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- Conservazione latte materno tirato. Come congelare e scongelare, quanto dura e come si conserva
Sono sicura che hai tantissime domande sulla conservazione latte materno! Cara mamma, ti trovi nel posto giusto, troverai tutte le risposte dettagliate su come conservare il latte materno. Sommario Latte materno I Come si conserva il latte materno I Dove conservare il latte materno I Conservazione a temperatura ambiente I Conservazione in frigorifero I Come congelare il latte materno I Come scongelare latte materno I Conservazione fuori casa e in viaggio I Sacche latte materno I Contenitori latte materno I Conservazione latte materno per prematuri Latte materno Il latte tirato dal seno è un alimento prezioso e ineguagliabile e offre moltissimi vantaggi per mamma e bambino, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), unitamente all' Unicef ha fornito delle raccomandazioni per incentivare le madri ad allattare il proprio bambino. Il latte materno è ricco di anticorpi e ha una funzione protettiva per la salute del bambino; non è paragonabile a nessun tipo di latte artificiale. Essendo così importante nutrire il neonato con il latte della mamma, è bene che ciascuna nutrice impari a tirare il latte dal seno nel caso in cui sia necessario smettere temporaneamente di attaccare il bebè al capezzolo, ad esempio perchè si deve tornare al lavoro o per qualsiasi altro impedimento, in modo che il neonato possa avere il suo latte anche senza attaccarsi al seno. Estrarre il latte manualmente e conservarlo ha il beneficio di poter prolungare la nutrizione del bambino per moltissimo tempo a vantaggio della sua crescita e salute. Come si conserva il latte materno Il latte materno può essere estratto, conservato e dato al bambino usando un biberon, un bicchierino, una siringa o nei casi di un bambino prematuro un dispositivo di alimentazione, gavage, che attraverso un sondino consente di far arrivare il latte nello stomaco del bimbo. Tiralatte e conservazione del latte Per conservare latte materno vi sono delle semplici regole da seguire per evitare che diventi terreno di coltura per i batteri. La modalità di conservazione del latte deve garantire la mancanza di contaminazione; quindi, prima di iniziare l’estrazione manuale va sempre eseguito un accurato lavaggio delle mani. Il latte può essere spremuto manualmente, con un tiralatte funzionante a mano o con un mastosuttore elettrico, con l’accortezza di sterilizzare i componenti che entrano in contatto con il seno della madre. Contenitori per conservare il latte materno Lo stoccaggio del latte materno va fatto in dei contenitori, possibilmente monoporzione che vanno accuratamente etichettati con la data d' estrazione. È indifferente se i contenitori sono di vetro o in plastica, si è visto che le immunoglobuline aderiscono nelle pareti di entrambi i materiali, l'importante è che siano recipienti facili da pulire, con il tappo, e se la scelta ricade sulla plastica che sia per uso alimentare (il marchio è il simbolo del bicchiere e della forchetta). La capacità del recipiente dovrebbe essere di almeno una poppata da 150 a 200 millilitri. Se sono più piccoli non importa, evitate invece di usare contenitori molto grandi. Se si estrae il latte più volte al giorno si può raccogliere nello stesso recipiente, da evitare invece di miscelare il latte tirato in diverse giornate. Latte materno conservazione a temperatura ambiente e quanto dura La conservazione del latte materno fuori dal frigo dipende essenzialmente dalla temperatura esterna. Temperatura ambiente Fuori dal frigo, se la temperatura ambientale non è superiore ai 25°C, il latte si conserva per 3-4 ore. Il latte a temperatura ambiente compresa tra i 15 e i 24 °C si conserva per un massimo di 8 ore. Se la temperatura ambiente è inferiore ai 15 °C (per esempio in borsa termica con blocchetti refrigeranti) il latte si mantiene fino ad un massimo di 24 ore. Il latte a temperatura ambiente superiore a 37° C va consumato entro 1 ora. Come conservare il latte materno in frigorifero Conservare il latte materno in frigo è un ottimo metodo per quelle mamme che estraggono il latte manualmente e contemporaneamente continuano ad attaccare il neonato al seno, oppure per le mamme di bimbi prematuri ricoverati in Tin che devono estrarre manualmente il latte per poi portarlo in Unità Intensiva Neonatale. La conservazione di latte materno in frigorifero è più duratura, infatti, con una temperatura dai 2 ai 4°C si può conservare il latte fino a 4 giorni senza bisogno di congelarlo. In effetti se si prevede di alimentare il neonato in tempi brevi con il latte estratto, è sempre meglio tenerlo scongelato e riporlo in frigo, così che le immunoglobuline, naturalmente presenti nel latte, attacchino i microbi che invece di aumentare diminuiscono. Per conservare al meglio il latte materno in frigo, è bene mettere il contenitore vicino alla parete del fondo refrigerante, per evitare di esporlo a sbalzi di temperatura quando si apre l’elettrodomestico. Il latte materno riscaldato e non utilizzato va sempre gettato via. Come congelare il latte materno La conservazione del latte materno congelato dipende essenzialmente dalla potenza del vostro congelatore o della ghiacciaia. Ecco i tempi di conservazione del latte congelato. Nel compartimento freezer del frigorifero: 2 settimane Nel compartimento refrigeratore di un congelatore: 3 mesi In una ghiacciaia a parte: 6 mesi Scongelato in frigorifero: 24 ore Surgelare il latte materno Per congelare il latte materno al meglio è bene riporlo sempre nel fondo del pozzetto per evitare che subisca variazioni termiche. Il latte materno congelato può assumere uno strano odore, questo fenomeno è per opera di un enzima digestivo chiamato lipasi, un componente del latte che ne facilita la digestione. Le lipasi digeriscono i grassi presenti nel latte, motivo per cui il gusto si altera lievemente e il bambino potrebbe non apprezzarne il sapore. Per evitare il problema, le linee guida sulla conservazione del latte suggeriscono di scaldarlo subito dopo l’estrazione ad una temperatura non superiore a 80 ° C, in modo da non farlo bollire. Come scongelare il latte materno Per non alterare la composizione il latte materno va scongelato lentamente, va prima messo in frigo per qualche ora o a temperatura ambiente e poi riscaldato a bagnomaria. Non si deve mai mettere il latte materno ancora congelato nell' acqua bollente senza effettuare il passaggio intermedio, inoltre, il latte scongelato prima di essere messo a scaldare va leggermente agitato per rendere di nuovo omogeneo il suo contenuto. Il latte materno scongelato e non utilizzato deve essere gettato via. Conservazione latte materno fuori casa e in viaggio Quando si è fuori casa per un viaggio, o semplicemente quando non si ha a disposizione il frigorifero, il latte può essere estratto e riposto secondo le regole per la conservazione a temperatura ambiente. Il latte materno non va mai esposto a contatto diretto con i raggi solari. Per una conservazione ottimale del latte la cosa migliore sarebbe quella di munirsi di sacchetti o termos refrigeranti che consentono al latte di non alterarsi ed essere buono per un tempo più lungo. Dove conservare il latte materno Il latte materno spremuto manualmente o con il tiralatte può essere conservato anche diversi mesi ed essere utilizzato al bisogno. Per la conservazione del latte non vi è alcuna differenza se si usano contenitori in vetro o in plastica, sono adatti i barattoli in vetro che vanno prima opportunamente lavati e sterilizzati, in alternativa anche i contenitori in plastica delle urine vanno benissimo. La quantità del latte da mettere in ogni contenitore dovrebbe equivalere ad una poppata, in modo da avere a disposizione piccole dosi ed evitare gli sprechi. Una volta riempito il contenitore o il sacchetto, esso va etichettato con la data di estrazione, in questo modo sarà più facile individuare le scorte più vecchie e consumarle prima. Sacche latte materno Alcuni tiralatte, tra gli accessori sono dotati di un beccuccio a cui applicare le sacche direttamente alla pompa, in questo modo il latte estratto andrà direttamente nel sacchetto e sarà pronto per la conservazione. Le sacche per latte materno in plastica sono una soluzione comoda e igienica, vediamo quali sono i migliori sul mercato. Medela sacchetti latte I sacchetti medela sono i più conosciuti e utilizzati dalle mamme; il vantaggio maggiore è il sigillo che consente di posizionarli e impilarli in qualsiasi modo senza perdere nessuna goccia. I sacchetti latte medela sono molto pratici per conservare, trasportare e riscaldare il latte materno estratto. Maxstrenght Buste conservazione per latte materno I sacchetti Maxstrenght sono pre-sterilizzati e laminati con un meccanismo davvero innovativo. Le sacche sono totalmente prive di BPA, ftalati e lattice, un prodotto davvero ottimo. Suavenix sacchetti per conservare Le sacche Suavenix hanno una marcia in più, innanzitutto si agganciano al tiralatte Suavenix in modo da non sprecarne nessuna goccia e senza il bisogno di travasi, poi sono provvisti di tappo avvitabile che si aggancia direttamente alla ghiera della tettarella diventando un comodo biberon. Come tutti i prodotti Suavenix offre grandi prestazioni a ottimi prezzi. Contenitori latte materno Contenitori per latte materno Suavenix I contenitori Suavenix sono pratici, versatili e indistruttibili. Offrono la possibilità di stoccare il latte appena tirato e alimenti in porzioni monodose per lo svezzamento. I vasetti sono impilabili in freezer e assicurano la totale assenza di gocciolamenti o perdite; il lavaggio è facile e i materiali utilizzati ne garantiscono igiene ad ogni utilizzo. Medela, contenitori per congelare latte materno I contenitori Medela sono il top della loro categoria, perchè non sono dei semplici vasetti ma si trasformano in pratici biberon da 150 ml poiché si agganciano alla tettarella. I vasetti medela si attaccano al tiralatte per evitare travasi e sprechi, inoltre, sono in plastica sicura e graduata in modo da sapere la quantità di latte tirato. Il design è facile da pulire e resistente sia alla lavastoviglie che al microonde. Contenitori latte materno chicco (frigo e freezer) I contenitori per latte chicco sono a chiusura ermetica e pratici da riporre sia in frigo che in congelatore. Il materiale di fabbricazione mantiene inalterate le proprietà del latte. Conservazione latte materno per prematuri Per tutti i neonati il latte materno è insostituibile, ma lo è ancora di più per i neonati prematuri. Nei reparti di maternità sono disponibili dei tiralatti per l’estrazione del latte. Per favorire la montata lattea e la produzione di latte è indispensabile che la mamma acquisti o noleggi un tiralatte. Nel caso di nascita prematura il latte va estratto più volte al giorno e conservato in frigorifero in un unico recipiente con data di estrazione. L' ingresso nel reparto UTIN è generalmente regolato da orari di visita; quindi, al momento dell’entrata è possibile portare il contenitore ben chiuso con l’accortezza di metterlo in una borsa termica se è necessario un lungo tragitto o la temperatura esterna è particolarmente calda.
- Produzione latte materno. Inizio, quantità e tempo. Produzione di latte dal seno e galattogoghi
Vuoi sapere tutto sulla produzione del latte materno? Abbiamo risposto a tutte le domande più comuni su come produrre latte materno, i tempi di secrezione, e i fattori che aiutano a far aumentare la lattazione dal seno. Sommario Come funziona la produzione di latte materno Prolattina ormone della lattazione Ossitocina per la discesa le latte materno Quando inizia la produzione di latte materno Stabilizzazione della produzione di latte Quanto latte produce il seno Tempo di produzione del latte materno Differenze di produzione tra un seno e l'altro Fattori che fanno abbassare la produzione di latte Come aumentare la produzione di latte materno Integratori galattogoghi Come funziona la produzione di latte materno La funzione primaria del seno femminile è quella di nutrire uno o più bambini contemporaneamente. Nonostante le false credenze la forma e la dimensione del seno non influiscono minimamente sulla produzione di latte e da ciò ne consegue che tutti i seni sono fatti per allattare. Il processo di produzione del latte materno inizia subito dopo l’espulsione della placenta, momento in cui si ha un repentino cambio degli ormoni nell’organismo materno. L' emissione di latte dal seno dipende essenzialmente dalla secrezione di ormoni che danno il segnale all' organismo della nutrice che è arrivato il momento di produrre il prezioso liquido per alimentare il neonato; gli ormoni in questione sono: prolattina; ossitocina. Prolattina: ormone della lattazione Dopo il parto i livelli di estrogeno e progesterone diminuiscono bruscamente e si innalzano i livelli di prolattina (uno degli ormoni responsabili della lattazione). La prolattina è l’ormone necessario per la produzione del latte dalle mammelle della puerpera, infatti ogni volta che si allatta o si spreme il latte dal seno i livelli di prolattina si innalzano rapidamente nel sangue materno attivando le cellule responsabili della produzione lattea. Questo delicato meccanismo avviene in tutte le neomamme sia che si voglia allattare sia che non si voglia allattare, infatti il per bloccare l’allattamento farmacologicamente si utilizza proprio un inibitore di prolattina. Ossitocina e discesa del latte materno Una volta prodotto il latte avviene la discesa del latte al seno Il successo dell’allattamento dipende essenzialmente dall' attivazione del riflesso secretivo che fa discendere il latte dai capezzoli. Il riflesso secretivo dell’allattamento si attiva nel momento in cui il neonato inizia a succhiare i capezzoli stimolando la secrezione di un altro importante ormone materno coinvolto nella lattazione, l'ossitocina. L' ossitocina è responsabile dell’emissione del flusso e della fuoriuscita del latte dalle tette poiché determina la contrazione delle cellule che circondano l’alveolo mammario provocando la discesa della secrezione lattea dai dotti lattiferi. L' ossitocina come la prolattina si eleva quando il neonato inizia a ciucciare il capezzolo durante la poppata ma, a differenza della prolattina che ha bisogno di più tempo per raggiungere alti livelli, l’ossitocina ha un picco rapidissimo facendo sì che i suoi effetti siano manifesti già pochi minuti dopo l’attivazione. Le mamme avvertono l’aumento di ossitocina perchè quando allattano il bebè sentono la contrazione uterina, i così detti morsi uterini, in quanto l’ossitocina determina anche la contrattura dell’utero. Come la prolattina anche l’ossitocina può subire delle variazioni in senso positivo o negativo determinando un aumento o una diminuzione del latte materno. Stress, ansia, dolori e preoccupazioni fanno diminuire i livelli di ossitocina provocando una diminuzione della produzione di latte. Viceversa, il solo contatto con il neonato, sentirne l’odore, fare una bella dormita e rilassarsi suscitano un aumento di ossitocina e quindi maggiore produzione di latte. Bere una tisana calda o concedersi un momento di benessere è utile per favorire la produzione di latte. Quando inizia la produzione di latte materno Durante le prime ore dopo il parto all'interno delle ghiandole mammarie si avvia la produzione del primo latte materno chiamato colostro, uno straordinario secreto di colore giallo, prodotto in piccole quantità e prezioso perchè ricco di nutrimento. Nel corso dell'avvio dell’allattamento il neonato succhia il colostro e la suzione della tetta stimola nel corpo materno l’aumento dei livelli di prolattina che, come abbiamo visto, è l’ormone responsabile dell'aumento di produzione di latte. Per favorire la montata lattea è quindi indispensabile mantenere alti i livelli di prolattina circolante che si elevano solo con la stimolazione continua e costante del capezzolo materno attraverso la suzione del bambino o con il tiralatte. Per avere una buona produzione di latte è necessario attaccare il neonato già nelle primissime ore dopo il parto, se non addirittura in sala parto e farlo in maniera continuativa e costante, ogni volta che il neonato lo richiede. Tutte le volte che si allatta o si stimola il seno con il tiralatte i livelli di prolattina si innalzano, stimolano la produzione di latte facendo aumentare il secreto latteo. Latte materno e stabilizzazione della produzione Per stabilizzare la produzione di latte è necessario instaurare il circolo di richiesta ed offerta che permette la produzione di latte continuativa. Il neonato svuota il seno, i livelli di prolattina si innalzano e le ghiandole mammarie producono nuovo latte, maggiore è la domanda, maggiore è la produzione. Se per un motivo qualsiasi il neonato non può stimolare il seno materno la lattazione si inibisce quindi è importante continuare a stimolare la secrezione di latte con il tiralatte. I livelli di