri segnali non verbali. Che colori vede un neonato? I neonati vista l'immaturità dei processi visivi, inizialmente mettono a fuoco i contrasti netti e le immagini dai colori accesi e brillanti. I colori tenui e sfumati, per i neonati ai primi mesi di vita sono più difficili da catturare. Il bianco e il nero, insieme ad altri colori forti sono quelli che il bebè riesce a percepire nel corso delle prime sei settimane di vita, mentre i colori pastello diventano visibili solo in seguito. A quale distanza il neonato è capace di distinguere il volto della mamma? Nelle prime settimane di vita il bebè riesce a vedere solo a distanza ravvicinata . I volti possono essere ben distinti dal bambino ad una distanza di circa 20 cm. A quale età si stabilizza la vista? La vista neonato in genere si stabilizza e ntro i 12 mesi di vita. Vista dei bambini mese per mese Mamma e papà possono verificare i progressi della vista del bambino facendo attenzione ad alcuni segnali e attività che il neonato compie che indicano che lo sviluppo visivo sta procedendo nella maniera corretta. Vista nei neonati appena nati La retina dell'occhio (struttura che assorbe le immagini e le trasmette al cervello, a cui spetta il compito di interpretarle) è competente a svolgere la sua funzione a partire dalla nascita. Il cervello, invece, subito dopo la nascita, non è ancora pronto a decodificare le immagini; pertanto, la vista neonato 1 mese è scarsa . Nel primo mese di vita il piccolo guarda ma in realtà non vede. Nel corso delle prime due tre settimane di vita, in conseguenza allo sviluppo cerebrale, il bebè comincia a usare il senso della visione per esplorare l'ambiente che lo circonda. A partire dalla terza settimana di vita inizia a distinguere il viso della mamma ad una distanza di 20, 30 cm in modo sempre più nitido. Vista neonato a 1 mese di vita Dopo il primo mese di vita, circa a 45 giorni dopo la nascita, il bambino riesce a riconoscere il volto della mamma ad una distanza inferiore ai 30 cm. Questa è una tappa del neonato particolarmente importante che indica la maggiore competenza del cervello; infatti, fino ad ora il bambino vede i volti ma non li riconosce, da questo momento in poi, invece, l'immagine catturata dagli occhi del neonato, viene acquisita ed elaborata dal cervello; quindi, il piccolo riesce a capire che si tratta della mamma. Potete capire che il bambino riconosce le persone perché non appena si avvicina un volto familiare, il neonato sorride o muove le braccia. La visione neonati ad un mese non è però competente per riconoscere il profilo dei volti o la faccia in movimento. Forme e colori forti suscitano l'interesse del bambino, anche se non può definire ancora chiaramente i dettagli. Vista neonati a 2 mesi La vista neonati 2 mesi si migliora, tutto ciò che si trova tra 20 e 30 cm suscita l'interesse del bebè e i muscoli oculari riescono a fissare la sua attenzione. Pian piano il bambino riesce a seguire gli oggetti in movimento , ad esempio le apine colorate e le giostrine sopra il lettino lo interessano molto. I genitori possono tranquillamente focalizzarsi sul corretto sviluppo della vista rilevando che il piccolo è attratto da sonaglini e da giochini colorati che sono alla sua portata. Vista dei neonati a 3 mesi A partire dal terzo mese di vita la vista si sviluppa in maniera sempre più efficiente poiché si perfeziona la visione binoculare ; le informazioni catturate da entrambi gli occhi, si fondono in una sola immagine il che consente al bambino di vedere gli oggetti fino ad 8 metri di distanza. Il bambino, adesso, ha un buon controllo degli occhi e riesce a seguire per 30-40 secondi un oggetto in movimento delle dimensioni di una pallina ad una distanza di 30, 40 cm dai suoi occhi. Dato il traguardo raggiunto, il bambino ha interesse per ciò che lo circonda, con le manine afferra gli oggetti che gli stanno intorno e studia le varie espressioni del volto dei genitori. In questa fase, attraverso lo sguardo, comunica con la mamma , la fissa e quando percepisce di avere la sua attenzione inizia a fare versi di approvazione con sorrisi e muovendo le manine. La vista dei neonati da 4 a 6 mesi La visione del bambino è sempre più perfezionata anche se a volte un occhietto può deviare rispetto all' altro, soprattutto quando è particolarmente stanco. Tranquille, il bambino non è strabico , il fenomeno degli occhi storti tende a scomparire dopo il nono mese di vita. Intorno al quarto mese, il neonato impara a mettere in relazione la vista con il tatto e in questo modo il suo cervello percepisce che ciò che sta toccando è quello che i suoi occhi stanno vedendo. La nuova abilità è fondamentale perché gli permette di interpretare la profondità dello spazio che lo circonda, in questo modo il suo intelletto intuisce ad esempio che un uccellino è lontano, che la mamma è a breve distanza e che il giochino è vicino a lui. La vista nel neonato da sei a 12 mesi di vita Dopo il sesto mese la vista dei bambini diviene più competente e i suoi occhi riescono a mettere a fuoco i particolari. La vista e il tatto sono in stretta connessione e le sue manine riescono a compiere movimenti precisi per afferrare un oggetto in relazione all' immagine catturata dai suoi occhietti. A nove mesi, il bambino è perfettamente in grado di riconoscere ad una certa distanza tutte le persone familiari. A 10-12 mesi viene raggiunta la visione tridimensionale , che darà al neonato la sensazione della profondità. Pian piano i movimenti dei suoi occhi saranno perfettamente coordinati ma se perdura lo strabismo dopo il primo anno, il pediatra richiederà dei controlli oculistici per accertarne la presenza. A partire dal primo anno di vita il bambino vede tutti i colori in maniera perfetta ed è in grado di dimostrare una predilezione per una tinta piuttosto che per un'altra. Come stimolare la vista del neonato Gli oggetti e in particolare alcuni giochi rappresentano degli importanti stimoli visivi che hanno lo scopo di favorire il corretto sviluppo intellettivo del bambino. Vediamo come poter sviluppare la vista dei più piccoli Giostrine per culla e lettino Le giostrine dai colori vivaci riescono a catturare l'attenzione dei neonati e sono un ottimo modo per stimolarli nel corso dei primissimi mesi di vita. Le giostrine vanno agganciate nella culla ad una distanza di circa 25 cm dal viso del bebè, non sopra la loro testa ma da una parte o dall' altra del suo campo visivo; in genere i neonati tendono a guardare verso destra, ma il vostro bambino potrebbe avere la preferenza opposta. Per stimolare vista e udito si può optare per una giostrina musical e, in modo da stimolare due sensi alla volta. Giostrina musicale Chicco Giochi colorati I giochi semplici come sonaglini, animali di peluche, o altri giocattoli dai colori brillanti riescono sempre a catturare i bambini. Il giochino va fatto muovere o agitato davanti al lui in modo da incoraggiarlo a seguirne il movimento con gli occhi. Giochi colorati per neonati Forme geometriche I piccoli sono letteralmente affascinati dalle figure e dalle forme geometriche, non è raro vedere un neonato catturato da oggetti di casa a cui voi non prestate la minima attenzione ma che per loro, vista la lineare forma risultano irresistibili. Non è raro vedere un neonato assolto alla visione di un vaso o di una scatola posta sopra un mobile. Giochi forme geometriche Specchi I bambini adorano guardarsi allo specchio ammirando la visione del volto in continuo cambiamento, anche se in genere non hanno la più pallida idea di chi sia il grazioso bambino riflesso. Provate a sistemare il bambino di fronte ad uno specchio, vi assicuro che vi stupirà. Specchio per neonati Persone I neonati amano osservare i visi da vicino ad una distanza di circa 20-30 cm per questo quando lo allattate, lo prendete in braccio o durante il cambio pannolino , posizionatelo sempre in modo da essere vicino al vostro volto. I bambini più in là con i mesi possono essere stimolati mostrandogli delle foto di famiglia indicandogli chi è chi. Libri I libri sono davvero importanti per lo sviluppo visivo e cerebrale dei bambini. Iniziate con libri da immagini semplici con figure di bambini, animali o giocattoli e nominateli mentre li mostrate al piccolo. Scegliete libri con disegni chiari e definiti in maniera netta senza colori sfumati. Rimani connessa con altre mamme. Iscriviti al forum delle mamme e alla news letter Se conosci altri nomi non presenti sulla lista scrivili nei commenti!

  • Succhietti e ciucci neonato migliori del 2025. Forma, silicone, caucciù, mesi bambini.

    I ciucci neonato non sono tutti uguali Ecco la guida che ti spiega come scegliere il ciucciotto per non danneggiare il palato del bebè in base al materiale, alla forma, all'età o ai mesi del bambino e al prezzo. Ciuccio neonato Il ciucciotto neonato in certe situazioni è un prodotto indispensabile per la tranquillità di mamma e bambino tanto che viene raccomandato dal Ministero della Salute durante il sonno per prevenire la sindrome da morte in culla del lattante. L' acquisto del ciuccio del bambino non deve mai essere una scelta casuale ma deve tenere in considerazione l' uso che se ne deve fare perchè i ciucciotti neonati non sono tutti uguali: sia per materiale, caucciù o silicone; sia per forma: a ciliegia, simile alla forma del capezzolo, a goccia o anatomica . Il ciuccio va scelto in base all' età del bambino e al tipo di alimentazione, allattamento al seno o con latte artificiale. I ciucci differiscono anche nel prezzo, ci sono ciucci che garantiscono ottimi prezzi e qualità. Ecco a voi una guida per scegliere il ciuccio migliore per bambini e neonati. Per approfondire: prevenire la morte in culla Quando dare il ciuccio ai bambini? Il ciuccio per neonati non è un vizio ma serve a soddisfare il bisogno innato di ciucciare che hanno i bebè. Per i bambini succhiare è un comportamento istintivo, infonde una sensazione di tranquillità, protezione e sicurezza; quando si offre il ciuccio al neonato ecco che subito tranquillizza poiché si sta appagando un bisogno. Riflettendo i neonati riescono ad attaccarsi al seno in maniera naturale e spontanea proprio perché hanno il fisiologico bisogno di ciucciare quindi è sbagliato demonizzare il ciuccio come qualcosa di sbagliato, piuttosto è necessario farne un corretto. Gli studi scientifici per prevenire la SIDS, Sudden Infant Death Syndrome , hanno dimostrato che l'utilizzo del ciuccio quando il bambino dorme rappresenta un fattore protettivo per la morte in culla. Chiarito quindi che il ciucciotto è un valido alleato di mamma e bambino vediamo come sceglierlo. Ciuccio neonati: quale scegliere ? E' sempre utile l' acquisto di un ciuccio nel corredino del neonato della misura 0-3 mesi. Negli anni il succhiotto si è sempre più evoluto e ad oggi vi sono ciucci ortodontici sempre più specializzati, in grado di calmare il bambino e aiutare il neonato a sviluppare la capacità di suzione. Il ciuccio può aiutare i neonati più pigri a prendere confidenza con la suzione e migliorare la capacità di nutrirsi I neonati prematuri sono un esempio, in relazione all'epoca gestazionale di nascita non hanno ben sviluppato il riflesso di suzione e un ciuccio può esser di grande aiuto e di conforto. I ciucci o succhiotti sono composti da due parti: la tettarella che è la parte ciucciata dal bambino; lo scudo che è la parte esterna a contatto con le labbra del bambino. Come scegliere il ciuccio giusto? L' acquisto del succhiotto giusto è condizionato da alcuni fattori come: materiale del ciucciotto forma del ciucciotto misura del ciucciotto Materiale del ciuccio bebè Il materiale del ciuccio è fondamentale innanzitutto perchè andrà nella bocca del neonato e poi perchè in base all' uso che se ne deve fare è più indicato un materiale piuttosto che un altro. I ciucci possono essere: in silicone in caucciù. Ciuccio in silicone Il silicone è un materiale resistente e morbido che nella bocca del bambino simula il capezzolo della mamma. Il ciuccio in silicone è particolarmente raccomandato in caso di allattamento al seno proprio per non creare interferenze. Altra qualità, il silicone è molto resistente alle alte temperature e quindi adatto per la sterilizzazione a bollitura. L' utilizzo del ciuccio in silicone è raccomandato fino al 6 mese di vita. Ciuccio in caucciù Il caucciù è un materiale naturale che se ingerito non comporta nessun rischio, per tale motivo i ciucci in caucciù sono adatti per i bambini oltre i 6 mesi di vita. Quando spuntano i primi dentini il bambino potrebbe mordicchiare la tettarella e ingerirne parti di esso , il caucciù anche se ingerito risulta non nocivo e non tossico, quindi assolutamente sicuro. Per approfondire: calendario dentizione Forma del ciuccio bambino I ciucci in base alla forma possono essere distinti in: ciuccio a ciliegia ciuccio a goccia ciuccio anatomico Ciucci a ciliegia Il ciuccio a ciliegia è un succhiotto rotondo simile al capezzolo materno pertanto indicato in caso di allattamento al seno per evitare di creare confusione nel bebè tra capezzolo e tettarella. Durante il primo mese è necessario scegliere la dimensione piccola della tettina e cambiarla frequentemente in modo da evitare che si ingrandisca troppo compromettendo lo sviluppo del palato e delle arcate dentarie. E sempre preferibile nei primi mesi scegliere un ciuccio a ciliegia con una mascherina tonda dello stesso materiale del ciuccio per evitare fastidi sul delicato viso del neonato specialmente mentre dorme. Ciuccio a goccia Il ciuccio a goccia ha una forma allungata che risulta particolarmente adatto e indicato per i bambini più grandi soprattutto durante il sonno. I ciucci a goccia hanno una forma simmetrica che garantisce una buona aderenza al palato. Il succhiotto a goccia è versatile e disponibile in vari colori. Succhietto anatomico o ortodontico Il ciuccio anatomico si adegua alla forma del palato del bambino e ne garantisce il corretto sviluppo senza danneggiarlo seguendo l'anatomia della sua bocca. I ciucci anatomici hanno una forma schiacciata ed ellittica con la punta rivolta verso il palato. Il ciuccio anatomico è un ciuccio valido e sicuro ad ogni età o mese del bambino. Misura del ciuccio bambini I ciucci hanno misure differenti che si adattano all'età dei bambini e alla crescita della loro bocca. Le misure in commercio sono: per neonati dai 0 ai 3 -6 mesi ci vuole il ciuccio primi mesi per bambini dai 4 o 6 mesi in su per i bambini dai 6 ai 12 mesi in su Durante l' acquisto del ciuccio è necessario sempre controllare l'indicazione dei mesi scritta sulla confezione del succhiotto. Vale sempre la regola di cambiare il ciuccio frequentemente per evitare che si ingrandisca troppo e si deformi cose che potrebbe interferire con il corretto sviluppo del palato e dell'arcata dentaria del neonato. I migliori ciucci 2022 Ciuccio Avent Il ciuccio Soothie Avent ha una forma innovativa che favorisce una suzione naturale. I ciucci Avent promuovono il naturale sviluppo di denti e gengive, il che vuol dire che non dovrai preoccuparti di danneggiare il palato del bebè. Il succhiotto ha uno scudo soffice e rotondo come il seno materno, flessibile per il massimo confort della delicata pelle intorno alla bocca. P erfetto e sicuro per il sonno del neonato e progettato in silicone morbido biocompatibile, BPA/Phthalate & Latex free Il ciuccio Soothie Avent è adatto ai neonati di 0-3 mesi Prezzo 11 euro Ciuccio in caucciù 0-3 mesi ortodontico Il ciuccio Havea Ortodontico è in caucciù il che vuol dire che si adatta alla forma del palato del neonato in maniera naturale e senza danneggiarlo. Il ciuccio in caucciù è atossico e biodegradabile, senza BPA, PVC o coloranti artificiali. Un ciuccio veramente sicuro, igienico e facile da sterilizzare adatto ai neonati 0-3 mesi. 9 euro Ciuccio in silicone Tommee Tippee Tommee Tippee è sinonimo di innovazione continua, e questo ciucciotto ne è la dimostrazione. Il ciuccio Tommee Tippee si muove e si flette come il capezzolo materno per evitare di interferire con l'allattamento al seno e supportare il neonato nella transizione dal seno al biberon. Delicato sul viso del bebè come la pelle della mamma garantisce assenza di irritazioni. Il succhietto Tommee Tippee è realizzato in silicone naturale, ultra morbido, senza Bpa. Quando il seno materno non è disponibile questo ciuccio è la cosa più simile al capezzolo, ottimo e consigliato prodotto. 9.99 euro Ciuccio Chicco - Physio Soft 0-12 mesi Il c iuccio Chicco Physio S oft è morbido al contatto sulla delicata pelle del tuo bambino. I ciucci Chicco sono progettati e disegnati per non disturbare il bambino durante la nanna e garantire il corretto sviluppo del palato. Il succhiotto Chicco favorisce il naturale posizionamento della lingua e distribuisce uniformemente la pressione sulla bocca il che vuol dire garanzia di una corretto sviluppo orale. E' studiato per non interferire con l'allattamento al seno, Chicco è attenta ai piccoli dettagli infatti la base dello scudo del succhiotto è morbida e bombata come il seno della mamma, questo consente un confortevole appoggio delle labbra e riduce il ristagno di saliva, causa di irritazioni. Ciuccio Nuk - Sensitive 0 - 6 mesi Le opinioni dei ciucci Nuk sono sempre ottime tanto da renderlo uno tra i succhiotti più apprezzati dalle mamme. Il 95% dei bambini lo accetta e il 99% delle madri consiglierebbe questo succhietto Nuk. Il ciuccio Nuk Sensitive è morbido e 100% silicone, ideato per adattarsi delicatamente al viso del bimbo, senza irritare la sua pelle sensibile. Il poppatoio è modellato sulla forma del capezzolo materno in l'allattamento per una sensazione naturale e rilassante. La protezione a forma di cuore si adatta sotto al naso del bambino per non disturbare la respirazione. 13.99 euro Ciuccio MAM Il ciuccio Mam night è la garanzia di notti tranquille e sicure per te il tuo bambino il che vuol dire un buon sonno ristoratore. Grazie alla mascherina simmetrica il succhiotto non è mai al contrario proteggendo la bocca e il naso del bebè, i grandi fori di ventilazione e i puntini sul bordo interno evitano irritazioni della pelle. Mam ha pensato proprio a tutto: fabbricato in lattice naturale di caucciù Poppatoio ortodontico per evitare malocclusione dentale Bottone frontale facile da afferrare Ultima chicca, il ciuccio si illumina al buoi, quindi se il bebè lo perde durante la notte, sarà facile ritrovarlo senza dover accendere la luce. Il ciuccio è conforme alla normativa EN 1400 e ovviamente privo di BPA. Il miglior ciuccio per la notte Prezzo 2 ciucci 10.94 Ciuccio MAM Air Il ciuccio Mam Air ha una tettarella simmetrica in lattice naturale per essere delicato sulla pelle senza occludere il nasino del bebè. La sua forma è studiata per garantire delicatezza sulla pelle e non essere mai di intralcio nei movimenti del neonato. Il bottone davanti ne facilita la presa del bambino il che vuol dire favorire il movimento di prensione nei neonati. Disponibile in molti colori che stimolano a livello visivo il bebè 2 ciucci 11.50 euro Comapct , succhiotto Chicco in silicone Il ciuccio Chicco Compact è in silicone e favorisce il naturale posizionamento della lingua del neonato. I ciucci Chicco sono studiati per distribuire in maniera uniforme la pressione sul palato per garantire il corretto sviluppo orale, inoltre la base super sottile permetta un' ottimale chiusura della bocca, non ha caso questa tettarella è approvata dai dentisti pediatrici. L' anello di sicurezza consente di afferrarlo con facilità e i fori di ventilazione permettono il passaggio dell' aria evitando ristagni di saliva che possono favorire la proliferazione batterica. Prezzo: 2 ciucci 11.50 euro Ciucci Nuk in caucciù I ciucci Nuk sono tra i preferiti dai bambini e in m odello in caucciù è approvato dalla " The British Dentale Health" Il succhiotto Nuk in caucciù si adatta perfettamente alla bocca del neonato garantendogli un'esperienza rilassante e naturale. Disponibile in vari colori e misure : 0-6 mesi, 6 12 mesi-12 -18 mesi Prezzo 2 ciucci 8.80 euro Ciuccio a ciliegia- Nip cherry Il ciuccio a ciliegia Nip ha una tettarella rotonda in morbido lattice. La sua forma naturale è progettata sul seno materno il che vuol dire che il neonato non sarà confuso tra il capezzolo e ciuccio senza interferenze sull'allattamento al seno. I bordi arrotondati proteggono la cute del bambino dalle pressioni e i grandi fori sui lati del succhiotto garantiscono una ventilazione ottimale della pelle delicata del bambino. 8 euro Ciuccio Goldi Il ciuccio Goldi è 100% gomma naturale senza aggiunta di gomme sintetiche il che vuol dire sicurezza di non offrire al neonato nulla di potenzialmente tossico. Il succhietto Goldi è ipoallergenico e si adatta alla bocca del bambino. Prezzo 8.99 Siamo arrivati alla fine di questo viaggio tra ciucci, succhiotti e tettarelle. Spero di aver chiarito tutti i dubbi, adesso non ti resta che scegliere il ciuccio adatto al tuo prezioso bambino, qui sotto cliccando il pulsante scoprirai tutti i ciucci scelti da noi. Non dimenticare di iscriverti al blog per avere sempre contenuti nuovi e aggiornati per la cura del bambino. Mammamather ostetrica tascabile