prolattina si innalzano maggiormente di notte, in assenza di luce e con il riposo, per questo le mamme hanno la sensazione che al mattino il seno sia più pieno, tutto merito dell’ormone prolattina. Quanto latte produce il seno? “Quanto latte produce il seno? Riuscirò a sfamare il neonato solo con il mio latte?” Queste sono le domande che si pongono le mamme che allattano, soprattutto nei primi giorni dopo il parto dopo il ritorno a casa. Cerchiamo di fare chiarezza. Ebbene il seno è in grado di produrre più latte di quanto sia necessario, e perché ciò avvenga è indispensabile stimolare il seno già dalle prime ore dopo il parto attaccando frequentemente il neonato per farlo ciucciare dal capezzolo. Durante il corso dell’allattamento il latte materno adatterà la sua composizione per soddisfare le esigenze del bambino in crescita. Latte seno: quantità di latte materno prodotto Il colostro è il primo latte secreto dalle mammelle e viene prodotto in quantità molto basse mediamente dai 7 ai 14 ml per poppata nelle prime 24 ore. Il colostro viene escreto in piccole quantità per permettere al neonato di imparare a ciucciare al seno in maniera dolce e graduale, inoltre essendo ricchissimo di nutrienti il bebè non avrà alcun tipo di carenza e non sarà necessario offrire altro latte. Quando il neonato impara a ciucciare correttamente stimola il seno a produrre sempre più latte e dopo circa 3, 4 giorni dal parto si ha la montata lattea, che consiste in una abbondante secrezione di latte dal seno. Durante il corso dell’allattamento la produzione di latte si modella alle esigenze di appetito del bambino in relazione a quanto latte viene ciucciato. In media la quantità di latte prodotta rimane costante da 550 a 1150 ml al giorno fino al momento in cui si inizia lo svezzamento. Tempo di produzione del latte materno Ad allattamento avviato una mammella completamente svuotata alla fine della poppata impiega 2-3 ore per riempirsi nuovamente di latte. Questo dato è confermato dal fatto che le mamme in allattamento dopo circa quattro ore senza allattare lamentano sensazione di dolore e gonfiore alle mammelle. Per evitare un ingorgo mammario è bene non fare accumulare il latte nel seno piuttosto se il neonato salta la poppata meglio svuotare manualmente la tetta piena di latte. Differenze di produzione tra un seno e l’altro Non sono rare le differenze di produzione di latte tra una mammella e l’altra. La differenza di secrezione di solito è dovuta a una stimolazione differente tra i due seni, ad esempio molti bambini mostrano una preferenza di una tetta e vi si attaccano con più frequenza e più volentieri. La predilezione per una mammella è determinata da molti fattori come il numero dei pori da cui fuoriesce il latte che non è uguale da un capezzolo all’altro e di solito i bimbi preferiscono quelli che ne hanno un numero maggiore. Per evitare che una mammella sia più gonfia dell’altra è bene attaccare il neonato in maniera equa in entrambi i seni in modo da stimolarlo in maniera adeguata, specialmente nei primi giorni dopo il parto. Ci sono rari casi in cui le mamme allattano da un seno solamente. Fattori che fanno abbassare la produzione di latte materno Vi sono dei fattori che fanno abbassare la produzione di latte materno e in particolar modo inibiscono il passaggio da colostro a latte maturo. Fumo Fattore inibitore della lattazione Stress Fumo di sigaretta e produzione di latte Fumo: un elevato consumo di tabacco determina un abbassamento dei livelli di prolattina nei primi giorni dopo il parto. La nicotina inibisce la prolattina e quindi la lattazione. Fattore inibitore della lattazione FIL Fattore inibitore della lattazione o Fil, si tratta di una proteina contenuta nel latte materno che inibisce il rilascio di prolattina quando il latte non è rimosso dal seno. In sostanza quando il seno è pieno di latte e non viene svuotato la proteina si attiva e blocca la produzione di latte in attesa che il seno venga svuotato. La regola quindi per non far bloccare la produzione di latte è non far riempire mai troppo il seno e quindi fare delle poppate frequenti soprattutto nei primi giorni dopo il parto. Stress e produzione di latte dal seno Lo stress come dormire poco, fare una vita frenetica e non nutrirsi correttamente determina una diminuzione della produzione di ossitocina. L'ossitocina è inibita dallo stress per questo per le neomamme è necessario rilassarsi e riposare. Una doccia calda, una tisana o una bella dormita sciolgono le tensioni accumulate e ristabiliscono gli equilibri ormonali favorendo la produzione di latte materno. Come aumentare la produzione di latte materno La produzione di latte materno può essere influenzata in maniera positiva in modo da favorire una maggiore secrezione di latte dalle mammelle. Per aumentare la produzione di latte è necessario favorire l’aumento dei livelli degli ormoni materni deputati alla lattazione quali prolattina e ossitocina. Consigli per aumentare la produzione di latte materno Attaccare il neonato correttamente al seno; Aumentare la frequenza delle poppate; Fare delle poppate lunghe e aspettare che il neonato si stacchi spontaneamente dal capezzolo; Allattare a richiesta e allattare di notte; Se vi sono intervalli lunghi tra una poppata svuotare il seno con il tiralatte; Rilassarsi e dormire a sufficienza; Alimentarsi in modo corretto. 1 attaccare il neonato correttamente Un attacco corretto del neonato ai capezzoli consente di stimolare in modo efficiente il seno materno, un attacco al seno scorretto rallenta la produzione del latte, poiché solo una efficiente suzione del bambino stimola i sinusoidi lattiferi che si trovano sotto l’areola del seno. 2 attacco frequente al seno Più si attacca il neonato alla mammella più il seno viene stimolato alla produzione di latte quindi un aumento delle poppate rappresenta la strategia vincente per avere abbondanza di latte materno. La poppata deve essere lunga per consentire al neonato di svuotare completamente la mammella, quindi staccare il neonato dal seno dopo dieci minuti di suzione è sbagliato bensì è necessario attendere che il neonato si stacchi in maniera spontanea del seno prima di concludere la poppata a o passare all' altra mammella. Evitare lunghi intervalli tra una poppata e l'altra Anche le poppate notturne sono molto importanti, un intervallo troppo lungo tra una poppata e l’altra potrebbe far diminuire la produzione di latte perchè il corpo materno percepisce il lungo intervallo come se il neonato avesse necessità di meno latte rallentandone la secrezione. La diminuzione fisiologica di latte avviene nel periodo dello svezzamento in cui il neonato non si alimenta solo di latte ma anche di alimenti solidi e semi solidi. Se prevedete un intervallo troppo lungo tra una poppata e l’altra estraete il latte manualmente con un tiralatte. La produzione di latte materno è influenzata da tutti quei comportamenti che fanno rilassare la mamma e la fanno sentire riposata e coccolata. Anche il solo fatto di fare un pisolino o di concedersi un momento di relax sorseggiando una tisana calda contribuiscono a far aumentare la produzione di latte. Un' altro elemento che determina l’aumento dei livelli di ossitocina nel sangue materno è il neonato stesso; il suo odore, il suo sorriso o semplicemente il pensiero del neonato fanno aumentare l’ormone ossitocina aumentando la produzione di latte. Infine, l’alimentazione della mamma che allatta deve comprendere tutti i macro e micronutrienti sia per il fabbisogno materno sia per la produzione di latte. La dieta della mamma in allattamento deve prevedere porzioni adeguate di frutta, verdura, proteine, carboidrati e alimenti ricchi di nutrienti buoni e non cibo spazzatura. Non ultimo bere tanta acqua e liquidi per evitare la disidratazione. Produzione di latte e integratori Sull' utilizzo degli integratori alimentari per favorire la produzione di latte i pareri sono molto discordanti, infatti ad oggi non vi sono dati che dimostrino la reale efficacia o non efficacia nella produzione di latte. Va però sottolineato che gli integratori per l'allattamento hanno un effetto positivo sul benessere materno, evitando carenze di vitamine che magari possono insorgere con una scorretta dieta alimentare. Alcuni integratori per aumentare la lattazione sono arricchiti con sostanze galattogoghe naturali utilizzate dalle nostre nonne per favorire l’aumento di latte. Galattogoghi naturali DHA; Galega Officinalis; Finocchio; Cardo Mariano DHA, acido docosaesaenoico Il DHA o acido docosaesaenoico, è un acido grasso polinsaturo della serie Omega-3 che non può essere sintetizzato dall'organismo e contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale, visiva, di crescita e sviluppo. Il DHA è contenuto principalmente nei pesci grassi come acciughe, aringhe, alici, sgombro, salmone, sardine, storione, trota e il tonno. Galega officinalis La Galega Officinalis è galattagoga e da millenni le sue proprietà vengono sfruttate per aumentare la produzione di latte. In commercio sono presenti integratori in pillole con la quantità dosata di galega utile a favorire l’aumento di seno in allattamento. In alternativa la galega si può acquistare in farmacia ed essere utilizzata per la preparazione di tisane calde. Finocchio Il finocchio è noto per stimolare la produzione di latte infatti contiene anetolo, una sostanza molto simile agli estrogeni femminili in grado di favorire la galattogenesi. Il finocchio può essere consumato fresco, in tisane o in pillole per essere certi che la quantità di anetolo sia corretta a favorire l’aumento di latte. Cardo mariano Il cardo mariano è l’erba galattofora per eccellenza perchè contiene bioflavonoidi e in particolare flavonolignani, sostanze in grado di mantenere in equilibrio gli ormoni femminili determinando una produzione costante di latte. In particolare, il cardo mariano garantisce che i livelli di prolattina nel sangue materno siano costanti in modo da evitare il calo del latte. Per tutti gli integratori in allattamento: clicca qui Bene mamma spero di aver risposta a tutte le domande sulla produzione del latte, ti ricordo che per ulteriori chiarimenti puoi sempre scrivermi nei commenti, sarò felice di risponderti. Per non perdere nessun articolo inscrivi alla news lettere, in modo da essere sempre aggiornata su come garantire il benessere al tuo bambino. Leggi anche Ricordati di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata e seguici su Instagram, non sarai mai sola. 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- Calcolo settimane di gravidanza. Calcolatore settimana e data del parto dall’ultimo ciclo mestruale
Calcolo settimane di gravidanza online Calcola la settimana di gravidanza con il calcolatore Con quest' app potrai calcolare con facilità a quale settimana di gravidanza sei, dovrai solo inserire la data del primo giorno dell’ultima mestruazione e saprai con precisione settimana e giorni di gravidanza. Sommario Calcolatore settimane di gravidanza online I Come si calcolano le settimane I Settimane e giorni I Calcolo con il regolo ostetrico I Calcolo per il ginecologo I Epoca gestazionale I Calcolo dal concepimento I Come calcolare le settimane con BHCG I Calcolo in procreazione medicalmente assistita I Data presunta parto I Corrispondenza mesi di gravidanza I Settimane mesi e trimestri I Settimane in gravidanza maschio o femmina Come si calcolano le settimane di gravidanza, cose da sapere Il periodo di gestazione è convenzionalmente fissato in nove mesi , anche se, in realtà, la gravidanza dura all' incirca 280 giorni , che corrispondono a 10 mesi lunari di 28 giorni, ossia le famose 40 settimane di cui si sente sempre parlare durante i controlli dal ginecologo. In ambito ostetrico, di fatto, il tempo della dolce attesa viene calcolato in settimane di gravidanza, seguendo il metodo anglosassone che misura la durata della maternità in 40 settimane a partire dal primo giorno dell'ultima mestruazione. Il calcolo settimana di gravidanza non si fa dal giorno in cui il bambino è stato concepito ma dal primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale, chiamato anche LMP, Last Mestrual Period, che corrisponde all' incirca a due settimane prima dell’ovulazione, se si ha un ciclo regolare. Settimane e giorni Partendo dalla data dell’ultima mestruazione è possibile conteggiare con precisione a quante settimane di gravidanza ci si trova in quel determinato giorno, infatti, ottenuta la settimana di gestazione si possono calcolare anche i giorni esatti della settimana per 7 giorni, data in cui cambierà la settimana. Facciamo un esempio: se oggi è lunedì e ci si trova ipoteticamente alla 10ma settimana esatta, si inizia a contare 10+1 giorno, 10+2, 10+3, 10+4, 10+5, 10+6 fino ad arrivare al lunedì successivo in cui si entra alla 11+0 settimana . Tranquilla mamma, non dovrai fare questi calcoli, con il calcolatore della gravidanza dovrai solo inserire la data dell’ultima mestruazione per sapere con esattezza a che settimana ti trovi. Il calcolo delle settimane di gravidanza con il regolo ostetrico e ultimo ciclo Un metodo pratico utilizzato come calcola settimane di gravidanza è il regolo ostetrico, la rotellina che vedete spesso in mano all' ostetrica durante le visite. I regoli ostetrici sono molto comodi perché consentono di calcolare con facilità non solo la data presunta del parto ma anche l’età gestazionale al momento della visita. Calcolo delle settimane di gravidanza per il ginecologo Per il ginecologo e l’ostetrica è fondamentale il conteggio della gravidanza settimana per settimana in modo da poter verificare se il bambino sta crescendo correttamente , in relazione alle curve di crescita ecografiche , e pianificare analisi, controlli ed ecografie nel calendario della gravidanza. Calcolo settimane gravidanza con l’ecografia e l’epoca gestazionale Ai fini di una corretta datazione della gravidanza in relazione all' epoca gestazione, l’ecografia fornisce un dato esatto su quanto il bambino è grande in rapporto alle mancate mestruazioni della mamma. I moderni ecografi consentono di misurare con precisione la grandezza dell’embrione e confrontare il dato con la crescita teorica che il bambino dovrebbe aver in quelle settimane (denominata età ecografica). La prima ecografia dovrebbe avvenire prima della 12 settimana di gravidanza ; infatti, queste settimane sono le più indicate per accertare la misura esatta del feto o dell’embrione. Dalla 6 settimana fino alla 12 settimana per calcolatore delle settimane di gravidanza si utilizza il Crl , ossia la misurazione della lunghezza vertice sacro del feto che fornisce una stima delle settimane fetali con una precisione di più o meno 4 giorni. Dopo il terzo mese per calcolare la settimana gravidanza si utilizzano altre misurazioni come il diametro biparietale. Quando si ridata la settimana di gravidanza con l’età fetale Nei casi in cui vi è una forte discrepanza tra il calcolo delle settimane di gestazione, ultima mestruazione e datazione ecografica del feto, viene fatta una ri-datazione della gravidanza cambiando la data dell’ultimo ciclo in rapporto a quanto effettivamente è grande il bambino. La ri datazione è molto comune nei casi di ciclo irregolare in cui l’ovulazione non avviene al 14 giorno esatto , e quindi il bambino può essere stato concepito prima o dopo; oppure nei casi in cui la mamma ha avuto perdite ematiche in corrispondenza della scadenza mestruale, scambiate per mestruazioni quando invece erano perdite da impianto confondendo, quindi, la data dell’ultimo ciclo. Calcolo della settimana di gestazione dal concepimento Il calcolo delle settimane di gestazione dal concepimento si può effettuare nei casi in cui si è certi di conoscere la data esatta della fecondazione. In genere le donne riescono a evidenziare il giorno dell’ovulazione quando hanno una profonda conoscenza del proprio ciclo mestruale e del periodo fertile utilizzando metodi come: la rilevazione della temperatura basale , in cui è possibile identificare come data di inizio della gravidanza il giorno di innalzamento della curva termica Utilizzo degli stick di ovulazione Monitoraggio ecografico follicolare Per calcolare le settimane di gestazione dalla fecondazione è necessario aggiungere al giorno dell’ovulazione 266 giorni , ossia 38 settimane, per arrivare alla data presuntiva del parto. Certamente il calcolo esatto dal concepimento risulta molto difficoltoso nei casi di ovulazione tardiva o di ciclo irregolare. Come calcolare le settimane di gravidanza con BHCG I test di gravidanza consentono di rilevare l’ormone Bhcg nelle urine o nel sangue per sapere se si è incinta o meno. Negli ultimi anni vi sono addirittura test rapidi alle urine che permettono di sapere non solo se si è in attesa ma anche il numero delle settimane. Il calcolo delle settimane di gravidanza in questi casi, si effettua mediante il dosaggio della quantità di ormone contenuto nelle urine o nel sangue materno per contare approssimativamente le settimane di gravidanza. La quantità di ormone Bhcg, infatti, aumenta con le settimane di gravidanza e quindi ad ogni settimana corrisponde un range diverso. Contare le settimane di gravidanza in procreazione medicalmente assistita Nei casi di procreazione medicalmente assistita, come Fivet, Icsi, Iui, è necessario tenere in considerazione non solo la data dell’ultimo ciclo mestruale ma anche la data esatta del transfert, inseminazione dell’embrione, per datare correttamente la dolce attesa. Alla data della fecondazione in vitro bisogna sottrarre 14 giorni, quest' ultima data sarà utilizzata come giorno dell’ultima mestruazione per effettuare tutti i calcoli come per un concepimento naturale. Calcolo delle settimane e data presunta parto È bene tenere il conto delle settimane gestazionali soprattutto quando si è in vista della nascita del bambino; infatti, quando si avvicina la data del parto il calendario dei controlli ostetrici si fa più fitto. La dpp, data presunta parto può essere calcolata applicando la regola di Naegel. Alla data del primo giorno dell’ultima mestruazione si aggiungono 7 giorni e poi si sottraggono 3 mesi, il risultato sarà la data del termine di gravidanza. Facciamo un esempio, se la data dell’ultima mestruazione è il 10 luglio, si aggiungono 7 giorni, quindi 17, poi si sottraggono 3 mesi; l’epoca presunta parto sarà il 17 aprile dell’anno successivo. Tabella settimane di gestazione e corrispondenza mesi di gravidanza Anche dopo più gravidanze ci si può confondere con il conteggio e i calcoli delle settimane, di seguito trovate un comodo contatore per sapere con precisone a che mese si è. Come calcolare i mesi di gravidanza Primo mese: dal primo giorno dell'ultima mestruazione fino a 4 settimane + 3 giorni (0ws - 4w+3). Secondo mese : da 4 settimane + 4 giorni a 8 settimane + 5 giorni (4ws+4 - 8w+5). Terzo mese : da 8 settimane + 6 giorni a 13 settimane + 1 giorno (8ws+6 - 13w+1). Quarto mese : da 13 settimane + 2 giorni a 17 settimane + 4 giorni (13ws+2 - 17w+4). Quinto mese : da 17 settimane + 5 giorni a 21 settimane + 6 giorni (17ws+5 a 21w+6). Sesto mese : da 22 settimane + 0 giorni a 26 settimane + 2 giorni (22ws - 26w+2). Settimo mese : da 26 settimane + 3 giorni a 30 settimane + 4 giorni (26ws+3 - 30w+4). Ottavo mese : da 30 settimane + 5 giorni a 35 settimane + 0 giorni (30ws+5 - 35w). Nono mese : da 35 settimane + 1 giorno a 40 settimane + 0 giorni (35ws+1 - 40w). Settimane mesi e trimestri, capire come si contano La calcolatrice delle settimane di gestazione prende in considerazione anche i trimestri che sono 3, ecco come si contano le settimane di gravidanza in trimestri. Il primo trimestre di gravidanza inizia la prima settimana e finisce nella tredicesima (1-13 settimane); Il secondo trimestre di gravidanza inizia la quattordicesima settimana e finisce la ventottesima (14-28 settimane); Il terzo trimestre di gravidanza inizia la ventinovesima settimana di gravidanza e finisce la quarantesima (29-40 settimane). Come calcolare le settimane in gravidanza maschio o femmina Per sapere il sesso del nascituro le settimane di gravidanza hanno un peso cruciale. Generalmente prima del 3-4 mese è difficile conoscere il sesso del bambino mediante l’ecografia a meno che non ci si sottoponga a test invasivi come la villocentesi , l’ amniocentesi oppure il moderno test al sangue materno del DNA fetale, NIPPT test. Normalmente i caratteri sessuali del bambino sono ben visibili nel secondo trimestre attraverso l' ecografia morfologica che si esegue tra la 19+0 settimana e la 21+0 settimana. Calcolo settimane di gravidanza in relazione al parto Anche il parto, in base alle settimane in cui si verifica è suddiviso in a termine quando il parto avviene tra le 37 e le 41 settimane; pretermine (o parto prematuro) se il parto avviene prima della trentasettesima settimana; protratta (o oltre il termine) quando il bambino nasce a 42 settimane o oltre di gravidanza. Cara mamma spero di esserti stata di aiuto, ricorda di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata. Mammamather ostetrica tascabile
- Massaggio perineo gravidanza. Come fare il massaggio perineale per parto, olio massaggi ed esercizi
Massaggio perineo pelvico in gravidanza, tutto quello che devi sapere Il perineo durante il parto svolge un ruolo importantissimo, infatti tramite la sua distensione permette la fuoriuscita della testa del neonato da canale vaginale e quindi la nascita del bambino. Con un buon massaggio perineale durante la gravidanza è possibile elasticizzare i muscoli vaginali. Vediamo come fare il massaggio vaginale in gravidanza, che olio per il perineo usare, quando fare i massaggi perineali per preparare il pavimento pelvico, evitare l’episiotomia e il dolore perineo al parto. Cos'è il perineo? Il perineo è una piccola regione anatomica situata nella vulva femminile, ha una forma romboidale ed è attraversata da numerosi fasci muscolari che formano una sorta di rete che racchiude la cavità addominale e pelvica. La funzione principale della zona perineale è quella di contenere gli organi interni: utero, vescica e retto, nonché di contribuire alla continenza urinaria e fecale. Negli ultimi anni questa piccolissima, ma importantissima zona pelvica, è stata studiata a fondo per comprendere e migliorare le dinamiche del parto. Dalle ricerche, infatti, si è capito che una corretta preparazione del perineo durante la gravidanza rappresenta un validissimo aiuto per prevenire lacerazioni vaginali o episiotomia durante il parto. Quindi il massaggio pelvico femminile è quello di migliorare il tono e l’elasticità del perineo in modo da renderlo capace di sostenere il passaggio della testa fetale senza subire traumatismi Anatomia del perineo, dove si trova e a cosa serve il pavimento pelvico Dove si trova il perineo femminile Il perineo femminili è un insieme di muscoli e legamenti posti alla base dell’addome, tra il pube e il coccige, che ha la funzione di sostenere gli organi interni: vescica, uretra, utero e intestino. A cosa serve il perineo e il pavimento pelvico La funzione della zona perineale è dare contenimento e sostegno agli organi interni ma anche di regolare la minzione e la defecazione, infatti, senza la contenzione perineale sarebbe quasi impossibile trattenere feci e urina. Oltre al compito di controllare gli organi addominali, la zona perineale femminile svolge un’importante attività nella vita sessuale della donna e durante il parto in particolare nel passaggio della testa fetale nel canale da parto. Vagina e zona perineo durante il parto naturale spontaneo Durante il parto, a causa del passaggio della testa fetale, il perineo è stirato al massimo e se non è in grado di reggere la forte pressione potrà essere soggetto a lacerazioni; oppure, se i sanitari non lo reputano particolarmente elastico verrà praticata l’episiotomia (un piccolo taglietto) per facilitare la fuoriuscita del bambino. Appare chiaro che la preparazione del tessuto perineale, con il massaggio del perineo in gravidanza, consente di elasticizzare i muscoli vaginali coinvolti nel parto e rendere il perineo elastico con l'utilizzo di un apposito olio per massaggio perineale. Massaggio del perineo in gravidanza, a cosa serve? Massaggiare il perineo durante il terzo trimestre di gravidanza rappresenta l’alleato migliore per preparare il pavimento pelvico al parto. Lo scopo del massaggio perineale è quello di migliorare il tono e l’elasticità del perineo in modo da renderlo capace di sostenere il passaggio della testa fetale senza subire traumatismi. Massaggio al perineo: quando iniziare I massaggi in gravidanza sono consigliati a partire dalla 36 settimana di gravidanza. Per essere efficace il massaggio pelvico deve essere eseguito con costanza, preferibilmente due volte al giorno, utilizzando un olio per massaggio perineo che elasticizza la pelle. Si può utilizzare o un olio naturale (di oliva o di germogli di grano) o uno speciale olio per massaggi perineali come l' olio per massaggio perineale Weleda. Il massaggio perineale consiste in movimenti costanti e ripetuti che favoriscono l’elasticità del pavimento pelvico. Massaggio perineale in gravidanza come si fa? Il massaggio alla vagina può essere eseguito da sole o con l’auto del partner. Massaggio perineo istruzioni per come fare Prima di iniziare il massaggio fai la pipì, lava bene le mani e taglia le unghie in modo da non graffiarti. Mettiti in un posto al caldo e dove non sarai disturbata; Sistemati in una posizione comoda magari sollevando un piede sul bordo del bidet o su uno sgabello; La modalità di applicazione prevede l’utilizzo del pollice e dell’indice; Versa un qualche goccia di olio sulla punta delle dita e posiziona il pollice all’ interno dell’introito vaginale e l’indice all’ esterno a livello del perineo; Per un buon massaggio al perineo i movimenti devono essere circolari e le dita devono esercitare una leggera pressione. Il massaggio al perineo femminile funziona Il massaggio aiuta a preparare il perineo rendendolo elastico ed evitando il rischio di ricorrere all’episiotomia durante il parto, il piccolo taglietto che viene eseguito sul perineo per facilitare la fuoriuscita del bambino. La preparazione del perineo aiuta a mantenere in salute il pavimento pelvico e diminuisce il rischio di episiotomia e di eventuali di infezione a seguito dei punti. Nel video massaggio perineo qui sotto puoi vedere passo passo passo come fare il massaggio vaginale Video tutorial su come massaggiare il perineo Olio per massaggio perineo Ecco gli olio perineo migliori per il massaggio perineale in gravidanza Olio perineo Weleda L’ olio perineo Weleda è totalmente naturale, appositamente studiato per massaggiare il perineo rendendolo elastico. Olio Weleda è consigliato da ostetrici e ginecologi perché, se usato con costanza, aiuta a migliorare l’elasticità del tessuto perineale riducendo il rischio di lacerazioni, inoltre usato in puerperio consente un recupero più veloce della zona perineale. L’ esclusiva formula con oli essenziali di rosa canina centifoglia, salvia e geranio sono un vero balsamo per i genitali femminili. Olio Weleda perineo in offerta per te Olio per il perineo Suavenix L’ Olio per il massaggio perineale Suavenix è un trattamento specifico per le parti intime femminili che aiuta a donare elasticità e flessibilità al perineo. Dopo il parto l’olio migliora il processo di cicatrizzazione e di microtraumi dell’orifizio vaginale. Miscela di oli 100% vegetali. Olio per perineo Inca Inchi L’ olio Inca Inchi è totalmente biologico, ricco di omega 3, che assicurano un perineo elastico con il minor rischio di lacerazioni vaginali. Olio per massaggio perineale di Cocco biologico L’ olio di cocco da sempre è un alleato delle donne. Prodotto solo con noci di cocco fresche senza additivi o conservanti. La produzione è priva di fermentazione, sbiancamento, il tutto totalmente certificato. L’ olio di cocco è multiuso può essere sia mangiato sia utilizzato come prodotto cosmetico sia come olio per il massaggio perineale. Un prodotto che una volta provato diventa indispensabile per ogni donna. Olio massaggio perineale di mandorle biologico L’ olio di mandorle non dovrebbe mai mancare nel beauty case di una donna in gravidanza. Utilizzato sull’ addome già dalle prime settimane di gestazione aiuta a prevenire le smagliature, a termine di gravidanza usato per trattare il perineo gli conferisce elasticità e morbidezza. L’olio di mandorle Aiesi è puro al 100%, spremuto a freddo tanto che è indicato sia per uso alimentare che cosmetico Il prezzo è un vero affare. Esercizi per il pavimento pelvico in gravidanza La ginnastica perineale consente di rinforzare il perineo e di aumentarne l’elasticità. Gli esercizi perineali e il movimento pelvico sono molto semplici e possono essere svolti in qualsiasi momento del giorno. 1 Esercizio di preparazione del perineo al parto Contrarre i muscoli dell’ano, allo stesso modo contrarre i muscoli pelvici come per trattenere la pipì. Fare questo esercizio velocemente, rilasciando e contraendo rapidamente per 5 minuti 2 Esercizio pelvico Contrarre i muscoli dell’ano e del pavimento pelvico lentamente, tendendo la contrazione contando fino a 10 poi rilasciare. Eseguire 3 serie da 8 contrazioni al giorno e in qualunque momento della giornata. Si può praticare questo esercizio mentre si tossisce o starnutisce, diventerà pian piano naturale farlo. Bene futura mamma, spero di esserti stata di aiuto, ricordati di iscriverti alla news-letter per rimanere sempre aggiornata, potrai avere il corso preparto Mammamather a soli 5 euro. Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon. Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto 10% spendendo almeno 400€ o un 15% quando spendi più di 800€ nella tua Lista di nascita Cosa aspetti fai subito la tua Lista nascita! Fai il corso preparto mamma mather Il corso preparto si focalizza sulla preparazione alla nascita, comprese le scelte sul parto come: Le posizioni da assumere durante il travaglio di parto; la preparazione del perineo; l’episiotomia; l’autocura nel post partum; l’assistenza al neonato e tanto altro. 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- Iniezione sottocutanea. Sedi e procedura via di somministrazione puntura sotto cute e sotto pelle
Iniezione sottocutanea ecco per te una pratica guida sulla somministrazione sottocutanea Sommario Somministrazione sottocutanea I Dove si fanno le punture sottocute I Materiale occorrente I Tecnica e procedura I Reazioni avverse I Farmaci e soluzioni sottocutanee Somministrazione per via sottocutanea L’iniezione sottocutanea è una delle procedure più utilizzate nella somministrazione di piccole quantità di farmaci quali eparina ed insulina per terapie sia in ospedale, che a casa della persona trattata. Cosa si somministra per via sottocutanea La somministrazione con punture sottocutanee viene scelta per farmaci che necessitano di una continua e lenta diffusione nel tempo. Le iniezioni sottocute vengono realizzata con apposite siringhe sottocutanee che talvolta vengono fornite complete di farmaco già dosato, come alcune eparine, oppure come nel caso di alcuni tipi di siringa insulina direttamente tramite delle penne, che permettono di caricare le unità da somministrare e di effettuare l’iniezione cliccando su di un pulsante. Iniezioni sottocutanee dove farle? Eseguire la procedura di iniezione sottocutanea correttamente permette di ridurre al minimo i possibili effetti avversi che sono rappresentati da lividi, dolore e nei casi più sfortunati lipodistrofie. I siti di iniezione raccomandati per la pratica delle punture sotto pelle sono rappresentati da: Addome Cosce Braccia Puntura sottopelle nell' addome (pancia) A livello dell’addome l'iniezione sottocutanea va praticata nella zona periombelicale (intorno all’ombelico), per i soggetti che hanno subito un intervento a livello addominale è preferibile evitare la pancia come sito di iniezione. Puntura sottocute alle cosce A livello della coscia l’iniezione va praticata nella zona laterale; dividendo la coscia a metà lungo la sua lunghezza, l’iniezione va eseguita nella porzione superiore. Iniezione sottocutanea braccio La procedura prevede la somministrazione a livello delle braccia nella porzione esterna superiore. È importante cambiare sito d’iniezione fra una somministrazione e l’altra, alternando anche il lato destro con il lato sinistro. Materiale occorrente per una iniezione sottocutanea Siringa sottocutanea con specifico ago sottocutaneo (chiamato anche ago da insulina) che può avere il farmaco già pronto nel caso dell’eparina o che deve essere a UI (Unità Internazionali) per la somministrazione di insulina, o penne; Farmaco; Cotone o garza; Antisettico. Agli sottocutanei Ago 4, 5 e 6 mm: Utilizzato generalmente nelle penne pre-riempite e nelle siringhe insuliniche. Ago 16 mm: ago classico delle siringhe da insulina. Come fare una puntura sottocutanea? Tecnica e procedura La tecnica per realizzare un’iniezione sottocutanea è la seguente: Preparare la siringa o la penna con il farmaco da somministrare, eliminando le bolle d’aria (la bolla d’aria che è presente nelle siringhe già pronte non va eliminata); Disinfettare la zona scelta con il cotone o la garza imbevuti di antisettico; Afferrare con la mano non dominante la zona scelta per l’iniezione a mo’ di pizzicotto e pungere al centro, l’ago va inserito con un’angolazione di 45° (obliquo, diagonale); Iniettare il farmaco, non è necessario aspirare, tenendo “il pizzicotto di pelle” fra le dita; Terminata la somministrazione estrarre l’ago ed esercitare una leggera pressione con il cotone o la garza senza massaggiare; Controllare che non siano comparsi lividi o altri effetti avversi come un ematoma sottocutaneo Inclinazione dell’ago Gli aghi da 4 e 5 mm possono essere inseriti nella cute a 90°, mentre per gli aghi da 6 mm o più va eseguita la tecnica della plica (o del “pizzicotto”) oppure inseriti con un’angolatura di 45°. Per i pazienti particolarmente magri, nelle somministrazioni sull'addome o sugli arti è consigliabile la plica o l'angolatura a 45° anche utilizzando un ago di 4 mm. Non va mai eseguita la manovra di Lesser (pressione negativa prima dell'iniezione) Tecnica della plica La procedura della plica consiste nel raccogliere il tessuto adiposo dello strato sottocutaneo, in questo modo si garantisce che il farmaco venga somministrato nel pannicolo adiposo anche quando si utilizzano aghi più lunghi di 6 mm. La puntura può essere somministrata con una inclinazione di 90° rispetto al piano cutaneo. Reazioni avverse delle punture sottopelle Gli effetti avversi conseguenti alla infusione sottocutanea sono molto rari e sono costituiti da: Edema locale (causato dal cattivo assorbimento soprattutto nei casi di ipoprotidemia); Gonfiore; Indurimento; Eritema; Dolore; Infezioni; Necrosi cutanea totale. L’iniezione sottocutanea è una procedura ampiamente utilizzata per molte terapie; è importante quindi conoscerne la corretta procedura per evitare una scorretta somministrazione del farmaco. Per qualsiasi dubbio riguardante la procedura bisogna chiedere al proprio medico o infermiere di fiducia, che spiegheranno la procedura chiarendo ogni perplessità o incertezza. Farmaci che si somministrano per via sottocutanea Punture di Eparina bemiparina (Ivor®); enoxaparina (Clexane®, Clexane T®); nadroparina (Fraxodi®, Fraxiparina®, Seledie®, Seleparina®); parnaparina (Fluxum®). Punture di Insulina Glulisina (Apidra) Aspart (Novorapid) Lispro (Humalog) Glargina (Lantus) Rapida ( Actrapid HM, Humulin R, Bio-Insulin R) Intermedia (Protaphane HM, hUMULIN I, Bio-InsulinI) Protratta (Ultraretard HM, Humulin L) Ultralenta (Humulin U) Premiscelata 10/90 -20/80- 30/70-40/60-50/50 umana (Actraphane HIM, Humulin, Bio-Insulin) Premiscelata animale (Rapitard Mc) Altre terapie somministrabili sotto cute Vaccini Morfina cloridrato: infusione continua sottocute Morfina solfato: iniezione sottocute Buprenorfina: infusione continua sottopelle Temgesic: puntura sottocute Tramadolo (Contramal) infusione continua sottocute Ketoprofene: puntura sottocute Diclofenac (Voltaren): infusione continua sottocute Ketorolac (Toradol, Lixidol) infusione continua sottocute Scopolamina butilbromuro (Buscopan): Iniezione sottocute Metoclopramide (Plasil): infusione continua sottocute Aloperidolo (Haldol, Serenase): puntura sottocute Desametasone (es. Soldesam): puntura sottocute Furosemide (es Lasix)iniezione sottocute Mammamather e Dott.ssa Federica Panebianco