  • Tampone vagino rettale in gravidanza: guida completa all' esame vaginale, risultati e cosa fare in caso di esito positivo per streptococco

    Ecco le informazioni essenziali sul tampone vagino rettale in gravidanza : Domanda Risposta rapida Cos’è Un test microbiologico per rilevare lo streptococco beta emolitico di gruppo B (GBS) . Quando si fa Tra la 36ª e la 37ª settimana  di gravidanza. Perché è importante Previene infezioni neonatali  trasmesse durante il parto. Fa male? No , è un esame indolore e veloce . Se è positivo In travaglio si fa profilassi antibiotica  per proteggere il neonato. È gratuito? Sì , è nei LEA  del Servizio Sanitario Nazionale. Sommario Cos’è il tampone vagino-rettale Quando si fa Come si svolge l’esame Cos’è lo streptococco B Tampone positivo: cosa significa Quando iniziare la terapia Tampone negativo Taglio cesareo e tampone vaginale Se il tampone non si fa Parto senza antibiotico Altri risultati del tampone Fattori di rischio Streptococco nel neonato Domande frequenti 🎧 Ascolta anche il podcast In questo episodio, l’ostetrica Leandra spiega con calma e chiarezza cos’è il tampone vagino-rettale in gravidanza , quando si fa e cosa succede se il risultato è positivo. 👉 Preferisci ascoltare? Questo episodio del podcast approfondisce il tampone vagino-rettale in gravidanza , spiegando quando si fa e cosa significa un risultato positivo. Cos’è il tampone vagino rettale e perché si fa in gravidanza Durante il terzo trimestre, il ginecologo propone spesso il tampone vagino rettale : è un esame semplice ma fondamentale per la salute del tuo bimbo. Serve a individuare lo streptococco beta emolitico di gruppo B (Streptococcus agalactiae) , un batterio comune e spesso asintomatico  nella mamma, ma che può passare al neonato  nel momento del parto vaginale, quando il piccolo attraversa il canale del parto. Sapere in anticipo se sei portatrice ti permette di prevenire : se il tampone è positivo, in travaglio si somministra un antibiotico sicuro  che abbatte il rischio  di infezione nel neonato. ℹ️ Questo test rientra nei LEA : è gratuito  e consigliato a tutte tra 36ª–37ª settimana . Tampone vaginale, rettale o vagino-rettale: che differenza c’è Molte future mamme fanno confusione tra i vari tipi di tamponi . Ecco uno schema chiaro: Tipo di tampone Area analizzata Quando si fa A cosa serve Tampone vaginale Vagina e cervice In gravidanza o in presenza di sintomi Rileva infezioni vaginali  (Candida, Gardnerella, ecc.) Tampone rettale Retto In gravidanza (assieme al vaginale) Individua la presenza di GBS  a livello intestinale Tampone vagino-rettale Vagina +  retto 36ª–37ª settimana È il test combinato più affidabile  per lo Streptococco B 👉 Il tampone vagino-rettale  riduce i falsi negativi perché verifica entrambe le aree . Esame ostetrico in gravidanza: l’ostetrica accompagna la futura mamma con delicatezza nella preparazione al tampone vagino-rettale. Come si esegue il tampone vagino rettale (step-by-step) Ti sdrai come per una visita ginecologica. L’ostetrica o il ginecologo passa due piccoli bastoncini  cotonati: uno in vagina e uno nel retto. I campioni vengono inviati in laboratorio per la coltura. In 2–3 giorni  ricevi l’esito ( positivo/negativo  per GBS). Non fa male  ed è molto rapido .💡 Consiglio pratico:  nelle 24 ore precedenti evita lavande, ovuli o creme vaginali  che potrebbero alterare il risultato. Streptococco in gravidanza: cosa sapere davvero Lo Streptococcus agalactiae (GBS)  è presente nella flora intestinale e vaginale di circa 15–30%  delle donne. Di solito non dà sintomi  alla mamma. In assenza di prevenzione, durante il parto può trasmettersi al neonato e (raramente) causare: polmonite neonatale meningite sepsi  (infezione del sangue) La buona notizia? Con tampone  e profilassi antibiotica  in travaglio, il rischio di malattia nel neonato si riduce quasi a zero . Tampone vagino-rettale positivo: cosa significa e cosa fare Un tampone vagino-rettale positivo  indica che, al momento dell’esame, sei portatrice dello streptococco beta emolitico di gruppo B (GBS)  nella flora vaginale e/o rettale. Questo non significa che tu sia malata  e non vuol dire che il tuo bambino stia male . Si tratta di un batterio molto comune e, nella maggior parte dei casi, del tutto innocuo per la mamma. Il valore del tampone positivo è che fornisce un’informazione preziosa  al team sanitario, permettendo di organizzare il parto nel modo più sicuro possibile  e ridurre in modo significativo il rischio di trasmissione al neonato. Terapia in travaglio (profilassi antibiotica) In caso di tampone vagino-rettale positivo, la prevenzione si fa solo durante il travaglio . In sala parto viene somministrata una profilassi antibiotica per via endovenosa , solitamente con penicillina o ampicillina , a intervalli regolari (circa ogni 4 ore). Questa terapia: è sicura per il neonato è compatibile con l’allattamento è mirata e temporanea riduce quasi a zero il rischio di infezione neonatale L’obiettivo è proteggere il bambino nel momento più delicato , cioè durante il passaggio nel canale del parto. Perché la terapia non viene fatta prima del parto Questa è una delle domande più frequenti, ed è importante chiarirla con calma. La profilassi antibiotica non viene effettuata prima del travaglio  perché: l’antibiotico non elimina in modo definitivo  lo streptococco dalla flora vaginale il batterio può ripresentarsi anche dopo una terapia anticipata assumere antibiotici senza necessità aumenta il rischio di resistenze batteriche si altererebbe inutilmente l’equilibrio della flora vaginale e intestinale Somministrare l’antibiotico nel momento giusto , cioè durante il travaglio, permette invece di: raggiungere una concentrazione efficace proprio quando serve proteggere il neonato senza trattamenti inutili rispettare il principio di una medicina mirata, prudente e sicura Esistono alcune eccezioni, come la rottura prematura delle membrane  o particolari condizioni cliniche, in cui il medico può decidere di anticipare la profilassi. Ma si tratta sempre di scelte personalizzate, basate sulla situazione specifica della mamma e del bambino. 💗 Un messaggio rassicurante Sapere di essere positive allo streptococco B non è motivo di ansia , ma un modo per arrivare al parto più preparate e protette . La profilassi antibiotica in travaglio è una pratica consolidata, sicura ed efficace, che permette alla stragrande maggioranza dei bambini di nascere in perfetta salute . Conoscere il perché delle scelte mediche aiuta a vivere la gravidanza e il parto con fiducia, consapevolezza e serenità . Quando si può iniziare la terapia prima del parto In alcune situazioni particolari, il medico può decidere di anticipare o programmare la profilassi antibiotica , anche prima dell’inizio del travaglio vero e proprio, per ridurre il rischio di trasmissione dello streptococco beta emolitico di gruppo B al neonato. Questo avviene soprattutto in presenza di specifici fattori di rischio , come: Rottura prematura delle membrane , che espone il bambino ai batteri per un tempo più lungo Febbre materna superiore ai 38 °C , possibile segnale di infezione in atto Urinocoltura positiva per Streptococco B (GBS)  durante la gravidanza Parto pretermine , prima della 37ª settimana Precedente neonato con infezione da Streptococco B , situazione che richiede particolare attenzione In questi casi, la decisione viene sempre presa insieme al team medico , valutando la situazione clinica specifica e scegliendo la strategia più sicura per mamma e bambino. L’obiettivo resta sempre lo stesso: prevenire in modo efficace, senza interventi inutili , proteggendo il neonato nel momento più delicato della nascita. Tampone negativo: cosa succede dopo Quando il tampone vagino-rettale risulta negativo , significa che al momento dell’esame non è presente lo streptococco beta emolitico di gruppo B  nel canale del parto. In questo caso non è necessaria alcuna terapia  e il travaglio può svolgersi serenamente, senza profilassi antibiotica specifica. Il risultato del tampone è considerato valido per circa 5 settimane : se il parto avviene entro questo intervallo di tempo, non è necessario ripetere l’esame .Solo nel caso in cui il parto si verifichi molto oltre questo periodo, il ginecologo valuterà se ripetere il tampone, in base alla situazione clinica. Per la maggior parte delle future mamme, un tampone negativo rappresenta semplicemente un pensiero in meno  e un passo in più verso un parto vissuto con tranquillità e consapevolezza. Fattori di rischio che aumentano la probabilità di positività o di trasmissione Esistono alcune situazioni che possono aumentare il rischio di positività allo streptococco beta emolitico di gruppo B  o la probabilità di trasmissione al neonato durante il parto. Conoscerle non serve a creare allarmismi, ma ad aiutare il team di cura a scegliere la gestione più sicura e personalizzata . I principali fattori di rischio sono: Rottura prolungata delle membrane  (superiore alle 18 ore), che aumenta il tempo di esposizione del neonato ai batteri Parto pretermine o neonato con basso peso alla nascita , condizioni in cui il sistema immunitario è più immaturo Febbre materna durante il travaglio , possibile segnale di infezione in corso Urinocoltura materna positiva per Streptococco B  durante la gravidanza Infezioni vaginali ricorrenti , che possono alterare l’equilibrio della flora vaginale In presenza di uno o più di questi fattori, anche in assenza del tampone o con tampone negativo , il medico può valutare l’opportunità di una profilassi antibiotica in travaglio , sempre nell’ottica di proteggere il neonato nel modo più semplice e sicuro possibile. Parla l’esperta 👩‍⚕️ “Il tampone vagino-rettale è un piccolo esame che fa una grande differenza. Come ostetrica, consiglio sempre alle future mamme di affrontarlo con tranquillità: non è doloroso, non è invasivo, e può prevenire problemi importanti al neonato. Sapere di avere un tampone vaginale positivo in gravidanza per  di Streptococco B non è motivo di ansia, ma un modo per prepararsi al meglio al parto con la giusta prevenzione.” Prodotti consigliati per il benessere intimo in gravidanza Durante la gravidanza la zona intima diventa più sensibile e delicata. Scegliere prodotti adeguati e dermatologicamente testati aiuta a prevenire irritazioni, mantenere il pH fisiologico e garantire comfort quotidiano. Ecco due articoli pratici e apprezzati su Amazon, ideali per il benessere intimo in questo periodo speciale. Prodotto Descrizione Dove acquistarlo 🌿 Saugella Attiva – Detergente Intimo pH 3.5 con Timo e Salvia (500 ml) Detergente specifico per l’igiene intima femminile, ideale in gravidanza e nei periodi di maggiore sensibilità. 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Ma, come spesso accade in gravidanza, ci sono alcune eccezioni importanti  che è bene conoscere, per vivere tutto con serenità e consapevolezza. Quando il tampone NON serve in caso di taglio cesareo Se il taglio cesareo è programmato  e viene eseguito prima dell’inizio del travaglio , con membrane ancora integre , il tampone vagino-rettale non è necessario . Questo perché: il bambino non attraversa il canale vaginale non entra in contatto con la flora vaginale o rettale il rischio di trasmissione dello streptococco beta emolitico di gruppo B è praticamente nullo In queste situazioni, non è indicata la profilassi antibiotica specifica per lo streptococco , perché semplicemente non serve . Quando invece il tampone (o la profilassi) diventa importante Ci sono però alcune condizioni in cui, anche in caso di taglio cesareo , è necessaria maggiore attenzione. In particolare, la profilassi antibiotica è indicata se: le membrane si sono rotte  prima dell’intervento il travaglio è già iniziato il cesareo avviene d’urgenza  dopo ore di travaglio la mamma è risultata positiva allo streptococco  durante la gravidanza In questi casi, infatti, il bambino può essere già entrato in contatto con il batterio ,ed è quindi corretto proteggere il neonato con l’antibiotico durante il parto. E se non ho fatto il tampone ma parto con cesareo d’urgenza? Può succedere, ed è importante saperlo. Se non è stato eseguito il tampone vagino-rettale e il parto avviene in condizioni di rischio(per esempio dopo la rottura delle acque o con febbre materna),il team medico valuterà la profilassi antibiotica in modo preventivo , seguendo protocolli ben definiti. Questo significa che anche in assenza del tampone , la sicurezza del neonato viene comunque tutelata.   Cosa succede se non si esegue il tampone vagino-rettale in gravidanza Può capitare, per diversi motivi, di non riuscire a eseguire il tampone vagino-rettale  entro la 36ª–37ª settimana di gravidanza. A volte il parto arriva prima del previsto, altre volte l’esame viene semplicemente rimandato o dimenticato. In questi casi, è importante sapere che non sei “scoperta” né a rischio automatico . Se il tampone non è stato eseguito, durante il parto il personale sanitario valuterà la situazione clinica  e la presenza di eventuali fattori di rischio . In particolare, la profilassi antibiotica in travaglio viene presa in considerazione se sono presenti condizioni come: rottura delle membrane da più di 18 ore febbre materna durante il travaglio parto pretermine urinocoltura positiva per Streptococco B in gravidanza precedente neonato con infezione da streptococco In queste situazioni, l’antibiotico viene somministrato in modo preventivo , anche senza il risultato del tampone, per proteggere il neonato. Se invece il parto avviene senza fattori di rischio , e in particolare con taglio cesareo prima dell’inizio del travaglio e con membrane integre , la profilassi non è necessaria . Questo significa che non fare il tampone non equivale a mettere in pericolo il bambino : esistono protocolli chiari e condivisi che permettono ai medici di agire in sicurezza anche in assenza dell’esame. Il messaggio più importante è questo :il tampone vagino-rettale è uno strumento di prevenzione molto utile, ma la gestione del parto è sempre personalizzata , pensata per tutelare mamma e neonato in ogni situazione. Parto senza terapia antibiotica: cosa succede se non c’è tempo di farla In alcune situazioni può capitare che, pur in presenza di un tampone vagino-rettale positivo  o in assenza del risultato del tampone, non ci sia il tempo materiale per effettuare la profilassi antibiotica in travaglio . Succede, ad esempio, in caso di: parto precipitoso , molto rapido travaglio che evolve in poche ore arrivo in ospedale a dilatazione già avanzata È importante sapere che questa eventualità è ben conosciuta e prevista  nei protocolli ostetrici e neonatologici. Cosa significa per il neonato Se il parto avviene senza che sia stato possibile somministrare l’antibiotico, il neonato non viene automaticamente considerato malato . Quello che cambia è la modalità di sorveglianza dopo la nascita . Il bambino viene: monitorato con maggiore attenzione  nelle prime ore o giorni di vita sottoposto a valutazione clinica accurata  (respiro, temperatura, alimentazione, colorito) eventualmente a esami del sangue , come PCR ed emocromo, se indicato Quando viene iniziata una terapia nel neonato Se il neonato: presenta segni clinici sospetti , oppure mostra alterazioni degli esami il team neonatologico può decidere di iniziare una terapia antibiotica preventiva , anche in assenza di una diagnosi certa. Questo approccio prudente consente di intervenire tempestivamente , evitando che un’infezione possa evolvere. Nella maggior parte dei casi: gli esami risultano rassicuranti la terapia viene sospesa dopo pochi giorni il neonato sta bene e non sviluppa complicazioni Un messaggio rassicurante per le mamme Un parto rapido può sorprendere, ma non significa essere impreparate o in pericolo . Anche quando non è possibile effettuare la profilassi antibiotica in travaglio, esistono strategie efficaci di controllo e prevenzione dopo la nascita . La cosa più importante è sapere che: il rischio di infezione resta basso i controlli servono a proteggere , non a creare allarme la grande maggioranza dei bambini nasce e cresce in perfetta salute La prevenzione non è fatta solo di farmaci, ma anche di