- Cosa mettere nella lista nascita bambino 2022. Cosa serve, regali, quando fare la lista bebè
Dovete fare la lista regali e non sai cosa mettere nella lista nascita, quando iniziare a farla e come comunicare ad amici e pareti la lista bebè che avete compilato? Niente paura, in questo articolo troverai tutte le risposte sulla lista nascita, l’elenco dei prodotti e delle cose necessarie per neonato, a cosa serve la lista bimbo, dove comprare l’occorrente e come compilare una lista nascita completa sia al negozio che online. Sommario Lista nascita Dove fare la lista nascita? Come comunicare la lista nascita Quando fare la lista di nascita Cosa mettere nella lista nascita? Come fare la lista nascita Lista nascita cosa serve per un neonato Vestiti e abbigliamento neonato Biancheria neonato Prodotti per neonati Lista per le poppate del neonato Cameretta neonato Prodotti allattamento al seno Prodotti allattamento artificiale Esempio di lista nascita da stampare in Pdf Lista nascita Compilare la lista nascita è uno dei momenti più belli e divertenti per mamma e papà. Si tratta di stilare un elenco di oggetti di puericultura e per l’infanzia che i genitori scelgono e condividono con amici e parenti. I vantaggi di avere una lista neonato sono molteplici: poter scegliere gli oggetti secondo il proprio gusto personale e le proprie esigenze; non ricevere regali inutili o non graditi; non avere regali doppi o uguali. Per tutti quelli che si chiedono se la lista nascita è utile e serve davvero la risposta è sicuramente sì, la lista nascita è utile. Dove fare la lista nascita? La lista bebè può essere fatta in un negozio oppure online. Leggete sempre il regolamento e l’eventuale obbligo di acquisto degli oggetti non scelti. Lista nascita in negozio La lista nascita si fa in un negozio per l’infanzia, si compila la lista degli oggetti desiderati e si lascia in negozio. Chi vorrà farvi un regalo dovrà andare in quell’ esercizio commerciale e acquistare il regalo. L’ inconveniente di questo tipo di liste nascita è che non sempre il punto vendita è rifornito di tutto ciò che serve quindi si rischia o di fare una lista incompleta o di essere costretti a fare più liste in negozi diversi. Lista nascita online In questo momento di pandemia compilare una lista nascita online è sicuramente vantaggioso perché anche i parenti lontani possono fare un regalino per il lieto evento che vi arriverà direttamente a casa. I vantaggi delle liste nascita online sono molti, innanzitutto sono complete, fornite di tutti i modelli e colori, multimarche senza contare che il regalo vi arriverà direttamente a casa. Un esempio di lista baby online è quella Amazon che offre alle mamme un regalo di benvenuto e dei buoni sconto. Cliccando qui accedi al link per la compilazione della lista su Amazon. Chi vorrà farvi un dono dovrà solo scegliere tra i prodotti in lista in relazione alla cifra che vuole spendere e il pacco vi arriverà direttamente a casa. Come comunicare la lista nascita Ci sono molti modi carini per comunicare la lista nascita, potete fare dei bigliettini da spedire dove inserite il negozio fisico per le liste nascita tradizionali o l’indirizzo web per le liste nascita online. In alternativa potete creare un gruppo WhatsApp, Telegram o Facebook dove condividete la lista e aggiornate i vostri cari su come procede la gestazione. Quando fare la lista di nascita Non riducetevi all’ ultimo momento per fare la lista. Iniziate per tempo e valutate ogni oggetto da inserire. Cercate di avere la lista pronta in vista dell’ottavo mese. Cosa mettere nella lista nascita? I preparativi sono sicuramente i momenti più belli della gravidanza, la preparazione del corredino e degli oggetti nascita sono momenti indimenticabili. La lista bebè deve comprendere cose utili per i neonati, senza esagerare negli acquisti in considerazione che i bambini crescono in fretta. Sarebbe opportuno acquistare solo le cose essenziali senza eccedere troppo. Come fare la lista nascita La lista nascita deve essere stilata in maniera ponderata e mai di impulso. Vedere dondolini, passeggini, culle e copertine è sicuramente invogliante ma il neonato non ha bisogno di molte cose. Fate mente locale di quello che vi serve davvero, sicuramente se siete al secondo bambino avrete già in casa molte cose del primo figlio; invece, in caso di gravidanza gemellare vi serviranno il doppio delle cose. Scrivete su un foglio una lista di oggetti per il bimbo che vi vengono in mente e suddividete gli articoli in tre categorie: Indispensabili; Utili e belli da avere; Inutili. Poi fate un calcolo di quante persone in media vi faranno un regalo per la nascita del bambino. A questo punto includete nella lista il numero di oggetti per quante sono le persone che vi omaggeranno di un dono. Nella lista per neonato definitiva scrivete per prima gli oggetti indispensabili e poi quelli utili e belli da avere e infine quelli inutili. Lista nascita cosa serve per un neonato, prodotti indispensabili Ecco quello che serve per la nascita di un neonato 8 Body neonato misura 0 6Tutine 6Tutine con piedini 6 Paia di calze 2 Felpe o cardigan o golfini 2 Cappellini 10 Bavaglini 1 Paio di muffole 2 Sacco nanna 4 Paia di lenzuola culletta e carrozzina 2 Tappetini impermeabile 2 Coprimaterasso per culla 2 Copertine 2 Asciugamani 10 Mussole Pannolini misura 0 Bagnoschiuma per bambini Shampoo per bambini Olio per neonati Crema cambio pannolino Salviettine neonati Quadrati di garza Forbicine per neonato Pettinino e spazzola Vaschetta bagnetto Aspiratore nasale Termometro neonati Biberon Tiralatte Cuscino allattamento Ciuccio Sterilizzatore Culla Materasso culla Monitor bebè Fasciatoio Bidone pannolini Carrozzina, passeggino o trio Seggiolino auto Borsa cambio neonato Marsupio neonato o fascia porta bebè Sdraietta o ovetto Seggiolone Prodotti allattamento al seno 2 Reggiseni allattamento Coppette assorbilatte Crema per capezzoli doloranti Prodotti allattamento artificiale Scovolino per biberon Scaldabiberon Portabiberon termico Vestiti e abbigliamento neonato Gli acquisti dei vestiti per neonato sono momento divertente: quei minuscoli, colorati e carinissimi vestitini. Evitate però di esagerare nelle compere soprattutto con le taglie piccole dei vestitini perché neonati crescono in fretta L’ abbigliamento per neonati può essere acquistato in negozi per bambini, online oppure fatto a mano, l'importante però è che gli abiti siano lavabili e costituiti da materiale morbido per la delicata pelle del bebè. Body neonato I body per neonato sono di due tipologie: che si aprono sul davanti con i bottoni automatici sui lati quelli classici con i bottoni automatici sul cavallo. I body bimbo aperti sul davanti sono da preferire nelle prime settimane poiché fino a quando il moncone ombelicale non si stacca è meglio evitare lo sfregamento, cosa che può succedere nella vestizione del neonato con un body per bambini tradizionale. Una volta staccato il moncone potrete passare ai body interi. Per i primi giorni il neonato ha bisogno di body a manica lunga anche in estate, poi in base alla stagione si potrà passare ai body a manica corta. Regolatevi in questo modo: In estate body in cotone; In autunno body fresco di lana; In inverno body di lana; In primavera body caldo cotone. Tutine neonato e neonata Per vestire i neonati la scelta migliore sono le tutine, a manica corta o lunga assecondo che sia estate o inverno. Per i primissimi giorni le tutine migliori sono quelle che hanno aperture con automatici sul sedere poiché consentono un facile accesso al pannolino mantenendo caldo e coperto il pancino del neonato. Un’altra opzione per i primi giorni sono le tutine intere tradizionali, ci si può sbizzarrire tra i tanti modelli che ci sono sul mercato. Tutine con i piedini Le tutine con i piedini sono composte da un unico pezzo che copre anche i piedi. Questa tipologia di tutina per neonati è molto comoda e pratica poiché i calzini di rado rimangono al loro posto, in questo modo invece, si evitano di perderli e si tengono al caldo i piedini. Assicuratevi che le tutine intere abbiano i bottoni automatici o i bottoni tradizionali sul cavallo altrimenti sarete costretti a svestire il bebè ad ogni cambio pannolino. Pagliaccetti I pagliaccetti sono indumenti interi a maniche corte o lunghe, con o senza gambe che in genere si chiudono con gli automatici sul cavallo e lungo le gambe. Potete trovare pagliaccetti sia per bambine che per bambini molto alla moda. Tutine spezzate neonato Le tutine spezzate sono capi vezzosi ma meno pratici quanto le tutine intere. Molto utili sono le tutine in ciniglia per l’inverno, optate per quelle con gli automatici in vita così i pantaloni non scivoleranno giù e la maglietta non salirà. Calze neonati Acquistate più paia di calzette per neonato perché si perdono molto facilmente. Assicuratevi che il modello di calzini non stringa troppo le gambine del piccolo. Durante la gravidanza potete cimentarvi a fare con i ferri dei calzini di lana che terranno i piedini del bebè al caldo durante l’inverno, per l’estate invece scegliete calzini di cotone. Scarpine neonato Le scarpe neonato sono molto carine ma attenzione perché i bambini le perdono con molta probabilità. Prima di acquistare delle scarpette assicuratevi di scegliere un modello che prometta di rimanere al suo posto. Felpe e cardigan neonato Acquistate una felpa o un cardigan per i mesi caldi e almeno due per i mesi invernali. Per l’estate potete scegliere una felpa in cotone mentre per l’inverno meglio un cardigan di lana. Trovate moltissimi modelli per vestire il neonato a strati come: maglioni, pullover e giacche, oppure se lavorate a maglia potete realizzare un cardigan fatto a mano. Attenzionate che questi capi siano lavabili, facili da mettere e togliere e privi di cordini. Cappellino neonato I cappellini alla nascita sono indispensabili. I bimbi che nascono d'estate hanno bisogno di almeno un berrettino leggero; invece, i bambini che nascono in inverno hanno bisogno di uno o più cappelli in modo che la testa rimanga sempre al caldo. Gran parte del calore corporeo dei neonati si disperde dalla testa e dato che il capo di un bimbo è sproporzionatamente grande si rischia una grande perdita di calore. Scegliete modelli di cappellini che coprano la testa e le orecchie del bebè ma che non siano troppo aderenti. Bavaglini I bavaglini sono l'oggetto che in assoluto non deve mai mancare in una lista nascita e nel corredino. Il bavaglino protegge i vestiti dai rigurgiti e dalla bava. Considerate di acquistare una buona quantità di bavette in modo da averne una scorta nel cassetto. Muffole Le muffole sono una sorta di guantini che evitano le mani fredde del neonato. In estate potete scegliere una muffola di cotone, in inverno una di lana. Sacco nanna Negli ultimi anni i pediatri consigliano di utilizzare il sacco nanna quando il neonato dorme. Si tratta di una sorta di sacchetto che tiene il bebè al calduccio senza bisogno di piumino o copertina evitando in questo modo il rischio di soffocamento o di Sids (morte in culla). In commercio trovate sia il sacco nanna invernale sia sacchi bimbo in cotone per l’estate. Il sacchetto per neonati è comodo come una copertina ma indossabile offrendo spazio al piccolo per scalciare e muovere le manine. Biancheria neonato La biancheria per il neonato deve essere di morbido tessuto adatto alla delicata pelle del bebè. Lenzuola culletta e lenzuola per carrozzina Sia i lenzuolini culla che per carrozzina vanno bene di qualsiasi colore. Per questioni di sicurezza i lenzuolini culla devono essere molto aderenti in modo che non si allentino nel materasso. Potete acquistare delle lenzuola culla elasticizzate sugli angoli. Vi serviranno circa 3, 4 completi culla specialmente se il bambino rigurgita molto e dovrete cambiare spesso la biancheria della culla. Per ragioni di sicurezza è sempre da evitare l’utilizzo di lenzuola molto ampie. Tappetino impermeabile Il numero dei tappetini impermeabili dipende dalla quantità di superfici che dovete proteggere. Vi serve almeno un tappetino impermeabile per la culla da mettere sotto il coprimaterasso. In commercio ci sono anche coprimaterasso per culle impermeabili. Coprimaterasso per culla Il coprimaterasso per culla serve a proteggere il materasso da eventuali macchie, infatti, viene chiamato anche salvamaterasso. Come per i lenzuolini il coprimaterasso per culla deve essere molto aderente. Evitate di acquistare i coprimaterassi con il lato superiore felpato. Copertine neonato Le copertine vanno bene per tenere in braccio in neonato, oppure per tenerlo al caldo sul seggiolino o nel passeggino. Sono assolutamente sconsigliati i piumoni o le copertine nella culla perché aumentano il rischio di morte in culla. I pediatri consigliano il sacco nanna durante il sonno del bebè dal momento che qualsiasi tipo di biancheria ampia rappresenta un fattore di rischio. La copertina deve essere calda per l'inverno (lana, pile, ciniglia) e fresca per l'estate (cotone). Qualsiasi tessuto scegliete per la copertina l'importante è che sia morbido e che non graffi o irriti la delicata pelle del bebè Accappatoio e asciugamano per neonato Gli asciugamani neonato con cappuccio sono i migliori perché mantengono la testa calda dopo il bagnetto. Acquistate asciugamani di morbida spugna, in cotone o a nido d’ape. Inizialmente vi serviranno almeno due asciugamani bimbo. Mussole Le mussole sono versatili e utili per tutto. La mussola può essere usata per proteggere le vostre spalle quando il neonato rigurgita o per coprire il passeggino prima di poggiare il bebè. Per iniziare vi serviranno una dozzina di teli mussola per neonato. Pannolini I neonati hanno bisogno di molti pannolini. Potete scegliere tra i: pannolini usa e getta; pannolini di stoffa. I pannolini usa e getta sono sicuramente comodi, hanno prezzi e materiali differenti. Per i primi giorni acquistate i pannolini della misura più piccola. I pannolini lavabili sono una scelta green ecologica, l’inconveniente è che dovrete lavarli. Prodotti per neonati Acquistate solo prodotti specifici per neonati, fabbricati per rispettare il delicato PH della pelle dei bebè. Bagnoschiuma per bambini Per i bagnetti del bebè scegliete un bagnoschiuma neonato a formulazione delicata, in commercio ne trovate molte tipologie: biologico, vegano, di riso, no lacrime etc. Alcuni saponi hanno la comoda duplice funzione di detergente corpo e capelli denominati doccia shampoo. Shampoo per bambini Gli shampoo bambino devono essere no lacrime ossia che