attenzione, osservazione e cura . Altri possibili risultati dei tamponi (oltre allo Streptococco B) Il tampone vaginale o vagino rettale  può segnalare anche altri microrganismi. Non sempre è qualcosa di grave: spesso indicano alterazioni della flora  che si gestiscono facilmente con il ginecologo. Microrganismo rilevato Significato clinico Cosa fare Candida albicans (miceti) Candidiasi : prurito, perdite biancastre Antimicotico  locale/sistemico su prescrizione Gardnerella vaginalis Vaginosi batterica : cattivo odore, perdite grigie Antibiotico  specifico e probiotici se indicati Klebsiella pneumoniae Batterio intestinale opportunista Antibiogramma  e antibiotico mirato se sintomi Escherichia coli Flora intestinale; talvolta coinvolta in vaginiti Trattamento solo se sintomatico  e su indicazione Stafilococchi / Streptococchi non-B Possibile flora mista Spesso non patologica : valutazione clinica Lattobacilli Flora vaginale protettiva Nessuna terapia; è un buon segno 💬 Ricorda:  non tutti i batteri richiedono cura. Il medico interpreta il referto  in base a sintomi , settimana di gravidanza  e storia clinica . Fattori di rischio Esistono alcune condizioni che aumentano la probabilità di positività allo streptococco beta emolitico di gruppo B  o il rischio di trasmissione al neonato durante il parto. Conoscerle non serve a creare allarmismi, ma ad aiutare mamma e operatori sanitari a prestare maggiore attenzione in situazioni specifiche . I principali fattori di rischio sono: Rottura prolungata delle membrane  (oltre 18 ore), che aumenta il tempo di esposizione del neonato ai batteri Febbre materna durante il travaglio  (temperatura superiore a 38 °C), possibile segnale di infezione Parto pretermine  o neonato con basso peso alla nascita , condizioni in cui il sistema immunitario è più immaturo Urinocoltura positiva per Streptococco B  durante la gravidanza Infezioni vaginali ricorrenti , che possono alterare l’equilibrio della flora vaginale In presenza di uno o più di questi fattori, il medico valuterà con maggiore attenzione la gestione del parto e l’eventuale necessità di una profilassi antibiotica , sempre in base alla situazione clinica specifica. Questo approccio permette di personalizzare le cure , evitando interventi inutili e garantendo al neonato la massima protezione possibile. Streptococco nel neonato: controlli e prevenzione dopo il parto Se durante la gravidanza sei risultata positiva allo streptococco beta emolitico di gruppo B , dopo la nascita il tuo bambino verrà monitorato con attenzione e delicatezza , soprattutto nelle prime ore o nei primi giorni di vita. I controlli fanno parte della normale assistenza neonatale e hanno l’obiettivo di intercettare precocemente qualsiasi segnale , anche minimo, per intervenire subito se necessario. In base alla situazione clinica, il personale sanitario può effettuare: un’osservazione clinica accurata , controllando respiro, temperatura corporea, colorito e modalità di alimentazione piccoli prelievi ematici , se indicati, per valutare eventuali segni di infezione il dosaggio della PCR (Proteina C Reattiva) , un esame del sangue che aiuta a individuare la presenza di uno stato infiammatorio o infettivo Cos’è la PCR nel neonato e perché viene controllata La PCR  è un indicatore che aumenta in presenza di infezioni o infiammazioni. Nel neonato non serve a fare una diagnosi da sola, ma è uno strumento di supporto  che viene sempre interpretato insieme ai segni clinici. Una PCR normale  è un segnale rassicurante Una PCR aumentata  indica la necessità di approfondire e monitorare il bambino più da vicino Cosa succede se la PCR del neonato è positiva Se la PCR risulta elevata o se il neonato mostra segni clinici sospetti, il team neonatologico può decidere di: eseguire ulteriori accertamenti iniziare una terapia antibiotica preventiva , spesso in attesa dei risultati definitivi prolungare l’osservazione per garantire la massima sicurezza È importante sapere che, in questi casi, la terapia antibiotica viene avviata per precauzione , spesso prima ancora che si sviluppi una vera infezione. Questo approccio consente di proteggere il neonato in modo tempestivo , evitando complicazioni. Nella maggior parte dei casi, gli esami successivi risultano rassicuranti e la terapia può essere sospesa dopo pochi giorni. Un messaggio rassicurante per i genitori Grazie alla profilassi antibiotica effettuata in travaglio  e ai controlli neonatali, la stragrande maggioranza dei bambini sta bene e non sviluppa alcuna infezione . La prevenzione funziona. I controlli non servono a “cercare problemi”, ma a garantire al tuo bambino il miglior inizio possibile , permettendoti di vivere le prime ore insieme con maggiore serenità e fiducia. FAQ – Domande frequenti sul tampone vaginale rettale 1️⃣ Il tampone vagino-rettale in gravidanza fa male? No, è un esame rapido e indolore . Può dare un leggero fastidio, ma dura pochi secondi e non comporta alcun rischio per mamma o bambino. 2️⃣ Quando si fa il tampone in gravidanza? Il tampone si esegue tra la 36ª e la 37ª settimana di gravidanza , periodo in cui il risultato è più attendibile fino al momento del parto. 3️⃣ Cosa significa tampone vagino-rettale positivo allo Streptococco B? Un tampone positivo indica la presenza dello streptococco beta emolitico di gruppo B . In travaglio viene somministrato un antibiotico endovena  per evitare il contagio al neonato. 4️⃣ Il tampone vaginale e rettale è obbligatorio in gravidanza? Non è obbligatorio per legge, ma è fortemente raccomandato  da tutte le linee guida ostetriche italiane perché riduce il rischio di infezioni neonatali . 5️⃣ Come si esegue il tampone vagino-rettale? Il ginecologo o l’ostetrica inseriscono un piccolo bastoncino cotonato  in vagina e nel retto per raccogliere un campione. È una procedura veloce e non invasiva . 6️⃣ Serve il tampone anche se si partorisce con taglio cesareo? Solo se le membrane si sono rotte  prima dell’intervento. In tutti gli altri casi, la profilassi antibiotica non è necessaria. 7️⃣ Il tampone vaginale in gravidanza è gratuito? Sì, il tampone è gratuito  perché incluso tra gli esami previsti dai LEA  (Livelli Essenziali di Assistenza) nel terzo trimestre di gravidanza. 8️⃣ Quanto tempo serve per avere i risultati dei tamponi vagino rettali? Di solito l’esito è disponibile entro 48–72 ore . Il referto indicherà se sei positiva o negativa allo Streptococco B . Conclusione: un piccolo gesto per una grande sicurezza Il tampone vagino-rettale in gravidanza  è un esame semplice, veloce e gratuito  che ti aiuta a proteggere il tuo bambino . Affrontarlo con serenità significa parto più sicuro  e maggiore consapevolezza . 🩷 Un piccolo gesto oggi, per la sicurezza di domani. 🔗 Fonte ufficiale e utile per approfondire : Ministero della Salute – Streptococco in gravidanza Trascrizione del podcast: tampone vagino-rettale in gravidanza Di seguito trovi la trascrizione completa dell’episodio del podcast  dedicato al tampone vagino-rettale in gravidanza, in cui l’ostetrica Leandra spiega con calma e chiarezza quando si fa, a cosa serve e cosa significa un risultato positivo. Ciao mamma, oggi voglio prendermi un po’ di tempo per parlarti con calma, con quella voce che rassicura e abbraccia, di un piccolo esame che a fine gravidanza può far nascere tante domande: il tampone vagino-rettale . È un argomento che spesso arriva quasi in punta di piedi, verso la fine del percorso, quando sei già concentrata sul parto, sulla borsa dell’ospedale, sui calcetti del tuo bimbo che diventano sempre più forti. E poi, tra un controllo e l’altro, il ginecologo ti dice: “È il momento di fare il tampone vagino-rettale.” E tu magari ti chiedi: “Cosa sarà? È fastidioso? Perché serve? Cosa succede se è positivo? ”Oggi risponderemo a tutto, passo dopo passo, come se fossimo in studio insieme, con calma e dolcezza. Il tampone vagino-rettale è un piccolo esame microbiologico che si esegue tra la 36ª e la 37ª settimana di gravidanza .Serve a rilevare la presenza di un batterio chiamato Streptococcus agalactiae , o più semplicemente streptococco beta emolitico di gruppo B .È un batterio molto comune, che vive naturalmente nell’intestino e talvolta nella vagina di molte donne. Non è un’infezione, non è qualcosa di “sporco” o preoccupante: è semplicemente parte della flora batterica umana. Nella maggior parte dei casi, questo batterio è innocuo per te. Ma durante il parto, quando il bambino attraversa il canale vaginale, può entrare in contatto con esso. E nei neonati, che ancora non hanno un sistema immunitario maturo, può — in rari casi — causare infezioni come meningite, polmonite o sepsi. Non succede quasi mai, ma la prevenzione è la chiave. Il tampone ci serve proprio per sapere in anticipo  se il batterio è presente e, in caso positivo, agire tempestivamente. Molte donne mi dicono: “Leandra, ma è doloroso? Devo prepararmi in qualche modo? ”E io sorrido sempre, perché è davvero un esame molto più semplice di quanto sembri . Si effettua come una normale visita ginecologica. Il ginecologo o l’ostetrica utilizza un piccolo bastoncino cotonato sterile e raccoglie un campione, prima nella vagina e poi nel retto. Non c’è dolore, solo un leggerissimo fastidio che dura un attimo. È tutto qui. Non serve nessuna preparazione particolare: ti basta evitare lavande vaginali, ovuli o creme nelle 24 ore precedenti, così il campione sarà naturale e affidabile. Il tampone viene poi inviato in laboratorio, e nel giro di due o tre giorni si ottiene il risultato: positivo o negativo per Streptococco B. Se il tampone è negativo , ottimo: significa che il tuo canale del parto non contiene il batterio e puoi affrontare la nascita senza alcuna precauzione particolare. Il risultato resta valido per circa 5 settimane, quindi copre tranquillamente il periodo fino al parto. Se invece il tampone è positivo , non preoccuparti. Non è un’infezione, non è un problema di igiene e non è nulla che tu abbia “preso”. Semplicemente, in quel momento, sei portatrice del batterio. Cosa succede allora? Durante il travaglio, ti verrà somministrato un antibiotico per via endovenosa  — di solito penicillina o ampicillina — ogni quattro ore. Questo serve a impedire che il batterio venga trasmesso al bambino durante il parto. È una terapia sicura, efficace, e non interferisce con l’allattamento. Non serve fare alcuna cura prima del travaglio, perché l’antibiotico in gravidanza non elimina definitivamente il batterio e rischierebbe solo di renderlo più resistente. Per questo, la profilassi viene fatta solo durante il travaglio , nel momento in cui serve davvero. Se invece il parto avviene con taglio cesareo , la profilassi non è necessaria, a meno che le membrane si siano rotte prima dell’intervento. Vedi? Tutto è semplice, logico, pensato per la sicurezza del tuo bambino. A volte, oltre allo Streptococco, il tampone può rivelare altri microrganismi, come Candida albicans , Gardnerella vaginalis , Klebsiella  o Escherichia coli . Non sempre sono patologici, spesso indicano solo una piccola alterazione della flora vaginale. Il ginecologo interpreterà il risultato in base ai tuoi sintomi e alla fase della gravidanza. E se servisse una terapia, sarà mirata, delicata e sicura. Anzi, in un certo senso, il tampone può darti un quadro completo del tuo equilibrio vaginale. Sapere che ci sono lattobacilli, per esempio, è una buona notizia: sono i batteri “buoni” che proteggono naturalmente la vagina. Parliamo un momento dello Streptococco B , per conoscerlo meglio. Circa una donna su quattro è portatrice, e nella maggior parte dei casi non se ne accorge. È presente nell’intestino e, occasionalmente, nella vagina. Non dà sintomi, non provoca bruciore, prurito o perdite particolari. Il problema può nascere durante il parto, quando il bambino attraversa il canale vaginale e può entrare in contatto con il batterio. Ma anche in questo caso, solo pochissimi neonati sviluppano un’infezione, e con la profilassi antibiotica, il rischio scende quasi a zero. Ti dico sempre, cara, che la conoscenza toglie la paura . E sapere queste cose ti permette di affrontare tutto con calma, senza ansie inutili, ma con la consapevolezza che stai facendo tutto ciò che serve per la sicurezza del tuo piccolo. Ti parlo ora dei fattori di rischio  che possono aumentare la possibilità di trasmettere il batterio al neonato. Sono situazioni particolari, come: una rottura prolungata delle membrane  (più di 18 ore),una febbre alta durante il travaglio , un’ urinocoltura positiva per Streptococco B , oppure la nascita di un neonato prematuro o sottopeso . In questi casi, anche con tampone negativo, il medico può decidere di fare comunque la profilassi antibiotica in travaglio, per massima sicurezza. È una precauzione, non un allarme. E serve solo a proteggere. Dopo la nascita, se il tuo tampone era positivo, il neonato sarà semplicemente osservato per le prime ore o giorni di vita . Si controlleranno la temperatura, il respiro, e in alcuni casi verranno eseguiti piccoli prelievi del sangue. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, tutto va bene. E quando avrai il tuo bimbo tra le braccia, potrai sentirti serena, sapendo che tutto è andato nel modo giusto. Molte mamme mi chiedono se il tampone è obbligatorio . La risposta è no: non è obbligatorio per legge, ma è fortemente raccomandato  da tutte le linee guida, italiane e internazionali. È un esame incluso nei LEA , i Livelli Essenziali di Assistenza, e quindi gratuito  per tutte le donne in gravidanza. Puoi farlo in ospedale, in consultorio o dal tuo ginecologo di fiducia. Ed è una di quelle cose che ti fanno arrivare al parto con un pensiero in meno. Un piccolo gesto di prevenzione, che vale tantissimo. Cara, a volte la maternità sembra fatta di montagne da scalare: esami, controlli, appuntamenti, referti, informazioni contrastanti. Ma la verità è che la gravidanza è anche fatta di piccoli gesti quotidiani  che costruiscono sicurezza. E questo tampone ne è un esempio perfetto. È un atto di fiducia verso la medicina, ma anche verso te stessa.Perché quando scegli di farlo, stai dicendo:“Voglio essere pronta. Voglio proteggere il mio bambino. Voglio vivere questo momento con serenità.” Io lo vedo ogni giorno: le mamme arrivano spaventate, magari imbarazzate,e poi, una volta fatto, sorridono e dicono:“Era tutto qui? È stato più facile di quanto pensassi.” E ogni volta penso che sì, il tampone è un piccolo gesto,ma ha un grande significato.È prevenzione, ma anche amore.È consapevolezza, ma anche tenerezza. A volte dico alle mie mamme di fare un piccolo esercizio, come quello che propongo anche a te ora:metti una mano sulla tua pancia.Respira.Senti il tuo bambino muoversi, la vita che cresce dentro di te.Ogni respiro che fai è già una forma di cura.E ogni esame che affronti, ogni informazione che cerchi, ogni dubbio che sciogli,è un modo per dirgli: “Io mi prendo cura di te, sempre.” Il tampone vagino-rettale è uno di quei gesti che sembrano insignificanti, ma fanno la differenza.Come mettere la cintura prima di guidare.Come lavarsi le mani prima di cucinare.Come abbracciare chi ami ogni volta che puoi. È una piccola abitudine che protegge la vita. E allora sì, è giusto farlo, parlarne, conoscerlo.Perché più conosci, meno temi.E meno temi, più vivi questo periodo con leggerezza e fiducia. Il mio consiglio, come ostetrica e come donna,è di affrontarlo con calma, con serenità, con la consapevolezza che ogni passo, anche il più piccolo,ti avvicina al momento più bello: incontrare il tuo bambino. Ti ringrazio per avermi ascoltata.So che il tempo in gravidanza è pieno, denso, emotivo.Ma se hai dedicato questi minuti a capire meglio cos’è il tampone vagino-rettale,hai già fatto un passo in più verso una maternità consapevole e serena. Ti abbraccio forte, con la dolcezza di chi ha visto nascere tanti bambini e sa che dietro ogni mamma c’è sempre una storia unica, piena di amore, forza e coraggio. Ti auguro un parto dolce, un bambino sano ,e un cuore pieno di luce. Ricorda sempre: un piccolo gesto oggi, per la sicurezza di domani.   Al prossimo episodio (In qualità di Affiliata Amazon, potrei ricevere una piccola commissione dagli acquisti idonei, senza costi aggiuntivi per te.)

  • Cosa non mangiare gravidanza: guida definitiva su cosa mangiare e cosa evitare durante l’alimentazione in gravidanza

    In gravidanza è importante evitare cibi crudi o poco cotti (carne, pesce, uova), salumi non trattati, latticini non pastorizzati, alcol, energy drink e pesci ad alto contenuto di mercurio. Fai attenzione a igiene e conservazione degli alimenti, preferisci cibi freschi e ben cotti e ascolta sempre il tuo corpo. Mangiare con consapevolezza è un gesto d’amore verso te stessa e il tuo bambino. 🎧 Ascolta il podcast Mammamater – “Cosa non mangiare in gravidanza” Video guida sull’alimentazione in gravidanza. Sommario Perché sapere cosa non mangiare in gravidanza è importante Cibi da evitare in gravidanza Bevande da evitare o limitare Igiene e conservazione degli alimenti Cosa scegliere al posto dei cibi vietati Attenzioni nei vari trimestri Errori e miti comuni sull’alimentazione in gravidanza Consigli pratici Mammamater Domande vere delle mamme Conclusione – Fidati del tuo corpo, scegli con amore Perché sapere cosa non mangiare gravidanza è un gesto d’amore Essere incinta è un viaggio meraviglioso, ma anche pieno di domande: “Posso mangiare questo? È sicuro bere quello?” Capire cosa non mangiare gravidanza  non significa privarsi, ma scegliere con consapevolezza e amore . Durante la gravidanza, il sistema immunitario si adatta, il corpo cambia e si prepara a nutrire una nuova vita. Alcuni alimenti, normalmente innocui, possono diventare rischiosi per te o per il tuo bambino. Ma niente paura ,con le giuste informazioni e pochi accorgimenti, puoi goderti ogni pasto in piena serenità. Cosa non mangiare gravidanza: guida completa per una dieta sicura Durante la gravidanza, ogni futura mamma si pone mille domande sull’alimentazione. È fondamentale sapere cosa non mangiare gravidanza  per garantire la salute di mamma e bambino. In questa guida troverai: Gli alimenti da evitare (e perché) I rischi associati a un consumo scorretto Le migliori alternative per una dieta equilibrata Perché è importante prestare attenzione all’alimentazione in gravidanza L’alimentazione gioca un ruolo chiave nello sviluppo del feto. Alcuni cibi possono contenere agenti patogeni, tossine o sostanze nocive  che, pur innocue in altri momenti, in gravidanza potrebbero causare complicazioni. Un’alimentazione corretta aiuta a: Favorire la crescita armoniosa  del bambino Mantenere un buon peso alla nascita Prevenire anemia, diabete gestazionale e ipertensione La chiave è mangiare bene, non meno . Una dieta sana è flessibile, varia e adattata alle tue esigenze. Alimenti da evitare in gravidanza: la lista completa e aggiornata Vediamo nel dettaglio cosa non mangiare gravidanza , perché evitarlo e cosa scegliere al posto. Cibi crudi e poco cotti – Rischio toxoplasmosi e salmonella 💡 Consiglio MammaMater:  anche i cibi affumicati o pronti da banco (come i carpacci o le insalate miste confezionate) vanno consumati con attenzione, solo se ben conservati e riscaldati. Cibi pronti, fast food e street food Il rischio non è solo la qualità, ma anche la conservazione delle cose e la manipolazione . Evita panini o piatti esposti a temperatura ambiente, maionese fatta in casa o prodotti non refrigerati correttamente. 💡 Soluzione MammaMater:  prepara snack semplici e sicuri, ad esempio wrap con pollo cotto, yogurt e frutta fresca. ☕ Bevande da evitare o limitare I rischi associati ai cibi vietati Mangiare cibi sconsigliati in gravidanza può comportare rischi importanti per mamma e bambino . 💡 L’ostetrica consiglia:  non è necessario vivere con paura. La conoscenza e l’igiene sono la tua miglior protezione. Igiene e conservazione: la sicurezza parte da casa Nutrizione consapevole: cosa scegliere al posto dei cibi vietati Cosa non mangiare gravidanza per trimestre 👉 Ogni mamma è unica: ascolta il tuo corpo e segui sempre i consigli del tuo medico o ostetrica di fiducia. Errori comuni da evitare ❌ “Mangiare per due” – servono solo 200–300 kcal in più. ❌ “Un bicchiere di vino non fa male” – nessuna dose è sicura. ❌ “Basta lavare tutto ” – il lavaggio riduce, ma non elimina i rischi. ❌ “Saltare i pasti” – può causare cali glicemici. Aspetti emotivi e psicologici Il rapporto col cibo in gravidanza è spesso legato alle emozioni. Non sentirti in colpa se un giorno non riesci a seguire tutto alla perfezione. Conta la costanza, non la rigidità. Coinvolgi il partner nella preparazione dei pasti: cucinare insieme crea connessione, calma e sostegno reciproco. 👩‍⚕️ L’angolo dell’Ostetrica – Il parere di Leandra “Dalla mia esperienza come ostetrica, ho visto che la paura di sbagliare a tavola è una delle più grandi fonti di ansia per le future mamme. Ma la verità è che il corpo in gravidanza è saggio e sa cosa gli serve. Ascoltati. Fidati del tuo istinto. Una mamma consapevole è già una mamma che si prende cura. 📝 Consigli pratici Mammamater Fai colazione ogni giorno con proteine e carboidrati (es. yogurt e cereali). Lava sempre mani, utensili e superfici dopo aver toccato carne cruda. Leggi le etichette (scegli prodotti “latte pastorizzato”). Porta con te snack sicuri quando esci. Pianifica la spesa e conserva bene i cibi. Domande reali delle mamme sull’alimentazione in gravidanza 🥢 Posso mangiare sushi in gravidanza? Solo se cotto o congelato. Il pesce crudo può contenere parassiti come Anisakis  o batteri come Listeria , quindi è meglio scegliere versioni cotte o vegetariane . 🍵 Posso bere tisane in gravidanza? Sì, ma evita quelle con liquirizia, salvia o aloe , che possono influire sulla pressione o sull’utero. Preferisci camomilla, malva o rooibos: rilassano e favoriscono il sonno. 🥓 Posso mangiare salumi durante la gravidanza? Solo se cotti o congelati . I salumi crudi, come prosciutto o salame, possono trasmettere la toxoplasmosi .👉 Se sei immune, puoi consumarli con più tranquillità, ma sempre con moderazione. 🧀 I formaggi freschi sono sicuri durante la gravidanza? Sì, se prodotti con latte pastorizzato . Evita formaggi a latte crudo (brie, camembert, gorgonzola fresco), perché possono contenere Listeria monocytogenes . ☕ Caffè sì o no in gravidanza? Sì, ma massimo due tazzine al giorno . La caffeina attraversa la placenta, quindi è bene limitarla. Preferisci versioni decaffeinate o alterna con orzo o tè leggero. 🍰 Posso mangiare dolci fatti in casa? Sì, se le uova sono ben cotte . Evita tiramisù, zabaione o mousse con uova crude. 🥩 Quali alimenti sono vietati o proibiti in gravidanza? Ecco un elenco dei principali cibi da evitare in gravidanza : Carne cruda o al sangue Pesce crudo o affumicato Uova crude Latticini non pastorizzati Alcol e superalcolici Energy drink e bevande con troppa caffeina 👉 Questi sono i cibi che non si possono mangiare in gravidanza  per ridurre il rischio di toxoplasmosi, listeriosi  e altre infezioni alimentari. 🥗 Quali cibi è meglio mangiare in gravidanza? I cibi consigliati in gravidanza  sono quelli freschi, cotti e vari: Frutta e verdura di stagione (ben lavate) Legumi e cereali integrali Proteine magre (pollo, pesce cotto, uova pastorizzate) Latticini pastorizzati Frutta secca e acqua a volontà 👉 Una buona alimentazione in gravidanza  è varia, colorata e naturale. Quali sono le regole d’igiene più importanti per mangiare in gravidanza in sicurezza? Lava bene frutta e verdura (anche con bicarbonato) Cuoci completamente carne, pesce e uova Conserva gli alimenti a meno di 4°C Non ricongelare mai un cibo già scongelato 👉 Una buona igiene è il modo più semplice per evitare infezioni alimentari. 🧃 Posso bere succhi o centrifughe in gravidanza? Sì, ma solo se preparati al momento  e con frutta ben lavata. Evita succhi non pastorizzati o confezionati da troppo tempo. 🥛 Il latte crudo è vietato in gravidanza? Sì, il latte crudo è vietato in gravidanza  perché può contenere Listeria . Scegli sempre latte pastorizzato o UHT , più sicuro e nutriente. 🧂 Cosa non mangiare in gravidanza se soffro di pressione alta o gonfiore? Riduci il sale , gli alimenti conservati e le bevande gassate. Preferisci cotture al vapore e spezie naturali per insaporire i piatti. 🧠 Cosa non mangiare in gravidanza per evitare rischi al cervello del bambino? Evita i pesci con alto contenuto di mercurio  (pesce spada, tonno rosso, squalo).Il mercurio in eccesso può influire sullo sviluppo neurologico fetale. 🍷 Posso bere vino o alcol in gravidanza? No. Non esiste una quantità sicura di alcol in gravidanza: anche piccole dosi possono danneggiare lo sviluppo del feto . 🍽️ Come gestire i pasti se ho poca fame o nausea? Mangia poco e spesso , ogni 2-3 ore. Prediligi cibi leggeri e secchi (cracker, riso, banane) e bevi acqua a piccoli sorsi. 🧘‍♀️ Come vivere l’alimentazione in gravidanza senza ansia? Ricorda: la perfezione non esiste . L’obiettivo non è seguire regole rigide, ma ascoltarti e nutrirti con amore. Ogni scelta consapevole è già una forma di cura verso te stessa e il tuo bambino. 🌷Fidati del tuo corpo, scegli con amore Cara mamma, sapere cosa non mangiare gravidanza  non è una limitazione, ma un atto d’amore. Ogni tua scelta a tavola è un messaggio di cura e di fiducia verso la vita che cresce dentro di te. Mangiare con consapevolezza è come dire al tuo bambino: “Ti amo, e mi prendo cura di te fin da ora.” 💗 Scopri tutti i corsi e le guide Mammamather Vuoi continuare a prenderti cura di te e vivere la gravidanza con serenità? 👉 Scopri tutti i corsi online e le guide pratiche Mammamather Troverai: Corsi preparto online Ebook su travaglio , le contrazioni e la preparazione mentale al parto Lista valigia parto gratuita ed ed ebook gratuito "Corredino neonato: cosa serve davvero" Perché ogni mamma merita parole buone, conoscenza e supporto vero. 💕 Fonti: Ministero della Salute – Alimentazione in gravidanza OMS – Maternal Nutrition Guidelines (2024) ISS – Linee guida per una sana alimentazione in gravidanza

  • Come pulire orecchie neonato in modo sicuro e naturale: la guida completa per mamme

    Come pulire orecchie neonato  è una delle domande più frequenti tra le mamme alle prime armi, preoccupate di prendersi cura del proprio piccolo in modo sicuro e delicato. Le orecchie dei neonati sono estremamente sensibili, e una pulizia corretta aiuta a prevenire infezioni, irritazioni e accumuli di cerume. In questa guida completa scoprirai quando, come e con cosa pulire le orecchie del tuo bambino, evitando errori comuni e rispettando la loro naturale protezione. Ti mostrerò anche i metodi più dolci approvati dai pediatri, i prodotti migliori consigliati dalle mamme e i segnali a cui prestare attenzione per garantire sempre comfort e benessere al tuo neonato. Pulizia orecchie neonato: dettaglio dell’orecchio da pulire delicatamente Sommario Perché è importante pulire le orecchie del neonato Com’è fatto l’orecchio del neonato Il cerume nei neonati Quando iniziare a pulirle Come pulirle passo dopo passo Errori da evitare Pulizia con soluzione fisiologica Con quale frequenza pulirle Quando rivolgersi al pediatra Prodotti consigliati Rimedi naturali Come capire se il neonato ha fastidio alle orecchie FAQ Fonti e riferimenti C’è un momento, nella vita di ogni mamma, in cui l’amore si manifesta nei gesti più piccoli: un cambio pannolino, una carezza dopo il bagnetto, o la pulizia delle orecchie del proprio neonato . Sono attimi delicati, dove la tenerezza incontra la paura di “fare male”, soprattutto quando si tratta di zone sensibili come le orecchie. Molte mamme si chiedono: “Come pulire le orecchie ai neonati senza rischiare di fargli male?” La buona notizia è che, con qualche accortezza e conoscendo i giusti metodi, questo momento può diventare un dolce rituale di benessere e protezione. Perché è importante pulire le orecchie del neonato Le orecchie del neonato sono piccole, morbide e incredibilmente delicate. Eppure, come ogni parte del corpo, richiedono una minima cura quotidiana. La pulizia orecchie neonato  non serve solo per motivi estetici: Previene piccole infezioni o irritazioni; Aiuta a mantenere l’igiene generale del bambino; Permette di notare subito eventuali anomalie o arrossamenti; Favorisce la naturale espulsione del cerume. Ricorda : il cerume non è sporco , ma una sostanza protettiva naturale che impedisce a polvere e batteri di entrare nel condotto uditivo. Il suo colore può variare da giallo chiaro a marrone, e non deve destare preoccupazione se non ha cattivo odore o non causa fastidi. Com’è fatto l’orecchio del neonato e perché è così delicato L’orecchio di un neonato è ancora in fase di sviluppo. La cute è sottile, sensibile e facilmente irritabile . È composto da tre sezioni principali: Padiglione auricolare : la parte esterna, visibile, da pulire con delicatezza; Condotto uditivo : dove si forma il cerume e che non va mai toccato ; Timpano : una membrana sottilissima e fragile, che può danneggiarsi anche solo con un movimento brusco o uno strumento errato. Proprio per questo motivo, l’unica parte da pulire è quella esterna , senza mai inserire oggetti nel condotto uditivo. Il cerume nei neonati: un piccolo alleato della natura Spesso le mamme si allarmano alla vista del cerume, ma in realtà è un meccanismo naturale di difesa. Il cerume del neonato : Cattura polvere e impurità; Impedisce la proliferazione di batteri; Mantiene il giusto grado di umidità nel canale uditivo. Quando il cerume diventa abbondante o scuro, o se il piccolo si tocca spesso l’orecchio, è bene parlarne con il pediatra. Ma nella maggior parte dei casi, il cerume si elimina in modo spontaneo . Quando iniziare a pulire le orecchie ai neonati Si può iniziare fin da subito, già nei primi giorni di vita, ma solo all’esterno . Dopo il bagnetto, quando la pelle è più morbida, puoi passare una garza o un panno morbido inumidito  per rimuovere delicatamente eventuali residui di latte o cerume visibile. Non serve pulire ogni giorno: una o due volte a settimana è più che sufficiente, salvo indicazioni del pediatra. Come pulire orecchie neonato passo dopo passo 1. Prepara tutto l’occorrente per la pulizia Panno morbido o garza sterile; Acqua tiepida o soluzione fisiologica; Asciugamano pulito e asciutto; Ambiente caldo e tranquillo. 2. Procedi con calma e dolcezza nel pulire Lavati accuratamente le mani; Inumidisci leggermente la garza o il panno; Pulisci solo la parte esterna  dell’orecchio (padiglione e dietro l’orecchio); Tampona con un panno asciutto per rimuovere l’umidità residua. 3. Dopo il bagnetto del neonato Dopo il bagno, puoi approfittare del momento per asciugare con cura le orecchie del piccolo, sempre senza inserire nulla all’interno. Errori comuni da evitare ❌ Mai usare cotton fioc o bastoncini cotonati : spingono il cerume in profondità e possono danneggiare il timpano. ❌ Non usare spray auricolari per adulti : contengono sostanze troppo forti per la pelle del neonato. ❌ Non esagerare con la pulizia : un eccesso può irritare la cute o rimuovere il cerume protettivo. Pulizia orecchie neonato con soluzione fisiologica La soluzione fisiologica  è l’alleata perfetta delle mamme. Basta inumidire un dischetto o una garza sterile con poche gocce e passarlo delicatamente sulla parte esterna dell’orecchio. Puoi anche usarla per ammorbidire eventuali residui di cerume, lasciandola agire per qualche secondo prima di asciugare. Frequenza consigliata per la pulizia orecchie neonati In media, la pulizia può essere fatta una volta alla settimana , oppure ogni volta che noti sporco visibile. Pulire troppo spesso può irritare la pelle o stimolare una produzione eccessiva di cerume. Dopo il bagnetto, controlla sempre che non rimanga acqua nell’orecchio. Quando rivolgersi al pediatra Consulta il pediatra se noti: Cerume scuro o secco che blocca il condotto; Secrezioni gialle o maleodoranti; Rossore o gonfiore; Pianto o irritabilità improvvisa; Il bambino si tocca spesso l’orecchio o ha difficoltà a dormire su un lato. In questi casi, il medico potrà valutare se serve una pulizia professionale o gocce auricolari specifiche.   Prodotti consigliati per la pulizia delle orecchie del neonato Quando si tratta di pulire le orecchie del tuo piccolo, è fondamentale scegliere prodotti specifici per neonati , dermatologicamente testati e senza profumi o alcol. 1️⃣ Chicco Baby Moments – Salviettine detergenti orecchie e naso Queste salviettine sono pensate proprio per la pulizia quotidiana della parte esterna delle orecchie e del viso  del neonato. Formulate con estratti naturali e prive di alcol , sono morbide, resistenti e perfette per rimuovere residui di latte o cerume superficiale. 👉 Scopri su Amazon 2️⃣ Mustela Hydra Bébé Latte Detergente Un latte idratante ultra-delicato , adatto alla pulizia dell’area esterna dell’orecchio, del collo e del viso. Grazie alla sua formula con avocado bio e ingredienti naturali , deterge senza irritare e protegge la pelle sensibile del neonato. 👉 Acquista su Amazon 3️⃣ Audispray Baby – Soluzione Auricolare Naturale per Neonati e Bambini Formulato con acqua di mare sterile isotonica , aiuta ad ammorbidire e favorire la naturale eliminazione del cerume senza danneggiare il condotto uditivo. Senza gas propellenti Senza conservanti Con erogatore brevettato “Soft Baby Tip” adatto ai neonati. 👉 Vedi su Amazon 💡 Consiglio pratico per le mamme: Usa sempre questi prodotti solo per la parte esterna dell’orecchio  o secondo le indicazioni del pediatra. Evita spray nasali o prodotti per adulti: il condotto uditivo del neonato è molto più piccolo e sensibile. Rimedi naturali per mantenere le orecchie pulite Se preferisci rimedi dolci, puoi usare: Olio di mandorle dolci sterile , una goccia sull’esterno dell’orecchio dopo il bagnetto; Garze di cotone organico  leggermente umide; Bagnetti regolari , che aiutano la naturale pulizia del corpo e delle orecchie. Come capire se il neonato ha male alle orecchie I segnali più comuni sono: Si tocca spesso un orecchio; Piange o si agita durante la poppata; Ha febbre o secrezioni; Mostra irritabilità o difficoltà a dormire. In questi casi, non tentare di “pulire di più”: porta il bimbo dal pediatra per un controllo. FAQ – Domande frequenti sulle orecchie dei neonati 1. Come pulire l’orecchio ad un neonato? Solo con una garza morbida inumidita, esternamente. 2. Come togliere il cerume dai neonati? Non farlo a casa. Se c’è un accumulo, sarà il pediatra a intervenire. 3. Da quando si possono pulire le orecchie ai neonati? Dai primi giorni, ma solo la parte esterna. 4. Come asciugare le orecchie dopo il bagnetto? Con una garza asciutta o un asciugamano morbido, senza strofinare. 5. Come pulire orecchie neonato con fisiologica? Inumidisci un dischetto e passalo dolcemente sull’esterno. 6. Cosa fare se entra acqua nelle orecchie del neonato? Tampona con una garza e lascia asciugare naturalmente; se persiste fastidio, avvisa il pediatra. Conclusione Prendersi cura delle orecchie del proprio neonato non significa solo igiene, ma amore e attenzione . Ogni gesto, se fatto con dolcezza, rafforza il legame mamma-bambino e trasforma la routine in un momento di coccole e cura. Ricorda sempre: meno è meglio , e la natura fa già gran parte del lavoro. Con amore, calma e i prodotti giusti, la pulizia orecchie neonato  diventerà un gesto semplice, sicuro e pieno di dolcezza. 🩺 Fonti autorevoli e riferimenti Le informazioni contenute in questa guida su come pulire orecchie neonato  sono state raccolte e verificate a partire da fonti mediche e pediatriche affidabili. Ogni consiglio è stato redatto in modo da rispettare le raccomandazioni delle principali organizzazioni sanitarie e dei professionisti della salute infantile. Fonti consultate: Ministero della Salute (Italia)  – Indicazioni per l’igiene quotidiana del neonato e prevenzione delle infezioni pediatriche Società Italiana di Pediatria (SIP)   – Linee guida sulla cura e l’igiene del neonato NHS – National Health Service (UK)  – How to clean your baby’s ears safely American Academy of Pediatrics (AAP )  – Infant ear care and hygiene 🩵 Nota bene:  Questa guida non sostituisce in alcun modo il parere del pediatra.Ogni neonato è unico, e per dubbi o sintomi particolari è sempre consigliabile consultare il proprio medico di fiducia.