non bruciano gli occhi quando dovete lavare i capelli del bebè. Si può optare per la variante shampoo in spuma più semplice da tenere sotto controllo perché rimane ferma. Olio per neonati L’olio per bambini non deve mai mancare nel beauty case di un neonato. L’ olio infatti è un prodotto molto utile e versatile, (proprietà emollienti e idratanti) comodo per rimuovere delicatamente delle tracce di pupù appiccicosa nel sederino, per praticare il massaggio neonato e per reidratare la pelle secca o arrossata del bebè. Crema cambio pannolino La crema per cambio pannolino agisce come una barriera tra sederino morbido e ingredienti aggressivi contenuti nella pipi e nella pupù. La pomata per arrossamento è quasi trasparente mentre la crema protettiva all’ ossido di zinco tende ad essere più densa e sul bianco. La crema pannolino all’ossido di zinco fornisce la protezione migliore contro le dermatiti da pannolino. La pasta per il cambio pannolino può contenere anche ingredienti lenitivi come aloe e lanolina. È sempre meglio provare una marca prima di fare scorta, infatti, alcune funzionano meglio di altre sul sedere del vostro bambino. Salviettine neonati Le salviettine neonati sono molto comode durante un cambio pannolino fuori casa, per detergere le manine a passeggio o per pulire un rigurgito. È sempre bene evitare l’utilizzo di salviette per bambini molto profumate o aggressive. Per una scelta ecologica si possono preferire le salviette lavabili e riutilizzabili soprattutto se riscontrate che il neonato è allergico a qualche componente delle salviette monouso. Quadrati di garza I quadrati di garza o i batuffoli di cotone servono per pulire gli occhi del bambino e il suo delicato sederino nelle primissime settimane. Evitate sempre di usare Cotton fioc poiché non sono sicuri sui neonati. Tagliaunghie e forbicine neonato Le forbici devono essere specifiche per tagliare le unghie ai neonati, infatti, quelle per adulti sono affilate e quindi troppo rischiose. Assicuratevi che le forbicine per neonati abbiano le punte arrotondate. In commercio si trovano anche dei tagliaunghie per neonato, che sono sicuri sulle delicate manine del bebè. I tagliaunghie neonato di ultima generazione hanno incorporata una lente di ingrandimento per vedere più facilmente quello che si sta facendo. Pettine e spazzola neonato La spazzola neonato è delicata per non aggredire il cuoio capelluto del bebè. Da includere tra gli acquisti per il neonato un pettine o un pettinino, utile per rimuovere i residui del parto sui capelli del piccolo. Vaschetta bagnetto Le vaschette per bagnetto sono progettate per seguire le linee del neonato e dare sostegno al suo corpo impedendogli di scivolare nell’ acqua. L’ acquisto di una vasca da bagnetto rende la pulizia del bambino più sicura e la mamma più tranquilla, ricordate che i bebè sono scivolosi quando sono bagnati. In commercio esistono molti tipi di vasche per il bagnetto, scegliete un modello che abbia queste caratteristiche: con fondo antiscivolo dentro e fuori; con una linea arrotondata, che sia facile da lavare che sia abbastanza larga per un bambino di 4 5 mesi. Il top è l’acquisto di una vaschetta neonati che sostenga la testa e le spalle del piccolo. Aspiratore nasale L'aspiratore nasale per neonati non deve mai mancare nel beauty del neonato. Si tratta di una pompetta nasale che serve a pulire il nasino intasato dei bambini. Ci sono vari tipi di aspiratori nasali che vanno dalla semplice pompetta molto economica a modelli di aspira naso elettrico. Termometro neonati È bene avere sempre un termometro per neonati in casa. Non acquistate mai un termometro di vetro anche quelli privi di mercurio perché non sono sicuri. Fornirsi invece di un termometro per bambini digitale perché è economico, facile da usare e veloce il che costituisce un vantaggio quando si ha a che fare con un neonato che si contorce. In alternativa va pure bene un termometro ad infrarossi o auricolare. Lista per le poppate del neonato Biberon Sia che abbiate intenzione di allattare il neonato al seno o con latte artificiale acquistate sempre un biberon. Il biberon deve essere specifico per un neonato 0 mesi. Non preoccupatevi dell’'estetica del biberon che avete acquistato, infatti la scelta del biberon migliore e della tettarella per il piccolo si basa su una combinazione di tentativi ed errori fino a quando non troverete quello giusto per vostro figlio. Accertatevi di acquistare un biberon (in vetro o in plastica) privo di BPA. Tiralatte Anche se pensate di allattare il neonato esclusivamente al seno acquistate sempre un tiralatte. Potete comprare un modello di base ad aspirazione manuale o un tiralatte elettrico, vi sarà di notevole aiuto quando arriverà la montata lattea e il neonato non riuscirà a svuotare completamente il seno con la poppata. La macchina tiralatte estrae il latte residuo evitando tensioni e ingorghi mammari. Il tiralatte è utile anche per spremere manualmente il latte materno e conservarlo in frigo o in congelatore. Cuscino allattamento Il cuscino per l'allattamento e un oggetto oserei dire indispensabile sia se si allatta al seno sia se si allatta artificialmente. Si tratta di un cuscino morbido a forma di C molto versatile in cui appoggiare il neonato durante le poppate per sperimentare tutte le posizioni allattamento o da usare quando si tiene in braccio il neonato. Il cuscino per l'allattamento non è un normale cuscino perché consente di modellarsi accogliendo il bambino in maniera sicura. Ciuccio Anche se non avete intenzione di dare il ciuccio al neonato acquistatene uno e tenetelo in casa. Il ciucciotto sarà una salvezza per calmare il neonato tra una poppata e l’altra. I pediatri consigliano l’utilizzo del ciuccio durante il sonno del neonato per evitare il rischio di morte in culla. Esistono infiniti modelli di ciuccio, voi comperatene uno adatto al neonato 0 mesi poi pian piano troverete il ciuccio perfetto per il vostro bambino. Sterilizzatore Con un bambino uno sterilizzatore in casa non deve mai mancare. Oltre al biberon si possono sterilizzare gli oggetti di ogni giorno del bebè come ciuccio, giochini per dentizione, piatti pappa e posate. Si può scegliere tra: Sterilizzatore a vapore; Sterilizzatori microonde; Sterilizzatori a freddo; Sterilizzatore da viaggio; Sterilizzatore per biberon specifico. Sta a voi decidere quello che fa al caso vostro. Cameretta neonato Inizialmente le necessità del neonato sono veramente poche: Una culla; Un fasciatoio; Una cassettiera. Evitate di riempire subito la cameretta di molti elementi, valutate con calma quello che vi serve e quello che potrebbe essere solo un ingombro. Ricordate che dopo la nascita potete acquistare ulteriori mobili ed elementi in base alle vostre personali esigenze. Vediamo cosa non deve mai mancare nella camera del neonato. Culla La scelta della culla dipende essenzialmente dal gusto personale. In commercio vi sono moltissimi modelli di culla sia tradizionali in legno sia che si agganciano a letto matrimoniale per il co sleeping. Se avete la possibilità per i primi mesi acquistate una culla che si aggancia al letto matrimoniale in modo da poter gestire il neonato e l'allattamento in modo sicuro evitando rischi di soffocamento o morte in culla. Materasso neonato Dato che il vostro bambino dovrà dormirci sopra assicuratevi che il materasso che sceglierete sia sicuro, comodo e durevole. Il materassino deve essere delle dimensioni esatte della culla. Accertatevi che il materasso sia rigido e che si adatti perfettamente al lettino in modo che non rimangano più di due dita di spazio tra il materassino e la struttura del letto. Baby monitor Il baby monitor permette ai genitori di tenere sotto controllo il neonato che dorme senza dover stare accanto alla culla ad osservarlo. I monitor baby di ultima generazione avvisano la mamma quando il neonato si sveglia oppure quando smette di respirare per qualche secondo evitando così il rischio di morte in culla. Acquistare un monitor bebè è sempre un’ottima idea. Fasciatoio Le opzioni disponibili per i fasciatoi sono numerose, vi è: il fasciatoio con cassetti Il bagnetto fasciatoio Il fasciatoio portatile Si deve solo scegliere quello più adatto alle dimensioni della casa o dell’utilizzo che se ne deve fare. Il fasciatoio neonato deve essere: robusto con gambe solide; avere un’imbottitura lavabile; avere un contenitore pratico o una cassettiera in cui tenere tutto il necessario per il cambio pannolino. Assicuratevi di scegliere un modello di fasciatoio per bambini che abbia un'altezza regolabile comoda per la vostra statura. Un chiaro vantaggio dei fasciatoi con cassettiera è la capacità di contenimento che offrono, se invece, si è a corto di spazio basterà trasformare una normale cassettiera o un tavolo di casa in un fasciatoio. In questo caso dovrete comprare un materassino spesso e fissarlo con una cinghia di sicurezza e voilà avrete il vostro fasciatoio senza mobile personalizzato. Bidone pannolini Anche se sembra un oggetto superfluo il porta pannolini sporchi è indispensabile per i primi tempi. I contenitori per pannolini fanno sparire l'odore della pipì e della pupù dei pannolini sporchi. In considerazione che durante il giorno le pipì e le pupù saranno tante un cestino pannolini evita gli odori sgradevoli dei pannolini accumulati. Carrozzina La carrozzina è un passeggino progettato per accogliere e trasportare i neonati fino a sei mesi di età. Le carrozzine per bambini hanno in genere una struttura robusta che permette al bebè di fare sonni tranquilli. I carrozzini sono chiamati anche navetta o baby pullman. Passeggini Acquistare il passeggino giusto può rendervi la vita quotidiana meno stancante. Esistono differenti modelli di passeggini: carrozzini-passeggini; passeggini trasformabili; passeggino a tre ruote classico; trio passeggino carrozzina; passeggini leggeri. Per scegliere il passeggino migliore dovete tenere conto del vostro stile di vita, ad esempio, se siete abituati a camminare all'aria aperta dove il terreno non è asfaltato fate particolare attenzione alle ruote del passeggino; sei invece passerete tanto tempo ad entrare ed uscire dall'auto il passeggino, scegliete un modello piccolo che si chiuda con una sola mano. Non ultimo prima di scegliere il passeggino tenete in considerazione la vostra abitazione, se provvista di ascensore oppure se ha molti gradini davanti. A seconda del budget e delle vostre esigenze fate la scelta giusta. Passeggini trio o duo I duo e trio passeggino sono un ottimo investimento perché hanno tutto il necessario per accompagnare vostro figlio nei primi anni di vita. Il trio neonato utilizza un unico telaio su cui è possibile montare elementi diversi a seconda delle esigenze e dell'età del bambino. Nel caso del passeggino duo è possibile montare la carrozzina trio e l’ovetto oppure passeggino e ovetto. Nel caso di trio sul telaio possono essere agganciati: carrozzina, passeggino e ovetto. Seggiolino auto I seggiolini auto non servono solo per la vostra tranquillità e per la sicurezza del neonato ma sono obbligatori per legge. Il trasporto dei bambini in auto è regolato dall'articolo 172 del codice della strada e il seggiolino per auto è obbligatorio per tutti i passeggeri sotto i 150 cm di altezza e 12 anni di età. Quando scegliete il seggiolino assicuratevi che sia omologato e che soddisfi tutti gli standard di sicurezza vigenti. Borsa cambio neonato Una borsa cambio è indispensabile quando si esce con il bebè. Il borsone neonato serve a contenere tutto il necessario per andare in giro con il bebè (pannolini, ciuccio, latte, vestiti e copertine). Ci sono moltissimi modelli di borse per neonato, si deve solo scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. Fate attenzione alle dimensioni, al numero di tasche e alla lavabilità. Per l'acquisto della borsa premaman considerate il vostro stile di vita, ad esempio se allattate con il biberon vi servirà una borsa con uno scomparto termico, se state molto tempo fuori casa vi servirà una borsa bebè molto grande, se vi piace avere le mani libere optate per uno zaino. Marsupio neonato o fascia porta bebè Per trasportare il neonato potete utilizzare un marsupio bimbo o una fascia neonato, che sono molto utili perché consentono di avere le mani libere permettendo di dedicarsi ad altre attività mentre si tiene in braccio il bambino. I porta bebè sono comodi anche durante le piccole faccende di ogni giorno come ritirare la biancheria stesa, girare per il centro commerciale, fare la spesa e magari al tempo stesso spingere il fratellino maggiore sul passeggino. Gli studi dimostrano che bambini trasportati nei marsupi o nelle fasce portabebè piangono meno. Ovetto e sdraietta neonato Le sdraiette per neonati sono omologate per sostenere il bebè fino ai 9 mesi di età risultando molto versatili in ambito domestico. Per i bimbi la sdraietta è un vero divertimento poiché sono dotate di molte funzionalità: Dondolino; Giochini; Vibrazione. Il dondolamento della sdraio è utile per favorire il rilassamento e la nanna del bebè mentre i giochini sono un ottimo modo per stimolare il neonato. Il neonato seduto nella sediolina può guardare i movimenti dei genitori nella stanza e si diverte a seguire con lo sguardo i familiari. Nell'acquisto di una sdraietta per bambini scegliete un modello con una base ampia, robusta e stabile, con un fondo antiscivolo e cinghie di sicurezza da allacciare in vita e tra le gambe del neonato. Seggiolone Il seggiolone è molto comodo soprattutto quando si inizia lo svezzamento. Vi sono svariati modelli con differenti caratteristiche: regolabili in altezza; reclinabili; di plastica; di metallo; di legno; seggioloni pappa; seggioloni che si agganciano al tavolo. Al momento di scegliere il seggiolone bimbo optate per uno con una base solida e provvisto di un piano d'appoggio lavabile e che si possa togliere e mettere facilmente. Prodotti allattamento al seno Reggiseno allattamento È bene acquistare almeno due reggiseni allattamento prima della nascita. Esistono diversi modelli di reggiseni da allattamento: con ferretto; senza ferretto; con le coppe; senza coppe. Per iniziare scegliete un modello semplice e di cotone traspirante. Coppette assorbilatte Le coppette servono per assorbire eventuali fuoriuscite di latte dal seno e non macchiare i vestiti. Le coppette sono sia usa e getta sia lavabili. Preferire sempre le coppette senza rivestimento né imbottitura in plastica oppure quelle lavabili per evitare infezioni al seno. Crema per capezzoli doloranti Per i capezzoli dolenti e infiammati sono di particolare aiuto creme che fortificano la pelle del capezzolo e allo stesso tempo leniscono il dolore. Attenzione però, sul capezzolo vanno applicati solo prodotti adatti all' allattamento e mai prodotti a base di petrolio come la vasellina, il burro di cacao e l’olio poiché interferiscono con la traspirazione cutanea e prolungano la fase infiammatoria. Prodotti allattamento artificiale Scovolino per biberon Scaldabiberon Lo scaldabiberon ha in allegato le istruzioni d'uso e alcuni modelli sono dotati di temperatura e timer il che rende la preparazione del latte artificiale facile e veloce. Vi sono anche scaldabiberon da viaggio con lo spinotto per la macchina o a batteria per poter preparare il latte fuori casa. Portabiberon termico In viaggio il latte può essere preparato in anticipo e conservato solo per poche ore in un thermos per biberon e in un luogo fresco, lontano da sole diretto. Per fare ciò vi sono dei termos biberon adatti. Esempio di lista nascita da stampare in Pdf Leggi anche: Fase prodromica del parto Come vivono la gravidanza i futuri papà Come richiedere il congedo di maternità Come preparare la borsa per il parto Si può fare sesso in gravidanza Come preparare il perineo Sintomi del travaglio Esercizi di respirazione in travaglio di parto Raccolta del sangue cordonale A cosa serve l' episiotomia e come si fa Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon. Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. Non vi è alcun obbligo di acquisto ma solo vantaggi Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto da Amazon 10% spendendo almeno 400€ o un 15% quando spendi più di 800€ nella tua Lista di nascita Più di 100.000 prodotti per aiutarti dall'inizio della gravidanza. 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- Massaggia gengive. Ciuccio, giochi dentizione, massaggiagengive 2022 sollievo primi dentini neonato