  • Passeggino Trio Migliori 2026: la guida completa dell’Ostetrica per scegliere sicurezza, comfort e praticità

    Passeggino Trio: come scegliere quello giusto per te e il tuo neonato | Guida dell’Ostetrica Sommario Come scegliere il passeggino trio migliore Cos’è e come funziona un passeggino trio Sicurezza, comfort e praticità quotidiana Passeggino Trio Migliori 2026: modelli e marche consigliate Il parere dell’Ostetrica e i suoi consigli pratici Accessori utili per passeggini trio e neonati Domande frequenti delle mamme (FAQ) Approfondimenti e risorse utili Passeggino Trio Migliori: Guida Completa per Scegliere il Tuo Compagno Ideale Quando si tratta di scegliere un passeggino, la decisione può sembrare schiacciante. Con così tante opzioni sul mercato, trovare il passeggino trio migliore  diventa cruciale per garantire comfort e sicurezza  al tuo bambino. In questa guida, esploreremo i migliori modelli disponibili , le marche più affidabili  e i fattori da considerare  per fare una scelta davvero consapevole. Perché scegliere un Passeggino Trio Il passeggino trio  è una soluzione versatile che combina tre modalità di trasporto: carrozzina, seggiolino auto e passeggino . Questo sistema 3 in 1 offre numerosi vantaggi per i neogenitori: Praticità:  un solo acquisto copre diverse esigenze di trasporto. Comfort:  ogni componente è progettato per il benessere del neonato. Sicurezza:  i modelli migliori rispettano le normative europee più rigorose. Cos’è un Passeggino Trio e perché è la soluzione più completa Un passeggino trio  è composto da tre elementi modulari : navicella , ovetto  e passeggino  , montabili sullo stesso telaio. Sceglierlo significa investire in versatilità, risparmio e comodità , evitando di acquistare tre prodotti separati. È la scelta perfetta per chi cerca una soluzione unica, duratura e sicura  fin dai primi giorni di vita del neonato. Come funziona un sistema trio Ogni modulo ha una funzione specifica: Navicella  – Adatta ai primi mesi, offre postura orizzontale e sicurezza. Ovetto  – Omologato per il trasporto in auto secondo normativa ECE R129 (i-Size) . Passeggino  – Reclinabile, leggero e maneggevole fino ai 3 anni. Quali sono le esigenze reali delle mamme e dei neonati  nella scelta del passeggino trio Come ostetrica, ascolto spesso i dubbi delle mamme: “È comodo per me e per il mio bambino?”, “Si chiude facilmente?”, “Quanto pesa?”, “È adatto ai miei spostamenti quotidiani?” Le preoccupazioni principali ruotano intorno a: Sicurezza del seggiolino auto Peso e praticità di chiusura Comfort dei tessuti e postura del neonato Spazio in auto e facilità di trasporto Sicurezza e comfort: cosa valutare davvero La sicurezza è la priorità assoluta. Cerca modelli con: Cinture a 5 punti Telaio stabile e ruote ammortizzate Materiali traspiranti e sfoderabili Protezione laterale rinforzata (Side Impact Protection) Peso, chiusura e praticità quotidiana Un trio troppo pesante può diventare scomodo. Prediligi modelli leggeri (8–11 kg) , con chiusura a una mano  e maniglione unico regolabile  per adattarsi a genitori di altezze diverse. Come scegliere il Passeggino Trio Migliore: guida passo-passo 1️⃣ Analizza il tuo stile di vita Se vivi in città: scegli un trio compatto e pieghevole . Se abiti in campagna: opta per ruote grandi e sospensioni morbide . 2️⃣ Verifica sicurezza e omologazioni. Assicurati che l’ovetto sia omologato ECE R129 (i-Size) . 3️⃣ Controlla materiali e manutenzione. Tessuti lavabili e resistenti , struttura antiruggine  e componenti facilmente removibili . I Migliori Passeggini Trio del 2026 Dopo un’attenta analisi di recensioni e test pratici , ecco alcuni dei passeggino trio migliori  del 2026: Chicco Bravo Quick-Fold Travel System. Si distingue per la sua facilità di chiusura  e l’ ovetto integrato  che si aggancia con un semplice clic. Design moderno e ampio vano portaoggetti: perfetto per genitori dinamici. Peg Perego Booklet 50 Travel System . Compatto, elegante e confortevole. Ha diverse posizioni reclinabili e una grande cappottina parasole , oltre a materiali di qualità e durata nel tempo. Baby Jogger City Mini GT2 Travel System. Ideale per famiglie attive e amanti dell’aria aperta. Le ruote all-terrain  assicurano scorrevolezza su qualsiasi superficie, e la chiusura con una sola mano  lo rende pratico e veloce. Passeggino Trio Migliori 2026: confronto modelli top su Amazon Modello Peso Tipo di ruote Punti di forza Prezzo indicativo Inglesina Aptica XT 9,5 kg Tutto terreno Comfort premium e stile elegante €899 Chicco Trio Activ3 11 kg Grandi e ammortizzate Ideale per sportivi e terreni difficili €649 Kinderkraft Moov 10,5 kg Girevoli e compatte Miglior rapporto qualità/prezzo €360 Hauck Shopper SLX 8,5 kg Piccole e maneggevoli Ottimo per città e spazi ridotti €296 💛 Qui potrai inserire i tuoi link affiliati Amazon per ogni modello. Migliori Marche di Passeggini Trio per bambini Navigare tra le marche può essere complesso, ma alcune spiccano per affidabilità e innovazione : Chicco:  sinonimo di sicurezza e innovazione. Peg Perego:  unisce design elegante e praticità . Baby Jogger:  pensato per genitori attivi che amano muoversi. Ogni passeggiata con il tuo bambino è un piccolo viaggio d’amore. I passeggino trio migliori 2026  ti accompagnano con leggerezza, sicurezza e comfort in ogni stagione. L’Angolo dell’Ostetrica: il mio parere sui passeggini trio migliori “Nel mio lavoro ho imparato che il passeggino non è solo un accessorio, ma un alleato quotidiano. Il mio consiglio? Deve scorrere fluido, chiudersi facilmente e sostenere il bambino nella postura corretta. Il miglior trio è quello che rende la tua vita più semplice, non più complicata.” Cosa considerare prima dell’acquisto Sicurezza:  controlla le certificazioni europee. Peso e dimensioni:  valuta lo spazio in casa e in auto. Stile di vita:  per viaggi o passeggiate quotidiane, scegli modelli versatili. Passeggini Trio consigliati da famiglie vere Le esperienze reali sono preziose. Molte famiglie lodano: la facilità d’uso del Chicco Bravo , la stabilità del Peg Perego Booklet , la leggerezza del Baby Jogger GT2 . Le recensioni autentiche aiutano a capire come si comportano i passeggini nella vita di tutti i giorni. Accessori utili per il passeggino trio Coprigambe e parapioggia Zanzariera estiva Riduttore ergonomico per neonati Borsa fasciatoio integrata Ganci universali per borse o spesa 💬 Domande frequenti (FAQ) sui Passeggini Trio 1️⃣ Da che età si può usare il passeggino trio? Dalla nascita fino ai 3 anni (circa 15 kg).Il trio accompagna la crescita del bambino nei primi anni, garantendo sempre comfort e sicurezza in base alla fase di sviluppo. 2️⃣ Tutti i trio sono omologati per l’auto? Solo quelli con ovetto omologato i-Size (ECE R129) .Controlla sempre l’etichetta di omologazione e le istruzioni del produttore: la sicurezza del seggiolino auto è fondamentale per la protezione dei bambini durante ogni spostamento. 3️⃣ È meglio un trio o un duo? Il trio è più completo e versatile, adatto anche ai primi mesi. Il duo, invece, include solo passeggino e ovetto: può andare bene per chi ha già una navicella o preferisce una soluzione più leggera. 4️⃣ Quanto pesa in media un trio? Tra 8 e 12 kg, a seconda del modello. Le marche migliori  propongono trio con strutture leggere ma robuste, pensati per essere pratici anche da soli, senza rinunciare alla stabilità. 5️⃣ Posso usare la navicella come culla per dormire la notte? Solo per brevi riposi. Per il sonno prolungato serve una culla omologata . Le navicelle dei trio sono progettate per il trasporto e i riposini brevi, non per un utilizzo continuativo durante la notte. 6️⃣ Come si puliscono i tessuti del passeggini trio? Meglio tessuti sfoderabili e lavabili in lavatrice . Scegli sempre materiali certificati Oeko-Tex, traspiranti e facilmente igienizzabili per mantenere un ambiente sano per il tuo bambino. 7️⃣ Qual è il passeggino trio migliore del 2026? Non esiste un modello universale: il passeggino trio migliore  è quello che si adatta alle tue abitudini di vita. Se vivi in città, privilegia trio compatti e leggeri; se ami la natura o hai bisogno di stabilità, opta per modelli tutto terreno con ruote grandi. 8️⃣ Quali sono le marche di passeggini trio più affidabili? Tra le migliori marche di passeggini trio  spiccano Inglesina , Chicco , Peg Perego , Kinderkraft  e Hauck . Sono brand con standard elevati in termini di sicurezza, comfort e qualità dei materiali, ideali per neonati e bambini di ogni età. 9️⃣ Quale passeggino trio scegliere? Quando ti chiedi quale passeggino trio scegliere , pensa prima di tutto alle tue esigenze quotidiane: auto piccola, ascensore stretto, strade sterrate o vita cittadina?Il trio giusto è quello che ti semplifica la vita, accompagnandoti ovunque senza stress. 🔟 Qual è il passeggino migliore per bambini nei primi mesi? Il miglior trio per bambini  e neonati  nei primi mesi è quello che assicura una postura corretta e materiali traspiranti. Verifica sempre la reclinazione completa dello schienale e la presenza di un materassino ergonomico. 💛 Il consiglio dell’Ostetrica Il mio consiglio  è di provare sempre il passeggino prima dell’acquisto: chiudilo, sollevalo, manovralo. Deve sentirsi naturale, comodo e stabile. Ricorda che i passeggini trio migliori marche  sono quelli che uniscono sicurezza, praticità e cura dei dettagli — ma la vera differenza la fa la tua serenità nel quotidiano. Passeggini Trio Migliori Marche Le passeggini trio migliori marche  del momento offrono innovazioni pensate per il benessere dei bambini e la praticità dei genitori. Tra le più apprezzate troviamo: Inglesina Aptica XT  – comfort premium e design elegante Chicco Trio Activ3  – perfetto per genitori sportivi Peg Perego Booklet 50  – maneggevolezza e stile Kinderkraft Moov  – ottimo rapporto qualità/prezzo Hauck Shopper SLX  – leggero e adatto agli spazi ridotti Conclusione e consigli finali Scegliere tra i passeggino trio migliori  significa assicurarsi tranquillità, sicurezza e comfort  per te e il tuo bambino. Ogni famiglia ha bisogni diversi: valuta spazio, abitudini e stile di vita, poi scegli il modello che ti farà sentire leggera e sicura nelle uscite quotidiane. 👉 Scopri su Amazon i modelli più consigliati e trova il tuo compagno ideale  per i primi anni del tuo bambino. Hai bisogno di un parere personalizzato? Scrivimi , sono qui per aiutarti a scegliere con serenità il miglior passeggino trio per te🌷 Fonti esterne: Ministero della Salute – Sicurezza bambini in auto OMS – Linee guida sulla postura neonatale Approfondimenti correlati e letture utili Il mondo dei passeggini è vasto e in continua evoluzione: accanto ai modelli più conosciuti, come i classici passeggini trio , esistono soluzioni versatili come la carrozzina neonato , il passeggino 3 in 1  o i più pratici trio passeggini leggeri  e passeggino 3 ruote , ideali per i genitori sempre in movimento. Molte famiglie si informano anche su temi come passeggini per neonati , confronta passeggini , passeggini carrozzina , oppure cercano trio passeggino in offerta , trio per neonato , passeggini trio particolari  e passeggini Foppapedretti trio .Non mancano le ricerche dedicate a trio economici , Chicco passeggini trio , passeggino di lusso , Trilogy passeggino  o al passeggino più leggero , scelto da chi desidera eleganza e praticità nella vita quotidiana. Tra gli argomenti più ricercati anche i passeggini trio usati  o Prenatal , oltre alle guide su passeggino prezzi , passeggino trio con ruote grandi , passeggini di marca  e passeggini prima classe .Molte mamme si interessano inoltre a neonato passeggini , prezzo passeggino trio , trio 3 ruote , trio quale scegliere , neonato trio , come scegliere il passeggino , navicella e ovetto , sistemi modulari trio , migliori passeggini gemellari , passeggino firmato , passeggini tedeschi , passeggini marca neonato  e confronta passeggini leggeri . Tutti questi approfondimenti aiutano a creare una visione completa del mondo dei sistemi modulari  e a scegliere con maggiore consapevolezza il passeggino trio migliore  per le proprie esigenze e per il benessere del bambino.