I massaggiagengive per neonato hanno lo scopo di alleviare il fastidio e il dolore provocato dalla dentizione. I primi dentini emergono gradualmente provocando una pulsione sulla gengiva del neonato che gli causa disagio e infiammazione. Massaggiagengive, ciucci e giochi dentizione Per alleviare il fastidio i bambini hanno bisogno di mordicchiare e i giochi per la dentizione, chiamati anche dentaruoli, hanno lo scopo di offrire un sollievo immediato alla crescita dei denti. I giochini per la dentizione sono colorati, di diverse forme e misure, riuscendo ad attrarre e incuriosire il bebè che non resisterà a mordicchiarli. In questa guida ti aiuterò a capire meglio come scegliere il giusto massaggiagengive, quali sono le caratteristiche da valutare per fare un acquisto capace di intrattenere e dare sollievo al tuo bambino in totale sicurezza. Sommario Che cosa è un massaggia gengive Come scegliere quello giusto? Età del neonato e massaggiagengive I materiali Impugnatura Superficie del massaggiagengive Massaggiagengive refrigerante Accessori Gel dentizione I migliori massaggiagengive del 2022 Pulizia e sterilizzazione dei massaggia gengive Che cosa è un massaggia gengive? I massaggiagengive sono dei giocattoli appositamente studiati per alleviare il dolore da dentizione dei bambini ed aiutare i primi dentini a farsi strada tra le gengive. Il principio dei massaggiagengive si basa sull'offrire al neonato una superficie sicura da mordere e masticare per evitare che si metta in bocca tutto ciò che trova davanti. Vi assicuro che questa fase può essere davvero tremenda e i piccolo mettono in bocca di tutto. Scegliendo dei giochi dei denti adatti a questa fase, il bambino oltre a trovare sollievo è catturato dall'oggetto super colorato e dalla forma strana. La maggior parte dei bebè inizia ad avere i primi incisivi centrali inferiori tra i 6 e i 10 mesi di età, seguiti dagli incisivi centrali superiori, che compaiono tra gli 8 e i 12 mesi. Molti genitori pensano che solo la fuoriuscita degli incisivi sia dolorosa ma anche i canini possono essere davvero fastidiosi e i giochi per i denti neonato sono un valido supporto. Da approfondire. Dentizione neonato. E allora non farti trovare impreparata e munisciti per tempo di questo prezioso oggetto. Massaggiagengive per neonati: come scegliere quello giusto? Durante la fase della dentizione il bisogno di mordicchiare va assecondato offrendo al bambino qualcosa da addentare che sia adatta a questo momento di crescita. I massaggia gengive sono dei giochini dentizione utili per alleviare il prurito sulla gengiva e favorire l'uscita del dentino, pertanto devono essere scelti con particolare cura, ricordiamoci che andranno nella bocca del bebè. Prima di scegliere il dentaruolo per dentizione tra mille forme e colori le azioni preliminari da fare sono: Valuta che il gioco sia marchiato CEE e che quindi il produttore nella fabbricazione ha rispettato le normative vigenti. Verifica che non vi siano materiali tossici e non vi sia la presenza di Bpa. Tra i tanti giochi di denti scegline uno che abbia una buona impugnatura. Fatte queste azioni preliminari possiamo continuare con la scelta del massaggiagengive neonato giusto. A quanti mesi si usa il massaggiagengive? Quando si usa il massaggiagengive? I giochini per la dentizione vanno offerti al neonato quando manifesta i primi segni di eruzione dei dentini da latte. Questo processo può avvenire in tempi diversi (in genere tra il 4 mese e il 7 mese del bambino) e quindi il giochini per neonato andranno scelti in considerazione l'età del bambino. Se il massaggiagengive è destinato ad un bambino di 2-3 mesi si deve preferire un dentaruolo morbido e con una struttura piuttosto semplice. In caso di dentizione precoce si può optare ad esempio per un massaggiagengive a forma di ciuccio con una piccola superficie da mordere al posto della tettarella. Un modello è il ciuccio massaggiagengive Nuby adatto proprio alla prima fase della dentizione: economico perchè è venduto in offerta a 6.90 e con tutta la sicurezza che il marchio Nuk sa dare, i neonati lo adorano! Per approfondire: ciuccio per gengive I massaggiagengive per un bambino di 7 -8 mesi sono più grandi per consentire al piccolo di massaggiare non solo i dentini centrali ma anche i canini e i molari. I dentaruoli sono di mille forme e colori e riescono a catturare il bambino intrattenendolo dal punti di vista sensoriale e visivo. Ricapitolando se il neonato ha meno di sei mesi prediligi un massaggiagengive più morbido e piccolo; se il bambino ha più di 7, 8 mesi scegli una forma più grande e resistente. Massaggiagengive fino a quando Il massaggiagengive va offerto al piccolo fino a quando lui lo richiederà. I denti deciduali crescono in tempi diversi quindi per un certo periodo il neonato potrebbe non sentirne la necessità e non chiederlo, ma averne di bisogno quando vi è l'eruzione di un nuovo dentino. L' importate è scegliere dei giochi dentizione che siano via via più grandi in linea con la bocca del bambino. Materiali dei giochi dentizione Il materiale con cui sono fabbricati la maggior parte dei massaggiagengive è il silicone: versatile, atossico e sicuro per la boccuccia dei piccoli. Vi sono anche altri materiali come il legno o il tessuto ma nella scelta dovete sempre attenzionare che il massaggiagengive sia atossico, privo di BPA o di altre sostanze nocive per il neonato. Vediamo i materiali nel dettaglio. Silicone Il silicone è il materiale più usato per la costruzione dei giochi dentali che possono esser più morbidi o più duri, con una superficie zigrinata o più liscia. Il silicone è sicuro, versatile e atossico inoltre offre la possibilità di essere lavato e sterilizzato con frequenza. Tessuto I massaggiagengive in tessuto sono indicati per la dentizione precoce o per le gengive particolarmente sensibili. L' inconveniente dei massaggia gengive in stoffa è che si inzuppano rapidamente e quindi vanno lavati e asciugati per evitare contaminazioni di batteri che potrebbero favorire la carie precoce. Il problema è risolto acquistando più massaggiagengive in modo da averne sempre una scorta pronta e pulita. Degli ottimi massaggiagengive di questa categoria sono: massaggiagengive a guanto massaggiagengive a bavaglino Legno Contrariamente a quanto si credere i massaggiagengive in legno sono tra i migliori. Il legno è un antibatterico naturale e quindi evita la proliferazione di microrganismi nella sua superficie il che lo rende molto igienico. A seconda del legno impiegato l'odore del giochino può risultare molto piacevole e rilassante per il bebè. In legno si realizzano anche delle bellissime collane che le mamme possono indossare quando tengono in braccio il neonato. Il piccolo è catturato da queste palline di diverse misure che subito porterà alla bocca alleviando il malessere da dentizione. Plastica In commercio vi sono anche i massaggiagengive in plastica. Nell' acquisto di questa tipologia di sollievo per dentizione neonato si deve fare particolare attenzione che vi sia totale assenza di Bpa, colori tossici e altre componenti potenzialmente nocive per la salute del bebè. Impugnatura del massaggiagengive Un buon massaggiagengive per neonati deve avere un'impugnatura che sia facile da afferrare con le piccole manine dei neonati. L' anello di dentizione consente di essere afferrato in ogni sua parte. Superficie del massaggia gengive neonato I massaggiagengive hanno superfici diverse per adattarsi ai denti del neonato in crescita. Le superfici massaggianti possono essere a palline o a striscioline capaci di stimolare le gengive e la fuoriuscita del dentino. Il bambino imparerà a capire quale superficie gli da più sollievo e mordicchierà una parte piuttosto che un' altra. Massaggiagengive refrigerante Il massaggia gengive refrigerante è una benedizione perchè consente al bambino non solo di mordicchiare ma di avere un'azione di sollievo, quasi analgesica per via del freddo. Questi giochini contengono un gel refrigerante che messo in freezer si solidifica ma non è in grado di diventare talmente duro da far male al bebè. Il piccolo poggia sulle gengive il gioco di denti refrigerato e trova sollievo. Se non avete un dentaruolo refrigerato potete comunque mettere il massaggiagengive in frigo e offrirlo al bambino quando è fresco. Quindi alla domanda il massaggiagengive va in frigo o in freezer risposta è: dipende. Se il massaggiagengive è refrigerante va in congelatore perchè non ghiaccia se il massaggiagengive non è refrigerante va in frigo perchè in freezer si potrebbe ghiacciare e risultare troppo duro per l'eruzione gengivale. Per vedere: tutti i massaggiagengive refrigeranti Massaggiagengive con clip Gli accessori come le clip non sono da sottovalutare perchè consentono di attaccare il massaggiagengive ai vestiti del bambino o al passeggino in modo che lo abbia sempre a portata di mano e non cada a terra. Per vedere tutti i massaggiagengive con clip Per un'azione maggiore Per un sollievo dentizione maggiore si può mettere sul giochino un velo di gel gengivale neonati che aiuta ad alleviare l'infiammazione delle gengive. Il neonato morde il dentaruolo con il gel per gengive e questo di deposita sulle gengive garantendo immediato sollievo. I migliori massaggiagengive e giochi denti neonato del 2022 Bene è il momenti di vedere quali sono i massaggiagengive migliori e approvati dalle mamme sia per sicurezza, che rappresenta la prima cosa, che per sollievo dal dolore della dentizione dei bambini. I massaggiagengive in questione sono tutti in una fascia di prezzo bassa dai 5 ai 10 euro e quindi economici anche per le tasche. Alla fine troverai consigli per pulire e sterilizzare i massaggiagengive in base al materiale di fabbricazione. Massaggiagengive Chicco Il massaggiagengive refrigerato Chicco fresh relax è uno dei migliori prodotti sul mercato. E' adatto per i denti neonato 4 mesi e coniuga due differenti parti: una refrigerata da mettere in freezer da offrire al bambino per dare sollievo e una parte con una superficie con dei puntini per aiutare il dentino a uscire dalla gengiva quando il bebè mordicchia il giochino per i denti. Facilmente lavabile e in un prezzo imperdibile solo 7.16. La divertente forma di gelato stimola i neonati a livello visivo e sensoriale. Massaggiagengive Mam I massaggia gengive Mam sono i preferiti dai neonati per le loro forme studiate che raggiungono anche i denti laterali come i canini e i molari. Igienici, ed economici, ad una spesa vantaggiosa di 6.99 sono disponibili in moltissimi colori con o senza liquido refrigerante. Da sempre Mam è sinonimo di qualità e sicurezza. Per approfondire: massaggiagengive Mam Massaggiagengive Nuby La collana massaggia gengive Nuby in un un solo prodotto offre al bambino la possibilità di avere un massaggiagengive con varie superfici in un solo giochino per neonati. Le diverse parti da mordere favoriscono l'eruzione e la crescita dei denti, alleviando nel contempo le gengive irritate. E' adatto alle gengive neonati 3 mesi al modico prezzo di 8.99 Massaggiagengive Disney Il massaggiagengive Disney ha 3 grandi punti di forza: è un dentaruolo ad anello quindi facilmente impugnabile; è refrigerato e può essere usato sia mettendolo in freezer o in frigo; è il più economico della sula categoria, lo potrai avere in offerta a 5.99 E' disponibile sia con Minnie che con Topolino Massaggiagengive banana Il dentaruolo nuby banna è un massaggia gengive silicone al 100% con due differenti parti, una più morbida e una più dura. La sua forma allungata consente al bambino di arrivare fino ai molari per un rapido sollievo alla dentizione dolorosa. Uno dei massaggiagengive più venduti. Ciucci per dentizione Nuvita Il massaggiagengive Nuvita è adatto ai denti neonati già dai 2 mesi nei casi in vi è una dentizione precoce. In materiale totalmente non è tossico e privo di bpa. Un vero gioiellino per la sua categoria in offerta a 6.99 dona sollievo in sicurezza anche nei casi di dentizione anticipata. Massaggiagengive Koala I massaggiagengive koala sono in silicone 100% e studiati non solo per alleviare il fastidio dei primi dentini ma anche per sviluppare buone capacità motorie e sensoria. I massaggiagengive sono venduti in delle scatoline con tante forme diverse di dentaruolo per creare una collana massaggiagengive unica e personalizzata. Per approfondire: tutta la gamma koala Spazzolino massaggia gengive Il massaggiagengive a spazzolino Nuby oltre ad essere bello e versatile aiuta il bambino ad abituarsi al movimento di lavarsi i denti. L'impugnatura è facile da afferrare per il bambino ed è ideale alla pelle della bocca del bebè. L' anello centrale protettivo impedisce allo spazzolino di entrare nella gola il che lo rende sicuro al 100% Il massaggio ai primi dentini grazie alle testine pulisce la bocca, massaggia le gengive e aiuta a prevenire la carie dentale nei bambini. La chicca finale: può essere lavato in lavastoviglie il che lo rende igienico, davvero un ottimo prodotto ad un prezzo piccolissimo solo 4.49 e adatto ai neonati già dal 3 mese. Ciuccio per alimenti massaggiagengive I neonati di tutto il mondo adorano il ciuccio per alimenti Eccomum che massaggia le gengive. Si tratta di un ciuccio a tutti gli effetti che può essere riempito con vari frutti, purè di patate, verdure cotte, carne e altri alimenti. La tettarella zigrinata viene morsa dal neonato che oltre a trovare sollievo gengivale gusta quello che fuoriesce dai micro-fori. Totalmente sicuro e a norma. Per scoprire: tutti i ciucci massaggiagengive per alimenti Massaggiagengive in legno I massaggiagengive in legno sono totalmente sicuri, atossici e antibatterici. Il gioco dentizione Mamiami è di profumato legno di faggio, sicuro e non tossico, senza BPA. La superficie del dentaruolo in legno è liscia per la cura della pelle del neonato. Il prezzo è più alto della media ma sono soldi ben spesi. Collana massaggiagengive Le collane Mamiami sono realizzate in silicone alimentare e legno di rovere naturale, totalmente privi di BPA,PVC , ftalati, cadmio, piombo o metalli. Il massaggiagengive a collana oltre che alla moda è facile da pulire con sapone e acqua calda. Il design unico con perle di diverse misure promuove lo sviluppo motorio e incoraggia i bambini a sperimentare la presa delle palline. Perle di silicone o di legno hanno un diverso grado di durezza, quindi, far masticarle è un puro piacere per il piccolo. Per scoprire tutti i modelli di collana massaggiagengive Come lavare e sterilizzare il massaggiagengive Il massaggiagengive, proprio perchè il bambino lo mette in bocca, va sempre tenuto pulito e disinfettato. Come pulire i giochi per dentizione neonati? La modalità di pulizia dipende innanzitutto dal materiale con cui è costituito il massaggiatore gengivale. Se il dentaruolo è in legno o il stoffa deve essere necessariamente lavato a mano con sapone e acqua cada e poi steso per asciugarsi. I giochini dentizione in silicone che non abbino al loro interno il liquido refrigerante possono tranquillamente essere lavati in lavastoviglie. Un' altro metodo di pulizia è lavare il gioco denti in una bacinella di acqua con Amuchina. Il gioco va lascialo a bagno per circa 15 minuti in modo da disinfettarsi, quindi sciacquare abbondantemente e asciugare con un panno pulito. Per lavare i giochi dentali può andar bene anche il bicarbonato. Il una bacinella di acqua far sciogliere 2 cucchiai di bicarbonato e immergere il massaggia gengive neonati per 20 minuti poi sciacquare. Mammamather ostetrica tascabile Leggi anche: Calo del desiderio dopo la gravidanza Acne neonatale Come fare i lavaggi nasali Quanto dorme un neonato
- 18 settimana di gravidanza! Misure, lunghezza del feto, sintomi, ecografia, esami, pancia consigli