  • Tabella crescita feto: curve, peso, lunghezza, circonferenze cranica, addominale, femore, CRL e DBP

    La tabella crescita feto  permette di valutare il corretto sviluppo del bambino settimana per settimana e di individuare precocemente eventuali rallentamenti o anomalie della crescita fetale. In questo articolo ti spiegherò, con parole semplici e sguardo ostetrico, a cosa serve la tabella misure feto , cosa indicano le sigle che trovi sulle ecografie della gravidanza, come leggere la tabella di crescita feto settimana per settimana , cosa sono i percentili  e come funzionano le curve di crescita fetale di riferimento . Sommario tabella crescita feto Misure fetali: perché sono così importanti Tabella fetale di crescita e dimensioni Misure specifiche CRL (lunghezza vertice–sacro) Circonferenza cranica (HC) Circonferenza addominale (AC) Diametro biparietale (BPD) Lunghezza femore (FL) Lunghezza del feto settimana per settimana Peso del feto e formule di calcolo Curve di crescita fetale Percentili di crescita fetale Parere dell’Ostetrica Domande frequenti Misure fetali, perché sono così importanti? Perché peso e lunghezza sono fondamentali Il peso e la lunghezza del feto sono degli indicatori fondamentali che consentono di stimare se il bambino all’ interno dell’utero sta crescendo correttamente. Cos’è la biometria fetale Con l’ecografia si misurano le ossa fetali e l’ingrandirsi di organi addominali e cervello per calcolare e comparare se la crescita del bebè sta avvenendo in maniera armonica e adeguata; l’insieme di tutte le misurazioni sul feto prende il nome di biometria fetale. La biometria del feto è un’indagine ecografica che varia settimana per settimana di gravidanza, e viene eseguita da ginecologi o ecografisti esperti nelle ultrasonografie di secondo livello. Come si confrontano le misure con le tabelle Alla fine dell’esame ecografico le lunghezze individuate (le sigle e i numeri che trovi nel referto ecografico) vengono confrontate con le tabelle crescita fetale (misurazioni standard di quanto dovrebbe misurare orientativamente il bimbo) e si verifica se il feto si sta sviluppando correttamente oppure no. Le tabelle di crescita standard sono dei valori medi di riferimento che servono come indicazione di massima per capire se il feto si sta accrescendo nel modo corretto. 🩺 Parere dell’Ostetrica Nella lettura delle misurazioni ecografiche può capitare di sentirsi confuse o spaventate, soprattutto quando i valori non coincidono con i cosiddetti “valori medi”. La verità è che la biometria fetale non è un giudizio assoluto: è uno strumento che ci permette di osservare l’accrescimento fetale con delicatezza e precisione. In ecografia ostetrica valutiamo tanti parametri insieme — circonferenza cranica, addominale, femore, diametro biparietale — e ognuno racconta solo una parte della storia. Anche le variazioni che rientrano nei percentili fetali più bassi o più alti non significano automaticamente un problema: spesso rispecchiano semplicemente la costituzione familiare o la fisiologia del bambino. Il mio invito è questo: lascia che la tua gravidanza abbia il tempo di mostrarsi. Le misure sono fotografie, non previsioni. Ti accompagno io a leggerle, passo dopo passo. Tabella fetale di crescita e dimensioni fetali Ci sono tante tabelle crescita feto quante sono le misurazioni ricavate nel bambino all'interno dell’utero, vediamole nel dettaglio. CRL feto Circonferenza cranica Circonferenza addominale Diametro biparietale Lunghezza del femore L' insieme delle lunghezze possono essere elaborate per ulteriori studi sul feto come: Calcolo della lunghezza fetale calcolo della lunghezza; Calcolo del peso fetale calcolo peso feto; Percentili feto percentili feto. Tabella CRL Che cos’è il CRL Il Crl, sigla inglese di Crown-Rump Lenght, misura la lunghezza vertice-sacro del feto , ossia la dimensione cefalo rachidiana. Quando si misura il CRL Questo parametro è stato scoperto da un lavoro del gruppo di Nicolaides, pubblicato su Fetal Diagnosis and Therapy nel 2010, e si misura con l’ecografia tra la nona e la 14esima settimana di gravidanza. Perché è utile per datare la gravidanza L’ estensione del Crl, nelle primissime settimane di gravidanza, consente di stimare l’età gestazionale del feto con una precisione massima, arrivando ad uno scarto di più o meno sette giorni. La tabella di riferimento è tratta dallo studio di Robinson e Fleming del 1975. Settimane di gestazione CRL fetale in cm 6 settimana 0, 55 7 settimana 0,89 8 settimana 1,47 9 settimana 2,19 10 settimana 3,05 11 settimana 4,04 12 settimana 5,17 13 settimana 6,43 14 settimana 7,83  Tabella circonferenza cranica feto, HC o CC A cosa serve la circonferenza cranica La crescita fetale settimana per settimana necessita della circonferenza cranica del feto, in inglese head circumference, che consente di misurare la circonferenza della testa fetale mediante le ecografie prenatali effettuate nel corso della gravidanza. Cosa può indicare la HC La misurazione del cranio fetale è un indicatore per la valutazione di microcefalia o macrocefalia, che potrebbero rappresentare un segnale di disturbo genetico o di malattia del feto.   Tabella della circonferenza cranica (HC) del feto, con i valori medi di crescita settimana per settimana. AC o CA, tabella circonferenza addominale feto A cosa serve la AC La circonferenza dell’addome del feto, in inglese abdominal circumference, è un importante parametro per esaminare le dimensioni feto soprattutto nel corso del terzo trimestre di gravidanza. Quando può essere sotto la media Nei casi di rallentamento della crescita fetale, la circonferenza dell’addome del feto potrebbe essere al di sotto della media. Tabella della circonferenza addominale (AC) del feto, con i valori medi settimana per settimana per valutare l’accrescimento fetale. Tavola BPD fetale, misura del diametro biparietale Che cos’è il BPD Il bpd feto misura la distanza tra le due orecchie del bambino e può essere studiato ecograficamente a partire dalla 12 settimana di gravidanza. Perché è importante La misura della distanza tra le due ossa parietali del bambino , unitamente alla circonferenza cefalica, consente di fare la valutazione della crescita fetale mettendo a confronto i valori di riferimento standard delle tabelle di crescita. Legame con peso fetale Il diametro biparietale permette, inoltre, di eseguire il calcolo peso fetale e quindi capire meglio se lo sviluppo del bebè è nella norma. Tabella del diametro biparietale (BPD/DBP) del feto, con i valori medi di riferimento per ogni settimana di gravidanza Tavole FL, Lunghezza femore feto  Perché si misura la lunghezza del femore La lunghezza del femore del feto, in inglese femur lenght, esprime lo sviluppo delle ossa lunghe fetali. Come si usa per stimare la lunghezza Il parametro rappresenta anche un calcolatore della lunghezza fetale, infatti, in base ad una formula di moltiplicazione della lunghezza dei millimetri del femore fetale si ottiene la misura in lunghezza del bambino. Tabella della lunghezza del femore (FL) del feto, con i valori medi di riferimento per ogni settimana di gravidanza. Lunghezza del feto nelle settimane Come varia la lunghezza nel tempo Le dimensioni in lunghezza del feto aumentano rapidamente di settimana in settimana ed esprimono la crescita armonica del bambino. Come si misura prima della 14ª settimana Nelle prime settimane di gravidanza la lunghezza fetale viene valutata con l’ ecografia misurando il bambino dalla testa fino all' osso sacro ; Come si misura dopo la 14ª settimana dopo la 14 settimana di gravidanza o quando la lunghezza cefalo rachidiana è superiore ai 50 mm, si utilizzano tecniche diverse per il calcolo della lunghezza feto. Con il diametro biparietale che consente una stima molto precisa Lunghezza vertice -calcagno CHL Lunghezza del femore Tabella della lunghezza fetale, con i valori medi settimana per settimana per valutare la crescita del bambino in gravidanza. Peso del feto Come aumenta il peso fetale Il peso fetale aumenta rapidamente nel corso dei mesi di gravidanza e rappresenta un criterio di giudizio di evoluzione e crescita fetale. Quando si calcola il peso Il calcolo peso feto viene effettuato minuziosamente nel corso dell’ecografia morfologica e nell' ecografia di accrescimento e viene confrontato con le tabelle peso feto standard per sapere se il bambino sta crescendo bene. Le formule per stimare il peso La stima del peso fetale viene elaborata dall' ecografo sulla base di specifiche formule, la più utilizzata è quella di Hadlock e Shepard ma vi sono anche le formule di Campbell e Wilkin. La formula di Hadlock considera Dbp, Ac, Hc e FL La formula di Shepard considera Dbp e Ac La formula di Campbell e Wilkin considera solo Ac Tabella del peso fetale stimato, con i valori medi settimana per settimana per valutare l’accrescimento del bambino in gravidanza Curve di crescita fetale A cosa servono le curve Peso e lunghezza del feto consentono di analizzare l’andamento di crescita; i dati rilevati ad ogni ecografia vengono messi in un grafico che rappresenta la curva di crescita fetale. Perché ogni bambino ha la sua curva Ciascun bambino ha la propria curva di crescita e, come ribadisce l’OMS, le curve di crescita fetale rappresentano un importante strumento di diagnosi precoce. Perché oggi si usano gli standard INTERGROWTH21st Le tabelle di crescita fetale sono state stilate riferendosi alle popolazioni multiple, ma il progetto internazionale INTERGROWTH21st propone standard universali. Cosa possono rivelare Le curve di crescita permettono di rilevare precocemente: ritardo di crescita fetale arresto di crescita macrosomia Curve di crescita fetale: grafico della circonferenza addominale (AC) e del peso fetale, con i valori medi e i principali percentili dalla 22ª alla 40ª settimana. 🩺 Parere dell’Ostetrica Quando parliamo di curve di crescita, parliamo del ritmo con cui il tuo bambino si sviluppa all’interno dell’utero. Ogni feto segue la propria traiettoria, e ciò che conta davvero è la continuità della sua curva nel tempo, non il confronto rigido con un singolo percentile. Progetti come INTERGROWTH-21st ci hanno insegnato che esistono standard universali che funzionano per bambini di tutto il mondo, ma resta fondamentale considerare l’età gestazionale, il contesto familiare e il quadro clinico generale. Un valore che scende può richiamare la nostra attenzione, certo, ma non significa automaticamente IUGR (ritardo di crescita). Allo stesso modo, una crescita più rapida non implica per forza macrosomia. Il mio ruolo è aiutarti a capire quando una variazione è fisiologica e quando, invece, è utile approfondire con controlli ravvicinati. Con calma, senza allarmismi, con la sicurezza che insieme possiamo leggere ciò che il tuo bambino ci comunica. Percentili crescita fetale Cosa rappresentano i percentili Durante la gravidanza si calcolano i percentili di crescita del feto, con misure medie per ogni settimana. Da cosa dipende la crescita La crescita del bebè dipende anche da fattori genetici, costituzionali, ormonali e alimentari. Interpretazione dei percentili Un feto al 3° percentile può essere microsoma, oltre il 95° macrosoma. Percentili nelle prime settimane Agli inizi della gravidanza si considerano anche: frequenza cardiaca embrionale diametro del sacco gestazionale diametro del sacco vitellino 🩺 Parere dell’Ostetrica Molte mamme mi scrivono preoccupate quando scoprono che il loro bambino è al 10° o al 90° percentile. In realtà i percentili fetali non sono un voto, ma una descrizione statistica: ci dicono dove si colloca una misura rispetto ai valori medi raccolti nelle ecografie ostetriche di altri bambini alla stessa età gestazionale. Essere a un estremo non significa stare bene o male, significa semplicemente essere diversi. Anche un feto che segue costantemente il 5° percentile può crescere in modo armonico; ciò che ci interessa davvero è la regolarità della sua curva e la coerenza delle misurazioni ecografiche nel tempo. La crescita è fatta di sfumature, non di assoluti. E se una misura dovesse richiamare la nostra attenzione, non sarai sola: ci sono controlli specifici, protocolli chiari e un accompagnamento ostetrico che ti sostiene senza giudizio. È un viaggio che facciamo insieme, passo dopo passo. 🌼 Ti accompagno passo dopo passo Ogni mamma merita di sentirsi informata e tranquilla durante la gravidanza. Se vuoi approfondire la crescita fetale, capire davvero cosa significano le misure, i percentili e l’accrescimento del tuo bambino, ho creato per te strumenti chiari, pratici e rassicuranti. 🎥 Scopri il corso preparto Nel mio corso online “Parto: come prepararsi davvero”  trovi un capitolo dedicato all’ accrescimento fetale , spiegato con parole semplici e basato sulle linee guida ufficiali.👉 Ti aiuta a leggere i referti ecografici senza ansia e con piena consapevolezza. 💌 Iscriviti alla newsletter Gravidanza Consapevole Ogni settimana ricevi un messaggio che ti accompagna con calma: parole buone, spiegazioni chiare, informazioni verificate e consigli utili per affrontare la gravidanza con serenità.👉 Un piccolo appuntamento di cura solo per te. Domande frequenti sulla crescita fetale (FAQ) 1. Le misure del mio bambino devono per forza coincidere con la tabella? No, non necessariamente. Le tabelle rappresentano valori medi , mentre ogni feto cresce seguendo un proprio ritmo. In biometria fetale osserviamo l’ accrescimento fetale nel tempo , non un singolo numero. Anche se una misura è un po’ sopra o sotto la media, può essere del tutto normale. 2. Cosa significa se il feto è sotto il 5° o 10° percentile? È IUGR? Un percentile basso non indica automaticamente un IUGR (ritardo di crescita fetale) . Molti bambini costituzionalmente piccoli restano sani e armonici. Si valuta solo se la curva mantiene la sua traiettoria nel tempo. La diagnosi si fa osservando più misurazioni ecografiche, flussimetrie e andamento generale. 3. E se invece è sopra il 90° o 95° percentile? Rischio macrosomia? Non sempre. Una crescita maggiore può essere costituzionale, soprattutto se mamma o papà sono alti. La macrosomia si considera solo quando il peso fetale stimato  cresce molto rapidamente e in modo costante. Non basta una singola misura alta. 4. Quanto sono precise le misurazioni ecografiche? Le misurazioni ecografiche hanno un fisiologico margine di errore che dipende da posizione del feto, quantità di liquido, epoca gestazionale e caratteristiche dell’ecografo. Per questo si controlla l’ andamento della curva , non un valore isolato. 5. La stima del peso fetale è affidabile? È una stima , non una misura reale. Le formule (Hadlock, Shepard…) integrano vari parametri – come HC, AC, BPD e femore – ma hanno un errore anche del 10–15%. È comunque un indicatore utile per seguire l’accrescimento fetale. 6. Perché esistono curve diverse? Cosa sono gli standard INTERGROWTH-21st? INTERGROWTH-21st ha introdotto curve biometriche universali, basate su popolazioni sane e ben nutrite. Molti professionisti le usano perché facilitano il confronto tra i feti di tutto il mondo, rendendo la valutazione dell' accrescimento fetale  più omogenea. 7. Se da un’ecografia all’altra il percentile cambia, è normale? Sì, piccole oscillazioni sono normali. A volte dipendono solo dall’inclinazione della sonda o dalla posizione del feto. Ci si preoccupa solo quando la curva scende in modo importante e continuo , non per piccole variazioni. 8. Quando si deve ripetere un’ecografia di accrescimento? Di solito ogni 3–4 settimane. Se una misura è molto alta, molto bassa o c’è un sospetto di rallentamento della crescita, il professionista può programmare controlli più ravvicinati per monitorare l’ accrescimento fetale . 9. Perché la testa, la pancia o il femore possono avere percentili diversi? Ogni parte del corpo cresce con velocità diversa. È normale avere un BPD al 75° percentile e una AC al 25°. Guardiamo l’ armonia  e la traiettoria nel tempo, non la singola misura. 10. L’alimentazione materna può modificare la crescita fetale? Può sostenerla, ma non determinarla del tutto. La crescita è guidata soprattutto da genetica, placenta e flussi sanguigni . Una dieta varia e bilanciata aiuta, ma non cambia la costituzione del bambino. 11. Un singolo valore fuori curva è motivo di preoccupazione? Nella maggior parte dei casi no. La crescita fetale si valuta osservando trend, curve, percentili fetali, e contesto generale . Una misura isolata raramente indica un problema reale. 12. Perché a volte misurazioni e peso cambiano tanto tra due ecografie? Può dipendere da posizione del feto, qualità dell’immagine, diversi ecografi o operatori. È normale vedere differenze. Per questo si controlla sempre la curva di accrescimento  su più settimane.