18 settimana di gravidanza, scopriamo cosa succede in questa settimana, quanti mesi sono, le misure del feto, i sintomi, l’ecografia, gli esami da fare e come capire che va tutto bene. Sommario 18 settimane di gravidanza quanti mesi sono Misure del feto Sviluppo del feto Movimenti fetali Sintomi fastidi e malesseri Pancia Dolori al basso ventre e al fianco Rischio di aborto Perdite vaginali Ecografia 18 settimane, cosa si vede? Maschio o femmina? Esami da fare Consigli e curiosità per la mamma in gravidanza Alimentazione Aumento materno di peso a 18 settimane 18 settimane di gravidanza quanti mesi sono La 18 settimana inizia alla 18+0 e si conclude alla 18+6 settimane. Sei al quinto mese di gravidanza e nel corso del secondo trimestre Misure del feto alla diciottesima settimana di gravidanza Il feto a 18 settimane è lungo 14,2 cm e pesa 190 grammi circa. Le dimensioni fetali sono simili a quelle di una patata americana. Dimensioni feto 18 settimane: Sviluppo del feto 18 settimane Il feto di 18 settimane continua a crescere anche se la velocità di sviluppo rallenta un po' rispetto alle settimane precedenti. Ogni giorno impara a fare delle cose nuove: sbadiglia, inghiotte il liquido amniotico, fa la pipì, si mette le manine sulla faccia e si diverte a giocare con il cordone ombelicale. Ogni tanto il bebè ha il singhiozzo e potresti iniziare ad avvertire questi ritmici sussulti dentro la pancia, più in là con le settimane si può muovere anche la pancia in conseguenza al singhiozzo del feto. Il cervello del feto si perfeziona, i suoi neuroni crescono alla velocità di un centinaio al secondo. I neuroni formati si aggregano in modo armonico per dare origine alla materia grigia. A 18 settimane la parte del cervello del feto che invia e riceve segnali nervosi alle orecchie fa progressi e il bimbo potrebbe reagire a suoni esterni molto forti con calci. Allo stesso modo il bambino si abitua ai suoni familiari e quotidiani; quindi, parla spesso al tuo piccolo e fagli ascoltare canzoni e poesie. Da questa settimana il feto inizia a mettere su peso, si deposita un sottile strato di grasso corporeo (che nel corso dei mesi di dolce attesa aumenterà sempre di più) che dopo la nascita eviterà la dispersione di calore dal suo corpicino. Gli occhi e le orecchie del feto 18 settimane raggiungono la posizione definitiva, si inizia ad intravedere lo smalto e la dentina nei denti da latte. Lo spazio all’ interno dell’utero è ancora tanto e il feto è libero di muoversi, dare calci e pugni e fare capriole. Ad un certo punto la mamma potrebbe avvertire per la prima volta i movimenti del bambino. Questa sensazione, insieme al progressivo aumentare della pancia ti danno finalmente la conferma che la gravidanza è reale e tangibile. Cosa sente il bambino nella pancia? Il feto a 18 settimane ha ben sviluppato il senso del gusto e a partire dal quinto mese farà la scoperta del suono. L’ udito del bebè si sta potenziando, i suoni all’ interno dell’utero arrivano in maniera ovattata ma hanno una costante di sottofondo: il battito cardiaco della mamma, questo è il motivo per cui quando si poggia un neonato sul petto della mamma questi si calma improvvisamente; riconosce quel suono come familiare. Non esitare a parlare con il bebè e a fargli ascoltare le canzoni, vedrai che dopo la nascita quando sentirà quelle note le riconoscerà come un suono familiare. In commercio si trovano cuffie apposite per il pancione con cui la mamma può far sentire la musica o le melodie al bebè. Movimenti fetali a 18 settimane. Sentire il vostro bambino che si rigira, scalcia, da pugni o ha il singhiozzo è una delle sensazioni più emozionanti della gravidanza. I movimenti fetali però sono anche la causa di molti dubbi e domande delle mamme: si muove troppo? Si muove troppo poco? Perché non sento muovere il bambino? Non abbiate timore, in questa fase della gestazione i movimenti fetali possono, come non possono, essere percepiti. Di sicuro il feto si muove ma non è detto che voi riusciate a sentirlo. Le donne che hanno già avuto altri figli riescono ad avvertire i primi movimenti tra la 16 settimana e la 18settimana di gravidanza, mentre le donne al primo figlio avvertono i primi segnali fetali dalla 21settimana alla 23settimana. Gravidanza 18 settimane sintomi fastidi e malesseri Benvenuta nella 18 settimana, ecco alcuni sintomi che potresti avvertire, alcuni si protraggono dalle settimane precedenti, altri sono del tutto nuovi. Alcuni sintomi potrebbero affievolirsi, altri intensificarsi. Maggiore energia; nausea e vomito (alcune mamme ne soffrono per tutti i nove mesi); indolenzimento al basso ventre e lungo entrambi i fianchi (perché i legamenti che ancorano l’utero nella pelvi si allungano); seno ingrossato; bruciore di stomaco, cattiva digestione, flatulenza e meteorismo intestinale; mal di testa occasionali; congestione nasale; appetito vigoroso; crampi alle gambe; cloasma (macchie più scure sulla linea del viso); comparsa della linea Nigra (iper-pigmentazione della pelle che parte dall’ombelico fino all’ osso pubico) ombelico sporgente; aumento della frequenza cardiaca; orgasmo più facile o più difficile da raggiungere; stitichezza; emorroidi; gonfiore alle gambe, ai piedi e al viso; aumento delle perdite vaginali; capogiri e svenimenti; vene varicose alle gambe o alla vulva; dolori alla schiena. 18 settimana di gravidanza pancia Il feto è sempre più grande e adesso l’utero ha le dimensioni di un melone. L’ aumento della pancia comporta un cambiamento del baricentro corporeo e la mamma per mantenere l’equilibrio tende a curvare la colonna lombosacrale. Il cambio forzato di postura è alla base dei mal di schiena in gravidanza. Mantenere una posa corretta aiuta a prevenire fastidiosi mal di schiena. Se devi prendere una cosa dal pavimento evita di piegare la schiena, piuttosto abbassati piegando le ginocchia. Se il peso della pancia ti provoca dolore alla schiena prova ad usare una fascia di sostegno. Le fasce di sostegno sono studiate apposta per sorreggere il peso della gravidanza alleggerendo la zona lombare e i fianchi e contribuendo ad alleviare il dolore alla schiena. Anche la pelle della pancia, che viene stirata dall’ ingrandirsi dell’utero, va trattata. Per evitare fastidiosi inestetismi, come le smagliature, mantieni la pelle dell’addome ben idratata cospargendola con una crema elasticizzante. Dolori al basso ventre e al fianco I dolori addominali e sui fianchi (soprattutto sul fianco sinistro) sono dovuti nella maggior parte dei casi ai muscoli e ai legamenti che sostengono l’utero in accrescimento e quindi sottoposti a stiramento. Tecnicamente si chiama dolore del legamento rotondo. Il dolore può essere avvertito come un crampo o come un indolenzimento che sia accentua quando cammini, quando ti alzi dal letto o dalla sedia o quando tossici. Rischio di aborto Il rischio di aborto alla 18esima settimana di gravidanza è molto basso, la gravidanza è ormai consolidata e se non vi sono patologie della mamma o del feto è raro che si verifichi. Nonostante ciò, è sempre bene che la mamma eviti comportamenti a rischio come trasportare pesi, fare un’alimentazione errata, eccedere con il sale, consumare bevande alcoliche o droghe. Attenzione anche ai segnali che l’utero invia al corpo, un fisiologico dolore al basso ventre in gravidanza non deve mai essere avvertito con fitte e crampi molto dolorosi simili ai dolori del ciclo mestruale. I dolori pelvici, infatti, possono essere la conseguenza di contrazioni uterine che potrebbero dilatare il collo dell’utero, provocare distacco di placenta, minaccia di aborto o peggio un aborto. Generalmente le contrazioni sono avvertite con la sensazione di pancia dura e fastidio intermittente simile al dolore mestruale. Se fitte al basso ventre si presentano spesso e hai la sensazione che la pancia si indurisca sottoponiti ad un controllo ostetrico in tempi brevi. Anche una diarrea con molte scariche necessita sempre di un controllo ostetrico per escludere la presenza di contrazioni uterine. La diarrea in questi casi può essere la conseguenza del rilascio di ossitocina che potrebbe provocare un parto prematuro. 18 settimane e perdite vaginali Le perdite vaginali liquide, lattiginose e mucose sono normali in gravidanza e prendono il nome di leucorrea. La leucorrea ha lo scopo di proteggere il canale da parto dalle infezioni e mantenere un sano equilibrio batterico all’ interno della vagina. Ecco una guida per regolarsi con le perdite vaginali in gravidanza: Perdite bianche. Le perdite bianche non rappresentano un fattore di preoccupazione. Le mucose vaginali sotto l’effetto degli ormoni aumentano la produzione ghiandolare con incremento di secrezioni. Perdite gialle. Le perdite gialle soprattutto se maleodoranti possono indicare un’infezione in corso. Perdite rosate o marroni. Le perdite marroni o rosate meritano sempre un controllo ostetrico perchè possono esprimere la presenza di una minaccia di aborto. Perdite di sangue rosso vivo. In caso di perdite di sangue è necessario recarsi al più vicino pronto soccorso ostetrico per valutare se la gravidanza è ancora in sede e vi è la presenza di un distacco. Ecografia 18 settimane, cosa si vede? L’ecografia a 18 settimane permette di visualizzare il feto in modo chiaro. Lo studio del feto mediante ultrasuoni nel corso di settimane 18 ha lo scopo di: misurare il feto (biometria fetale) peso e lunghezza, misurazione del femore, misurazione della circonferenza cranica, del diametro addominale e del diametro biparietale; visualizzare gli organi interni e il loro sviluppo con lo scopo di cogliere qualche difformità o anomalia; valutare lo sviluppo fetale mediante le curve di crescita di riferimento per individuare un eventuale rallentamento o arresto dello sviluppo e ricercarne le cause; studiare la placenta, la sua forma e la sua localizzazione; stimare la quantità di liquido amniotico presente all’ interno della sacca amniotica (AFI) visualizzare il cuore e rilevare il battito cardiaco fetale, il suo ritmo e la sua frequenza. 18 settimane di gravidanza ecografia interna o esterna L'ecografia transaddominale (ecografia esterna) è quella da preferire in quanto il feto è abbastanza grande da essere visualizzato. L’ ecografia transvaginale, viene eseguita nei casi in cui è necessario stabilire se il collo dell’utero è chiuso o se si è modificato raccorciandosi. Questo tipo di ecografia interna prende il nome di cervicometria. L’ecografia interna non rappresenta un pericolo per il feto e la gravidanza. 18 settimane di gravidanza: maschio o femmina? Rosa o azzurro? Finalmente è arrivato il momento in cui i genitali del feto possono essere visti con l’ecografia. Nel corso dell’eco se il bebè è messo in una posizione che consente la visualizzazione del pene o della vulva è possibile conoscere se arriverà un maschietto o una femminuccia. Sta a voi decidere se conoscere il sesso del bambino oppure attendere la sorpresa dopo la nascita; nel frattempo pensa ai nomi femminili, se è una bimba, o ai nomi maschili con cui vorresti chiamarlo. Esami da fare Gli esami in gravidanza e i controlli alla diciottesima settimana possono variare in base allo stato di salute della gestante. Ci sono gravidanze che richiedono analisi ed ecografie minime previste dal Ministero della Salute; altre gravidanze necessitano di uno stretto monitoraggio con esami aggiuntivi ed ecografie ravvicinate. Sarà cura del vostro curante prescrivere le analisi necessarie. Emocromo completo Esame urine completo Glicemia Transaminasi (AST e ALT oppure GOT e GPT) Esami della funzionalità renale Rubeo test (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Toxotest (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Citomegalovirus IgG e IgM (se non si è immuni va ripetuto ogni mese) Alfafetoproteina Test di Coombs indiretto (nelle donne con Rh negativo va ripetuto ogni mese) Amniocentesi Amniocentesi L' amniocentesi è un test di screening prenatale invasivo in cui si preleva un campione di liquido amniotico sul quale effettuare uno studio per ricercare la presenza di malattie genetiche Il periodo migliore per eseguire l’ amniocentesi è tra la 16a e la 18a settimana di gestazione. Consigli e curiosità per la mamma in gravidanza Alla 18a settimana in genere la mamma in attesa si sente piena di energie e con un maggiore desiderio sessuale. Se non ci sono controindicazioni (minaccia di aborto, dilatazione del collo dell’utero o infezioni vaginali) non vi è nulla di male nel vivere la sessualità in gravidanza. Scegli le posizioni che ti fanno stare comoda, l’ intimità nella dolce attesa è un ottimo modo per condividere la trasformazione del tuo corpo con il partner. Cura del seno Le mammelle nel corso della gravidanza si ingrossano e possono far male. Scegli un modello di reggiseno comodo, con coppe elastiche, fascianti e rinforzate alla base, in modo da evitare microtraumi alle mammelle durante i movimenti. Questi piccoli eventi impercettibili possono provocare un danno ai tessuti che può avere come conseguenza le smagliature. Idrata la pelle del seno spalmando dell’olio di mandorla dopo il bagno o la doccia. Bruciore di stomaco Il bruciore di stomaco, pirosi, si presenta generalmente nel secondo trimestre di gravidanza ed è destinato a sparire con la nascita del bambino. Anticamente si pensava che il reflusso fosse dovuto alla crescita dei capelli del bebè ma in realtà è procurato dall’ aumento del volume dell’utero che spinge lo stomaco verso l’alto. La compressione dello stomaco arreca un allentamento del cardias, la valvola che mette in comunicazione lo stomaco con l’esofago, per cui piccole quantità di succhi gastrici possono refluire nell’ esofago determinando il disturbo. Più l’utero si ingrandisce, maggiori probabilità ci sono che il disturbo si presenti. Per tenere a bada il reflusso: mangia poco e spesso; mastica per bene ogni boccone e mangia lentamente; evita le bevande irritanti come caffè, tè e spremute di agrumi; bevi poco durante i pasti; evita di distenderti subito dopo i pasti, piuttosto fai una bella passeggiata o stai seduta con la schiena ben dritta. Perché sudo così tanto in gravidanza Le secrezioni corporee (sudorazione, secrezioni nasali e vaginali) aumentano a causa del maggior volume di sangue in circolo, non temete però, torneranno normali dopo il parto. Sono frequenti le congestioni nasali. Come dormire in gravidanza Sfortunatamente le due posizioni preferite per dormire, sdraiata sulla pancia o sulla schiena, non solo le migliori durante la gravidanza. Allora come dormire? La posizione consigliata per dormire in gravidanza è sul fianco, preferibilmente su quello sinistro. Stare sul fianco sinistro consente un afflusso massimo di sangue e di sostanze nutritive al bebè; inoltre stimola un’efficiente funzione renale con migliore eliminazione dei liquidi e delle tossine. Molte donne riferiscono di sognare di più durante la notte. In realtà questo fenomeno è legato ai risvegli notturni più frequenti. Se ci si sveglia durante il sonno REM, la fase in cui si verificano i sogni, si è più propensi a ricordare cosa si stesse sognando. Per riposare meglio puoi acquistare un cuscino per la gravidanza e l’allattamento. Mal di testa Nel corso di questa settimana sono più frequenti i mal di testa e come sapete non è possibile assumere dei farmaci antidolorifici eccetto la tachipirina. I responsabili dei mal di testa in gravidanza sono principalmente gli ormoni ma vi possono essere altri fattori scatenanti come stanchezza, tensione, calo di zuccheri e congestione nasale. Per quanto antipatica la cefalea se la pressione è nella norma non vi è nulla di preoccupante, per stare meglio sarà sufficiente prendere una compressa di paracetamolo e rilassarsi in un luogo tranquillo. Ombelico in gravidanza alla 18 settimana L’ ombelico rappresenta il punto di minore resistenza della parete addominale, pertanto, in gravidanza con l’aumento della pressione esercitata dall’ utero tende a uscire all’ infuori. Questo fenomeno prende il nome di estroflessione dell’ombelico ma subito dopo la gravidanza, rientrerà nella sua fossetta originaria proprio perché viene meno la pressione del feto sul ventre. Attenzione alla toxoplasmosi La trasmissione di toxoplasma in gravidanza rappresenta sempre un rischio, per questo è importante conoscere le fonti di contagio e i comportamenti che possono veicolare la malattia nelle donne incinta. Come evitare la toxoplasmosi? Non mangiare carne cruda o poco cotta; Bevi solo latte pastorizzato ed evita i cibi preparati con latte con cui non sei sicura della pastorizzazione; Se consumi frutta e verdura cruda lavala accuratamente con bicarbonato o amuchina sia per evitare di contrarre la toxoplasmosi sia per rimuovere residui di pesticidi e fertilizzanti presenti sulla buccia o nelle foglie; Evita il contatto con le feci di gatto; Maneggia la terra o fai giardinaggio solo con guanti; Lava bene le superfici di preparazione degli alimenti per rimuovere le eventuali spore presenti. 18 settimane e alimentazione Nel corso di questa settimana avrai più appetito e voglia di mangiare. Attenzione perché se non ti alimenti in modo corretto rischi di prendere molti chili che poi saranno difficili da smaltire. La dieta sana in gravidanza assicura un corretto nutrimento del feto con l’occhio alla bilancia. Nel secondo trimestre di gravidanza è necessario un incremento di circa 200-300 calorie al giorno sempre in riferimento al peso di partenza e all'indice di massa corporea (IMC) Cosa mangiare e cosa non mangiare in gravidanza Ecco dei suggerimenti per mangiare in modo corretto ed equilibrato in gravidanza: Latticini: 250 ml al giorno Proteine: 120 gr al giorno Carboidrati: 170 gr al giorno Frutta e succhi: da 2 a 4 porzioni (1 porzione riservata alla vitamina C) Verdure e ortaggi: da 3 a 5 porzioni al giorno Grassi con moderazione Dolci: occasionalmente Bevande: 2 litri di acqua il giorno, da evitare le bevande zuccherate. Alcolici: vietati Aumento materno di peso a 18 settimane Il peso materno accumulato nel corso di settimana 18 dovrebbe essere non superiore a 3-4 kg. Leggi anche Nomi maschili Nomi Femminili Prepararsi al parto: cose da sapere prima del parto Lista nascita Amazon Dieta in gravidanza: cosa mangiare e cosa evitare Lista nascita: metti solo le cose indispensabili Esami in gravidanza Disturbi e rimedi in gravidanza Emorroidi in gravidanza Come combattere la nausea in gravidanza Quando si sentono i primi movimenti fetali? Come vivono la gravidanza i futuri papà Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon. Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. Non vi è alcun obbligo di acquisto ma solo vantaggi. Ogni mese un nuovo regalo di benvenuto da Amazon 10% spendendo almeno 400€ o un 15% quando spendi più di 800€ nella tua Lista di nascita Cosa aspetti fai subito la tua Lista nascita!