  • Contrazioni prodromiche: sintomi, quanto dura e come capire se è travaglio o parto

    Le contrazioni prodromiche  sono tra i segnali più fraintesi delle ultime settimane di gravidanza. Come ostetrica e fondatrice di MammaMather , ti guiderò con chiarezza e dolcezza per capire cosa succede nel tuo corpo, quali sintomi osservare e quando riconoscere davvero l’inizio del travaglio. L’ostetrica aiuta la futura mamma a comprendere le contrazioni prodromiche e a distinguere i segnali del travaglio attivo. Le contrazioni prodromiche  sono uno dei temi più discussi, fraintesi e temuti dalle future mamme, soprattutto quando si avvicinano le ultime settimane di gravidanza. Come ostetrica e fondatrice di MammaMather , accompagno ogni giorno donne che vivono questo periodo con un mix di emozione, trepidazione e un pizzico di paura. E oggi voglio guidarti con chiarezza, dolcezza e professionalità attraverso tutto ciò che devi sapere sulla fase prodromica: cosa sono le contrazioni prodromiche, quali sintomi osservare, quanto può durare questa fase e quando capire se sta davvero iniziando il travaglio. Questa guida nasce per offrirti informazioni scientificamente corrette, spiegate in modo semplice, proprio come farei in sala parto o durante una visita ostetrica. Respira, rilassati… e iniziamo insieme. Sommario Cos’è la fase prodromica del travaglio Come riconoscere le contrazioni prodromiche Differenza tra contrazioni prodromiche e travaglio attivo Sintomi e segnali dei prodromi Quanto dura la fase prodromica Rimedi per alleviare le contrazioni Quando andare in ospedale Prodromi in gravidanza pretermine FAQ sulle contrazioni prodromiche Cos’è la fase prodromica del travaglio La fase prodromica, chiamata anche “pre-travaglio”, è un periodo di preparazione del corpo al travaglio vero e proprio. Durante questa fase, l’utero inizia a lavorare per modificare la cervice, ammorbidendola e accorciandola, così da prepararla alla dilatazione. È una fase fondamentale , anche se spesso può sembrare “infinita”, irregolare o confusa. Cosa sono le contrazioni prodromiche Le contrazioni prodromiche sono contrazioni preparatorie che si presentano in modo: irregolare discontinuo meno doloroso rispetto al travaglio attivo percepite soprattutto come indurimento della pancia simili alle Braxton Hicks, ma più intense e ravvicinate Sono parte essenziale dei prodromi del travaglio , cioè di tutti quei segnali che il corpo produce per dirti: “Ehi mamma, ci siamo quasi!”. Prodromi del travaglio: segnali e significato I prodromi includono: perdita del tappo mucoso pancia dura frequente sensazione di pressione verso il basso mal di schiena costante diarrea o maggiore attività intestinale contrazioni irregolari che compaiono e scompaiono Tutti questi segnali indicano che l’utero sta lavorando dietro le quinte per prepararsi all’ingresso del tuo bambino nel mondo. Come riconoscere le contrazioni prodromiche Molte mamme mi chiedono : “Leandra, ma come faccio a capire se sono contrazioni vere o prodromiche?” Ecco i segnali più affidabili. Irregolarità:  non seguono un ritmo preciso. Durata variabile:  20–40 secondi. Frequenza altalenante:  possono essere ogni 10 minuti, poi ogni 30, poi sparire. Puoi ancora parlare e muoverti. Non aumentano sempre di intensità. Contrazioni prodromiche vs Braxton Hicks vs Travaglio attivo Caratteristica Contrazioni prodromiche Contrazioni di Braxton Hicks Contrazioni da travaglio attivo Regolarità Irregolari Irregolari Regolari e ritmiche Durata 20–40 secondi, variabile 10–20 secondi 45–60 secondi, poi 90 secondi Frequenza Possono aumentare ma restano discontinue Occasionali, non aumentano Aumentano progressivamente Intensità Altalenante Leggera o fastidiosa Crescente e molto intensa Dolore Dolore tipo ciclo, pungente o alla schiena Di solito indolori, pancia dura Dolore forte, avvolgente Sensazione Localizzata basso ventre o schiena Pancia che si indurisce e poi si rilassa Dolore “a fascia” che parte dall’alto e scende Effetto sulla cervice Può iniziare ad accorciare e ammorbidire la cervice Nessun effetto sulla cervice Modifica attiva: dilatazione e appianamento Possono fermarsi? Sì, possono interrompersi per ore Sì, si interrompono facilmente No, non si fermano con niente Interferiscono con le attività? Di solito no, ma possono infastidire No Sì, impediscono di parlare e muoversi Cosa le stimola? Stress, stanchezza, attività fisica Movimento del bambino, disidratazione Avvio spontaneo del travaglio Cosa le allevia? Riposo, calore, doccia Idratazione, cambio posizione Nulla le ferma se è travaglio Quando compaiono Ultime settimane di gravidanza Dal 2º trimestre in poi Inizio travaglio attivo Scopo fisiologico Preparare l’utero e la cervice al travaglio Allenamento uterino Far nascere il bambino Sintomi della fase prodromica Perdite vaginali più abbondanti Perdita del tappo mucoso Contrazioni intermittenti Mal di schiena Diarrea, nausea Insonnia da preparazione ormonale Tutti segnali comuni ai prodromi del parto . Come sono le contrazioni prodromiche: sensazioni reali Le contrazioni prodromiche vengono spesso descritte dalle mamme come: “un dolore mestruale più forte” “una morsa bassa che va e viene” “una pressione che scende verso il basso” “p ancia dura che non riesco a ignorare” Dove si sentono le contrazioni prodromiche Principalmente: basso ventre zona lombare inguine parte bassa dell’addome A volte il dolore può irradiarsi come una fascia. Quanto dura la fase prodromica La durata è estremamente variabile. Alcune mamme vivono poche ore di contrazioni prodromiche, altre purtroppo possono avere un periodo prodromico che dura anche 2–3 giorni , specialmente nelle primipare. Quanto può durare il periodo prodromico prima del travaglio di parto Dipende da: parità (prima gravidanza o successive) stato della cervice preparazione del pavimento pelvico posizione del bambino attività ormonale (ossitocina/prostaglandine) In genere, il passaggio dai prodromi al travaglio attivo può richiedere da 12 ore a 48 ore.  Contrazioni preparatorie dolorose: quando preoccuparsi Durante la fase prodromica alcune mamme vivono contrazioni così intense da pensare di essere già in travaglio attivo. È una situazione molto comune, soprattutto alla prima gravidanza. La verità è che le contrazioni prodromiche possono diventare dolorose , ma mantengono comunque un andamento irregolare. Ecco quando è bene osservare la situazione con attenzione: se il dolore aumenta improvvisamente e in modo costante se le contrazioni diventano ritmiche (es. ogni 5 minuti per un’ora) se fai fatica a parlare durante la contrazione se senti una forte pressione verso il retto se ti sembra che “qualcosa stia cambiando” In questi casi potrebbe essere iniziato il travaglio prodromico avanzato , cioè la parte finale della fase prodromica che precede immediatamente la fase attiva. Come ostetrica, consiglio sempre: fidati del tuo corpo . Quando il dolore cambia qualitativamente, te ne accorgi. Come alleviare il dolore delle contrazioni prodromiche Come ostetrica, quotidianamente insegno alle mamme tecniche dolci e naturali per affrontare i prodromi con più serenità. Ecco i metodi che funzionano davvero. Posizioni antalgiche Le migliori posizioni per alleviare il dolore includono: carponi posizione del gatto-mucca appoggiata al bordo del letto o al partner seduta sulla palla da parto (fitball) sdraiata sul fianco sinistro con cuscino tra le gambe Queste posizioni aiutano il bambino a scendere e a orientarsi meglio nel canale del parto, accelerando talvolta la fine della fase prodromica. Respirazione Durante la contrazione: inspira dal naso espira lentamente dalla bocca lascia andare tensioni di spalle e mandibola Il respiro è il tuo primo analgesico naturale. Massaggi e contatto Il partner può: massaggiare la zona lombare esercitare pressione sul sacro accarezzare l’addome sostenerti durante le contrazioni Il contatto riduce l’adrenalina e aumenta ossitocina, favorendo la progressione del travaglio. Calore Una borsa dell’acqua calda o una doccia tiepida possono ridurre: mal di schiena tensione addominale crampi Aromaterapia Lavanda, salvia sclarea e camomilla romana possono aiutare a rilassare. (Nota: sempre dopo aver consultato un’ostetrica perché non tutti gli oli essenziali sono adatti in gravidanza.) Pasti leggeri e idratazione Durante i prodromi puoi mangiare: yogurt frutta cracker miele frutta secca Una mamma con energie affronta meglio il travaglio. Contrazioni prodromiche: quando andare in ospedale Come ostetrica, consiglio di recarti in ospedale quando: hai due contrazioni ogni 10 minuti  da almeno 1 ora le contrazioni sono così intense da impedirti di parlare c’è una rottura spontanea delle membrane noti perdite di sangue rosso vivo non senti movimenti fetali da diverse ore senti che “qualcosa sta cambiando” nel tuo corpo vivi dolore continuo che non passa tra una contrazione e l’altra Se sei alla prima gravidanza, è normale avere dubbi: meglio un controllo in più che uno in meno. Fase prodromica in gravidanza pretermine: i sintomi La fase prodromica non dovrebbe comparire prima della 37ª settimana. Se tra la 30ª e la 36ª settimana senti: contrazioni regolari dolore lombare come ciclo pressione pelvica perdite liquide o sanguinolente è opportuno valutare una possibile minaccia di parto pretermine . In questo caso, un controllo ostetrico immediato è fondamentale. Consigli dell’Ostetrica Leandra Maria Bianco Come fondatrice di Mammamather, ho accompagnato migliaia di mamme in questa fase così delicata. Ecco ciò che consiglio sempre: 1. Non pensare solo al “quando inizia il travaglio”: ascolta il tuo corpo. Ogni mamma ha un tempo unico. 2. Riposa quando puoi. Le fasi prodromiche lunghe possono stancare molto. 3. Fai una doccia calda per capire se si tratta di prodromi. Se le contrazioni rallentano, sono prodromiche. Se aumentano… potrebbe essere travaglio! 4. Mangia leggero e bevi spesso. Il travaglio è come una maratona: serve energia. 5. Sii gentile con te stessa. Non è debolezza chiedere aiuto, è saggezza. FAQ – Risposte alle domande più frequenti delle mamme 1. Quanto durano i prodromi? Possono durare da poche ore a due o tre giorni. 2. Come capire se è travaglio o solo fase prodromica? Il travaglio attivo ha contrazioni regolari, sempre più intense e ravvicinate. 3. Dove si sentono le contrazioni prodromiche? Nel basso ventre e nella schiena, come dolori mestruali intensi. 4. Perché le contrazioni si fermano? Perché la fase prodromica alterna momenti di attività e riposo. È normale. 5. Come capire che il travaglio di parto è vicino? Quando le contrazioni diventano ritmiche e non si fermano con riposo o calore. 6. Come alleviare i prodromi di travaglio? Calore, massaggi, posizioni, respiro, camminate leggere. 7. Come capire se mi sto dilatando? La dilatazione è diagnosticabile solo da un’ostetrica o medico. 8. Quali sono i primi segnali del travaglio? Regolarità delle contrazioni, perdita del tappo mucoso, pressione pelvica. 9. Cosa mangiare durante il periodo prodromico? Cibi leggeri, frutta, yogurt, carboidrati semplici. 10. Come si presentano le prime contrazioni? Come un dolore mestruale che arriva e passa, con pancia dura. Conclusione – Il messaggio di un’ostetrica Cara mamma, se sei arrivata fin qui significa che il tuo cuore è pieno di domande, emozione e speranza. Posso dirti, con tutta la mia esperienza nella sala parto, che la fase prodromica è il “respiro profondo” prima dell’inizio della danza più potente della tua vita: la nascita del tuo bambino. Le contrazioni prodromiche  non sono un nemico, ma un alleato. Sono il tuo corpo che si prepara con saggezza, calma e determinazione. Hai tutto ciò che serve. Io sono con te. MammaMather è con te. Con amore, Leandra Maria Bianco Ostetrica e Fondatrice di MammaMather

  • Esempio dieta in gravidanza da seguire: alimentazione sana ed equilibrata per le donne incinte durante i trimestri

    Vuoi seguire una dieta in gravidanza  che accompagni la crescita del tuo bambino senza prendere peso in eccesso e senza aggiungere altro stress alla tua vita di donna incinta ? Sei nel posto giusto, insieme a tante altre donne  e gestanti  che desiderano un’ alimentazione corretta ed equilibrata  da seguire con calma. Dieta in gravidanza in breve: cosa devi sapere subito Se vuoi un riassunto veloce, ecco i pilastri di una dieta in gravidanza corretta : Non serve mangiare per due: serve mangiare meglio . Le calorie aumentano solo dal secondo trimestre. La dieta in gravidanza deve includere carboidrati complessi, una quota proteica adeguata, grassi buoni, frutta e verdura . Bevi 8–10 bicchieri d’acqua al giorno. Evita digiuni prolungati e pasti molto abbondanti la sera. Suddividi la giornata in 5 pasti : colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena. In un altro articolo del blog trovi la guida completa su cosa NON mangiare in gravidanza , così qui possiamo concentrarci su ciò che ti fa bene. Cosa trovi in questo articolo Dieta in gravidanza: cos’è e perché è importante fin dall’inizio Dieta in gravidanza e peso iniziale: cosa cambia per ogni donna Calorie nei tre trimestri: tabella e fabbisogni Cosa mangiare in gravidanza ogni giorno Schema dei pasti e routine alimentare settimanale Carboidrati in gravidanza: quali scegliere Proteine nell’alimentazione in gravidanza Grassi buoni: quali preferire Quanta acqua bere durante la gravidanza Esempio di dieta in gravidanza: menù settimanale completo Aumento di peso Micronutrienti Nausea, bruciore e stitichezza Stile di vita Scarica gratis la dieta FAQ: le domande più comuni delle donne in gravidanza Fonti scientifiche ufficiali 🌿 Mangiare bene è un atto d’amore verso te stessa e verso il tuo bambino. È uno dei primi modi in cui ti prendi cura della tua maternità. Ostetrica e futura mamma mentre scelgono insieme alimenti sani per la gravidanza. Cos’è una dieta in gravidanza e perché conta fin dall’inizio? La dieta in gravidanza  non è una dieta punitiva o restrittiva, come spesso succede con alcune diete ipocaloriche  pensate per dimagrire. Qui parliamo di alimentazione in gravidanza , cioè di un tipo di dieta equilibrata  che sostiene: la tua energia di donna e futura mamma, la crescita armoniosa del tuo bambino, il tuo benessere fisico ed emotivo durante i nove mesi. È uno schema alimentare  che tiene conto dei bisogni delle gravide , delle tue sensazioni, delle tue abitudini e della tua storia. Qual è l’obiettivo reale della dieta durante la gravidanza? Gli obiettivi principali di una dieta in gravidanza corretta sono: sostenere il tuo corpo  nei cambiamenti ormonali; favorire lo sviluppo del feto  e degli organi materni (utero, placenta, sangue); prevenire nausea, stanchezza, cali glicemici, stitichezza  e altri piccoli disturbi; costruire abitudini sane  che ti saranno utili anche nel post parto e durante l’allattamento. In altre parole, non è una “dieta” come tante diete che le donne fanno per rimettersi in forma, ma una vera e propria alleata di salute  per te e per il tuo bambino. Dieta inizio gravidanza: cosa cambia nei primi mesi? Nel primo trimestre potresti avere meno appetito o lottare con nausea e odori forti. Qui l’obiettivo non è “essere perfetta”, ma non forzarti  e scegliere cibi nutrienti, semplici, facili da digerire. Per una gestante  all’inizio della gravidanza, può essere utile: fare piccoli pasti frequenti, tenere vicino qualcosa di secco (cracker, fette biscottate), preferire un’ alimentazione di tipo leggero , senza fritti e cibi troppo grassi. Dieta in gravidanza e peso iniziale: perché il peso di partenza è così importante? Il tuo peso prima della gravidanza orienta il fabbisogno calorico e l’aumento di peso ideale, ed è diverso per ogni donna incinta . Come viene valutato il tuo peso prima della gravidanza? Si usa l’ IMC (Indice di Massa Corporea) , calcolato su: età, altezza, stile di vita, attività fisica, condizioni di salute. Questo aiuta a capire se sei: sottopeso, normopeso, sovrappeso, obesa. Dieta per la gravidanza se sei normopeso Se sei una donna gestante normopeso , non servono diete particolari: puoi seguire uno schema alimentare equilibrato , aumentare leggermente le calorie dal secondo trimestre, dedicare attenzione alla qualità dell’alimentazione  più che alla quantità. Dieta in gravidanza se parti sottopeso Se sei sottopeso, l’obiettivo è creare una piccola riserva energetica : aumentare moderatamente le calorie, curare di più l’introito proteico, fare attenzione a ferro, acido folico e carboidrati complessi. Dieta corretta in gravidanza se parti in sovrappeso o obesa Se sei in sovrappeso, non serve una dieta ferrea o una dieta ipocalorica drastica , ma un tipo di alimentazione corretta ed equilibrata : Obiettivo: contenere l’aumento di peso, migliorare glicemia e pressione, proteggere articolazioni e cuore. Strumento: schema alimentare ragionato , tante verdure, cereali integrali, proteine magre, pochi zuccheri semplici. Come cambiano le calorie nei tre trimestri di gravidanza? Primo trimestre: servono davvero più calorie? No: nel primo trimestre il fabbisogno calorico resta simile a quello pre-gravidanza. Ciò che cambia è la qualità dell’ alimentazione : più nutrienti, meno cibi vuoti. Secondo trimestre: perché aumenta il fabbisogno energetico? Nel secondo trimestre il feto cresce più rapidamente e il corpo della donna incinta  lavora di più. In questa fase si aggiungono di solito +200/300 kcal al giorno , in base alla costituzione e allo stile di vita. Terzo trimestre: quante calorie in più servono per te e il bambino? Nel terzo trimestre si arriva a circa +400 kcal  rispetto all’inizio della gravidanza. La priorità qui è sostenere: la crescita finale del bambino, il tuo aumento di volume sanguigno, l’energia di cui hai bisogno per arrivare al parto. Tabella – Calorie consigliate per trimestre Trimestre Incremento calorico Note pratiche Primo trimestre 0 kcal Punta su cibi nutrienti Secondo trimestre +200/300 kcal Più proteine e carboidrati complessi Terzo trimestre +400 kcal Maggior crescita del feto Cosa mangiare in gravidanza ogni giorno per una crescita armoniosa del bambino? Una dieta in gravidanza equilibrata  dovrebbe includere ogni giorno: Carboidrati complessi   (energia costante) Quota proteica adeguata  (crescita del feto, utero, placenta) Grassi buoni  (sviluppo del cervello fetale) Vitamine e minerali Acqua Parliamo quindi di una vera alimentazione equilibrata , un tipo di schema alimentare  che non ti fa sentire a dieta, ma sostenuta. Quali gruppi alimentari non dovrebbero mai mancare? Nella giornata di una donna incinta  non dovrebbero mancare: cereali integrali (pasta, pane, riso integrale, avena, orzo, farro), frutta e verdura di stagione, legumi (lenticchie, ceci, fagioli, piselli), pesce e carne magra, uova, latte e derivati pastorizzati, frutta secca e semi oleosi. Sono la base di una dieta per gestanti  equilibrata e gustosa. Esempi pratici di combinazioni sane a pasto Pasta integrale + verdure + olio EVO + proteina (per esempio pesce o legumi) Riso + legumi + verdure Pesce + patate + insalata mista Yogurt + frutta + avena Queste combinazioni ti aiutano a seguire una dieta equilibrata  senza dover pesare ogni singolo alimento. Come organizzare pasti, schema e regime alimentare in gravidanza? Quanti pasti fare? L’ideale è 5 pasti al giorno : colazione spuntino di metà mattina pranzo merenda cena Questo schema alimentare  aiuta le gravide  a mantenere stabile la glicemia, ridurre nausea e fame nervosa. La regola delle 5 porzioni Ogni giorno prova a inserire: 5 porzioni di frutta e verdura , variando i colori. È una regola semplice, ma potentissima, da seguire durante tutti i nove mesi. Carboidrati nella dieta in gravidanza: quali scegliere e perché non eliminarli? I carboidrati non sono il nemico, neppure per le donne incinte  che temono di ingrassare troppo. In una dieta in gravidanza  bilanciata: sostengono energia e umore, prevengono nausea e cali glicemici, nutrono il feto soprattutto nel terzo trimestre. Perché sono importanti? Se l’apporto di carboidrati è troppo basso, il tuo corpo utilizza le proteine come fonte energetica, sottraendole alla crescita di tessuti materni e fetali. Per questo diete estreme  o troppo povere di carboidrati non sono adatte alle gestanti. Fonti consigliate pasta, riso, avena, orzo, farro, pane integrale, patate e patate dolci, legumi. Sono il cuore di un’ alimentazione equilibrata durante la gravidanza . Proteine nell’alimentazione in gravidanza: quante e da quali alimenti? Le proteine sono il “mattoncino” principale con cui il corpo costruisce: tessuti materni (utero, mammelle, sangue), placenta, tessuti del feto. Quante proteine servono? Indicativamente: Primo trimestre:  pari al fabbisogno abituale Secondo trimestre:  circa +7 g al giorno Terzo trimestre:  circa +21 g al giorno La tua dieta diventa, in modo naturale, un po’ più proteica  man mano che la gravidanza procede. Fonti di proteine animale e vegetali ⭐ Tabella – Contenuto proteico dei principali alimenti Alimento Quantità Proteine totali Petto di pollo 150 g ~33 g Pesce azzurro 150 g ~30 g Uova 2 ~12 g Yogurt naturale 1 vasetto ~6 g Latte vaccino 1 bicchiere ~8 g Lenticchie secche 80 g ~20 g Ceci/fagioli secchi 80 g ~18–20 g Tofu 100 g ~10 g Sono ottimi esempi di alimenti proteici  per una gestante  che vuole fare una dieta equilibrata  senza sentirsi privata del gusto. Grassi buoni durante la gravidanza: quali preferire? I grassi sono spesso demonizzati nelle diete, ma nella dieta in gravidanza  hanno un ruolo essenziale, soprattutto per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Grassi da privilegiare olio extravergine d’oliva, pesce ricco di omega-3 (come il pesce azzurro), avocado, noci, mandorle, semi di lino o di chia. Sono parte di un’ alimentazione corretta  e non devono mancare nel tipo di dieta per gravide  che vogliamo promuovere. Grassi da limitare 👉 La lista completa dei grassi e dei cibi da evitare la trovi nel tuo articolo già online “Cosa non mangiare in gravidanza” : così qui restiamo focalizzate su quello che ti aiuta. Acqua e liquidi: quanta acqua bere in gravidanza? Quanti bicchieri al giorno? In generale, una donna incinta  dovrebbe bere 8–10 bicchieri di liquidi al giorno , di cui la maggior parte acqua. Bevande consigliate e da ridurre Sì: acqua, tisane non zuccherate, brodi leggeri. Da limitare: caffè e tè in eccesso, succhi di frutta zuccherati, bibite gassate. Bere è una parte fondamentale del tuo schema alimentare durante la gravidanza . Esempio di dieta in gravidanza: menù settimanale da scaricare Per aiutarti a seguire  una dieta in gravidanza con meno fatica mentale, ti propongo un esempio di menù settimanale . È un tipo di schema  che puoi adattare ai tuoi gusti e alle indicazioni del professionista che ti segue. Alimentazione esempio pratico di settimana ⭐ Tabella – Menù settimanale semplificato Giorno Colazione Spuntino Pranzo Merenda Cena Lunedì Yogurt + frutta Mandorle Pasta + verdure Frutto Pesce + patate Martedì Latte + cereali Yogurt Riso + legumi Crackers Pollo + insalata Mercoledì Avena + banana Frutta Minestra + pane Yogurt Uova + verdure Giovedì Yogurt + miele Frutta Pasta al pomodoro Mela Pesce + verdure Venerdì Pane + ricotta Noci Legumi + cereali Yogurt Tacchino + riso Sabato Smoothie Frutta Pasta + pesce Frutta secca Zuppa + pane Domenica Brioche semplice Frutta Pranzo libero Frutto Cena leggera È un esempio settimanale  che molte donne incinte  trovano utile per avere una base da cui partire. ✨ Vuoi una guida pronta e semplice da seguire? Ho preparato per te una dieta settimanale già organizzata, completa e rassicurante. 👉 Scarica GRATIS la Dieta Settimanale in Gravidanza Come usare il PDF Scaricalo, stampalo, personalizzalo con le tue preferenze. Diventa la tua “mappa” da tenere sul frigorifero, un schema alimentare settimanale  che ti accompagna senza rigidità. Dieta in gravidanza e aumento di peso: differenze tra donne normopeso, sovrappeso e sottopeso Range di peso consigliato ⭐ Tabella – Aumento peso in gravidanza Condizione di partenza Aumento consigliato Sottopeso 12,5–18 kg Normopeso 11–16 kg Sovrappeso 7–11,5 kg Obesità 5–9 kg Questi valori non sono un giudizio sulla donna , ma uno strumento per proteggere la salute di mamma e bambino. Quando chiedere supporto Se vedi che il peso aumenta molto rapidamente o, al contrario, fatichi ad aumentare, è il momento giusto per confrontarti con: ostetrica, ginecologo, nutrizionista. Ricorda: una dieta in gravidanza equilibrata  non è mai “fai da te”. Micronutrienti in gravidanza: acido folico, ferro, calcio, vitamina D e omega-3 Perché sono importanti? Questi micronutrienti sostengono: la formazione del tubo neurale, la produzione di globuli rossi, lo sviluppo osseo, il sistema nervoso del bambino. Sono il cuore invisibile di una dieta corretta per gestanti . Dove trovarli Acido folico:  verdure verdi a foglia, integratori prescritti. Ferro:  carne magra, legumi, verdure a foglia verde. Calcio:  latte e derivati, alcune acque minerali ricche di calcio. Vitamina D:  esposizione al sole (con buon senso) e integratori, se necessari. Omega-3:  pesce azzurro, semi di lino, alcuni oli vegetali. Nausea, bruciore di stomaco e stitichezza: come aiutarti anche con il cibo Se hai nausea fai pasti piccoli e frequenti, scegli cibi secchi al mattino, evita piatti troppo elaborati o unti. Se hai bruciore di stomaco evita pasti abbondanti prima di coricarti, limita cioccolato, pomodoro, agrumi, caffè, mangia lentamente, seduta, respirando. Se soffri di stitichezza aumenta fibre (frutta, verdura, cereali integrali, legumi), bevi più acqua, mantieni un po’ di movimento quotidiano: una camminata dolce può aiutare molto una gestante . Dieta in gravidanza e stile di vita: movimento, riposo, equilibrio emotivo Movimento dolce Passeggiate, yoga in gravidanza, respirazione consapevole: aiutano la digestione, migliorano il sonno, riducono ansia e fame emotiva. Sonno e fame emotiva Il corpo cambia, anche il rapporto con il cibo cambia. Se ti accorgi di mangiare soprattutto per calmare emozioni, non colpevolizzarti: osserva, raccontane all’ostetrica, trova strategie gentili per prenderti cura di te. Conclusione: schema alimentare settimanale da scaricare per seguire una dieta equilibrata in gravidanza La dieta in gravidanza  non è una gabbia, ma un modo per coccolarti con cura e consapevolezza. Ogni piccolo gesto – un bicchiere d’acqua in più, un piatto più colorato, un pasto vissuto con calma – è un messaggio al tuo bambino: “sono qui, mi prendo cura di noi” . 💛 Se vuoi iniziare da subito a mangiare meglio in gravidanza, puoi scaricare la mia Dieta Settimanale in PDF: è gratuita e arriva direttamente nella tua email. 👉 Scarica la Dieta Settimanale in Gravidanza 👉 E se desideri sentirti accompagnata anche su travaglio, parto, perineo e ritorno a casa, puoi scoprire il corso preparto online Mammamather  e prepararti con calma, passo dopo passo. Sono con te, in ogni pagina e in ogni respiro 🌿💛 FAQ e domande frequenti sulla dieta in gravidanza Fonti scientifiche #dietaingravidanza #alimentazioneingravidanza #cosamangiareingravidanza

  • Contrazioni preparatorie: come riconoscerle, quanto durano e quando andare in ospedale

    Carissime mamme, sono Leandra, la vostra Ostetrica Tascabile di MammaMather Oggi voglio parlarvi di un momento speciale, unico e pieno di emozioni: le contrazioni preparatorie , quel segnale dolce (ma a volte un po’ fastidioso) che ci dice che il corpo si sta preparando per l’incontro più importante della vita , quello con il vostro bambino. Podcast: Contrazioni preparatorie – guida completa 2025–2026 con Ostetrica Leandra Ascolta la guida completa sulle contrazioni preparatorie : sintomi, durata, differenze dal travaglio vero e cosa fare se arrivano prima del termine .  Ascolta l’Ostetrica Leandra di mammamather  parlare delle contrazioni preparatorie , dei segnali che il corpo invia prima del parto e di come affrontarle con serenità Cosa sono le contrazioni preparatorie. Definizione e Funzione Le contrazioni preparatorie , che potresti sentire nominare anche come contrazioni prodromiche  o di Braxton Hicks , sono contrazioni uterine irregolari che si manifestano verso la fine della gravidanza. Non significano che il parto stia iniziando, ma sono una tappa importante: servono ad allenare l’utero  e a preparare il collo dell’utero  alla dilatazione vera e propria. Io le chiamo sempre “ le prove generali del parto ” perché ogni contrazione è come un piccolo passo che il tuo corpo compie per accogliere il tuo bambino. Ma come puoi riconoscerle? Come riconoscere le contrazioni preparatorie, Segnali e Caratteristiche Molte mamme mi scrivono: “Leandra, sento la pancia che si indurisce e un po’ di fastidio al basso ventre. È travaglio?” Una mamma, ad esempio, mi ha raccontato di come, durante le sue contrazioni preparatorie, si sia sentita un po’ confusa e spaventata. Ma poi, dopo aver parlato con me e aver capito che era tutto normale, ha iniziato a vedere quelle contrazioni come un segno positivo, un passo verso l'incontro con il suo bambino. In realtà, queste sono le contrazioni preparatorie . Si distinguono da quelle del travaglio vero e proprio perché sono irregolari , non aumentano di intensità  nel tempo e, spesso, passano con il riposo  o con una doccia calda. Come capire se sono contrazioni preparatorie o travaglio di parto vero Caratteristica Contrazioni preparatorie Contrazioni da travaglio attivo Regolarità Irregolari, vanno e vengono Regolari e sempre più ravvicinate Dolore Lieve, tipo crampi mestruali Intenso e crescente Durata 20–40 secondi 40–60 secondi Effetto Non dilatano molto il collo dell’utero Dilatazione progressiva Rimedi Riposo, respirazione, acqua calda Assistenza in ospedale Se vuoi capire meglio le contrazioni prima del parto e imparare a distinguere i segnali del travaglio con serenità, ti consiglio il mio eBook dedicato. Troverai spiegazioni chiare, esempi reali e consigli pratici di ostetricia consapevole. Quanto durano le contrazioni preparatorie: cosa aspettarsi La durata può variare molto da donna a donna. Alcune mamme avvertono contrazioni per qualche ora, altre per più giorni. Possono comparire, scomparire e poi tornare, un po’ come un’onda che sale e scende. Non c’è nulla di sbagliato in questo. È semplicemente il tuo corpo che si prepara al ritmo del travaglio . Durante questa fase potresti anche notare la perdita del tappo mucoso  o un leggero mal di schiena . I sintomi più comuni delle contrazioni preparatorie Ecco cosa potresti avvertire nei giorni che precedono il travaglio: Indurimento della pancia a intervalli irregolari Dolore lieve o senso di fastidio al basso ventre Pressione verso il basso o al bacino Dolori alla schiena o contrazioni “renali” Perdita del tappo mucoso Qualche episodio di diarrea o intestino più attivo Tutti questi segnali sono normali  e fanno parte del processo di preparazione al parto . Se ti trovi a vivere questi sintomi, ecco alcuni consigli su come affrontarli. Contrazioni preparatorie dolorose: è normale? Comprendere il dolore e rimanere Sereni Sì, cara mamma, è assolutamente normale. Ogni corpo reagisce in modo diverso: alcune donne percepiscono contrazioni leggere, altre più fastidiose. Il dolore, in realtà, è un alleato : significa che l’utero si sta preparando per accogliere il tuo piccolo.   Durante questa fase ti consiglio di: Fare respiri lenti e profondi Appoggiarti al partner o a un cuscino Fare una doccia calda Sdraiarti sul fianco sinistro Fare un piccolo massaggio lombare “Quando ho sentito le contrazioni preparatorie, ho seguito questi consigli e mi sono sentita molto più tranquilla. È stato un momento di connessione con il mio corpo e con il mio bambino.” – Maria, mamma di Luca E ricordati: ogni contrazione ha un senso . Ti avvicina sempre di più al momento in cui terrai tuo figlio tra le braccia. Diarrea e contrazioni preparatorie: il corpo si libera Spesso, nelle ore o nei giorni prima del travaglio, potresti notare un po’ di diarrea o scariche intestinali più frequenti . Non spaventarti: è il corpo che si sta “liberando” grazie alle prostaglandine , ormoni che ammorbidiscono il collo dell’utero e stimolano anche intestino. È un segnale naturale che il parto si avvicina. Ma come capire quando è il momento di andare in ospedale? Indicazioni per Andare in Ospedale durante le Contrazioni Preparatorie So che è una delle domande più frequenti: “Come faccio a sapere quando è davvero il momento di andare in ospedale?” Ecco i segnali chiari: Contrazioni regolari ogni 5 minuti da almeno un’ora Rottura delle acque Perdite di sangue o liquido trasparente Dolori forti che non si interrompono col riposo Diminuzione dei movimenti del bambino In tutti questi casi, prepara la borsa del parto e vai in ospedale . Se hai dubbi, contatta la tua ostetrica di fiducia: nessun dubbio è mai banale  quando si tratta di maternità. Durante le contrazioni preparatorie, la pancia può diventare dura : è il modo in cui il corpo si prepara al travaglio vero. Contrazioni preparatorie prima del termine Se le contrazioni iniziano prima della 33ª settimana , possono indicare una minaccia di parto pretermine .In questo caso, è importante contattare subito il ginecologo o andare in pronto soccorso per una valutazione. Non tutte le contrazioni significano travaglio, ma è sempre meglio controllare per sicurezza . Come affrontare i dolori con serenità Durante le contrazioni preparatorie, la cosa più importante è non farsi prendere dall’ansia . Il tuo corpo sa esattamente cosa sta facendo. Prova questi piccoli accorgimenti: Respira profondamente, accompagnando la contrazione Fai una camminata leggera o cambia posizione Bevi acqua a piccoli sorsi Ascolta la tua musica preferita Ricordati che stai entrando nel momento più magico della tua vita FAQ – Le mie risposte alle vostre domande più frequenti Le contrazioni preparatorie fanno male? Possono essere fastidiose ma non sono paragonabili al dolore del travaglio. Come capisco se sono quelle “vere”? Le vere contrazioni sono regolari, ravvicinate e non si fermano con il riposo. Quanto durano? Possono durare da poche ore a qualche giorno, dipende da te e dal tuo corpo. Posso dormire se le ho di notte? Sì, anzi: se riesci, approfitta per riposare! Ti serviranno energie. È normale se mi sento emozionata o impaurita? Certo. È un passaggio naturale. L’emozione è il segno che ci tieni e che sei pronta a vivere qualcosa di grande. In conclusione Cara mamma, le contrazioni preparatorie  non sono un ostacolo: sono l’inizio del viaggio verso la vita. Ogni contrazione, ogni indurimento della pancia, ogni piccolo dolore ti sta preparando all’incontro più bello del mondo . Ricorda: tu sei la protagonista  e il tuo corpo sa esattamente cosa fare. Io, Leandra , la tua Ostetrica Tascabile di MammaMather , sarò sempre al tuo fianco per aiutarti a capire, vivere e accogliere ogni sensazione con fiducia e dolcezza. Se vuoi prepararti ancora meglio, in modo dolce e consapevole, ho scritto per te altri due eBook che ti accompagneranno nel percorso verso il parto con fiducia e serenità 💕 Mi piacerebbe sapere come hai vissuto le tue contrazioni preparatorie! Condividi la tua esperienza nei commenti qui sotto e aiutiamo insieme altre mamme a sentirsi meno sole in questo viaggio 🔗 Risorsa utile: 👉 Ministero della Salute – Gravidanza e parto

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