- Ecografia accrescimento. eco ostetrica del terzo trimestre di gravidanza per la crescita fetale.
Ecografia accrescimento fetale o ecografia del terzo trimestre, scopri a cosa serve, quando si fa, cosa si vede, dove farla e il costo. Sommario Cos’è l’ecografia terzo trimestre I A cosa serve I Quando si fa I Come si fa l’ecografia I Quanto dura I Si vedono malformazioni? I Ecografia con flussimetria I Stima del peso I Dove fare l’ecografia I Costo Cos’è l’ecografia terzo trimestre o di accrescimento L' eco di accrescimento è un test fetale che sfrutta gli ultrasuoni per ottenere informazioni sul benessere del bambino all' interno dell’utero. L' ecografia della crescita fetale è una metodica non invasiva e non arreca nessun dolore alla madre e non comporta esposizioni a radiazioni per il feto. A cosa serve l’ecografia di accrescimento L' ecografia accrescimento fetale serve ad accertare se il bambino è cresciuto in modo adeguato all' interno dell’utero in relazione alle curve di riferimento del feto. Entrando nello specifico, nel corso dell’ecografia 3 trimestre di gravidanza si analizza: Presenza di attività cardiaca fetale Presenza di movimenti fetali Posizione del feto e presentazione del feto (cefalica, podalica, trasversa) Andamento della crescita fetale Biometria fetale con misurazione della circonferenza cranica, diametro biparietale, circonferenza addominale, lunghezza del femore. Stima della lunghezza e del peso fetale Localizzazione e sede della placenta (posteriore, anteriore, fundica o placenta previa), dimensione, grado di maturità e funzionamento. Quantità del liquido amniotico, AFI con misurazione della tasca massima, e le sue caratteristiche (aumentato, diminuito, oligoamnios, polidramnios, anidramnios) Quando si fa l’ecografia ostetrica del terzo trimestre L' eco accrescimento è un esame che viene eseguito nel corso del terzo trimestre di gravidanza generalmente tra la 32esima e la 34esima settimana, anche se, in alcune circostanze gestazionali necessita di una anticipazione (29esima, 30esima e 31esima settimana) dell’esame per valutare in modo accurato la crescita fetale in un lasso di tempo più breve. Quando l'eco accrescimento si anticipa al settimo mese L' eco accrescimento viene anticipata quando c'è un sospetto di placenta invecchiata o quando vi sono restrizioni della crescita fetale come un ritardo di crescita (IUGR) o un arresto della crescita fetale. Come si fa l’ecografia della crescita fetale L' esame di accrescimento fetale è molto semplice e non richiede alcun tipo di preparazione in quanto si tratta di un controllo non invasivo. Ci si sdraia nel lettino, il medico ecografista mette un gel trasduttore nella pancia e poi procede alla valutazione del bambino con una sonda ecografica, 2D, 3D, 4D, collegata ad un monitor che trasforma gli ultrasuoni in immagini che potranno essere viste sullo schermo. Quanto dura l’ecografia al feto L' ecografia di accrescimento fetale è un test che richiede molta attenzione al fine di rilevare eventuali anomalie fetali o placentari. Generalmente lo studio dura 20-30 minuti, anche se, può durare un tempo maggiore se il medico deve effettuare un monitoraggio accurato del feto e della placenta nei casi di sospetta patologia fetale o malattia placentare. Con l'ecografia accrescimento si vedono malformazioni? L' ecografia a fine gravidanza, quando ancora la diagnosi prenatale non era così sviluppata, veniva utilizzata per rilevare o rintracciare segnali che facessero pensare ad una malformazione fetale, in quanto il bambino era maggiormente cresciuto e più visibile. La presenza di indici di rischio poteva far presumere che il bambino fosse affetto da qualche patologia. Con i progressi medici degli ultimi anni, l’ecografia che studia la presenza di malformazioni fetali di accrescimento o strutturali è l’ecografia del secondo trimestre o ecografia morfologica strutturale in cui il feto viene analizzato in tutte le sue strutture. Ad oggi con l’eco del terzo trimestre è possibile rilevare la presenza di malformazioni evolutive che nel secondo trimestre non potevano essere osservate perchè si sono sviluppate in un secondo momento della gestazione, oppure è utile nei casi in cui l’esame strutturale presentava delle limitazioni come la presenza di cono d' ombra. Le patologie fetali che possono essere studiate con la terza ecografia interessano cuore, reni, polmoni, apparato digerente e gastrointestinale, encefalo e cervello. Ecografia accrescimento fetale con flussimetria Lo studio Doppler del flusso ematico del feto è un test che misura le variazioni del getto di sangue che si verificano nella circolazione materna e fetale al fine di valutare la funzionalità della placenta. Se si rileva uno scarso accrescimento fetale nel corso della terza ecografia della gestazione è possibile eseguire la flussimetria fetale per misurare la quantità e la velocità dell’emissione di sangue dai vasi della placenta ai vasi fetali in particolare all' arteria ombelicale. Stima del peso nell' ecografia di accrescimento fetale L' accrescimento gravidanza permette di fare una valutazione del peso fetale molto precisa con una approssimazione del 10% in più o in meno. Il calcolo del peso fetale rappresenta un dato molto importante per sapere se il bebè sta crescendo correttamente in riferimento alle curve di crescita fetali e dei percentili con cui il bambino si è accresciuto fino a questo momento. Valori al di sotto o al di sopra della tabella dei percentili indicano che il bimbo sta crescendo troppo poco (ad esempio al 3 percentile) o troppo (superiore al 95 percentile) determinando rispettivamente un feto con microsomia, quindi più piccolo per l’epoca gestazionale, o macrosomia, più grande per l’epoca gestazionale. Per la valutazione della biometria fetale ci si avvale delle tabelle di crescita di riferimento. Dove fare l’ecografia accrescimento feto Nel 2017 il Ministero della Salute ha aggiornato i Lea, ossia i Livelli Essenziali di Assistenza, includendo 2 ecografie in una gravidanza fisiologica, e non 3, da fare rispettivamente nel primo e nel secondo trimestre di gravidanza. L' ecografia di accrescimento non è più inclusa nelle prestazioni gratuite della gravidanza fisiologica a basso rischio, eccetto, nelle situazioni in cui vi è una gestazione a rischio in cui si sospetti un problema di crescita fetale o nelle gestazioni oltre il termine in cui è necessaria una valutazione se è possibile far nascere il bambino per le vie naturali o è necessario un parto cesareo. L' ecografia di accrescimento, quindi, non è un esame gratuito e può essere effettuata sia negli ambulatori ospedalieri o nei consultori pagando il ticket oppure privatamente. Ecografia accrescimento costo Come detto l’eco di crescita non è gratuita, eccetto nei casi di gravidanza a rischio. Per godere dell'esenzione dal ticket occorre effettuare l’esame nei tempi previsti e in una struttura pubblica o convenzionata con un costo massimo di 36,15 euro (a meno di “superticket” una quota variabile da Regione a Regione che va a sommarsi al ticket). Se si prenota un'ecografia in un centro privato il costo per singolo esame può variare da 50 a 100 euro, mentre l'ecografia morfologica, che è molto importante e più dettagliata, può arrivare a costare anche 150 euro. Se si decide di sottoporsi ad una ecografia 3d o 4d certamente i costi della prestazione saranno maggiori. Mammamather ostetrica tascabile Rimani connessa con le altre mamme Iscriviti al forum delle mamme e alla news letter Se conosci altri nomi non presenti sulla lista scrivili nei commenti! Se stai per avere un bambino fai anche tu Lista Nascita Amazon. Con la Lista nascita Amazon potrai fare una lista delle cose ti servono per il tuo bambino e condividerla con amici e parenti in modo da ricevere il regalo di cui hai bisogno e che hai scelto tu. Non vi è alcun obbligo di acquisto ma solo vantaggi. 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- Morsi uterini. Come sono le contrazioni post-parto e i rimedi per il dolore nel puerperio
I morsi uterini sono delle contrazioni post-parto che consentono all' utero di ritornare alla dimensione pregravidica e di evitare che la neomamma perda molto sangue. In questo articolo troverai tutto ciò che devi sapere sui morsi uterini e come affrontarli. Sommario Cosa sono i morsi uterini I Il perchè dei dolori post parto I Nel secondo figlio i morsi uterini sono dolorosi I Sintomi e complicazioni I Quando compaiono I Quanto durano I Morsi uterini in allattamento I Dolori post-cesareo I Come alleviare i morsi uterini I Rimedi naturali I Omeopatia I Morsi uterini dopo aborto I Segni a cui prestare attenzione Cosa sono i morsi uterini e perchè causano dolore post-parto Dopo la nascita del bambino e l’espulsione della placenta, la neomamma entra nella fase denominata puerperio, un periodo in cui tutto il suo organismo deve tornare alla condizione pregravidica. Gli organi addominali, nato il bambino ritornano nella sede originaria e l’utero deve via via riacquistare le dimensioni normali al di fuori della gravidanza, involuzione uterina, meccanismo che si compie attraverso delle contrazioni chiamate morsi uterini. L’utero nel post-parto si contrae con forza, in modo da chiudere le boccucce dei vasi che prima nutrivano la placenta, e rimpicciolirsi; la forza di restringimento esercitata dipende da quanto l’utero si è disteso nel corso dei nove mesi. La puerpera potrebbe accusare dei dolori all' utero determinati da questo meccanismo. I morsi uterini sono delle contrazioni involontarie dell’utero, che si manifestano dopo il parto, e servono a riportare l’utero alle dimensioni e alla sede che aveva prima del parto. Le contrazioni del post-parto sono maggiormente accentuate e dolorose nelle donne al secondo o al terzo parto rispetto alle donne che sono al primo figlio. Perchè si hanno i dolori post parto I dolori dopo parto sono causati dagli spasmi dell’utero che si riduce, da circa 1 chilogrammo a mezzo etto; questo processo naturale prende il nome di involuzione uterina. L' utero, nel corso della gravidanza, viene disteso dalla crescita fetale, nei suoi vasi sanguigni aumenta l’afflusso di ematico per nutrire la placenta e il feto; dopo la nascita del bebè improvvisamente l’utero si svuota quindi l’organismo materno per evitare un’eccessiva perdita di sangue, proprio dalla zona in cui si è staccata la placenta (secondamento), esercita delle forti contratture come azione meccanica emostatica. I morsi uterini sono innescati dal rilascio di un ormone materno chiamato ossitocina. L' ossitocina in circolo promuove nella neomamma dei dolori intermittenti e crampiformi, che partono dalla regione lombosacrale per irradiarsi alle fosse iliache e in alcuni casi fino alla radice delle cosce. Perchè nel secondo o nel terzo figlio l’utero contratto è più doloroso I morsi uterini sono più frequenti e intensi nelle donne pluripare, perchè la forza di contrattura che l’utero deve esercitare è maggiore; le fibre muscolari uterine (miometrio) sono provate maggiormente dalla sovradistensione. Contrazioni dopo il parto dolorose, possono interessare anche una prima gravidanza, nelle situazioni in cui l’utero è stato notevolmente disteso come: una gravidanza gemellare liquido amniotico aumentato (polidramnio) quando all' interno dell’utero vi sono coaguli di sangue o piccoli frammenti di placenta o membrane amniotiche. Morsi uterini sintomi e complicazioni I morsi uterini somigliano al dolore dei crampi mestruali e in alcuni casi possono essere avvertiti dalla donna come spasmi molto dolorosi. Il fastidio all' utero si presenta maggiormente quando si attacca il neonato al seno e può essere accompagnato da un’emissione di lochi dalla vagina, proprio in conseguenza della strizzatura uterina. Quando compaiono i morsi uterini I dolori del dopo parto compaiono generalmente nelle prime ore dopo la nascita del bambino e permangono per due tre giorni. Nelle 24 o 48 ore successive al parto, i morsi uterini sono intensi e frequenti. Intensità e frequenza possono prolungarsi anche fino ai primi cinque giorni dopo il parto. I crampi uterini tendono ad aumentare tutte le volte che il bambino ciuccia al seno. In rari casi i morsi uterini possono rappresentare un sintomo molto doloroso, soprattutto quando l’azione di pulitura all' interno della cavità uterina non è stata completa e l’utero, attraverso le contrazioni, tenta di ripulire ed espellere i residui. Contrazioni post parto quanto durano Le contrazioni tendono a scemare con il passare dei giorni anche se l’intensità del dolore può variare da donna a donna. In genere il processo di involuzione uterina associata a dolore si risolve in un breve periodo, il tempo che l’organo riproduttore ritorni alle dimensioni pregravidiche. Morsi uterini contrazioni dopo parto e allattamento Le contrazioni dopo la nascita sono maggiormente avvertite dalle donne che allattano al seno, questo perchè durante la poppata si ha l’attivazione del riflesso mammillo post-ipofisario che provoca l’immissione in circolo di ossitocina. L' ossitocina endogena rilasciata aumenta la contrazione dell’utero, per questo quando il bambino ciuccia al seno la mamma potrebbe avvertire dolore e fuoriuscita di lochiazioni (perdite di sangue dopo parto), l’organismo materno sta funzionando correttamente. Morsi uterini e dolori post-cesareo I dolori post partum possono essere più intensi nelle donne sottoposte a taglio cesareo. L' utero, sottoposto ad un parto cesareo, ha subito un taglio, per permettere al feto di venire al mondo, e poi una cucitura con dei punti di sutura. Inevitabilmente il processo di cicatrizzazione del muscolo uterino, accompagnato dai dolori post-cesareo, genera un fastidio maggiore nella neomamma, senza contare che in alcuni casi dopo l’intervento viene somministrata ossitocina per prevenire un eccessivo sanguinamento post-parto. Certamente i dolori sono avvertiti più intensamente e tendono ad aumentare al secondo o al terzo cesareo. Come alleviare i morsi uterini I morsi uterini raramente sono così dolorosi da rendere necessaria la somministrazione di analgesici, il forte dolore di solito si manifesta nelle grandi pluripare rispetto alle donne che hanno partorito meno di cinque volte. In presenza di morsi uterini molto intensi è possibile assumere un farmaco analgesico a base di paracetamolo (tachipirina) o ibuprofene, oppure medicinali con un principio attivo compatibile con l’allattamento (qualora si allatti). Da evitare i farmaci antispastici che, bloccando la fisiologica e benigna contrazione uterina, potrebbero inibire i morsi uterini determinando sanguinamenti. Morsi uterini rimedi naturali per le contrazioni post parto Per alleviare il disagio delle contrazioni dopo parto è possibile seguire questi consigli: Appoggiare per qualche minuto una borsa d' acqua calda o un cuscino caldo sulla pancia; Bere una bevanda tiepida; Fare una doccia calda; Ondeggiare con i fianchi, camminare o sollevare le gambe. Da non dimenticare che nel puerperio è fondamentale curare l’igiene intima, lavando i genitali con un sapone specifico che rispetti la flora batterica e cambiando con frequenza gli assorbenti, tutto ciò aiuta a prevenire infezioni vaginali o peggio uterine. Alleviare i morsi uterini con l’omeopatia Un aiuto per le contrazioni dolorose è l’omeopatia che, con i suoi rimedi omeopatici, rappresenta un valido alleato nel puerperio. Per alleviare il senso di peso e il dolore alla pancia si può assumere il Fraximus 5Ch con posologia di 5 granuli 3 volte al giorno. Morsi uterini dopo aborto Negli sfortunati casi di aborto o di interruzione della gravidanza o di parto pretermine vi sono dei dolori simili ai morsi uterini. Si presentano come piccoli crampi all' utero accompagnati dalla sensazione di reni indolenzite e dolore al basso ventre. Il malessere è un fenomeno normale che non deve destare preoccupazione, in quanto, nonostante le settimane di gestazione, comunque, l’utero deve ritornare alle sue funzioni e dimensioni naturali. Segni a cui prestare attenzione I morsi uterini sono una manifestazione fisiologica e benigna del puerperio, ma, in alcuni casi, se accompagnati ad altri fenomeni è sempre opportuno avvisare il ginecologo o l’ostetrica e fare un controllo. I casi in cui è necessario un accertamento ostetrico sono rappresentati dai seguenti fattori: perdite di sangue abbondanti e con coaguli; dolori addominali molto forti; febbre. Mammamather ostetrica tascabile
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